Una certa sinodalità che non convince: i dubbi di stimati cardinali
- Ultimissime
- 14 Set 2026

Alcuni cardinali stanno manifestando perplessità e dubbi su un’interpretazione della sinodalità. Le loro osservazioni andrebbero ascoltate.
Il dibattito sulla sinodalità rimane vivo nella Chiesa.
C’è chi lo respinge radicalmente, chi lo promuove come un’attesa forma di democraticità e progresso e chi chiede semplicemente di precisarne meglio il significato.
E poi tante altre posizioni intermedie.
Un confronto presente anche tra gli stessi vescovi e cardinali, in vista dell’Assemblea ecclesiale convocata nel 2028 in cui si farà il punto sul percorso sinodale e sulla sua attuazione.
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
Il card. Scola: Chiesa o parlamento?
Una posizione particolarmente significativa è stata quella del cardinale Angelo Scola, arcivescovo emerito di Milano.
In una recente intervista ha sostenuto che la sinodalità «deve» avere un futuro nella Chiesa, perché «il tentativo di dare forma all’azione comunionale si trasformi in una modalità di attuazione della vita cristiana realmente efficace».
L’ex arcivescovo di Milano ha però contemporaneamente messo in guardia dal rischio di trasformare la Chiesa in una sorta di parlamento.
Per Scola, infatti, il punto di partenza non è la sinodalità stessa, bensì la comunione: la prima deve essere un metodo al servizio della vita ecclesiale e non diventare il principio organizzativo della Chiesa.

Da vescovo, cosa penso del Documento di sintesi del Sinodo
(27/10/2025)
Brandmüller e l’influenza protestante
Molto più netto è il giudizio del cardinale Walter Brandmüller.
Lo storico della Chiesa ha recentemente distinto tra il sinodo cattolico e una concezione democratica della sinodalità che, a suo avviso, sarebbe influenzata dal modello protestante elaborato da Lutero nel XVI secolo.
Il problema riguarderebbe soprattutto l’idea di attribuire una «voce uguale» a tutti, laici e pastori, attraverso procedure democratiche. Un simile modello, sostiene Brandmüller, sarebbe incompatibile con l’ecclesiologia cattolica.
Ha anche proposto di restituire importanza ai «sinodi delle Chiese particolari», purché rimangano fedeli alla struttura gerarchica della Chiesa.

Cos’è la sinodalità e le sue distorsioni, un chiarimento utile
(18/09/2025)
Quale utilità? Lo si chiede in Olanda
Dai Paesi Bassi è arrivata invece la presa di posizione fortemente critica del vescovo ausiliare Rob Mutsaerts.
In una lettera a Leone XIV ha domandato se l’intero processo sinodale stia realmente avvicinando le persone a Cristo e alla salvezza.
A suo giudizio, la Chiesa non dovrebbe diventare una permanente «organizzazione che ascolta», ma annunciare con chiarezza a cosa l’uomo è chiamato.
Il suo vescovo, Gerard de Korte, ha criticato pubblicamente la scelta di Mutsaerts di rivolgersi al Papa attraverso una lettera aperta, pur senza entrare nel merito delle sue obiezioni.

Sinodalità: i dubbi del card. Sarah
Il card. Robert Sarah, prefetto emerito del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha detto una cosa piuttosto significativa: «La comunione è un fine; la sinodalità è un mezzo, da verificare».
Ovvero, la sinodalità non è un fine in sé ma deve essere giudicata in base alla sua capacità di servire la comunione ecclesiale.
Nella stessa occasione, sempre a proposito della sinodalità, il cardinale guineano ha osservato che andrebbe «teologicamente sostanziata con la nozione di comunione, molto più antica e ricca, anche per evitare derive ideologiche».

Sinodalità, il vescovo resta colui che prende le decisioni
(13/06/2026)
Müller: rischi su gerarchia
Anche il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha criticato il progetto di sostituire il modello gerarchico della Chiesa con un processo democratico, arrivando a parlare di «peccato contro lo Spirito Santo».
Successivamente è tornato sull’argomento affermando di aver assistito personalmente, durante le due sessioni del Sinodo, a un processo che sarebbe stato utilizzato per indebolire la struttura gerarchico-sacramentale della Chiesa e sostituirla con una sorta di «piramide rovesciata».
Pur contestando un’interpretazione diffusa del processo sinodale, il card. Müller riconosce nella sinodalità «il principio della responsabilità comune». Perché «non possiamo dire di avere una parte passiva della Chiesa, come i laici, e un’altra, il Magistero, i vescovi, come parte attiva. Abbiamo una responsabilità comune».

Qual è la sinodalità cattolica?
Il confronto tra queste posizioni mostra dunque che la questione non è semplicemente essere «pro» o «contro» la sinodalità. Sarebbe infantile ridurre a questo il dibattito, anche se purtroppo alcuni lo fanno.
Piuttosto è stabilire quale sinodalità sia realmente compatibile con la natura della Chiesa cattolica: un metodo capace di favorire la comunione e la corresponsabilità dei fedeli, senza trasformare la Chiesa in una democrazia e senza smarrire la sua struttura sacramentale e gerarchica.
Una rassicurazione da questo punto di vista è giunta tre mesi fa da un convegno a cui ha partecipato il card. Mario Grech, segretario generale della Segreteria generale del Sinodo.


















5 commenti a Una certa sinodalità che non convince: i dubbi di stimati cardinali
Perché non dite chiaramente che la sinodalità del popolo di Dio è un’idea malsana scaturita dalla mente di Papa Francesco per assimilare il protestantesimo nel cattolicesimo?
https://www.google.com/goto?url=CAESnQEB6zswFY5-KvkfH88i3qV_4DAo5X_gKiBS8PvcfUQVuPlW3SlY9cKX7YAbFHFYpL-3Qdxg_hPVDFGlPPEKO6h0Ds9DDHf-9S3pugAiDY1sRUTOdfSAeDjbTCvo7iMs6y12J68p8SNEQLeegxVjywOw8zG4yv36JQDgJvHDS7jwCxiKj3rq5q36CY5NjxSvBtJBf95zc-uRdmAv7sTf
Quei malsani Atti degli Apostoli…
Tra parentesi: vedo che almeno la maschera del finto devoto che pregava per il Papa ogni giorno l’hai abbandonata… almeno c’è coerenza
Ribadisco che il sinodo dei Vescovi è cattolico e che il sinodo del popolo di Dio è di matrice protestante.
Non credi che pregassi ogni giorno per il Papa? Sono affari tuoi, non miei
Non lo dicono perché è evidentemente falso.
Ogni giorno a insultare Papa Francesco e più lo insulti e più mi spingi ad apprezzare ciò che ha fatto durante il suo pontificato.
Se ho raccontato cose non vere o inventate su Papa Francesco avresti il dovere, come cattolico, di farmi notare dove ho mentito: se non lo fai sei un “gesuita”!