Il valore aggiunto del matrimonio, dati alla mano

convivenza vs matrimonioNell’attuale società, spesso le giovani coppie non trovano differenza tra la semplice coabitazione e il formare una famiglia basata sul matrimonio. Gli studi a riguardo mostrano però come il matrimonio sia associato a diversi fattori positivi, sia per i figli che per i genitori.

Il recente report del febbraio 2017 dell'Institute for Family Studies, esaminando i dati relativi a 68 nazioni, rileva (tra le altre cose) come le coppie sposate siano più stabili rispetto alle coppie semplicemente conviventi: confrontando la situazione dei figli a 12 anni, i figli con genitori sposati hanno circa il doppio di possibilità di avere la famiglia ancora intatta dopo 12 anni. E buon senso, esperienze personali, studi scientifici mettono chiaramente in luce quanto questo sia un fattore estremamente positivo per il benessere e la felicità di bambini e ragazzi.

Il prof. Richard Reeves, co-direttore del Center on Children and Families presso la Brookings Institution, ha spiegato: «Il problema è la fragilità dei conviventi rispetto ai coniugi sposati. I bambini nati da coppie conviventi hanno risultati peggiori perché i loro genitori sono molto più propensi a separarsi. Questa instabilità è ciò che danneggia il benessere dei bambini». Sempre per quanto riguarda i figli, il prof. Pascal-Emmanuel Gobry dell'Ethics and Public Policy Center, ...

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L’intellettuale islamico che vede in Gesù Cristo il faro dell’umanità

importanza cristo religioniDa alcuni mesi seguiamo le interessanti pubblicazioni di Mustafa Akyol, intellettuale turco di fede islamica ed editorialista del New York Times. In particolare da quando, nel dicembre scorso, ha invitato i musulmani a festeggiare la nascita di Cristo: «Anche se questa non è una festa musulmana, non abbiamo bisogno di opporci al Natale. La nascita miracolosa di Gesù - il profeta, il Messia, la “Parola” di Dio - non ci deve offendere. Il 25 dicembre i musulmani dovrebbero dire ai loro vicini cristiani "la pace sia con voi", senza esitare ad aggiungere: "Buon Natale!"».

In un recente articolo, Akyol ha sorprendentemente indicato nella figura del Cristo un valido maestro anche per il mondo islamico, la cui sequela potrebbe fare soltanto bene all'Islam in forte crisi d'identità a causa del germe fondamentalista che lo sta dilaniando. «Gesù ha affermato di essere il Salvatore -il Messia- che il suo popolo attendeva», ha scritto l'intellettuale islamico. «Ma a differenza di altri pretendenti messia del suo tempo, non ha scatenato una ribellione armata contro Roma. Ha posto la sua attenzione sul ravvivare la fede e riformare la religione del suo popolo. In particolare, ha invitato i suoi correligionari a concentrarsi sui principi morali della loro religione, piuttosto che ossessionarsi con...

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Il Consiglio di Stato approva le bendizioni a scuola, vittoria della laicità

benedizione e laicitàIl Consiglio di Stato ha ribaltato una sentenza del Tar Emilia-Romanga, accogliendo così il ricorso del ministero dell'Istruzione. Il tutto verte su un caso scoppiato due anni fa quando un istituto di Bologna aveva autorizzato i parroci locali ad incontrare gli alunni e benedire la comunità scolastica.

Nella culla del laicismo italiano, la scelta dell'istituto bolognese -presieduto da Giovanni Prodi, nipote dell'ex premier-, aveva scatenato molte polemiche, con tanto di ricorso al Tar da parte di alcuni genitori ed insegnanti. Il caso era arrivato perfino sulle colonne del New York Times, ne avevamo parlato anche noi.

Il tar aveva accolto le ragioni dei ricorrenti, ieri però il Consiglio di Stato ha deciso in modo diverso, spiegando che è legittimo chiedere che il rito «si svolga nelle scuole, alla presenza di chi vi acconsente e fuori dall'orario scolastico, senza che ciò possa minimamente ledere, neppure indirettamente, il pensiero o il sentimento, religioso o no, di chiunque altro che, pur appartenente alla medesima comunità, non condivida quel medesimo pensiero e che dunque, non partecipando all'evento, non possa in alcun senso sentirsi leso da esso». Quindi, «per un elementare principio di non discriminazione, non può attribuirsi alla natura religiosa di un'attività, una valenza negativa tale da renderla vietata o intollerabile...

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«Sono guarita dall’anoressia perché ho iniziato a credere nell’Eucarestia»

eucarestia e anoressiaLa giornalista Emily Stimpson è una apprezzata scrittrice americana, autrice di un un blog intitolato The Catholic Table, dove si trovano ricette culinarie e racconti di vita.

Il rapporto con il cibo è però stato molto conflittuale per lei, che per un lungo periodo è stata vittima dell'anoressia, incapace di superarla. Recentemente Emily ha raccontato di soffrire di questa malattia da quando aveva 16 anni, nessun medico è mai riuscita ad aiutarla. «Odiavo il mio corpo, mi sentivo grassa e vedevo il cibo come un mezzo per controllare il mondo», ha ricordato. «La mia battaglia con il cibo era un'aggrovigliamento di insicurezze e ansietà, situazione aggravata da una visione materialistica dell'universo».

Era cresciuta come cattolica, ma come gran parte delle persone se ne era disinteressata, abbagliata da richiami più mondani. I pensieri distruttivi che continuamente le venivano, «il mio corpo è un problema, il cibo è il nemico», l'hanno spinta però ad andare oltre la superficie, cercando risposte anche esistenziali sul suo essere al mondo. Ed il tutto nasce, come sempre, da un incontro umano, mai da un ragionamento o una idea personale. «Dopo sei lunghi anni che non entravo in chiesa», ha infatti ricordato, «un collega mi ha aiutato a trovare la mia strada verso casa. Era la Messa, dove ho ricevuto Cristo come cibo. Il pane è diventato il corpo. Il vino è diventato il sangue. Questo è stato il rapporto più...

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La coscienza rimane un mistero, superati dualismo e riduzionismo

ceroni coscienza misteroLa mente è molto più che il prodotto del cervello: l'essere umano non è spiegabile infatti tramite meccanismi neurologici, come invece vorrebbe l'approccio riduzionistico. E' questa la tesi emersa nel recente lavoro di Daniel J. Siegel, docente di Psichiatria clinica presso la UCLA School of Medicine, intitolato Mind: A Journey to the Heart of Being Human (WW Norton & Co Inc 2016).

Un'altra dimostrazione di quanto stia cambiando il panorama neuroscientifico attuale, intenzionato a lasciarsi alle spalle il tentativo di spiegare la personalità umana tramite un approccio puramente materialista (tentando di ridurre la psicologia alla fisiologia). C'è uno studio italiano che riteniamo imprescindibile per chiunque sia interessato a questa affascinante tematica: si tratta della monumentale opera di due docenti dell'Università di Pavia, il neurologo Mario Ceroni e il filosofo Luca Vanzago, con la collaborazione del neuropsichiatra Faustino Savoldi. Il titolo è La coscienza. Contributi per specialisti e non specialisti tra Neuroscienze, Filosofia e Neurologia (Aras edizioni 2014).

Fin dalla prefazione, gli autori identificano il cuore della questione: «il problema della coscienza è la tautologia di un fenomeno che può essere studiato soltanto impiegando il fenomeno stesso. Il mezzo diventa dunque anche un fine e viceversa» (p. 4). Le 1087 pagine non devono spaventare, la lettura è agevole e le quattro parti in cui è diviso il libro la rendono scorrevole: la...

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La showgirl Nadia Toffa sponsor dell’utero in affitto, cioè sfruttamento di donne e bambini

iene mediasetIeri sera la marchetta, priva di contraddittorio, delle Iene alla maternità surrogata. Un servizio nato come vendetta verso il mondo femminista che la scorsa settimana ha chiesto all'ONU che l'utero in affitto venga considerato reato universale, considerandolo «nuovo schiavismo»

Ad ideare lo spot verso tale crimine umano -dove le donne diventano incubatrici viventi (volontarie o spinte per bisogno economico) a cui vengono ordinati bambini da donare, come fossero oggetti, ai meno fortunati-, è stata Nadia Toffa. Nonostante il tema divisivo, la Iena non chiesto opinione ai tanti esperti che si sono opposti all'utero in affitto (tra cui lo psichiatra Paolo Crepet), ma è andata a pescare una delle poche psicoterapeute, Giuliana Barbieri, che ha strizzato l'occhio all'eugenetica, sostenendo che non ci sarebbe nulla di male nel selezionare in laboratorio bambini perfetti e scelti da catalogo -con naso piccolo, occhi azzurri e capelli biondi-, semplicemente ci sembra strano «perché non siamo abituati».

Ad onor del vero qualche tentativo venne fatto in passato nei laboratori di Hitler per creare...

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Un milione per il Papa, meno male che era poco amato…

bergoglio in ginocchioUna folla oceanica di fedeli si è svegliata prestissimo, ha percorso chilometri a piedi e ha atteso ore sotto al sole nel Parco di Monza prima di partecipare alla messa presieduta da Papa Francesco. Lo sa bene chi ha partecipato e chi ha seguito la diretta televisiva della visita pastorale del Pontefice alla città di Milano.

«Fedeli in fuga da Bergoglio» si leggeva solo un anno fa sui siti web dei giornalisti antipapisti. «Bergoglio non è amato dai cattolici ma solo da atei e anticlericali perché sta distruggendo la fede e la Chiesa», ha scritto recentemente Antonio Socci. Erano un milione i fedeli nel Parco di Monza, 80mila i cresimandi che hanno riempito lo stadio San Siro, 100mila milanesi invece hanno recitato l'Angelus con lui sul piazzale del Duomo. Meno male che era poco amato!

Ma i nemici della Chiesa sanno come girare le carte: se i fedeli che seguono il Papa sono pochi, allora è perché sono offesi dai suoi continui rimproveri e dimostra che l'Anticristo ha allontanato la gente dalla fede e dalla partecipazione attiva. Se invece è alta la partecipazione agli eventi pubblici del Pontefice -come hanno dimostrato i numeri delle udienze generali-, allora i tradizionalisti useranno la citazione evangelica "guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi", sostenendo che il mondo segue sempre chi vuol...

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Fine vita, radici cristiane e famiglia: la Chiesa continua a parlare chiaro

chiesa chiarezzaLa Chiesa parla chiaro, anche sui temi più scomodi per la modernità. Per chi avesse dubbi, questa settimana è stata in particolar modo significativa: dal Consiglio Episcopale Permanente al discorso di ieri di Francesco ai Capi di Stato dell'Unione Europea.

«Chi ha sentito parlare la Chiesa, sa che non ha mai smesso di insistere sul fattore famiglia», ha dichiarato il segretario della CEI, mons. Nunzio Galantino durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio permanente dei vescovi italiani. «Non molleremo mai finché non si riscopra la centralità della famiglia per la società e per la società contemporanea, finché non si capisca che la famiglia – quella formata da madre, padre e figli – non è un fatto di Chiesa, ma di società, perché quando si disgrega, si comincia ad adottare un tipo di soluzione che va in una direzione che tante volte con chiarezza abbiamo stigmatizzato e che non ci trova assolutamente d’accordo».

Ci possono essere parole più chiare? No, eppure nessuno dei giornalisti sedicenti confusi, quelli che dicono di essere bussole dei cattolici e denunciano ogni giorno il presunto silenzio ecclesiale sui temi etici, ne ha parlato ai propri lettori o ha ripreso tali dichiarazioni. Mons. Galantino è intervenuto anche sul fine vita, altra tematica scottante: «è un tema che i vescovi seguono con molta...

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Negare la possibilità del miracolo è ghigliottina ideologica, non razionalità

materialismo e razionalitàMolte volte, davanti a eventi inspiegabili, si sente parlare di miracolo. Si tratta sempre di questo oppure di fatti, che, seppur sorprendenti, rientrano nella sfera delle leggi di natura?

Davanti a fenomeni straordinari, come, per esempio, guarigioni improvvise da malattie gravi, per un credente non è difficile pensare ad un intervento diretto di Dio.

Diversamente, per un non credente, la cosa può complicarsi a tal punto, che il miracolo va negato o ridicolizzato, poiché è qualcosa che smuove e, a volte, sradica la persona dalle proprie certezze, dal suo milieu. È qualcosa che minaccia lo status quo. Ed ecco che si ricorre alle più svariate ipotesi, che vanno dalla suggestione alla guarigione spontanea. Fenomeni, questi, che possono essere, a volte, la spiegazione più plausibile ma, altre volte, sono solo goffi espedienti, con cui si cerca di spostare il problema, per togliersi dall’imbarazzo di un Dio troppo ingombrante per il proprio io.

Difatti, davanti alla ricrescita istantanea di un osso, di una gamba (come riportato nel celebre libro di Messori, Il Miracolo) oppure alla guarigione immediata da un tumore esteso, come è possibile parlare di fattori psicosomatici? Se fosse così semplice, tutti guarirebbero allo stesso modo, con un po’ di suggestione. Ma chi consiglierebbe mai ad un malato terminale di sostituire la sua terapia con qualche seduta di psicoterapia? Allo stesso modo, desta qualche perplessità l’ossessivo ricorso all’ipotesi...

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«Sono cresciuta nel mondo Lgbt, avrei voluto una mamma e un papà»

La lettera aperta che qui sotto abbiamo tradotto è apparsa qualche tempo fa su The Federalist e ha attirato moltissima attenzione negli USA, senza però arrivare sui media europei. L'autrice è Heather Barwick, una giovane donna cresciuta con due mamme che ha voluto raccontare la sua esperienza rivolgendosi direttamente alla comunità gay, a cui è ancora molto affezionata.

 

di Heather Barwick da The Federalist, 17/03/15

 

Comunità gay, io sono tua figlia. Mia madre mi ha cresciuto assieme alla sua partner dello stesso sesso negli anni '80 e '90. Lei e mio padre sono stati sposati per un periodo, lei sapeva di essere omosessuale prima di sposarsi, ma le cose erano diverse allora. Lo lasciò quando avevo due o tre anni perché voleva la possibilità di essere felice con qualcuno che veramente amava: una donna.

Mio padre non era un brav'uomo, non si è mai preoccupato di venire a cercarmi. Ho vissuto in una piccola casa accogliente nei sobborghi di una zona molto liberale. La partner di mia madre mi ha cresciuto come fossi sua figlia e sono stata ereditata dalla loro affiatata comunità di amici gay e lesbiche.

Ad ogni modo, sento ancora che le persone gay sono le mie persone. Ho imparato così tanto da voi. Mia avete insegnato ad essere coraggiosa, soprattutto nei momenti difficili. Mi avete insegnato empatia. Mi avete insegnato ad ascoltare. E come ballare. Mi avete... Continua a leggere...

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Se la mafia minaccia la Chiesa è perché la vede come nemica

don ciotti chiesa mafiaPochi giorni fa sono apparse delle scritte ingiuriose sui muri dell'arcivescovado di Locri (Reggio Calabria), dove risiede monsignor Francesco Oliva. Uno dei messaggi era rivolto a don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera. Un altro messaggio era diretto contro il sindaco.

Fra scandalosi "inchini" durante le processioni e alcuni monsignori e vescovi condannati si potrebbe commettere l'errore di ipotizzare una omertà ecclesiale o un "non ha mai fatto abbastanza" contro la mafia, ma evidentemente la 'ndrangheta vede anche la Chiesa, oltre allo Stato, come nemica. E questo basta a chiarire le cose. E se non bastasse ricordiamo esempi recenti: l’arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, ha impedito la commemorazione della morte di un esponente della ’ndrangheta, l'arcivescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, ha solidarizzato con don Fernando Russo che ha abbandonato la processione quando un gruppo di fedeli ha deciso di far sostare la statua della Vergine davanti alla casa di un boss mafioso. Importante anche la presa di provvedimenti contro questi "inchini" da parte dell'arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, che ha chiesto l'aiuto delle questure per stilare...

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L’ateismo è in estinzione perché inadatto alla modernità: lo sostiene uno studio

decrescita ateiNel 2011 abbiamo segnalato uno studio tedesco che suggeriva l'estinzione delle società con prevalenza di persone non credenti in quanto i popoli religiosi presentano ben superiori tassi di nascite.

In questi giorni una ricerca americana, pubblicata su Evolutionary Psychological Science, ha confermato la tesi. Quattro studiosi di fama mondiale, Lee Ellis, Anthony W. Hoskin, Edward Dutton e Helmuth Nyborg, hanno infatti osservato il ribaltamento della classica tesi della secolarizzazione: «Per oltre un secolo gli scienziati sociali hanno previsto il declino dei credo religiosi e la loro sostituzione con prospettive più scientifiche e/o naturalistiche. Una previsione conosciuta come l’ipotesi della inarrestabile secolarizzazione». Ma lo scetticismo generale verso questa convinzione è stata da loro confermata studiando grandi campioni di studenti universitari in Malesia e negli Stati Uniti, scoprendo che a diventare minoranza saranno coloro che non si riconoscono in alcuna fede.

«È ironico pensare che i metodi contraccettivi...

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Il “diritto a morire”? Con l’eutanasia si trasformerà in “dovere di morire”

eutanasia pendio scivoloso    di Aldo Vitale* *Dottore di ricerca in Storia e Teoria generale del diritto presso l’Università Tor Vergata di Roma

 

Mentre in Italia si (ri)comincia a discutere di fine vita, dopo quasi un decennio dal caso Englaro, con tutte le implicazioni etiche e giuridiche che riguardano il delicato tema in questione e che, purtroppo, non vengono affrontate con la dovuta serietà e professionalità dalla maggior parte dei mezzi di comunicazione di massa, all’estero, a livello scientifico, il dibattito è già progredito di grado.

Se il diritto di morire è sempre stato descritto come manifestazione dell’autodeterminazione e dell’autonomia, cioè della libertà, di ciascuno di poter decidere, oltre che come vivere, anche e soprattutto come morire, esemplari in questa direzione le parole di Umberto Veronesi per il quale, infatti, «scegliere la morte per evitare sofferenze intollerabili fa parte dei diritti inalienabili della persona, e non si può affermare che la vita è un bene non disponibile da parte dell’individuo senza negare il concetto stesso di libertà», è anche pur vero che proprio per le paradossali sorti della storia umana, il principio di autonomia a cui viene delegato il compito di sostenere e fondare giuridicamente ed eticamente il diritto di morire, viene poi ben presto rinnegato dai suoi stessi sostenitori che quanto prima si risolvono per essere i suoi più accaniti detrattori nel caso si debba trattare non più del diritto...

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Dal Papa nessuna misericordia-buonismo: «il perdono? Solo dopo aver confessato il peccato»

buonismo bergoglio«Lui è disposto sempre a perdonarci. Soltanto, dobbiamo chiederlo. Questo ci incoraggi nel cammino della vita cristiana, ci incoraggi a chiedere perdono per i nostri peccati». Basterebbe ascoltare qualche omelia di Papa Francesco per scoprirlo radicalmente diverso da quanto viene dipinto dal gruppetto di giornalisti che lo perseguita su blog e social network.

Una delle accuse più frequenti a lui rivolta, infatti, è di fare «ripetutamente ricorso in modo generico alla categoria della misericordia senza chiamare in causa quella del giudizio e alla categoria del discernimento senza precisare a che cosa si deve agganciare e a che cosa deve portare». Questa una delle tante, e poco comprensibili, reprimende del giornalista/teologo/custode della dottrina cattolica Aldo Maria Valli.

Eppure dovrebbe essere semplice per un giornalista scoprire che dal Papa non arriva alcun messaggio di buonismo fine a se stesso. E' vero, c'è un'insistenza particolare da parte di Francesco sul presentare Dio e la Chiesa come luogo di perdono, di accoglienza, di riconciliazione verso se stessi. Nonostante le diaboliche resistenze dei tradizionalisti-sedevacantisti, il Pontefice vuole riavvicinare i tantissimi che si sono creati l'immagine di una Chiesa che colpevolizza a prescindere, di un Dio dal dito puntato, di una fede concepita come moralismo soffocante, di un cristianesimo ridotto al si può o non si può fare?

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Fedez e J-Ax, se le soubrette diventano i nuovi bulletti Lgbt

dito medio «Ho usato droghe sintetiche in modo spropositato, so di avere l'aspetto di un narcotrafficante». «Sono diventato un drogato di cocaina, mi devastavo». Il primo a parlare è Fedez, il secondo J-Ax. E' certamente curioso che i nuovi profeti arcobaleno condividano lo stesso insano passato.

Verrebbe da chiedersi con quale autorità queste due banali soubrette, che fino a ieri avevano ben altre preoccupazioni, oggi pretendano insegnare al mondo cos'è la famiglia e facciano il dito medio a chiunque non la pensi in modo arcobaleno. Certo, le persone cambiano e il passato per fortuna non compromette il presente. Ma è oggi che Federico Leonardo Lucia viene accusato di istigare alla droga tramite i suoi "brani" sui lacci emostatici, mentre Alessandro Aleotti è noto attivista per la legalizzazione delle droghe e bazzica da sempre quel mondo. Certi "valori" rimangono gli stessi per entrambi, a quanto pare.

I comunisti col Rolex, titolo del loro ultimo album, hanno sfruttato la tv berlusconiana per insultare chi si oppone alle adozioni gay, riconducendoli genericamente ai partecipanti al Family Day. Il tutto recitando un copione scritto dalle Iene, bisognose di una marchetta all'associazionismo Lgbt dopo aver realizzato, poche settimane fa, un'inchiesta sull'Unar e sui vizietti dei circoli omosessuali, pagati tramite soldi pubblici.

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