Il forum “Atei italiani”: «quelli dell’UAAR si sono bevuti il cervello»

Sono in molti ormai a pensare che l’associazione UAAR, che dovrebbe rappresentare gli atei (e gli agnostici) militanti italiani, sia in realtà una beffa cattolica.  Non è possibile che una tale associazione abbia potuto triplicare il numero di crocifissi nelle scuole;  colmare un vuoto legislativo  (in senso positivo, ovviamente) sulla presenza del crocifisso in classe; sia riuscita a dimostrare che la Sacra Sindone non è affatto replicabile (sia con strumenti in uso nel medioevo, sia con la tecnologia attuale) e sia riuscita a far esprimere ufficialmente il Consiglio di Stato in favore delle autorità religiose negli istituti scolastici.

Non è pensabile, ancora, che un’associazione di (seppur sedicenti) razionalisti riesca a produrre una gaffe dopo l’altra: dalla moltitudine di epurazioni di responsabili eretici ai legami con i neofascisti di Casapound; dalla frequentazione del centro sociale di Acrobax (nascondiglio delle armi per i Black Bloc) alla richiesta allo Stato di concessione dell’8×1000 in quanto “l’ateismo è una religione e l’UAAR è una confessione religiosa”; dalle immagini omofobiche sulla famiglia alla partecipazioni di responsabili dell’associazione al paganesimo, con insulti ed esultanze per la morte di persone credenti in Dio.

L’ultima odifreddura realizzata dall’UAAR è emersa grazie al forum “Atei italiani”, che sembra più, in realtà, il ritrovo degli epurati/nauseati dell’UAAR. Si tratta di un’immagine (divulgata e promossa sulla pagina Facebook ufficiale dell’associazione) con la scritta: “Almeno il 50% delle gravidanze termina spontaneamente entro il primo trimestre. E Dio non fa niente”. Una vera e propria assurdità, degna del più rigoroso creazionismo protestante. Oltretutto, viene strumentalizzato un caso così sensibile e delicato -alla faccia della sofferenza delle donne!- per fare propaganda. Davvero un colpo basso per tutte quelle mamme che hanno perso in questo modo i loro figli.

Non a caso, chi ha avuto il merito di far emergere tale offesa (sotto il titolo: “In UAAR si sono bevuti il cervello”), è un utente donna, la quale scrive sul forum degli “Atei italiani”: «Slogan più di cattivo gusto, male interpretabile e antipatico di questo non si poteva pensare… Grazie a dio non ho rinnovato la tessera quest’anno, senno chiedevo il rimborso. Che tristezza un’organizzazione che riesce a perdere consensi persino tra i soci». E in un secondo commento: «Io davvero mi chiedo come si fa a pensare di portare avanti la causa della laicità dello stato con questi toni… rendiamoci conto che questi rappresentano gli atei in Italia, siamo messi malissimo […] la tessera non l’ho rinnovata per altri motivi (questione casapound e atteggiamento della dirigenza)». L’utente cita la “questione casapound” di cui abbiamo già parlato a lungo: la sede UAAR principale, attraverso una votazione democratica, ha approvato che la dirigenza contattasse, per parcondicio, l’associazione fascista Casapound per  proporre loro lo “sbattezzo”, in quanto lo stesso era avvenuto per gli “sfascia-vetrine” del centro sociale Acrobax. In quell’occasione, Massimo Maiurana, membro del Comitato del Coordinamento dell’Uaar, nonché responsabile della comunicazione interna dell”associazione, si è giustificato così: «va detto che casapound non è un’organizzazione violenta come lo sono altre, è un’organizzazione che qualche volta è stata coinvolta in episodi quantomeno discutibili, ma mi pare abbia fatto anche altro».

Tornando al dibattito all’interno sull’immagine dell’UAAR, un altro utente ha commentato: «poi ci si stupisce che chi crede reputa gli atei aridi e senza cuore(probabilmente riferendosi al famoso e “scandaloso” sondaggio realizzato negli USA).  Una responsabile del forum, l’utente “Avalon”, che è stata responsabile regionale dell’UAAR  poi epurata senza troppe parole, è intervenuta con realismo: «E’ veramente orrendo. Una pugnalata al cuore di ogni donna che abbia sofferto per un aborto spontaneo…».  Un altro utente ha centrato pienamente l’enorme fallacia delle associazioni integraliste come l’UAAR: «io mi chiedo solo perché, un’associazione o che caspita è non so, che dovrebbe avere come fine quello di promuovere la laicità debba subdolamente cercare di fare leva su un giochino psicologico tanto sgradevole e di cattivo gusto. Che parlino dei vantaggi reali della laicità, perchè devono parlare di dio? Perchè evidentemente il loro interesse principale è screditare la religione anzichè promuovere le loro idee». Vogliamo qui spezzare una lancia a favore di Raffaele Carcano, leader máximo degli Atei Razionalisti italiani: risulta ben difficile parlare dei “vantaggi reali della laicità” (leggasi “laicismo”) se di fatto non ce ne sono. E’ inevitabile, dunque, che per dimostrare di essere vivi resti solo da aggredire e deridere il “nemico”.

Un altro utente ha dimostrato, di avere idee chiare su come conquistare il mondo: «ci vogliono slogan che puntino a destabilizzare la fede dei credenti, a farla crollare dalle fondamenta». E’ normale comunque che anche in questa occasione arrivino anche le richieste di dimissioni dei responsabili della nuova iniziativa dell’UAAR: «Io penso che chi è responsabile per l’aver dato l’ok a questo manifesto dovrebbe dimettersi per manifesta inettitudine […], sorge anche a me il dubbio che sia stata pagata apposta da qualcun altro, un’agenzia di comunicazione difficilmente può essere così idiota». Un altro ha aggiunto: «Peggio ancora, è stata pagata con i soldi dell’associazione e rema contro… è il massimo della perversione!».

Per quanto ci riguarda, l’UAAR continui pure con tranquillità a bersi quel poco di cervello che rimane. Non sembra esistere, nel panorama italiano, un’associazione più controproducente…dopo 28 anni di esistenza, se è uno scherzo, facciamo presente ai responsabili che sarebbe arrivato il momento di rivelarlo.

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