L’Esodo biblico degli ebrei, conferme dall’archeologia

Il più importante archeologo austriaco, Manfred Bietak, riconosce sul Biblical Archaeology Review la storicità del racconto biblico sulla fuga degli ebrei dall’Egitto. Ecco riassunti gli argomenti a favore dell’Esodo biblico.

 
 
 

L’Esodo biblico, realtà o finzione?

Recentemente abbiamo analizzato le origini della Pasqua cristiana, smentendo il legame con il paganesimo e affermando invece un forte legame con la Peasch ebraica.

Questa festa, infatti, celebrava l’Esodo, la fuga degli ebrei dall’Egitto, dov’erano sottoposti alla schiavitù, verso la Palestina e sotto la guida di Mosè.

Da più parti si sostiene tuttavia che l’Esodo sarebbe un racconto leggendario e mitologico, mai provato dall’archeologia.

Pur avendo più volte sostenuto la necessità di interpretazione dell’Antico Testamento, senza ritenerlo un libro di storia o di scienza, abbiamo anche sottolineato che ciò non esclude tratti di storicità.

 

L’Esodo biblico e le prove storiche: nessuna leggenda.

Sul numero di maggio/giugno 2016 della rivista Biblical Archaeology Review è apparsa infatti una dettagliata analisi delle prove a favore della storicità dell’esodo biblico, firmata dal più importante archeologo austriaco Manfred Bietak, professore emerito di Egittologia all’Università di Vienna e fondatore dell’Austrian Archaeological Institute.

Esaminando testi egizi, manufatti e siti archeologici, Bietak conclude sostenendo che il testo biblico riporta eventi storicamente accurati risalenti al XIII secolo a.C.

Un primo esempio sono i nomi di tre luoghi che compaiono nel Libro dell’Esodo, i quali corrispondono precisamente ai toponimi egizi del periodo Ramesside (XIII-XI secolo a.C.).

Si tratta di Pithom, Ramses e Yam Suph corrispondenti ai toponimi egizi Pi-Ramesse, Pi-Atum e (Pa-)Tjuf, i quali compaiono nel periodo Ramesside e cessarono di essere utilizzati all’inizio del Terzo periodo intermedio dell’Egitto (iniziato nel 1085 a.C.).

Questi luoghi specifici registrati nel testo biblico dimostrano che la memoria dei profeti, autori dei brani, è anteriore al Terzo Periodo Intermedio, supportando l’avvenimento dell’Esodo nel XIII secolo a.C. durante il periodo Ramesside (come d’altra parte sostiene gran parte degli studiosi biblici).

Una seconda prova archeologica citata nell’articolo è relativa alle scoperte avvenute a Tebe.

Negli anni ’30, in occasione dello scavo del tempio funerario degli ultimi faraoni della XVIII dinastia egizia (Aya e Horemheb) da parte degli archeologi dell’Università di Chicago, venne alla luce una casa (e parte di un’altra) appartenente agli operai che avevano l’incarico di demolire il tempio su ordine del faraone Horemheb (morto nel 1292 a.C.).

La pianta della casa è caratteristica delle abitazioni israelite durante l’età del ferro pur essendo costruita in canniccio e fango. Risulta significativo che questa casa sia stata costruita in Egitto nello stesso periodo in cui gli israeliti stavano costruendo case simili in Cananea e le forti somiglianze inducono a ipotizzare che i costruttori della casa tebana fossero o proto-israeliti o un gruppo strettamente imparentato con gli israeliti.

Una terza prova a favore dell’Esodo biblico è l’Onomasticon Amenope, un elenco di parole classificate del Terzo Periodo Intermedio dell’Egitto.

Scritto in ieratico, il papiro include il toponimo semitico b-r-k.t, che si riferisce ai laghi di Pithom.

Ciò dimostra che nelle fonti egiziane, al posto del nome egiziano originale, veniva usato un nome semitico inducendo a considerare che una popolazione di lingua semitica abbia vissuto nella regione abbastanza a lungo per far sì che i loro termini soppiantassero gli originali.

Un quarto argomento convincente dell’Esodo deriva dalla stessa analisi del testo biblico in cui si parla della storia della schiavitù. È probabile che una storia di schiavitù sia vera.

L’archeologo Manfred Bietak scrive, infatti:

«La trama dell’Esodo, di un popolo in fuga da un’umiliante schiavitù, suggerisce elementi storicamente credibili. Normalmente, sono solo le storie di gloria e di vittoria che vengono conservate nelle narrazioni da una generazione all’altra. È probabile che una storia di schiavi contenga elementi di verità».

 

La scienza e la separazione delle acque del Nilo

Così, se da un lato le scoperte archeologiche riassunte nell’articolo sembrano confermare l’accuratezza dell’Esodo biblico, sarebbe sbagliato sostenere che ogni dettaglio della storia dell’Esodo nella Bibbia è automaticamente vero.

Ad esempio, non risulta dimostrato che si trattò della fuga di 600.000 ebrei, come afferma la Torah. Numeri così esorbitanti avrebbero senz’altro lasciato maggiori tracce storiche. E’ molto più probabile che l’esodo abbia riguardato solo alcune grandi famiglie.

Che dire, infine, dell’evento più epico del racconto dell’esodo, cioè la separazione delle acque del Nilo da parte di Mosè? Si tratta ovviamente di un evento trascendente che, per ovvie ragioni epistemologiche, non può essere indagato dall’indagine storica o scientifica.

Nel 2010, tuttavia, i ricercatori del National Centre for Atmosphere Research e dell’Università del Colorado, attraverso una simulazione, hanno sostenuto che l’evento sarebbe naturalmente possibile e non avrebbe violato le leggi naturali.

Anzi, è stato concluso, «il nostro studio suggerisce che la narrazione biblica è perfettamente verosimile. Per i credenti sarà un miracolo del Signore, per i non credenti un miracolo della Natura, ma il risultato è lo stesso».

La redazione

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28 commenti a L’Esodo biblico degli ebrei, conferme dall’archeologia

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  1. anonimo ha detto

    C’è un piccolo dettaglio:il fatto che nel XIII sec a.c la zona corrispondente agli attuali Israele,Giordani e Siria erano sotto dominio egizio qui se fossero arrivati ad Israele si sarebbero trovati in territorio nemico e riportati in Egitto

    • Rick ha detto in risposta a anonimo

      Può essere, ma come ben saprai quei territori in quell’epoca non erano affatto “pacificati”, per dirla alla romana, erano territori tumultuosi che continuamente passavano di mano in mano, ed essendo territori di frontiera non subivano un forte controllo dello stato centrale, esattamente come i Padri Pellegrini che scappavano dalle persecuzioni in Madre Patria e si rifugiavano nelle colonie, che, pur essendo sotto lo stesso stato, erano territori lontani e quindi non subivano gli stessi trattamenti.

      • anonimo ha detto in risposta a Rick

        Ci sono altre cose da dire:
        1)La tesi secondo cui le piradimi,i palazzi,templi ecc venissro costruiti con schiavi sfruttati come vengono rappresentati in tv è stata abbandonata da tempo
        2)Nella storiografia egizia,che eramo meticolosa nel raccontare eventi strardinari,tale fatto non è riportato.
        3)C’è da tenere conto che il punto in cui si presume che sia avvenuto l’attraversamento delle acque,oltre ad esse molto profondo,è composto da fondali sabbiosoi quali se venissero attraversato da persone corri animali sarebbero sprofondati nella sabbia e morti.Avrebbero in via teorica usato delle tavole in legno ma vi è un problema ossia la distanza di quasi 20 km tra una riva e l’altra il che avrebbe richesto un numero spropositato di assi di legno.

        • Rick ha detto in risposta a anonimo

          “1)La tesi secondo cui le piradimi,i palazzi,templi ecc venissro costruiti con schiavi sfruttati come vengono rappresentati in tv è stata abbandonata da tempo” Ma che c’entra? E dove sta scritta nell’articolo? Qua si parla di operai che avrebbero partecipato alla demolizione di un tempio e che potrebbero essere di origine semitica.
          “2)Nella storiografia egizia,che eramo meticolosa nel raccontare eventi strardinari,tale fatto non è riportato.” Direi proprio di no, tra propaganda, mitologia e un arco di tempo enorme (circa 3000 anni) è molto difficile trovare un resoconto accurato di tutti gli eventi, specie se sono negativi. Ad esempio non sappiamo nemmeno chi fossero i cosiddetti popoli del mare che tanto influenzarono un buon periodo della storia egizia o ancora chi abbia vinto la battaglia di Qades.
          “3)C’è da tenere conto che il punto in cui si presume che sia avvenuto l’attraversamento delle acque,oltre ad esse molto profondo,è composto da fondali sabbiosoi quali se venissero attraversato da persone corri animali sarebbero sprofondati nella sabbia e morti.Avrebbero in via teorica usato delle tavole in legno ma vi è un problema ossia la distanza di quasi 20 km tra una riva e l’altra il che avrebbe richesto un numero spropositato di assi di legno.” Sinceramente non credo ci sia nemmeno un parere univoco sul punto in cui sia avvenuto l’attraversamento del Mar Rosso, però chi l’ha cercato ha sempre trovato punti molto bassi, facili da attraversare e che si asciugavano per motivi metereologici (laddove il mare si ritira non sempre si generano sabbie mobili). Inoltre credo che all’epoca, soprattutto presso gli egizi, i carri fossero abbastanza piccoli e solitamente usati in guerra, mentre per il trasporto si usavano solo animali, specialmente asini

        • Simone B. ha detto in risposta a anonimo

          Analisi molto sciocca e dozzinale, ma in fondo a questo ci stai abituando… Innanzitutto, come già argomentai bisogna sempre distinguere la ricostruzione storica dalla stesura letteraria del testo e, ancora, dalla interpretazione teologica. Il libro dell’Esodo non è un libro di storia, ma un romanzo storico. Non un fantasy, quindi un mondo irreale, ma racconta una vicenda storica, in modo però teologico! Tuttavia, proviamo anche a fare un minimo di storia: il faraone in questione potrebbe essere il grande grande Ramses II, che regnò circa 80 anni (record assoluto)! Re bambino, non subì alcun colpo di stato, megalomane, perché attribuì a sé anche opere e monumenti precedenti… Quadra molto col faraone che si scontra con Mosè, quindi siamo intorno al 1200 a. C. in quel contesto solo le tribù ebraiche di Giuseppe e di Beniamino scesero in Egitto (Giuda, Ruben e Simeone erano state mandate via due secoli prima, mentre tribù come Zabulon, Neftali, Isaacar è probabile, che neppure scesero mai in Egitto!). Ramses fu un faraone che aveva bisogno di tanta manodopera per poter costruire le cosiddette città-deposito e tutti i monumenti per saziare la sua megalomania: varruolati tutti i cittadini allora, ma non come schiavitù (i romani invece ricorrevano ad essa), bensì come corvè, cioè lavori forzati a tempo. Anche qualche ebreo molto giovane venne arruolato… ad un certo punto però, qualcuno insieme a Mosè decise di fuggire da questa situazione. La causa scatenante fu quando un gruppetto di ebrei chiese il permesso di celebrare la loro festa di pastori nella notte di luna piena; ma tale permesso fu negato! Questo scatenò una fuga che evidentemente avvenne in maniera strepitosa. Tanto che lasciò il segno e fu ricordato (cfr. ad esempio Dt 26, 5-10).
          Infine, il cosiddetto passaggio attraverso le acque (che non era il Nilo – errore di distrazione dell’articolo – né il mar Rosso), sarebbe avvenuto presso i “Laghi amari”, una zona paludosa e acquitrinosa a nord del mar Rosso e già il libro dell’Esodo al cap. 14 ci dice che sarebbe avvenuto a causa di un forte vento orientale: “E il Signore, durante tutta la notte, risospinse il mare con un forte vento d’oriente, rendendolo asciutto; le acque si divisero”, interessante frammento storico, incastonato in uno più leggendario in cui Mosè apre le acque con il bastone per ordine di Dio.
          Insomma, conviene studiare veramente prima di sparare a zero su alcuni argomenti…! 😀

          • anonimo ha detto in risposta a Simone B.

            Wow in questo hai appena ucciso la letteratura,il metodo storico e la logica.
            Poche volte ho sentito così tante stupidaggini in un solodiscorso-.

            • Simone B. ha detto in risposta a anonimo

              AHAHAHAHAHAH!!!! E dove sarebbero le stupidaggini?!? Come avrei ucciso la letteratura, il metodo storico e la logica?!?Argomenta, argomenta, argomenta storico dei miei calzini!!! Da parte mi, se vuoi ti cito, tutta la bibliografia di VERI storici che indirettamente hai accusato di aver detto stupidaggini e di aver ucciso la letteratura, il metodo storico e la logica… Avanti così!

              • anonimo ha detto in risposta a Simone B.

                Allora se vai a dire ad un esame di storia dell’Ebraismo che la Genesi è un romanza,ti cacciano all’istante perchè?
                Perchè,per i documenti antichi sopratutti quelli dell’antico medio oriente,di cui possiaediamo poco di quelli dell’antico Israele,l’unica certezza e che li hanno scritto,di consegueza il modo con cui li interpretavano o li classificavano è sconosciuto.
                Per quanto riguarda l’identificazione del faraone della Bibbia con Ramses II,è stata scartata da tempo per molte delle cose che la Bibbia riperisce di quel periodo,la storiografia egizio del tempo di Ramses II non ne fa menzione.
                Poi dai deciso di cambiare il luogo del presunto attraversamento dal mar Morto ai laghi amari allora al quei punto Mosè è scemo due volte,perchè non struttare il lemo di terra di di una decina di chilometri tra il Mar Rosso e i laghi amari? Nah troppo facile attraversimo un lago male che vada ci ritroviamo circondati dall’esercito del faraone.

                • Simone B. ha detto in risposta a anonimo

                  La Genesi è una romanza?!?! Ma qui stiamo parlando dell’Esodo!!!!! Ma poi lo sai cos’è una romanza?!?! AHAHAHAH!
                  “Allora se vai a dire ad un esame di storia dell’Ebraismo che la Genesi è un romanza,ti cacciano all’istante”: ma chi? Ma cosa stai dicendo!
                  “per i documenti antichi sopratutti quelli dell’antico medio oriente,di cui possiaediamo poco di quelli dell’antico Israele,l’unica certezza e che li hanno scritto,di consegueza il modo con cui li interpretavano o li classificavano è sconosciuto”: questo non è affatto vero, è un’assurdità e ti ripeto, sono disposto a mandarti tutta la bibliografia!
                  “Per quanto riguarda l’identificazione del faraone della Bibbia con Ramses II,è stata scartata da tempo”: fonti? E cmq è un’ipotesi (la Bibbia infatti non cita il nome di nessun faraone nel racconto) e per giunta è ininfluente anche perché i fatti dell'”Esodo cacciata” risalirebbero a 2 secoli prima… sempre se sai di cosa sto parlando… quindi ci sono stati più faraoni in ballo!
                  “Poi dai deciso di cambiare il luogo del presunto attraversamento dal mar Morto ai laghi amari allora al quei punto Mosè è scemo due volte,perchè non struttare il lemo di terra di di una decina di chilometri tra il Mar Rosso e i laghi amari? Nah troppo facile attraversimo un lago male che vada ci ritroviamo circondati dall’esercito del faraone”: qui non si è capito nemmeno quello che hai scritto, siamo messi bene! Pensa che sui laghi amari puoi anche trovare il disegnino su Internet… non è difficile!
                  Sì direi che come argomentazioni lasciano molto a desiderare: però hai il pregio di essere molto divertente e di riuscire a farmi ridere!
                  Buona giornata 😀

                  • anonimo ha detto in risposta a Simone B.

                    Va bene mandami la bibliografia

                  • anonimo ha detto in risposta a Simone B.

                    Poi ti do anche la mia bibliografia

                    • Simone B. ha detto in risposta a anonimo

                      Poi quando? Quando Uccr chiuderà i commenti? E perché prima io?

                    • anonimo ha detto in risposta a anonimo

                      Ecco due titoli:
                      “Oltre la Bibbia storia deel’antico Israele” di Mario Levietani ed.Laterza
                      “Il faraone trionfante Ramses II e i suoi tempi”Kenet Kitcken ed.Laterza
                      “Storia dell’Ebraismo” Martin Goodman ed. Einaudi

                      Ti avvertose tu non hai gli strumenti per analizzare un testo o una scoperta archeologia è tempo perso
                      Ora tocca a te

                    • Simone B. ha detto in risposta a anonimo

                      Ma certo: “Storia d’Israele” di R. de Vaux; “Alla ricerca di Mosè” di H. Cazalles; “La riscoperta del monte Sinai. Ritrovamenti archeologici alla luce del racconto dell’Esodo” di Emmanuel Anati; “Archeologia biblica. Una breve introduzione” di Eric H. Cline; per ora mi fermo… intanto buona lettura!
                      P.S.: avverti tuo nonno, non me! 😀

    • Katy ha detto in risposta a anonimo

      Bisogna allora avvertire subito Manfred Bietak che un anonimo lo sta criticando sul web.

  2. Enrico ha detto

    Vorrei segnalare una imprecisione: non fu il Nilo ad essere attraversato da Mosè e gli israeliti, ma il Mar Rosso.
    Grazie
    Enrico

  3. Cavina ha detto

    1. la corretezza di un toponimo non c’entra nulla con la veridicità dell’esodo
    2. la presenza di case di israeliti in Egitto non dimostra l’esodo nè tantomeno i relativi miracoli
    3. che una comunità israelita sia vissuta in Egitto non dimostra l’evento biblico

    3 prove fasulle.

    l’unica fonte dell’evento è la Bibbia e non sono stati trovati elementi storici od archeologici che dimostrino che una migrazione di tale imponenza sia mai avvenuta nella storia egizia, gli eventi narrati nel Pentateuco non possono essere considerati storici. Nonostante ciò, la maggioranza degli studiosi ritiene che vi sia un nucleo storico dietro agli eventi biblici, ovvero la migrazione di un popolo semita dall’Egitto a Canaan nel XIII secolo a.C.

    • anonimo ha detto in risposta a Cavina

      Appunto in archeologia si dice “Una rondine non fà primavera”

      • Kosmo ha detto in risposta a anonimo

        C’è anche un altro detto, in archeologia biblica :”Se si muove come un’anatra, ha l’aspetto di un’anatra, fa i versi di un’anatra, allora è un cammello travestito

        • anonimo ha detto in risposta a Kosmo

          L’archeologia biblica ha la stessa credibilità dell’archeologia Omerica cioè vicini allo zero

          • Antonio Guado ha detto in risposta a anonimo

            Con questa chiusura mentale hai dimostrato per l’ ennesima volta che non vuoi documentarti e studiare dalle fonti che hai chiesto e che ti sono state date. T’ interessa solo sfogare i tuoi fallimenti e le tue convinzioni sugli altri. Ma comunque: se ti chiami Cavina, perché ti chiami anonimo?

            • anonimo ha detto in risposta a Antonio Guado

              Prima cosa tu non sei nessuno per dire se devo mettere il mio nome,ci siamo intesi?

              Chiusura mentale? Stai parlando con uno che ha studiano beni culturali sopratutto l’archeoliga egizia e mi sono letto anche un pò di archeologia biblica sopratutto sull’esodo,fattelo dire parte da presupposti sbagliari,procede peggio, e dà risultati discutilibi e come se non bastasse ci sono anche delle “scuole di pensiero”

              • Gennaro ha detto in risposta a anonimo

                Fammi capire: tu avresti studiato archeologia egizia?! Leggo orrori in italiano. Roba da matita rossa. Un professore di scuola media ti avrebbe messo 4 al compito di italiano. Sei il classico troll proveniente dal noto sitarello, caro il mio “anonimo”

                • anonimo ha detto in risposta a Gennaro

                  Noto con piacere che tutte le volte che cerco di parlare con :Neoborbonici,Paleoaustronatici,Neonazisti,cristiani,musulmani ecc,cercano sempre di arrampicarsi sugli specchi nella maniera più becera.
                  Sto per rivelarti una sconvolgente verità:anche i più grandi scienziati,archeologi,storici della storia faceva errori grammaticali da elementare epppure le loro teorie e ricerche erano valide.
                  PS
                  Nel caso mio scrivo male perchè avendo le dita grandi e usando il telefono,non mi riesce bene a scrivere con la tastiera piccola;e come se non bastasse questo sito non permette di correggere gli errori

                • anonimo ha detto in risposta a Gennaro

                  “Noto sitarello”? A cosa ti riferisci?

            • Cavina ha detto in risposta a Antonio Guado

              Ma le “fonti” non si riferiscono all’esodo ma solo all’esistenza di qualche toponimo e di case israeliane in Egitto, non c’è nulla che dimostra l’esodo.

              Forse siete voi quelli chiusi mentalmente.

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