Esporre il crocifisso dovrebbe essere un diritto, non un obbligo di legge

Obbligo del crocifisso nelle scuole, nei tribunali e negli aeroporti. E’ una proposta di legge, risalente al marzo scorso, arrivata a far notizia solamente in questi giorni. Le intenzioni dei deputati leghisti sono condivisibili,  ma l’idea non ci piace.

Siamo stati i primi ad esultare quando il laicismo venne sconfitto dalla Grande Camera del Corte europea dei diritti dell’uomo, che -grazie all’iniziativa controproducente degli atei italiani- sentenziò la non discriminazione dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche in tutta Europa. Era il 2010, e a difendere il simbolo cristiano fu il giurista e rabbino ebreo Joseph Weiler. Un anno dopo abbiamo riferito la decisione della Corte Costituzionale del Perù, la quale stabilì che la Bibbia e il crocifisso non violano la laicità. Allo stesso modo si è espressa la Corte Costituzionale austriaca e la Cassazione italiana, la quale ha stabilito che la sola esposizione del crocifisso, e non il simbolo di altre religioni, non viola la pluralità religiosa.

Riteniamo però vi sia una distinzione, seppur fin troppo sottile per alcuni, tra difendere il diritto di esporre il crocifisso, sottolineare il non diritto di rimuoverlo in nome di un falso concetto di laicità ed il dovere di legge, obbligatorio pena sanzione, di tappezzare i luoghi pubblici con “croci di Stato”. Sono tre temi differenti e si può essere favorevoli ai primi due senza dover essere necessariamente d’accordo con l’ultimo.

Comprendiamo tuttavia, almeno da un certo punto di vista, l’iniziativa della deputata salviniana Barbara Saltamartini, firmataria della proposta, la quale ritiene «inaccettabile per la storia e per la tradizione dei nostri popoli, se la decantata laicità della Costituzione repubblicana fosse malamente interpretata nel senso di introdurre un obbligo giacobino di rimozione del Crocifisso; esso, al contrario, rimane per migliaia di cittadini, famiglie e lavoratori il simbolo della storia condivisa da un intero popolo». A quanto sembra, dunque, l’idea dei promotori è creare un autorevole appiglio giuridico (oltre ai decreti regi del 1924 e 1928) che impedisca la rimozione del simbolo religioso-culturale alla base della civiltà europea. Se il proposito è accettabile, la conseguenza è appunto imporne la presenza con una multa, fino 
a mille euro, a chi si sottrae dall’obbligo.

Sulla vicenda del crocifisso è intervenuto nel 2016 anche Papa Francesco, lamentandosi di «coloro che vogliono togliere la Croce di Cristo dai luoghi pubblici ed escluderla dalla vita pubblica, nel nome di qualche paganità laicista o addirittura in nome dell’uguaglianza che Cristo stesso ci hai insegnato». Se ci si reca al nostro dossier, nel capitolo dedicato ai suoi interventi sulla laicità, appaiono altri discorsi del Pontefice, come quando ha spiegato che «il rispetto dovuto alle minoranze di agnostici o di non credenti non deve imporsi in un modo arbitrario che metta a tacere le convinzioni di maggioranze credenti o ignori la ricchezza delle tradizioni religiose».

Francesco parla di “tradizioni religiose” e la croce cristiana è la più simbolica di esse. In un paese come l’Italia, il cui progresso civile e culturale è inscindibile dal cattolicesimo, rimuovere un crocifisso lasciando una parete vuota significa optare per una visione atea della società, cioè priva di simboli religiosi. Ma questa visione non rappresenta la storia italiana. Così, sbaglia anche chi replica dicendo “o tutte le religioni o nessuna”. Nelle scuole italiane, infatti, non si studiano “tutti” i pensatori di “tutte le civiltà”, ma si selezionano quelli fondamentali per la storia occidentale: Platone, Aristotele, Agostino, Dante, Leopardi, Manzoni ecc. Allo stesso modo, islam, ebraismo, buddhismo o ateismo non hanno piantato la radici italiane e non hanno contribuito storicamente alla creazione della cultura europea/occidentale, come invece ha fatto il cristianesimo. La rimozione dei crocifissi sarebbe comprensibile in Turchia, Giappone, Israele e Cina. Ma non nell’Europa cristiana.

«Il crocifisso non genera nessuna discriminazione», scrisse in modo celebre l’atea Natalia Ginzburg. «E’ l’immagine della rivoluzione cristiana, che ha sparso per il mondo l’idea dell’uguaglianza fra gli uomini fino ad allora assente». Ma non basta: per quanto detto sopra, dovrebbe essere un dovere morale esporlo pubblicamente, specialmente negli ambiti educativi e sopratutto coinvolgendosi in un confronto storico-culturale. Ma l’obbligo di legge, con addetti alla vigilanza ed il ricatto della multa no, non serve. Non educherebbe, polarizzerebbe le visioni e risulterebbe controproducente.

La redazione

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33 commenti a Esporre il crocifisso dovrebbe essere un diritto, non un obbligo di legge

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  1. Enigma ha detto

    Assolutamente in disaccordo con l’articolo.

    E non ci mettete in mezzo sempre il Papa, quando non parla in favore o contro ma semplicemente esprime, e per di piu’ fuori dal preciso contesto, in questo caso la proposta in questione…

    Stesso gioco di chi anche nelle battaglie ideologiche vuole amicarsi il Papa prendendo qualche pezzo di qualche frase di qualche testo e buttandolo al porcile dei media..

    Le motivazioni a favore della vostra tesi fanno acqua…non sono convincenti per cui ci buttate dentro Francesco…

    • Hugo ha detto in risposta a Enigma

      Mah, commento un po’ di reazione…il Papa lo vedo citato di contesto, per introdurre il tema della laicità positiva. Si può sapere dove fanno acqua le motiviazioni e dove non sono convincenti? A me non piace il pugno duro su questo argomento e sono d’accordo nel difendere il diritto di appendere una croce ma evitando richiami fascisti al cristianesimo di Stato. Tu invece? Parliamo di ragioni e motivazioni, non di “a favore” o “contro”.

      • Enigma ha detto in risposta a Hugo

        Per caso l’articolo lo hai scritto tu?

      • Enigma ha detto in risposta a Hugo

        il Papa lo vedo citato di contesto, per introdurre il tema della laicità positiva.

        Peccato che hanno cambiato l’immagine…

        • Hugo ha detto in risposta a Enigma

          Ti vedo un po’ troppo combattivo…a che pro? Quale immagine? No non l’ho scritto io, l’hai scritto tu forse? Possiamo passare alle motivazioni ora?

          • Enigma ha detto in risposta a Hugo

            Veramente io ho solo commentato, sei tu che mi interpelli in modo un po’ arrogante….

            Non scrivo papiri, non e’ nel mio stile.

            • Hugo ha detto in risposta a Enigma

              Amico…rilassati, vengo in pace…io amigo. Ti ho chiesto di arogmentare la tua opposizione e mi rispondi che non scrivi papiri. Perfetto, scelta tua..però cosa importa che tu sei o non sei d’accordo? Dovresti esporre le tue ragioni se no siamo al “io favore”, “io contro” che non interessa a nessuno.

              • Enigma ha detto in risposta a Hugo

                Simone,hugo, Francesco o Riccardo.

                Io faccio quello che mi pare e se non ti interessa il mio parere passa oltre. Amigo.

  2. Sophie ha detto

    Voglio bene ai ragazzi della redazione ma quest’ articolo non ha senso visto che è stato scritto da cattolici.
    Io sono d’accordo sulla multa, d’altronde non si sta dicendo alla gente di andare per forza alla Santa messa. Scusate in questo periodo di tenebre e dove Satana la fa da padrone ci vogliono le maniere forti (se un crocifisso appeso è una maniera forte… mah). Dobbiamo tornare tutti a Gesù prima che sia troppo tardi. Il paradiso è una realtà a cui tutti dobbiamo ambire e dove tutti dobbiamo andare.

    • Hugo ha detto in risposta a Sophie

      Sono d’accordo che dobbiamo tornare da Gesù ma non lo si fa imponendolo per legge. Prova a pensarci, si genera l’effetto contrario…lasciamo che resti una scelta e difendiamo questa scelta e opponiamoci a chi li toglie, ma lasciamo fuori le maniere forti, l’imposizione, le multe, i guardiani statali dei crocifissi ecc.

      • Sophie ha detto in risposta a Hugo

        Se il crocifisso lasciamo che sia solo una scelta, allora da qui a neanche 10 anni non lo vedremo più da nessuna parte. Il simbolo della croce ha oltretutto un grosso potere esorcizzante, specialmente se benedetto. Per conto mio è da tappezzare tutto il Paese. E Dio è molto più di un’opzione.

        • LG ha detto in risposta a Sophie

          Non puoi fermare la secolarizzazione a colpi di obblighi e di multe. Nemmeno tappezzando le città…il rischio è l’effetto contrario.

          • Sophie ha detto in risposta a LG

            Ma gli altri non si fanno problemi a togliere i crocifissi (anche a suon di denunce), non ho capito perché noi ci dobbiamo fare mille pippe mentali per tenerli. Per una volta che c’ è un partito che vuol difendere la cristianità anziché darle addosso… noi ci lamentiamo pure. E allora ci meritiamo l’ avanzata dell’ ateismo e dell’ islam.

            • Hugo ha detto in risposta a Sophie

              Già ci sono appigli giuridici per opporsi a chi toglie il crocifissi ma non puoi farne una guerra di tribunali, avvocati, multe e vigilanti. La Lega difende la cristianità tanto quanto Asia Argento è la paladina della femminilità.

              Ps
              L’ateismo non lo fermi tappezzando la città di crocifissi ma lo aumenti solamente. La secolarizzazione la si ferma con una testimonianza credibile, è l’unica strada. Non cadiamo in questo tremendo inganno per favore.

    • Enigma ha detto in risposta a Sophie

      Sophia non discutere con chi non conosce neanche il significato o il potere di un crocifisso…

      Qualcosa che non puo’ essere tolta per legge o reinserita dove manca e’ ben lungi dal mettere in carcere o far pagare chi non la espone…

      Io comprendo la buona intenzione seppur rozza di far avere un minimo di rispetto per i nostri simboli.

      Davvero curioso che a lamentarsi siano i cattolici cristiani in nome della tolleranza, perche’ non affermare qualcosa vuol dire negarla e poi lo sappiamo come vengono rispettate le leggi in Italia, figuriamoci se non ci fossero…

  3. simone ha detto

    Come ho già scritto su facebook al contrario dei due amici qui sopra io sono d’accordo con questa posizione e con un piccolo sondaggio tra i miei amici cattolici ci ritroviamo tutti per l’idea del non imporre la croce. Che oltretutto passerebbe come la croce della Lega dato il durissimo momento politico quindi rovinando tutte le motiviazioni che ci sono sotto.

    • Enigma ha detto in risposta a simone

      La croce della Lega?

      perche’ prende il nome di chi la indossa? O la mette?

      Cosa fumi?

      Certo che se il sondaggio e’ tra i tuoi amici antileghisti fascisti xenofobi allora la dice lunga…

      Centro sociale?

      Lega =>male incarnato, se qualcuno la chiamasse Satana( magari qualche signorotto del PD) saremmo al massimo dell’apoteosi..

      • Enigma ha detto in risposta a Enigma

        Fascisti xenofobi e’ inteso ai leghisti che oramai viaggiano con sto nome e cognome.

        E se anche facessero per una volta una legge sensata andiamoci a trovare il peletto mentre il mondo brucia…

  4. Araldo ha detto

    All’autore di questo articolo mancano gli elementi minimi di dottrina cristiana.
    Molto ferrato invece in quelli democristiani.

  5. Dany ha detto

    Daniela Bernini
    Sono in genere sempre d’accordo con gli articoli di questo blog che adoro però stavolta, benchè ne comprenda le motivazioni ovvero la paura di imporre qualcosa per legge temendo che sia controproducente, non mi trova del tutto d’accordo. E’ giusto dire che esporre il crocifisso dovrebbe essere un diritto e non un obbligo però se non si da un segnale forte si finisce come con la questione dei presepi nelle scuole, ci sarà sempre qualche preside che si appellerà al principio di laicità e li proibirà. Lo stesso potrebbe succedere con il crocifisso, se voi dite che dovrebbe essere un diritto chi me lo garantisce questo diritto se mando mio figlio a scuola e il preside o le insegnanti decidono che va tolto? D’altronde la proposta di legge mica prevederebbe il carcere per chi non rispettasse l’obbligo, solo una pena pecuniaria. Capisco che, da un punto di vista politico, il fatto che sia la Lega a proporlo provochi a piu’ di qualcuno un mal di pancia pero’ questa proposta di legge non la vedo così sbagliata.

    • Hugo ha detto in risposta a Dany

      Dany rispondo a te e lascio perdere l’amico più sopra un po’ troppo su di giri.
      Io non credo che dando un segnale forte si possa imporre nulla culturalmente.
      Non si può imporre per legge il presepio, il crocifisso, la messa alla domenica, il battesimo, la visita in Vaticano una volta all’anno (sono esempi)…tutto ciò non migliorerà la situazione, soltanto con la testimonianza cristiana si cambiano le esistenze. Ci sono argomenti giuridici perché non venga tolto dalle pareti il crocifisso, ma oltre a questo non andrei.

  6. Umpalumpa ha detto

    E te pareva.

    Io capisco che si possa non essere leghisti. Neanch’io lo sono. Però ho la netta sensazione che qui siamo all’opposizione a prescindere.
    Del resto, notizia di oggi, vade retro salvini titolo di famiglia cristiana. Avete notizia di titoli simili per Bonino o Pannella?

    • Enigma ha detto in risposta a Umpalumpa

      Quando i leghisti sono il male, i comunisti cosa sono?…gli ebrei? I mussulmani?, i gay?

      Quindi oggi sono le categorie e il pensiero stereotipato ad essere condannato non piu’ la condotta di ogni singolo uomo?

    • LG ha detto in risposta a Umpalumpa

      Epperò io vedo scritto: “I grattacapi non arrivano tanto dalla Lega, la quale almeno su alcune specifiche tematiche è forse il meno peggio -o forse, il meglio- rispetto alla desolante scena politica italiana”: https://www.uccronline.it/2018/06/01/lega-5stelle-la-cirinna-diventa-pazza-ma-forse-e-lunica-buona-notizia/

      I giudizi falsi su Uccr guarda caso sono gli stessi che si riversano dalle stesse persone contro il Papa. E te pareva, mi verrebbe da dire.

      • underwater ha detto in risposta a LG

        Vero, ma i distinguo nei paragrafi 1-3 sono oggettivamente molto bizantini. Si è favorevoli e allo stesso tempo contrari, ma gli argomenti portati per essere contrari appaiono delle forzature.

      • Umpalumpa ha detto in risposta a LG

        Scusa LG non capisco questi toni aggressivi.

        Ripeto, leggendo questo articolo, ho avuto la “netta sensazione” che si cerchi di essere all’opposizione a prescindere. Questo perchè comprendo benissimo non essere leghisti (non c’è niente di male esserlo). Capisco anche criticare le politiche o leggi contrarie ai principi “cristiani”; come ad esempio l’apertura delle case chiuse. Però criticare una proposta di legge che vorrebbe mettere le croci nei luoghi pubblici – non che impone la conversione coatta di tutti i residenti italiani – non la capisco e mi da l’impressione, ripeto, che sia un’opposizione a prescindere.

        Poi, ovviamente, posso sbagliarmi (lo faccio minimo 3 volte al giorno). Tant’è che l’impressione viene (fortunatamente) un po’ meno leggendo l’articolo che mi hai linkato. Capirai che non posso ricordarmi o leggere tutti gli articoli di UCCR. Vorrei ma non posso.
        Bastava linkarmi l’articolo e dirmi “umpalumpa riflettici sopra”. E invece, come spesso accade, si va di “definizioni” varie stile “giudizi falsi”.
        Va beh, niente di nuovo…ripeto…te pareva.

        Questo argomento mi ha fatto ricordare cos’è successo recentemente in Baviera dove il governatore aveva proposto l’obbligo di esposizione della croce nei luoghi pubblici. Perfino i mussulmani erano d’accordo. Fra le voci critiche la sinistra, laicisti vari, mondo dei media e grossi esponenti del clero locale e nazionale cattolico e protestante.
        https://www.tempi.it/germania-baviera-crocifisso-musulmani#.W1l95LhGS9Y
        https://www.avvenire.it/mondo/pagine/crocifisso-negli-edifici-istituzionali-in-baviera-non-calano-le-polemiche

        PS. Vorrei “sfruttare” la tua conoscienza degli archivi: sai rispondermi alla domanda che facevo nel commento a cui hai risposto? Nel merito, sai dirmi se Famiglia cristiana ha mai fatto una copertina con scritto “vade retro Bonino” o “vade retro Pannella”?

        • Sebastiano ha detto in risposta a Umpalumpa

          O una con “Vade retro Vendola”
          O una con “Vade retro Cappato”
          O una con “Vade retro Cirinnà”
          O una con…

          • Sebastiano ha detto in risposta a Sebastiano

            O una con “Vade retro Gay Pride” (magari con una foto di quelli che hanno sfilato a Padova il 30 giugno con il crocifisso infilato proprio lì);
            O una con “Vade retro Capozzi” (segretario di non dico chi, beccato in flagrante a festeggiare in Vaticano)
            O una con…

            (mi fermo perché l’elenco sarebbe lunghetto…)

    • Umpalumpa ha detto in risposta a Umpalumpa

      Entrando nel merito, credo (ma è una mia opinione) che l’esposizione della croce nei luoghi pubblici sia paragonabile (con tutte le eccezioni del caso) all’esposizione della bandiera italiana, regionale ed europea (obbligatoria nei luoghi pubblici).

      La bandiera rappresenta, in sostanza, la nostra identità e storia. Questo non significa che tutti gli italiani siano concordi con quel simbolo o si sentano pienamente rappresentati dallo stesso ecc. Semplicemente si afferma un dato di fatto.
      Che lo vogliamo o no, siamo italiani, siamo siciliani/veneti/piemontesi, siamo europei.
      Esponendo queste bandiere, infatti, non si impone a tutti gli italiani di riconoscersi completamente nelle stesse. Pensiamo, infatti, ai movimenti di sinistra degli anni 60 e seguenti (contrari al concetto di patria e favorevoli ad una visione internazionalista, che poi voleva dire, nel concreto, sventolare la bandiera dell’Urss) oppure a tutti gli italiani o europei simpatizzanti verso vari movimenti indipendentisti (lega, altoatesini, sardi, scozzesi, valdostani, catalani ecc). Con l’esposizione della bandiera non si sostiene neppure di essere superiori o migliori agli stranieri nè, infine, si impone agli stranieri stessi la nostra nazionalità.
      Semplicemente, in maniera manifesta, esponendo la bandiera, esprimiamo la nostra identità, accettata o meno, condivisa o meno ecc.
      Io potrei pure voler essere essere messicano. Però inevitabilmente, che lo accettassi o meno, devo ammettere di essere italiano (a me piace essere italiano).

      Visto che “non possiamo non dirci “cristiani”” (B. Croce), l’esposizione della croce nei luoghi pubblici, a mio parere, non è tanto l’esercizio di un diritto, ma piuttosto l’espressione della nostra identità. Identità storicamente ancora più profonda e antica rispetto a quella italiana o europea. Attenzione, non dico che sia migliore o peggiore. Dico solo che è più radicata e presente da più secoli. Del resto lo stesso Giovanni Paolo II e BXVI, non a caso, parlavano di radici giudaico cristiane dell’Europa. Non per imporre qualcosa, ma solo per riconoscere un dato di fatto.
      Anche qui questa identità potrà non piacere a tutti. Però, ripeto, è un dato di fatto.

      PS: Visto che rifiutando la propria identità non si va molto lontani e visto che siamo nell’epoca degli outing e coming out, forse l’obbligo di esporre la croce nei luoghi pubblici può rappresentare un comingout liberatorio dell’intera Italia (aspettando che l’Europa faccia altrettanto).

  7. Roberto Reggi ha detto

    Ciao a tutti, ho dato una scorsa ai commenti e mi pare che per qualcuno non sia chiaro il focus del pezzo, che in sintesi credo sia: Crocifisso sì, ma no multa per chi non lo mette. L’iniziativa dell’on. Saltamartini è lodevole e in rinforzo della normativa vigente, ma forse è un po’ troppo eccessiva nei mezzi proposti per implementarla concretamente.

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