La coraggiosa conversione cattolica dell’islamico Ilyas Khan

E’ giunta a noi grazie al National Catholic Register una storia assai gradita: la conversione di Ilyas Khan. Quest’uomo, nato da genitori musulmani, cresciuto in Gran Bretagna, tuttora proprietario della squadra di calcio Accrington Stanley ha deciso di abbracciare il cattolicesimo. Quanti sono i mussulmani che vorrebbero rinunciare alla loro fede per accogliere Gesù Cristo come Dio, ma che per paura dei loro correligionari scelgono di non aderirvi! Ebbene quest’uomo ha invece deciso di uscire allo scoperto e racconta la sua storia al sito citato poc’anzi.

Alla prima domanda dell’intervistatore su cosa lo abbia portato alla fede così risponde Khan: «Alla mia fede ha contribuito molto l’educazione avuta fino ai 4 anni. Mia madre era molto malata così fu una mia nonna, che era profondamente cattolica, ad accudirmi nei primi anni; non potevo non considerarmi se non cristiano. Purtroppo dai 4 anni fino ai 17 anni fui educato e cresciuto come musulmano. Intrapresi gli studi universitari, la Provvidenza Divina intervenne ancora e scelsi di andare a soggiornare presso la Netherhall House, uno studentato dell’Opus Dei». Fu il tempo passato in quello studentato che lo avvicinò alla spiritualità e fede cattolica: «Non posso dire di essere stato condotto alla fede inconsapevolmente, anzi fu proprio tra i 18 e 19 anni che scoprii personaggi come Hans Urs Von Balthasar. Fu grazie a lui che cominciai a interessarmi di teologia e così mi imbattei in Sant’Agostino e Origene. Già allora avrei voluto uscire allo scoperto, ma non volevo arrecare dolore ai miei genitori, che erano ancora vivi».

Il passo finale è stato aver maturato un «maggior grado di consapevolezza di tutta la mia vita, delle mie basi morali; il desiderio di abbandonare l’Islam era profondo, ma è stata la spinta di Cristo che alla fine mi ha portato alla decisione». Inoltre ha inciso il «vivere quotidianamente la vita di una chiesa a Hong Kong, durante il mio soggiorno in Asia a circa venticinque anni. E’ stato il luogo dove mi sono avvicinato al cattolicesimo tradizionale. Dai venticinque anni in poi non ho mai dubitato di essere cattolico. E’ stato Von Balthasar a guidarmi». C’è stato un momento che ha però inciso in maniera indelebile: «stavo camminando per la Basilica di san Pietro e mi ricordo di essermi letteralmente arrestato vedendo la Pietà di Michelangelo; mi sono giunte mille domande nel guardare quel volto della Madonna che guardava il suo Figlio. Ho detto tra me: “Questo è Dio; non può non essere Dio”. Per l’Islam dire che Dio si è fatto uomo è un’eresia; lì mi son caduti tutti i dubbi. La bellezza e l’atmosfera attorno a quello spettacolo hanno segnato il punto di svolta».

Khan ha ammesso di venire «descritto in Gran Bretagna come “il più importante neoconvertito al cattolicesimo”. Ma non ho paura di manifestare la mia fede, anche con tutte le minacce di odio e morte che mi sono arrivate». Quest’uomo, questo grande uomo, possa essere una forte testimonianza a tutti coloro che sono ancora reticenti nel far sapere al mondo chi sono e cosa credono.

Luca Bernardi

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73 commenti a La coraggiosa conversione cattolica dell’islamico Ilyas Khan

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  1. Giorgio P. ha detto

    Bellissimo articolo!

    Una piccola nota alla Redazione: “Origine” va corretto con “Origene”, come si vede anche sull’articolo originale su http://www.ncregister.com/daily-news/a-muslim-finds-the-catholic-faith-through-geography-and-theology/

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  2. Francesco B. ha detto

    “Beati voi perché vi perseguiteranno a causa mia”. Speriamo che i fondamentalisti lo lascino in pace e che i suoi amici musulmani accettino la sua scelta.

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    • Bichara ha detto in risposta a Francesco B.

      Gentile Francesco:Non esistono “amici musulmani” che accettino l’apostata..semplicemente perché al’udire la notizia si tramutano in nemici pronti , valutando il pro e il contro della situazione , ad applicare i dettami della sharia islamica cioé uCcIdErE chi osa lascire “la religione di Allah”, a maggior ragione quando si tratta di conversione a Cristo cioé “smettere di adorare il Signore delle creature per adorare una sua creatura” cioé Issa il Messiah alias Gesù Cristo a lui era è e sarà tutta la lode.

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      • Licurgo ha detto in risposta a Bichara

        @ Bichara.

        Qui parliamo di persone formate all’europea, del jet set e coi soldi; a quei livelli secondo me la sharia conta poco: è roba per gente che vive nei Paesi musulmani oppure, qua in Occidente, soprattutto oggi che la crisi provoca disorientamento, per ‘plebei’, cioè immigrati che talvolta fanno fatica ad integrarsi, e, delusi dalla società occidentale, si arroccano in un pericoloso fondamentalismo.

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        • Piero ha detto in risposta a Licurgo

          Qui parliamo di persone formate all’europea, del jet set e coi soldi; a quei livelli secondo me la sharia conta poco:

          Dici?
          http://it.wikipedia.org/wiki/Mohamed_Atta
          http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_del_7_luglio_2005_a_Londra

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          • Licurgo ha detto in risposta a Piero

            Beh, Piero, Atta è arrivato in occidente a quasi 25 anni, dunque non era formato all’occidentale, nè faceva parte del jet set dell’imprenditoria o della finanza.
            Nemmeno degli attentatori del 7 luglio mi risulta che facessero parte del jet set o dell’alta società, dunque rientrano nella tipologia dell’immigrato, nel senso che, pur essendo cittadini, l’odio per la società occidentale faceva loro vagheggiare la propria cultura di origine come una sorta di età dell’oro.
            Ovvio che esistono le eccezioni e che dunque la mia non vuole essere una ‘legge ferrea’, così come il nostro amico rischia comunque odi e vendette delle classi popolari.
            Ma, a questo mi riferivo rispondendo a Bichara, nel mondo del jet set inglese musulmano (ce ne sono diversi a quel che so, del tipo proprietari di catene di grandi magazzini, imprenditori di vario tipo, manager) non penso che avrà grossi problemi di sharia, per cui gli ‘amici musulmani’ che aveva prima, secondo me tali rimarranno per ragioni di business…dunque nè amici nè antagonisti ma partners commerciali.
            Poi, ovviamente, posso dire una stupidaggine, ma i link da te forniti non mi sembrano discostarsi dallo schema che avevo in mente.

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            • Bichara ha detto in risposta a Licurgo

              e i terroristi in Ingilterra nati e cresciuti là e di 2a generezione?
              Si vede che non hai conosciuto o frequentato musulmani.
              Il fanatismo islamico ,assolutamente, non è legato allo stato economico ,Bin laden era miliardario…e di formazione “occidentale.
              Solo la verità ci libera
              Conosco personalmente gente che vive in Europa da oltre 30 e ancora l’odio e l’ostilità gli trasuda da tutti i pori per i cristiani…(i cristiani , ahimé , per loro sono gli occidentali)Quelli che vogliono costruire la moschea a ground zero non sono appena arrivati in America
              Prova a leggere le diffamazioni, le menzonie e gli incitamenti al odio e la violenza contro cristianesimo e cristiani nel corano
              N.B. Assicurati una traduzione veitiera perché manipolare la traduzione al fine di abbellire l’islam agli occhi degli infedeli è un dovere nella sunna , e non farti ingannare dal corano mecchita pacifico che “è stato abolito da allah” con il successivo corano medenita: quello che chiamano il versetto della spada , ha abolito più di 100 versetti medeniti (per loro Dio può permettersi di cambiare idea)

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              • Licurgo ha detto in risposta a Bichara

                Ti sbagli, Bichara: per ragioni personali e familiari l’islam lo conosco benino, compreso il verissimo articolo di condanna a morte per gli apostati che dici e il fatto che i versetti più recenti annullano quelli più vecchi (e quelli più recenti sono i meno tolleranti perchè ormai Muhammad era in guerra coi quraysh e gli ebrei); così come lo status di dhimmi per le genti del libro, e la condanna all’inferno eterno per chiunque non sia musulmano (magari con uno stato abbastanza dignitoso per i più ‘morali’ tra i kuffar)e il paradiso, dopo l’inferno a tempo, per chiunque sia musulmano indipendentemente dai peccati commessi (poi vari il grado di beatitudine, ma esso, secondo tutti i 4 madhab, è riservato ai soli musulmani).
                Ma, come in tutti i campi dello scibile umano, la teoria spesso non si applica in toto nella prassi (in questo caso, per fortuna) e molti musulmani, almeno a mia conoscenza, si disinteressano abbastanza di questi teologismi.

                Venendo alle obiezioni che mi levi.
                Bin Laden era ricco, apparteneva al jet set, ma non viveva in Europa (bensì nella ‘musulmanissima’ Arabia Saudita), e dunque è compreso nelle due tipologie (la sharia è importante per chi vive in paesi musulmani o per molti ‘immigrati’, nel senso che chiairò dopo anche se l’ho già chiarito; ovvio Bin Laden appartiene al tipo uno) ; così come è compreso nella tipologia dell’ ‘immigrato’ (lo virgoletto perchè, come ho detto, riguarda anche i cittadini, e soprattutto le seconde generazioni che tenenzialmente si islamizzano più facilmente, perchè con la crisi è finito il sogno di integrazione dei loro padri, in Francia dei loro nonni o addirittura trisavoli)quello di seconda o terza generazione.

                Sul Corano: a mia conoscenza l’unica traduzione adeguata ad oggi è quella di Piccardo, il leader dell’UCOII (ex di potere operaio convertito); ne conosci di migliori?

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                • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

                  Bichara, dimenticavo una precisazione sull’islam, per cui Dio può permettersi di cambiare idea, che in verità non è così. Anche a me non piace l’islam, ma è bene conoscere bene chi si confuta per non rappresentarlo caricaturalmente e sfalsare tutto.
                  Per l’islam, sia dai tempi di Adamo, Dio si è sempre manifestato con gli stessi pilastri teologici, cambiava solo il tipo di sharia a seconda delle condizioni storiche dell’umanità. L’arroganza umana e il lavoro di Shaytan (che non è un angelo caudot, ma un jinn, dunque molto diverso come stato ontologico dal diavolo del cristianesimo) hanno distorto i testi, e Dio ha cercato sempre all’uomo di far capire l’error, inviando Nabi -inviato, persona che dà il segno morale e ripristina la sharia- e Rasul, messaggero, che pone una sharia più avanzata, fino a Isa che ha dato l’Injill oggi perso e affatto corrispondente ai vangeli, ma simile a quel che il Corano dice su Gesù.
                  Quando fu il tempo di Muhammad, l’uomo col rango spirituale più elevato della storia, rivelò a lui l’ultima sharia, che le comprendeva tutte e chiariva definitivamente la volontà divina che l’uomo nel tempo aveva corrotto.
                  Il Corano non nasce come libro, ma è una serie di rivelazioni durante la vita di Muhammad, ergo non è Dio che cambia idea, ma l’uomo, il miscredente (kuffar) che con le sue azioni sempre più volte al male fa perdere vieppù la benevolenza che Allah sarebbe stato disposto a dargli: egli è onnisciente ma attende l’uomo e lo ‘aspetta al varco della storia’, condannandolo solo quando mostra l’iniquità, che è fondamentalmente nell’islam la disobbedienza al volere divino espletato dalla sharia in qualsiasi epoca vigente (il Corano ammette la presenza di profeti anche nei popoli non del libro, anche se dice esplicitamente che non è interessato a parlarne lì).
                  Ma entrando sul rapporto con l’uomo, entreremmo nella teologia fondamentale dell’islam, coi discorsi sui motivi della creazione, sul bene e sul male e sul libero arbitrio che sono molto diversi da quelli del cristianesimo, di cui qui si parla in prima sede.

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                  • Bichara ha detto in risposta a Licurgo

                    Licurgo – mi dispiace- il racconto del islam su satana è questo: quando “Dio” creò l’uomo chiese a satana di inginochiarci davanti a lui (non Lui), satana si rifiuto dicendo che non lo fà perché lui è fatto di fuoco mentre l’uomo è di terra (quindi meno nobile)e cosi satana è caduto nel inferno.
                    Per noi cristiani , Dio sì ha gradualmente preparato la venuta di cristo attraverso il cammino del uomo e per la legge morale, da Adamo fino ai magistrati la legge era la coscienza ,dai magistrati fino a mosè la legge era la coscenza più il consiglio loro e da mosè alla pienezza dei tempi la legge era quella mosaica e dopo cristo fino alla fine dei tempi la legge è la sequela di cristo…le pretese dell islam sono falsità allo stato puro…ricordati la descrizione della bibbia di satano(l’autore) che è menzogniero e padre dei mensogneri e che da principio è assassino.

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                    • Licurgo ha detto in risposta a Bichara

                      Sì, ma appunto Satana non è mai stato un angelo ma è un jinn, ovvero una creatura più eterea perchè, appunto fatto di fuoco, ma sempre ontologicamente lontano dagli angeli.
                      Tutto il resto del racconto lo confermo in pieno, anzi Shaytan vuol far fare male all’uomo per l’invidia di quell’episodio.

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                • Bichara ha detto in risposta a Licurgo

                  Mi fa molto piacere che sei informato..e sei informato bene…ucoii sono i fratelli musulmani…a proposito ho avuto a che fare con Dashan il siriano capo del ucoii e ti racconto un episodio della mia vita:sono arrivato in Italia come studente straniero alla facoltà d’ingegneria di Ancona tanti anni fà e come tale non ero coperto dal sistema sanitario..tutti si rivolgevano a Dashan in quanto medico..che tu creda o no , ha rifiutato di visitarmi perchè sono cristiano..io mi ero rivolto a lui ingenuamente, non conoscevo ne fratelli ne bande musulmene…solo dopo ho realizzato che il Sig, Dashan ha adocchiato la catenina col crocefisso appeso al mio collo (che scandalo).
                  Non so che traduzione consigliarti , ma ti suggerisco “una spia”:nel corano Dio chiede a Maria di dire il falso riguardo al digiuno (per ragioni di rima) sura XIX Maryam (Maria) v.26 ” e allora nutriti, e allora bevi, e l’occhio tuo rinfresca, e se per caso vedrai creatura umana mormorerai:”Veramente ho fatto voto all’abbondante in misericordia di DIGIUNARE:non parlerò con nessuno tutto il giorno”. ” in genere tentano di aggirare l’ostacolo annaquando il fattaccio.

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  3. Sophie ha detto

    Più passa il tempo più noto che gli islamici si fanno violenti verso i cristiani in tutto il mondo. Sono sempre stata dell’idea che bisogna rispettare anche religioni diverse dalla nostra e dobbiamo dare una mano agli extracomunitari ad integrarsi.
    I cristiani per principio devono essere contrari ad ogni forma di violenza ma allo stesso tempo però vengono uccisi tantissimi ogni giorno. Alle grandi organizzazioni mondiali ed ai politici conviene essere indifferenti, far finta di niente e non agire perchè i cristiani danno fastidio in quanto sono gli unici che si oppongono apertamente e con coraggio a tutto questo squallore, a questo schifo, a questa povertà di valori che sta rovinando il mondo. Io credo che i cristiani siano gli eroi di quest’epoca per il loro combattere per mettere in salvo la parola del Rabbì, per il mobbing psicologico al quale sono sottoposti nei Paesi democratici (ancora per poco) come Svezia, Francia, Germania, Italia ecc. e per la violenza fisica alla quale sono sottoposti nei Paesi a dittatura atea, a maggioranza buddista, induista e islamica.
    Io credo che per il problema islamici bisogna dare un segnale forte e non farli entrare nel Paese, non perchè sbagliano per il fatto che credono in Allah ma per dare un segnale forte ai fondamentalisti. Se a noi cristiani non ci si fila nessuno, i moniti del Papa non vengono considerati per niente, si grida all’intolleranza per tutti ma volutamente e maliziosamente non quando si parla di cristiani (cattolici in primis)…. cosa dobbiamo fare se Cristo non vuole la guerra?!

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    • Bichara ha detto in risposta a Sophie

      Sophie hai ragione ,ma temo oramai sia tardi per frenare l’invasione soft..se la Merkel ha ammesso l’impossibilita di integrari gli islamici e nei paesi scandinavi assistono ai delitti d’onore è perché si continua a sottovalutare il problema islam.
      Capisco benissimo il realpolitik del mondo libero (per poco ancora) e capisco il peso dei petroldollari che comprano tutto quà in occidente , ma non capisco come mai l’occidente non ha capito ancora il carattere traditore e sleale del islam!! In afganistan hanno favorito i criminali di allah contro i sovietici e hanno ottenuto al caeda e l’11 settembre nonché i migliaia di tentativi di atti terroristici durante questi anni … ora stanno favorendo addirittura l’ascesa al potere dei fratelli musulmani che sono la culla di tutti i movimenti terroristici…sono preoccupato della politica di hossein obama & company seriamente.

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      • Sophie ha detto in risposta a Bichara

        Ci tocca corciarci le maniche da soli in qualche modo. E’ impressionante come pure di fronte all’evidenza quando si discute di questo reale problema, gli ateo-anticattolici si riscoprono improvvisamente credenti in Allah, Buddah, Zeus, Maga Circe e quant’altro ricacciando cose avvenute mezzo miliardo di anni fa pur di essere contro di noi. LOL! 😀

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        • Bichara ha detto in risposta a Sophie

          è vero , mi ha sempre meravigliato questo fatto 🙂
          Non so se lo struzzo veramente ficca la testa nella sabbia per immaginare che non c’è niente di preoccupante e che tutto è “spento” LOL
          So che ci sono esseri umani che, metaforicamente, lo fanno.

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          • Sophie ha detto in risposta a Bichara

            No questa gente non fa come gli struzzi, sono solo dei furbi. Farebbero comprare l’Italia intera alla dittatura ateo-cinese o la farebbero invadere dai peggiori integralisti islamici pur di togliersi dalla scatole i cattolici….

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        • Roberto Dara ha detto in risposta a Sophie

          Puoi spiegare meglio?

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          • Sophie ha detto in risposta a Roberto Dara

            Hai capito.

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            • Roberto Dara ha detto in risposta a Sophie

              Non ho evidenza di atei che credono in altre divinità per il gusto di andare contro i cattolici. Sugli anti-cattolici posso ovviamente essere d’accordo. Sul tema specifico molti atei, perfettamente in linea con il Papa e la Chiesa Cattolica, spingono verso un’integrazione possibile, seppur complicata, senza prevaricazioni, celebrando il principio universale della solidarietà e dell’accoglienza. Poi ci sono sicuramente alcuni atei, così come alcuni cattolici, che invece sono per la chiusura e per la non accoglienza, con motivazioni che rasentano il razzismo.

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              • Paolo Viti ha detto in risposta a Roberto Dara

                Grazie, commento davvero equilibrato e condivisibile. Mi rimane il dubbio del perché online vi sia un’aggressione cattolica mentre manchi completamente l’aggressione verso gli atei…basta vedere su Facebook…qualcuno mi trova 5 pagine contro gli atei? Non esistono. Volete invece le 2000 pagine anti-cattoliche o meglio, di derisione anti-teista?

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                  L’anticlericalismo e lo scontro tra religioni è un vecchissimo vizio umano, magari si limitasse a innocue pagine FB. E’ più scontato che, così come ci sono molti credenti di una qualsiasi religione, ci siano anche molti oppositori, alcuni dei quali atei, altri di altre religioni. L’ateismo è un qualcosa di più astratto e meno presente nella vita quotidiana comune, e di conseguenza meno identificabile come nemico da parte di qualcuno.

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                  • Paolo Viti ha detto in risposta a Roberto Dara

                    Innegabile però l’esistenza di una cattofobia da parte atea…o meglio, teofobia, perché lo scopo è “ridicolizzare i credenti pubblicamente” (come ha chiesto Dawkins). Questo non esiste a parti inverse…occorre prenderne atto credo.

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                    • Roberto Dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Riguarda una minoranza esigua di atei, che, come tutte le minoranze accalorate, è molto rumorosa. La stragrande maggioranza degli atei è assolutamente indifferente al credere degli altri, e anche la maggior parte di quelli che hanno letto i libri di Dawkins non hanno alcuna voglia di raccogliere questo invito.

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                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Volevo dire che sono d’accordo con Sophie innanzitutto…gli atei (generalizzo ma mi si comprenda) pur di essere anti-cristiani/cattolici sarebbero capaci di prendere le parti di ogni tipo di altra religione.

                      Non ho i dati e i numeri per verificare se sia davvero una minoranza, ma credo che questo corrisponda al vero. Quello che pongo come questione è differente: ovvero tra i cattolici (che indubbiamente sono in numero infinitamente maggiore) non esiste nemmeno una minoranza avversa agli atei, non esistono forme di derisione pubblica, non esistono pagine facebook contro gli atei, non esistono iniziative contro gli atei, non esistono richieste di scontro. Nemmeno tra le minoranze più militanti dei cattolici, diciamo. Al massimo c’è qualche invito a pregare per loro, alla proposta di conversione…

                      Come te lo spieghi questo differente comportamento?

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              • Bichara ha detto in risposta a Roberto Dara

                velo potete permettere il lusso di ilucubrare sul presunto scontro tra islam e il resto del mondo specialmente i cristiani , e il presunto razzismo nostro (anche se non saprei come posso esserlo..), ma vai a vivere in mezzo a loro anche per breve tempo e capirai se lo scontro è imposto da noi o da loro capirai che il solo scoprirti con una bibbia tra le mani è già un crimine ,tene accorgerai delle straggi , gli incendi alle chiese , le rapine dei beni degli infedeli, vedrai le vessazioni quotiniane ,le umiliazioni e la vera descriminazione….poveretti loro qua sono offesi dal presepe di natale e non trovano per nulla offensivo buttare il crocefisso dalla finestra nel paese che li ospita, tanto loro sono i detentori della pura verità da imporre ai c..lioni che vivono assopiti con la testa tra le nuvole in un mondo immaginario tutto loro all’acqua di rose contornato di buoni propositi

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                • Roberto Dara ha detto in risposta a Bichara

                  Tutte le religioni si ritengono detentrici della pura verità. Tra i paesi islamici ci sono quelli più tolleranti e quelli meno, e tra gli islamici ci sono i fondamentalisti e i tolleranti, che sono la maggioranza. Il fatto che in alcuni paesi islamici ci sia persecuzione nei confronti degli infedeli non giustifica il fatto che nei nostri paesi, democratici, aperti e tolleranti, si debbano penalizzare gli islamici, perché altrimenti ci si pone allo stesso basso livello di questi paesi che vengono considerati “canaglia”.

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                  • Paolo Viti ha detto in risposta a Roberto Dara

                    Commento corretto. Inizio dalla frecciatina iniziale: anche l’ateismo ritiene di detenere la pura verità, non l’agnosticismo ovviamente. Inoltre, il fatto che 5 persone dicano “ho ragione io” non significa affatto che nessuno dei 5 abbia ragione, ma che almeno uno stia dicendo la verità.

                    La seconda questione circa gli islamici. Bichara fa un ragionamento diverso e mostra la disparità di comportamento tra gli stati europei e quelli medio-orientali nei confronti delle religioni estranee alla cultura locale. Dal tuo commento emerge che il presepe di Natale pubblico sia discriminante verso gli islamici, o che l’Inno di Mameli sia discriminante verso gli atei, o che la bandiera inglese sia discriminante verso i non cristiani ecc. Ovviamente non è così, lo dicono gli stessi non cristiani (non a caso a difendere il crocifisso nelle aule è stato il giurista ebreo Weiler).

                    L’accoglienza è d’obbligo, è un loro diritto. Ma a questo diritto corrisponde un dovere, per loro, ovvero rispettare e adattarsi alla tradizione religiosa del Paese in cui si è ospitati, come i cristiani fanno quando raramente vengono accolti o nascono nei paesi musulmani.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Dal mio commento non emerge affatto che il presepe o l’inno di Mameli siano discriminatori, sono elementi tradizionali che vanno rispettati e salvaguardati, e ben pochi pensano il contrario. Le discriminazioni sono ben altre.
                      Piccola domanda? Perché mai se 5 persone dicono di aver ragione almeno una debba per forza dire la verità?

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                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Paolo Viti

                      E allora non si capisce quando parli di “penalizzare”…forse ho effettivamente tratto conclusioni affrettate.

                      Prendi ogni esponente di ogni credenza, ateismo compreso. Sicuramente uno e solo uno avrà ragione, non c’è via di scampo.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                      No, non è vero neanche con l’ateismo perché la verità potrebbe essere ancora diversa. Potrebbe esserci un dio, che non è quello di nessuna religione attualmente esistente…
                      Il “penalizzare” può riguardare, ad esempio, le storie infinite che vengono fatte da alcuni comuni, con le petizioni contro, le marce, i proclami dei politicanti di turno ecc., per non consentire l’istituire di luoghi di culto…

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                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Paolo Viti

                      E infatti uno dei rappresentati sarebbe un deista o un teista, dunque avrebbe ragione lui. Non c’è scampo…uno ha ragione.

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                    • Piero ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Piccola domanda? Perché mai se 5 persone dicono di aver ragione almeno una debba per forza dire la verità?

                      Piccola risposta: se ci sono quelli che dicono che la terra e’ cava, quelli che dicono che la gravita’ e’ data da da piccoli gnometti che ti portano via le cose non appena le lasci, quelli che dicono che le cose hanno orrore del vuoto e quelli che espongono la teoria gravitazionale di Newton, perche’ mai uno debba dire per forza la verita’? Ci sono 4 teorie in contrapposizione tra loro, di conseguenza nessuno ha ragione!
                      Complimenti! Logica ferrea!

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Allora ne bastano due. Uno che dice che c’è dio (uno qualsiasi) e uno che dice che non c’è. In questo caso uno dei due ha sicuramente ragione. Il problema è che però nel mondo ci sono decine e decine di religioni, ognuna con la sua idea di divinità, e quindi di verità. Puoi metterne intorno a un tavolo anche cento, di credenti, ognuno con la sua convinzione, e puoi anche metterci un ateo (ne basta uno solo), eppure neanche in quel caso sei sicuro che almeno uno abbia ragione.

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                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Roberto dara

                      Non contraddirti, credere in Dio e non credere sono le due grandi categorie. Se entrambe sono presenti nei rappresentati delle religioni, sicuramente uno avrà ragione. Tuttavia, chi non crede perde sempre secondo la corretta scommessa di Pascal, perché nemmeno si è goduto questa vita.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Paolo Viti

                      Io non mi sto contraddicendo, sei tu che hai fatto il confronto fra cinque persone, e non tornava. Per la certezza della verità allora ne bastano due ovviamente, anche se la potenziale ragione del credente è comunque generica (quale dio c’è? sarà proprio quello in cui credo io? avrà detto proprio quello che mi è stato raccontato?), mentre quella dell’ateo è unica e chiara.

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                  • Bichara ha detto in risposta a Roberto Dara

                    TOLLERANTI LA MAGGIORANZA???? Ma stai scherzando o pensi di poter prendermi in giro??? vai a vivere dove sono “tolleranti” e non dimenticare di presentarti come cristiano ….ti ne accorgerai…sai cosa ti dico?Prova solo a sfiorare l’argomento islam con qualsiasi di loro intorno a te …vedrai la tua maggioranza tollerante dove va a finire….
                    Tutte le religioni si ritengono detentrici della verità? Ma ci mancerebbe altro…ma quanti religioni incitano i propri fedeli a imporre la dottrina(criminale) agli altri con la spada appena possibile o con strategie che includono la falsa testimonianza…il valutare il bilancio delle forze e agire di conseguenza, l’inganno , il terrore e la mancanza di pietà o fondamentale sentire umano?
                    Certo è che non tutti i musulmani sono una fedele trasposizione della legge islamica…sono meno intolleranti nella misura con cui sono lontani dal islam
                    Certo che le loro barbarie non giustificano penalizzarli , ma neanchè tenere le loro particolarità aldisopra della legge e delle particolarità degli altri(foto donna col nicab su passaporto ecc.) e sopratutto non giustifica il rimanere zitti di fronte alle loro barbarie nei paesi “loro” o no?oppure visto che il bilancio degli interessi imponga di chiudere entrambi gli occhi, facciamolo e chi senefrega dei diritti del uomo e tutta la falsa impalcatura di valori da facciata ipocrita fino al midollo???
                    Caro mio è una sola vita e dopo il giudizio, io ho l’onore di aver subito e tanto da loro in nome di Cristo..certo anche che dispiace vedere tanti incapaci di vedere la realtà , incapaci di puntare il naso al di fuori del proprio orticello

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Bichara

                      Non ho vissuto in paesi islamici per cui prendo per buono quello che mi dici tu. In ogni caso continuo ad essere convinto che la tolleranza non si debba avere solo perché anche gli altri la hanno, ma soprattutto perché gli altri non la hanno.

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                  • Alèudin ha detto in risposta a Roberto Dara

                    incredibile, sono d’accordo con Roberto.
                    Sul fatto che la tolleranza sia la risposta alla non-tolleranza 🙂

                    Non sto parlando certo di calar le braghe…

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                    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Alèudin

                      Già, è proprio qui il punto, secondo me: un conto è la tolleranza, altra cosa la sottomissione. Un conto è la bontà, un conto il buonismo (stessa differenza che passa tra pace e pacifismo!). Ed io vedo in giro tanta bontà da parte di tanti ma anche tanto buonismo da parte dei più.

                      Quando io vado in casa di qualcuno non pretendo di decidere a che ora si va a pranzo e cosa si mangia, nè mi metto a sputare nel piatto che mi viene offerto. Questo è purtroppo ciò che vedo accadere invece molto spesso (anche se certamente non sempre).

                      Accogliere gli altri non può significare rinunciare alle proprie tradizioni, al proprio modo di vivere, alle proprie leggi, al proprio credo.

                      Certo, l’amore per il prossimo, per un cristiano, è gratuito: “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. Ma attenzione: non tutte le pretese di qualcuno sono legittime ed assecondarle non sempre è amore gratuito, talvolta è semplicemente buonismo. Ed è controproducente.

                      Abito vicino alla zona teatro del recente terremoto. Ho colleghi che abitano nelle tendopoli di alcuni comuni del modenese. Ma anche voi avete sentito al telegiornale ciò che io ho sentito dalla viva voce di testimoni diretti: nelle tendopoli i volontari hanno dovuto allestire cucine diverse e preparare pasti diversi per le diverse etnie, procurandosi in particolare per le persone di fede musulmana carni provenienti da macellerie islamiche. Ora, io non credo che questa delicatezza sarebbe stata usata reciprocamente se in condizioni analoghe si fossero trovati degli Italiani di fede cattolica in un paese islamico, ma non credo nemmeno che si tratti di bontà vera quanto piuttosto di buonismo. In una condizione di emergenza come quella che si è creata a seguito del terremoto credo che occorrerebbe guardare più alla sostanza (fornire i mezzi di sostentamento a tutti) che alla forma (offrire un menu alla carta differenziato come in un ristorante internazionale). (Ndr: strano Paese il nostro, dove ci sono attivisti che manifestano contro l’utilizzo degli animali a fini di ricerca scientifica salvo poi non aver nulla da obiettare sul modo in cui altri animali vengono uccisi nelle macellerie islamiche!)

                      Si fa un gran parlare di integrazione. Ma il verbo integrare ha una forma attiva (io integro qualcuno, partecipo attivamente al processo di integrazione di una persona nel mio ambiente) ed una riflessiva (io mi integro in un ambiente diverso dal mio ambiente originario). Ma a prescindere dalle due forme il verbo indica un movimento che dall’esterno porta all’interno: io integro, cioè “porto dentro” al mio ambiente una persona che ne era precedentemente estranea e quella persona si integra, cioè “entra dentro” quell’ambiente. Nella parola, almeno etimologicamente parlando, non mi risulta che sia insito il concetto secondo cui chi si integra deve cambiare l’ambiente in cui si integra o che chi integra deve cambiare l’ambiente in cui integrare gli altri. Che poi ci si possa e debba venire un po’ incontro RECIPROCAMENTE” è tutto un altro discorso, sacrosantissimo.

                      Perchè ci sia vera integrazione occorre che qualcuno sia disponibile ad integrare gli altri ma che gli altri siano disposti ad integrarsi nella nuova realtà. Non si può dar sempre la colpa per la mancata integrazione di alcuni ai soggetti integranti: talvolta ciò che osta ad una vera integrazione è proprio la mancanza di disponibilità ad integrarsi di chi, proveniente da realtà diverse vuole imporre alla società che lo ospita e magari vorrebbe sinceramente anche integrarlo, il proprio modo di vivere, la propria religione, le proprie usanze.

                      Io credo che alcuni degli immigrati nel nostro Paese non intendano affatto l’integrazione per come dovrebbe realmente essere e cioè la ricerca di un compromesso per vivere bene insieme nel rispetto reciproco e nel rispetto delle leggi e del modus vivendi italiani. Temo (ma l’ho sentito tranquillamente dichiarare in interviste dai diretti interessati) che alcuni degli immigrati che attualmente vivono nel nostro Paese (ma questo vale per tutta l’Europa) in realtà stiano mettendo in atto piuttosto un tentativo si sostituire il nostro modo di vivere con il loro.

                      In altre parole, come ebbe a dire qualche tempo fa in un’intervista rilasciata se non ricordo male a Bruno Vespa un qualche pezzo grosso della comunità islamica in Italia di cui non ricordo il nome, ora per questa comunità è (era ai tempi dell’intervista) il momento di starsene buoni e tranquilli e non creare troppi “anticorpi” salvo poi, quando i figli delle prime generazioni di immigrati si saranno laureati ed avranno iniziato ad occupare (anche grazie magari all’ottenimento della cittadinanza italiana) posizioni di rilievo nella nostra società (in quanto avvocati, giudici, dirigenti di imprese private e società pubbliche, medici, politici, …), allora sì, cominciare ad alzare la propria voce e iniziare ad imporre un nuovo modo di vivere.

                      Perciò sì, sono d’accordo anche io sul fatto che bisogna essere tolleranti a prescindere dalla reciprocità che ci viene riservata. Ma attenzione: non si può tollerare tutto, non si può, come dici tu Aleudin, “calare le braghe”!

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                    • StefanoPediatra ha detto in risposta a Alèudin

                      ops, come mi è venuto lungo questo commento! chiedo venia se mi sono lasciato trasportare! 🙂

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                    • Piero ha detto in risposta a Alèudin

                      Ottimo come sempre Stefano!

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              • Sophie ha detto in risposta a Roberto Dara

                Vedi che hai capito bene quello che volevo dire senza che io ti abbia dato alcun chiarimento? Scusa Roberto, ma con tutta la simpatia non c’è cosa che mi dà più fastidio di una persona che fa finta di non capire o fa finta in generale di essere ingenuo quando l’ingenuità non sa neanche dove sta di casa.
                Detto questo, agli atei non gliene frega niente dei diritti dei musulmani. Per esempio usano la scusa della laicità dello Stato quando in realtà è solo per addolcire la pillola perchè vogliono accuratamente prepararsi il terreno per un ateismo di Stato su esempio di Cina, Vietnam, Corea, ecc. Ultimamente un giudice esaltato di ideologia anticlericale, ha ottenuto con una sentenza di non tenere processi se prima non viene tolto il crocifisso usando la scusa della suddetta laicità dello Stato. Un presunto giudice di cui dubito a questo punto l’obiettività nella sua professione (oltre che l’equilibrio mentale) nel caso gli capitasse un cristiano fra le mani e che non riesce a tenere un’udienza per un crocifisso appeso, mi fa pensare che: o ha bisogno di uno psicologo o di un’esorcista. I crocifissi non si trovano negli edifici pubblici da ieri ma da sempre. Toglierlo è un simbolico cavallo di battaglia degli atei molto forte, tanto quanto bruciare una Bibbia in pubblica piazza, e fra le scuse da loro più usate c’è quella che viviamo in un Paese multiculturale e quindi musulmani, induisti e quant’altro si offendono. Ma guarda un pò si preoccupano per la loro sensibilità urtata, poi però quando si parla della sensibilità urtata dei cristiani fatti saltare per aria allora cominciano a ricacciare le crociate e la caccia alle streghe dicendo che ce lo meritiamo. Un discorso che fila vero?!

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                • Bichara ha detto in risposta a Sophie

                  Bravissima..non potevo esprimermi meglio.

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                • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

                  Assolutamente no. Chiedere in modo cortese ma fermo di togliere il crocefisso da un’aula di tribunale è la richiesta di applicare il principio della laicità dello Stato, nessun simbolo religioso (nessuno) in quello che viene considerato il “tempio” della costituzione e delle leggi della nazione, che per l’appunto hanno come principio fondamentale l’eguaglianza di tutti senza nessuna differenza di religione. Non è affatto un attacco al cristianesimo o ai cristiani, e sono sicuro che quel giudice giudicherà un cristiano esattamente come giudicherebbe un credente di altre religioni, e se è un giudice bravo o somaro lo sarà con tutti.
                  Bruciare una Bibbia, o un crocefisso, sono invece azioni violente che hanno l’intento di offendere e oltraggiare i credenti delle religioni.
                  Gli atei non sognano affatto l’ateismo di stato, gli atei semplicemente vorrebbero che le religioni siano aspetti privati, personali, che ognuno sia libero di seguire, ma che non siano MAI motivo esclusivo di imposizione agli altri di convincimenti propri.

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                  • Sophie ha detto in risposta a Roberto dara

                    Roberto quel crocifisso c’è sempre stato e per una persona che non crede la croce non significa niente, toglierlo è un’imposizione perchè c’è sempre stato. Si ricordano di toglierlo ora che la gente crede sempre meno, quindi due più due… Alla storiella della laicità dello Stato non ci crede più nessuno.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

                      Questa è una tua interpretazione. Lo stato laico non è una storiella ma un dato di fatto, a meno che tu non pensi che l’Italia sia tornata un paese con la religione di Stato cattolica, ma dai commenti che fai mi sembre che pensi il contrario.
                      Per chi non crede sono d’accordo con te che il crocefisso non significhi nulla, ma per un credente di altra religione significa eccome, e quest’ultimo non capisce perché mai nel tribunale di uno stato laico in cui è riconosciuta l’eguaglianza assoluta di tutti i cittadini debba essere esposto solo il simbolo religioso di una religione che non é né sua, né di diversi altri cittadini.

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                    • Samba ha detto in risposta a Sophie

                      Per lo stesso motivo per cui è presente nelle classi scolastiche. Il cristianesimo è stata la culla della nostra cultura, anche giudiziaria. Richiamandosi ai principi evangelici si può davvero affermare che la legge è uguale per tutti.

                      Togliere un crocifisso in Italia è un’azione non neutrale, ma fortemente laicista. Per la cultura italiana il muro bianco è una non neutralità.

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

                      E’ una tua interpretazione Samba. I principi del diritto in vigore in Italia, e non solo, si basano su quelli del diritto romano. A me il crocefisso appeso non fa ne caldo ne freddo ma non è un simbolo laico, per cui, a mio giudizio, dovrebbe non esserci.

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                    • Piero ha detto in risposta a Sophie

                      I principi del diritto in vigore in Italia, e non solo, si basano su quelli del diritto romano

                      Giusto! Vediamo delle fonti del diritto romano, per es. Le leggi delle XII tavole:

                      TAVOLA VIII:
                      Se una persona mutila un’altra e non raggiunge un accordo con essa, sia applicata la legge del taglione.

                      Chiunque rompa l’osso di un altro, a mano o con un bastone, deve pagare trecento sesterzi se è un libero; centocinquanta se è uno schiavo; se abbia commesso altrimenti offesa la pena sia di venticinque.

                      Se avrà tentato di rubare nottetempo e fu ucciso, l’omicidio sia considerato legittimo.

                      benissimo.
                      Non la smetti mai di renderti ridicolo?

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

                      Evidentemente Piero non ha fatto studi giuridici. Far derivare il sistema giudiziario dal diritto romano non significa avere le stesse leggi romane, ma i principi, la procedura, il contraddittorio accusa-difesa, la formazione delle prove ecc. Il modo si svolgimento dei processi, in Italia e in tutti i paesi moderni occidentali, è stato inventato dai romani.

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                    • Piero ha detto in risposta a Sophie

                      Direi che non l’hai studiato neppure tu.
                      Tutte queste cose, l’appello, innocente fino a prova contraria… sono state introdotto dall’Inquisizione che non a caso era il migliore dei tribunali dell’epoca. Molti preferivano farsi giudicare dall’Inquisizione piuttosto che dal tribunale del re.

                      Possibile che tu non abbia capito manco questo? Ma ci fai o ci sei?
                      E dire che c’e’ stata pure una pronuncia autorevole.
                      Quindi secondo te dovremmo acconciare il trubunale come un antico tribunale romano, magari con le insegne imperiali e i fasci littori?

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                    • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

                      Non so, a giurisprudenza studiano il Diritto Romano, non il Diritto dell’Inquisizione.
                      Secondo me è sufficiente rendere il tribunale un ambiente sobrio, vanno benissimo la bilancia e la scritta “la legge è uguale per tutti”, al massimo la foto del presidente della repubblica e la bandiera italiana ed europea.

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  4. Roberto dara ha detto

    Gli atei tendono ad essere neutrali nei confronti delle religioni. Laddove rilevano delle discriminazioni per motivi religiosi, o se ne infischiano, o tendono a prendere le parti dei discriminati. Nei nostri paesi a larga maggioranza cattolica le discriminazioni, seppur rare, sono prevalentemente nei confroni dei non cattolici, e di conseguenza può sembrare che ci sia da parte degli atei un atteggiamento anti-cattolico. Il cattolicesimo è una religione ecumenica, non fondamentalista, e di conseguenza atteggiamenti di questo tipo sono minimi, ma non del tutto assenti, mi viene in mente Milita Christi o il sito di Pontifex, con posizioni che rasentano appunto il fondamentalismo.
    Negli Usa invece alcune chiese evangeliche sono più aguerrite, e spesso mantengono atteggiamenti di forte ostilità, a volte molto violenta, nei confronti di chi, secondo loro, non segue gli insegnamenti di Dio, atei compresi.
    Sono frange estreme, minoritarie, ma, come in tutti i casi, estremamente rumorose e a volte pericolose. Allo stesso modo, per reazione, soprattutto negli Usa, ci sono atei “militanti” che possono diventare allo stesso modo pericolosi, anche se finora i casi di violenza atea nei confronti di credenti sono stati un numero infinitesimale. Sto parlando di paesi democratici moderni, ovviamente.

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    • Sophie ha detto in risposta a Roberto dara

      “Nei nostri paesi a larga maggioranza cattolica le discriminazioni, seppur rare, sono prevalentemente nei confroni dei non cattolici, e di conseguenza può sembrare che ci sia da parte degli atei un atteggiamento anti-cattolico.”
      Ma non dire stupidaggini, in Italia gli costruiscono le moschee, preti eretici li fanno pregare in Chiesa consacrate a Cristo e nelle mense delle Caritas francescane ai musulmani gli vengono serviti i vassoi a tavola come a chiunque altro!

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      • Sophie ha detto in risposta a Sophie

        Ah mi sono scordata di dire che io sono fra quelle persone che li serve a tavola e si preoccupa che non mangino maiale come chiede il loro credo.

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        • Roberto dara ha detto in risposta a Sophie

          Questo ti fa molto onore. Di sicuro non mi riferivo a questi nobili esempi, ma magari a qualche discorso o azione fatta da politici cisalpini ben stipendiati in parlamento, ad esempio.

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        • Bichara ha detto in risposta a Sophie

          A proposito del maiale , vorrei ricordare al sig. Roberto che i netturbini del cairo centinaia di miliaia di famiglie sono quasi esclusivamente copti (cristiani d’egitto)questi vivono in condizioni di degrado che lei non può immaginare (le favelas in paragone risultano decenti)da sempre allevavano maiali sfruttando la parte biologica dell’immondizia come mangime cosi integravano la loro miserrima paga per poter sopravvivere:Bene, due anni fà, con la scusa della influenza suina (e non c’entrava il miale per la sua trasmissione) le reverendissime autorità egiziane hanno deciso di uccidere tutti i maiali in Egitto e di vietare il loro allevamento (la cosa che non è accaduta con l’aviaria o la mucca pazza….)questi ora si trovano ancora peggio di prima e di risarcimento vietato persino parlare…altro che urtare la sensibilità delle minoranze…
          http://www.youtube.com/watch?v=jwMIlw7rCSc

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          • Roberto dara ha detto in risposta a Bichara

            E questo mi convince sempre di più ad aumentare la tolleranza e l’accoglienza, per evitare che a casa mia qualcuno possa sentirsi perseguitato come avviene ai copti in Egitto.

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            • Bichara ha detto in risposta a Roberto dara

              Mentre al di fuori di “casa tua” non ci sono esseri umani e men che meno DIRITTI DEL UOMO…allora è vero che non è questione di principio…ma questione di orticello e “dopo di me il diluvio”…compliment…siete tanti

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              • Roberto Dara ha detto in risposta a Bichara

                Bichara, io condanno fermamente quello che avviene nei paesi islamici fondamentalisti, e vorrei fortemente che anche lì, come a casa mia, viga la tolleranza. Solo che a casa mia decido io, laggiù purtroppo no. Cosa vorresti che facessi, una guerra per imporre la mia tolleranza? Ci hanno già provato, con conseguenze finora spiacevoli. Tu cosa faresti?

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                • Bichara ha detto in risposta a Roberto Dara

                  Che la smettiate con il rivoltante bonismo , perché viene capito in un certo modo scondo la visione e lo stile loro di sempre.
                  E che vi rendiate conto dell’assurda situazione che noi cristiani d’oriente ci troviamo a vivere nel mondo libero:i miei cari là sono perseguitati e spinti a lasciare la patria nel quale cercano di vivere in pace e armonia e qui loro sono trattati con equita(giustamente) malgrado il rifiuto loro dei valori e della cultura dei paesi ospitanti e i tentativi loro (la maggioranza)di clonare la stessa mentalità fascista.
                  Infine , mi scuso con te per le mie esspressioni spigolose(retaggio della cultura d’origine)…assolutamente non intendo causare dispiacere ma far arrivare l’incandescente carica emotiva su quest’argomento.

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                  • Roberto dara ha detto in risposta a Bichara

                    Nessun problema di espressioni, posso capire che vivere da perseguitati rende sicuramente più corazzati. Proprio per questo bisogna evitare il più possibile di alimentare lo scontro interreligioso, e noi che viviamo in un paese di lunga tradizione cristiana dobbiamo dare il buon esempio.

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                  • StefanoPediatra ha detto in risposta a Bichara

                    Bichara, condivido ogni tua parola, come ho provato anche ad esprimere in un commento precedente! 🙂

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  5. Gab ha detto

    Roberto vai in Egitto per qualche giorno, ma non certo in un villaggio turistico o in vacanza sul Mar Rosso. Ringrazierai Dio per la tradizione cristiana dell’Italia.

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    • Roberto dara ha detto in risposta a Gab

      Quindi dovrei utilizzare lo stesso metodo che usano gli egiziani islamici verso i copti anche in Italia nei confronti degli islamici?

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      • Sophie ha detto in risposta a Roberto dara

        Roberto si vede che non sai cosa significhi andare a messa con la paura di “rimanerci”… A quanto pare nonostante Bichara abbia spiegato in maniera impeccabile come stanno le cose tu al solito fai finta di non capire. Se ONU o organizzazioni mondiali, associazioni per i diritti delle persone discriminate, ecc. si occupassero meno (scusami il termine, io solitamente evito di dire parolacce) di stronzate come i diritti degli omosessuali al matrimonio, e si occupassero di cose ben più importanti come i cristiani uccisi in ogni parte del mondo o semplicemente discriminati come è successo alle due donne licenziate in Inghilterra perchè avevano una croce attaccata al collo… bè non staremmo a questo punto!

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  6. Gab ha detto

    Bichara ha ragione. La speranza per la salvezza dell’Europa è in mano ai cristiani d’Oriente e ai convertiti ex-musulmani.

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