Il popolo inglese si aggrappa al cristianesimo?

Un sorprendente sondaggio inglese ha rilevato che una maggioranza schiacciante di cittadini, l‘80%, riconosce che la Regina ha ancora un ruolo importante per la fede cristiana. L’analisi è stata realizzata da “Comres” e  stabilisce anche che il 73% degli intervistati ritiene che debba continuare come governatore supremo della Chiesa d’Inghilterra, capo di Stato del Regno Unito, capo della Forze armate e capo del Commonwealth.

Nonostante sia patria di famosi promotori di una visione estrema e negativa della laicità, detta anche laicismo (ovvero nessuna presenza pubblica della religione), nel Regno Unito sono in pochi (il 25%) a volere la semplice laicità di stato, ovvero la separazione dalla chiesa.  Andrea Minichiello Williams, amministratore delegato di Christian Concern, ha dichiarato: «Questo sondaggio dimostra un enorme sostegno pubblico verso una monarchia cristiana. Indipendentemente dai molti tentativi di emarginare il cristianesimo da parte del laicismo, la Gran Bretagna rimane un paese cristiano e la maggior parte della gente vuole che la fede cristiana continui a plasmare questa nazione per il bene di tutti».

Perché questa esigenza del popolo inglese? Il Regno Unito rimane con un background cristiano, ma indubbiamente è un’area tra le più secolarizzate d’Europa. Utile diventa a proposito uno studio realizzato in questi giorni dalla Essex University, secondo cui si sta assistendo parallelamente anche ad un forte declino dell’integrità morale. Avere una relazione extramatrimoniale, guidare ubriachi, non pagare il biglietto dei mezzi pubblici, superare i limiti di velocità, acquistare beni rubati, buttare i rifiuti nell’immondizia, fare sesso con minorenni, mentire ecc.  sono azioni più accettabili di quanto non fossero nel 2000. E’ stato trovato che i livelli di integrità erano maggiormente superiori tra le donne rispetto agli uomini, ma la variazione più significativa è stato il livello notevolmente elevato di accettazione della disonestà tra i giovani. Ad esempio, nel 2000 il 70% aveva detto che una relazione extraconiugale non può mai essere giustificata, una cifra che oggi è scesa al 50% della popolazione inglese. Il prof Paul Whitely,  uno degli autori dello studio, ha detto: «A poco a poco le persone stanno tendendo a diventare più disoneste, sono più disposte a dire bugie, più disposte a tollerare l’adulterio».

Occorre dire che il ruolo di guida morale della Chiesa anglicana sembra a sua volta declinare, piegandosi allo stesso clima culturale, aprendo alle nozze gay o al sacerdozio femminile, ad esempio. Polemizzano su un nuovo primate dalla pelle nera, che dovrebbe sostituire Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury che ha voluto lasciare a causa delle fortissime divisioni, lo stesso però che sostiene che Gesù aveva fratelli e sorelle, che sarebbe nato a Nazareth e che la natività sarebbe frutto della leggenda. Il risultato di questa confusione? Metà degli anglicani vorrebbe ricongiungersi ai cattolici romani e ogni mese decine di pastori e centinaia di fedeli tornano cattolici grazie all’accordo raggiunto con la Congregazione per la Dottrina della Fede, i pastori vengono riordinati sacerdoti cattolici. Un ordinariato sta intanto per essere aperto anche in Australia, sotto la pressione di diverse centinaia di anglicani che vorrebbero convertirsi al cattolicesimo. Il «contagio», infine, pare si stia estendendo anche nei luterani.

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11 commenti a Il popolo inglese si aggrappa al cristianesimo?

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  1. Mattia ha detto

    Non vedo tanto bene che la gente abbia fiducia in una monarchia anglicana. Ricordiamoci che è nata a causa dello scisma di Enrico VIII fatto esclusivamente per motivi politici e che attualmente un regnate perde il diritto al trono anche se solo sposa un cattolico

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  2. Michele Silvi ha detto

    Nel 2000 pagare il biglietto dei mezzi pubblici era così inaccettabile? 😀

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  3. Eleonora Galli ha detto

    Mi domando se la crisi identitaria dell’europa sia anche dovuta alla protestantizzazione dilagante del cattolicesimo.

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  4. edoardo ha detto

    Io sono davvero perplesso davanti ad articoli del genere.
    No che non gli creda, intendiamoci, do fiducia a questo “organo di informazione” che è l’UCR, come credo a Asianews, Misna e l’Avvenire, che considero l’unico giornale che vale quel che costa, per gli altri mi farei pagare per leggerli, ma io ho abitato nel nordest dell’inghilterra, a Chester, tra l’81 e l’85.
    Conosco BENE la realtà , il mondo della piccola cittsdina di provincia inglese tra le realtà industriali del Manchester-Merseyside e il mondo rurale del Clwyd (nord galles).
    Sì, c’era molto “casino” socialmente parlando, vita un po’ dissipata tra i pub, però c’era meno droga di quella che girava in Italia in quegli anni…mooolta meno, e non c’era terrorismo a parte nell’Ulster, quello era un altro paio di maniche perchè era in corso una guerriglia civile.
    Mi ricordo che tanti Inglesi di mezz’età mi dicevano che noi Italiani eravamo dei pazzi, e come facevamo con le Brigate Rosse e tutti i casini che mostrava la BBC sulle città italiane? E che noi eravamo l’anello debole della Nato, ecc…
    Ma non ho mai notato tutta questa fobìa contro i cattolici, mai notato odio contro il cristianesimo. C’era parecchia indifferenza religiosa, ma nel rispetto reciproco.
    Io mi ricordo che pochi anni prima di andare là, qua c’erano i politicizzati che ostentavano bestemmie per dileggio contro i cristiani, la bestemmia politica.
    Là queste cose non c’erano.
    Accidenti, mi ricordo la St Francis (la mia parrocchia di allora, dove ho battezzato la prima figlia), alla messa domenicale vespertina c’erano anche punks con la cresta che seguivano la messa prima che aprissero i pubs….ed è verità questa che sto scrivendo, è la Chester che ho conosciuto ed in cui ho vissuto 4 anni lavorando, non una settimana in ferie.
    Come è cambiato il mondo in questi 30 anni ?????????

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    • Giorgio ha detto in risposta a edoardo

      Edoardo, vivo in Inghilterra da circa 10 anni (sette anni a nord e 3 a sud). Personalmente non ho notato fra gli inglesi un particolare sentimento di odio verso la Chiesa Cattolica (o Anglicana), ma piuttosto un spiccata indifferenza verso il lato religioso, come se la religione sia qualcosa che appartiene alle generazioni passata, qualcosa che sia stata spazzata via dal progresso scientifico. Questo lo noto specialmente fra i giovani e fra persone di mezza eta’.
      Devo ammettere che in effetti si sente qui una forte mancanza di valori morali: circa il 90% delle persone che conosco qui e’ separato/divorziato o sta insieme ad un partner divorziato/separato oppure e’ figlio di genitori separato/divorziati, non esagero. Si avverte in generale un forte senso di declino della societa’.

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  5. pastor nubium ha detto

    ecco un britannico esempio di “carità cristiana” e premurosa attenzione verso i poveri e le loro famiglie:
    http://www.turtlebayandbeyond.org/2012/abortion/uk-aid-pays-for-forced-sterilizations-in-india/

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  6. Gab ha detto

    Articoli come questi mi lasciano molto perplesso. Si dà come “positivo” il fatto ecumenico di accettare un “cristianesimo” qualsiasi esso sia. La chiesa anglicana nasce nella eresia, interrompe la successione apostolica e ogni rito sacramentale è nullo, inesistente. Come si fa a sostenere che stiamo parlando di una fede cristiana? La Chiesa è Una, Santa, Cattolica e Apostolica e mi dispiace notare come a volte in questo sito la Chiesa Cattolica appare come “una delle” confessioni e non LA confessione cristiana.

    Aggiungerei inoltre che proprio il famoso “accordo” raggiunto con la Congregazione per la Dottrina della Fede desta non poche preoccupazioni. La piena riunione di fatto è a rischio “mantenendo” i pastori sposati e quindi istituendo un precedente pericoloso che mina l’intero sacerdozio di rito latino. Più che un vero ricongiugimento temo si tratti di un frettoloso “trasloco” dettato da un ecumenismo che pur di accettare qualsiasi manifestazione di “chiesa” scende a pericolosi compromessi. Più che un ritorno al cattolicesimo sembra che sia il cattolicesimo ad aver accettato il protestantesimo.

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