«Quella di Ceuta è un’invasione»: lo scrivono i vescovi spagnoli
- Ultimissime
- 04 Ago 2026

Parole inedite quelle dei vescovi spagnoli sugli eventi di Ceuta: “invasione” organizzata, che va oltre il dramma migratorio.
Una vera invasione, non un normale fenomeno immigratorio.
A Ceuta, enclave spagnola nel Nord Africa, si è verificato nei giorni scorsi un ingresso massiccio di migranti provenienti dal Marocco.
Migliaia di persone hanno cercato di superare il confine, approfittando di una situazione di forte pressione sulla frontiera e di un indebolimento dei controlli.
Un episodio che ha riacceso il confronto politico sul fenomeno migratorio in tutta Europa.
Sul tema è intervenuto anche l’arcivescovo Luis Argüello, presidente della Conferenza episcopale spagnola, che ha definito quanto accaduto un fenomeno diverso da una semplice emergenza migratoria.
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Il presidente dei vescovi: “E’ un’invasione”
Commentando gli eventi, mons. Argüello ha affermato che «si gioca con la vita e si utilizzano le persone a favore del lucro e del potere. Le migrazioni fanno parte di questa strategia».
Il presule ha quindi osservato che «l’invasione di Ceuta è un test. La demografia è un’arma».
Parole inedite che lasciano intravedere il pensiero di un’invasione organizzata, richiamando il tema della pressione demografica come possibile strumento di influenza geopolitica.
Ad ascoltare le grida “Allahu Akbar” (“Allah è il più grande”) dei gruppi di migranti si teme che più che un’invasione sia una conquista.

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“Non è un normale dramma migratorio”
Sulla stessa vicenda è intervenuto anche il vescovo domenicano Xabier Gómez, responsabile del settore Migrazioni e interculturalità della Conferenza episcopale tarraconense.
Scrivendo a nome dei vescovi terraconensi, ha definito gli eventi di Ceuta «un dramma umano, politico e sociale», ricordando soprattutto le decine di persone che sono morte in mare tentando l’attraversamento.
Il vescovo ha quindi dichiarato di condividere «l’opinione degli esperti che hanno avvertito che non ci troviamo di fronte a un normale dramma migratorio».
Infatti, i gesuiti spagnoli che si occupano dei migranti hanno dichiarato che «c’è una confusione che cerca di far sembrare che ci troviamo di fronte a un fenomeno migratorio, ma la questione è ben più complessa». Si tratta infatti di marocchini, non di migranti provenienti dalle classiche rotte africane.
E’ una questione “eminentemente geopolitica” e il fenomeno migratorio, ha proseguito il presule, sarebbe solo “la punta dell’iceberg”.

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Leone XIV: “Vie legali e sicure”
Al termine dell’Angelus di domenica scorsa, Leone XIV ha espresso la sua preoccupazione per l’allarmante situazione nell’enclave spagnola, chiedendo che «si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia».
Durante la visita recente alle Isole Canarie, il Papa aveva anche chiesto di non catalogare queste persone come «numeri o fascicoli», ricordando che si tratta comunque di individui «con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare».
Il pontefice aveva anche ricordato che «non basta gestire gli arrivi, distribuire i numeri, rafforzare le frontiere, per quanto necessario, o lamentare le morti quando sono già avvenute».
Piuttosto, abbiamo bisogno di «vie legali e sicure», di una lotta decisa contro i trafficanti, della ricerca della verità nelle storie e, soprattutto, anche della difesa del “diritto a non dover migrare”.


















5 commenti a «Quella di Ceuta è un’invasione»: lo scrivono i vescovi spagnoli
Fatemi capire: Ceuta e un pezzo d’Africa in cui gli spagnoli la fanno da padroni, e gli invasori sono gli africani?
Mi sembra strano che un tradizionalista radicale come te, caro lorenzo, oggi si schieri dalla parte dei migranti, degli africani e degli invasori. C’è qualcosa che non mi torna, non vorrai mica osare pensarla come Papa Francesco eh?
Se un tradizionalista non la pensa come me, perché allora mi definisci tradizionalista?
Riguardo poi a Papa Francesco, era il mio Papa, pregavo ogni giorno per lui, ma lo reputo il peggiore degli otto Papi sotto i quali sono vissuto, pur sapendo che Dio trarrà il bene anche dal male che ha fatto alla Chiesa.
E ora chi lo dice a Casarini?