L’incredibile discorso del deputato progressista: «credo nel socialismo, voterò contro l’aborto»

Dopo l'approvazione alla Camera, in Argentina, qualche giorno fa è iniziato al Senato il dibattito sulla legalizzazione dell'aborto. Il presidente argentino, Mauricio Macri, pur dichiarandosi contrario ha annuciato che non metterà il veto in caso di votazione positiva.

Il presidente ha così risposto negativamente alla richiesta di veto arrivata da mons. Víctor Fernández, nuovo arcivescovo di La Plata ed ex rettore dell’Università Cattolica, definito il "teologo di Papa Francesco" in quanto ha collaborato con lui alla stesura di documenti fondamentali dell'attuale pontificato. E proprio Fernández sta guidando con coraggio la battaglia della Conferenza Episcopale Argentina in favore della vita e contro all'apertura all'interruzione di gravidanza.

Parallelamente alla posizione della Chiesa si è schierato anche un deputato del Frente Progresista Cívico y Social, partito socialista di sinistra. Il suo nome è Luis Gustavo Contigiani e attraverso il suo emozionante intervento alla Camera, con la voce rotta dall'emozione della preoccupazione per un momento storico tanto delicato, ha annunciato il...

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Sindone, da Borrini e Garlaschelli silenzio sulle obiezioni che invalidano lo studio

Le macchie di sangue impresse sulla Sacra Sindone sarebbero incompatibili con quelle di una crocifissione. Dicono di averlo dimostrato due studiosi noti per i loro numerosi tentativi di screditare l'autenticità della reliquia, Luigi Garlaschelli (chimico in pensione) e Matteo Borrini (Università di Liverpool). Un esperimento, il loro, viziato però da enormi ingenuità ed errori che abbiamo puntualmente elencato nella nostra immediata risposta.

Una critica ben documentata è arrivata anche dal dott. Paolo Di Lazzaro, dirigente di ricerca presso l'Enea di Frascati e vicedirettore del Centro Internazionale di Sindonologia. Tuttavia, sui media sono apparse anche altre repliche, ma nessuna di esse è entrata dettagliatamente nel merito.

Oltre alle parole dell'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, abbiamo letto (e ascoltato) l'intervento di Pierluigi Baima Bollone, ordinario di medicina legale all'Università di Torino, il quale ha segnalato che «il lavoro si basa su un sistema chiamato BPA, molto criticato a livello scientifico. Dall’aspetto delle...

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“False testimonianze”: come ti smaschero i miti anticattolici

È stato pubblicato dalle Edizioni Lindau, uno degli ultimi libri di Rodney Stark, False testimonianze Come smascherare alcuni secoli di storia anticattolica. Il noto e apprezzato sociologo della religione, e docente di Scienze sociali presso la Baylor University (Texas), nella sua prefazione spiega il perché di questa ricerca storica, volta a smascherare i miti diffamatori perpetrati nei secoli contro la Chiesa cattolica: «Non sono cattolico e non ho scritto questo libro per difendere la Chiesa. L’ho scritto per difendere la storia».

Ed è con questo nobile scopo, che Stark, «indipendent Christian» di famiglia luterana, «edotto sulla malvagità cattolica e su come Martin Lutero ci aveva resi liberi di pensare con la nostra testa e di andare alla ricerca del sapere» (p. 281), e docente a Baylor, «la più grande università battista del mondo … fino a non molto tempo fa … focolaio di anticattolicesimo militante» (p. 311), ha esaminato la storiografia di «storici non-allineati» -indipendenti dal main stream illuminista-, e basandosi su tali fonti storiche ha dedicato dieci capitoli ai temi più discussi e discutibili, cioè, a quei falsi miti con cui si è etichettata la Chiesa cattolica: l’accusa di antisemitismo, la sparizione dei vangeli apocrifi, la persecuzione cristiana contro i pagani dell’impero, i “Secoli Bui”, le Crociate, l’Inquisizione, i rapporti con la scienza e la schiavitù, l’accusa di appoggiare regimi autoritari e la questione della modernità.

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Mons. Lemaître, padre del Big Bang: cambiò la mente di Albert Einstein

Anche Google ha celebrato l'anniversario di nascita di mons. Georges Lemaître (17 luglio), padre del Big Bang e colui che ha aperto l'era contemporanea della cosmologia.

Sacerdote e fisico di origine belghe, non solo rappresenta uno dei più grandi rivoluzionari scientifici della storia, non solo è un esempio universale della compatibilità tra scienza e fede ma è stato anche colui che, con molta umiltà, corresse il suo amico e collega Albert Einstein. Tre furono i principali contatti pubblici tra Lemaitre ed Einstein, nei quali il gesuita belga convertì il padre della relatività alla teoria della nascita e della continua espansione dell'universo.

Nato nel 1894 a Charleroi, la precocità per la scienza per il giovane Lemaitre fu parallela alla vocazione religiosa, tanto che all'età di 9 anni decise di diventare sacerdote. Seguì comunque il consiglio dei genitori e si formò nei collegi dei gesuiti. Nel 1922 pubblicò una tesi sulla fisica di Einstein che lo portò all'Università di Cambridge in qualità di ricercatore in astronomia. Quasi in parallelo venne ordinato sacerdote, nel settembre 1923, all'età di 29 anni. Iniziò a collaborare con il celebre astrofisico Arthur Eddington e, nel 1927, Lemaître anticipò (sugli Annales de la société scientifique de Bruxelles) quella che oggi conosciuta come legge di Hubble, che riguarda la velocità con cui le galassie si separano (recessione delle nebulose).

Arriviamo al primo...

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Quello spot della Chicco che indigna i fautori dell’amore libero…

di Monica Mondo, da Il Sussidiario, 14/07/18

 

Che strano. Un volta a vedere lo spot della Chicco si sarebbero scandalizzati benpensanti e clericali, prelati e beghine irrancidite. Oggi si scandalizzano i fautori dell'amore libero, gli ideologi del pensiero libero, i pasdaran della libera religione.

Curioso, i preti che ho conosciuto io l'han sempre detto, che i cristiani fanno l'amore più e meglio degli altri; forse sono rimasti i soli, a farlo consapevolmente e liberamente. E infatti oggi sono proprio i cattolici a strizzar l'occhio con simpatia a uno spot provocatorio ma innocente e reale come la vita: uomini e donne si incontrano, si guardano, si piacciono, si amano, e si uniscono sessualmente per amore.

Se non fosse provocatorio, non sarebbe uno spot. Abbiamo visto provocare con nudità di ogni tipo, con il nome di Gesù sui fondoschiena dei jeans, con amori saffici esibiti, e non credo che un solo bambino possa restare turbato da qualche acrobazia condita d'abbracci e baci, da qualche rovesciata sui divani. Uno spot esagera per antonomasia, i suoi protagonisti sono tutti fighi e rampanti, ma rappresentano una verità che appartiene a tutti. A tutti. Anche agli omosessuali, che sbagliano a sentirsi discriminati, ancora una volta innalzando steccati in cui autoconfinarsi: sono gli amplessi di uomini e donne che li hanno resi vivi, fors'anche per una notte.

Uno spot è leggero per antonomasia, e gioca, scherza su temi seri: e nulla è più serio della deprimente denatalità...

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Caro Vattimo, definirsi comunista è ancora peggio dell’essere fascisti

Mentre Benedetto XVI scrisse a Piergiorgio Odifreddi ringraziandolo di avergli inviato una copia di un suo libro, Francesco ha recentemente fatto lo stesso con il filosofo Gianni Vattimo. Telefonandogli, però, come è sua abitudine. Così, il leader italiano del pensiero debole si è trovato al centro dell'attenzione mediatica.

«Il fatto che il Papa abbia trovato il tempo di chiamarmi ha un grande significato, sono commosso ed emozionato da questo, cosa posso fare...», riferisce Vattimo. «Il Papa è pur sempre il Papa, e poiché sono un credente e credo soprattutto nella Chiesa, è chiaro che aver parlato con lui mi ha profondamente colpito». Un grande passo in avanti rispetto a 18 anni fa, quando diceva di sé: «credo a un cristianesimo senza il Papa, senza l' etica sessuale, senza il peccato. Credo alla chiesa dei credenti, non alla chiesa delle gerarchie. Io sono un mezzo credente, un credente debole». Negli anni si è rinforzato?

Pochi giorni fa si è però anche lamentato: «Leggo anche di una mia conversione dopo la telefonata...

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Sindone: “false le macchie di sangue”? L’unica “falsità” è il nuovo tentativo di Garlaschelli

Esattamente 40 anni fa, nel 1978, la Sindone venne giudicata "falsa" in quanto lo studioso Walter McCrone affermò (erroneamente) che sul telo sindonico non c'era nessuna traccia di sangue ma una mistura di pigmenti di ossido di ferro e vermiglione. Ieri, due noti scettici dell'autenticità della Sindone, dopo aver amaramente digerito che sì, si tratta di sangue umano, hanno concluso che però le macchie sono irrealistiche rispetto alla posizione di una persona crocifissa.

Nelle ultime ore siamo stati sommersi da richieste di rispondere e confutare questo nuovo studio, pubblicato sul Journal of Forensic Sciences. Ma, in linea di principio, bisognerebbe accogliere con favore tutte le ricerche, a favore e contro l'autenticità della Sindone (alla quale nessuno, tanto meno la Chiesa, obbliga a considerarla autentica). Certo, quando tutto l'apparato mediatico in perfetta sincronia parla di "falsità" della Sindone senza che tale conclusione sia nemmeno contenuta nello studio (dove si legge solo di "colature di sangue irrealistiche"), quando si legge che l'autore è il solito chimico di Pavia, Luigi Garlaschelli (responsabile scientifico del CICAP, Comitato Italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze) che ha già fallito esperimenti simili sulla Sindone, allora l'odore di bufala inizia a sentirsi.

Analizzando la ricerca con serietà e distacco, si legge che i due studiosi hanno utilizzato un manichino facendovi colare -attraverso una cannula- del sangue intriso di anticoagulante per osservare la direzione del liquido...

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La Chiesa discrimina se nega funerali ai buddisti, se li celebra è invece irrispettosa…

"Se sei bello ti tirano le pietre, se sei brutto ti tirano le pietre". Il ritornello di questa vecchia canzone torna in mente nel leggere lo scandalismo dei media per un funerale cattolico negato ad una donna buddista. Curioso: se invece la Curia avesse celebrato il funerale, gli stessi avrebbero urlato al mancato rispetto delle scelte altrui, al "funerale cattolico inflitto".

Barbara Budai, una donna di 45 anni di San Felice Circeo, è deceduta a causa di un cancro. Gli amici hanno testimoniato la sua conversione, durante la malattia, al buddismo e l'aver trovato conforto in una comunità buddista. Alla sua morte, però, gli stessi si sono rivolti al parroco del paese per chiederne il funerale cattolico ma il prelato non lo ha ritenuto opportuno proprio considerando le libere e legittime scelte religiose della donna. Il vescovo della diocesi di Latina ha confermato il giudizio e la vicenda è finita sui giornali.

In una lettera aperta, gli amici hanno criticato il rifiuto dicendo che perfino ai mafiosi viene concesso il funerale, ma viene rifiutato a chi è di un'altra religione. Ma da quando il "funerale cattolico" è un diritto umano, un rito obbligatorio per chiunque? Il paragone, inoltre, non regge poiché essere peccatori -anche terribili peccatori, come ladri e assassini- non autoesclude automaticamente dalla Chiesa cattolica (a meno che non si venga scomunicati come lo sono, di fatto, i mafiosi. Ai quali, salvo rare eccezioni,...

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«Sono un biologo e la scienza mai ha risposto al significato della mia vita»

La scienza ci mette spesso nelle condizioni di contemplare più da vicino la bellezza delle cose. Ma non può rispondere al perché abbiamo un desiderio di bellezza e, più in generale, al senso della vita. Il biologo James Holden lo ha ben chiaro: «Il fatto è che la scienza non mi ha mai dato spiegazioni soddisfacenti riguardo il senso e lo scopo della vita, né mi ha detto nulla sulle ragioni per apprezzare la bellezza o la carità».

Potrebbe benissimo essere una risposta all'entomologo naturalista E.O. Wilson, secondo cui «la scienza non è semplicemente un’altra impresa come la medicina, l’ingegneria o la teologia. È la fonte di tutto il sapere che abbiamo del mondo reale che può essere accertato e uniformato al sapere preesistente» (E.O. Wilson, La conquista sociale della Terra, Cortina 2013, p. 327). Al contrario, spiega Holden, docente di Microbiologia presso la prestigiosa Università del Massachusetts, già ai tempi del dottorato «non mi sentivo soddisfatto: i risultati raggiunti non mi appagavano, mancava qualcosa. Così, terminato il dottorato, iniziai a cercare una filosofia di vita alternativa. Ho esplorato i fondamenti di molte tradizioni religiose».

Ha così recuperato la fede cristiana abbandonata in gioventù: «ho capito che quella cristiana fosse la fede che aveva qualcosa in più da dirmi, soprattutto l’idea di grazia, di amore, di sacrificio e il fatto che quanto facevo era ispirato da...

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Paolo VI mise il veto sulla pillola. L’elogio di Bergoglio: «fu un profeta coraggioso!»

«Penso al Beato Paolo VI. In un momento in cui si poneva il problema della crescita demografica, ebbe il coraggio di difendere l’apertura alla vita nella famiglia. Non è stato un arretrato, un chiuso. No, è stato un profeta, che con questo ci ha detto: guardatevi dal neo-Malthusianismo che è in arrivo». Peccato che nessuno stia ricordano questi netti giudizi di Francesco sul Papa della Humanae Vitae, l'enciclica che -tra le altre cose, poiché non bisogna ridurla a questo- ribadì anche il rifiuto alla contraccezione chimica da parte della Chiesa.

E' un tema tornato d'attualità grazie allo studio di mons. Gilfredo Marengo, docente al Pontificio Istituto Teologico Giovanni Paolo II e autore del libro La nascita di un’enciclica. Humanae vitae alla luce degli Archivi Vaticani (Libreria Editrice Vaticana 2018). E' emerso che Paolo VI, nell’ottobre 1967, chiese un parere sulla contraccezione ai padri sinodali in vista della pubblicazione dell'enciclica: soltanto 26 su 200 risposero per iscritto, la maggior parte si disse favorevole a una qualche apertura alla pillola contraccettiva, i contrari furono 7. Tuttavia, nonostante il parere positivo dei vescovi e dei teologi consultati, Montini ritenne comunque di non dover cambiare la posizione dei suoi predecessori e promulgò la famosa enciclica (seppur senza il crisma dell'infallibilità).

Tra i sette vescovi...

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L’UAAR costretta a chiudere il Forum ufficiale: i membri troppo aggressivi (tra loro)

L'Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR) continua ad avere grossi problemi con i suoi razionalistici soci e tesserati, che persistono ad insultarsi tra loro piuttosto che sorseggiare laicamente approfondimenti sull'inclusività e rispettosità della morale laica, non arrogantemente detentrice di una inesistente "verità".

Il 14 giugno scorso, infatti, la dirigenza UAAR ha dovuto chiudere una volta per tutte il Forum ufficiale, divenuto «una sorta di arena di utenti particolarmente rissosi» che producono «sfinenti ed interminabili diatribe tra utenti le cui responsabilità erano ormai distribuite pressoché alla pari. Si annullava, infatti, la differenza tra chi insultava e chi, talvolta anche in modo subdolo, provocava quell’insulto; tra chi appariva (a volte a torto e a volte a ragione) il violento e aggressivo e chi (a volte a ragione ma spesso anche a torto) vittima che denuncia». Adolescenti allo sbaraglio, altro che scettici illuminati.

Non è la prima volta che i razionalisti mostrano di non esserlo. Già nel 2012, come avevamo puntualmente documentato, l'UAAR è arrivata a nascondere il Forum, vergognandosi dei suoi frequentatori. Fu l'occasione in cui emerse l'enorme insoddisfazione dei militanti...

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El Salvador dice “no” all’aborto, sconfitti New York Times ed Amnesty International

Nonostante una massiccia campagna di pressione da parte di New York Times, CNN, BBC, Human Rights Watch ed Amnesty International, l'uccisione di bambini non ancora nati tramite aborto continuerà a rimanere illegale in El Salvador. Quando queste grandi compagnie di corruzione ideologica falliscono i loro obiettivi è un momento di speranza per un mondo migliore.

I coordinatori di Amnesty International hanno dichiarato furiosi che i «legislatori di El Salvador hanno le mani macchiate di sangue dopo aver rifiutato persino di discutere la proposta di depenalizzazione dell'aborto. La fallita opportunità di porre fine a questa ingiustizia è un duro colpo per i diritti umani in El Salvador». Chi si rifiuta di uccidere avrebbe le "mani macchiate di sangue". Amnesty International è come Hitler quando dal suo pulpito si indignò moralmente accusando il cristianesimo di aver macchiato di sangue i popoli precristiani.

Sul PanamaPost si legge che «sebbene la decisione sia stata presa a livello legislativo, decisive sono state le dimostrazioni di strada della società civile e la raccolta di decine di migliaia di firme in difesa della vita dei non nati». Davide contro Golia, in pratica.

La costituzione...

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Croazia finalista ai Mondiali. L’allenatore Dalic: «domenica? Come sempre, andrò a Messa»

Per chi segue i Mondiali di calcio, non potrà non essersi stupito di una cenerentola in finale. La Croazia ha infatti battuto l'Inghilterra e, per la prima volta, giocherà l'ultima partita, sfidando la Francia. Ancor più curioso è che l'allenatore della selezione croata sia un perfetto sconosciuto, che fino a ieri allenava, con alterne fortune, squadre albanesi, saudite e degli Emirati Arabi.

Il suo nome è Zlatko Dalic, 51 anni, sposato e padre di due figli. Segno caratteristico: umiltà, che non significa "buonismo". Dopo la prima partita ha mandato a casa l'attaccante Kalinic rifiutatosi di scendere in campo contro la Nigeria. Un'altra caratteristica del tecnico croato è una genuina fede cattolica. Non tanto per il rosario custodito in tasca durante le partite -abitudine che per molti sportivi in realtà somiglia a mera scaramanzia pagana, una sorta di amuleto-, piuttosto per quanto ha raccontato di sé. «Tutto ciò che ho fatto nella mia vita e nella mia carriera professionale», le parole di Dalic, «lo devo alla mia fede e sono grato per questo al buon Dio».

In una lunga intervista per la rivista Glas Koncila, curata dall'arcivescovo di Zagabria, ha anche parlato della sua infanzia a Livno. «La casa dei miei genitori era la più vicina al monastero francescano. Ero un chierichetto da bambino, felice di andare in chiesa. E' stata mia madre che mi ha insegnato e trasmesso la...

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Negozi chiusi di domenica: da Di Maio (e dal Papa) una proposta intelligente

Nel 2012 il decreto Salva Italia liberalizzava gli orari di apertura dei negozi e di altri enti pubblici, questo per facilitare il commercio e migliorare il servizio consumatori. Tale azione di governo, atta a rilanciare l’economia dopo la crisi del 2008, cercava di aiutare commercianti e negozianti, cosa che effettivamente è riuscita a fare, almeno in parte. Ma ha anche portato enormi problemi per i dipendenti.

Un caso è recentemente scoppiato al centro commerciale Oriocenter di Bergamo, dove con una circolare si comunicava ai lavoratori gli orari da coprire durante i giorni festivi di Natale e Santo Stefano. E' scoppiata una protesta che ha visto coinvolti metà dei 3.000 dipendenti, tanto da far arrivare il caso fin in Parlamento. Già all’epoca, il neo ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, si era espresso a favore dei dipendenti, scrivendo che “tutte le famiglie hanno il diritto al riposo anche quelle che posseggono o gestiscono esercizi commerciali. Famiglie più felici sono la premessa di una Italia più forte!”. In questi giorni lo stesso Di Maio ha proposto un cambiamento del decreto, suscitando scontri tra sindacati e le associazioni dei consumatori. Ha quindi aggiunto: «Anche il Santo Padre, del resto, si è espresso più volte sull'importanza del riposo domenicale...

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Bestemmiava contro le Sentinelle in Piedi, condannato il “Nazista dell’Illinois”

Mentre i suoi "colleghi" picchiavano le Sentinelle in Piedi durante le manifestazioni contro la legge bavaglio sull'omofobia, lui, Giampietro Belotti, si travestiva da nazista dell’Illinois, con tanto di Mein Kampf e cartellone con la scritta: “I nazisti dell’Illinois stanno con le Sentinelle”.

«Sono sempre stato appassionato di feste in maschera e costumi assurdi», ha spiegato Belotti. Certo, ognuno ha gli hobby che meglio soddisfano la propria maturità intellettiva, tuttavia l'esibizione non è servita a nulla: la legge sul reato d'opinione è rimasta sepolta, i picchiatori Lgbt sono stati condannati (sei mesi di reclusione e 10mila euro di multa) e a lui hanno ritirato il porto d'armi. Ha impugnato il decreto del prefetto, ma il Tar gli ha dato torto. Non potrà più usare i suoi 12 fucili: «La vivo come un'ingiustizia, non sono un violento», ha dichiarato.

La Prefettura, però, la pensa diversamente e ha giustificato l'atto affermando che la «messinscena» di Belotti contro le Sentinelle, ha causato «un pericolo per la sicurezza pubblica», era «intenzionalmente provocatoria nei confronti di manifestanti e diretta a turbare il regolare...

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