4 giugno: la città di Roma salva grazie al Vaticano

Liberazione romaIl 4 giugno di settant’anni fa terminò l’occupazione nazista di Roma, all’alba le prime pattuglie statunitensi entrano in città mentre i tedeschi lasciarono Ponte Milvio e la periferia settentrionale della città, quasi senza scontri con i partigiani.

Lo scontro si evitò, salvando numerose vite e la città di Roma. Oggi la tesi prevalente tra gli storici conferisce il merito all’intervento del Vaticano: «Fu concordata un’uscita pacifica delle truppe tedesche da Roma, con l’importante mediazione del Vaticano e il consenso delle componenti moderate della Resistenza», sostiene Davide Conti della Fondazione Basso.

«Le trattative diplomatiche con i tedeschi, condotte da Pio XII durante il periodo dell’occupazione, miravano non solo a salvare le persone ma anche a salvare la città, evitando la battaglia su Roma. Fu l’oggetto dell’incontro a maggio tra il Papa e il generale Rainer Stahel», afferma Anna Foa, docente ebrea di storia moderna all’Università La Sapienza. Una chiave di lettura che convince anche Alessandro Portelli, docente universitario e autore del libro “L’ordine è già stato eseguito” sulle Fosse Ardeatine: «Le forze monarchiche e la Chiesa operarono in maniera di evitare l’insurrezione, avendo paura che ne traessero vantaggio i comunisti e le sinistre e che ci fossero danni e sofferenze per la città».

Massimo Rendina, vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi), aggiunge: «L’intesa fu promossa dal Vaticano, che garantì ai tedeschi che potevano uscire dalla città senza essere attaccati. Infatti gli scontri armati furono pochissimi. Io ritengo che il Comitato di Liberazione Nazionale (Cln) si pronunciò a favore della non insurrezione, anche non sono state finora trovate documentazioni che lo provino».

Durante l’occupazione nazista Pio XII e la Chiesa cattolica hanno fatto moltissimo per proteggere gli ebrei romani, e non solo, nascondendoli nei conventi e nelle residenze vaticane. Lo ha testimoniato in questi giorni su “Repubblica” anche Giacomo Limentani, che allora aveva 9 anni e vide andarsene i tedeschi nascosto in un convento in piazza di Spagna. Tanto che il rabbino David G. Dalin ha affermato: «Durante il ventesimo secolo il popolo ebraico ha avuto un grande amico. Pio XII ha salvato più vite di ebrei di chiunque altro, anche più di Oskar Schindler e Raoul Wallenberg. Mentre l’80% degli ebrei europei morirono in quegli anni, l’80% degli ebrei italiani furono salvati. Solo a Roma, 155 conventi e monasteri diedero rifugio a 5000 ebrei. Almeno 3.000 vennero nascosti nella residenza pontificia di Castel Gandolfo. Seguendo le istruzioni dirette di Pio XII, molti preti e monaci resero possibile la salvezza di centinaia di vite di ebrei, rischiando la propria stessa vita. Il suo silenzio era una strategia efficace per proteggere il maggior numero di ebrei dalla deportazione. Un’esplicita e dura denuncia contro i nazisti sarebbe servita come invito alla ritorsione, e avrebbe peggiorato le disposizioni sugli ebrei in tutta Europa».

Lo storico Martin Gilbert, di origine ebraica e biografo ufficiale di Winston Churchill, nonché tra i più noti studiosi dell’Olocausto, ha a sua volta sostenuto: «Come storico ebreo ho a lungo sentito il bisogno di rivelare pienamente l’aiuto cristiano agli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale e la storia degli uomini che sono stati coinvolti nel salvataggio». Pio XII «ha ritenuto, a mio parere correttamente, che l’intervento diretto avrebbe avuto conseguenze disastrose nelle forme di rappresaglia e un’escalation di persecuzione. Quando le SS vennero a Roma, la Santa Sede prese sotto la sua protezione centinaia di migliaia di ebrei, accogliendoli in Vaticano e incoraggiando nel contempo tutte le istituzioni cattoliche a fare altrettanto. Grazie a queste iniziative meno di un quarto di tutti gli ebrei romani furono imprigionati o deportati. La Chiesa cattolica è stata al centro di questa grande operazione di salvataggio. Io la definisco un’opera sacra». Anche la già citata storica ebrea Anna Foa ha riconosciuto che «gli studi degli ultimi anni stanno mettendo sempre più in luce il ruolo generale di protezione che la Chiesa ha avuto nei confronti degli ebrei durante l’occupazione nazista dell’Italia».

La redazione

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21 commenti a 4 giugno: la città di Roma salva grazie al Vaticano

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  1. Alèudin ha detto

    Notizie ottime.

    mi chiedo se Martin Gilbert quando dice “centinaia di migliaia di ebrei” sia attendibile o sia un refuso.

    Prima David G. Dalin parla di migliaia.

    La sostanza non cambia, giusto per sapere.

    Grazie.

  2. Castigamatti ha detto

    Chissà perché certe cose nelle scuole non vengono insegnate…

    • Daniele ha detto in risposta a Castigamatti

      Perché nelle Scuole Superiori (tutte, Statali e Paritarie) la storia del periodo che va dagli anni ’30 del XX secolo fino ai giorni nostri, storia che dovrebbe essere insegnata con maggiore attenzione, visto che è quella che ci riguarda più da vicino, viene, invece, compressa in poche lezioni che si tengono tra maggio e giugno, cioè quando gli studenti di V superiore hanno la testa ormai presa dall’esame di maturità.
      Servirebbe che in IV Superiore si arrivasse non, come avviene oggi, al Congresso di Vienna (1815), ma si arrivasse, almeno, fino alla fine del XIX secolo, dedicando tutta la V Superiore ai secoli XX e XXI.

      Non è accettabile che gli studenti sappiano poco o nulla della II Guerra Mondiale, della Guerra Fredda (Muro di Berlino, Crisi della Baia dei Porci, ecc…), delle conquiste spaziali (da Yuri Gagarin fino allo Shuttle), delle varie guerre (di Corea, del Vietnam…), dei moti del ’68, della situazione politico-economica del Sudamerica, della Cina, dell’India, dell’Africa, della dissoluzione dell’Unione Sovietica, delle stragi di mafia, dell’11 settembre 2001, della storia dell’Unione Europea, ecc…

      Inoltre, un altro fattore è che nelle Scuole Statali si tende a dipingere sempre la Chiesa come “brutta e cattiva”.

    • Klaud ha detto in risposta a Castigamatti

      Forse perché non sono vere?
      O in alternativa aggiornate la pagina di wiki dedicata all’argomento. Lì di Vaticano non se ne parla.

      • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

        L’unica cosa non vera è la retorica resistenziale…
        Lo sapevi che talune formazioni partigiane perseguivano volutamente la rappresaglia tedesca contro la popolazione italiana per fini politici?

      • domenico ha detto in risposta a Klaud

        ma in effetti che vuoi che ne sappiano Conti, Foa e Rendina.
        Vuoi scrivere una lettera al Messaggero per smentirli dicendo che Wikipedia non ne parla? vediamo se la pubblicano.

        • Klaud ha detto in risposta a domenico

          E tu prova a inserirlo in wiki: vediamo quanto dura la rettifica. Se sì, l’accetto per buona.
          Per esperienza so che chi non c’era parla per sentito dire, chi c’era , racconta balle…
          non credo più a nessuno.
          Guarda la ‘verità’ sui fatti di Dongo (rispondo anche a Lorenzo), era tutta gente che c’era
          ma la fine che ha fatto l’oro e quella che ha fatto il capitano Neri e compagnia bella
          la sanno ancora solo loro.

          • LawFirstpope ha detto in risposta a Klaud

            Insomma, wikipedia fonte unica a prova di ideologia!
            Vien da chiedere a che serva stampare ancora i libri…

            • Klaud ha detto in risposta a LawFirstpope

              Non è una fonte unica, ma proprio perché tutti possono rettificare è difficile che sciocchezze possano passare inosservate. Spesso è interessante leggere la pagina di ‘discussione’ per vedere il dibattito e le tesi contrapposte.
              Qualsiasi libro, purché ben scritto, sarà superiore a wiki: una voce di wiki per quanto approfondita non supera le 10-12 pagine equivalenti di un libro. Con tutti i link facciamo 40-50 pagine: un opuscolo divulgativo. Quindi niente paura per l’avvenire dei libri.

              • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

                Il fatto che tutti possano rettificare rende wiki immune dalle sciocchezze o mette wiki in balia degli sciocchi?

              • Piero ha detto in risposta a Klaud

                No dico…
                Affermare che la rettifica su wikipedia e’ condizione sufficiente per la verita’ di una proposizione… Siamo all’assurdo dell’assurdo.
                Ti meravigliera’ sapere allora che su wikipedia ci sono scritte fesserie anche sulle regole dei tornei calcistici, e che rimangono tali (pattugliate dagli “autori) anche se il regolamento scritto della FIFA/UEFA dice diversamente…
                Ma cose da pazzi…
                http://wikiperle.blogspot.it/2013/03/chi-va-in-champions-league.html

                • Klaud ha detto in risposta a Piero

                  Capisco la gravità del problema, introdurre addirittura degli errori in quella che è la seconda fede nazionale!!! 😉
                  Scherzi a parte, non è così facile manomettere le pagine di wiki, entro un paio di minuti al massimo la modifica viene controllata. Te lo dico con cognizione di causa perché ho corretto e integrato alcune migliaia di pagine, non è il far west. Ma non credere che non ci siano anche ultrà cattolici a far danni.

                  • LawFirstpope ha detto in risposta a Klaud

                    Che in vari campi del sapere ci siano certe letture “mainstream” che tengono di più all’ideologia che alla verità è appurato.
                    Che i moderatori (e gli scrittori) di wikipedia ne siano immuni è a mio avviso arduo.

                  • Piero ha detto in risposta a Klaud

                    Scherzi a parte, non è così facile manomettere le pagine di wiki,

                    ma per favore!
                    Il sito che ti ho segnalato ne e’ pieno…
                    Affidarsi a wikipedia e’ come fidarsi di due persone che discutono in un bar.

              • domenico ha detto in risposta a Klaud

                ma di quali sciocchezze parli? ma ti sembra che Anna Foa o il vicepresidente dell’ANPI possano dire sciocchezze…
                Abbi il coraggio di scrivere chiaro e tondo che Anna Foa ed il vicepresidente dell’ANPI non sono credibili.

                • Klaud ha detto in risposta a domenico

                  Foa e Anpi non so chi siano e il mio discorso era impersonale. Requisito fondamentale: capire ciò che si legge e non dilatarlo indebitamente, evitando figure da cioccolataio.

          • lorenzo ha detto in risposta a Klaud

            Wiki è una buona base di partenza ma, a motivo della non attendibilità delle fonti e dei revisori, non fa testo.
            L’oro di Dongo? Chissà perché, ma mi sorge il dubbio che la componente socialcomunista del CNL ne sapesse più di quanto affermava.

    • priscilla ha detto in risposta a Castigamatti

      mai neanche un minimo accenno al genocidio degli armeni, che fece scuola ai nazisti

      • Piero ha detto in risposta a priscilla

        parzialmente vero: i nazisti appresero dai pogrom dei comunisti prima della guerra, e poi Stalin perfeziono’ ulteriormente la “tecnica” con le sue Purghe (alla faccia del “il comunismo almeno e’ piu’ equo“).

        • LawFirstpope ha detto in risposta a Piero

          Credo che priscilla si riferisse alla celebre frase che Hitler usò per vincere i dubbi dei suoi collaboratori: “Chi si ricorda più dello sterminio degli armeni?”

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