Ior: il rapporto Moneyval zittisce Marco Politi e Marco Lillo

La famigerata coppia di vaticanisti de “Il Fatto Quotidiano”, Marco Lillo & Marco Politi è nota per la ben oleata propaganda anticlericale imbastita quotidianamente.

Da mesi, ad esempio, si prendono gioco dei loro 70 mila lettori (“Tuttosport” ne ha 90 mila, per intenderci) comunicando che lo IOR, la Banca Vaticana, non vuole adeguarsi alle norme anti-riciclaggio, tanto che Marco Lillo ha ritenuto di essere in grado di anticipare l’esito del rapporto Moneyval, l’organo del Consiglio d’Europa che si occupa di anti-riciclaggio, parlando di “bocciatura” (mentre già allora si ipotizzava un esito positivo).

Marco Politi, il 27 giugno scorso, dopo un gratuita attacco a Benedetto XVI, ha citato l’anticipazione (fasulla) del suo collega, parlando di «incapacità dello Ior di rispondere ai requisiti di trasparenza richiesti dal sistema finanziario internazionale». Secondo il suo occhio esperto, «lo Ior, come tutto lascia prevedere, non sarà accolto nella “white list” delle banche mondiali», e tutto questo, scrive soddisfatto Politi, porterà un «danno per la credibilità della Santa Sede».

Peccato che due giorni fa sia arrivato il primo responso del rapporto di Moneyval, il quale -al contrario delle previsioni dei vaticanisti del “Fatto”ha “promosso” la Santa Sede, seppur di misura, chiedendo rafforzamenti della normativa in molti punti. “Il Sole 24 Ore”, nell’articolo intitolato «Un primo passo verso la “white list” Ocse», ha spiegato che «la valutazione complessiva, sui 16 punti chiave chiesti dal Gruppo d’azione finanziaria internazionale contro il riciclaggio di capitali (Gafi) è superata», restano zone d’ombra che monsignor Ettore Balestrero, sottosegretario per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, ha assicurato verranno prese in considerazione. Resta il fatto che -ha continuato il quotidiano economico- «il dato comunque significativo è che in meno di 20 mesi il Vaticano ha messo in piedi una struttura normativa che prima d’ora era inesistente, e quindi quello di oggi può comunque essere considerato un passo molto importante, anche se non definitivo». Maggiori dettagli nell’articolo di “Raigiornaleradio” intitolato: «Antiriciclaggio, Vaticano ‘promosso’» e sull’ottimo sito Korazym.org

Concordiamo pienamente con mons. Balestrero, quando spiega che «molte diffidenze in questo senso devono essere superate, visto che di scandali ce ne sono stati tanti, e anche in tempi non troppo lontani, che hanno accreditato l’immagine di un “Paradiso fiscale” con sede oltre le mura leonine». A leggere la campagna denigratoria dei vaticanisti di regime, più che diffidenze a volte sembra proprio ingiustificato odio anticlericale.

La redazione

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