Religiosi non cristiani si esprimono sul crocifisso nelle scuole e nei luoghi pubblici

Ecco cosa ne pensano alcuni religiosi non cristiani circa l’esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici e nelle aule scolastiche. La pagina è in aggiornamento costante.



DALAI LAMA. La massima autorità del Buddhismo si è dichiarato favorevole al crocefisso nelle aule: «E’ di fondamentale importanza mantenere le proprie tradizioni e l’Italia ha un retroterra cristiano e cattolico» (cfr. TGcom 18/11/09).

ROBERTO PICCARDO. Fondatore ed ex segretario nazionale dell’Ucoii (Unione delle comunita’ ed organizzazioni islamiche in Italia), ha dichiarato: «La decisione di rimuovere il crocefisso dalla scuola non ci riempie di soddisfazione e tantomeno le salve entusiaste degli atei, razionalisti e iperlaici. E’ uno dei tanti presupposti ideologici che stanno portando all’espulsione dalla scuola pubblica le ragazze musulmane che in Francia portano il foulard. La rimozione del crocifisso dalla scuola è una di quelle decisioni che sembra destinata ad andare lontano, a produrre effetti perversi e indesiderati e certamente negativi per quel dialogo cristiano-musulmano che tanto faticosamente si sta cercando di avviare e, più in generale per la qualità della convivenza in questo nostro paese» (cfr. Adnkroinos 27/10/03).

EZZEDIN EL-ZIR. Il portavoce dell’Unione delle Comunità islamiche in Italia (Ucoii) ha dichiarato: «Noi come musulmani non abbiamo mai chiesto l’eliminazione dei crocifissi dalle aule scolastiche». Il segretario, Hamza Piccardo ha ribadito anch’egli che “l’islam porta rispetto per i simboli della religione cristiana” e considera la decisione cristianofobica della Corte europea un grave errore (cfr. GuidaSicilia.it 4/11/09 e Riviera24.it 5/11/09).

SOUAD SBAI. La Presidente dell’Associazione Donne Marocchine in Italia e membro della Consulta islamica in Italia ha dichiarato: «Da laica dico che prima di essere un simbolo religioso, il crocifisso rappresenta la cultura, la memoria e l’identità dell’Italia e dell’Occidente. Sono due le pericolose derive: il laicismo e l’estremismo. L’Italia è sì uno Stato laico, ma il principio di laicità dello stato non deve diventare la bandiera di un laicismo sprezzante della cultura di tutta una civiltà. Una sentenza simile non tiene conto del senso storico e della consapevolezza culturale di un’Italia che è stata, volente o nolente, l’incubatrice della Cristianità» (cfr. Il Sussidiario 5/11/09)

BOUCHAIB KHALINE. Il Presidente del Consiglio dei cittadini stranieri e apolidi della Provincia di Bologna, ha dichiarato: «Negare il crocifisso rischia diventare un errore grave ed incomprensibile. Il crocifisso rappresenta un valore simbolico importante per le tradizioni italiane ed un elemento importante per la formazione delle identita’ italiane» (cfr. Romagna Oggi 4/11/09).

CITTADINI MUSULMANI. Il quotidiano ligure Riviera24.it ha intervistato diversi genitori di alunni stranieri e anche musulmani, la cui maggioranza ha auspicato che il crocifisso rimanga appeso alle mura scolastiche (cfr. Riviera24.it 5/11/09).

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