Le cliniche per aborto chiudono «ad un ritmo allarmante»: l’indagine scatena la festa

Numero aborti. L'Abortion Care Network ha pubblicato un report allarmato dal fatto che negli Stati Uniti le cliniche che offrono interruzioni di gravidanza stanno chiudendo una dopo l'altra. E' bastato poco per far gioire gli attivisti Pro-life.  

Le cliniche che forniscono pratiche di aborto stanno chiudendo «ad un ritmo allarmante». Lo ha rivelato un report pubblicato da un'organizzazione che guadagna sulle spalle dell'interruzione della vita dei bambini non nati.

Un tema di cui ci occupiamo costantemente in quanto lo riteniamo essere una vera ingiustizia sociale, tentando di sensibilizzare la società verso l'incoerenza dell'ossessione moderna dei "diritti" e la contemporanea soppressione di vite umane indesiderate. La crescita costante dell'opposizione all'aborto, dei medici obiettori di coscienza e di politiche a favore della vita nascente stanno premiando il lavoro di tanti attivisti.

Sopratutto negli Stati Uniti, dove il tema dell'interruzione di gravidanza scuote molto più le coscienze rispetto ad altre parti del mondo ed è puntualmente argomento centrale delle campagne elettorali. Questo spiega la gioia di moltissime persone all'aver appreso dall'Abortion Care Network che «dal 2013 sono state chiuse 148 cliniche per aborti indipendenti. 40 di queste cliniche hanno chiuso i battenti nel 2013; 23 nel 2014; 33 nel 2015; 22 nel 2016; 17 nel 2017. A...

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Nel 2018 più fedeli per Francesco rispetto ai predecessori: nessuna fuga

fuga fedeli bergoglioFuga di fedeli da Bergoglio, lo ripetono continuamente, ma è falso. Ecco i dati delle udienze generali relativi al 2018, dai quali si evince che i pellegrini accorsi in piazza San Pietro sono stati più numerosi (o comunque nella media) se confrontati con quelli di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II.

 

I fedeli fuggono da Papa Francesco. Così ripetono esultanti numerosi giornalisti cattolici e così hanno titolato più volte Libero, Il Giornale e La Verità. Spesso con tanto di foto di piazza San Pietro semi deserta, omettendo il dettaglio che l'evento non è ancora cominciato.

Ma è falso. Lo abbiamo già dimostrato nel 2017, pubblicando i dati ufficiali dei partecipanti agli eventi pubblici di Bergoglio (dal 2013 al 2016), confrontandoli con quelli relativi a Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La media di fedeli presenti agli incontri pubblici del Pontefice argentino è sempre stata nettamente più alta dei suoi predecessori: 790mila presenze medie annuali per Papa Francesco, 600mila presenze medie per Benedetto XVI e 690mila presenze medie per Giovanni Paolo II.

Per quanto riguarda il 2017, purtroppo non siamo riusciti a conoscere i dati relativi alle presenze in quanto la Santa Sede ha smesso di pubblicare il resoconto annuale alla fine di dicembre. Per il ...

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James Watson, un Nobel razzista che crede all’ateismo scientifico

James Watson, dna e doppia elica. Revocati i titoli onorari a causa di ennesime frasi contro neri, ma il razzismo è un passo coerente con il suo credo materialista: l'uomo è totalmente riconducibile al suo materiale genetico. «La cultura cristiana», scrive lo storico ebreo Lèon Poliakov, «è sempre stata antagonista alle teorie razziste».

 

Il noto biologo James Watson ci è ricascato. In una recente intervista è tornato a parlare delle "differenze genetiche" di intelligenza fra bianchi e neri ed il Cold Spring Harbor Laboratory ha deciso di revocare i titoli onorari consegnati al suo storico leader. Questa la notizia di oggi sui giornali.

Watson è un biologo statunitense ritenuto "uno dei padri del Dna", per il quale ha vinto il Nobel per la Medicina nel 1962. Amatissimo dal matematico Piergiorgio Odifreddi, che lo omaggia con definizioni come «il più famoso scienziato vivente» e «noto anticonformista». Così anticonformista che nel 2007 disse che «i neri sono meno intelligenti dei bianchi» e che l'idea che «l'eguaglianza della ragione condivisa da tutti i gruppi razziali si è rivelata una delusione» tanto che «chi ha a che fare con dipendenti di colore pensa che questo non sia vero» (da notare che Odifreddi pubblica i suoi elogi a Watson 7 anni dopo queste frasi, divenute nel frattempo di dominio pubblico). Concetto ribadito poche settimane fa e che gli è costato la revoca dei suoi titoli onorari e la ...

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Clamoroso dietrofront: alla Caritas monete da tutte le fontane romane

monetina fontana treviIl sindaco Virgina Raggi si "pente" e garantisce alla Caritas le monete della fontana di Trevi e aggiunge quelle di tutte le altre fontane. Un riconoscimento per il principale ente caritatevole della città, che ogni giorno aiuta gratuitamente centinaia di cittadini romani. Un "presidio di umanità", secondo il quotidiano rosso l'Unità.  

Non solo le monete raccolte nella Fontana di Trevi a Roma resteranno alla Caritas diocesana, ma anche le monete raccolte in tutte le altre fontane della Capitale saranno destinate all'organismo caritativo diocesano, per un totale approssimativo di 200.000 euro aggiuntivi.

Un dietrofront clamoroso quello di Virginia Raggi, sindaco di Roma, che -scrivendo a l'Osservatore Romano ha negato di aver «mai pensato di privare la Caritas di questi fondi». Si parla delle monetine lanciate dai turisti nella vasca di Trevi che, da decenni, il Comune dona all'organismo caritatevole più importante e presente sul territorio per contribuire all'aiuto quotidiano di migliaia di cittadini romani. Per la Raggi sarebbe stato un malinteso, in realtà l'atto esecutivo di espropriazione delle monete (si parla di un milione e mezzo di euro ogni anno) è stato deciso dal consiglio comunale il 28 dicembre scorso, su proposta dell'assessore Laura Baldassarri.

 

Virgina Raggi: "garantisco io, la Caritas non si tocca: aiuta i romani"

La notizia ha generato un polverone...

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Switchfoot, la rock band ispirata da Kierkegaard e Sant’Agostino

rock band La rock band statunitense, gli Switchfoot, pubblica il nuovo album "Native Tongue". Un gruppo che esprime in musica il senso religioso dell'uomo, con una profondità non comune. Ecco i loro brani più belli e intensi, quasi una preghiera.

 

Conoscete gli Switchfoot? No? Peccato, ne vale la pena. Il nuovo album intitolato Native Tongue porta la data del 16 gennaio, a produrlo la rock band di San Diego (California), chiamata appunto Switchfoot, guidata dal suo frontman Jon Foreman. Un gruppo affermato, vincitrice dei Grammy Award nel 2011.

«Abbiamo una spinta comune per il bene, per la grandezza, e per vedere gli ideali su cui è stato fondato il nostro paese», ha detto recentemente Foreman a The Christian Post. «Iniziamo da lì, iniziamo da questa comunanza tra gli uomini, con questa identità comune piuttosto che dalla rabbia, dalla paura: una volgare abitudine se penso a Twitter e Facebook».

Più volte nei loro brani, come d'altra parte ammettono, fa capolino l'inspirazione ricevuta dai brani di Soren Kierkegaard, profondo autore danese nonché padre della filosofia esistenziale. Da lui, percepiscono «una chiamata a puntare in alto, ad essere onesti. Lo vedo nei Salmi e lo vedo in tutte le Scritture», spiega Foreman, figlio di un pastore protestante. «E' la stessa cosa che senti nel blues, è la stessa cosa che sentivo ascoltando alcune band punk locali, è quell'onestà. Questo è il modo in cui voglio cantare, il modo in cui voglio suonare, e sento che questo è il mio ruolo».

Più che...

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Siria, i giovani universitari cattolici: «siamo 300, siamo il futuro»

cristiani siriaI cristiani in Siria ci sono. Domenica scorsa gli universitari erano riuniti per l'Eucarestia nella Cattedrale di Homs, si sono presentati in 300. La fondazione vaticana Aiuto alla Chiesa che soffre finanzia i loro studi.  

Nel 2012 l'antica città siriana di Homs è stata lo scenario di un'offensiva senza precedenti tra le forze governative e l'Esercito siriano libero. I quartieri cittadini furono rasi al suolo dai bombardamenti e le vie erano piene di civili morti. L'intervento delle Nazioni Unite nell'aprile 2012 pose fine al conflitto.

 

In 300 i giovani cattolici alla Messa nella Cattedrale di Homs.

«La situazione in Siria oggi sta gradualmente migliorando», ha spiegato Khalil Al Tawil. «Vita e trasporti si stanno normalizzando, anche se abbiamo ancora molti problemi economici». Khalil è uno dei giovani universitari cattolici di Homs, riunitisi domenica scorsa nella Cattedrale melchita cattolica di Nostra Signora della Pace. Erano in 300, ragazzi e ragazze uniti per celebrare insieme l'Eucaristia. Un miracolo, si potrebbe dire.

Tutti hanno potuto continuare i loro studi grazie al sostegno della Chiesa, attraverso l'aiuto della fondazione di diritto pontificio, con sede in Vaticano, chiamata Aiuto alla Chiesa che Soffre. I giovani siriani lo sanno e hanno colto l'occasione ...

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La divinità di Gesù non fu un’elaborazione della chiesa primitiva

bart ehrman gesùDivinità di Gesù: pretese di essere Dio? Si dichiarò Dio? Secondo lo studioso Bart D. Ehrman la risposta è negativa, la sua natura divina fu un'elaborazione successiva delle comunità cristiane. Ma non è vero, ecco perché.  

«Nessuno dei nostri primi tre vangeli dichiara che Gesù è Dio o lasci intendere che Gesù abbia mai sostenuto di esserlo». Questo afferma con convinzione l'agnostico Bart D. Ehrman, docente di Nuovo Testamento presso la North Carolina University, uno studioso importante che moltissimo ha fatto per dimostrare l'esistenza storica di Gesù di Nazareth, entrando in polemica con i "miticisti", ovvero i pochi (e privi di titoli accademici) sostenitori della teoria del "Gesù mitico".

Tuttavia, Ehrman non è credente e si giustifica teorizzando che «il Gesù storico non è quello contrabbandato dal cristianesimo contemporaneo. Gesù è esistito. Ma non fu la persona che oggi la maggior parte dei credenti pensa che fosse» (Did Jesus Exist?, HarperCollins Publishers 2012, p. 344). Nel sostenere ciò, lo studioso statunitense mostra spesso forti limitazioni e contraddizioni, l'esempio più classico è quando mette in discussione la divinità di Gesù Cristo. Lo abbiamo già osservato nell'aprile 2016.

Davvero Gesù non sostenne mai di essere Dio e «l’attribuzione di una natura divina a Gesù è stata un’elaborazione successiva delle comunità cristiane» (p. 235, 236)?...

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L’Economist (pro-Obama) appoggia Trump: no auto-identificazione dei trans

The Economist, il gender e Trump. Dopo la decisione del presidente americano di abolire il genere e legare il sesso all'evidenza anatomica di nascita, la rivista britannica sostiene a sorpresa l'errore di liberalizzare l'auto-identificazione della sessualità.

 

E se lo dice pure l'Economist. Oltre 1 milione di copie vendute ogni mese, il celebre settimanale inglese è la rivista economica e finanziaria più nota al mondo ed il più attivo organo di stampa britannico ad aver sostenuto l'amministrazione di Barack Obama. Dal 2004 sostiene apertamente ed esplicitamente il "matrimonio egualitario", la legalizzazione della prostituzione e della droga e perfino la teoria della volontaria estinzione umana per salvare il pianeta. Si capisce chiaramente, dunque, l'ambito ideologico di provenienza.

 

"Sessualità è determinata solo da elementi biologici chiari e oggettivi".

Questo ha aumentato lo stupore per un editoriale dell'Economist giudicato a favore di Donald Trump e, addirittura, sostenendolo contro l'autoidentificazione di genere per le persone trans. L''attuale presidente americano starebbe infatti ...

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Tiene l’ora di religione: scelta dall’88,5% degli studenti

scuola ora religione datiBuona tenuta dell'insegnamento della religione (IRC) nelle scuole, perso solo il 4% in dieci anni a causa di studenti di altre fedi. Ma cresce nelle paritarie dell'infanzia e trova più adesione nei licei che nei professionali.  

L'insegnamento dell'ora di religione nelle scuole italiane gode di buona salute. Una scelta volontaria, facoltativa, degli studenti e delle famiglie, che ha perso soltanto il 4% di partecipanti in dieci anni. E i motivi riguardano, per lo più, l'aumento di studenti di altre religioni.

L'ultimo rapporto disponibile risale all'anno scolastico 2015/16, dal quale emerge che l'88,5% di studenti si è avvalso dell'ora di religione. Nelle scuole superiori ha scelto di partecipare l'81,6%, nella scuola dell'infanzia il dato sale al 91,7%.

 

Ora di religione: differenze tra scuole statali e paritarie.

Se si separano le scuole paritarie da quelle statali, il risultato cambia poco. L'87,9% degli studenti delle statali sceglie di partecipare all'ora di religione, contro l'88,5% delle paritarie. Una differenza minimale. Addirittura, se si prendono in considerazione soltanto le scuole dell'infanzia paritarie, si è verificato un incremento di partecipazioni dell'1,3%, che ha portato il dato al 91,7%. Nelle superiori paritarie la crescita è impercettibile +0,10%, così come nelle primarie e nelle...

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De Andrè e la fede: «non credo, ma non posso prescindere da Gesù»

fabrizio de andré cristianoAnniversario della morte di Fabrizio de André. Alcuni frasi inedite nella sua vita privata rivelate in un'intervista un anno prima di morire e l'incontro con un sacerdote. I suoi testi e la stima per Gesù Cristo.

 

Vent'anni fa ci lasciava Fabrizio De André, un poeta più che un cantautore. Un pacifista, un anarchico forse, certamente ha segnato la storia della musica italiana. Un anno prima di morire, per carcinoma polmonare, affidò alcune parole a Giampaolo Mattei, vaticanista e critico musicale, che riassumono la sua visione esistenziale: «Non ho il dono della fede ma nella mia vita non posso prescindere da Cristo».

Bello constatare che, nell'edizione odierna, l'Osservatore Romano è tornato a produrre cultura, pubblicando proprio una commemorazione di De Andé da parte di Mattei. Il quale riscopre alcuni brani "evangelici" di Faber, dove la figura di Cristo è centrale, l'attenzione è in particolare rivolta al suo ultimo album Anime salve (1996). In Ho visto Nina volare si domanda «quale sarà la mano che accende le stelle», e descrive quella «estatica contemplazione del mistero della creazione, in quella solitudine che ti mette a contatto con l’Assoluto» e l'ultimo brano del suo ultimo disco è Smisurata preghiera: «Ricorda, Signore, questi servi disobbedienti alle leggi del branco».

 

Fabrizio...

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Carlo Freccero direttore di Rai2: bestemmie, porno Rai e massoneria

porno rai freccero Il presidente Rai, Marcello Foa, ha nominato Carlo Freccero a RaiDue. Un personaggio controverso, già sospeso dalla Rai a causa di minacce e comportamento violento dopo la censura della sua serie Tv omo-pornografica in onda in fascia protetta.

 

Il nome del nuovo presidente della Rai, il "giornalista sovranista" Marcello Foa, fu sostenuto apertamente dal quotidiano La Verità e anche da molti cattolici, convinti di vedere in lui un condottiero nemico del pensiero unico. Eletto nel settembre scorso, dopo la nomina da parte del governo Lega-Movimento 5 Stelle, tanti si stanno già pentendo.

Il nuovo anno è stato infatti inaugurato da Foa con il film Wine to Love, uscito in pochissime sale cinematografiche il 18-19 dicembre. Uno spot Lgbt, con lungo e insistito bacio tra uomini che il neo-presidente ha scelto per la programmazione del 4 gennaio, in prima serata e su RaiUno. Ed è pronto anche un secondo film, Il Giorno più bello, la storia di un matrimonio gay. «Marcello Foa, questa è la Rai del cambiamento 2019? Quella in cui certi programmi poco rispettosi della sensibilità delle famiglie italiane vengono spostati da Raitre a Raiuno in prima serata?», ha domandato Mario Adinolfi, leader del Popolo della Famiglia.

Chi è Carlo Freccero, neo-direttore di RaiDue.

Ancor meno condivisibile è la decisione di Foa su Carlo Freccero, 71 anni, neo-promosso a...

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Missionario benedettino celebrato da indù: «ha cambiato nostra mentalità»

missionario cristiano indiaPrem Bhai, il missionario benedettino che ha convertito centinaia di persone in India, evangelizzando nella clandestinità. A sorpresa, nel suo decimo anniversario, è stato commemorato dai leader dell'indusimo e del buddhismo, che hanno annunciato l'abrogazione della legge anti-conversione.  

Sono solo 19 milioni i cattolici presente in India, i cui abitanti si aggirano attorno a 1 miliardo. Anche l'induismo, come l'Islam, ha davvero grossi problemi nel rispetto delle donne e il mondo occidentale lo ha intuito pochi giorni fa quando si è diffusa la notizia di due donne entrate per la prima volta in un tempio induista, uno dei più sacri del Paese.

Un gesto storico e scioccante che ha generato scontri in piazza tra fedeli e polizia e rituali di "purificazione" del tempio, ma che fa seguito ad un'intervento della Corte Suprema che ha cancellato il divieto di ingresso nel tempio alle donne "impure", cioè in fase mestruale (dai 10 ai 50 anni). Pochi giorni fa il parlamento indiano ha invece approvato una legge che obbliga il settore pubblico a riservare il 10% dei posti di lavoro a coloro che sono "economicamente vulnerabili", a patto che siano poveri delle alte caste escludendo ancora una volta i dalit, in gran parte cristiani, ancora ritenuti "intoccabili"...

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Marcia per la Vita di Parigi, c’è il sostegno di Papa Bergoglio

bergoglio marcia per la vitaMarcia per la Vita di Parigi, arriva il sostegno di Bergoglio. In un messaggio al nunzio apostolico il Papa promuove l'evento, come ha sempre fatto. L'Osservatore Romano invita invece ad unirsi ai cattolici di Washington per la manifestazione pro-life.  

L'appoggio di Papa Francesco alla Marcia per la Vita che si terrà a Parigi il prossimo 20 gennaio è una notizia non tanto di per sé, piuttosto per il suo valore simbolico. Molti opinionisti, anche cattolici, sono infatti a disagio verso queste forme di manifestazione esplicita alla difesa della vita, le ritengono espressioni di un cattolicesimo superato o bigotto, moralista.

Eppure, anche il Pontefice che più ha riscosso simpatie anche nel cattolicesimo cosiddetto progressista, ogni anno non manca di salutare con favore le principali iniziative organizzate dai comitati ProLife. Ha benedetto i partecipanti alla Marcia per la Vita italiana, ha incoraggiato gli organizzatori di quella francese, ha lanciato tweet a favore della Marcia per la Vita di Washington, ha supportato la...

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La femminista: «Prostituzione un lavoro? No, è stupro a pagamento»

legalizzare prostituzioneProstituzione legale. Chi la invoca ritiene sia "un lavoro come un'altro", ma per l'ex-prostituta Rachel Moran si tratta di una schiavitù che distrugge la donna, la disumanizza e la riduce ad oggetto da pagare e allontanare. Un "contenitore di fluidi maschili", come le definisce Elisabetta Ambrosi.

 

Su Il Fatto Quotidiano è comparso qualche giorno fa un terribile articolo. L'autrice è Elisabetta Ambrosi, già nota ai nostri lettori in quanto nel 2014 invitò a depenalizzare l'incesto (e le adozioni per i single) con le stesse argomentazioni utilizzate a favore delle nozze omosessuali. Nel recente commento l'intenzione era difendere le prostitute, ma le ha umiliate terribilmente.

Le donne che si prostituiscono, ha scritto la Ambrosi, «impediscono che la violenza deflagri. Tengono bassi i livelli di stress di milioni di uomini, fanno sì che i loro fluidi si scarichino, abbassando la soglia della rabbia». Ridurre le donne a raccoglitori umani di fluidi maschili è piuttosto vergognoso, sopratutto per una che si definisce femminista. Contribuisce però a far capire che nessuna donna lo farebbe perché "appassionata" ma piuttosto perché è costretta e conferma l'assurdità di chi lo definisce "un lavoro come un altro", come ha fatto il vicepremier Matteo Salvini ...

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L’Olanda quasi senza cristiani, ma chi resta è più fedele e motivato

olanda secolarizzazioneSecolarizzazione in Olanda. Un recente rapporto mostra la situazione tragica del paese di tradizione protestante, ma due fenomeni mettono speranza. I cristiani immigrati stanno creando nuove comunità e i pochi fedeli rimasti sono più vivi e motivati.  

Secondo il recente rapporto del Netherlands Institute for Social Research (SCP), mentre la popolazione olandese è cresciuta del 28% tra il 1970 e il 2010, la secolarizzazione ha preso d'assalto il Paese, con una media di 267 persone che abbandonano il cristianesimo ogni giorno: una media di 100mila all'anno.

E' una crisi radicale che ha colpito tutti i grandi Stati investiti dalla Riforma protestante, come ha spiegato Brad Gregory, docente di Storia all’Università di Notre Dame negli Stati Uniti. Il protestantesimo ha abbandonato la visione e la cultura filosofica aristotelica e tomistica e ha soggettivato la fede e relativizzato la morale, sradicandola da un riferimento oggettivo e autorevole (la successione apostolica) dando inevitabilmente il via ad un pluralismo religioso e confessionale. La prima conseguenza è stata l'indifferenza al problema della verità.

In Olanda, come in Danimarca, Svezia e Belgio, la secolarizzazione ha trovato la strada spianata, in discesa. Secondo il recente studio, il numero di olandesi che seguono una delle denominazioni del cristianesimo -cattolici, ortodossi...

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