Chiesa e sessualità: il Papa smonta tutti i falsi miti in un solo discorso

La Chiesa sessuofoba? Un antico pregiudizio venutosi a creare perché nell'insegnamento cattolico il sesso non è libertino ma, essendo un dono di Dio, va custodito e non svenduto.

 

In un discorso "a braccio", Papa Francesco ha smontato in un solo colpo due falsi miti e ha riproposto l'insegnamento cattolico sulla sessualità. Sintetizziamo e schematizziamo i punti toccati nel suo intervento: 1) E' falsa l'equazione sesso = peccato. 2) E' falsa idea che la Chiesa accetti il sesso solo per procreare. 3) La sessualità va custodita e vissuta all'interno del matrimonio. 4) La sessualità non va scissa dall'amore. 5) La sessualità di cui parlano la Chiesa e Dio è solamente tra uomo e donna.

Ecco un estratto delle parole del Papa:

«La sessualità, il sesso, è un dono di Dio. Niente tabù. È un dono di Dio, un dono che il Signore ci dà. Ha due scopi: amarsi e generare vita. Gesù dice: per questo l’uomo, e anche la donna, lascerà suo padre e sua madre e si uniranno e saranno… una sola persona?..., una sola identità?..., una sola fede di matrimonio?… Una sola carne: questa è la grandezza della sessualità. E si deve parlare della sessualità così. E si deve vivere la sessualità così, in questa dimensione: dell’amore...
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Giornalista pro-life sotto scorta dopo minacce di morte, torna la violenza abortista

Aborto e violenza. La giornalista Denise McCallister è tuttora protetta dalla polizia in un luogo segreto dopo la quantità di minacce alla vita ricevute a seguito di un suo tweet contro l'interruzione di gravidanza. Numerosi arresti si sono verificati nei giorni scorsi per altrettanti casi simili.

 

E' stata vittima di uno stupro e da quel giorno ha conosciuto tante donne che hanno vissuto la stessa brutale esperienza. Molte di esse sono rimaste incinta, dopo quel terribile giorno, e tuttavia hanno scelto di portare a termine la gravidanza. Denise McAllister, giornalista di Fox News, ha stimato a tal punto tale decisione che è diventata una attiva militante pro-life.

Recentemente ha scritto un tweet: «Alla base dell'isteria dell'aborto c'è il desiderio sconvolto delle donne per il sesso irresponsabile. Il sesso è il loro dio. L'aborto è il loro sacramento», ha twittato. «E' aberrante quando le donne decidono di gettarsi dalle vette della forza civilizzatrice del mondo nella melma e nel fango della depravazione disumanizzante».

Parole dure e forti, forse troppo, che però non possono giustificare quanto è accaduto in seguito. Un'ondata di violenza l'ha investita, fatta da insulti ed esplicite minacce di morte. «Sono messaggi privati, in particolare, in cui gli autori mostrano di sapere dove vivo», ha raccontato McAllister. «Minacce di stupro e strangolamento. Ho appena parlato con la polizia».

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Al pranzo con Francesco solo immigrati regolari: un messaggio chiaro

Bergoglio e immigrazione. Accoglienza cristiana, ma che sia prudente e, sopratutto, legale e regolamentata. Durante la visita di ieri alla Missione Speranza e Carità in Sicilia, gli organizzatori papali hanno voluto rimarcare in modo concreto il pensiero del Papa, così spesso travisato, accogliendo nella sala da pranzo solamente gli immigrati con regolare permesso di soggiorno.

 

E' giunto poco dopo l'ora di pranzo alla Missione Speranza e Carità di Biagio Conte. Nel suo viaggio pastorale in Sicilia in memoria di padre Pino Puglisi, Papa Francesco ha scelto di condividere il pranzo con gli ospiti della struttura: poveri, ex detenuti, volontari e migranti.

A proposito di questi ultimi, la Santa Sede ha voluto lanciare un piccolo messaggio, in coerenza con la predicazione del Papa: dovendo necessariamente operare una selezione tra coloro a cui è stata data la possibilità di pranzare con il Pontefice, si sono preferiti gli immigrati con regolare permesso di soggiorno.

Una chiara disposizione del Vaticano, almeno secondo la ricostruzione del vaticanista di Repubblica, Paolo Rodari. Niente pranzo con il Papa ai migranti irregolari,  anche se poi Francesco ha salutato tutti con affetto. A tavola accanto al Papa, il missionario laico Biagio Conte, padre Pino e alcune delle 160 persone (su 1300) a cui è stato dato il pass. Le fotografie ...

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L’ex boia dell’Isis che ha trovato pace convertendosi a Cristo

La conversione dei musulmani. In Iran il percorso dell'ex terrorista dell'Isis, il gruppo jihadista. Ma sono tante le storie di conversione dall'Islam e molte hanno a che fare con i sogni.

 

Heart4Iran è un'associazione di cristiani dediti all'evangelizzazione in Iran, a stretto contatto con i musulmani. Gestiscono anche un canale televisivo, Mohabat TV, che affronta l'attualità e assiste la chiesa cristiana iraniana. Nel milione di telespettatori quotidiani, però, vi sono anche tanti islamici.

Qualche mese fa al centralino del canale televisivo è arrivata una telefonata particolare. Nazanin Baghestani, supervisior di Mohabat TV, ha raccontato di aver parlato con un uomo che si è rivelato essere uno dei boia dell'Isis, il gruppo terrorista jihadista. Voleva capire qualcosa di più su Cristo, raccontando di sperimentare frequenti incubi e inquietudini.

Nazanin si è incontrato con l'uomo, il cui nome è tenuto riservato, e ne è nata un'amicizia, un dialogo. «Una notte», ha detto, «dopo aver pregato e parlato con lui e aver letto una pagina del Vangelo, finalmente si è addormentato. Al risveglio, mi ha guardato dicendomi: "E' stata la prima notte in cui ho potuto dormire in pace"». Da quanto ha raccontato il responsabile di Mohabat TV, l'ex boia ha iniziato un cammino di perdono verso se stesso, trovando pace e libertà in Cristo, anche a fronte dell'immenso male che è sempre più...

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Un’etica atea? Le inevitabili contraddizioni del filosofo Sam Harris

Un'etica atea che fondamenta può avere? Il libro Il paesaggio morale di Sam Harris (uno degli ultimi nuovi atei), seppur cerchi di dimostrare il contrario, mostra l'impossibilità per chi rifiuta un Assoluto di allontanarsi dal mero relativismo e dal soggettivismo etico.

 

The Moral Landscape è uno dei libri più famosi del filosofo Sam Harris, nonché uno dei tentativi più audaci di definire i confini di una morale laica (o atea). Fallimentare, tuttavia, come vedremo. Lo dimostrano anche le numerose critiche ricevute anche in ambito ateista, come quelle del filosofo Massimo Pigliucci.

Certamente Harris ha cambiato le carte in tavola in quanto, fin dal principio del suo volume (tradotto in italiano con il titolo Il paesaggio morale. Come la scienza determina i valori umani), ha voluto combattere l'idea che un ateo possa soltanto essere un puro relativista e debba abbracciare l'amoralità, in quanto privo di un fondamento razionale su cui definire il Bene e il Male. Nient'affatto, il filosofo statunitense rivendica l'oggettività dei valori e dei doveri morali, ovvero validi e vincolanti indipendentemente dall'opinione umana. L'Olocausto è stato un Male oggettivo, anche se alcuni (i nazisti) lo ritennero un bene e sarebbe rimasto un Male anche se i tedeschi avessero vinto e convinto il mondo intero della bontà delle loro azioni.

E' quindi inevitabile lo stupore. Cosa rende certe azioni oggettivamente buone o cattive, giuste o sbagliate? Un credente ritiene che l'uomo abbia un insito codice morale,...

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La giovane Lucia entra in clausura: «mi aspetta più vita di quanta ne rinuncio»

Libertà e clausura. Un ossimoro per molti, non per chi ha questa vocazione. Lo ha testimoniato una giovane ragazza di Madrid che pochi giorni fa è entrata nel monastero di Avila.

 

Non c'è nulla di più scandalizzante per il mondo di una bella e giovane ragazza che non solo decide di dare la vita a Cristo, ma che sceglie di entrare in un monastero di clausura. E' quello che ha fatto pochi giorni fa Lucia Lopez de Aragon Olesti, una giovanissima di Madrid di 22 anni, lasciando gli studi, la carriera e la sua vita quotidiana per entrare nel convento carmelitano di San José ad Avila, il primo monastero fondato da Santa Teresa.

Il 22 agosto scorso, infatti, Lucia ha iniziato la sua forma vocazionale e ha voluto spiegare agli amici e alla sua generazione perché si è lasciata alle spalle la sua vecchia vita. Non pretende di venire capita e, forse, non lo ritiene indispensabile. «Voglio essere una monaca di clausura, e non un altro tipo di religiosa, perché è lì che Dio mi ha chiamato. Abbiamo bisogno di ogni tipo di vocazione, anche la chiusura», ha spiegato in una video-intervista. «Per me è un modo di rispondere con la stessa radicalità con cui Cristo è morto e ha dato se stesso per noi».

Molti l'hanno avvertita che potrebbe sbagliarsi. «Mi importa del qui e dell'ora», lei risponde. Né ha paura di lasciare la sua vita precedente. «So che all'inizio mi costerà, ma sono convinta che Dio mi renderà felice nel convento, quindi non ho timori». Da quando ha scoperto questa vocazione su di sé «mi sono resa conto della...

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«Grazie alle migrazioni il cristianesimo non morirà». Parla il prof. Jenkins

Migrazioni in Europa e il futuro del cristianesimo. Lo storico delle religioni Philip Jenkis ha osservato che laddove il cristianesimo rischia di scomparire, come in Europa, riuscirà a rinascere grazie all'emigrazione di tanti fedeli provenienti dall'Africa e dal Medio Oriente, dove i tassi di fertilità stanno esplodendo.

 

The New Anti-Catholicism (Oxford University Press 2003) è un libro che ha cambiato la mentalità di molti. L'autore è un celebre storico delle religioni, Philip Jenkis, cristiano episcopale non troppo devoto (almeno allora), il quale osservò che «l'anti-cattolicesimo è l'ultima forma di pregiudizio bigotto e razzista socialmente accettato». Nelle scorse settimane Jenkis, docente alla Baylor University e alla Pennsylvania State University, è stato ospite al Meeting di Rimini.

Jenkis si è confrontato ieri con il giovane card. Luis Antonio Gokim Tagle, arcivescovo di Manila (video più sotto). A tema c'è il passato, il presente e futuro del cristianesimo inteso come diffusione demografica. «Il cristianesimo stava per finire nel 1800, e poi nel 1640 al tempo delle grandi guerre di religione», ha spiegato Jenkis. E' stato dato per morto tante volte ma «Gesù ha detto che questa Chiesa continuerà fino alla fine dei secoli». Sbaglia, infatti, chi collega il cristianesimo all'Europa: «i cristiani stanno passando dall'Europa all'Africa, all'Asia e all'America Latina. Nel 1900, il 66% dei cattolici vivevano in Europa, nel 2050 passeranno al 16%. Però i cattolici europei includeranno anche molte...

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LumiDolls e la rivoluzione sessuale: della donna oggetto è rimasto solo l’oggetto

LumiDolls ed il sesso con le bambole di silicone. Dopo pochi giorni dall'apertura la polizia chiude la prima casa d'appuntamenti con bambole hot. L'ultima catena della rivoluzione sessuale iniziata con la deresponsabilizzazione del sesso, passata dalla trasformazione della donna in oggetto e finita con l'eliminazione stessa della donna.

 

Volevano creare l'uomo nuovo, lo hanno indebolito. Volevano fare la rivoluzione sessuale e hanno deresponsabilizzato la sessualità. Volevano liberare la donna, l'hanno resa un oggetto. E oggi, i figli dei sessantottardi, la donna, l'hanno direttamente eliminata: sesso con bambole in silicone nella prima casa d'appuntamenti in Italia, aperta nella periferia sud di Torino. LumiDolls, il nome.

Per ora ci hanno pensato i Vigili e l'Asl a chiuderne i battenti pochi giorni dopo l'inaugurazione, a denunciare i titolari e a presentare una multa di 3mila euro. Non certo per il degrado umano e morale dell'iniziativa ma per mancanza di norme igieniche e varie violazioni della legge.

80 euro ogni mezz'ora per chiudersi in una stanza con Cicciobella ed altre bambolotte (ma c'è anche Alessandro, un bambolotto), tra cui una bambola incinta per amplificare la perversione. Così ha raccontato la femminista Marina Terragni: «la si può prendere a calci nel pancione, trascinare per i capelli, eventualmente strangolare, e così...

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Transgender non si nasce, si diventa per influenza sociale: la ricerca è silenziata

Trans si nasce o si diventa? Uno studio ha rilevato che diversi bambini "diventano transgender" a causa della pressione o dell'influenza sociale, e nient'affatto perché sono nati in quel modo. Il 62% aveva inoltre una diagnosi di disturbo psicologico.

 

La ricerca è apparsa su Plos One, firmata dalla prof.ssa Lisa Littman, e ha esaminato numerosi bambini con improvvisa comparsa della cosiddetta disforia di genere, in particolare quella "a insorgenza rapida", cioè apparsa per la prima volta dopo la pubertà. Secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, redatto dall'American Psychiatric Association (APA), è definito come il malessere percepito da chi non si riconosce nel proprio sesso biologico (i cosiddetti nati nel corpo sbagliato). O, secondo un linguaggio più ambiguo, quei soggetti che vivono una contraddizione tra l'identità di genere vissuta e il sesso osservato alla nascita (come se davvero potesse esistere un genere separato dal sesso).

Dallo studio è emerso che tale disforia appariva appartenendo ad un gruppo di pari, dove uno, più o anche tutti gli amici hanno iniziato a soffrire di tale disturbo e/o si sono identificati come transgender durante lo stesso periodo di tempo. In altre parole, questi bambini si sono identificati come transgender perché i loro amici lo hanno fatto«I genitori riferiscono anche che i loro figli hanno...

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Lo chef Rodríguez a sua figlia: «vai a Messa, la miglior cosa che puoi fare nella vita»

Se i cosiddetti vip hanno così influenza oggi sulle persone, bisognerà in qualche modo compensare all'onnipresente nullità di Fedez&Ferragni con qualcosa di più umanamente significativo. Ecco dunque comparire Pepe Rodríguez, lo chef spagnolo più famoso al mondo, una stella Michelin e tra i più amati giudici dell'edizione spagnola di MasterChef.

Se Fedez annuncia all'universo mondo che non ha intenzione di battezzare suo figlio né di sposarsi in chiesa, chef Rodríguez risponde come un qualunque papà: «Insisto spesso perché mia figlia maggiore vada a messa, la domenica. Ma lei non vuole. Mi dice: "Papà, sono molto occupata; Papà, io non ho tempo, devo studiare e non posso sprecare un'ora". A volte le rispondo: "Non ti rendi conto che io lavoro tutti i giorni della settimana, ma trovato sempre il tempo di andare in chiesa? Lo faccio perché lo voglio, perché ne ho bisogno. Voglio che ti rendi conto che andare a Messa è la cosa migliore che puoi fare nella vita. Se prendi sette o nove nell'interrogazione è secondario, ma spero che il mio esempio possa raggiungerti"».

Pepe Rodríguez, in un'intervista recente, ha raccontato di sé: «Sono un uomo che vive la parrocchia, che va nella chiesa della sua città e vi partecipa. Non tanto quanto dovrei, ma cerco di coinvolgere la mia famiglia, i miei figli e mia moglie per quanto posso. Mi...

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Abusi, per Mancuso la causa è il celibato. Alberto Melloni: «sciocchezze progressiste»

Il mito del celibato sacerdotale come causa della pedofilia. Ma il fenomeno è più diffuso in famiglia, negli ambiti educativi e sportivi. Un tema che mette in contrapposizione anche i due più noti opinionisti religiosi di "Repubblica", Vito Mancuso e Alberto Melloni. Poi l'intervento di un seminarista di Barcellona.

 

La Chiesa cattolica sta vivendo nelle ultime settimane momenti convulsi a causa dello scandalo degli abusi commessi da diversi ecclesiastici e dall'occultamento dei loro superiori. Un fenomeno prettamente del passato, come ha dimostrato il report del Grand Jury della Pennsylvania, mentre dal 2002 si è progressivamente imposta una linea di tolleranza zero.

Tuttavia, gran parte degli organi d'informazione tratta la vicenda come scandalo d'attualità e puntuali arrivano gli opinionisti che indicano il problema nel celibato sacerdotale. Lo ha fatto recentemente perfino il teologo spretato Vito Mancuso, che ha parlato di «insostenibilità del voto di castità. È il principio di realtà che impone alla Chiesa di vivere il nuovo tempo decretando la rottura».

Mancuso cade sempre nello stesso errore. Se i tempi cambiano, se gli uomini si indeboliscono allora è la Chiesa che deve sottomettersi al mondo, ai tempi, che corrono. Non solo come linguaggio, mutamento necessario e benemerito,...

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Qui si svolse il Concilio di Nicea? Una chiesa di 1600 anni rinvenuta in un lago turco

Gli archeologi che stanno esplorando un lago in Turchia hanno scoperto una antica basilica cristiana, risalente a 1.600 anni fa, che potrebbe essere stata la sede del famoso Concilio di Nicea, tenutosi nel 325 d.C.

 

L'archeologo Mustafa Şahin dell'Università Bursa Uludağ, ha scoperto una antica chiesa a tre navate usando fotografie aeree. La basilica è sepolta sotto al lago Iznik vicino all'attuale città di Iznik, che anticamente era conosciuta appunto come Nicea. «Quando ho visto per la prima volta le immagini del lago, sono rimasto piuttosto sorpreso nel vedere una chiara struttura ecclesiale», ha riferito l'archeologo. «Stavo facendo ricerche a Iznik dal 2006 e non avevo mai scoperto una struttura così magnifica».

Un terremoto del 740 d.C. distrusse la chiesa che ora si trova a circa 3 metri sotto al livello dell'acqua e a 50 metri dalla riva dalla riva. All'interno sono state trovate alcune tombe che custodivano monete risalenti agli imperatori romani Valente (che regnò dal 364 al 378 d.C.) e Valentiniano II (dal 375 al 392). Secondo gli studiosi potrebbe trattarsi della sede in cui si volge il Primo Concilio di Nicea, convocato dall'imperatore Costantino nell'anno 325.

Quest'anno sono state effettuate altre scoperte importanti per la storia ebraico-cristiana. Una su tutte: la studiosa Eilat Mazar ha infatti annunciato di avere trovato in scavi nei pressi...

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Religione vs scienza? «Il caso Galileo non fu quel che tutti pensano»

L'ultimo libro dello storico Yves Gingras, docente presso l'Università del Quebec, si intitola L’Impossible Dialogue. Sciences et religions (Polity Press 2017). Il rapporto tra scienza e religione viene descritto come conflittuale, addirittura in antagonismo, ma il saggio ha ricevuto una pesante stroncatura dallo storico della scienza Peter Harrison, direttore dell'Institute for Advanced Studies in the Humanities presso l'University of Queensland.

«Considerare la religione come un tentativo di offrire una spiegazione scientifica del mondo», ha commentato Harrison, «è come sostenere che un balletto sia un tentativo fallito di correre per prendere un autobus». L'unico modo per parlare di un "conflitto" tra scienza e fede, è quello di credere che «le due imprese intellettive competano per lo stesso territorio esplicativo». E non è affatto così.

Le intenzioni di Gingras di ripristinare un conflitto è in antitesi con quanto affermano «gli storici delle relazioni scienza-religione, i quali oggi parlano abitualmente di "mito del conflitto", una storiografia distante e screditata che sorse nel diciannovesimo secolo». Il revisionismo dello storico canadese inizia nel 13° secolo, con le tensioni tra università e chierici. Eppure, ha commentato Harrison, «è lo stesso Gingras ad ammettere che fu la Chiesa ...

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Lucio Battisti e “L’Aquila”: quel brano così autenticamente religioso (e leopardiano)

Lucio Battisti, le canzoni e la morte. Nel giorno dell'anniversario della sua scomparsa segnaliamo una sua canzone meno conosciuta, "L'Aquila", ma anche quella più autenticamente religiosa. Cioè, consapevole di un bisogno insoddisfabile.

 

Vent'anni anni fa la morte di Lucio Battisti, era il 9 settembre 1998. La scomparsa di uno dei più grandi protagonisti della musica italiana, che ha fatto cantare intere generazioni e i cui brani fanno da colonna sonora della vita, della giovinezza, di milioni di persone.

Il perfetto sodalizio formato dai testi di Giulio Rapetti Mogol uniti alla voce e alla musica di Battisti è venuto meno per vicende economiche sulla divisione equa dei diritti, la pressione politica ha invece allontanato Lucio dalle scene. Mogol lo ha recentemente raccontato: «Glielo consigliai io. Almeno all'inizio. Poi si convinse da solo. Negli anni Settanta fecero piangere De Gregori quando lo accusarono, lui di sinistra, di essere uno sporco miliardario. E il '68 era stato una follia: o eri falce e martello, Mao Tse-tung o eri un fascista. Gli dissi: "Non andare più in giro, finiranno per sputarti addosso, meglio stare a casa che essere contestato nei concerti"».

Forse il grande limite di Battisti-Mogol, almeno a nostro avviso, è non aver toccato temi più profondi, più riflessivi sull'esistenza e sul suo mistero, come invece ha avuto il merito di fare molte volte Vasco...

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Il Vaticano sapeva di McCarrick dal 2000: allora cosa c’entra Francesco?

McCarrick e il Vaticano. C'è la conferma che purtroppo la Segreteria di Stato era a conoscenza dal 2000 delle accuse di omosessualità a carico del controverso cardinale, prima che venisse creato cardinale e quando Bergoglio era ancora un lontano vescovo in Argentina. Eppure, per il dossier Viganò, Francesco è il capro espiatorio, l'unico colpevole.

 

Va bene tutto, ma quello che ha detto mons. Viganò è vero, sì o no? Questa è la domanda da porsi e fin da subito lo abbiamo fatto. La risposta è la stessa già data poche ore dopo il suo dossier: il lungo racconto di 11 pagine non è corroborato da prove, soltanto indagini interne potranno fare luce. Tuttavia, la sua accusa al Papa -il cuore del suo intervento e anche il vero scopo dell'"operazione"-, è basata su una menzogna. L'ennesima conferma la si è avuta nelle scorse ore: il Vaticano era a conoscenza delle accuse al card. McCarrick di comportamenti immorali con seminaristi adulti fin dal 2000, quando Bergoglio non era nemmeno cardinale.

«Era evidente che a partire dalla elezione di papa Francesco, McCarrick, ormai sciolto da ogni costrizione, si era sentito libero di viaggiare continuamente, di dare conferenze e interviste, ed era il consigliere più ascoltato in Vaticano per i rapporti con l’amministrazione Obama». Ecco il passaggio chiave del dossier Viganò, dove ci si riferisce al card. McCarrick sul quale gravavano voci di rapporti omosessuali nel passato....

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