I super stipendi dei cardinali: ma i numeri raccontano un’altra storia
- Ultimissime
- 18 Set 2026

La notizia del Papa che alza lo stipendio dei cardinali tormenta il sonno degli anticlericali. Ma cosa c’è di vero? E quanto guadagnano davvero?
Una notizia ha fatto il giro del mondo in questi giorni.
Papa Leone XIV avrebbe deciso di alzare lo stipendio ai cardinali.
Alla vicenda è stata paradossalmente dato ampio spazio sia nei gruppi social anticlericali che sulle testate web dei cattolici critici di Papa Francesco.
I primi l’hanno naturalmente inglobata per il loro proselitismo, mentre i secondi hanno sottolineato che sarebbe stato l’ennesimo smacco nei confronti del predecessore di Leone, il quale li avrebbe abbassati per ideologia pauperista.
Proviamo a fare un po’ di chiarezza.
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Il Papa e gli stipendi ai cardinali
Il provvedimento firmato da Leone XIV il 14 settembre scorso non introduce un nuovo aumento.
Cancella la decurtazione del 10% stabilita da Francesco nel 2021, durante la pandemia di Covid-19.
La misura di Francesco rientrava nella spending review adottata per fronteggiare il peggioramento dei conti della Santa Sede ed evitare interventi più pesanti, compresi licenziamenti.
Si torna dunque semplicemente alla situazione precedente al taglio straordinario dovuto all’emergenza sanitaria.
Va bene ma, per alcuni, quelli dei cardinali sarebbero comunque “super stipendi” che sfamerebbero la fame nel mondo.
Ma quanto percepisce realmente un cardinale?

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Quanto guadagnano i cardinali?
Le stime più recenti parlano chiaro.
Lo stipendio di un cardinale che lavora nella Curia romana si aggira intorno ai 4.500-5.000 euro netti al mese. Non tutti i cardinali, però, sono dipendenti della Santa Sede e quindi non esiste uno “stipendio cardinalizio” universale.
E’ certamente una cifra elevata se paragonata a un semplice operaio, il quale però non ha la responsabilità di collaborare con il Papa nel governo della Chiesa universale che conta miliardi di persone in tutto il mondo.
Oltre ad assistere costantemente il Romano Pontefice, molti cardinali guidano Dicasteri vaticani che quotidianamente si occupano di coordinare i Vescovi delle diocesi del mondo (Dicastero per i Vescovi), di curare la vita e la formazione dei sacerdoti e dei diaconi (Dicastero per il Clero).
Si occupano inoltre di intervenire negli ambiti della cultura, dell’università e delle scuole cattoliche (Dicastero per la Cultura e l’Educazione).
I cardinali di Curia gestiscono anche l’enorme servizio del Papa verso i poveri e le persone in situazione di bisogno (Dicastero per il Servizio della Carità) e mantengono relazioni collaborative con le altre religioni (Dicastero per il Dialogo Interreligioso).
Il cardinalato comporta quindi anzitutto una grande responsabilità ecclesiale.

Quanto guadagnano i ministri politici?
Il confronto tra il reddito dei cardinali e quello dei ministri di qualunque altro Paese aiuta a ridimensionare la narrazione degli “stipendi d’oro”.
In Italia, un ministro non parlamentare percepisce oltre 9.000 euro mensili, mentre in Germania un ministro federale arriva a oltre 21.000 euro al mese.
Nei Paesi Bassi, i ministri guadagnano oltre 17.000 mensili, una cifra leggermente superiore a quelli svedesi che ne percepiscono 15.000.
In Danimarca, invece, i ministri superano i 18.000 euro al mese.
Anche nel settore pubblico italiano le remunerazioni dei dirigenti possono essere sensibilmente superiori: il Ministero degli Esteri italiano indica, ad esempio, oltre 250.000 euro lordi annui per alcune posizioni dirigenziali di vertice.

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Come usano lo stipendio i cardinali?
Tra l’altro, lo stipendio dei cardinali non rappresenta semplicemente un reddito personale.
La normativa della Santa Sede stabilisce che la remunerazione dei suoi ecclesiastici debba garantire un tenore di vita dignitoso e consentire di sostenere gli obblighi del ministero, compresi i numerosi viaggi e spostamenti, l’aiuto ai bisognosi e familiari eventualmente dipendenti.
Sappiamo che diversi cardinali e funzionari vaticani destinano proprie entrate alla carità. Ma si conosce solo ciò che arriva in qualche modo all’attenzione dei media, mentre la beneficenza, per indicazione evangelica deve rimanere nascosta.
E’ noto, ad esempio, che il cardinale Konrad Krajewski ha raccolto tra i vertici della Curia romana ingenti somme in donazioni, destinandole ai poveri e alle emergenze sanitarie.
Il cardinale Blase Cupich è solito finanziare personalmente opere di carità, il caso più noto sono i 250 mila dollari versati personalmente in un fondo destinato a finanziare programmi contro la violenza nei quartieri di Chicago, con particolare attenzione alle comunità più vulnerabili.
È un tema già affrontato da UCCR nel 2016, quando documentammo come anche le presunte “pensioni d’oro” dei vescovi fossero in realtà una narrazione infondata: per loro lo stipendio ammonta a circa 1.300€ mensili, mentre un parroco arriva a 1.000€.
Anche in quel caso era un’inezia se paragonato allo stipendio di un qualsiasi dirigente.

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Raccontiamola giusta
Pur comprendendo che il tema economico solletica particolarmente la pancia anticlericale, la narrazione è leggermente più complessa.
Il vero criterio di giudizio non può essere soltanto la cifra della sua remunerazione ma anche il livello di responsabilità che si assume, il modo in cui vive il proprio incarico e come utilizza le risorse che gli sono affidate.















1 commenti a I super stipendi dei cardinali: ma i numeri raccontano un’altra storia
Inoltre il provvedimento non riguarda solo i cardinali, ma tutti coloro che lavorano in Vaticano.