Lega-5Stelle: la Cirinnà diventa pazza, ma forse è l’unica buona notizia

Alla fine il governo giallo-verde è partito. Salvini e Di Maio, rappresentati dal premier prestanome, Giuseppe Conte, erano i vincitori delle recenti elezioni politiche e dunque gli unici autorizzati a governare. Il tremendo mal di pancia arcobaleno di Monica Cirinnà è un ottimo segnale, ma forse non c’è molto altro per ora.

I grattacapi non arrivano tanto dalla Lega, la quale almeno su alcune specifiche tematiche è forse il meno peggio -o forse, il meglio- rispetto alla desolante scena politica italiana. Piuttosto dal Movimento 5 Stelle e dalla sua modernissima trazione laicista e anticattolica. Comunisti 2.0.

Ai tanti cattolici che stanno gioendo per l’incarico a Matteo Salvini, ricordiamo la sua battaglia per la legalizzazione della prostituzione, con tanto di trans turco (alias Efe Bal) come sponsor leghista. E poi c’è il delicato e lacerante tema immigratorio sul quale il leader leghista è in rotta di collisione con la Chiesa cattolica. Perché tra l’immigrazione selvaggia e le ruspe salviniane, c’è di mezzo la carità cristiana «che non va confusa con un pericoloso buonismo», come ha recentemente spiegato il card. Camillo Ruini. Ai cattolici che invece si disperano per il neoministro dell’Interno, facciamo tuttavia presente il suo incondizionato appoggio al Family Day e le sue, questa volta, etiche e civili barricate al mondo Lgbt. E’ notizia fresca, ad esempio, che il leghista Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, ha finalmente reciso il legame regionale con Ready, il braccio politico della lobby arcobaleno, definendolo «indebito indottrinamento».

L’assegnazione del ministero della Famiglia e disabilità (seppur senza portafoglio) a Lorenzo Fontana, vicesegretario della Lega e vicepresidente della Camera dei Deputati, è la grande ed ottima notizia. Uno dei pochi politici cattolici eticamente coerenti, «in sintonia con Papa Francesco», come si è definito nel 2014. Ma leghista è anche il neoministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, che da dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Lombardia si è segnalato per aver tentato di introdurre manifesti Lgbt nelle scuole, in accordo con l’Unar.

Anche gli altri due ministeri eticamente delicati sono stati affidati da DiMaio&Salvini a personaggi preoccupanti. Il Guardiasigilli, l’avvocato Alfonso Bonafede (M5S), si è strenuamente battuto per le unioni civili, mentre Giulia Grillo, neoministro della Salute, è favorevole alla stepchild adoption (utero in affitto).

Ma le tematiche importanti sono anche altre, quelle economiche in particolare. Non siamo tuttologi e lasciamo commentare chi può farlo con autorità. Ognuno abbia le sue aspettative sul nuovo governo carioca, ma è saggio attendere di giudicare i futuri atti concreti. Per ora vorremmo limitare l’entusiasmo ma anche la disperazione, buone e cattive notizie non mancano. Ma, sopratutto, godiamoci la furia di New York Times, Repubblica, Amnesty International, Saviano, Boldrini, Cirinnà, Lo Giudice, Scalfarotto, Vittorio Zucconi, Lucia Annunziata, Alberto Melloni e tutto il tronfio apparato laico-catto-progressista. Impagabile, ma purtroppo non basta.

La redazione

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