La risurrezione di Gesù, evento inconcepibile per ebrei del I° secolo

sindonePerché la Chiesa primitiva ha applicato la parola “risurrezione” a Gesù? La domanda si pone perché non esisteva la concezione della risurrezione corporale ed individuale tra gli ebrei suoi contemporanei. La risurrezione per loro sarebbe accaduta a tutti i giusti alla fine del mondo, non prima di essa.

Uno tra i principali studiosi del Nuovo Testamento del mondo anglosassone, N.T. Wright, alla fine di una vasta indagine sul pensiero del popolo ebraico, e non solo, del primo secolo, ha proprio verificato tutto ciò: l’idea di una risurrezione del corpo era per loro impossibile e inconcepibile. «A differenza dei greci e dei romani», ha scritto N.T. Wright, «la morte non era vista dai Giudei come la liberazione dal mondo materiale, ma come una tragedia. Secondo l’insegnamento ebraico ci sarebbe stata una risurrezione corporale di tutti i giusti nel momento in cui Dio avrebbe rinnovato il mondo intero e rimosso tutta la sofferenza e la morte. La risurrezione, tuttavia, era solo una parte del completo rinnovamento del mondo e l’idea di un individuo resuscitato, nel bel mezzo della storia, mentre il resto del mondo continuava ad essere gravato dalla malattia, dal decadimento e dalla morte, era inconcepibile».

Il celebre storico ha proseguito: «Se qualcuno avesse detto ad un ebreo del primo secolo: “E’ stato risuscitato dai morti!”, la risposta sarebbe: “Sei pazzo? Come può essere? La malattia e la morte sono scomparse? La vera giustizia è stata ristabilita in tutto il mondo? Il lupo si è riconciliato con l’agnello? Ridicolo!”. L’idea stessa di una resurrezione individuale sarebbe stata letteralmente impossibile da immaginare sia da un ebreo che da un greco» (N.T. Wright, Jesus, the final days, Westminster John Knox Press 2010, p. 99). La speranza ebraica nella risurrezione dei morti era invariabilmente una speranza puramente escatologica.

Il lavoro di N.T. Wright è stato confermato dalla ricerca effettuata dal prof. Joachim Jeremias, celebre docente di Nuovo Testamento presso l’Università di Gottinga. Esaminando la letteratura ebraica, Jeremias ha concluso: «Nell’antico ebraismo non esisteva l’attesa di una risurrezione come un evento della storia. Certamente erano conosciute le risurrezioni dei morti, ma queste erano semplicemente rianimazioni per il ritorno alla vita terrena. Da nessuna parte nella letteratura giudaica si trova qualcosa di paragonabile alla risurrezione di Gesù» (J. Jeremias, “Die älteste Schicht der Osterüberlieferungen”, in Resurrexit, Libreria Editrice Vaticana 1974, p.194). Anche il teologo non credente Gerd Lüdemann ha ammesso che «l’analisi storica porta all’origine brusca della fede pasquale dei discepoli» (G. Lüdemann, Zwischen Karfreitag und Ostern in Osterglaube ohne Auferstehung?, Freiburg: Herder 1995, p. 27).

Soltanto una mente folle e autolesionista avrebbe scelto di inventarsi cose talmente inconcepibili se avesse avuto l’intenzione di convincere altri ebrei. C’erano strade ben più semplici a disposizione, non è così che si inventa. Inoltre, questo replica anche all’accusa di qualche scettico moderno secondo cui i discepoli avrebbero rubato il corpo di Gesù per far trovare vuoto il sepolcro. «Questo presuppone», commenta infatti N.T. Wright, «che i discepoli si sarebbero aspettati che gli altri ebrei fossero stati aperti alla convinzione che un individuo avrebbe potuto risuscitare dai morti. Ma niente di tutto questo era possibile. La gente di quel tempo avrebbe considerato una risurrezione corporale impossibile, esattamente come la ritengono molte persone del nostro tempo, seppur per motivi diversi».

Occorre anche considerare che secondo la legge dell’Antico Testamento, chiunque veniva condannato e appeso ad un albero era sotto la maledizione di Dio (Dt. 21.23), e gli ebrei applicarono questo verdetto anche ai condannati da crocifissione. Così, visto attraverso gli occhi di un seguace ebreo di Gesù del primo secolo, la crocifissione non era affatto la morte del proprio amato Maestro, ma una vera catastrofe: significava che, lungi dall’essere l’Unto di Dio, Gesù di Nazareth era semplicemente stato maledetto da Dio. Certo, nel primo secolo vi furono molti altri “rivoluzionari” che vennero giustiziati, ma, prosegue N.T. Wright, «nonostante la delusione, i loro seguaci mai sostennero che il loro eroe era stato risuscitato dai morti. La risurrezione non era concepibile come evento privato, i rivoluzionari ebrei il cui leader era stato ucciso dalle autorità e che erano riusciti a fuggire all’arresto, avevano solo due opzioni: rinunciare alla rivoluzione o trovare un altro leader. Affermare che il leader era tornato in vita, semplicemente non era un’opzione ragionevole. A meno che, naturalmente, fosse accaduto davvero così» (N.T. Wright, Jesus, the final days, Westminster John Knox Press 2010, pp.100-108).

C’è solo un ebreo che ha sostenuto di essere il Messia e i cui seguaci -andando contro la loro stessa concezione teologica- lo hanno inspiegabilmente proclamato risorto dai morti dopo essere stato giustiziato, venendo uccisi come martiri pur di testimoniare quel che avevano visto. E se avessero fatto questo semplicemente perché così realmente accadde?

La redazione

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48 commenti a La risurrezione di Gesù, evento inconcepibile per ebrei del I° secolo

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  1. Domenico M. ha detto

    Considerate che anche Muhammad, quando seppe dalle comunità cristiane d’Arabia questo fatto, lo considerò intollerabile, impossibile e perfino sacrilego, e infatti secondo i nostri fratelli islamici Gesù non è morto in croce. Il nobile Corano (uso l’aggettivo “nobile” senza alcuna ironia) lo nega esplicitamente, e la tradizione successiva ha addirittura ipotizzato che “in qualche modo” Gesù fu sostituito all’uopo da nientemeno che Giuda, trasfigurato in modo da assomigliargli.
    Anche nella mitologia dei popoli circostanti, nella lontanissima ipotesi che degli ebrei avessero voluto attingervi (ipotesi del tutto implausibile per chi conosce la diffidenza degli israeliti per i loro vicini, anche purtroppo odierna), non c’è nessun equivalente. Ci sono storie di semidei che muoiono temporaneamente, o vengono fatti a pezzi e poi riassemblati, ma nessuno ha mai avuto la fantasia, anzi diciamo la pazzia di ipotizzare un Dio che vive la morte vera, la distruzione vera del sé, e nel fare ciò risorge come uomo nuovo, ontologicamente superiore a quello che è morto, trascendente.
    Considerate che lo stesso Paolo, nella sua lettera ai Corinzi (che è di pochi anni successiva ai fatti) è il primo a dire che, vista dall’esterno, l’idea della resurrezione è da poveretti, una follia, e i cristiani dovrebbero essere compatiti.

    Infine, solo perché questo succedeva nella Palestina del I secolo, non vuol dire che i coevi fossero fessi o creduloni o pronti a bersi tutto. Gerusalemme era una città multiculturale, Cafarnao era il centro commerciale e culturale della Palestina, perfino Nazaret era vicina a Zippori che era una sorta di “città nuova” con tanto di teatro greco, si discuteva la filosofia di Socrate, Platone e Aristotele e la filosofia di vita più praticata era l’epicureismo. Insomma non è si fosse fra idioti o selvaggi che credevano a qualsiasi frottola, anzi!

    • lorenzo ha detto in risposta a Domenico M.

      Non dimenticare che i nostri fratelli islamici più tolleranti considerano noi cristiani dei falsificatori del “Vangelo”, i meno tolleranti dei politeisti.

      • Domenico M. ha detto in risposta a lorenzo

        È vero. Sostengono che i Vangeli originari contenessero un annuncio da parte di Cristo del futuro arrivo di Muhammad, che è stato poi artatamente rimosso; di fatto abbiamo migliaia di papiri e pergamene con tutto il Nuovo Testamento precedenti alla nascita di Muhammad e ovviamente Gesù non dice nulla del genere, anzi come ben sappiamo evidenzia di essere il Figlio definitivo… la parabola dei vignaioli omicidi non si chiude certo con il padrone che dice “ah be’, hanno ammazzato mio Figlio, gli mando un altro servo”…
        Non li chiamavo “fratelli” in senso teologico ma in senso umano.

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Domenico M.

          Sì è la manipolazione se non erro è quel Maometto che i cristiani hanno corretto che è lo Spirito Santo da quel che ho letto.

  2. Otto Von Brak ha detto

    Prove schiaccianti quelle della resurrezione: i discepoli mettono in giro una diceria che e’ contraira alla morale ebrea. Mi domando come fanno ancora oggi motle persone a non credere a jesoo.

    • Rantanplan ha detto in risposta a Otto Von Brak

      Redazione UCCR, ma lo volete bannare questo tizio?

      • Nemesis ha detto in risposta a Rantanplan

        Tizio? Ma voi siete troppo cortesi. Questo è uno di quei bambocci senza un briciolo di cultura accademica storica e filosofica che ragiona seguendo quel tipo di plebaglia del web da sesso droga e pastorizia e Andrea di pre e così sempre più giù. Bannate questo deficiente ignorante dal sito che è offensivo verso l’ impegno, la serietà, la fatica e la passione dei ricercatori oppure infilategli un biberon in bocca pur d’ insegnargli almeno il rispetto!

      • Padre Aldo ha detto in risposta a Rantanplan

        La resurrezione è un fatto storico, scientificamento provato e comprovata da testimonianze oculari. Ben una dozzina di pecorari mediorentali analfebeti di 2000 anni fa hanno visto e scritto. Otto vergogna !

        • Matteo ha detto in risposta a Padre Aldo

          una dozzina di pecorari mediorentali analfebeti di 2000 anni fa hanno visto e scritto

          Gli analfabeti hanno scritto. Applausi!

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Matteo

            @Matteo

            @Gli analfabeti hanno scritto. Applausi!”

            Ma vedi, Matteo, non ti hanno insegnato che , ormai, il principio di non contraddizione è superato? 😀

            Siamo solo noi poveri babbei che ci ostiniamo ancora a prenderlo per buono. 😉

        • Domenico M. ha detto in risposta a Padre Aldo

          Ma chi ti ha detto che erano “pecorari” e “analfabeti”? Guarda che la Palestina non era terra di selvaggi, era una zona cosmopolita e sede di una cultura ramificata ed evoluta, un crocevia del mondo allora noto in contatto tanto con la filosofia greca che con la cultura pratica romana, sia con il misticismo mesopotamico che con la mitologia egizia. Tarso, da cui proveniva Paolo, era sede della scuola di Atenodoro, precettore dell’imperatore Augusto. Gesù stesso visse in un sobborgo di Seffori o Zippori, una “città modello”, ricca, con ampio accesso alle culture greche e latine, con un vasto teatro greco che è stato recentemente dissotterrato.
          In generale, solo perché sono fatti successi 2000 anni fa, non vuol certo dire che i contemporanei fossero stupidi, o eccessivamente creduli, o pronti ad accettare qualsiasi fanfaluca. Perfino i cugini di Gesù lo presero per pazzo: è nei vangeli. I vari scribi erano uomini colti e informati dei fatti del mondo e della loro teologia, che come questo articolo di UCCR ha ben dimostrato rendeva quasi pornografica, inaccettabile e blasfema, l’idea di un Dio morto e risorto nel corpo.

          Dei quattro evangelisti: Matteo era un funzionario di un certo livello in grado di parlare sia aramaico che greco per ragioni di lavoro; Luca era un medico di etnia greca colto ed esperto di letteratura, nonché del genere storiografico; di Marco si sa poco, ma probabilmente scrisse il suo Vangelo a Roma e quindi presumibilmente ebbe modo di venire in contatto con la realtà metropolitana dell’epoca; di Giovanni si dice abbia trascorso la sua vita a Efeso, nella Grecia ionica, uno dei centri pulsanti della filosofia classica, dove si circondò di una scuola che ne trascrisse gli insegnamenti e i ricordi sul maestro.

          Come vedi, non erano affatto “pecorari analfabeti”. La lingua greca dei Vangeli non è irripetibilmente bella, perché i quattro evangelisti non erano madrelingua e comunque non erano scrittori di professione (del resto all’epoca anche solo trovare qualcosa su cui scrivere era un’impresa, l’atto di scrivere non era quotidiano come oggi!), ma ciò non inficia affatto la loro preparazione e lucidità.

        • lorenzo ha detto in risposta a Padre Aldo

          Non sei ancora stanco di essere preso a pesci in faccia?
          Non mi dirai che, oltre ad essere un degno allievo di chi è stato meritatamente insignito dello “asino d’oro”, sei anche masochista?

          • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a lorenzo

            Forse il motivo è che:

            Assioma
            Principio evidente per sé, e che perciò non ha bisogno di esser dimostrato.

            Il suo assioma primo è che Dio non esiste.
            Il suo assioma secondo è che Gesù non è Dio.
            Il suo assioma terzo è che i credenti in Gesù non ragionano in maniera intelligente e scientifica, vedi assioma 1 e 2.
            Il suo assioma quattro è quello di credere valori morali evidentemente difformi dal cattolicesimo, ciascuno dei quali è ancora assioma per definizione e quindi il contraddittorio religioso (si ritorna al punto 1 e 2) per ogni replica che riceve.
            Il suo assioma cinque è che il cattolicesimo deve scomparire e ogni religione deve scomparire.
            Il suo assioma sei è che è un combattente per la libertà dal cattolicesimo e in generale dalle religioni.
            Il suo assioma sette è che si diverte a scrivere e non gli importa nulla dei repliche di qualunque grado e tipo siano perché tanto provengono da gente che non rispetta l’assioma 1 e l’assioma 2, quindi viziate in partenza per quanto logiche possano essere nella dimostrazione diretta.
            Il suo assioma otto è provare la gioia del combattente che combatte contro il cattolicesimo e le repliche sono motivo di orgoglio che lo portano a sentirsi un eroe del pensiero laico, come i cristiani sono contenti (cito gli atti e Sant’Ignazio di Antiochia) per soffrire a causa di Cristo.
            Il suo assioma nove è continuare la battaglia ad oltranza perché la vittoria è certa.
            Il suo assioma dieci è perseverare ad oltranza negli altri assiomi appena detti.
            Il suo assioma undici (nuovo comandamento, riferimento a Cristo) è avere ragione.

            Come vedi è un ciclo infinito forse con un margine di compiacimento senza essere masochisti.
            E’ giusto rispondere ai suoi post non per lui ma per altri che leggono e che potrebbero lasciarsi convincere dalla ragione di costui o costei in alcune cose.

    • Vincent Vega ha detto in risposta a Otto Von Brak

      I discepoli mettono in giro una diceria contraria alla morale ebrea E si fanno ammazzare per essa E persino San Paolo, persecutore feroce della Chiesa primitiva, si converte proprio per una apparizione di Cristo risorto.

      Tutto questo dopo che il sepolcro venne trovato vuoto (cosa ritenuta storicamente reale dal 75% degli storici addetti ai lavori).

      Ora, i casi sono due:

      1) o gli apostoli hanno trafugato Cristo per poi avere delle allucinazioni ultrarealistiche che li hanno convinti che Cristo era risorto e che hanno convinto pure un nemico feroce della Chiesa primitiva come San Paolo ;

      2) oppure è risorto davvero.

      Ad ognuno la sua Fede, visto che nessuna delle due opzioni è dimostrabile aldilà di ogni ragionevole dubbio.

      • Domenico M. ha detto in risposta a Vincent Vega

        C’è un altro elemento da considerare secondo me. Nei Vangeli, ad essere proprio obiettivi, gli apostoli non ci fanno grande figura. Un sacerdote che conosco, volendo ironizzare sulle imperfezioni degli uomini di chiesa, mi disse che, fra i Dodici dell’Ultima cena, si contavano: un traditore, un rinnegatore, uno scettico, otto fuggiaschi e solo uno che si fece forza e andò ad assistere alla crocifissione di Gesù (il discepolo amato); per non dire che mentre Gesù si disperava nel Getsemani i nostri “eroi” dormivano alla grossa, oltre al fatto che specialmente nel vangelo di Marco (il meno edulcorato) i discepoli si mostrano piuttosto lenti di comprendonio nel capire le varie parabole e profezie.
        Molto meglio ne escono le donne, Maria in testa, e infatti anche questo è un elemento di radicale rottura con il pensiero piuttosto patriarcale dell’epoca: nessun evangelista menzognero avrebbe mai inventato, volendo difendere la propria fede, che delle donne furono più coraggiose e fedeli di undici uomini.

        Bene: come hanno fatto undici uomini così, sicuramente brave persone ma non del “tipo” antropologico dell’eroe o del missionario, a cambiare completamente carattere e inclinazione, se la risurrezione non è vera? Che motivazione avevano? Perché non si sono dispersi come i seguaci di tutti gli invasati della storia del mondo, quando vengono uccisi, arrestati o messi in manicomio – perché non sono restati dispersi, cosa che infatti avvenne?

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Domenico M.

          “Bene: come hanno fatto undici uomini così, sicuramente brave persone ma non del “tipo” antropologico dell’eroe o del missionario, a cambiare completamente carattere e inclinazione, se la risurrezione non è vera? Che motivazione avevano? Perché non si sono dispersi come i seguaci di tutti gli invasati della storia del mondo, quando vengono uccisi, arrestati o messi in manicomio – perché non sono restati dispersi, cosa che infatti avvenne?”

          Ma infatti l’unica giustificazione che si può addurre per continuare a non credere alla Resurrezione è che abbiano trafugato il corpo e poi si siano suggestionati al punto tale da avere delle allucinazioni ultrarealistiche che li hanno convinti della Resurrezione (e tale suggestione deve essere stata così contagiosa che ha coinvolto pure un nemico feroce della Chiesa come San Paolo).

          È l’unica spiegazione per continuare a non credere nella Resurrezione, perché pensare che gli apostoli abbiano mentito sacrificandosi per una menzogna che sapevano lucidamente essere tale è una idiozia che nemmeno un australopitecus afarensis potrebbe sostenere rimanendo serio.

          Perciò che gli apostoli credessero fermamente di aver visto Cristo risorto e di averLo toccato è una certezza (oggi non è messa in dubbio nemmeno dagli storici).

          Poi ad ognuno scegliere di credere sul “come” abbiano avuto tali esperienze, se perché Cristo è risorto davvero o per allucinazioni ultra realistiche che hanno colpito perfino nemici della Chiesa (che mai avevano conosciuto Cristo, e all’epoca le foto non c’erano) come San Paolo.

          Di certo la sicumera degli anticlericali su questo fatto è assolutamente ridicola, visto che la loro spiegazione alternativa che ho esposto io (l’unica sostenibile, visto che non è ipotizzabile che si siano fatti martirizzare per una menzogna sapendo che fosse tale, anche se questo ragionamento per il Q.I di gente come Ottovonbrak e già troppo complicato) sarebbe “miracolosa” tanto quanto la Resurrezione.

    • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Otto Von Brak

      Leggi solo quello che ti fa comodo e poi fai il tuo affondo, non leggi le risposte che ti vengono date nella loro completezza ma prendi solo quello che ti serve per un altro attacco che non alza né di un centimetro la discussione né l’abbassa. Se fossi così coraggioso come dici di essere e veritiero con te stesso ti metteresti in discussione NON per convertiti al cattolicesimo ma PER SINCERARTI di non soffrire di un disturbo psichiatrico che spazia dal DOC(disturbo ossessivo-compulsivo), al disturbo di personalità, alle psicosi, alla sindrome schizo-affettiva, alla schizofrenia nel caso peggiore. Ma quasi mi aspetto che tu mi dica non c’è dubbio della tua sanità mentale che è un fatto assolutamente certo ed indiscutibile. Peccato che una persona critica di se stessa è in grado di pensare e di credere non solo a parole “penso di non essere pazzo”, “tuttavia per il fatto che penso e dico questo potrei essere pazzo”: in poche parole è grado di fare autocritica di sé stesso e porsi il problema ultimo di essere malato per le sue idee anche se poi la sua analisi critica lo porta a scartare questa eventualità senza certezza assoluta.
      Ma vedi questo discorso:

      Sono Napoleone Bonaparte.
      Ma come fai ad esserlo, Bonaparte è morto.
      Vero, ma sono resuscitato.
      Conosci il francese?
      No, l’ho perso al momento della resurrezione.
      Conosci i tuoi parenti, Napoleone?
      No, al momento opportuno mi verranno in mente.
      Dove sei stato in esilio?
      All’isola di Giava.
      Ma non sei stato all’Isola d’Elba e poi a Sant’Elena?
      No, così dicono il libri di storia. Io sono stato a Giava.
      Ma ci sono le prove storiche?
      False, dalla prima all’ultima.
      Sei sicuro di essere Napoleone?
      Certo, glielo già detto.
      Potresti essere un altro?
      No, sono Napoleone.
      Se tu fossi Giulio Cesare sapresti il latino?
      Senta io sono Napoleone e nessun altro. Se lei pensa di prendermi in giro il pazzo è lei e tutti coloro che non mi riconosco per ciò che sono.

    • lorenzo ha detto in risposta a Otto Von Brak

      Adesso ti spiego, con tre semplici passaggi ma dubitando tu riesca a comprendere, perché credere nella Risurrezione è un atto di fede che non contrasta con la ragione.

      1 – Talune persone affermano che, dopo che Gesù era stato veramente ucciso in croce, lo hanno visto nuovamente vivo ma con un corpo dalle caratteristiche fisiche sconosciute.
      2 – Analizzati razionalmente i pro ed i contro, i cristiani ritengono che le persone asserenti di essere stati testimoni del fatto chiamato risurrezione sono degni di fede.
      3 – I cristiani credono che Gesù sia realmente risorto.

      P.s. A proposito di prove scientifiche, lo sapevi che la scienza odierna è arrivata alla conclusione che, riguardo a tutto ciò che esiste, è più quello che non conosciamo che quello che conosciamo?

      • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

        1 – Talune persone …
        2 – I cristiani ritengono …
        3 – I cristiani credono …

        E questi sarebbero argomenti che non contrastano con la ragione?

        …”riguardo a tutto ciò che esiste, è più quello che non conosciamo che quello che conosciamo?”

        Certamente! Ma la resurrezione non rientra né negli uni, né negli altri.
        Banale osservazione: se la resurrezione è un fatto reale, perché non è mai stata presa in considerazione nell’ambito di nessuna materia scientifica?

        • Anto1992 ha detto in risposta a Klaud

          E così davvero ritieni che un evento così unico e cosi strettamente metafisico possa essere indagato dagli attuali metodi scientifici? Saresti un po’ sciocco nel crederlo sul serio. Il tuo unico problema è che non riesci ad accettare il miracolo: partendo da questo assioma, inevitabilmente ti appenderai a ogni possibile alternativa pur di non considerarne un’altra -per l’appunto la Resurrezione- che logicamente tiene in maniera ferrea. Ti ricordo che se Dio esiste può esistere anche la sua azione diretta sul mondo, da noi percepita come miracolosa. Alla fine si torna lì: uno si spinge con la ragione fin quando può. Poi interviene la fede, l’unico vero motore pulsante delle nostre azioni quotidiane.

        • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

          – Tu affermi di aver visto un angelo.
          – Io non ti ritengo una persona che prende abbagli, con i piedi per terra, che non fa scherzi.
          – Io credo che la tua affermazione sia vera.

          Mi spieghi dove sarebbe il contrasto con la retta ragione?

          • lorenzo ha detto in risposta a lorenzo

            Chiedo scusa se ho posizionato erratamente il “non”:

            – Io ti ritengo una persona che non prende abbagli, con i piedi per terra, che non fa scherzi.

          • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

            Lorenzo
            Nel fatto che sia una tua opinione soggettiva.
            C’è un tale che fa giochi di prestigio in televisione: se devo dire la mia opinione soggettiva, pare che sia davvero in grado di compiere magie.
            Ci fidiamo della mia opinione o sarebbe meglio controllare le carte?

            • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

              E mi vorresti far credere che tu, avendo condiviso almeno uno (probabilmente tre) anni della tua vita con questo “prestigiatore”, non riesci razionalmente a distinguere se è trucco o “magia”?

              Se poi io ti ritengo una persona capace di farsi ammazzare sotto tortura piuttosto che dire anche una sola bugia, io razionalmente credo alle tue parole.

              Sbaglio?

        • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Klaud

          Perché una affermazione possa essere ritenuta storicamente valida se è tanto grande quanto la resurrezione di Cristo è necessario che non sia solo sostenuta dalla componente favorevole(in questo caso cristiana) ma anche da chi ne è avverso, ebreo, pagano, ecc. . Medesimo discorso lo si può fare sui miracoli di Gesù, perché vengano riconosciuti come tali sia i cristiani, sia chi è esterno alla comunità cristiana deve riconoscerli come tali, magari fornendo un’interpretazione alternativa sul come Gesù li faceva.
          Tuttavia sorge la domanda, se uno crede la resurrezione di Cristo e si oppone ad essa diventa un satanista e non avrà nessun interesse a dire che è storicamente avvenuta, pur sapendo che è vero, se invece se ne convince parla(mi riferisco all’epoca con un documento scritto) non è giudicato attendibile come fonte. Per quanto concerne i miracoli, se un ebreo del tempo dice di Gesù “costui faceva miracoli non perché era Dio ma perché agiva per mezzo del principe dei demoni, quindi stare lontano dai cristiani” questa testimonianza storica che sicuramente non ci giungerà in un papiro dell’epoca di 2000 ma in qualche scritto successivo di qualche secolo sarà automaticamente considerata una interpolazione fatta dai cristiani sul pensiero dell’autore precedente.
          In poche parole, per riassumere, perché si parli di risurrezione e miracoli a livello di scienza storica ci vuole la testimonianza di un non cristiano, ma solo un cristiano può credere ai miracoli e alla resurrezione, pertanto nessuna prova risulta e risulterà mai convincente per nessuno, perché anche se non ci fosse stata interpolazione sulle fonti ci sarebbe la presunzione di colpevolezza dell’autore non cristiano che parla dei miracoli di Gesù, cioè la presunzione di essere un cristiano che non si spaccia per tale allo scopo di mentire.

          • Klaud ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

            Delle tre risposte, qui sopra, solo la tua, Agostino, ha un fondamento di ragionevolezza. Ma alla fine salta fuori sempre il jolly della fede che risolve tutto.

            Anto92, sei così ferrato nella metafisica da poter dare dello sciocco a chi dubita? Attento, perché scivolare dalla Metafisica nella Patafisica è un attimo…

            • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a Klaud

              Guarda che la risposta migliore te l’ha data Lorenzo. La mia sottolineava solo che un cristiano necessariamente non può essere che considerato un illuso, un fanatico, un esaltato, un allucinato, un ignorante, un irrazionale, un non scientifico, e via dicendo.
              Supponi il caso che ti ha presentato Lorenzo.
              L’unico motivo che riesco a vedere per cui tu scarti le tre ipotesi di lorenzo è credere per assioma che la visione dell’angelo sia in realtà un’allucinazione del soggetto che te la riportata, anche se sai che è una persona che non mente e che ha i piedi per terra, quando ti riporta il fatto tu credi che abbia visto l’angelo, ma non credi all’angelo ma credi che sia un’allucinazione.
              Supponiamo per un momento per assurdo che un morto da tre giorni tuo amico ritorni in vita e ti dica ho visto Gesù Dio, ho visto, la madonna, ho visto gli angeli, ho visto i miei parenti e altre cose. Tu crederai al racconto di questa persona tua amica morta e ritornata alla vita terrena per morire una seconda volta o semplicemente dirai che per un fatto scientifico mai accaduto prima ed accaduto ora, per quanto se ne conosce dalla storia, ad un tuo amico è capitato questo fenomeno dalle leggi scientifiche sconosciute e che per quanto egli dica di aver visto quello che ha visto il suo è solo la costruzione mentale del suo cervello che ha vissuto nello stato da morto, quindi non esiste né madonna, ne Gesù, né angeli, ma solo una pura illusione della mente vissuta dal soggetto dichiarato morto e ritornato indietro.
              La domanda infine è: perché ti da fastidio la resurrezione di Gesù Cristo, in che cosa la trovi stupida, in che cosa la trovi manchevole, in che cosa ti ha deluso?

              • Anto1992 ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                Che poi, Agostino, è la stessa cosa che avevo cercato di spiegargli precedentemente. E’ l’assioma che lo blocca, non altro.

              • Klaud ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                Agostino
                ”…La domanda infine è: perché ti da fastidio la resurrezione di Gesù Cristo, in che cosa la trovi stupida, in che cosa la trovi manchevole, in che cosa ti ha deluso?…”
                È semplicemente incredibile. Non mi dà fastidio più di quanto non mi dia fastidio uno che vuol far credere che riesce a piegare una chiave col pensiero.

                Si dà il caso che abbia effettivamente conosciuto uno che è morto e resuscitato. Lo conoscevo da anni ma non so quale fosse la sua posizione rispetto alla religione.
                Raccontandomi del fatto mi riferì tutte quelle cose già sentite: tunnel luminoso, vista da fuori del proprio corpo ecc. però concludeva che, secondo lui, era solo l’effetto del sangue che ritornava a circolare nel cervello.

                Lorenzo
                ”…Premesso che non troverai un cristiano, sano di mente, convinto che la Resurrezione sia dimostrabile scientificamente…”
                Mai pensato che sia dimostrabile scientificamente. Sono proprio le testimonianze che trovo totalmente inadeguate.

                Come dice Anto92, ‘poi si torna alla fede…’ appunto, quando gli argomenti languono.

                • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                  “… Sono proprio le testimonianze che trovo totalmente inadeguate”

                  E’ proprio questo il punto:
                  – io, razionalmente, valutati i pro ed i contro, decido che i testimoni sono attendibili:
                  – tu, razionalmente, valutati i pro ed i contro, decidi che i testimoni non sono attendibili.
                  – Quale delle due scelte è in contrasto con la razionalità?

                  • Klaud ha detto in risposta a lorenzo

                    Vuoi dire che uno che crede alle storie di chi dice di essere stato rapito dagli alieni è degno di fede quanto chi non gli crede?
                    Continui a non capire che non è l’opinione soggettiva che conta, ma la bontà delle prove.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                      Tu saresti disposto a non credere se razionalmente arrivi alla convinzione che il tizio non mente, non ha tare psichiche e non ha sognato o immaginato?

            • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

              Premesso che non troverai un cristiano, sano di mente, convinto che la Resurrezione sia dimostrabile scientificamente,
              non mi hai ancora spiegato perché ritieni che il prestar fede alle parole di persone delle quali si è razionalmente certi che non mentano, sia in contrasto con la retta ragione.

              • Francesco Agostino Fassi ha detto in risposta a lorenzo

                Tuttavia aggiungiamo che per forza ci devono essere fatti collaterali che sebbene non probanti forniscono qualche elemento a riguardo. Se nulla veramente fosse accaduto dopo la resurrezione e nulla fosse riscontrabile dalla scienze si dovrebbe dedurre che nulla è accaduto. Se c’è stata una causa (La resurrezione) ci devono essere degli effetti, riscontrabili dalle scienze, per le quali vale il principio di causa-effetto; forse dagli effetti non si può dedurre con assoluta certezza la causa prima, anzi diamone la certezza e lasciamo a Dio il dono della Fede in Gesù Cristo Signore, ma il presunto silenzio dei secoli di cui si parla in merito a Gesù dopo la morte e sui primi cristiani non mi convince, anche perché a partire dal quadrato di Pompei non c’è stato l’assoluto silenzio, per fare un esempio, o la mitologia di Ercole nel I secolo dopo Cristo che subisce la crocefissione mi lascia intendere che effetti vi siano stati.

                • lorenzo ha detto in risposta a Francesco Agostino Fassi

                  Dimostrare scientificamente è un conto, prendere atto dei fatti collaterali è un altro.

                  La tomba vuota,
                  i teli afflosciati (κείμενα),
                  il sudario avvolto a parte,
                  i soldati non puniti per negligenza ma pagati per tacere,
                  le dicerie messe in giro per accusare i discepoli di aver rubato il corpo,
                  la diffidenza dei discepoli che si arrendono solo all’evidenza,
                  Gesù che appare a cinquecento persone contemporaneamente,
                  il sinedrio che non contesta in alcun modo le parole di Pietro sulla risurrezione di Gesù..

                  sono fatti collaterali che, pur supportano la fede nella Resurrezione, non possono dimostrarla scientificamente.

  3. Dom ha detto

    Grazie per il lavori che svolgete, UCCR! 🙂

  4. Michele ha detto

    Bell’articolo, grazie. Approfitto dello spazio per porre una domanda relativamente alla credenza nella risurrezione dai morti nell’ebraismo del tempo. Se è vero che gli ebrei di allora (neppure tutti, i farisei sì, i sadducei no, mi pare di ricordare) credevano in una risurrezione alla fine dei tempi, non mi quadra tanto il perché, quando Gesù chiede cosa la gente dice di lui, alcuni gli rispondono che Lui è Elia o Giovanni Battista redivivo. Quindi anche parte dell’ebraismo del tempo credeva nella risurrezione dai morti già prima della fine dei tempi? Oppure si tratta di un risurrezione “alla Lazzaro”, ovvero Elia e Giovanni Battista che tornano in vita per un certo tempo e dopo alcuni anni muoiono definitivamente?

    • Veronik ha detto in risposta a Michele

      Non conosco la risposta e su questo sito ci sono persone molto più preparate di me. Però mi sembra che Gesù chiede una cosa diversa: In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Gesù parla del Figlio dell’uomo come se non fosse lui, chiedendo appunto chi la gente creda che sia questo essere…solo dopo aver ricevuto le risposte, parla di sè: “Ma voi, chi dite che io sia?”. In questo modo collega il Figlio dell’uomo alla sua persona, non so se sono riuscita a spigarmi però.

  5. Max ha detto

    Alla Resurrezione credo, ma mi chiedo se la stiamo mettendo troppo semplice qui.

    Se le indicazioni fossero cosi’ forti, se l’unica possibilita’ fosse quella degli apostoli che hanno trafugato il corpo e poi si sono auto-convinti di vedere il loro Maestro con delle visioni, non ci sarebbero atei “ragionevoli ed informati”, come Tim O’Neill o Joseph Hoffmann:

    https://rjosephhoffmann.wordpress.com
    http://armariummagnus.blogspot.com

    • lorenzo ha detto in risposta a Max

      Sono andato ai link ma non afferro il nesso.

    • Anto1992 ha detto in risposta a Max

      Max, non è questione di semplicità, prova a seguirmi. Considerando come praticamente certo il dato della crocifissione e quello della tomba vuota (e di questi due dati abbiamo prove a non finire), abbiamo alcune ipotesi – ragionevoli o meno- alternative alla Resurrezione. Qui abbiamo dei testimoni che negli anni immediatamente successivi allo svolgersi dei fatti proclamano a gran voce (nonostante sapessero la fine che aveva fatto il loro leader)l’avvenuta Resurrezione. La loro sincerità è, a mio modo di vedere, dimostrata senza dubbio dai rischi che furono disposti a correre e dal martirio che furono costretti a subire. Possiamo affermare senza troppi problemi di logicità che queste persone credevano seriamente in quello che proclamavano e lo facevano a qualche anno di distanza dalla morte di Gesù (nessuna possibilità di mito). Ammettiamo che un tizio -chiunque esso sia- sia riuscito a rubare il corpo di Gesù dalla tomba e trasportarlo via. Ciò che rimane in ballo, ragionevolmente, è l’ipotesi della molteplice allucinazione o quella dell’avvenuta Resurrezione. Le allucinazioni sono fenomeni singolari, non comuni a più persone. San Paolo parla di addirittura 500 testimoni e ben sappiamo che lui all’inizio della sua esistenza perseguitava i cristiani. Come si può pensare che tutto questo fior fior di accurate testimonianze sia legato a delle semplici visioni, a delle allucinazioni di massa o a dei fenomeni psicologici di tale portata? Certo la ragione arriva fino a un certo punto, il salto successivo lo dà la fede. Ma razionalmente nessuno può sostenere che l’ipotesi Resurrezione non tenga,a meno che egli non sia prevenuto o semplicemente ignorante. Questo il mio modesto pensiero 🙂

      • Max ha detto in risposta a Anto1992

        Vedi, un ateo piu’ informato dei soliti ragazzini di internet ti ricorderebbe che Gesu’ era uno dei vari predicatori millenaristi che esistevano nella Giudea del I secolo. Vari pezzi del Vangelo si potrebbero interpretare in questo senso, esempio quelli con l’enfasi sul Regno che e’ vicino. I suoi discepoli non accettarono che Gesu’ potesse essere morto e si convinsero che fosse risorto. Non e’ cosi’ assurdo come sembra; sono stati documentati casi del genere.

        Inoltre, sempre il solito ateo potrebbe ricordarti che gli Atti sembrano indicare una setta con costumi inzialmente ancora molto simili al Giudaismo (es. astenersi da alcuni cibi, andare in Sinagoga, circoncisione) ma con i seguaci che piano piano si stanno convincendo di aver visto prima il Messia, poi un essere divino. I vangeli piu’ antichi parlano del Battesimo di Gesu’ mentre l’ultimo, quello di Giovanni, salta l’argomento. Perche’? I primi vangeli furono scritti quando i cristiani erano ancora convinti che Gesu’ fosse ancora un uomo, mentre quello di Giovanni fu scritto quando i cristiani erano gia’ convinti di aver incontrato Dio. Quindi il battesimo era un atto senza molto senso e si omette dalla narrazione. Lo stesso ateo ti ricorderebbe che la narrazione della Nativita’ in Luca e Matteo sono inconciliabili tra di loro, se non con forzature.

        Per quanto riguarda Paolo, ci sono stati anche all’inizio dell’Islam persone che inizialmente perseguitavano la nuova religione e poi vi sono entrati. La gente cambia opinione, ti verrebbe detto.

        Ripeto: credo nella Resurrezione. Ma l’argomento “tomba vuota”, “non e’ possibile che tutti ebbero allucinazioni”, “ci credettero veramente”, San Paolo, ecc… vanno maneggiati con cautela e da chi conosce benissimo le fonti storiche e la mentalita’ del tempo. Per fortuna nella Chiesa persone cosi’ ci sono, e questo articolo di UCCR va nella direzione giusta.

        Leggete gli scambi tra Tim O’Neill e Matthew qui:

        https://www.blogger.com/comment.g?blogID=6774463840913796679&postID=8969944631382426963

        • Cno ha detto in risposta a Max

          Max quali argomenti che fanno parte della tua conoscenza e della tua opinione personale ti portano a credere alla resurrezione?

          • Max ha detto in risposta a Cno

            E’ complicato dirlo.

            E’ possibile rispondere alle obiezioni di chi non crede. Da Martini a Ratzinger (per citare due persone che avevano punti di vista spesso diversi), sono arrivate buone risposte alle pur ragionevoli note degli scettici, come quelle che ho riportato, ed altre ancora.

            Ma rimane il fatto che uno crede per fede, vale a dire per fiducia nei confronti di chi ha riportato queste notizie e nei confronti del loro contenuto.

            Poi, come diceva il Curato D’Ars, “anche se in fin di vita mi dovessi accorgere che Dio non esiste, non mi pentiro’ di aver creduto nell’Amore Assoluto”.

  6. Agnolotto ha detto

    era talmente “impossibile da immaginare” che alcuni Ebrei se la sono,guarda un po’,immaginata. Ma dove li trovate i vostri “esperti” ?

    • Carmine ha detto in risposta a Agnolotto

      Hai presunto che se la sono immaginata, mentre l’articolo mostra con argomenti razionale che non possono averla immaginata. Il tuo commento è una fallacia unica, verresti bocciato anche al primo anno di scuola materna.

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