5×1000: flop dell’UAAR e dell’Arcigay

5X1000In base ai dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate sul 5×1000, con la dichiarazione dei redditi del 2011, l’associazione Emergency di Gino Strada ha ricevuto il maggior numero di firme (363.070), per un importo totale di 10,6 milioni di euro. Seconda e terza classificate sono Medici Senza Frontiere (264 mila firme per 8,7 milioni) e l’Associazione italiana per la Ricerca sul cancro (274 mila firme per 6,5 milioni).

Oltre alle meritorie attività di tante organizzazioni laiche, numerosissime ovviamente le scelte anche verso le associazioni cattoliche: si nota nei primi posti della classifica l’Associazione Worldfamily of Radio Maria (88mila firme per 2 milioni di euro), seguito dal Movimento Cristiano Lavoratori (98mila firme per 1,5 milioni). Nei primi venti anche l’Associazione Opera San Francesco per i poveri (35mila firme per 1,3 milioni), nonché l’Associazione Missioni Don Bosco (30mila firme per 916 mila euro). Più sotto la Caritas italiana e decine di altre, qui il rendiconto completo.

Peccato che il quotidiano “Repubblica”, oltre ad aver inventato i numeri (scrive che l’Associazione italiana per la Ricerca sul cancro si sarebbe aggiudicata 55 milioni!!), faccia una marchetta alla fantomatica UAAR – Unione Atei Agnostici Razionalisti, scrivendo: «La fede, anche nel paese del Vaticano, non sempre paga: l’Unione degli atei e agnostici razionalisti ha ricevuto 140mila euro».

Leggendo l’articolo sembra quasi che i simpatici uaarini siano riusciti a risalire dal fondo del barile nel quale sono precipitati dopo gli scandali degli anni scorsi, magari grazie all’aiuto dei curatori d’immagine a cui si sono dovuti rivolgere per risollevare le loro sorti, come fa chi ha un prodotto da vendere sul mercato (“il brand Uaar, per un ateo che non deve chiedere mai!”). Occorre però contestualizzare, come sempre: l’associazione di atei fondamentalisti, nonostante esista dal 1987, abbia visibilità nazionale e una forte presenza sul web grazie a persone che appositamente vi lavorano e vi investono denaro per pubblicità, ha convinto soltanto 3.400 persone a destinare a suo favore il 5×1000, per un totale 140mila euro. Meglio di loro, per dare un’idea, ha fatto con 8.900 firme un’associazione di carattere regionale come l’ISCOS Emilia Romagna Onlus, impegnata nella cooperazione.

Occorre anche dire che coloro che hanno scelto di destinare il 5×1000 all’UAAR sono in calo rispetto al 2010, i quali erano 3.635 per 156mila euro. Dunque ben 235 persone hanno deciso in un anno di interrompere il sostegno all’UAAR, anche perché tra i suoi obiettivi non ha certo la beneficenza e la solidarietà ma è esclusivamente concentrata nella difesa degli atei dai terribili credenti e nel proselitismo laicista e anticlericale. Il primo obiettivo appare totalmente inutile in una società  tollerante e rispettosa come quella cristiana, il secondo è caratterizzato da un “essere contro”, che inevitabilmente allontana le persone più moderate e civili. Per onestà intellettuale occorre dire che nel 2011 l’UAAR ha destinato ben 500 euro (sic!) ad una associazione che distribuisce preservativi in Africa (avendone però usate 700€ in vignette satiriche verso il Papa e la Chiesa, come si evince dal suo rendiconto online).

Il calo di sostenitori lo si nota, fortunatamente, anche per l’Associazione Luca Coscioni e dovrà rivedere i suoi piani di indottrinamento LGBT anche Franco Grillini, presidente dell’Arcigay. Soltanto 350 persone in Italia hanno creduto all’emergenza omofobia in Italia propagandata dai media gay friendly. Oltre il danno, le due beffe: l’Arcigay nel 2011 ha perso quasi la metà dei suoi sostenitori (nel 2010 erano 643) e la Guardia Nazionale Padana ha quasi il doppio di preferenze, avendo trovato 615 persone a suo sostegno.

La redazione

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