Gilet gialli e crisi francese, la laica Kristeva: «manca l’ideale cristiano, ucciso dalla politica»

Chi sono i gilet gialli. Una crisi non solo politica ma esistenziale, così la psicoanalista francese Julia Kristeva ha letto la rabbia dei francesi. Le radici religiose sono state sostituite dalla politica, che però non può rispondere al bisogno esistenziale dell’uomo. Una lucida analisi.

 

Le riflessioni della psicoanalista francese Julia Kristeva non sono mai banali, una dimostrazione che davvero l’umanità si divide in pensanti e non pensanti, non tra credenti e non credenti. La laicissima intellettuale ha individuato da tempo che il grande deserto dei valori vissuto in Europa dipende in gran parte dall’illuminismo, dal taglio delle radici religiose, dal conseguente dilagare di un laicismo vuoto di ideali.

Pochi giorni fa la Kristeva ha ricevuto una laurea honoris causa alla Iulm di Milano, un’occasione per commentare la rivolta dei cosiddetti Gilet gialli nella sua Francia. Una protesta di migliaia di cittadini che sta bloccando l’intero paese, una rabbia scaturita inizialmente per l’aumento delle tasse sul gasolio ed allargatasi fino a diventare una protesta contro il presidente Emmanuel Macron. Ma, per molti osservatori, è un sintomo di una generale crisi esistenziale che, sopratutto in Francia, patria della secolarizzazione, è dilagata.

A riconoscerlo è proprio Julia Kristeva, atea dichiarata, ma anche semiologa, saggista e, come già detto, psicoanalista: «La cultura europea esiste, la sua lingua è il multilinguismo, e il comune denominatore è la cultura dell’individuo, della nazione, della politica. Sono creazioni giudaico-cristiane, che si sono sviluppate nel tempo. Il grande problema oggi è come armonizzare queste culture nazionali». Tuttavia, ha proseguito:

«Quel che è appena accaduto a Parigi a mio avviso è un avviso di tempesta per tutta l’Europa, non solo per la Francia. Non possiamo sperare di risolvere la crisi dei gilet gialli se non ci affidiamo alla filosofia e alla sociologia per affrontare la questione del senso delle persone, della nazione, degli ideali, del futuro. Una cosa è successa molto tempo fa in Europa, e solo in Europa: la rottura del filo della tradizione religiosa. Con la Rivoluzione francese — né dio né padrone — abbiamo cancellato dio, tagliato la testa al re e messo al loro posto l’ideologia dell’umanesimo, che ha finito per diventare un valore astratto. La politica è diventata la nuova religione, con l’idea che la democrazia rappresentativa possa risolvere i problemi della felicità, della morte, dell’avvenire, l’inferno e il paradiso qui sulla Terra. Abbiamo dato alla politica responsabilità enormi, e questo modello è crollato con la Shoah e i gulag. Sopravvive a stento un’idea più ridotta della politica come gestione dell’esistente, gestione che è comunque soffocata dalla finanziarizzazione dell’economia e della rivoluzione digitale. È una politica dell’impotenza, della contabilità, in cui fingiamo di credere che il problema sia davvero l’aumento del prezzo del diesel. Lo è ma solo in parte, e infatti anche quando l’aumento viene ritirato le proteste continuano. Ci troviamo in una specie di tardo Medioevo, quando uno dei miei grandi punti di riferimento, Duns Scoto, disse che non ci sono altri valori se non questo uomo, questa donna. Non i grandi ideali, non la materia, ma la persona. Direi che la politica dovrebbe non occuparsi più solo della contabilità ma anche della cultura, intesa come educazione e accompagnamento, magari partendo dai valori ancestrali del cristianesimo, dell’islam e del giudaismo. La questione adesso è interagire con persone che non credono a niente».

La stessa psicoanalista laica invocava, tempo fa, di «cambiare l’atteggiamento dell’illuminismo che si è costruito in contrapposizione alla religione e rivalutare il patrimonio spirituale del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’islam, prenderlo sul serio. I giovani hanno bisogno di ideali, e quando sono fragili, senza lavoro e discriminati i loro ideali crollano, il desiderio di amore è inghiottito dal bisogno di vendetta, quel che Freud chiama la pulsione di morte».

Un tema complesso e, come sempre, stupisce la lucidità di questa intellettuale. Con lei, condividiamo il giudizio che la crisi francese non va ridotta solo ad un malessere politico (che c’è, ed è importante) ma ad un più grande vuoto esistenziale, all’attesa dalla politica di risposte che, da lì, non possono arrivare. Questo genera frustrazione, rabbia, delusione. La politica parla in direzione orizzontale, mentre l’ansia dell’uomo è verticale e, per quanto ci riguarda, c’è solo una fonte che intercetta in modo adeguato, compiuto, il senso religioso dell’uomo: l’ideale cristiano. Proprio ciò che è più culturalmente combattuto, respinto ed ostracizzato in Francia e nelle élite europee.

La redazione

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21 commenti a Gilet gialli e crisi francese, la laica Kristeva: «manca l’ideale cristiano, ucciso dalla politica»

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  1. giorgio baldrati ha detto

    37] Allora disse ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi!

    [38] Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!”.

  2. Walter White ha detto

    cambiare l’atteggiamento dell’illuminismo che si è costruito in contrapposizione alla religione e rivalutare il patrimonio spirituale del cristianesimo, dell’ebraismo e dell’islam, prenderlo sul serio.

    Ma anche no, grazie mille. L’Islam se ne stia ben fuori dall’Europa insieme ai suoi ideali che, con buona pace di tutti anche in Vaticano, sono la kriptonite della società europea, assolutamente e irrevocabilmente incompatibili. Cosa che non stupisce essendo l’Islam nato dalle fantasie di un pedofilo.

    • Walter White ha detto in risposta a Walter White

      P.s

      Cosa che non stupisce essendo l’Islam nato dalle fantasie di un pedofilo.

      Non escludo nemmeno che alcune o parecchie delle visioni del Corano siano state sperimentate realmente da Maometto, e che non fossero allucinazioni, del resto sappiamo che “ Satana si maschera da angelo di luce” – 2 Cor 11,14.

      E in effetti l’Islam, in quanto parodia sghignazzante del cristianesimo, è il suo capolavoro, poichè come il demonio è la scimmia di Dio l’Islam è la scimmia, una patetica contraffazione, della vera Fede.

      • Mister R. ha detto in risposta a Walter White

        Walter White

        Esistono due canali su youtube che potrebbero interessarla riguardo all’Islam, il primo si chiama Apostate Prophet, il secondo acts 17 apologetics.

        • Walter White ha detto in risposta a Mister R.

          Apostate Prophet è quanto mai indicato per definire Maometto, in effetti.

          Stando alle lettere apostoliche, facenti parte del Canone

          Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.

          – 1 Gv 2-22-23

          Invece il Corano insegna che

          Sono certamente miscredenti quelli che dicono: «Allah è il Messia, figlio di Maria!». Mentre il Messia disse: «O Figli di Israele, adorate Allah, mio Signore e vostro Signore». Quanto a chi attribuisce consimili ad Allah, Allah gli preclude il Paradiso, il suo rifugio sarà il Fuoco. Gli ingiusti non avranno chi li soccorra! (V, 72; 2002)

          Per bocca stessa della Sacra Scrittura, l’Islam è un credo anticristico.

        • Walter White ha detto in risposta a Mister R.

          Aggiungo che ho dato un’occhiata a quei canali e sembrano molto interessanti. Grazie per la segnalazione. 😉

    • Sophie ha detto in risposta a Walter White

      La sacrosanta verità.

      • Walter White ha detto in risposta a Sophie

        Si dice che chi non conosce la storia è condannato a ripeterla. Alcuni signori che blaterano sconclusionatamente di Islam quale religione di pace dovrebbero iniziare a studiarla, magari scoprirebbero che se l’Europa è diventata ciò che è diventata (prima della parodia attuale, intendo) lo deve al fatto di aver combattuto l’Islam e di non aver permesso che quella ideologia diabolica si imponesse nel vecchio continente.

        Così magari scoprirebbero che l’Islam è per l’Europa quello che cellule cancerose sono per un organismo sano, e che non può esserci nessun tipo di integrazione.

        E magari scoprirebbero, ammesso che siano ancora capaci di pensare, che ciò che sta avvenendo ora ha radici molto lontane

        “Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l’emisfero sud per irrompere nell’emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo coi loro figli.
        Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria” – Boumedienne 1974

  3. Walter White ha detto

    Che Dio possa favorire una rinascita dell’Europa grazie alla nostra Fede, e che la nostra Fede possa essere il lievito di un nuovo inizio.

    Ma se dovessi scegliere tra un’Europa nichilista e un’Europa islamica sceglierei sempre e comunque la prima senza la minima ombra di dubbio. Con buona pace di chi straparla di religione di pace, giusto per concludere in rima.

    E ora vado a riascoltarmi il discorso di Ratisbona.

  4. Psicoterapeuta ha detto

    Non è la crisi dell’illuminismo quella che è successo in Francia,al contrario molti gilet gialli sembrano rifarsi a valori dettati dalla rivoluzione Francese con tanto di bandiere nazionali al seguito,è la crisi del Liberismo,dell’anarco liberismo e dei suoi derivati.E credo che questa sia la crisi che stia spazzando l’Europa: dalla Grecia,passando per la Francia arrivando all’italia.
    Tutte le ideologie prima o dopo trovano un punto di crisi,lo è stato per i nazionalismi,lo è stato per il comunismo adesso è il turno del liberismo o dell’anarco liberismo.E l’idea terribile di un ente sovrano:il mercato che sovrasta la vita di tutti i cittadini,è una rivolta antropologica contro l’idea che tutto debba girare attorno al mercato.Prima al centro del tutto vi era Dio,poi vi è stata una svolta e al centro del mondo c’era l’uomo,oggi al centro del mondo pare esserci “il mercato”.Io non sono un grande economista,anzi di economia né capisco molto poco:ma siamo proprio sicuri di voler lasciare che tutte le nostre scelte di vita privata e pubblica siano influenzate dal mercato?

    • Klaud ha detto in risposta a Psicoterapeuta

      *… oggi al centro del mondo pare esserci “il mercato”… *

      Scrivi pure ”le lobby”. Che stanno al ‘mercato’ come come la camorra sta ai bottegai.

      La chiesa, oggi in forte affanno, approfitta di qualsiasi crisi per proporsi come cura. C’è chi salta sul carro del vincitore, c’è chi salta sul carro dei monatti.

      • Psicoterapeuta ha detto in risposta a Klaud

        Un eloquente risposta alle lobby di alta finanza pubbliche e private da parte dei francesi

        Semplicemente temo che si siano dimenticati proprio di certi ideali,i mercati e le lobby in esso convergenti, passano sotto i diritti umani,e non che è i mercati possono violare i diritti umani e sul lavoro,ponendosi al di sopra di essi.
        Se il liberismo non permette il benessere sociale quando addirittura non viola che i diritti umani allora va cambiato,ripensato o più semplicemente viene eliminato dalle rivoluzioni e dalle rivolte.

      • underwater ha detto in risposta a Klaud

        Magari si approfittasse della crisi! Invece spesso pensa ancora ci siano dei valori cristiani nella visione del mondo illuminista e marxista.

        Voi siete crisi e monatti allo stesso tempo.

  5. Brunello ha detto

    Concordo con lo psicoterapeuta: tutte le ideologie hanno fallito, anzi dico di più, l’uomo ha fallito perché non è riuscito a creare una società giusta. Bisogna riscoprire i valori cristiani e lasciare perdere gli spacciatori di illusioni

  6. alessandro pendesini ha detto

    Secondo noti esperti dell’OCSE, almeno il 60% del commercio internazionale si fanno in società di uno stesso gruppo e da residenti di diversi Stati. I profitti sono segnalati in giurisdizioni a bassa tassazione o esenti da imposte, e perdite in giurisdizioni fortemente tassate.
    Le multinazionali hanno una scelta di dozzine di paradisi fiscali per evitare le tasse statali. La rete che lotta per la giustizia fiscale, fornisce un esempio di questo meccanismo.
    Supponiamo che la società ETN produca una maglietta che costa $ 10 e poi la vende alla sua controllata ParadisoFiscale per $ 10. Questa transazione non sarà soggetta a imposizione, poiché non ne trae alcun vantaggio. ParadisoFiscale rivende la maglietta di ETN-Distribution per $ 20. ParadisoFiscale realizza quindi un profitto di $ 10 esente da tasse, poiché è registrato in un paradiso fiscale. ETN-Distribution vende la maglietta da $ 15 al cliente finale, con una perdita di $ 5. Ma la casa madre ETN incassa $ 5 al netto delle tasse -oltre che ottenere certe sovvenzioni dallo stato- il colmo !!!….
    Questo esempio semplificato mostra quanto sia facile manipolare i prezzi e non contribuire nulla all’Erario statale, pur rimanendo nei limiti della più rigorosa legalità !….SIC….

  7. alessandro pendesini ha detto

    L’UE dovrà affrontare la piaga dell’evasione e frodi fiscali che sottraggono annualmente miliaia di miliardi all’erario publico. Cosi come un’altra piaga : quella relativa alle lobby !!!..
    Nel 2015 si stima che tra 10.000 e 15.000 lobbisti siano in costante contatto con eurodeputati, commissari e altri alti funzionari europe che si contano a migliaia a Bruxelles ! Una lobby, (gruppo di interesse, gruppo di pressione, gruppo di influenza), è un gruppo di persone creato per promuovere e difendere interessi privati esercitando pressioni o influenze su persone o istituzioni pubbliche che detengono il potere.
    Queste azioni, guidate da rappresentanti di interessi, sono attività di lobbying, che consiste nel “realizzare interventi destinati a influenzare direttamente o indirettamente lo sviluppo, l’applicazione o l’interpretazione di misure legislative, norme, regolamenti e più in generale , qualsiasi intervento o decisione delle autorità pubbliche Ad esempio, il ruolo di una lobby della parte della difesa consiste nell’influenzare la legislazione nel voler “cambiare uno standard, crearne uno nuovo o rimuovere quelli esistenti” ovviamente quasi sempre nell’interesse dei dominanti : multinazionali in primis ! E non del popolo…..Cercate l’errore ; o l’orrore….

    Nel 2012, il deficit causato dall’evasione e dalle frodi fiscali nell’Unione europea è stato stimato a 1.000 miliardi di euro. Ma che, secondo Bocquet e Dupont-Aignan, questa cifra dovrebbe piuttosto essere moltiplicata per due. Qualunque sia l’ammontare effettivo, sappiamo che è inverosimile e che i cittadini europei starebbero meglio e potrebbero contribuire maggiormente al benessere generale del mondo se non fossero stati sfruttati a beneficio delle istituzioni finanziarie e corporazioni transnazionali. Qui si che il papa –tramite la sua influenza su circa un miliardo di fedeli- potrebbe intervenire, criticare acidamente e denunciare questo esecrabile sistema, anziché perdere tempo in campi tipo « statuto dell’embrione »…che, tutto sommato, non hanno grande importanza per il presente e futuro dell’umanità….Tutto il contrario delle parabole di Gesù Cristo…..

    Spero di avere, anche se parzialmente, contribuito a capire i pertinenti motivi delle proteste dei Gilets gialli (ma non solamente), non in cludendo ovviamente parassiti che si spacciano per Gillets gialli, ma che in sostanza, sono banali attivisti egocentrici più che probabilmente squilibrati mentali di diversi livelli !

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