La Nuova Bussola Quotidiana inizia la guerra a Leone XIV?

leone xiv la nuova bussola quotidiana

Dopo settimane di silenzio un po’ imbarazzato, “La Nuova Bussola Quotidiana” decide di iniziare a criticare anche Leone XIV in nome della (pseudo)ortodossia.


 

Non dev’essere sereno il clima nella redazione de La Nuova Bussola Quotidiana.

La testata tradizionalista non sapeva quale linea editoriale seguire nei confronti di Leone XIV.

Tornare a colpire mediaticamente il successore di Pietro, come fatto per tutto il pontificato di Francesco, o continuare a fingere di essere in linea con Papa Prevost, beccandosi però le critiche di ipocrisia?

Dopo settimane di silenzio imbarazzato sulla continuità con Francesco, sui migranti, sulla sinodalità, non ce l’hanno più fatta: ecco arrivate le prime bordate al Papa per la “Messa per la creazione” da lui esplicitamente approvata.

 

Leone XIV comincia a dare noia ai tradizionalisti

E’ ormai evidente, giorno dopo giorno, che il cammino intrapreso da Papa Prevost su moltissimi temi è quello lasciato da Francesco, sul quale quest’ultimo ha però ricevuto una durissima opposizione mediatica.

Com’è normale che sia, Leone XIV usa accenti e sottolineature diverse, ha un suo personale stile pastorale e ripristina alcuni riti rispetto ad altri (bellissimo vederlo a piedi per Roma durante il Corpus Domini!).

Ma il terreno sui grandi temi è sovrapponibile, come evidenziano sempre più numerosi osservatori internazionali.

Non è un caso che con il passare del tempo le lamentele dei progressisti stanno lasciando spazio a quelle dei tradizionalisti.

Il primo italiano a dare avvio alle danze contro Leone XIV è stato uno dei fedelissimi dell’ex mons. Carlo Maria Viganò (oggi scomunicato), il vaticanista Aldo Maria Valli.

Valli ha infatti rilanciato l’accusa a Papa Prevost di premiare il relativismo morale con la nomina di mons. Renzo Pegoraro alla guida della Pontificia Accademia per la Vita (stretto collaboratore dell’ex presidente, mons. Paglia). Si tratta di vecchi discorsi, decontestualizzati e reinterpretati in senso eterodosso.

 

La Nuova Bussola Quotidiana in silenzio su Leone XIV

Su questo La Nuova BQ invece tace, per il momento. D’altra parte, la testata di Riccardo Cascioli non è partita benissimo.

Il giorno prima dell’elezione di Leone XIV, lo stesso Cascioli intimava (inutilmente) i cardinali riuniti in Conclave a non eleggere assolutamente Prevost in quanto “coinvolto negli abusi sessuali”.

Per scongiurare un candidato ritenuto di stile progressista hanno dato assoluto credito a fonti screditate e ideologicamente anticattoliche che, infatti, sono state smentite immediatamente. Oggi nessuno ne parla più.

la nuova bq leone xiv

Da allora “La Nuova Bussola” ha volato rasoterra, evitando di scivolare su altre bucce di banana.

Giusto qualche tentativo di giocare al “Prevost corregge Bergoglio” ma, di fatto, l’imbarazzo è palpabile.

Per ora preferiscono sorvolare sul fatto che Leone XIV continui instancabilmente a citare con stima il pontificato del suo predecessore, intenzionato a raccoglierne e continuare l’eredità spirituale.

Silenzio anche quando Leone XIV si allinea ai suoi predecessori parlando ripetutamente dei migranti, sostenendo scandalosamente che «ravvivano la fede nei Paesi che le accolgono».

Nessuna accusa di “abuso ideologico” al Papa americano nemmeno se sposa pienamente la sinodalità di Francesco, incoraggiando i vescovi a proseguire il lavoro.

Questo è proprio strano in quanto Stefano Fontana, direttore editoriale de La Nuova Bussola Quotidiana, sembra aver fatto dell’opposizione alla sinodalità il suo cavallo di battaglia.

 

Leone XIV e la sinodalità, per la Nuova BQ è una minaccia

Pochi giorni dopo la morte di Francesco, infatti, Stefano Fontana arrivò a dire che la sinodalità è «una gravissima minaccia per la Chiesa» che sta «protestantizzando la struttura» del cattolicesimo, è «un infiltrato che, sotto copertura, fa il gioco del nemico».

Toni esasperati e apocalittici. Sospesi però, con l’elezione di Leone XIV, nonostante il Papa abbia fatto della sinodalità un tema ricorrente.

Proprio pochi giorni fa, incontrando i membri del Consiglio ordinario del Sinodo dei Vescovi, Leone XIV ha infatti parlato dell’«eredità che ci ha lasciato» Papa Francesco, ovvero «che la sinodalità è uno stile, un atteggiamento che ci aiuta ad essere Chiesa, promuovendo autentiche esperienze di partecipazione e comunione».

Qualche giorno prima aveva invece invitato la CEI ad «andare avanti nell’unità, specialmente pensando al Cammino sinodale», affinché «la sinodalità diventi mentalità, nel cuore, nei processi decisionali e nei modi di agire».

D’altra parte, nel suo primo discorso programmatico, il 10 maggio scorso, aveva definito come sua missione, tra le altre, «la crescita nella collegialità e nella sinodalità».

Nessuna reazione però da parte de La Nuova Bussola Quotidiana, per ora sembrano incassare facendo buon viso a cattivo gioco.

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Minutella e le accuse di ipocrisia

Intanto alle loro spalle piovono critiche di ipocrisia: c’è sempre qualcuno più tradizionalista dei tradizionalisti.

Ci riferiamo ad Alessandro Minutella, fondatore del “Piccolo resto cattolico” e autoproclamatosi successore divino di Benedetto XVI, il quale nell’omelia del 27 giugno scorso in un hotel di Udine, ha detto di stimare Fontana, aggiungendo però: «Si sono ridotti in maniera veramente penosa».

L’ex prete palermitano ricorda infatti che Stefano Fontana «durante il conclave aveva detto: “Il Papa eletto, se veramente vuole salvare la Chiesa, deve interrompere il processo sinodale”. Detto dal professor Stefano Fontana sulla Nuova Bussola Quotidiana — non so se lo conoscete — un professore di alto rango».

Minutella fa così notare l’ipocrisia del silenzio quando Prevost parla di sinodalità «e tutti tacciono». E conclude: «Questo è un papa più eretico di quello precedente, perché ci inganna con la mozzetta e la stola e il trono regio».

 

La Nuova Bussola vs Leone XIV: “Ideologia ambientalista”

Come dicevamo, l’impasse de La Nuova Bussola Quotidiana non ha più retto sulla cosiddetta “Messa per il creato”.

Il primo a partire è stato proprio Stefano Fontana che ha denunciato «l’avanguardismo progressista» e «l’atteggiamento ideologico», senza citare nemmeno una volta Leone XVI, ma attribuendo le “colpe” alla Curia romana.

Peccato che Leone XIV non solo abbia approvato ma userà queste letture in prima persona fra un paio di giorni a Castel Gandolfo.

Un filo più coraggiosa Luisella Scrosati che, parlando della “Messa ecologista” (sic!), è riuscita ad ammettere che «Leone XIV ha approvato il nuovo formulario», profetizzando che «diventerà il più utilizzato in senso ideologico» e denunciando «l’ideologia ambientalista».

Il Papa viene citato una volta sola, quasi per sbaglio: per lo meno non si dice che è stato fatto a sua insaputa.

Naturalmente nulla di quanto scrivono Fontana e Scrosati ha senso: non si tratta di una “Messa ecologista”, né di una nuova forma di liturgia.

Sono semplici antifone e letture bibliche, testi che -senza alcuna obbligatorietà- vanno ad aggiungersi a tanti altri già previsti dal Messale Romano e usati da tempo per varie necessità ed occasioni: per la pace e la giustizia, per i governanti, per i perseguitati, per i malati, in tempo di carestia, guerra o calamità ecc.

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Dopo settimane di gioco del silenzio “La Nuova Bussola Quotidiana” non ne può già più nemmeno di Leone XIV? Neanche lui è abbastanza cattolico?

Chissà se ripartiranno gli anatemi sul “viene giù tutto”, i rimproveri sulle aperture moderniste, le accuse di ambiguità dottrinali. Leone XIV sembra durato meno di due mesi senza scomuniche e senza critiche da parte degli pseudo-custodi dell’ortodossia.

 


AGGIORNAMENTO 09/07/2025

Nell’omelia per la Santa Messa per la custodia del creato, Leone XIV parlando “a braccio” ha chiesto di pregare per «la conversione di tante persone, dentro e fuori della Chiesa, che ancora non riconoscono l’urgenza di curare la casa comune». Dobbiamo chiederci, ha aggiunto, «se noi stessi stiamo vivendo o no quella conversione: quanto ce n’è bisogno!».

Il Papa ha infatti ricordato che «solo uno sguardo contemplativo può cambiare la nostra relazione con le cose create e farci uscire dalla crisi ecologica che ha come causa la rottura delle relazioni con Dio, con il prossimo e con la terra, a motivo del peccato».

Autore

La Redazione

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