Un anno senza Rodotà: «sono laico, non laicista. Giusto che Chiesa influenzi politica»

«La fede ha natura pubblica, senza dubbio». Ne era convinto il compianto giurista Stefano Rodotà, morto il 23 giugno di un anno fa ad 84 anni. Quasi tutto ci separava da lui e molto spesso abbiamo argomentato le nostre idee in contraddizione alle sue. Ma era un autentico laico, aderiva cioè a quella laicità positiva di cui parlava Benedetto XVI, capace di rispettare il contributo della religione in campo etico, sociale e politico.

Rodotà era nemico della libertà di obiezione di coscienza da parte dei medici, chiedendone addirittura l'eliminazione. Non tollerava le scuole paritarie, ci mise la faccia e tutto il suo peso mediatico durante il referendum bolognese del 2013, ma venne sonoramente sconfitto. Gli ultimi anni li spese, quasi ossessivamente, a favore del matrimonio omosessuale, usando in modo scellerato il diritto che, purtuttavia, conosceva bene. Rimase male quando, nel 2010, la Corte Costituzionale definì incostituzionali le nozze gay: «anche...

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Gino Bartali, l’eroe. La lettera inedita e la devozione mariana

Se prima non si era recato alla Santa Messa, la domenica, si rifiutava di montare in sella. Gino Bartali è la leggenda del ciclismo italiano che salvò 800 ebrei trasportando documenti falsi nel tubo della sua bicicletta, per questo è stato nominato recentemente cittadino onorario di Israele e "Giusto tra le nazioni".

Nell'autunno del '43 Bartali iniziò a trasportare passaporti falsi dalla città di Assisi, dove c'era una stamperia clandestina legata al convento delle suore clarisse di San Quirico (rifugio per tanti ebrei perseguitati), al cardinale ed arcivescovo di Firenze, Elia Dalla Costa, che poi li distribuiva agli ebrei per farli espatriare. Il ciclista percorreva 185 chilometri avanti e indietro in un solo giorno, rischiando la fucilazione se fosse stato scoperto (come accadde al ciclista tedesco Albert Richter). A nessuno raccontò di queste gesta, perché "il bene si fa ma non si dice".

Venne schedato dalla polizia mussoliniana come «esponente dell’Azione giovanile cattolica e non del fascismo». Nel 1937 volle diventare terziario carmelitano, prendendo il nome di Fra Tarcisio di S.Teresa di Gesù Bambino, legandosi alla regola dell'Ordine carmelitano e alla sua spiritualità.

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«Stop cannabis, fa male al cervello». Ah, ecco perché quei deliri di Saviano…

E' finita la pacchia, anche se light. Il Consiglio Superiore di Sanità ha consigliato di proibire la vendita della Cannabis light, «nell'interesse della salute individuale e pubblica». E pensare che solo pochi giorni fa Roberto Saviano, in prima serata su Rai1, ha catechizzato ancora una volta sulla bontà della marijuana, sponsorizzandone la legalizzazione.

Ma il più autorevole organo medico italiano ha respinto anche la versione leggera, poiché «la biodisponibilità di THC anche a basse concentrazioni (0,2-0,6%) non è trascurabile», ed occorre «evitare che l’assunzione inconsapevolmente percepita come ‘sicura’ e ‘priva di effetti collaterali’ si traduca in un danno per se stessi o per altri». Carlo Locatelli, della Società Italiana di Tossicologia (SITOX), appoggia completamente la decisione: «La canapa legale può essere stupefacente tanto quanto quella di strada, basta acquistare sufficiente prodotto e con metodi semplici ottenere un concentrato dagli effetti stupefacenti e tossici. Ecco perché la libera vendita delle infiorescenze a contenuto di THC legale, nei canapa shop, dal punto di vista dei tossicologi italiani, non ha senso».

Anche Silvio Garattini,...

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Oltre l’assurdo: maschio trans nuovo presidente delle femministe del Quebec

Un maschio transessuale è il nuovo presidente delle femministe del Quebec. «Sono convinto che tutto il mondo stia pensando "questo è ridicolo, però non possiamo dirlo"», ha commentato George Buscemi, presidente di Campagne Quebec Vie, la locale associazione in difesa della famiglia.

"Gabrielle" Bouchard è anatomicamente, geneticamente e biologicamente un maschio, ma psicologicamente crede di essere nato in un corpo di donna, pertanto 700 militanti femministe della Fédération des femmes du Québec (FFQ) lo hanno eletto loro rappresentate. E' come se un anziano signore si sentisse in un corpo di un dodicenne e questo bastasse per essere eletto rappresentante degli studenti della scuola media del suo paese.

Bouchard sostiene anche tesi folli come l'abolizione dei sessi e di parole "discriminatorie" come mamma e maternità. Fortunatamente alcune femministe hanno avuto la dignità di protestare contro questa umiliante assurdità, diamo a due di loro la parola condividendo completamente quanto esprimono.

Denise Bombardier, scrittrice ed editorialista del Journal de Montreal, ha scritto: «Siamo tutti prigionieri di una terribile correttezza politica la quale ci proibisce di esprimere qualsiasi dubbio sulla validità di tale realtà. Perché il rischio più grande è essere odiati e minacciati sui social network». La Bombarider non si sente affatto rappresentata da...

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Gesù un mito? Lo specialista replica al complottismo storico di Michel Onfray

Uno dei pochi sopravvissuti del battaglione dei New-Atheist, il gruppo di accademici che hanno vanamente investito tutte le loro risorse intellettive a favore di una violenta e controproducente apologia atea dal 2001 al 2010, si chiama Michel Onfray.

Il filosofo è autore del Trattato di ateologia (Éditions Grasset & Fasquelle 2015), condannato per essere una letterale «propaganda d'odio», dove «il cristianesimo è assimilato al nazismo» e i «credenti per lui sono “minorati mentali” che diffondono un'”epidemia mentale”» (citazioni di Matthieu Baumier). Onfray si è scagliato contro il monoteismo, coinvolgendo tutte le religioni, venendo anche definito "antisemita" (dalla filosofa Di Cesare, sul Corriere della Sera, lo stesso quotidiano con cui Onfray collabora).

L'ultimo libro dell'imperterrito Onfray si chiama Decadenza. Vita e morte della civiltà giudaico-cristiana (Ponte alle Grazie, 2017), in esso l'autore concentra tutti i suoi complotti storici sull'inesistenza di Gesù Cristo, riducendo quest'ultimo a mito e illusione: «La civiltà giudeo- cristiana», è il cuore della sua tesi, «è costruita su una finzione: quella di un Gesù che non altro non è se non un'altergoria, una metafora, un simbolo, una mitologia» (p. 45).

Ancora non abbiamo avuto l'onore di sfogliare il volume e dunque ci limitiamo a segnalare la risposta di uno specialista, ...

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«Da quando mi sono esposto, come matematico cattolico, ho scoperto che…»

  di Francesco Malaspina* *docente di Geometria algebrica presso il Politecnico di Torino  

Da quando mi sono esposto (per esempio con questo articolo) come matematico credente mi è capitato di confrontarmi con diversi scienziati sul tema scienza-fede. Sono rimasto davvero colpito dal grande rispetto verso il mio credere che ho riscontrato anche da parte dei colleghi più apertamente lontani dal pensiero cristiano o anticlericali dichiarati.

Mi sembra che esso non sia semplicemente dovuto alla tendenza al “politicamente corretto” o alla cordialità e stima reciproca tra scienziati ma ci sia qualcosa di più profondo. Ho l’impressione che si stia andando verso un superamento del secolare conflitto tra scienza e fede, come d’altro canto è stato osservato diffusamente.

Da un lato, è poco sostenibile la tesi secondo la quale non sia conciliabile la razionalità di un ricercatore con la fede cristiana. In effetti continuano ad esserci scienziati di tutti livelli e di tutte le discipline che sono profondamente...

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«Aiutiamo i migranti a casa loro». Se a dirlo è mons. Zuppi, arcivescovo di Bologna

Il tema immigratorio è al centro del dibattito pubblico, seguendo l'attività del ministro Salvini. Eviteremo di immergerci nel calderone dei commentatori di una situazione tanto complessa quanto poco adatta alla grossolanità dei social network, dove inutilmente si scannano i buonisti del "dentro tutti" e i cattivisti del "fuori tutti" (interessante l'editoriale di Antonio Polito). Guerriglia social cui partecipano purtroppo moltissimi cattolici, con toni tanto volgari che si fatica a credere.

Vorremmo continuare a respingere le accuse che la Chiesa sta ricevendo sopratutto da molti suoi "figli dissidenti", secondo i quali starebbe sponsorizzando un'immigrazione selvaggia ed irregolare. Della posizione di Papa Francesco abbiamo parlato in più occasioni, citiamo soltanto una frase riassuntiva: «Un approccio prudente da parte delle autorità pubbliche non comporta l’attuazione di politiche di chiusura verso i migranti, ma implica valutare con saggezza e lungimiranza fino a che punto il proprio Paese è in grado, senza ledere il bene comune dei cittadini, di offrire una vita decorosa ai migranti, specialmente a coloro...

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La furba Chiara Lalli: «silenzio sul dolore dell’aborto, se no vincono i Pro-vita!»

Le donne non devono più pentirsi di aver interrotto la gravidanza, ed è meglio che non raccontino più di aver provato dolore fisico o psicologico. Lo pretende la bioeticista tuttologa Chiara Lalli, per almeno due motivi: il primo, il suo libro sulla bellezza dell'aborto cadrebbe definitivamente nell'oblio, il secondo «si fa il gioco dei ProVita».

Docente di Bioetica e Storia della medicina alla Sapienza di Roma, la Lalli è una nostra vecchia conoscenza. Con la stessa sorniona baldanza passa dall'affermare che l'istinto materno non è una naturale, che l'anima non esiste (beccandosi un "dai, riprovaci un'altra volta" da parte di Fortunato Tito Arecchi, emerito di Fisica all'Università di Firenze), sostiene il regalo di neonati tramite utero in affitto ed afferma che abortire è facile e divertente come bere un biccher d'acqua. Così, bonariamente, "tuttologa".

Non è certo una sprovveduta, la Lalli. Parlare dell'interruzione di gravidanza come un atto doloroso, traumatico -come ammettono anche i ginecologi che lo praticano- significa di fatto ammettere un atto grave, pesante, come l'uccisione di un essere umano. Perché soffrire o pentirsi,...

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Błaszczykowski, il capitano della Polonia ci mette la faccia: «io non mi vergogno di Gesù»

Il Mondiale di calcio è iniziato, lasciando a casa la nostra Nazionale. Oggi la selezione polacca sfida il Senegal e a guidare la Polonia è il difensore Jakub Błaszczykowski. Nome impronunciabile, poco conosciuto da noi (nonostante una parentesi nella Fiorentina), ma famoso in Germania e considerato eroe nazionale in patria.

Il suo personaggio va oltre all'ambito sportivo. Originario di Częstochowa, il più importante luogo mariano per i polacchi, all'età di 11 anni ha assistito all'uccisione della madre da parte del padre, e lei gli morì tra le braccia. Assieme al fratello Dawid è cresciuto con la nonna, Felicja Brzeczeck, una devota cattolica che trasmise a loro la fede, accompagnandoli a Messa ed instillando in loro l'abitudine della preghiera e della lettura del Vangelo, cosa che il calciatore rivela di fare ancora oggi.

E' grazie alla fede che è emerso dal dolore per quanto accadutogli. La vicenda è divenuta nota nel 2012 quando, poco prima dell'inizio del campionato europeo, Jakub si assentò per ragioni personali. Scoprì infatti che il padre -che non vedeva dal giorno dell'omicidio- stava per morire e volle incontrarlo, per perdonarlo. «Quello che mi è successo da bambino ha dato una svolta di 180 gradi alla mia vita», ...

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Dio, proiezione psicologica del padre? Una tesi debole e già confutata

Recentemente abbiamo apprezzato un passaggio della riflessione della filosofa morale americana Susan Neiman, attuale direttrice del Forum di Einstein a Potsdam (Germania), in cui avanza alcune obiezioni all'ipotesi psicogenetica della fede formulata principalmente da Sigmund Freud.

La tesi afferma -così come la divulgano navigati catechisti dell'ateismo- che l'immagine che abbiamo di Dio sarebbe una mera proiezione dell'immagine dei nostri genitori, del padre in particolare: «Dio è un sostituto del padre», scrive Freud, «o più precisamente un padre che è stato innalzato, oppure, ancora, è una copia del padre, così come il padre è stato visto e vissuto nell’infanzia» (S. Freud, L’Io e l’Es e altri scritti/Una nevrosi demoniaca nel secolo decimosettimo, 1922). Non viene negata l'esistenza di Dio, ma si attacca la rappresentazione che ne hanno i credenti. «Se versi di nuovo il latte sul pavimento, ti toglierò la tazza», minacciano i genitori ai bambini. Essi, una volta adulti, proietteranno questo schema su Dio: dal buon comportamento deriva il biscotto o l'abbraccio di mamma e papà (cioè, la bontà di Dio), in caso contrario una sculacciata o una sgridata (cioè, un evento avverso)

La raffigurazione di Dio, dunque, sarebbe una rielaborazione delle figure genitoriali. Ma tutto questo, ha spiegato la filosofa Neiman, viene definito dalla filosofia "errore genetico": «anche se descriviamo...

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Il Papa: «famiglia solo tra uomo e donna». Ecco come reagiranno polemisti e falsi adulatori…

Ora non avranno più alibi. O forse, si? I contestatori del Papa, che lo accusano di parlare solo di immigrati e non occuparsi di altre tematiche care ai cristiani, ed i falsi adulatori, che usano il suo nome per giustificare pratiche contrarie al suo pensiero (la "cattolica" Michela Marzano è una specialista) come reagiranno alle parole di ieri? «Oggi si parla di diversi tipi di famiglia», ha detto Francesco, «ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola».

Per chi segue i discorsi del Santo Padre non c'è nulla di nuovo, le stesse cose le ha ripetute ovviamente molte volte (si veda immagini più sotto). La vera novità è che questa volta tutti i principali quotidiani hanno ripreso, fin dal titolo, le sue parole: Il Fatto Quotidiano, Il CorriereRepubblica, L'Huffington Post (da notare quanto sia infastidita Lucia Annunziata, che riempie l'articolo con immagini...

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Che Guevara: come lo spietato stalinista divenne un’icona pop

Ricorre in questi giorni il novantennale di Ernesto Guevara, detto "Che". Un santino laico, un simbolo di pace, un difensore degli ultimi. Non c'è manifestazione in cui non compaiano ancora oggi magliette e poster con il suo volto.

Ma la realtà è molto diversa: «I fatti dimostrano che era un totalitarista con vene messianiche, che voleva apertamente imporre la tirannia maoista nel mondo», ha commentato uno dei principali sociologi sudafricani, Lucien van der Walt.

«Era così fanatico che nel momento più caldo della Guerra Fredda, implorò persino l'Unione Sovietica di attaccare New York, Washington o Los Angeles con la bomba nucleare e portare alla fine del mondo». Secondo van der Walt, «il culto del Che è ancora oggi usato per oscurare la vera natura della Cuba di Fidel Castro, uno degli ultimi bastioni dello stalinismo». Stalinismo? «Ho giurato davanti a una fotografia del vecchio e compianto compagno Stalin che non avrò riposo fino a che non vedrò annientate queste piovre capitaliste», disse Che Guevara nel 1959 a proposito degli Stati Uniti. Il "male assoluto", per lui.

Contro gli USA fondò, assieme a Castro, il Movimento del 26 luglio (J26M), dimostrandosi «il più autoritario e brutale dei leader della guerriglia». Chiese la pena di morte per informatori, insubordinati, malintenzionati e disertori. «Lui...

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No al suicidio assistito, così l’American Medical Association e il Consiglio Medici Spagnoli

Al punto 5 delle nostre dieci ragioni laiche contro eutanasia e suicidio assistito abbiamo citato la forte opposizione delle principali associazioni mediche internazionali. Giustappunto, l'American Medical Association (AMA) ha recentemente rifiutato non solo di rivedere la sua contrarietà al suicidio assistito, ma anche di assumere semplicemente una posizione neutrale.

Nella relazione 5-A-18, infatti, l'AMA ha anche respinto la richiesta dei fautori della dolce morte di modificare la terminologia per descrivere l'eutanasia, così da renderla più appetibile.

Fu George Orwell che per primo articolò l'importanza del linguaggio per chi tenta di manipolare o cambiare la mentalità della massa. «Secondo il Consiglio etico» dell'American Medical Association (AMA), invece, «malgrado le sue connotazioni negative il termine "suicidio assistito da parte del medico" descrive la pratica con la massima precisione. Soprattutto, la distingue chiaramente dall'eutanasia. I termini "aiuto alla morte" o "morte dignitosa" potrebbero essere usati ma questo grado di ambiguità è inaccettabile». Nessuna ingegneria linguistica, quindi.

Quasi contemporaneamente ...

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La distruzione dei templi pagani, più fantasia che storia

«La storia in gran parte sconosciuta e profondamente scioccante di come il cristianesimo violento, spietato ed intollerante estinse il mondo classico». Prosegue la saga del "libro che la tua chiesa non ti farebbe mai leggere", questa volta a cura della critica d'arte (ma priva di titoli in ambito storico) Catherine Nixey: The Darkening Age: The Christian Destruction of the Classical World è il titolo del suo (primo) libro. Una collezione di falsità, seppur ampiamente celebrata dalla stampa inglese.

L'autrice, una sorta di Corrado Augias in gonnella, è consapevole che «la storia delle buone opere del cristianesimo è stata raccontata tante volte», per questo ha deciso di smascherare le presunte malefatte. Peccato che la storica Dame Averil Cameron, docente emerito di Antichità e Storia Bizantina presso l'Università di Oxford abbia liquidato come "parodia, esagerata e squilibrata" la fatica di Nixey, sottolineandone peraltro la poca originalità. Già nel '700 il polemista anticristiano Edward Gibbon, tentò di incolpare i cristiani non solo di aver ucciso la civiltà classica, ma anche di essersi meritata la persecuzione da parte dei Romani. «Avevamo immaginato di aver fatto qualche progresso nel ribaltare definitivamente il modello gibboniano dopo oltre due secoli. Ed invece no», ha commentato amareggiata la Cameron.

Il blogger agnostico Tim O'Neill ha realizzato ...

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Studi di genere: la supercazzola di due studiosi svela la zero credibilità

Due studiosi statunitensi, sotto falso nome, hanno redatto uno studio farlocco nel filone dei gender studies (studi di genere), collezionando appositamente una serie di assurdità per fingere di dimostrare che l'organo sessuale maschile sia una costruzione sociale e non un organo anatomico. Incredibilmente la supercazzola è stata pubblicata su una rivista scientifica, dimostrando come a questo tipo di studi venga concessa una immeritata ed aprioristica credibilità.

Due premesse. Gli studi di genere altro non sono che il parto intellettuale delle ossessioni storiche del femminismo radicale in associazione alle rivendicazioni Lgbt. Il loro cavallo di battaglia è appunto l'identità (o ideologia) di genere, secondo la quale la maschilità e la femminilità non sarebbero legati al sesso di nascita, ma concetti relativi, dinamici e culturali. In Italia sono sostenuti addirittura dalla rivista Le Scienze, grazie all'approvazione del direttore responsabile Marco Cattaneo. Seconda premessa: a prendersi gioco di loro sono stati due esponenti del "nuovo ateismo" americano, Peter Boghossian (membro del Center for Inquiry, della fondazione di Richard Dawkins e della Secular Student Alliance) e James A. Lindsay. Con il sostegno di Michael Shermer, fondatore di The Skeptics Society. Negli USA, al contrario che in Europa, i più attivi oppositori del femminismo e dell'omosessualismo sono, appunto, gran parte degli attivisti atei-evoluzionisti.

Torniamo alla burla. I due autori hanno composto tale articolo utilizzando lo stile della teoria discorsiva del gender...

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