Caso Orlandi, Marco Accetti indagato: nuovi elementi in mano alla Procura

marco accetti orlandi indagato

Perché il reo-confesso Marco Accetti è nuovamente sotto indagine nel caso di Emanuela Orlandi? Tutte le novità emerse finora.


 

La Procura di Roma torna su Marco Fassoni Accetti.

Dopo aver seguito le piste più improbabili, il caso di Emanuela Orlandi, cittadina vaticana scomparsa nel 1983, riporta al centro il fotografo romano.

Sono anni che UCCR chiede, in totale solitaria, di studiare attentamente il ruolo di Accetti, l’uomo che nel 2013 si autoaccusò di aver inscenato l’allontanamento di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori all’interno di un gioco malvagio di pressioni sul Vaticano, senza che i vertici e le autorità ecclesiastiche ne fossero a conoscenza.

Dopo essere stato già indagato nel 2015, il procuratore Giuseppe Pignatone archiviò le indagini per mancanza di elementi sufficienti. La decisione non fu avvalorata da Giancarlo Capaldo, allora titolare delle indagini, convinto invece del ruolo di Accetti.

Da allora sono però emerse molte novità e la situazione odierna è differente da quella dell’epoca.

Cerchiamo di capire perché Marco Accetti è tornato al centro del caso.

 


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Accetti indagato per sequestro

Dallo scorso giugno Marco Accetti è nuovamente indagato.

Il reato contestato segna una svolta: sequestro di persona a scopo di estorsione in concorso con ignoti. Oltre ai casi di Orlandi e Gregori, l’indagine riguarda anche la morte del piccolo José Garramon, per la quale Accetti fu condannato per omicidio colposo.

Il 15 luglio 2026 l’uomo è stato ascoltato per sei ore consecutive dal pm Stefano D’Arma.

Ma cosa c’è di nuovo da indagare?

 


Caso Orlandi, Marco Accetti era l’Americano: lo prova una testimone
(07/11/2025)


 

La comparsa di una testimone

Innanzitutto la prima svolta sarebbe avvenuta nel 2023 con Gabriella Boggiani.

Su segnalazione dello stesso Accetti, gli inquirenti convocarono la donna che avrebbe ammesso di aver accettato nel 1983 la richiesta dell’uomo a registrare uno degli audio che sarebbero poi stati inviati da Boston nel 1983 dal telefonista soprannominato “l’Amerikano”.

Boggiani avrebbe però precisato di aver creduto che si trattasse di uno scherzo e di non essere stata consapevole del collegamento con il caso Orlandi.

Come abbiamo già spiegato, questa confessione — se confermata— attesterebbe in maniera indipendente la partecipazione di Marco Accetti al caso Orlandi già nel 1983 e, ancor di più, lo identificherebbe con il telefonista che da sempre è stato considerato il principale sospettato.

Tra l’altro, Accetti ha sempre sostenuto che una persona a lui vicina spediva materialmente quei comunicati da Boston.

Nel 2015 il magistrato Capaldo osservò che l’allora ex moglie Eleonora C. ammise di essersi recata a Boston a trovare il fratello proprio nell’arco di tempo in cui da lì arrivarono i comunicati. Il pm chiese di esaminare ulteriormente questo aspetto.

Abbiamo già documentato che se si uniscono le cronache giornalistiche dell’epoca, la testimonianza di Gabriella Boggiani (da confermare) e l’ammissione di Eleonora C. su Boston, emerge in modo indubitabile che Marco Fassoni Accetti fu effettivamente l’l’Amerikano.

 


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(27/09/2025)


 

Antonella Fini: un’altra Emanuela?

Un altro nuovo elemento uscito in questi anni è la testimonianza di un’altra ragazza di allora: Antonella Fini.

Nel 2024 è emerso l’audio di una telefonata di un giovane Accetti del 27 aprile 1980 a un quiz televisivo condotto da Nanni Loy.

L’uomo ha chiamato in diretta la trasmissione “Tutti insieme compatibilmente” e ha citato il nome di Antonella Fini, rivelando pubblicamente perfino l’indirizzo di casa.

Interrogato dal procuratore Stefano Luciani, Accetti spiegò che Antonella era una ragazza che, prima ancora di Mirella ed Emanuela, intendeva coinvolgere in una logica di pressioni e ricatti.

Coincidenza vuole che la giovane frequentasse la stessa scuola di Mirella e abitasse a poche decine di metri da lei e dal suo bar.

Il fotografo romano ha raccontato che una giovane collaboratrice le avrebbe sottratto la borsa di scuola e il diario per apprendere informazioni utili, poi restituitole tramite una complice.

Poi l’avrebbe pedinata e le avrebbe telefonato più volte con il nome di “Paolo”, fino alla morte improvvisa del fratello di lei avvenuta il 15 agosto 1981.

Nelle deposizioni alla Squadra mobile nel 2023 e alla Commissione parlamentare nel 2025, Fini ha confermato tutte le circostanze e il contenuto delle telefonate con tale “Paolo”, che mai incontrò ma che divenne un amico. Disse però di non riuscire a collegare la voce di Accetti con quella del telefonista.

Notiamo una coincidenza con le date: secondo la deposizione della donna, poche settimane dopo il furto della borsa dalla palestra iniziarono le telefonate di “Paolo” e in contemporanea ci fu la telefonata di Accetti a Nanni Loy, nella quale l’uomo citò proprio la ragazza e il suo indirizzo di casa.

Al termine dell’audizione di Antonella Fini, l’allora presidente della Commissione parlamentare, Andrea De Priamo, confessò di ritenere «molto probabile» che Accetti seguisse la donna, pur essendo «tutto da verificare il collegamento con la vicenda Gregori».

 

marco accetti orlandi indagato

 

Le amiche e un collegamento

Nella deposizione di Antonella Fini ci potrebbe anche essere un elemento che permetterebbe di collegare il suo caso a quello di Mirella ed Emanuela.

La donna confessò infatti alla Commissione che delle telefonate con tale “Paolo” non ne parlò con i genitori, ma «con la mia amica del cuore, Annamaria Fantozzi».

Già in passato Accetti aveva indicato l’uso di amiche delle potenziali “vittime” come suo modus operandi, che sarebbe stato applicato anche ai casi Gregori e Orlandi.

Sarebbe servito a tranquillizzare le giovani e carpire la loro fiducia.

Per Mirella ci sarebbe stata l’amica Sonia; per Emanuela vi furono alcune compagne di musica — una delle quali è attualmente indagata per false informazioni — e una giovane complice tedesca di Accetti, tale Ulrike.

Se pensiamo poi ad Alessia Rosati, un’altra scomparsa della quale Accetti dice di aver avuto un ruolo, emerge effettivamente anche l’ambiguo ruolo dell’amica Claudia.

Lei disse di non conoscerlo ma il giornalista Fabrizio Peronaci ha testimoniato un incontro tra i due: «L’amica Claudia, in una lunga citofonata con Accetti, avvenuta alla mia presenza, ha dimostrato di conoscerlo e di non volerlo stare a sentire»1F. Peronaci, “Il crimine del secolo”, Fandango 2021.

Proprio Fini, tra l’altro, ha citato davanti alla Commissione parlamentare anche quella «ragazza mora» che ricorda averle riportato la borsa sottratta (come fu una ragazza mora l’ultima ad essere avvistata vicino a Emanuela il giorno della scomparsa).

Questa presenza di numerose ragazze si amplia se si considerano altre giovani che Accetti, da sempre, dice di aver coinvolto: le sue ex compagne e fidanzate Ornella, Eleonora e Patrizia De Benedetti.

Quest’ultima, nel suo “Memoriale”, l’ha addirittura definita una «corresponsabile».

E c’è poi la figura di Katy Skerl, giovane trovata uccisa sette mesi dopo la sparizione di Emanuela, il cui legame con l’uomo è emerso diversi mesi fa e va ancora totalmente chiarito.

 


Katy Skerl era legata a Marco Accetti prima di morire
(03/09/2025)


 

Due nomi inediti

Sempre nel documento di indizi che Accetti ha consegnato nel maggio scorso alla Commissione bicamerale d’inchiesta, emergono due nomi inediti di «ragazze attenzionate».

Si tratta proprio dell’amica citata da Fini, Annamaria Fantozzi («abitante in via del Macao») e di un’altra giovane che avrebbe tentato di coinvolgere tra il 1980 e il 1983, di nome Patrizia Iaccarino, anch’essa abitante «in via del Macao».

Questa storia insegna che se Accetti fa il nome di qualcuno non è mai un azzardo e c’è sempre un motivo. Da verificare, ovviamente.

 

marco accetti orlandi indagato

 

 

Da mitomane a principale sospettato

Nel 2013 Marco Accetti si presentò spontaneamente, consegnando anche il flauto che dice essere appartenuto ad Emanuela.

In questo caso, invece, non è lui ad aver voluto essere indagato.

Nel 2015 il tutto si concluse con l’accusa di mitomania, ora invece la Procura torna a puntare su di lui. Per archiviare di nuovo?

Certamente, se c’è una nuova indagine, è perché ci sono elementi nuovi su cui indagare.

In questo articolo abbiamo ipotizzato le testimonianze di Boggiani e Fini, e le perizie sulle voci dell'”l’Amerikano” e di “Mario” (un altro telefonista), straordinariamente simili alla sua.

A ciò vanno aggiunti elementi già vagliati e scartati nel 2015, come l’ammissione di Eleonora C. su Boston e l’intercettazione all’ex compagna Ornella C..

E poi l’effettivo ruolo nel caso Garramon e chissà se le indagini sull’uomo non si intreccino anche con il processo in corso su Katy Skerl.

La moglie italiana di Alì Agca, Elena Hilal Agca, ha recentemente sostenuto di aver appreso da Riccardo Sindoca (morto lo scorso 18 luglio), noto 007 italiano, che Accetti avrebbe «lavorato per i servizi segreti vaticani e quindi un ruolo nella vicenda potrebbe averlo avuto».

Si è parlato anche di questo nell’interrogatorio con il pm D’Arma?

Da noi contattato, Accetti non si pronuncia: «Ho il segreto istruttorio».

Autore

La Redazione

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2 commenti a Caso Orlandi, Marco Accetti indagato: nuovi elementi in mano alla Procura