Il vero ateismo è raro: senza Dio l’uomo si affida all’idolo

Il 15 giugno 2011 Benedetto XVI ha riflettuto sulla figura del profeta Elia e sul tema dell’idolatria, atteggiamento presente nei credenti e anche nei non credenti: «Dove scompare Dio, l’uomo cade nella schiavitù di idolatrie, come hanno mostrato, nel nostro tempo, i regimi totalitari e come mostrano anche diverse forme del nichilismo, che rendono l’uomo dipendente da idoli, da idolatrie; lo schiavizzano», ha detto il Pontefice.

Il filosofo Giacomo Samek Lodovici, docente di Storia delle dottrine morali presso l’Università Cattolica di Milano, ha ripreso e approfondito le parole del Papa, spiegando che negli ultimi due secoli, alla pari del procedere della secolarizzazione, gli idoli a cui inginocchiarsi sono aumentati: la Razza, il Comunismo, il Nazismo, la Natura, la Scienza, la Politica, ecc., cioè le varie divinità a cui le diverse ideologie costruiscono altari, oppure il piacere, il sesso, la droga, il successo, i soldi, il potere ecc. Ad essi l’uomo dedica la vita e in essi ripone, illusoriamente, la sua speranza. Ha così criticato il credente, che si illude di poter «servire a due padroni». E non ha risparmiato nemmeno il non credente, sottolineando ciò che diceva con efficacia Karl Barth (e altri pensatori): «quando il cielo si svuota di Dio, la terra si riempie di idoli».

Il filosofo ricorda anche che la fede nell’idolo, nel dio terrestre era fortemente diffuso fin dalle «culture razionalistiche», le quali «hanno un sottofondo misterico (per esempio, durante l’Illuminismo si diffondono le sette esoteriche, e durante il Positivismo si diffonde lo spiritismo)». Ci viene ricordato anche il pensiero di Chesterton, secondo cui il dramma dell’uomo moderno, spesso, non è quello di non credere a nulla, bensì di credere a tutto. Samek Lodvici, cita ad esempio, il gigantesco giro d’affari di maghi, cartomanti, ecc., a cui si rivolgono non solo persone poco istruite, bensì anche professionisti, politici e manager affermati. E tanti, tanti “sedicenti” non credenti: nel 2008 un’indagine del Baylor Institute for Studies of Religion (ISR) e del Gallup ha rivelato che coloro che si definiscono “irreligiosi” hanno in realtà molta più probabilità di credere a sogni, Bigfoot, UFO, case infestate, comunicazione con i morti e l’astrologia e 1/3 degli atei ammette di credere in Satana, nell’inferno e nei demoni, mentre il 50% crede negli angeli e nei fantasmi (cfr. Ultimissima 18/4/11).  Insomma, l’uomo contemporaneo non di rado crede a qualcosa di soprannaturale, ma sovente vuole trascurare pregiudizialmente il Dio della Rivelazione.

E’ così che il filosofo chiede ai non credenti di essere liberi: «cercate di conoscerLo, come fa chi cerca un tesoro senza sapere se esista o no. Non accontentavi della catechesi – necessariamente elementare e stringata – ascoltata da bambini, o della rappresentazione, spesso caricaturale, del Dio cristiano che viene fatta dai media».

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