Le violenze abortiste contro i pro life non si fermano (ecco i video)

Per i fautori dell’aborto qualsiasi critica contro questa “conquista di civiltà” è da impedire in tutti i modi, con buona pace del confronto democratico e di qualunque libertà di opinione. Questa la prima considerazione che sorge spontanea a seguito di quanto accaduto di recente a Vancouver, in Canada, dove i pro-aborto hanno sistematicamente boicottato le manifestazioni promosse dal Canadian Centre for Bio-Ethical Reform, organizzazione che, se da un lato non teme affatto di ricorrere all’uso di immagini crude per richiamare l’attenzione sulla disumanità delle pratiche abortive, dall’altra parte ha patito non poco l’uso di metodi violenti quali insulti, danneggiamenti ed altre azioni violente, tanto da obbligare le forze dell’ordine ad aprire una indagine per individuare i responsabili di questi atti.

Le azioni di disturbo sono state contraddistinte da una sconcertante aggressività, con gli abortisti che non hanno esitato, tra le altre cose, a contestare l’esecuzione dell’inno nazionale canadese e a bloccare il traffico veicolare pur di impedire al caravan affittato dal Canadian Centre di circolare liberamente per propagandare la campagna pro-life dell’ente canadese. Lo stesso veicolo è stato vandalizzato da un abortista in bicicletta, come dimostra questo video:

 

Un gruppo di giovani canadesi pro-life, invece, sono stati invece bagnati con del latte e coperti di insulti, mentre mostravano dei cartelli contro l’aborto. La polizia, come mostra questo video, ha fermato subito l’uomo:

 

Non meno grave, invece, è quanto accaduto negli Stati Uniti dove il noto attivista abortista Ted Shulman, di cui ci siamo già occupati dando notizia del suo arresto avvenuto lo scorso anno, si è dichiarato colpevole per le minacce di morte da lui stesso perpetrate nei confronti di Padre Frank Pavone e del Prof. Robert George, entrambi conosciuti sia dal grande pubblico sia dal mondo accademico americano per il loro impegno contro l’aborto. Shulmann, figlio di una attivista pro-aborto autrice negli anni ‘70 di un libro in cui invitava le donne ad imitarla nel disfarsi disinvoltamente dei frutti delle sue “disattenzioni”, è stato messo in condizione di non nuocere dagli agenti federali dopo il ritrovamento nel suo appartamento di cianuro e altre sostanze mortali che comprovano la sua estrema pericolosità sociale, tanto da essere stato privato della libertà dal giorno del suo arresto senza alcuna cauzione. Padre Pavone ha auspicato che Shulmann con questa dichiarazione di colpevolezza possa iniziare un personale cammino di conversione e di pentimento che lo induca a rinunciare alle sue posizioni a favore dell’aborto.

A Rockford (Illinois, USA), uno scuolabus utilizzato da bambini della “Lady of the Sacred Heart Academy”, con immagini pro-life di giovani donne con neonati sui fianchi e che invitata a “pregare per l’interruzione degli aborti, è stato incendiato da un gruppo di sostenitori dell’interruzione di gravidanza. Qui sotto il servizio di una televisione locale:

 

In realtà gli abortisti non sono nuovi a queste intemperanze, non solo oltreoceano, ma anche in Europa: nel 2011, durante il Salone del libro di Torino, una ventina di estremiste dell’aborto legate ai centri sociali hanno violentemente impedito la presentazione del libro del presidente del Movimento per la Vita, Carlo Casini come abbiamo informato a suo tempo. In Svizzera invece, le forze dell’ordine hanno fatto ricorso a gas lacrimogeni e cannoni d’acqua pur di garantire l’ordine pubblico durante una pacifica manifestazione dei pro-life per le strade di Zurigo. Il 25 gennaio 2012, infine, lo stesso copione è andato in scena in Spagna, più precisamente a Barcellona.

Questi episodi dimostrano senza alcun dubbio l’esistenza di gruppi che sono disposti veramente a tutto pur di difendere l’aborto legale, impedendo alla radice persino la manifestazione di qualunque pensiero e/o opinione di segno opposto. Il rifiuto del dialogo, il tentativo di mettere a tacere con qualunque mezzo i pro-life, di fatto getta delle ombre inquietanti sull’immediato futuro, come dimostrano anche fatti ancor più tragici di quelli da noi descritti in questo articolo. Concludiamo queste riflessioni prendendo le parole usate da Padre Pavone nei confronti di Ted Shulmann: «la violenza contro di me e altri dirigenti è da respingere e lo stesso deve avvenire anche per la violenza commessa contro i bambini nel grembo materno».

Salvatore Di Majo

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