Leone XIV: “Ogni Stato ha diritto a regolare le frontiere”
- Ultimissime
- 24 Apr 2026

Nuove parole del Papa sui migranti e le frontiere. Un pronunciamento utile che riequilibra ulteriormente la narrazione sulla visione della Chiesa, spesso fraintesa.
Ne ha parlato di nuovo, dopo pochi giorni da un precedente intervento.
Durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dall’Africa, Papa Leone XIV ha affrontato uno dei temi più discussi dell’attualità: l’immigrazione.
Nessuna svolta, piuttosto un ulteriore chiarimento di una posizione che la Chiesa ha sempre mantenuto, spesso fraintesa nel dibattito pubblico.
“Diritto a regolare le frontiere”
Rispondendo ai giornalisti dopo un viaggio apostolico durato oltre dieci giorni tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale, il Pontefice ha ribadito che ogni Stato «uno Stato ha il diritto di porre regole alle sue frontiere», pur nel rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone.
Infatti, ha aggiunto il Santo Padre, «non tutti devono entrare senza un ordine, creando a volte nei luoghi dove vanno situazioni più ingiuste rispetto a quelle che hanno lasciato».
La sua attenzione, però, è stata riflettere sulla responsabilità che i Paesi del Nord del mondo non si assumono verso quelli del Sud, «dove i giovani oggi non trovano un futuro e quindi vivono questo sogno di voler andare verso il Nord».
La necessità di emigrare è quindi comprensibile, legittima e spesso urgente, ma anche illusoria perché «tante volte il Nord non ha risposte su come offrire loro delle possibilità».
Diritto a non emigrare
Una posizione che si colloca nel solco realistico della dottrina sociale cattolica, lontana tanto dal nazionalismo chiuso quanto dall’idea di un’accoglienza buonista e indiscriminata.
Le dichiarazioni di ieri arrivano a pochi giorni da un altro intervento significativo.
Durante la tappa in Camerun, il Papa aveva già richiamato il cosiddetto “diritto a non emigrare”, sottolineando come la priorità per i giovani africani debba essere quella di provare a creare condizioni di vita dignitose nei Paesi d’origine.
Riequilibrare la narrazione
Un concetto altrettanto importante, che riequilibra la narrazione spesso ridotta al solo diritto a migrare.
Come sempre ricordiamo in questi casi, anche sotto il criticato pontificato di Papa Francesco il magistero ha sempre tenuto insieme due principi: il dovere dell’accoglienza e il diritto degli Stati a governare i flussi migratori.
E’ anche vero che Papa Bergoglio si concentrò più sul primo sacrosanto principio. Ma senza trascurare il secondo.
Lo ricordò, ad esempio, nel 2023 durante la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, quando di pari passo al richiamo per «il massimo rispetto della dignità di ogni migrante», chiese anche di «governare nel miglior modo possibile i flussi, costruendo ponti e non muri, ampliando i canali per una migrazione sicura e regolare».
Consulta il nostro dossier: Papa Bergoglio sui migranti: i discorsi “censurati”
















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