E’ ora che Arcigay prenda le distanze dai pedofili di Nambla e da Mario Mieli

Arcigay bambiniIl presidente di Arcigay, Flavio Romani, ha fatto sapere di aver querelato per diffamazione Massimo Gandolfini, portavoce del comitato Difendiamo i nostri figli e organizzatore del Family Day del 30 gennaio 2016. L'accusa sarebbe quella di aver sostenuto che l'associazione di omosessuali approverebbe, tra le varie identità di genere, anche la pedofilia. Tutto da dimostrare, ovviamente.

«Accostare la nostra associazione alla pedofilia», ha affermato Romani, «offende nel profondo tutti i nostri iscritti e mette in cattiva luce il senso del lavoro che quotidianamente, da più di trent’anni, portiamo avanti in questo Paese per abbattere il pregiudizio e la discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche e trans». Certamente ha ragione, sarebbe sbagliato accostare l'Arcigay alla pedofilia, reato -come afferma Romani-, «che giustamente prevede punizioni pesanti, ma è prima di tutto una pratica aberrante che si accanisce su chi è più indifeso, provocando spesso traumi irreparabili».

Appare quindi ancora di più sorprendente che il presidente dell'Arcigay bolognese, Vincenzo Branà, abbia scritto un intero articolo elogiando Mario Mieli, l'indiscusso fondatore del movimento Lgbt italiano -a cui è dedicato il più antico e importante circolo omosessuale italiano-, addirittura citando il suo libro “Elementi di critica omosessuale”. Senza però prendere...

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Leggende anticattoliche, in arrivo il nuovo libro del sociologo Rodney Stark

bearing false witnessNe sentivamo la mancanza. Parliamo dei libri del celebre sociologo americano Rodney Stark, che dal 2006 ha sfornato anche in lingua italiana nove volumi -molti diventati best seller- che dovrebbero essere presenti nella biblioteca di ogni occidentale appassionato alla storia della sua cultura.

Portati puntualmente in Italia dalla casa editrice Lindau -a cui vanno la nostra stima e i nostri ringraziamenti-, i lavori di Stark sono l'antidoto più riuscito, documentato ed efficace delle leggende nere anticristiane che circolano in Occidente da almeno due secoli. Docente di Sociologia e Religione comparata presso l'Università di Washington fino al 2004, già presidente della Society for the Scientific Study of Religion e della Association for the Sociology of Religion, dal 2004 è professore di Scienze Sociali presso la Baylor University. Si definisce un agnostico culturalmente cristiano e ha portato da pochi giorni in libreria la sua ultima fatica: Bearing False Witness: Debunking Centuries of Anti-Catholic History (Templeton Press 2016).

Si tratta della approfondita confutazione di dieci miti sulla storia della Chiesa, ha parlato del suo libro in una intervista al Catholic World Report, nella quale ha toccato alcuni di questi miti.

 

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Gesù voleva portare spada e divisione? I passi “violenti” del Nuovo Testamento

mercantitempio«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada» (Mt 10,34). «Pensate voi che sia venuto a mettere pace sulla terra? No, vi dico, ma piuttosto divisione» (Lc 12,51). Queste sono le due frasi più gettonate dai sostenitori del cristianesimo come religione violenta, addirittura fin dalle sue fondamenta.

Proprio in questi giorni si è svolto all'Institutum Patristicum Augustinianum di Roma il convegno Cristianesimo e violenza, tra i relatori anche Romano Penna, noto biblista italiano, professore emerito di Nuovo Testamento e origini cristiane alla Pontificia Università Lateranense, certamente uno dei principali biblisti italiani. Proprio affrontando una delle due frasi neotestamentarie citate, Penna ha spiegato: «Per Matteo la spada portata da Cristo è da intendersi in senso metaforico e per di più in un contesto ben preciso. Gesù sta parlando delle divisioni che possono sorgere all’interno delle famiglie rispetto a quella che il biblista spagnolo Santiago Guijarro Oporto ha definito “fedeltà in conflitto”. Come dobbiamo comportarci quando il richiamo del Vangelo è contrastato dai nostri stessi parenti? Che cosa fare quando il padre o la madre, il marito o la moglie non condividono o addirittura ostacolano la nostra fede?».

Allo stesso tempo ha definito «generalizzazione, dalla quale occorre diffidare», la tesi sulla violenza dei monoteismi,...

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L’attentato a Giovanni Paolo II e la presenza di Antonov in piazza San Pietro

antonovIl 13 maggio 1981, ben 35 anni fa, il killer turco Ali Agca sparò contro Giovanni Paolo II, era un mercoledì pomeriggio e l'attentato avvenne durante la settimanale Udienza generale.

Dopo tutto questo tempo, ancora non esiste una versione definitiva e credibile su chi armò Agca, nonostante diversi processi ed indagini. Dietro a quella pistola c'era il KGB? La Stasi (servizi segreti tedeschi)? La massoneria? I servizi segreti bulgari? L’Ayatollah iraniano Khomeini o i Lupi grigi, gruppo turco di estrema destra di cui Agca faceva parte? Certamente l'Unione Sovietica aveva il movente più forte, ovvero il timore che il Papa polacco potesse rendere instabile -come infatti farà- il suo potere nei Paesi satelliti dell'Europa dell'Est.

Dal dicembre 1981 fino al 29 giugno 1983, l’idealista turco collaborò attivamente con il giudice istruttore Ilario Martella, incolpando per l’attentato i servizi segreti bulgari su ordini del KGB (ipotesi avvalorata anche dalla maggioranza dei componenti della commissione Mitrokhin). Accusò di corresponsabilità il bulgaro Sergei Antonov (che gli avrebbe fornito l’arma) ma, improvvisamente e inspiegabilmente, il 29 giugno 1983 il killer turco ritrattò tutto e iniziò appositamente a rendersi inattendibile con dichiarazioni farneticanti, comportamento che mantiene ancora oggi. Non si può evitare di sottolineare che sei giorni prima di questa ritrattazione, il 23 giugno 1983, sparì la cittadina vaticana Emanuela Orlandi....

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Diaconato femminile, per Sandro Magister è «conforme alla tradizione della Chiesa»

francesco donnESe leggiamo i titoli di giornale, Papa Francesco avrebbe "aperto al sacerdozio femminile". In realtà, incontrando l’Unione internazionale Superiore generali (Uisg), oltre a ribadire l'importanza che le donne «entrino nel processo decisionale» della Chiesa, ha chiesto di approfondire il ruolo del diaconato femminile nella Chiesa primitiva: «chiederò alla Congregazione per la Dottrina della Fede che mi riferiscano circa gli studi su questo tema. E inoltre vorrei costituire una commissione ufficiale che possa studiare la questione: credo che farà bene alla Chiesa chiarire questo punto».

Nella stessa udienza, Francesco ha però spiegato che non è possibile "aprire" per quanto riguarda la «celebrazione della Liturgia Eucaristica», perché «il sacerdote o il vescovo che presiede lo fa nella persona di Gesù Cristo. E’ una realtà teologico-liturgica. In quella situazione, non essendoci l’ordinazione delle donne, non possono presiedere». Si può pensare che una religiosa faccia la predica in un Liturgia della Parola, «ma bisogna distinguere bene: una cosa è la predicazione in una Liturgia della Parola, e questo si può fare; altra cosa è la Celebrazione eucaristica, qui c’è un altro mistero. E’ il Mistero di Cristo presente e il sacerdote o il vescovo che celebrano in persona Christi».

Dunque...

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Unioni civili, la legge sancisce l’incolmabile differenza con la famiglia naturale

FAMIGLIA diversaLe unioni civili purtroppo diventano legge. Si può cadere nel disfattismo totale, come molti stanno facendo, oppure provare a fare una riflessione diversa. Infatti, se fino a ieri -in assenza di regolamentazione- le coppie omosessuali venivano chiamate genericamente "famiglie", da oggi possono essere definite solamente come "specifiche formazioni sociali", come vuole la nuova legge.

Mentre "famiglia" è soltanto la società naturale fondata sul matrimonio (art. 29 della Costituzione), il premier Matteo Renzi -aiutato da Ivan Scalfarotto e da Monica Cirinnà-, ha chiaramente indicato che la coppia omosessuale non può essere affatto paragonata alla coppia di sesso opposto, per loro il matrimonio è talmente vietato che il governo attuale -senza mai essere stato eletto da nessuno- ha dovuto imporre con la forza (chiedendo la fiducia per ben due volte) una legge apposita per regolamentare la loro particolare "formazione sociale" (non famiglia).

Non vorremmo rovinare i festeggiamenti degli attivisti Lgbt, ma ci preme sottolineare che c'è ben poco da festeggiare. «Oggi i veri sconfitti sono gli omosessuali che con questa legge non vedono affatto superate le discriminazioni nei loro confronti», ha detto Imma Battaglia, storica attivista Lgbt ed esponente di primo piano del mondo arcobaleno. «Noi vogliamo il matrimonio egalitario e la possibilità...

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L’Antico Testamento esprime una verità morale, indipendente da quella storica

    di Giovanni Ibba* *docente di Ebraistica alla Facoltà teologica dell'Italia centrale

da ToscanaOggi.it, 29/03/16

 

Alla fine dell’Ottocento ci fu una discussione piuttosto accesa in America: la Bibbia dice il vero, oppure, analogamente a quanto avviene in buona parte della letteratura antica, può presentare racconti di tipo mitico?

In sostanza, la discussione nacque nel  momento in cui si cominciarono a usare criteri scientifici nella lettura del testo sacro, creando così il timore di uno svilimento dei contenuti che esso presenta. In estrema sintesi, si trattava di uno scontro tra un movimento detto «fondamentalista» e uno «razionalista» (o del «modernismo»). Nota è per esempio la questione sul racconto della creazione che si trova nella Genesi: si tratta di mito o invece il cosmo, la terra e l’uomo si sono davvero formati così? Sorse così un movimento «creazionista» contrapposto a uno «evoluzionista». Ancora oggi, negli USA in particolare, molti studenti devono scegliere fra insegnamenti scolastici «creazionisti» ed «evoluzionisti».

Con il Concilio Vaticano II, la Chiesa ha assunto totalmente il principio che è necessario usare tutti i criteri scientifici a disposizione per interpretare la Bibbia, considerando che essa, pur essendo ispirata da Dio, è comunque stata scritta da uomini vissuti in epoche diverse, con problematiche differenti e, soprattutto, con modalità e categorie culturali... Continua a leggere...

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Il card. Müller: il Papa è ambiguo? No, «è un linguaggio positivo che abbiamo deciso assieme»

francesco muller«All'inizio del suo pontificato, abbiamo parlato con Papa Francesco, osservando che durante i pontificati precedenti la stampa ha accusato la Chiesa di parlare solo di sessualità, di aborto e di questi problemi. Per questo abbiamo deciso, con Francesco, di parlare sempre, sempre, sempre in positivo. Se si guardano i testi completi di Papa Francesco, compare l'ideologia di genere, l'aborto...sì, appaiono ancora questi problemi, ma ci concentriamo sul positivo». A dire questo è stato, pochi giorni fa, il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, durante un incontro tenutosi all'Universidad Francisco de Vitoria de Madrid.

Nessuno in Italia ne ha dato notizia, così come non sono arrivate (nemmeno da Sandro Magister, sempre così preciso quando c'è da bombardare Francesco) le parole del prefetto tedesco del febbraio scorso sul magistero di Papa Bergoglio, che non è affatto «rivoluzionario, ma si muove sulla linea dei suoi predecessori», ha affermato. «L'originalità è il suo carisma, grazie al quale riesce a rompere i blocchi delle persone e le posizioni indurite». Lo ha definito: «semplicemente geniale».

Nel recente intervento pubblico, il card. Muller ha voluto smentire l'esistenza di un "linguaggio ambiguo" da parte del Pontefice, definendolo invece "linguaggio positivo"....

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«I cristiani sono “di parte”? Lo ero anche io, quando credevo nell’ateismo»

warner wallace    di J. Warner Wallace* *detective di polizia e docente di Apologetica presso la Biola University di Los Angeles

  da "coldcasechristianity.com", 19/02/16  

I cristiani sono spesso accusati di essere "di parte", semplicemente perché crediamo nel soprannaturale, un'accusa che ha un certo potere nella nostra cultura pluralistica. Persone di parte sono viste come pregiudizievole e ingiuste, arroganti e troppo fiduciose verso la loro posizione. Nessuno vuole essere identificato come qualcuno che è prevenuto o supponente.

Ma non cadiamo nell'errore, tutti noi abbiamo un punto di vista; tutti noi abbiamo delle opinioni e idee che colorano il nostro modo di vedere il mondo. Chiunque ti dice che lui (o lei) è completamente oggettivo e privo di pregiudizi ha un altro problema, ancora più importante: è una persona bugiarda.

La questione non è avere o meno delle idee, opinioni o punti di vista preesistenti, ma riuscire comunque a guardare le cose in modo oggettivo. E' infatti possibile avere un parere preventivo e lasciare esso alla porta, così da esaminare la realtà in modo equo. In California, ad esempio, i giurati sono ripetutamente istruiti a "mantenere una mente aperta per tutto il processo" e non "lasciare che i pregiudizi di simpatia o dell'opinione pubblica influenzino la vostra decisione". I tribunali quindi presuppongono giustamente che le persone hanno dei pregiudizi e sono influenzati dall'opinione pubblica. Nonostante...

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Le famiglie arcobaleno? Più frustrate, lo afferma uno studio Lgbt

Famiglie arcobalenoFinalmente anche il quotidiano Repubblica ha dovuto aprire gli occhi: grazie al censimento dell'Istat 2011 sono state smascherate le dichiarazioni dell'Associazione Famiglie Arcobaleno sui fantomatici 100mila (centomila!) bambini che crescerebbero in coppie gay in Italia. Falso, le "famiglie arcobaleno" sono meno di 8mila (rispetto ai 14 milioni di famiglie naturali) e i bambini cresciuti con genitori dello stesso sesso sono 500.

La diffusione di informazioni appositamente errate è una costante della campagna arcobaleno, tanto da falsificare anche diversi studi scientifici, salvo poi scusarsi e ritirarli con vergogna, come è accaduto poco tempo fa. Proprio nelle scorse settimane è stato fatto un simile tentativo attraverso uno studio olandese (in Italia ancora sconosciuto), pubblicato sul Journal of Developmental and Behavioral Pediatrics e basato sul Censimento della salute dei bambini svolto tra il 2011 e il 2012. Due dei quattro autori sono lesbiche e attiviste Lgbt dichiarate, Henny Bos e Nanette Gartrell, e, come si vede dalle loro pubblicazioni (...

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Robot, coscienza ed etica: l’impossibilità di eguagliare l’essere umano

robot«Lo sviluppo di una intelligenza artificiale potrebbe significare la fine della razza umana», ha avvertito Stephen Hawking l'anno scorso. Non sappiamo se tale annuncio sia dettato dal riduzionismo filosofico del noto fisico, per cui ritiene l'essere umano un nient'altro che facilmente sostituibile da un robot, oppure è un lancio pubblicitario, come il suo "universo dal nulla", mero slogan di marketing (come ha ammesso Lawrence Krauss).

Certamente, il tema dell'intelligenza artificiale è ormai all'ordine del giorno, ma gli allarmismi non sembrano giustificati. Junji Tsuda, presidente della società di robotica giapponese Yaskawa Electric, ha affermato: «Ci sono diversi robot intelligenti in via di sviluppo ma, rispetto all'uomo, non sanno fare nulla». C'è, ad esempio, l'intelligentissimo robot che vince a scacchi ma, quando lo si mette a piegare gli asciugamani (costato 400mila dollari), impiega un'ora e quaranta minuti per sistemare cinque panni, come mostra questo esilarante video. Mansione che ad una casalinga porta via meno di trenta secondi.

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Il tuttologo Corrado Augias, collezionista di gaffe e tragiche assurdità

augias fortunaI tuttologi sono per definizione persone incompetenti che pretendono di dimostrarsi opinionisti attendibili, collezionando gaffe e controversie.

Il giornalista Corrado Augias è forse il massimo esponente italiano, «è il nuovo Celso», lo ha definito Francesco Agnoli, «con qualche idea “nuova” e più adatta ai tempi. La sua fama da popolare presentatore televisivo lo trasforma ipso facto –per uno strano e perverso meccanismo- nel personaggio più adatto a parlare sempre di tutto e di tutti, nel tuttologo a cui in tanti sono pronti a dare un credito illimitato» (Indagine sul cristianesimo, Lindau 2014). Non a caso il celebre filosofo Costanzo Preve lo ha definito «giornalista dilettante», da qualche anno è stato messo a rispondere alla "posta del cuore" di Repubblica. Rubrica che, se non parlasse ossessivamente di religione, rimarrebbe vuota, come è stato commentato di recente.

Chiamato a commentare l'omicidio della piccola Fortuna Loffredo, di sei anni, ad opera di un uomo che, prima di ucciderla, l'ha anche stuprata, Augias ha pensato bene di puntare il dito...

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Morale laica, anche i non credenti ne sono diffidenti

Relativismo«Come vivere senza la grazia? Come essere santi senza Dio? È il problema che domina il ventesimo secolo». La citazione di Albert Camus risulta davvero azzeccata se si leggono i risultati di un recente e curioso studio, condotto dal dipartimento di Psicologia della Nottingham Trent University, in Inghilterra.

La ricerca, pubblicata su The International Journal for the Psychology of Religion, ha voluto valutare il "pregiudizio anti-ateo" della società inglese, testando un campione di persone sulle reazioni ad una vignetta in cui venivano descritte le azioni di un insegnante disonesto ed inaffidabile. Secondo i risultati, il 66% ha detto che l'uomo era probabilmente un insegnante ateo. La nota curiosa è che il 43% dei partecipanti si è dichiarato ateo, il 33% invece era cristiano, ed il resto apparteneva ad altre fedi. «La diffidenza anti-atea», hanno concluso, «è profondamente e culturalmente radicata indipendentemente al gruppo di appartenenza di un individuo, tant'è che anche la maggior parte degli atei si è scoperta provare la stessa istintiva diffidenza».

Probabilmente avrebbe risposto allo stesso modo anche il celebre filosofo laico Norberto Bobbio, dato che ...

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L’Islam avanza perché l’Occidente, dal 1700, odia se stesso

boldrini 

di Francesco Agnoli* *scrittore e saggista

da Libero, 04/05/16

 

Intervistato recentemente da Giulio Meotti su Il Foglio, riguardo alla decadenza dell’Occidente e sul perché del terrorismo islamico in Francia, il celebre filosofo francese Remi Brague risponde sostenendo che è nel suo paese che è iniziato, un secolo prima che altrove, il declino demografico e la decadenza dell’Europa, al punto che oggi molti musulmani «non sentono altro che disgusto per il malthusianismo francese, le famiglie che rinunciano ad avere figli e prendono un cane... La legge che nel 2013 ha consentito il matrimonio gay alla fine li ha convinti che la Francia è un paese decadente che non ha futuro».

Uno dei motivi centrali di questa decadenza, continua Brague, è il fatto che «una buona parte della produzione storica per il pubblico in generale, che i media influenzano, invita all’autocritica e al pentimento di tutto il passato. Un’altra parte esalta invece il glorioso passato di altre civiltà e giustifica tutti i loro aspetti negativi». L'analisi di Brague è interessante, e ribalta un luogo comune: il grido disperato di chi contrappone al terrorismo ulteriori iniezioni di modernità liquida, e chiama in soccorso, di fronte al nemico, che però non può essere chiamato così, la mitica tolleranza di Voltaire, avversario del «fanatismo» e apostolo, in verità soltanto a parole, del libero pensiero. E così, quella che per alcuni, come Brague, è la...

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Stalin, il sostegno alla propaganda atea e i rapporti con la Chiesa ortodossa

StalinDal 1917 fino al crollo dell’Unione Sovietica, la Russia fu governata da un regime che cercò di combattere le religioni ed imporre l’ateismo alla sua popolazione. Vi fu tuttavia in quei decenni un breve periodo in cui le autorità comuniste cessarono la loro campagna antireligiosa per giocare invece sul buon rapporto tra Stato e Chiesa, e questo accade durante gli anni della «Grande Guerra Patriottica».

Può sembrare sorprendente il fatto che ad adottare questa politica fu nientemeno che Stalin in quanto il dittatore, una volta ottenuto il potere assoluto, si era mostrato intenzionato a continuare la politica già inaugurata dal suo predecessore Lenin, scatenando una feroce persecuzione anticristiana: durante gli anni '30 il numero dei preti si ridusse a poche migliaia, le chiese furono distrutte, non fu più consentito dopo il 1926 avere un patriarca e la popolazione fu costretta a praticare clandestinamente la propria fede.

Anche con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, il georgiano lasciò immutata la sua linea di condotta, provvedendo anzi, ad estendere i provvedimenti antireligiosi anche alle regioni conquistate grazie all’alleanza stipulata con Hitler tramite il patto Molotov-Ribbentrop. Tuttavia, il 22 giugno 1941, la Germania invase l’Unione Sovietica e questo modificò completamente la politica ecclesiastica del paese: Stalin stigmatizzò le attività anticristiane dei fanatici del partito, vennero restaurate le chiese, incoraggiate le cerimonie religiose, fu ripristinato il patriarcato, riaperti i seminari e alla Chiesa fu concesso di...

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