Schopenhauer e Nietzsche, i due filosofi che ispirarono Adolf Hitler

hitler filosofi 
 
di Francesco Agnoli*
*giornalista e scrittore

 
da Tempi, 03/02/16

 

Adolf Hitler era un lettore vorace, e disordinato. Prendeva di qua e di là e metteva insieme, anche a modo suo. Ma nella tradizione tedesca aveva molti luoghi dove pescare, parecchi pensatori affermati a cui attingere idee che poi metterà in pratica. Eppure esiste una sorta di rimozione. I suoi ispiratori vengono quasi sempre assolti, con il risultato che se ne devono inventare di falsi. Quanto c’è di Lutero, in Hitler? E di Voltaire e dello spirito anticristiano di certo illuminismo? Dello scientismo positivista in voga nell’Ottocento? Delle idee sulla morale e sullo Stato di Hegel? Dell’odio di Nietzsche verso l’ebreo Cristo? Evidentemente moltissimo.

In un dialogo su Facebook, un signore cattolico mi spiegava le origini dell’antisemitismo andando a pescare nel Codice Teodoriciano. Cioè parecchi secoli fa, in una cultura totalmente altra rispetto a quella tedesca. L’incredibile quantità di menzogne raccontate da decenni permette questo: che si ignori il contributo dei filosofi tedeschi al nazismo germanico, e si cerchino di conseguenza le origini dell’antisemitismo dove non ci sono. Certo, cristiani ed ebrei sono stati spesso in contrasto tra loro. Ma collegare antisemitismo e cattolicesimo, come avviene spesso, non è solo una falsificazione in positivo, ma anche in negativo. Richiede appunto una amnesia selettiva, voluta, studiata.

Quella che fa sì che si faccia finta di ignorare che per l’illuminista Immanuel Kant – che rieccheggia il succo di un testo di Martin Lutero, intitolato Degli ebrei e delle loro menzogne, edito nel 1543 e ristampato abbondantemente durante il nazismo – gli ebrei sono «una nazione di ingannatori». Così per il “tollerante” Voltaire, il nemico, l’“infame” da schiacciare non è solo la Chiesa cattolica, ma anche gli ebrei (vedi il suo pamphlet Juifs), menzogneri, intolleranti, barbari, ignoranti, animaleschi… come i negri… Leggendo i grandi filosofi tedeschi, compresi Fichte e Hegel, l’avversione verso gli ebrei è una costante. Tutto il Settecento e l’Ottocento, in Occidente, sono pervasi di una polemica antiebraica che è anche antibiblica e anticattolica.

Scriverà Sigmund Freud riguardo ai tedeschi: «Il loro odio per gli ebrei è al fondo odio per i cristiani, e non vi è di che meravigliarsi se nella rivoluzione nazional-socialista tedesca questa intima relazione tra le due religioni monoteistiche trova così chiara espressione nel trattamento ostile riservato ad entrambe» (Sigmund Freud, L’uomo Mosè e il monoteismo. Terzo saggio, in Opere, vol. IX, Bollati Boringhieri, Torino, 1979, p. 413). Anche nel teorico del superuomo e della morte di Dio, Friedrich Wilhelm Nietzsche, ebraismo biblico e cristianesimo sono responsabili di aver introdotto nel mondo dogmi nefasti e assurdi: la presenza di un Dio trascendente e personale, la creazione, l’esistenza della colpa e del peccato, dell’aldilà e di un giudizio finale, il decalogo mosaico. Ma soprattutto Nietzsche propagandò l’odio verso l’ebreo Cristo, responsabile di aver introdotto nel mondo la peggiore delle nefandezze, cioè l’“ama il prossimo tuo come te stesso”. Come ha recentemente ricordato il filosofo cattolico Vittorio Possenti, in Nietzsche è esplicita l’idea che l’amore cristiano per il prossimo sia nato da ciò che Nietzsche definisce «il più puro odio giudaico».

Sentite con quale delirio Nietzsche perviene a questa follia e, supponiamo, con che folle deliquio antiebraico e anticristiano il nazismo la farà propria: «Dal tronco di quell’albero della vendetta e dell’odio, dell’odio giudaico – dell’odio più profondo e più sublime e perciò stesso creatore di ideali, e sovvertitore di valori, di cui sulla terra non si è mai dato l’uguale – da questo tronco è nato qualcosa di altrettanto incomparabile, un “nuovo amore”, un amore più profondo e sublime di tutti gli altri – e da quale tronco sarebbe mai potuto nascere? (…). Non si creda però che esso sia cresciuto come vera e propria negazione di quella sete di vendetta, come l’antitesi dell’odio giudaico! No, è vero piuttosto il contrario! L’amore sbocciò dall’odio, come sua corona, corona trionfale, che alla luce più pura e chiara e forte del sole si allargava sempre di più; e tesa agli stessi fini di quell’odio, cerca nel regno della luce e dell’altezza la vittoria, la preda, la seduzione, con lo stesso impeto con cui le radici di quell’odio affondavano sempre più profondamente e avidamente in tutto ciò che era profondo e malvagio» (Friedrich Nietzsche, Genealogia della morale, Adelphi, Milano, 1988, p. 23).

Non solo Nietzsche. Avrà presente molti pensatori precedenti a lui, Hitler, quando, ripetendo accuse ormai classiche sugli ebrei (menzogneri e intolleranti), affermerà: «Il colpo più duro che l’umanità abbia ricevuto è l’avvento del cristianesimo. Il bolscevismo è figlio illegittimo del cristianesimo. L’uno e l’altro sono una invenzione degli ebrei. È dal cristianesimo che la menzogna cosciente in fatto di religione è stata introdotta nel mondo. Si tratta di una menzogna della stessa natura di quella che pratica il bolscevismo quando pretende di apportare la libertà agli uomini, mentre in realtà vuol far di loro solo degli schiavi… Il cristianesimo è stata la prima religione a sterminare i suoi avversari in nome dell’amore. Il suo segno è l’intolleranza» (Adolf Hitler, Conversazioni a tavola di Hitler, Goriziana, Gorizia, 2010, p. 45).

Ma qual era il filosofo prediletto da Hitler? Certamente, prima ancora di Nietzsche, che il Führer ammira e legge, il predileto è Arthur Schopenhauer. Lo conosceva bene, talora lo citava alla lettera, a parole e negli scritti. Il suo nome lo troviamo per esempio sia nel Mein Kampf («nell’esistenza dell’ebreo… vi è una caratteristica che spinse Schopenhauer a pronunciare la famosa frase: l’ebreo è un gran maestro di menzogne») sia nei citati Discorsi a tavola. Pensiamo soltanto ad alcune evidenze macroscopiche. La prima: Schopenhauer è colui che più di tutti porta in Occidente le religioni orientali. A diciassette anni, infatti, secondo le sue stesse parole, «la verità che del mondo mi parlava chiaro e tondo ebbe il sopravvento sui dogmi ebraici che mi erano stati inculcati; e la mia conclusione fu che questo mondo non poteva essere l’opera di un ente assolutamente buono… Verrà un tempo in cui la dottrina di un Dio creatore sarà considerata in metafisica come ora in astronomia si considera la dottrina degli epicicli» (Il mio Oriente, Adelphi, Milano, 2007). Mentre ne Il Mondo come volontà e rappresentazione (par. 63) si augura che la sapienza indiana fluisca «verso l’Europa» producendo una «fondamentale mutazione del nostro sapere e pensare» e soppiantando gli «accidenti successi in Galilea» (cioè la terra di Cristo).

Ebbene, Hitler attinge dall’Oriente nientemeno che il simbolo della sua ideologia, la svastica, per sostituire la croce. La svastica, che compare negli stessi anni nei testi di teosofia, è un simbolo che indica il tempo circolare, in contrasto con il tempo lineare, introdotto nella storia dell’umanità proprio con il libro ebraico del Genesi. Hitler non credeva in un universo creato, finito nello spazio e nel tempo, come indica la Bibbia, ma, come nell’induismo, in un universo infinito, eterno, divino, in cui tutto si ripete (in questo senso l’“eterno ritorno” non è solo in Nietzsche, ma anche nell’orientalismo di Schopenhauer, e appunto, in Hitler, come necessità logica in un sistema panteistico). Anche per questa concezione del tempo il nazismo non apprezzerà l’universo finito ma illimitato di Einstein (bollato come «fisica ebraica»), e neppure l’ipotesi del sacerdote Georges Edouard Lemaître sull’origine dell’universo dal Big Bang (un universo che nasce, che inizia, può suggerire proprio l’odiata idea della creazione ex nihilo, dal nulla, e del tempo lineare).

La seconda evidenza: Hitler professa la credenza nella reincarnazione, è animalista e rigidamente vegetariano, sino a vietare, in alcuni casi, la vivisezione; attacca sovente la Bibbia della quale trova assurdi il concetto di creazione, quello di aldilà, l’idea di un premio e di un castigo, e la distinzione tra uomini e animali. Ebbene, tutte queste idee le troviamo già in Schopenhauer, volgarizzatore in Germania delle dottrine orientali, e convinto che il cristianesimo, deprecabile, sia una «intricata, arruffata, anzi bitorzoluta mitologia» (Hitler lo bolla invece come «invenzione di cervelli malati»).

Per il filosofo la creazione dal nulla, esattamente come per Hitler, è una «porcheria»; le espressioni contenute in Genesi sulla bontà del creato sono una «beffa atroce»; il monoteismo ebraico è portatore di «intolleranza»; Mosè è un «assassino»; la «morale naturale» è un’invenzione; l’eguaglianza e l’idea della pari dignità degli uomini, derivazione del concetto biblico di Dio Padre, esattamente come in Nietzsche, sono menzogne, perché «un’assemblea di mille imbecilli non fa una persona intelligente»Quanto all’uomo – che nei Discorsi di Hitler è «il microbo più pericoloso» in quanto «sfrutta il suolo che ha sotto i piedi» originando le «catastrofi che si verificano periodicamente sulla faccia della terra» – per Schopenhauer, lungi dall’essere a immagine e somiglianza di Dio, è «l’essere menzognero e carnivoro per eccellenza», un «mostro la cui vista è ripugnante» (a differenza degli animali); il matrimonio monogamico, invece, è «contro natura», e ad esso è preferibile la poligamia (si pensi a quanto il nazismo farà, in tempo di guerra, per convincere le donne a stare con più uomini per figliare di più).

Quanto a una presunta negazione dei “diritti animali”, essa deriva per Schopenhauer da una «dottrina ributtante che appartiene alla brutalità e alla barbarie dell’Occidente e ha la sua fonte nel giudaismo»; gli ebrei sono un «miserabile popolino», «maestri di menzogne», mentre la Sacre Scritture sono contro la ragione; quanto alle donne, nobilitate dal cristianesimo e dal romanticismo (anche questa una accusa condivisa con Nietzsche), sono in tutto e per tutto «il secondo sesso, che da ogni punto di vista è inferiore al sesso maschile» (Schopenhauer arriva addirittura a dire che la tradizione orientale del “sati”, il mandare al rogo le vedove, è ripugnante, ma lo è anche il fatto che i «beni accumulati dal marito» vengano poi «dilapidati dalla vedova» – vedi Arthur Schopenhauer, L’arte di insultare, Adelphi).

Si capisce dunque perché Hitler avesse un busto dello spettinato filosofo sopra un tavolo del suo studio al Berghof, “il nido dell’aquila” del Führer.

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21 commenti a Schopenhauer e Nietzsche, i due filosofi che ispirarono Adolf Hitler

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  1. Mattia ha detto

    Ricordo che in una discussione svoltasi qualche tempo fa in questo sito un’utente che milantava di aver studiato parecchi libri storici attribuiva il genocidio nazista all’antisemitismo cattolico (non cristiano, ma proprio cattolico….). Ignorando punti che anche un ragazzo noterebbe come il fatto che la Germania era per 2/3 protestante o che i dirigenti nazisti tra cui Hitler stesso detestavano il cristianesimo considerato una dottrina ebraica. Quanto all’antisemitismo di Hitler, sebbene sia difficile dire da chi appreso, benso come diversi storici che assimilò buona parte delle idee da George Von Schonerer: questi, oltre a farsi promotore di un antisemitismo di tipo biologico, si faceva chiamare fuhrer, adottava il saluti “Heil”, esigeva un paragrafo ariano per vietare il matrimonio di tra razze inferiori come ebrei e slavi. Non dimentichiamo che quest’ultimo era anche profondamente anticattolico al punto che il suo motto era Los von Rom (Via da Roma)…

  2. Da sapere anche che le SS (Schutzstaffel) naziste dovevano abiurare al cristianesimo, qua l’articolo:
    http://www.gliscritti.it/blog/entry/2927

    Ed ecco chi è quel Gott (dio) adorato dai nazisti:

    «Adolf Hitler, tu sei il nostro grande Führer
    Il tuo nome fa tremare i nemici
    Venga il tuo regno
    Soltanto la tua volontà sia legge sulla terra
    Facci udire ogni giorno la tua voce
    E comandaci per mezzo dei tuoi capi
    Ai quali vogliamo obbedire con l’impegno della vita
    Lo promettiamo
    Heil Hitler».

    Questa la “preghiera” al Führer che si era obbligati a recitare in tutte le scuole tedesche ogni mattina: è un’evidente parodia blasfema del Padre nostro.

    Hitler pretese anche che fossero tolti i crocifissi da tutte le scuole e che fossero sostituiti da ritratti del Führer.

  3. Emanuele Dolcini ha detto

    Da cattolico, vi leggo spesso con attenzione e interesse. Però devo fare un’osservazione sulla svastica: la svastica, in realtà, quando era ancora una simbologia “innocente”, si ritrova anche in manufatti cristiani. Ne ho viste su tombe in stile liberty nel cimitero dello stesso paese dove abito. Ho visto svastiche su una lastra tombale di un vescovo medievale di Parigi al Musée di Cluny.

  4. Shiva103 ha detto

    Ottimo articolo!

  5. Chissenefrega ha detto

    Forse sarebbe stato più corretto titolare “i due filosofi a cui si ispirò Hitler”. Detto così sembrerebbe che i due filosofi abbiano una qualche responsabilità degli orrori hitleriani, il ché è un assurdo. Se potessero vedere come Hitler ha strumentalizzato il loro pensiero si rivolterebbero nella tomba. E’ come accusare Marx di essere responsabile dei crimini di Stalin. Sarebbe ideologia di bassa lega. Resta comunque il fatto che l’antisemitismo è stata una realtà ampiamente diffusa in tutta l’Europa nord orientale (dove c’era la maggior concentrazione di ebrei)forse più diffuso dopo Lutero, ma in realtà presente anche prima, perché la prima origine dell’antisemitismo sta nella predicazione della chiesa cattolica contro i “perfidi” giudei, il popolo deicida. Lutero e tutti gli altri non sono nati dal nulla, ma si alimentavano dalle famose “radici cristiane”, le quali esistono, altroché se esistono, ma bisogna avere l’onestà di riconoscerle in toto, nel bene e nel male.

    • Mattia ha detto in risposta a Chissenefrega

      D’accordo solo a metà: che i due filosofi non siano responsabili degli orrori hitleriani concordo. Quanto all’attribuire l’antisemitismo al cristianesimo assolutamente contrario. A parte il fatto che gli ebrei subirono persecuzioni già da prima (la Diaspora l’ha provocata l’imperatore Adriano, non un governatore cristiano), l’antisemitismo di tipo razziale ha attecchito profondamente anche a chi il cristianesimo lo detestava (vedasi Voltaire o lo stesso Hitler). Tra l’altro neanche in Europa occidentale l’antisemitismo era una cosa marginale (si veda l’Affaire Dreyfus).

      • Chissenefrega ha detto in risposta a Mattia

        “l’antisemitismo di tipo razziale ha attecchito profondamente anche a chi il cristianesimo lo detestava”

        Le radici stanno nel profondo e operano anche a dispetto di chi assume poi visioni del mondo diverse. Faccio un esempio: molti vecchi comunisti che (è proprio il caso di dire per “partito” preso)sarebbero dovuti essere favorevoli al divorzio in realtà erano contrari. Anche se stavano dall’altra parte, il loro “imprintig” era stato cattolico perché prima della rivoluzione industriale cominciata in Italia negli anni cinquanta, l’unica agenzia di formazione e di educazione di massa era la chiesa.

        • Mattia ha detto in risposta a Chissenefrega

          “Le radici stanno nel profondo e operano anche a dispetto di chi assume poi visioni del mondo diverse”. Questo però è da dimostrare. Per esempio, se Hitler destava il cristianesimo e considerava la Chiesa come “una delle tante mistificazioni ebraiche” trovò difficile dire che abbia preso l’antisemitismo da essa, se esso rifiutava in toto la sua ideologia. Altrimenti si potrebbe dire, e qualche studioso lo ha ipotizzato, che l’antisemitismo cristiano derivi da quello pagano in quanto i primi hanno assimilato da questi l’odio per gli ebrei. Tra l’altro per essere contrari al divorzio non bisogna necessariamente avere idee cristiane: anche Stalin, ad un certo punto, rese assai più difficoltose le domande di separazione (oltre all’aborto), ma queste solo per motivi pratici dato che voleva porre un freno alla diminuzione della popolazione drasticamente calata.

          • Licurgo ha detto in risposta a Mattia

            L’antigiudaismo religioso rispetto al razzismo (pseudo)scientifico derivato dall’Illuminismo ha la differenza che, se ti converti, in linea di massima dovresti essere accolto nella comunità di fedeli e non più ostracizzato; nel razzismo biologico sei fisicamente facente parte di una razza inferiore e nemica.
            Sono due concezioni entrambe, ai nostri occhi odierni, riprovevoli, ma molto diverse nelle conseguenze e anche nell’approccio; se si pensa che tutto il pensiero ‘scientifico’ otto e novecentesco ammetteva (salvo qualche rara e lodevole eccezione) tranquillamente il razzismo biologico, è evidente che è da lì che Hitler ha pescato.
            Io infatti, più che Schopenauer e Nietzsche, entrambi passibili di diverse interpretazioni e spesso internamente contraddittori nelle affermazioni, nell’antropologia positivista e nel darwinismo sociale vedo due grandi ispirazioni del nazismo che fu movimento comunque molto sincretico, che pescava ovunque, anche nel cristianesimo (vedi il ‘cristianesimo positivo’), distorcendo poi tutto (compreso il cristianesimo) a suo uso e consumo, ma certamente il razzismo biologico, di cui Voltaire è illustre predecessore, è quello che è stato meno distorto e riadattato.

  6. gneo ha detto

    Quanto a una presunta negazione dei “diritti animali”, essa deriva … da una «dottrina ributtante…»

    Se qualcuno su frasi come questa decidesse di organizzare lo sterminio dei macellai non è responsabilità della frase, né ciò direbbe nulla della sua verità o falsità

    distinguere l’errore da chi sbaglia, distinguere la dottrina di Nietzsche da Nietzsche uomo così come la cultura ebraica dagli ebrei, è la vera differenza e Hitler ha invece identificato la dottrina ebraica con la costituzione psico-biologica degli ebrei, di questo è maggiomente responsabile il positivismo ottocentesco

  7. Licurgo ha detto

    Concordo che l’antisemitismo, con certo antigiudaismo religioso (anche islamico), non c’entra, e molto l’ho detto sopra; concordo che Hitler avesse una forte interiore ostilità per il cristianesimo, che spesso esternava.
    Tuttavia ho letto -ma non ricordo la fonte e potrebbe essere una delle tante facilonerie storiche se non un vero e proprio errore- che Hitler rimase sempre affiliato alla Chiesa Cattolica, pagando la tassa di culto cattolico secondo la legge tedesca, e questo sarebbe peculiare, per uno che col potere che aveva poteva benissimo rompere formalmente, contando che i cattolici non erano nemmeno la maggioranza e che tutta l’ala del ‘cristianesimo positivo’ attecchiva più in ambiente protestante, e che dunque non ci sarebbe stato nemmeno alcun rischio di perdere consensi se si fosse avvicinato a quell’area tendenzialmente protestante.
    Posto che la questione della tassa di culto sia confermata, questo rimane un dubbio; personalmente io non penso che Hitler volesse distruggere il cristianesimo, ma trasformarlo lentamente, a guerra (per fortuna non) vinta, nella sua versione, va da sè esegeticamente e teologicamente ridicola, del cristianesimo positivo molto più coerente con la (pseudo)biologia razzista su cui il nazismo si fondava.
    Sarebbe bello se qualcuno fosse informato su questa questione che ho posto e dicesse la sua in merito per amore di comprensione storica.

    • Mattia ha detto in risposta a Licurgo

      Io so che Hitler ad un certo punto chiese a Goebbels di rimanere nella Chiesa Cattolica “per ragioni tattiche”. E’ difatti molto più facile attaccare un’istituzione se tu non ti dichiari suo nemico, ma affiliato (un pò lo stesso discorso di oggi del “sono cattolico, ma….”). I cattolici erano un terzo della popolazione rispetto ai protestanti, ma queste ultime erano molto meno organizzate ed ignorare la Chiesa non sarebbe stata una mossa saggia (senza contare poi che voleva annettersi anche nuote terre con popolazioni di fede cattolica come in Austria o in Cecoslovacchia) Quanto al “cristianesimo positivo” è una dottrina che di cristiano ha solo il nome, anzi, semplicemente un espediente per introdurre il nuovo culto senza dare l’impressione di essere neopagani. Secondo Alfred Rosenberg, questa dottrina pressuponeva: l’eliminazione del vecchio testamento, l’epurazione del Nuovo Testamento “dai tratti evidentemente travisati e pieni di superstizioni” e la creazione di una chiesa nazionate tedesca fondata sul mito del sangue e della razza. Non a caso Pio XI disse a riguardo: “Si vuole, sotto il nome di un sedicentee “cristianesimo positivo”, scristianizzare la Germania e ricondurla ad un paganesimo barbaro”.

      • Dan ha detto in risposta a Mattia

        Quoto

        Per eliminare un popolo prima si instilla l’odio a piccole dosi,non è che il regime di punto in bianco puo cambiare un paradigma sugli ebrei,procede sistemicamente prima a instillare veleno con una sequela di menzogne,queste menzogne vengono assunte per vere,e generano il sentimento odio, e solo a quel punto che l’odio legittima lo sterminio.Quella dottrina è solo un veleno solo per instillare il sentimento di odio,una grande menzogna si forma prima instillando piccole menzogne, poi viene l’eccidio.Ed è il modo proprio in cui procedeva Goebbels.
        Non si puo arrivare allo sterminio,se prima non ti hanno completamente avvelenato con una sequela di fandonie

        Le stesse fandonie contro gli ebrei,erano una somma di piccole dosi di veleno protratte nel tempo,non è che di punto in bianco gli hanno uccisi.

        “Non basta sottomettere più o meno pacificamente le masse al nostro regime, inducendole ad assumere una posizione di neutralità nei confronti del regime. Vogliamo operare affinché dipendano da noi come da una droga.”

        Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità.

        E proprio quel “cristianesimo” non è che un modo come un altro,è un costrutto atto alla perpetuazione di un sistematico fine,non avrebbe infatti potuto mantenere il cattolicesimo in Germania e al cristianesimo positivo,e i nemici prima o dopo in un regime,si eliminano perchè minano il tu stesso potere e la tua credibilità.

        • Licurgo ha detto in risposta a Dan

          Grazie a tutti: risposte che mi convincono!
          Concordo che il cristianesimo positivo sia un non-cristianesimo se non un anti-cristianesimo: forse lo avevo dato per scontato!

        • Klaud. ha detto in risposta a Dan

          Non è che l’odio verso gli ebrei sia nato nel XVIII secolo, era già millenario in Europa e praticato a corrente alternata dai cristianissimi sovrani di ogni dove.
          Schopenhauer e Nietzsche hanno elaborato sentimenti già diffusi.

  8. hicetnunc ha detto

    l’articolo contiene delle fallacie logiche una di quelle elencate da Dan

  9. Dan ha detto

    Bhè quello che voleva fare Hitler era far fuori comunque il cattolicesimo assieme al giudaismo.Tanto che ci sono intere dottrine del cristianesimo del tutto fatte dagli ideologhi nazisti.Ma l’essenza del suo profondo odio della chiesa è questa qua:

    « I preti, sono “aborti in sottana”, un “brulichio di cimici nere”, “rettili”; la Chiesa cattolica non ha che un desiderio: la nostra rovina »

    Dopo il cristianesimo con il cristianesimo nazista (cristianesimo positivo),dalle parole che dice,secondo me avrebbe iniziato anche a sterminare sacerdoti e cattolici,la main krampf è un delirio difficilmente raggiungibile,è un delirio che non si sa nemmeno come un uomo sia riuscito a pensarlo.Era la quintessenza della pazzia umana.Nella società moderna c’è la cattiva abitudine,di pensare al sentimento solo come un qualcosa di positivo,ma il sentimento non è sempre e solo positivo,il sentimento e le passioni umane,vanno dall’amore all’odio sconfinato,quello di hitler era un sentimento di odio sconfinato,verso qualunque cosa non fosse lui,andava quindi nella sua mente folle, ridotto in cenere.

  10. Raffaele Vargetto ha detto

    La redazione di UCCR farebbe bene ad approfondire, al fine di denunciare, il legame stretto fra Hitler, Himmler e altri dirigenti del nazionalsocialismo con le società teosofiche e, in genere, con il mondo dell’occultismo e dell’esoterismo. Così facendo, si contribuirebbe a smascherare le vergognose illazioni su un Hitler ispirato dal cattolicesimo e si facalizzerebbe la vera matrice del suo movimento che, insieme al comunismo, ha, invece, avversato il cristianesimo, in particolare, il cattolicesimo, apportando un contributo notevole all’anticristianesimo dei giorni nostri (vedi eutanasia, disprezzo per le persone malformate, eugenetica, ecc.).

  11. Dom ha detto

    Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei

  12. Perseos ha detto

    Caro agnoli,prenditi una camomilla e studia. Anche riguardo a nietzsche purtroppo non sfoderi altro che incompetenza.
    Continueremo a studiarlo su tutti i manuali di filosofia anche dopo le tue sciocchezze.

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