Il Vaticano non aiutò la fuga dei nazisti, è un’altra leggenda nera

Oltre la leggenda neraNiente di più di una “leggenda nera”, adattissima alla fantasia dei romanzieri, ma priva di riscontro nelle fonti storiche. E’ la tesi, diffusa nell’immediato dopoguerra e radicatasi nel tempo, di un coinvolgimento diretto della Chiesa – da papa Pio XII ai suoi più diretti collaboratori, dagli organismi umanitari alle diocesi e alle associazioni ecclesiali – nell’agevolare vie di fuga per i criminali nazisti dall’Europa liberata dagli Alleati.

Si intitola Oltre la leggenda nera. Il Vaticano e la fuga dei criminali nazisti (Mursia) il libro di Pierluigi Guiducci, docente di Storia della Chiesa presso il Centro diocesano di teologia per i laici “Ecclesia Mater” della Pontificia Università del Laterano, frutto di dieci anni di lavoro negli archivi di 14 Paesi diversi. La c.d. Rete Odessa avrebbe dovuto aiutare i nazisti a lasciare Germania, Francia, Croazia, Europa dell’est per imbarcarsi verso l’America latina, in particolare Argentina, Bolivia e Paraguay. Punto di snodo di questi itinerari erano i porti italiani di Genova e Napoli ed è qui che nasce l’ipotesi del coinvolgimento delle strutture ecclesiali impegnate nell’assistenza umanitaria alle centinaia di migliaia di profughi che si erano riversati in Italia dalle stesse zone.

«Occorre fare una distinzione», afferma Guiducci, «tra la fuga dei criminali e quella dei profughi». Questi erano privi di tutto: vestiti, cibo, denaro, documenti. Molti di loro erano apolidi, perché il territorio dal quale provenivano era passato sotto una diversa nazionalità. Verso questi uomini, donne, bambini segnati da vicende terribili e bisognosi di aiuto si profuse l’impegno delle organizzazioni umanitarie ecclesiali e non solo. «I criminali nazisti», prosegue Guiducci, «avevano sia soldi che conoscenze. Non va dimenticato che fino al 1943 e all’armistizio con gli anglo-americani, l’Italia era stata alleata del Terzo Reich e quindi i nazisti potevano muoversi con relativa facilità sul territorio». Le SS, inoltre, disponevano di una sezione specializzata per la preparazione di documenti: «Non avevano problemi ad assumere l’identità di un’altra persona, magari morta in un campo di concentramento. I criminali nazisti riuscirono a farla franca in molti casi, sia pure non sempre, perché si mescolarono ai profughi». Senza più divisa, con documenti falsi, in compagnia magari di moglie e figli piccoli, sfuggirono ai controlli.

Controlli – e questo è un altro punto rilevante della ricostruzione storica – furono poco severi per un mix di ragioni, pratiche e politiche. Guiducci ha lavorato sui testi delle direttive indirizzate in quel periodo ai prefetti italiani a proposito dei profughi: «L’idea centrale era: mandarli via il più presto possibile. L’Italia bombardata del dopoguerra non ha le risorse per accoglierli e mantenerli».

La “leggenda nera” dell’aiuto della Chiesa nella fuga dei criminali nazisti è servita anche a tenere in ombra le responsabilità degli Alleati in questa vicenda: «Gli Stati Uniti accolsero più di 2 mila nazisti utilizzandone l’intellighentia, tra l’altro, nel settore dellamissilistica e dell’intelligence». Era mutato, infatti, il quadro politico: «La nascita della Cortina di ferro e l’inizio della Guerra fredda resero necessario l’impiego di spie da inviare in Unione Sovietica: chi meglio degli ex nazisti che conoscevano quei territori e ne parlavano la lingua? Ci fu un silenzio complice: da un lato si portava in luce la Shoah, dall’altro si nascondevano i fascicoli degli eccidi nazisti negli ‘armadi della vergogna‘, girati verso il muro perché i resoconti non fossero trovati».

Da fonti quali gli archivi dell’intelligence inglese, che aveva messo a punto una macchina per decrittare i messaggi segreti dei nazisti, non risulta nulla a proposito di una “strada dei monasteri”, cioè rifugi costituiti da parrocchie, conventi e istituti religiosi che avrebbero ospitato i criminali in fuga: «I criminali nazisti» – afferma Guiducci – «furono aiutati dai loro complici che non erano strutture cattoliche. Nei report dell’intelligence non emerge la citazione di nessun convento o monastero. Non si può escludere che qualche criminale vi abbia transitato, ma questo è diverso dal sostenere che siano stati luoghi che abbiamo protetto la fuga con la volontà di coprire dei criminali. Questo non risulta da nessuna parte».

 

Qui sotto ne parla il prof. Guiducci

 

Chiara Santomiero, tratto da Aleteia 26/02/16.
(articolo inserito nell’archivio dedicato alla tematica Chiesa e nazismo).

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

14 commenti a Il Vaticano non aiutò la fuga dei nazisti, è un’altra leggenda nera

« nascondi i commenti

  1. L’autore ha sbagliato titolo, doveva intitolarlo semplicemente: “Il Vaticano e la fuga dei nazisti.”

    Vendeva sicuro molte più copie lasciando intendere…

    A parte gli scherzi, grazie per queste ricerche che aiutano a svelare la realtà

  2. Davey ha detto

    Sono molto sensibile al tema e mi fa sempre piacere quando si chiarisce ancora una volta che nazismo e cristianesimo non andavano di pari passo ma erano esattamente l’opposto. Hitler disprezzava i cristiani e il loro Dio, disprezzava la misericordia, non aveva religione. Chi lo indica come cattolico vuole solamente provocare, e dico tutto ciò da agnostico.

    • Katy ha detto in risposta a Davey

      Tutto fa brodo, Davey, a chi importa ormai della verità? Tutti i preti sono pedofili, il Vaticano era nazista, i cristiani perseguitati cercano appositamente il martirio provocando gli islamici e così via. Persone non cristiane che la pensano come te, che emergono dalla massa sono una rarità assoluta. Grazie di esistere.

  3. Mattia ha detto

    Come avevo commentato in un’altra occasione chi accusa la Chiesa di essere “nazista” per il (presunto) aiuto dato ad alcuni gerarchi a fuggire, glissa completamente sul sostegno dato dalle strutture ecclessiastice e dallo stesso papa al nascondiglio di ebrei e antifascisti durante la guerra.

  4. Francesca ha detto

    Significativa intervista a Miriam Zolli.
    Tutta la prima parte fa il punto sulla questione del comportamento del Vaticano (e di altri parti in causa) durante quel periodo storico https://www.catholicculture.org/culture/library/view.cfm?recnum=1067

  5. sara ha detto

    E’ tutta colpa nostra!!…tutte le disgrazie sono colpa della chiesa…che pizza sto copione…fossi ateo a furia di sentirlo mi convertirei al cattolicesimo per disperazione..

    • Klaud. ha detto in risposta a sara

      Il solito cliché dell’ateo disperato… forse vi aiuta come autogratificazione, ma ti assicuro che è solo nella vostra testa.
      E quale sarebbe la logica del tuo ragionamento?

      • sara ha detto in risposta a Klaud.

        Forse mi sono espressa male…il mio era un ragionamento ironico..come per dire che ormai tutti i problemi di qualsiasi genere sono attribuite alla chiesa o alla sua dottrina…e questa cosa mi ha stancato…solito copione…pedofili = preti. Femminicidi= mariti. aborto=mancanza di contraccezione imposta dalla dottrina. Suicidi omosessuali= colpa Dell societa’ bigotta. Insomma da qualsiasi parte si guardi i fenomeni non noti che c’è sempre un’ attribuzione alla dottrina. In sostanza quello che vogliono inculcare e’. Il problema è La Dottrina imposta dalla chiesa che non permette all uomo di essere felice perché lo limita. Dunque c e’ da stancarsi e dico che persino un ateo non capirebbe tutto sto attacco alla chiesa quasi morboso, tanto e’. Vero molti ste o nn credenti condividono la contrarietà ad aborto, eutanasia , divorzio, utero affitto ecc…semplicemente per riconoscendone la mancanza di valori anche laici se vuoi ma prettamente umani e in larga scala universalmente condivisi. Quando ci si accanisce nel cercare di attribuire la contrarietà con qualcosa legata solo alla morale cristiana considerata bigotta e arretrata credo sia ormai palese che la questione e’ un altra. La persecuzione Dell chiesa e dei cristiani..secondo me , vera minoranza sempre e comunque perseguitata Nell storia ieri come oggi in ogni forma, per un semplice motivo: Perché rappresentano cristo, insegnano cristo..e cristo che fine ha fatto?…dunque non mi stupisco che tutto sto attacco arriverebbe a far convertire anche un ste che stanco del solito copione si inizierebbe a interrogare del perché. Piuttosto di un accanimento tale da portarlo a scoprire cristo e forse se stesso fino alla conversione. In sintesi, nel messaggio sopra, volevo dire solo questo…va bene come argomentazione?…e per la precisione: Io non sono atea. Per cui o non hai capito la mia ironia o l ho scritta male io.. In ogni modo, questo e’ quanto.

        • Klaud. ha detto in risposta a sara

          Lo avevo capito che non sei atea, e anche che ci fosse dell’ironia che però non avevo afferrato: essendo ateo non capivo per quale motivo dovrei diventare credente in una chiesa sotto attacco. Il discorso sarebbe molto lungo, specialmente su un blog, ma tu unifichi tutto sotto l’aspetto di un attacco alla dottrina: gli attacchi sono certamente molti, e molti non hanno nulla a che fare con la dottrina. Dovresti trovare un ateo di buona qualità e, discutendo, credo davvero che qualche punto di vista verrebbe chiarito e corretto. 🙂

  6. Francesca ha detto

    No, tutta colpa nostra no. Tuttavia delle riflessioni equilibrate (e senza tragedie) fanno sempre bene quando si leggono i processi storici. Riflessioni tipo la seguente http://www.haaretz.com/israel-news/we-have-been-obstinate-1.388701

« nascondi i commenti