Il Papa alla Sapienza: l’opinione dei docenti che bandirono Ratzinger

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UCCR intervista i firmatari de La Sapienza che si opposero a Benedetto XVI: cosa ne pensano di Leone XIV?

 

• E’ presente un aggiornamento del 14/05 in fondo all’articolo.


 

Perché Leone sì e Ratzinger no? Cosa dicono quei famosi 67 docenti?

Ci siamo posti queste domande quando è giunto l’invito per domani dell’Università La Sapienza di Roma a Papa Leone XIV.

RaiNews ha documentato la trepidazione e l’attesa tra gli studenti, tutto un altro clima rispetto al 20 novembre 2007.

Prima di leggere cos’hanno da dire oggi quei firmatari che respinsero Ratzinger nel 2007, ricostruiamo brevemente cosa accadde all’epoca.

 

Perché La Sapienza censurò Ratzinger?

Diciannove anni fa l’allora Benedetto XVI dovette declinare l’invito ricevuto dalla medesima università a causa delle dure contestazioni di 67 docenti e di alcune sigle di studenti.

Tutto nacque da una lettera del fisico ambientalista Marcello Cini, attivista di Sinistra Ecologia Libertà, pubblicata su “Il Manifesto”.

Cini polemizzò con l’invito a causa degli «studi del professor Ratzinger» che «non dovrebbero rientrare nell’ambito degli argomenti di una lezione, e tantomeno di una lectio magistralis tenuta in una università della Repubblica italiana».

Il fisico condannò in particolare la lectio di Benedetto XVI a Ratisbona sottolineandone la «pericolosità» politica e culturale e incolpandolo di «nascondere sotto lo zerbino» le Crociate, gli stermini, gli olocausti e tutto il tipico repertorio anticlericale di accuse ai cristiani.

Cini aggiunse anche che Ratzinger, «non potendo più usare roghi e pene corporali» avrebbe cambiato strategia utilizzando «l’effige della Dea Ragione degli illuministi come cavallo di Troia per entrare nella cittadella della conoscenza scientifica e metterla in riga».

Infine accusò (falsamente) il Papa di adesione al Disegno Intelligente creazionista e di ricondurre la scienza sotto la «pseudo-razionalità dei dogmi della religione».

 

 

I 67 firmatari

Alla lettera di Marcello Cini seguì l’adesione di 67 firmatari.

I docenti, quasi tutti del dipartimento di Fisica, espressero condivisione piena, affermando di non aver «nulla da aggiungere agli argomenti di Cini», salvo rincarare la dose con la citazione dell’allora Papa al lavoro di Feyerabend sul processo di Galileo.

Parole che, scrissero i firmatari, «ci offendono e ci umiliano».

Come abbiamo documentato, l’attuale Papa Leone XIV fu tra i primi a difendere Ratzinger dopo il discorso di Ratisbona e nel suo pensiero non si ravvisa nulla di particolarmente discordante dal contenuto degli studi del suo predecessore.

Come mai, quindi, i 67 docenti non hanno coerentemente protestato anche per sua la visita di domani a “La Sapienza”?

 


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Perché Leone sì e Benedetto XVI no?

UCCR lo ha chiesto ad ognuno di loro,

Non sono rimasti in molti, in realtà, in quanto la maggior parte è purtroppo deceduto (tra cui lo stesso Cini) o andato in pensione.

Tra quelli che abbiamo contattato, tanti sono sorprendentemente felici della visita di Leone XIV.

Il più netto e sintetico si è dimostrato essere Enzo Marinari, noto fisico teorico e computazionale: «Personalmente sono entusiasta della prossima visita di Papa Leone XIV in Sapienza», ci ha risposto. «E’ una grande gioia averlo con noi».

Il professore non ha però voluto spiegare perché non visse lo stesso entusiasmo con Benedetto XVI.

Altri ce lo hanno detto chiaramente, motivando il loro rifiuto a Benedetto XVI unicamente sul disaccordo nel concedere ad un rappresentante religioso l’apertura dell’anno accademico di un’università laica.

Il fisico Carlo Cosmelli, ad esempio, ha ricordato che «la nostra obiezione non era tanto sulla visita di un Pontefice alla Sapienza», ma che il Papa fu invitato «a tenere la prolusione di apertura dell’anno accademico».

Anche il collega Fernando Ferroni sottolinea che le lectio magistralis per l’apertura dell’Anno Accademico sono riservate alla comunità scientifica/umanistica, dicendosi contrario anche se fossero «affidate a politici nel loro ruolo».

Idem per un altro firmatario dell’epoca, il fisico Carlo Mariani, che si definisce «molto felice» della visita di Leone XIV e lo sarebbe stato anche allora se non si fosse invitato Ratzinger all’apertura dell’Anno Accademico.

La fisica teoria Valeria Ferrari si è unita ai colleghi ribadendo «di aver ritenuto inopportuno» affidare alla massima istituzione religiosa l’apertura delle attività dell’ateneo. «Questo», ci scrive, «era e rimane il mio pensiero».

 

L’obiezione di UCCR

Ad ognuno dei gentili docenti abbiamo dovuto però obiettare che se questa fosse stata l’unica motivazione per firmare quel famigerato appello, la protesta sarebbe anche potuta risultare comprensibile.

Ma, come abbiamo visto, la lettera di Marcello Cini e quella dei firmatari non chiedeva affatto di respingere Papa Ratzinger per tale motivo ma si concentrava sul pensiero e sul contenuto dei suoi studi.

Di fronte alla nostra obiezione, pochissimi degli allora firmatari hanno ulteriormente replicato.

Tra chi lo ha fatto, c’è il prof. Cosmelli che, con molta gentilezza, ha precisato che effettivamente tra i 67 professori nacque un disaccordo su cosa scrivere e a quali aspetti aderire rispetto alla lettera iniziale del collega Cini.

Tuttavia, anche in considerazione del poco tempo a disposizione, «la decisione fu di non commentarla o emendarla, altrimenti avremmo avuto 67 lettere diverse».

Queste interessanti parole ricostruiscono i fatti dall’interno ma non replicano all’obiezione da noi posta.

Rispetto a Leone XIV, Cosmelli confessa di non aver letto abbastanza i suoi discorsi e di non avere al momento né tempo, né desiderio di farlo essendoci «problemi, almeno per me, molto più importanti».

 

La gioia dei firmatari per Leone XIV

Il fisico Ferroni ci scrive invece che oggi ritiene «persino gradita» la visita di un Papa.

Sostiene infatti che il mondo è «cambiato profondamente» da allora, anche nelle «scelte che fa la Chiesa Cattolica con la sua indubbia e straordinaria capacità di interpretare il mondo».

Si dice «profondamente ammirato dal ruolo dei Pontefici nell’indurre «trasformazioni ed evoluzioni del mondo come lo conosciamo e dalla capacità di influenzare il corso degli eventi».

Al netto, però, di ciò che considera errori come, nel caso di Benedetto XVI, «la relazione con il mondo islamico». Rispetto all’attuale Pontefice, invece, confessa di provare «grande simpatia, ma sai…è anche laureato in matematica!».

Intuiamo quindi che anche per lui la lectio di Ratisbona ebbe un certo peso nel convincerlo a firmare la lettera di protesta. Si stupirà se sapesse che quel famoso discorso migliorò le relazioni tra cristiani e musulmani, come abbiamo ricordato recentemente.

Felice della visita di Leone XIV è anche Valeria Ferrari.

Pur non rispondendo alla nostra obiezione, intende manifestare «rispetto e stima per Papa Leone XIV», apprezzando in particolare i suoi interventi per la pace e «il modo in cui tiene il timone dritto a fronte delle provocazioni del bullo americano», cioè Trump.

Per questo, ci dice, «penso che una sua visita alla Sapienza non possa che essere benvenuta».

 

Una brutta pagina di storia

Le cortesi risposte dei firmatari non ci hanno tolto l’idea che, più che la presenza di un’autorità religiosa all’inaugurazione dell’Anno Accademico, nel 2007 furono il pensiero e la figura di Benedetto XVI a essere giudicati incompatibili con l’università romana.

Una brutta pagina di storia per il nostro Paese.

Siamo lieti invece di sapere che le cose sono cambiate anche per numerosi dei 67 firmatari dell’epoca e che, a distanza di quasi vent’anni, Leone XIV potrà rivolgersi anche a quella parte di comunità accademica che negò la parola a Ratzinger.

Siamo curiosi di scoprire se domani il Papa citerà Benedetto XVI.



 

AGGIORNAMENTO 14/05

Papa Leone XIV non ha citato Benedetto XVI nella visita di oggi all’ateneo ma ha lasciato ugualmente un messaggio profondo e molto “ratzingeriano”:

«Chi ricerca, chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, troverà Dio precisamente nella bellezza della creazione, in tante forme in cui Dio ha voluto mettere la sua impronta, in tutto quello che siamo noi, soprattutto come figli e figlie di Dio, creature fatte a sua immagine, ma anche nella sua creazione».

 

Autore

La Redazione

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16 commenti a Il Papa alla Sapienza: l’opinione dei docenti che bandirono Ratzinger

  • Traditio ha detto:

    Bravi bella l’inchiesta, un’idea geniale intervistarli come sempre siete avanti mille anni luce agli altri organi di stampa non solo cattolici.

  • Sergio ha detto:

    Mi spiace ma nelle risposte dei professori vedo parecchia ipocrisia e (scusate il termine) prostituzione intellettuale.
    La scusa dell’apertura dell anno accademico inoltre mi sembra una toppa decisa e costruita a tavolino all ultimo secondo per non fare brutta figura.
    Quello che è cambiato in questi 20 anni non è la chiesa, dato che appunto Prevost condivide il pensiero di Ratzinger, ma il pensiero all interno delle università.
    Cosa è successo in questi 20 anni? Che l’euforia per il movimento new atheist è evaporata (come il movimento stesso) schiacciata sia da dissidi e scandali all interno del movimento stesso (alla fine si è scoperto che gli adepti del movimento erano più bigotti e talebani delle persone religiose) sia dalla testimonianza di tantissimi scienziati e professori (molto più illustri del nostro Cini) che scienza e fede possono coesistere tranquillamente.
    Spero vivamente che Papa Leone citi Benedetto XVI nel suo discorso.

    • Elia ha risposto a Sergio:

      bravo sergio! mi hai tolto le parole di bocca (o dalla tastiera). E’ cambiato il clima culturale e quel violento e infantile anticlericalismo non esiste più se non in piccole sacche di resistenza mentre all’epoca era presente in tutte le redazioni dei grandi giornali. Forse per chi critica Papa Francesco dovrebbe pensare un po’ al ruolo avuto da lui nel disinnescare quell’odio verso la chiesa.

      • lorenzo ha risposto a Elia:

        Oggi c’è di peggio perché quel clima di ostilità alla Verità, per l’effetto francesco, è entrato nella Chiesa stessa: per Grazia ci è stato però donato un Leone come in Narnia!

      • Sergio ha risposto a Elia:

        Precisamente!
        In quegli anni ricordo bene che negli ambienti accademici se palesavi una fede (soprattutto cristiana) c’era il serio rischio di venire bullizzato e ridicolizzato. Specialmente dai “vecchi dinosauri” (perché se non eri ateo e anticlericale significa che non potevi essere un bravo scienziato) seguiti a ruota da vari adepti più giovani che in pubblico prendevano le distanze da fede e religione, poi nei corridoi e davanti ai caffè confessavano di essere credenti.

  • Beppina ha detto:

    Ratzinger rimane immenso e intellettualmente intrigante. Il tutto inversamente proporzionale a quello che restera’ , fra decenni, degli attori di quella presa di posizione classista e fascista del 2007.

  • Diego ha detto:

    Scrivete che quasi tutti i firmatari di quella lettera erano del dipartimento di fisica. Come mai un’adesione così compatta in quel dipartimento, diversamente dagli altri? Mi vien da pensare che tra i professori che nel frattempo sono deceduti o pensionati ci possa essere qualche alto barone particolarmente influente nel dipartimento di fisica e particolarmente anticlericale, che all’epoca pose il veto su questa questione e che adesso non è più presente nell’università. Questo spiegherebbe sia la compattezza del dipartimento di fisica all’epoca di Benedetto XVI, sia il cambio di rotta odierno con Leone. Anche perché il fatto che fosse l’apertura dell’anno accademico mi sembra abbastanza palesemente una scusa accampata così su due piedi per cercare di giustificarsi. A pensar male si fa peccato, ma spesso…

    • Elia ha risposto a Diego:

      Credo perché chi fece partire il tutto era Marcello Cini, un fisico e i suoi colleghi diretti vollero schierarsi con lui. Credo anche a quel che dice Cosmelli sul fatto che vi furono posizioni intermedie e diverse ma si dovette far uscire la lettera senza poter ascoltare tutti. Però oggettivamente se c’erano dubbi se aderire alle accuse di Cini come dice Cosmelli, allora bastava specificare che si opponevano solo per l’apertura dell’Anno Accademico e basta.

  • Gianfranco Golinelli ha detto:

    Il fatto è che il cristiano vive di fede in un DIO che è ,e dà vita a tutto il creato.
    L’ateo vive e crede in un ideologia umana inventata da qualcuno che si mette al disopra di tutti e che più delle volte non sapendo che strada prende si mette a dire contro a ciò che fanno altri che con tanto impegno e ricerca hanno costruito.
    È come il giullare che la prima volta fà ridere, la seconda volta un pò meno e la terza la gente se ne va.
    Anch’io una volta lottavo contro poi ho capito che andare contro si fà solo guerra.
    Ho preferito eliminare la parola contro dalla mia vita e l’ho sostituita con per AMORE e ho trovato la gioia e il bello della vita.
    Se si potesse cambiare anche nello sport la parola CONTRO con la parola CON quante famiglie potrebbero andare alla partita di calcio in serenità.

  • Mattia ha detto:

    Leone non fará menzione di Papa Benedetto xvi
    Credo solo di francesco

  • Paolo ha detto:

    La vicenda di Sapienza del 2008 non fu semplicemente un malinteso politico o una questione di “protocollo laico”. Simboleggiò una frattura culturale ben più profonda.

    Ciò che molti non potevano tollerare in Benedetto XVI non era solo la presenza di un Papa in un’università, ma la sua difesa di una ragione aperta alla verità, alla metafisica e al Logos – una ragione che si rifiuta di ridursi al mero calcolo tecnico o al proceduralismo scientifico.

    Come aveva previsto Augusto Del Noce, la secolarizzazione moderna non combatte più la religione principalmente attraverso la persecuzione, ma rendendo la trascendenza culturalmente irrilevante. Benedetto rappresentava l’esatto opposto: la convinzione che fede e ragione siano inscindibili e che la scienza stessa necessiti, in ultima analisi, di un orizzonte etico e metafisico per non diventare meramente strumentale.

    Ciò che colpisce oggi è che molti di coloro che un tempo gli si opponevano ora accolgono calorosamente Leone XIV. Forse questo rivela non solo un clima storico diverso, ma anche, indirettamente, quanto profetica fosse la testimonianza intellettuale di Benedetto.

    La sua risposta calma e umile nel 2008 – l’invio del discorso senza risentimento – rimane uno degli esempi più spendidi e profetici di carità intellettuale cristiana unita alla fermezza nella verità.

  • gladio ha detto:

    Papa Benedetto XVI no e padre Prevost si…ma chissà come mai.. Ricordo che Papa Benedetto XVI uomo buono e mite,oltre che un genio, fu vessato a reti unificate da quella parte politica che poi ha supportato con entusiasmo il cardinal Bergoglio prima e Padre Prevost oggi .Papa Benedetto , diversamente dal cardinal Bergoglio, non ha partorito ” Fiducia supplicans “, dove si sdoganano le benedizioni alle coppie omosessuali e nemmeno ha mai fatto i pubblici elogi alla sig.ra Emma Bonino ( corresponsabile di circa sei milioni di vite strappate al grembo materno ) definendola una ” grande italiana “.
    Un uomo, buono e mite, dicevo , che ha dovuto ingollare brucianti umiliazioni dal suo pseudo successore. Rammento cosa successe al suo motu proprio ” Summorum Pontificum” dove sdoganava la Messa in rito antico a cui teneva tanto. Un decreto che non offendeva nessuno e non dava fastidio a nessuno…a nessuno tranne a qualcuno, ben conscio che la Tradizione è, per un’ istituzione, come le radici sono per un albero , lo mantengono in vita.
    Ora, evidentemente ,a questo qualcuno quest’ albero dava molto fastidio ed ha pertanto annullato il ” Summorum Pontificum ” col ” Traditiones custodes “.
    Un’ azione questa che, riporta Padre Georg Ganswain, ” spezzò il cuore “al Santo Padre Benedetto XVI. In poche parole Bergoglio si è recato dal Papa, ha preso il ” Summprum pontificum” , lo ha stracciato e gli ha gettato i coriandoli in faccia…avesse almeno atteso che fosse morto!
    E c’ è chi si chiede chissà perchè Papa Benedetto no e padre Prevost si …

    • fabio ha risposto a gladio:

      ciao, io non sono ne uno studente ne un docente, ma in questi quasi 20 anni ne sono successe di cose che fanno dire sì a Leone e no a benedetto, e secondo me, un ateo e mai stato praticante, il merito è il papato di Francesco, che ha portato un clima di distensione anche tra i non credenti, e in ultimo le prese di posizione contro la guerra di prevost

  • Gladio ha detto:

    Ciao, hai detto bene, il ” merito ” è dell’ Antipapato di Bergoglio che, col suo psedoministero ha adagiato la Chiesa su posizioni anticristiche ( e antiumane) proprie di quelle forze che hanno e continuano a combattere ( e a deridere ) i valori Cristiani. Quanto a Padre Prevost ….ti consiglierei di non farti sedurre dalle sue mielose banalità. Co tro la guerra lo siamo tutti , e anche Papa Benedetto XVI lo era.

  • Marco ha detto:

    Avete pensato (voi di UCCR), oltre a cercare di nuovo i firmatari, a verificare quanti e chi di quei 67 erano/sono iscritti alla massoneria, oltre che a partiti e alle correnti della sinistra? (e, perché no, pubblicarlo?)…. Pensando, inoltre, che “forse” si sono sentiti “riabilitati” dal precedente pontefice? Diciamo che la mia è solo curiosità…
    C’è anche da pensare che Benedetto fu invitato dalla Sapienza per non rimanere indietro rispetto alla sorella di Ratisbona (visto che il Papa a Roma è a casa sua perché ne è il Vescovo) e che il rifiuto dei 67 fu anche l’occasione per dissentire con il rettorato e affermare la loro posizione lobbistica da quinta colonna. Due piccioni con una fava.
    In ogni caso, Benedetto e Leone al momento rimangono (intellettualmente parlando) molto distanti, benché l’attuale pontefice stia tentando di fare il trait d’union tra i due predecessori, e il discorso alla Sapienza (e non solo) lo mostra piuttosto chiaramente. Leone sta cercando la conciliazione tra due estremi ecclesiali e anche sociali rappresentati dai due pontefici precedenti, quello teorico (non dimentichiamoci che fu Ratzinger a scrivere di fatto la Fides et ratio) e quello immanente, eccessivamente immanente. Ma qui, a mio avviso, si aprirebbe un altro importante e lungo capitolo di discussione.
    Certo è che Benedetto nella sua lucidità profetica a Ratisbona raggiunse il suo culmine, andando coraggiosamente oltre la pura verità di fede.

    • gladio ha risposto a Marco:

      Commento da 10 e lode che mette in evidenza, a mio parere , la trappola mortale che l’ Antipapa Leone XIV sta tendendo alla Chiesa , quella cioè di miscelare in un unico minestrone , il magistero di papa Benedetto XVI con quello dei suoi pseudo successori, magisteri assolutamente inconciliabili in quanto diametralmente opposti. Lo scopo è di far accettare al popolo cattolico, in larga parte, ahimè, ormai rimbecillito dal relativismo e dal politicamente corretto, che sia possibile , anzi, auspicabile una pacifica convivenza, in seno alla Chiesa Cattolica , fra Cristo e l’ Anticristo.

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