Coppia gay all’ergastolo per atroci abusi sessuali sui figli
- Ultimissime
- 20 Mag 2026

100 anni di prigione per la coppia gay “modello”: un tragico caso di abusi e pedopornografia, silenziato dai grandi media.
Un caso tragico e sconvolgente.
Una coppia omosessuale della Georgia, più volte presentata come famiglia arcobaleno modello, si è dichiarata colpevole di violenza sessuale aggravata nei confronti dei figli adottivi minorenni.
I fatti sono talmente gravi che i due sono stati condannati a 100 anni di carcere, senza possibilità di libertà vigilata.
Purtroppo di abusi su minori ce ne sono molti, anche all’interno di coppie eterosessuali. Ma se riguardano le famiglie arcobaleno cala sempre un sospettoso silenzio, anche a fronte di casi estremi come questo.
Tra i grandi media occidentali, il “New York Post” è un’eccezione.

Abusi della coppia gay “modello”
Quella di Zachary e William Zulock, tra l’altro, era una vera e propria casa degli orrori.
Una vicenda talmente atroce che il giudice Jeffrey L. Foster al momento di pronunciare la condanna ha accennato alla «profondità della depravazione degli imputati». La pena inflitta rispecchia le parole del giudice.
Le indagini sono partite nel 2022 dalla segnalazione allo sceriffo della contea di Walton (Georgia) di materiale pedopornografico caricato sul web da Zachary Zulock. La perquisizione ha trovato prove video del coinvolgimento della coppia gay in violenti abusi sessuali verso i figli adottivi.
Nei messaggi Snapchat, i due si vantavano addirittura delle violenze perpetrate sui figli minorenni prima di inviare i filmati online, spesso annunciando gli abusi sul web prima ancora di rientrare a casa (evitiamo di riportare le volgarità rintracciate dagli inquirenti).
L’ufficio del procuratore distrettuale ha chiarito che la coppia costringeva regolarmente i bambini ad avere rapporti sessuali con loro e filmava gli abusi per realizzare il materiale da condividere.
Oltretutto gli Zulock erano già al centro di un’indagine sulla pedofilia nel 2011, la quale venne inspiegabilmente archiviata.
I due minori, di 9 e 11 anni, erano figli di una coppia di eroinomani e un loro parente ha dichiarato che gli Zulock avrebbero scelto appositamente i due ragazzi a causa della loro vulnerabilità.
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Ciò di cui non vogliamo parlare
Nonostante il “bombardamento” di segnalazioni che ci giungono, evitiamo se possibile di pubblicare vicende simili. Non ci interessa farlo anche perché, purtroppo, violenze a abusi sono diffusi ovunque.
Eppure la frequenza nell’ambiente arcobaleno è inquietante tanto che ogni settimana emergono dalla cronaca locale notizie di questo tipo. Limitiamoci per esempio solo alle ultime settimane.
Pochi giorni fa una ricca coppia omosessuale -composta da Scott Drewitt-Barlow e Barrie Drewitt-Barlow, “primo padre surrogato gay” della Gran Bretagna-, è stata arrestata con l’accusa di stupro, violenza sessuale e tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale.
Il 16 maggio, il pedofilo transgender Marina Volz, incarcerato in New Jersey per aver prodotto materiale pornografico sadico con protagonista la propria figlia di 7 anni, ha preteso che il carcere femminile in cui è detenuto gli permetta di celebrare rituali di stregoneria nel cortile della prigione.
Il 2 maggio un importante leader del movimento LGBTQ+ canadese, Jake Tucker, fondatore dell’Innisfil Pride, è stato riconosciuto colpevole di sette capi d’accusa per tratta di esseri umani a scopo sessuale.
La settimana precedente, il trans Eric Ethington -noto anche come “Rose Inessa-Ethington” e attivista di spicco dello Utah con oltre 15 anni di esperienza nel movimento LGBTQ+-, è stato arrestato dopo essere stato espulso da Cuba per aver rapito il figlio biologico di 10 anni e averlo portato all’Avana con lo scopo di sottoporlo ad un intervento chirurgico di riassegnazione di genere.
A metà aprile, anche, l’ex sindaco di Gettysburg (Pennsylvania) e fondatore del “Gettysburg Pride”, Chad-Alan Carr, è stato arrestato per violenza sessuale e diffusione di materiale pornografico.
Selezione ideologica delle notizie
Se continuassimo l’elenco diventerebbe infinito e non vorremmo trasformare questi episodi, pur numerosissimi, in un’accusa indistinta verso il mondo LGBTQ+.
Sarebbe lo stesso errore che molti compiono quando attribuiscono a intere categorie le colpe di singoli individui, come accade costantemente nei casi di abusi in famiglia o da parte di esponenti religiosi.
Il problema, tuttavia, è un altro: la selezione ideologica delle notizie. Il silenzio sul tremendo caso degli Zulock lo dimostra.


















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