I super stipendi dei cardinali: ma i numeri raccontano un’altra storia

cardinali stipendio

La notizia del Papa che alza lo stipendio dei cardinali tormenta il sonno degli anticlericali. Ma cosa c’è di vero? E quanto guadagnano davvero?


 

Una notizia ha fatto il giro del mondo in questi giorni.

Papa Leone XIV avrebbe deciso di alzare lo stipendio ai cardinali.

Alla vicenda è stata paradossalmente dato ampio spazio sia nei gruppi social anticlericali che sulle testate web dei cattolici critici di Papa Francesco.

I primi l’hanno ovviamente inglobata al loro proselitismo quotidiano, mentre i secondi hanno sottolineato che sarebbe stato l’ennesimo smacco nei confronti del predecessore di Leone, il quale li avrebbe abbassati per ideologia pauperista.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

 


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Il Papa e gli stipendi ai cardinali

Il provvedimento firmato da Leone XIV il 14 settembre scorso non introduce un nuovo aumento.

Cancella la decurtazione del 10% stabilita da Francesco nel 2021, durante la pandemia di Covid-19.

La misura di Francesco rientrava nella spending review adottata per fronteggiare il peggioramento dei conti della Santa Sede ed evitare interventi più pesanti, compresi licenziamenti.

Si torna dunque semplicemente alla situazione precedente al taglio straordinario dovuto all’emergenza sanitaria.

Va bene ma, per alcuni, quelli dei cardinali sarebbero comunque “super stipendi” che sfamerebbero la fame nel mondo.

Ma quanto percepisce realmente un cardinale?

 


Stipendio dei preti, quanto guadagnano? Quei “faraonici” 1000€ al mese
(05/07/2018)


 

Quanto guadagnano i cardinali?

Le stime più recenti parlano chiaro.

Lo stipendio di un cardinale che lavora nella Curia romana si aggira intorno ai 4.500-5.000 euro netti al mese. Non tutti i cardinali, però, sono dipendenti della Santa Sede e quindi non esiste uno “stipendio cardinalizio” universale.

E’ certamente una cifra elevata se paragonata a un semplice operaio, il quale però non ha la responsabilità di collaborare con il Papa nel governo della Chiesa universale che conta miliardi di persone in tutto il mondo.

Oltre ad assistere costantemente il Romano Pontefice, molti cardinali guidano Dicasteri vaticani che quotidianamente si occupano di coordinare i Vescovi delle diocesi del mondo (Dicastero per i Vescovi), di curare la vita e la formazione dei sacerdoti e dei diaconi (Dicastero per il Clero).

Si occupano inoltre di intervenire negli ambiti della cultura, dell’università e delle scuole cattoliche (Dicastero per la Cultura e l’Educazione).

I cardinali di Curia gestiscono anche l’enorme servizio del Papa verso i poveri e le persone in situazione di bisogno (Dicastero per il Servizio della Carità) e mantengono relazioni collaborative con le altre religioni (Dicastero per il Dialogo Interreligioso).

Il cardinalato comporta quindi anzitutto una grande responsabilità ecclesiale.

 

cardinali stipendio

 

Quanto guadagnano i ministri politici?

Il confronto tra il reddito dei cardinali e quello dei ministri di qualunque altro Paese aiuta a ridimensionare la narrazione degli “stipendi d’oro”.

In Italia, un ministro non parlamentare percepisce oltre 9.000 euro mensili, mentre in Germania un ministro federale arriva a oltre 21.000 euro al mese.

Nei Paesi Bassi, i ministri guadagnano oltre 17.000 mensili, una cifra leggermente superiore a quelli svedesi che ne percepiscono 15.000.

In Danimarca, invece, i ministri superano i 18.000 euro al mese.

Anche nel settore pubblico italiano le remunerazioni dei dirigenti possono essere sensibilmente superiori: il Ministero degli Esteri italiano indica, ad esempio, oltre 250.000 euro lordi annui per alcune posizioni dirigenziali di vertice.

 


Lo stipendio del Papa, quanto guadagna? Lo rivela lui stesso
(08/04/2022)


 

Come usano lo stipendio i cardinali?

Tra l’altro, lo stipendio dei cardinali non rappresenta semplicemente un reddito personale.

La normativa della Santa Sede stabilisce che la remunerazione dei suoi ecclesiastici debba garantire un tenore di vita dignitoso e consentire di sostenere gli obblighi del ministero, compresi i numerosi viaggi e spostamenti, l’aiuto ai bisognosi e familiari eventualmente dipendenti.

Sappiamo che diversi cardinali e funzionari vaticani destinano proprie entrate alla carità. Ma si conosce solo ciò che arriva in qualche modo all’attenzione dei media, mentre la beneficenza, per indicazione evangelica deve rimanere nascosta.

E’ noto, ad esempio, che il cardinale Konrad Krajewski ha raccolto tra i vertici della Curia romana ingenti somme in donazioni, destinandole ai poveri e alle emergenze sanitarie.

Il cardinale Blase Cupich è solito finanziare personalmente opere di carità, il caso più noto sono i 250 mila dollari versati personalmente in un fondo destinato a finanziare programmi contro la violenza nei quartieri di Chicago, con particolare attenzione alle comunità più vulnerabili.

È un tema già affrontato da UCCR nel 2016, quando documentammo come anche le presunte “pensioni d’oro” dei vescovi fossero in realtà una narrazione infondata: per loro lo stipendio ammonta a circa 1.300€ mensili, mentre un parroco arriva a 1.000€.

Anche in quel caso era un’inezia se paragonato allo stipendio di un qualsiasi dirigente.

 


Pensioni d’oro ai vescovi? Una bufala e lo stipendio è di 1300€
(30/05/2016)


 

Raccontiamola giusta

Pur comprendendo che il tema economico solletica particolarmente la pancia anticlericale, la narrazione è leggermente più complessa.

Il vero criterio di giudizio non può essere soltanto la cifra della sua remunerazione ma anche il livello di responsabilità che si assume, il modo in cui vive il proprio incarico e come utilizza le risorse che gli sono affidate.

Autore

La Redazione

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8 commenti a I super stipendi dei cardinali: ma i numeri raccontano un’altra storia

  • G.B. ha detto:

    Inoltre il provvedimento non riguarda solo i cardinali, ma tutti coloro che lavorano in Vaticano.

    • Giacomo ha risposto a G.B.:

      È scandaloso che un cardinale (Blase Cupich) abbia la possibilità di donare ben 250000 dollari dove li ha presi? Come li ha messi da parte? Ha pensato quotidianamente ai poveri della sua curia?

  • Giacomo ha detto:

    Perdonatemi ma per me che prendo 1500 al mese questo provvedimento è un autogol e non lo condivido per nulla da cattolico praticante. Noi laici dobbiamo pensare a mutuo, figli, genitori ecc. Non abbiamo la responsabilità dei dicasteri ma le nostre vite non sono meno prive di oneri delle loro. Anche noi facciamo beneficenza per quanto possiamo. Il confronto con politici e dirigenti non mi convince perché mi sa di puro benaltrismo come chi risponde:”e allora la guerra in Sudan?” a chi denuncia gli orrori a Gaza e in Cisgiordania.

  • Sebastiano ha detto:

    Fra tutti i cardinali di Santa Romana Chiesa dovevate citare ad esempio proprio quei due?
    Senza parole…

  • Catia ha detto:

    Io vorrei che la Chiesa tornasse ad abbracciare la povertà di Francesco, quella che lui chiamava sorella. Sarà il ritorno alla semplicità di nostro Signore che farà riavvicinare l’uomo alla Chiesa.

    • Licia Scapini ha risposto a Catia:

      Certo, la povertà di S. Francesco, così non avrebbe neppure un euro da offrire ai bisognosi! Chi sovvenziona le mense , i centri di accoglienza, le varie missioni sparse nel mondo, secondo lei?! La Chiesa “povera” non potrebbe farlo e anzi, chiederebbe ai suoi fedeli di farsi carico delle necessità primarie dei suoi sacerdoti.

    • Panthom ha risposto a Catia:

      E’ un’idea sbagliata. San Francesco aveva una vocazione che non riguardava tutti e mai disse che tutti dovessero seguirlo. Come giustamente ricorda Licia, una Chiesa povera non aiuterebbe nessuno.

      Un consiglio: uscite dai ragionamenti piatti e standardizzati tipici dei nostri contemporanei!

      • Patate ha risposto a Panthom:

        Hai paura che la chiesa diventa povero e non ce la fa, si vede che hai fede. Due sono le cose o servi Dio o servi la mammona.