Il bellissimo saluto di fine corso universitario di questo docente di matematica

carlo ravagliaUltimo giorno di lezione all'Università di Bologna, siamo nel Dipartimento di Matematica e il corso è quello di Analisi 1. Per tutto l'anno si è parlato di funzioni, numeri reali, calcolo dei limiti, di derivate e integrali. Ma l'ultimo giorno, lo sa chi ha frequentato l'università, è anche il momento dei saluti e degli auguri, sopratutto se si è vicini al Natale.

Grazie ai diversi video che gli studenti bolognesi hanno caricato su Youtube, si può sbirciare lo speciale saluto che il prof. Carlo Ravaglia, docente di Analisi Matematica, ha voluto fare ai suoi allievi. Abbiamo così scoperto un grande uomo, un maestro nel vero senso della parola che non si limita all'insegnamento tecnico della sua materia, ma sente la responsabilità dell'educatore, di colui che offre ai suoi studenti, prima di salutarli definitivamente, ciò che di più buono ha visto nella vita. «Nella vita», spiega il prof. Ravaglia, «bisogna prendere una posizione e nel mio insegnamento ho chiara una cosa: non può restare solo una trasmissione di nozioni».

Nel 2009 ha pensato di leggere alcune parole di una poesia di Leopardi: "Natura umana, or come, se frale in tutto e vile, se polve ed ombra sei, tant'alto senti?". Descrive la contraddizione dell'uomo: nato da polvere eppure capace di desiderare l'infinito. «Questo per me significa», ha continuato, «che nei confronti dell'uomo sono possibili due posizioni: la prima...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 54 Commenti

Il batterista Tullio De Piscopo: «sono stato a Medjugorje, oggi non bestemmio più»

Tullio de piscopoUn gigante della musica, forse tra i più importanti batteristi della storia italiana. Si chiama Tullio De Piscopo, napoletano, collaboratore di grandi artisti italiani e internazionali, da Lucio Battisti a Chet Baker, da Pino Daniele a Max Roach.

Nel libro edito da Ares La mia vita è cambiata a Medjugorje, l’autore Gerolamo Fazzini riporta l’intervista fatta a De Piscopo: «nel corso degli anni Novanta», ha spiegato, «un mio collaboratore mi aveva parlato di Medjugorje. Sono sempre stato credente, sebbene ‘a modo mio’». Una fede per tradizione, dunque, non vissuta coscientemente.

Fino al 2012: «stavo girando la Campania, cosi andai a Salerno da un amico medico. Mi visita: lo vedo che cambia espressione e si fa serio: mi prescrive una serie di analisi, mentre tenta di sdrammatizzare. Ma in me cominciano a sorgere dubbi. Ritornato da Napoli a Milano per un concerto, mi sottopongo a nuovi esami e dalla Tac emerge che ho un tumore maligno, uno dei più brutti». A Tullio danno sei mesi di vita ma il male, al posto che allontanare da Dio come vorrebbe qualcuno, fa mettere da parte il superfluo e porta a pensare alla vita vera. «Fu in quei momenti che pensai fortemente alla Madonna che aveva architettato questo disegno per farmi prendere coscienza del valore del tempo, dell’esistenza....

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 46 Commenti

Benedetto XVI a Francesco: «Santo Padre, nella sua bontà mi sento protetto» (video)

francesco benedetto«Grazie soprattutto a lei, Santo Padre!», così ieri Benedetto XVI si è rivolto a Papa Francesco, nel suo primo discorso pubblico, a braccio, dopo la sua rinuncia al ministero petrino. «La sua bontà, dal primo momento dell’elezione, in ogni momento della mia vita qui, mi colpisce, mi porta realmente, interiormente. Più che nei Giardini Vaticani, con la loro bellezza, la sua bontà è il luogo dove abito: mi sento protetto. Grazie anche della parola di ringraziamento, di tutto. E speriamo che lei potrà andare avanti con noi tutti su questa via della Misericordia Divina, mostrando la strada di Gesù, verso Gesù, verso Dio».

Avrebbe potuto semplicemente limitarsi a partecipare senza intervenire alla commemorazione in suo onore del 65° anniversario di ordinazione sacerdotale, oppure leggere un discorso formale, con semplici saluti e ringraziamenti. Aveva diverse opzioni, invece ha voluto sostenere platealmente il suo successore, ringraziandolo e dedicandogli parole di affetto sincero, di sequela, di continuità, di unità.

Un intervento, quello del Papa emerito, che ha fatto il giro del mondo, venendo pubblicato in lingua inglese, ...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 98 Commenti

La coscienza è un’illusione? Chi lo afferma coscientemente, è un illuso!

tagliareLa riflessione che segue è stata tratta dal libro "Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza" (Paoline 2016), scritto da Armando Savini. Ringraziamo l'autore per aver concesso la pubblicazione e suggeriamo ai lettori l'acquisto dell'interessante volume.

 

di Armando Savini da "Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza" (Paoline 2016)

 

Ultimamente la scienza ha cominciato a studiare alcuni fenomeni che vanno sotto il nome di NDE, acronimo di Near-Death Experience, tradotto generalmente con esperienze di premorte. Sono eventi vissuti da persone in stato di incoscienza o clinicamente morte, con assenza di battito cardiaco e respirazione, i quali tuttavia, ripresa conoscenza, ricordavano tutto quello che era successo in sala operatoria, descrivendo la disposizione di essa e del tavolo operatorio.

Tali ricerche sembrano convergere verso un punto fondamentale: la coscienza del proprio sé è qualcosa che supera lo spazio e il tempo, ma anche lo stesso corpo. Se una persona continua ad avere coscienza di sé e del mondo intorno a sé nonostante siano cessate le sue funzioni vitali, è evidente che non siamo chimica, cioè che la coscienza non si può identificare con il cervello. D'altronde, se la coscienza fosse il frutto della chimica, bisognerebbe poi domandarsi come ha fatto a emergere qualcosa di immateriale dal materiale.

Qualcuno preferisce affermare che la...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 61 Commenti

Le quattro suore del Vaticano che diedero avvio all’astronomia moderna

suore astronome 

di Andrea Indiano da Il Corriere della Sera, 02/06/16

 

Fra il 1910 e il 1922 quattro anonime suore originarie della Lombardia e impiegate all’Osservatorio Vaticano (Specola Vaticana) scoprirono e catalogarono più di 400 mila stelle. Dopo quasi un secolo i nomi di queste preziose aiutanti sono stati finalmente rivelati.

Si tratta di Emilia Ponzoni, Regina Colombo, Concetta Finardi e Luigia Panceri. I loro nomi sono stati ritrovati per merito di una scoperta casuale fatta poche settimane da padre Sabino Maffeo, che lavora per l’Osservatorio Vaticano. Grazie a lui e alla giornalista Carol Glatz del sito Vatican News, che per prima ha riportato la notizia, le quattro suore potranno ora godere della giusta riconoscenza.

Tutto inizia fra il 1897 e il 1899 quando gli astronomi più famosi del mondo si riunirono in vari incontri a Parigi per provare a catalogare le stelle attraverso l’opera denominata Catalogo Astrografico. Obiettivo delle conferenze era quello di creare una mappa del cielo e indicare il più precisamente possibile la posizione degli astri. Grazie a quella serie di eventi si ebbe la prima mappatura dell’universo che diede poi il via all’astronomia moderna e alle successive scoperte nello spazio. Agli incontri parteciparono esperti da ogni parte del mondo e anche il Vaticano, grazie alla lungimiranza di papa Leone XIII, decise di inviare un proprio studioso.

L’esperto scelto dal Vaticano fu il sacerdote...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 44 Commenti

La città di Nazareth esisteva certamente anche al tempo di Gesù

nazarethPiù passa il tempo, più l'analisi critica dei Vangeli viene approfondita e più ci viene restituita un'immagine del Gesù storico che è tranquillamente sovrapponibile a quella che tutti i cristiani hanno ricevuto nella loro educazione.

Ma, come è giusto accettare le numerose conferme che arrivano dalla comunità scientifica sulla storicità di Gesù, è altrettanto doveroso tenere in considerazione le perplessità o le smentite di alcuni particolari sulla vita del Nazareno. Una questione assai discussa in campo accademico, ad esempio, è la sua città di nascita. Betlemme, come da sempre viene insegnato, oppure Nazareth? Gli studiosi sono divisi, anche se quest'ultima sembra essere sostenuta dall'opinione dominante. John P. Meier, docente di Nuovo Testamento alla Notre Dame University, tra i principali biblisti viventi e colui che è riuscito volutamente ad offrire, nel suo monumentale lavoro, l'opinione sulla vita del Gesù storico maggiormente condivisa dai suoi colleghi, seppur tendente anche lui ad accreditare Nazareth come effettivo luogo di nascita, ammette che «non è possibile avere certezza su questo punto» (J.P. Meier, Un ebreo marginale, vol.1, Queriniana 2008, p.210). Diversi studiosi, infatti, sostengono la storicità della nascita a Betlemme, il prof. Jerome Murphy-O'Connor, docente di Nuovo Testamento presso l'École Biblique di Gerusalemme, è stata forse la voce più autorevole tra essi.

In entrambi i casi, tuttavia, la vera città di origine di Gesù è stata Nazareth, in essa è avvenuta l'Annunciazione a Maria e in essa il Messia...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti nessun commento

Il matematico Marco Codegone: Odifreddi? «In campo teologico non ha competenze»

odifreddi codegoneFino a pochi anni fa, se si realizzava una ricerca sul web utilizzando la parole chiave "matematica" abbinata a "cristianesimo" o "fede", il risultato che appariva era abbastanza prevedibile. Il nome di Piergiorgio Odifreddi svettava su tutti.

Oggi non è più così, i motori di ricerca offrono anche altri risultati: molti sono nostri articoli, ripresi anche da altri blog e portali amici. Ma, sopratutto, da qualche settimana compare anche il recente libro del prof. Francesco Malaspina, docente di Geometria algebrica presso il dipartimento di Scienze Matematiche del Politecnico di Torino, intitolato Dio e l’ipercubo. Itinerario matematico del cristianesimo (Effatà Editrice 2016). Il matematico torinese ha pubblicato un invito alla lettura proprio su UCCR, raccontando di sé e presentando i contenuti della sua pubblicazione, che vanta oltretutto una prefazione del matematico cattolico Antonio Ambrosetti, ordinario di Analisi matematica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste (autore, a sua volta, di La matematica e l'esistenza di Dio, Lindau 2009), e una postfazione firmata da mons. Ferruccio Ceragioli, teologo e rettore del seminario maggiore di Torino.

Sul sito web della casa editrice, la Effatà, ...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 2 Commenti

Brexit, un’Europa senz’anima non può che disgregarsi

brexitCome un corpo senza anima, anche l'Europa si disgrega. Un'unione basata solo sulla convenienza economica è destinata prima o poi alla divergenza degli interessi.

L'inascoltato appello di Giovanni Paolo II che al tempo dell'elaborazione del Trattato europeo, in cui veniva costruita la nostra identità, chiedeva un forte riferimento alle radici cristiane, mostra in maniera sempre più evidente cosa comporta unire dei popoli senza una profonda fondazione ideale. A questo va unita la continua erosione dell'antropologia umana e cristiana, cioè di un essere umano portatore di un'essenza che lo salvaguarda dalla infinita plasmabilità e manipolabilità.

L'Europa si disgrega, i popoli e le famiglie umane in generale si disgregano, perché l'idea-uomo si disgrega. Senza verità nobile su chi siamo, tutto viene ricondotto alla modulazione di individui e popoli elaborata e decisa dal forte di turno. Solo la verità religiosa dell'uomo e della vita hanno la forza di resistere al dominio di chiunque, perfino di poteri religiosi. Mi sembra ancora una volta inutile che per rimediare allo scarso appeal dell'Europa si continui ad insistere esclusivamente su economia e flessibilità finanziarie, su minore invasività burocratica e su maggiore sicurezza e occupazione. Questi sono effetti. E a livello ideale risuonano come cimbali stonati i riferimenti a parole ormai vuote perché svuotate di verità.

Fraternità: come è possibile senza un padre comune? Davvero si crede che possa bastare la cieca "madre natura" a fare degli individui una famiglia? Non è invece il Creatore...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 81 Commenti

Strage di Orlando, uno dei superstiti: «cambio vita, torno a frequentare la chiesa»

angel colon«Voglio cambiare la mia vita, tornerò a frequentare la chiesa». Così ha dichiarato Ángel Colón, omosessuale e uno dei superstiti della strage di Orlando (Florida), avvenuta qualche settimana fa nella discoteca Pulse.

«Ángel ha cantato nel coro della chiesa per molto tempo, prima di abbandonarla», ha detto il padre. «E' convinto che Dio lo abbia salvato per dargli un'altra possibilità di vita». La comunità cattolica di Orlando, si legge, è in prima linea nell'aiutare e sostenere le famiglie delle vittime.

Nel frattempo è emerso che l'attentatore, Omar Mateen, era lui stesso omosessuale, frequentava la discoteca da tre anni e un suo presunto amante, che lo avrebbe frequentato per due mesi, ha dichiarato che il motivo della strage è per vendicarsi del modo in cui «si sentiva usato» dagli omosessuali di quel locale. Se lo scopo di Mateen fosse stato quello di uccidere più persone possibile, ha proseguito l'uomo, sarebbe andato al Parliament, un altro locale gay di Orlando che contiene molte più persone del Pulse. L'uomo è stato ascoltato anche dall'FBI.

Comunque...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 56 Commenti

L’ontologica differenza tra l’uomo e l’animale, ne parla il filosofo Sergio Givone

scimmia uomo 

di Sergio Givone* *ordinario di Filosofia ed estetica presso l'Università degli Studi di Firenze

da "Luce d'addio. Dialoghi dell'amore ferito" (Olschki 2016)

 

Baghdad, Mosul e Damasco hanno poco a che fare con Orlando, Parigi e New York. Ma è sempre la stessa violenza? Si, è sempre la stessa. Cambiano i modi e le forme del suo manifestarsi, ma in fondo... Questo fondo è ciò che da sempre si è deciso chiamare l'animo umano, è lì che va stanata se vogliamo capirci qualcosa. Lì abitano le ossessioni e i fantasmi che la generano. A cominciare dall'idea demoniaca che solo la violenza possa eliminare la violenza e portare la pace.

Lo schema è il seguente. Poiché l'altro e il diverso minacciano la nostra identità, invece di mettere in questione questa pretesa identità preferiamo opporci all'altro, al diverso, allo straniero. Fino al loro annientamento. Sperando così di ricompattare l'identità sociale a rischio di disgregazione. Ma a essere innescata è una spirale che sancisce il trionfo della violenza, non la sua limitazione. Lo si vede tanto nelle faide tribali quanto nelle guerre fra gli Stati, come nel caso del terrorismo.

Tutto ciò fa pensare che la violenza sia una pulsione connaturata all'essere umano e che le occasioni scatenanti possano essere molteplici, praticamente infinite. Ma dire che la violenza appartiene all'uomo per natura si presta a più di un equivoco. Che...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 34 Commenti

Sandro Magister attacca anche Benedetto XVI: «ha messo sottosopra la Chiesa»

magister benedettoxvi«La rivoluzione di papa Francesco sta mettendo sottosopra la Chiesa. Ma anche il suo mite predecessore di nome Benedetto non è da meno». Comincia così ciò che era inevitabile: gli antibergoliani non possono che scoprirsi anche antiratzingeriani. Ad uscire finalmente allo scoperto, in questo caso, è stato Sandro Magister, vaticanista del noto settimanale anticlericale l'Espresso.

Nel giugno 2015, Magister è stato sospeso dalla Sala stampa del Vaticano per aver violato l'embargo sull'enciclica Laudato si’, diffondendo prima del permesso la bozza del documento: «una iniziativa scorretta, fonte di forte disagio per moltissimi colleghi giornalisti e di grave turbamento del buon servizio di questa sala stampa», ha scritto padre Federico Lombardi. Magister non rilasciò dichiarazioni ma, da allora, ha amplificato la sua battaglia mediatica anti-Bergoglio, alla quale dedica tutto se stesso con quotidiano impegno.

Favorevole al sacerdozio femminile e ridicolizzatore di San Giovanni Paolo II («Il guaio, per lui, è che c’è chi lo prende in parola», diceva del Papa polacco), come abbiamo segnalato, oggi il giornalista Magister è curiosamente...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 86 Commenti

In Italia minor omofobia rispetto a Francia, Spagna, USA e Inghilterra

MappamondoAd ascoltare i paladini del progressismo, l’Italia sarebbe stata – fino all’approvazione delle unioni civili di qualche tempo fa – un vero e proprio covo d’intolleranti che solo la determinazione politica del Governo Renzi, manifestata sul piano parlamentare con richieste di fiducia a raffica, avrebbe finalmente incamminato verso il luminoso sentiero dei “diritti”.

Questa, dicevamo, la narrazione, ma non i fatti. Sì, perché non esistono dati attendibili che testimonino l’oscurantismo che, fino a ieri appunto, avrebbe regnato sovrano nel nostro Paese. Anzi, per la verità ne esistono che provengono da fonti insospettabili e che dicono l’opposto collocando proprio la cattolica e “retrograda” Italia fra le nazioni più tolleranti d’Europa se non del mondo.

Gli ultimi riscontri in questo senso provengono dal Global Attitudes Survey on LGBTI, maxi indagine dell’ILGA – acronimo che sta per International Lesbian and Gay Association, effettuata a livello globale in oltre cinquanta Stati per un totale di 96.331 persone interpellate. I quesiti con i quali questa ricerca globale – i cui esiti sono sintetizzati in un report di una dozzina di pagine – è stata condotta, erano finalizzati a rilevare, sondando le opinioni di almeno 700 soggetti per Paese, gli atteggiamenti verso la punibilità dell’essere LGBTI, la considerazione dell’attrazione omosessuale quale fenomeno del mondo occidentale, e l’atteggiamento rispetto alla...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 148 Commenti

«L’ateismo è un atto di fede, chi dice il contrario è un dogmatico»

andre comtesponville«Io non so se Dio esiste o no; io credo che non esista. L'ateismo non dogmatico è un ateismo che ammette il proprio status di credenza, nel caso specifico di credenza negativa. Essere atei non dogmatici significa credere (anziché sapere) che Dio non esiste». Illuminante la riflessione di André Comte-Sponville, noto filosofo razionalista francese, molto simile a quella che abbiamo già presentato tempo fa del filosofo Iain T. Benson.

Sostenere apoditticamente che Dio non esiste è un'affermazione dogmatica pronunciata paradossalmente proprio dagli oppositori dei dogmi cattolici, è una dichiarazione priva di dimostrazione scientifica paradossalmente pronunciata proprio da coloro che idolatrano la scienza come unica forma certa di conoscenza. Ed invece, ha riconosciuto Comte-Sponville, l'ateismo è una credenza, una fede personale a cui si può giungere per motivi vari e, secondo noi, per un uso sbagliato e riduttivo della ragione.

Riconosco che  «il mio ateismo non è un sapere», ha spiegato il filosofo razionalista. «Come potrebbe esserlo? Nessuno sa, nel senso vero e forte del verbo “sapere”, se Dio esiste o no. Se qualcuno vi dice: "So per certo che Dio non esiste", non avete a che fare con un ateo, ma con uno sprovveduto. La verità e che non lo si sa. In breve, io...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 158 Commenti

A Medjugorje? Persone normali, lontane dal miracolismo (compresi docenti universitari)

medjugorje croceAlcuni giorni fa abbiamo pubblicato un articolo dedicato a Medjugorje, concentrandoci in particolare su una presunta pulsazione del sole che ha catturato l'attenzione di tanti pellegrini, ma anche di una nota psicoterapeuta, Fausta Marsicano, e di una giornalista del programma di Rai3 La Storia siamo noi.

Qualcuno ha scambiato l'articolo per un'approvazione pubblica da parte nostra di quanto accade da oltre trent'anni nel piccolo paesino della Bosnia ed Erzegovina. Nient'affatto, sarebbe imprudente ogni giudizio preventivo a quello che dovrà dare la Chiesa cattolica, abbiamo soltanto inteso replicare ai razionalisti scettici che pensano di poter liquidare questi fatti con una sbrigativa risata, limitandosi a parlare con sicumera di allucinazione collettiva o frode. Due spiegazioni che, per diversi motivi, non sussistono nel caso del presunto fenomeno solare di cui abbiamo parlato.

Oggi torniamo sull'argomento poiché un recente studio, ben presentato da Andrea Tornielli su La Stampa, ha rilevato che i pellegrini che si recano a Medjugorje non sono affatto gli sprovveduti creduloni che qualcuno può immaginare. 4 persone su 10, infatti, svolgono lavori di elevato profilo: imprenditori, dirigenti,...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 62 Commenti

San Paolo non fondò il cristianesimo, una tesi falsa e fin troppo riciclata

 Immaginavamo che Eugenio Scalfari avrebbe taciuto la grave richiesta di condanna a sei anni di carcere del suo amico Carlo De Benedetti, patron di Repubblica, L'Espresso, ritenuto dai pm responsabile delle morti per amianto alla Olivetti.

Non credevamo, però, che il fondatore di Repubblica riproponesse il suo vecchio pallino su San Paolo come vero fondatore del cristianesimo, ne ha parlato in un suo recente editoriale: caduto da cavallo, Saulo «svenne e durante lo svenimento, mentre lentamente si riaveva, vide un'immagine affascinante da tutti i punti di vista che la sua mente ancora non totalmente riavutasi interpretò come l'immagine di Gesù. Di fatto fu il tredicesimo apostolo e sostanzialmente fu il vero fondatore della religione cristiana». Il quale inventò anche, sempre secondo Scalfari, lo Spirito Santo, parlandone per primo nella Lettera agli Efesini.

Lasciando perdere la insostenibile ricostruzione della caduta da cavallo, Scalfari ripete quel che aveva già scritto un anno fa, a cui avevamo replicato nel maggio 2015argomentato dettagliatamente i motivi per cui non è possibile identificare San Paolo come fondatore...

Continua a leggere...
Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace
  • Commenti 27 Commenti
RSS | Feed dei commenti
Pagina 1 di 23812345...102030...Ultima »