Il mea culpa di Socci. Grazie Antonio, ora ti riconosciamo

antonio socci«D’ora in poi, se mi occuperò della situazione della Chiesa, eviterò accuratamente di usare espressioni che possano involontariamente alimentare animosità e rancori». Un imprevedibile colpo di scena: Antonio Socci depone le armi.

Dopo quattro anni di viscerale istintività, ieri abbiamo riconosciuto l’intellettuale cattolico che conoscevamo. «Non sono uno a cui non piaccia il confronto, anche vigoroso e polemico», ha scritto sul suo sito web il giornalista, il più seguito animatore dell’odierno antipapismo. «Ma quella a cui stiamo assistendo è ormai una sorta di guerra civile tra cattolici, una criminalizzazione reciproca in cui non si ravvisa più molto di cristiano. E non va bene. Non si può andare avanti così».  Un bel gesto, gli fa onore. Forse una lettura un po’ esagerata della situazione, lo storico Enrico Galavotti parla più correttamente di “microcosmo antibergogliano” rumoroso e militante, al quale si sta opponendo un numero sempre maggiore di cattolici che finora hanno sopportato silenti.

Ma i toni sono troppo alti, è da mesi che lo diciamo cercando anche di correggere le infamanti strumentalizzazioni e falsificazioni del pensiero di Francesco, a costo di entrare nell’arena inimicandoci alcuni nostri stessi lettori. Socci però ha sorpreso tutti, annunciando il cambio di registro per non voler più «contribuire a questo clima da “guerra civile fra cattolici”». Perché, lo ammette, «ho dovuto constatare che nei confronti di papa Bergoglio, in particolare nei social, vengono usate da alcuni delle espressioni che sono del tutto inaccettabili». E, ha proseguito, non bisogna «usare parole o giudizi che travalicano la normale e corretta critica». Le pesanti offese, aggiungiamo noi, sono purtroppo rivolte anche ai cardinali Burke e Caffarra, come abbiamo dovuto constatare prendendo le loro difese.

Crediamo alle sue buone intenzioni ma, per restare fedele alla sua promessa, dovrebbe riconoscere che gran parte di queste inaccettabili espressioni contro Francesco sono uscite prima di tutto dalla sua stessa bocca. Solo tre giorni prima, ad esempio, parlava di «regime dispotico bergogliano», di un Papa amante dei «leccacalze che va su tutte le furie quando qualcuno osa confrontare il suo spietato dispotismo con la proclamata misericordia!». Questa non è una normale e corretta critica. In questi anni il giornalista di Libero ha accusato Papa Bergoglio di qualunque cosa: complicità ai dittatori anticristiani, di voler distruggere la Chiesa, di favorire l’aborto e la distruzione della famiglia, di odiare i cattolici, di sfruttare i poveri per farsi bello ecc. Francesco è stato indicato come responsabile diretto di ogni evento negativo: dai preti pedofili all’abbandono delle vocazioni, dai discorsi controversi di un prete in periferia ai titoli sbagliati di una testata cattolica, dagli attentati terroristici al calo demografico. Contro il Papa ha usato estrapolazioni di frasi dei suoi predecessori, di santi e mistici, accompagnate da sgradevoli fotomontaggi. Senza parlare della guerra civile che il giornalista ha mosso contro i colleghi cattolici di Avvenire e di Vatican Insider.

 

libri socci bergoglio

 

Da questo piccolo estratto, si capisce l’importanza dell’annuncio di Socci di voler intraprendere un comportamento cristiano: «Ho deciso di tirarmi fuori da questa mischia, eviterò accuratamente di usare espressioni che possano involontariamente alimentare animosità e rancori, cercando le espressioni che più invitino al dialogo fraterno. E vorrei che questo “codice” fosse condiviso, così da riportare il confronto dentro i binari cristiani».

Rilanciamo il suo invito a pregare per il Santo Padre, perché possa essere più chiaro possibile nei suoi pronunciamenti, evitando qualunque incomprensione o ambiguità. Una preghiera anche ai “confusi”, perché affrontino la loro confusione non rivolgendosi a Facebook, ma ai riferimenti spirituali predisposti dalla loro diocesi locale, senza scaricare pubblicamente colpe su colpe al Pontefice. La perplessità su certi discorsi del Papa o su alcune scelte di governo è legittima se rispettosa, sappiamo tutti però che si è andati ben oltre alle “fraterne critiche” nella foga di voler correggere e redarguire il Vicario di Cristo dalla propria cameretta, in nome delle proprie effimere opinioni sulla dottrina cattolica e su cosa la Chiesa dovrebbe dire o fare. Il compito del cattolico è l’umiltà della figliolanza, non il relativistico ribellismo che conduce -questo sì-, alla confusione personale e altrui (sopratutto se si ha un certo seguito).

Chi non riesce a trattenere il livore, segua l’indicazione di Socci ad imitare lo stile rispettoso dei cardinali Burke e Caffarra. Proprio quest’ultimo, arcivescovo emerito di Bologna, ci ha lasciato un insegnamento magistrale (qui sotto).

 

Qui sotto le parole del card. Caffarra, uno dei firmatari dei Dubia (pubblicato anche sul nostro canale Youtube)

 

AGGIORNAMENTO 09/02/17
Purtroppo dopo solo poche ore, Antonio Socci si è già rimangiato la parola e ha ripreso a falsificare le parole del Papa, estrapolando una sua frase dal contesto per poterlo presentare in modo negativo. La diffamazione, quindi, prosegue e con essa la “confusione” dei suoi lettori.

bugie antonio socci

 
La redazione

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121 commenti a Il mea culpa di Socci. Grazie Antonio, ora ti riconosciamo

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  1. Flavio ha detto

    Mah speriamo bene, non se ne può più dei socciani che ti infestano la bacheca Facebook con i loro insulti e complotti. Sono contento se Socci è rinsavito ma dubito che il dannoso fenomeno che ha generato abbia intenzione di fermarsi…non sono persone capaci di un ragionamento autonomo e sono dipendenti totalmente dai giornalisti-vip che seguono per i quali nutrono un culto della personalità.

    guardate i commenti di venerazione estasiata che riceve Socci su Facebook qualunque cosa dica (gli stessi che ricevono Valentino Rossi, Laura Pausini e Carlo Verdone, perché alla gente “basta che sei famoso” e gran parte dei cattolici ragiona come il resto del mondo purtroppo), e tutti adulatori perché cancella le critiche, anche se rispettose.

    Se si può finalmente iniziare a parlare d’altro ne sarei molto contento, così uccr potrà tornare ad occuparsi di apologetica e di coloro che colpiscono la chiesa “fuori” dalla chiesa. ripristinando l’unità del mondo cattolico anche sui social.

    • Lory_89 ha detto in risposta a Flavio

      condivido tutto ci mancherebbe, so bene chi ha portato la confusione nella chiesa e non è certo il papa (come ha detto il cardinale Muller). Sforziamoci peró di non ripeterlo sempre e guardare avanti e all’unità, lasciando che a giudicare i colpevoli per questi anni bui sia il Signore.

    • Andrea Salvi ha detto in risposta a Flavio

      Scusate, ma fino a che non vedo non credo, a proposito di Socci

  2. Fabrizia ha detto

    Personalmente, mi aspetto che chi parla di Chiesa e Papa, cristiano, cattolico o anche no che sia, abbia una conoscenza – meglio se non minima – di ciò di cui parla. È un invito a tutti noi ad informarci e a conoscere ” le ragioni della nostra fede”. Abbiamo la grandissima fortuna di essere cristiani: cerchiamo almeno di sapere chi e cosa siamo.

  3. Divus Thomas ha detto

    Buongiorno, faccio parte di quei cattolici (pochi? molti?) un po’ confusi dall’attuale pontificato, con riguardo sia alle tematiche prevalenti sia alle modalità e a toni utilizzati, specie in riferimento alla Chiesa prima di Papa Francesco (per non parlare della Chiesa anteriore al Concilio Vaticano II).
    A tal proposito pongo alcune questioni a tutti, grato in anticipo a chi vorrà cortesemente rispondere.
    Secondo voi, un fedele cattolico può legittimamente interrogarsi sulla conformità del pronunciamento di un suo superiore (prete, vescovo, persino Papa) con quanto prevede la Rivelazione divina nelle sue due fonti (Sacra Scrittura e Sacra Tradizione)? Oppure ciò è precluso “a prescindere”?
    E se tale pronunciamento risultasse davvero in contrasto con la Rivelazione divina, oltre che con il Magistero dei Pontefici precedenti, come dovrebbe comportarsi? Tacere oppure chiedere delucidazioni?
    Infine, l’impianto teologico di stampo aristotelico-tomista resta ancora valido, oppure non è più adatto all'”uomo moderno” (qualsiasi cosa significhi questa fumosa definizione)?
    Grazie a tutti, e sia lodato Gesù Cristo.

    • Luca Triulzi ha detto in risposta a Divus Thomas

      1) Un fedele cattolico può interrogarsi su un pronunciamento di un vescovo e di un Papa.

      2) Per valutare in modo opportuno e veritiero la conformità di tale pronunciamento con la Sacra Scrittura o la Sacra Tradizione dovrebbe avere una competenza adeguata e teologica di Sacra Scrittura e Sacra Tradizione.

      3) Per osservare un contrasto con il Magistero dei Pontefici precedenti dovrebbe possedere una preparazione adeguata sul magistero dei Pontefici precedenti e sul loro impianto teologico. E non basta dire “l’ha detto il tal giornalista”.

      4) In caso di dubbi può chiedere delucidazioni al proprio confessore.

      • Divus Thomas ha detto in risposta a Luca Triulzi

        Grazie per la cortese e puntuale risposta.Per venire ad un caso concreto, mi trovo in difficoltà circa quanto segue.

        Familiaris Consortio al puno 84 afferma:

        “La riconciliazione nel sacramento della penitenza – che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico – può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, «assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi»”.

        Come possono quindi alcuni sacerdoti ammettere all’eucarestia persone che vivono una “nuova” unione (in realtà vivono in una situazione di adulterio permanente) comprensiva di regolari rapporti sessuali, oppure persone che non intendono rinunciare a porre in pratica attività di tipo omosessuale?

        • Lory_89 ha detto in risposta a Divus Thomas

          Divus Thomas: siamo noi i tuoi confessori spirituali? Ti potrei rispondere ma a cosa valgono le nostre opinioni? Una volta che tutti hanno detto la loro, cosa ci ricavi? Davvero pensi che un tema del genere possa essere affrontato adeguatamente in questo luogo e dato in pasto ai singoli commentatori, come si parlasse della partita dell’Inter dell’altra sera?

          • Ric ha detto in risposta a Lory_89

            Secondo me, invece, fai bene caro Divus a porre i tuoi dubbi. In un certo senso non c’è posto migliore. Rispondere non è un dovere: c’è chi non è in grado, chi non ha tempo, chi è pigro e chi preferisce non entrare nel merito. Ma magari qualche volenteroso lo trovi. Grazie per contribuire alla discussione.

            • Laura ha detto in risposta a Ric

              Si certo, buttiamo il magistero nell’opinionismo di Facebook! Ognuno dice la sua e poi mettiamo tutto ai voti come il Movimento 5 stelle!!!

              • riccardo mariani ha detto in risposta a Laura

                Noi non dobbiamo fare il magistero, dobbiamo comprenderlo. Senza confrontare opinioni differenti – cosa possibile solo grazie alla discussione – la comprensione è un simulacro e la devozione una maschera.

        • lorenzo ha detto in risposta a Divus Thomas

          Ipotizzo la mia risposta premettendo il copia incolla dell’inizio del messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2017:
          “Cari fratelli e sorelle,
          la Quaresima è un nuovo inizio, una strada che conduce verso una meta sicura: la Pasqua di Risurrezione, la vittoria di Cristo sulla morte. E sempre questo tempo ci rivolge un forte invito alla conversione: il cristiano è chiamato a tornare a Dio «con tutto il cuore» (Gl 2,12), per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore. GESU’ è l’amico fedele che NON CI ABBANDONA MAI, perché, anche quando pecchiamo, ATTENDE CON PAZIENZA IL NOSTRO RITORNO A LUI e, con questa attesa, manifesta la sua volontà di perdono…”

          Il Papa, anche il AL, mette sempre l’accento sul fatto che il perdono è per i peccatori che vogliono intraprendere un cammino per ritornare a Dio.
          Taluni hanno invece inteso che il Papa avesse esteso il perdono anche a quei peccatori che preferiscono vivere nel proprio peccato senza voler minimamente intraprendere un cammino di conversione.

      • Tex ha detto in risposta a Luca Triulzi

        Non concordo sui punti 2) e 3).
        Perchè su alcuni argomenti, non è necessario essere teologi per sapere dove sta il bene e dove sta il male.
        Un conto sono disquisizioni dottrinali molto approfondite e particolari. Un conto è la “morale” di base, i “fondamentali della fede”, la quale è “percepibile” sia dall’analfabeta come dal super dottore in teologia.
        Perchè la salvezza è a portata di tutti. Non solo di chi è un esperto in materia!

        Faccio un esempio.
        Mettiamo che un giorno un Papa affermi, che ne so in un’intervista, o in una omelia, o in un colloquio con qualcuno, qualcosa tipo: “Io penso che in alcuni casi, se qualcuno ha subito un gravissimo torto, tipo gli è stato ucciso il figlio, in casi estremi può anche vendicarsi magari uccidendolo, nel senso che se lo fa per vendetta potrebbe anche non commettere peccato” (scusate l’ipotesi estrema, ma è per rendere meglio l’idea); allora, di fronte ad un’affermazione del genere non è necessaria la laurea in teologia per esprimere un mio giudizio, no?
        Ecco, di fronte a ciò io non solo ho il dovere di non aderire a tale affermazione (che ne so giustificare una mia vendetta con un “l’ha detto il Papa”) ma anche, se capita l’occasione, difendere la verità dicendo che invece è contrario a Dio uccidere per vendetta.
        Non sono un sedevacantista. Non sono uno contro al papa. Purchè ovviamente non manchi di rispetto nei suoi confronti, e obbedendo a lui in tutto (a parte l’aderire a questa sua affermazione erronea). Poi se uno è anche Cardinale, ha il dovere di chiedere al Papa chiarimenti ed eventualmente correggere questa incongruenza, e se si configura un pericolo per la fede dei cattolici, farlo anche pubblicamente. Il caso di San Paolo “che resistette a Pietro” descritto nel Vangelo insegna questo.
        Questo il nodo che secondo me rimanda al caso di AL e ai dubia dei quattro cardinali. Voler sorvolare sulle incogruenze lì scritte e confermate in una lettera privata a dei vescovi argentini, che contrasta con l’insegnamento di sempre della Chiesa provoca un danno alla Verità e alla fede di molti cattolici.
        Perchè un Papa può anche sbagliare. Perchè l’assistenza che riceve dallo Spirito Santo, che lo “blinda” dall’insegnare cose erronee in tema di fede e di morale, vale solo in casi e circostanze ben specifiche.

        La verità, quando è minacciata, va proclamata senza paura, anche se a minacciarla è purtroppo il Sommo Pontefice. Purchè lo si faccia in spirito di carità e di obbedienza filiale verso colui che Gesù ha messo a capo della Sua Chiesa. Cosa che per anni non ha fatto invece Socci.

    • lorenzo ha detto in risposta a Divus Thomas

      Non dimenticare che il Papa è un gesuita di cultura latino americana.
      I gesuiti fanno voto di obbedienza al Papa.
      I gesuiti, per loro formazione, sono casuisti e situazionisti.
      I gesuiti latino americani sono la quintessenza della casuistica situazionista: se leggiamo le “reducciones” e la teologia della liberazione con il metro della nostra cultura occidentale arriviamo a conclusioni errate.

      Premesso questo, ti riporto ora il succo di un discorso di papa Francesco:
      – Domenica 15 novembre 2015 papa Francesco visita la Chiesa Evangelica Luterana di Roma;
      – In risposta alla domanda di una luterana sposata con un cattolico che chiede se è possibile accostarsi assieme all’Eucarestia, dopo aver detto che “… la Cena del Signore è il fine di un cammino o è il viatico per camminare insieme? Lascio la domanda ai teologi…”, usa parole dalle quali si potrebbe facilmente dedurre che non vede nulla di male se entrambi si accostano all’Eucarestia;
      – Conclude però affermando: ” IO NON OSERO’ MAI DARE PERMESSO DI FARE QUESTO perché NON E’ MIA COMPETENZA. Un Battesimo, un Signore, una fede. Parlate col Signore e andate avanti. Non oso dire di più.”

      In conclusione:
      – Noi siamo abituati a vedere il Papa come voce insindacabile del Magistero e il Magistero come guida delle coscienze;
      – Francesco sembrerebbe vedersi come subordinato in obbedienza al Magistero e il Magistero come aiuto delle coscienze.

  4. Fabrizia ha detto

    P.S. Avrei evitato di mettere tutti quegli articoli di Antonio Socci. Chi fosse interessato, li può trovare facilmente in rete. Mi sembra un’inutile dimostrazione di astio da parte vostra.Soprattutto, mi sembra davvero molto poco cristiano.

    • Panthom ha detto in risposta a Fabrizia

      Penso invece abbiano fatto bene, tieni conto che molti non sanno chi è Socci o non sanno cosa scrive e non capirebbero questo articolo o il perché si parli di lui. Mi sembra giusto che ognuno si prenda la responsabilità di quel che ha detto e questi post mostrano quel che è stato Socci in questi anni, cosa che non si capirebbe se venissero letti singolarmente (e non è vero che è facile trovarli perché è difficile reperirli nei meandri di post che uno pubblica su Facebook).

    • LG ha detto in risposta a Fabrizia

      I motivi dell’elenco di articoli di Socci è stato spiegato: far risaltare ancora di più la sua “conversione”. Vuoi forse negare che ha detto quelle cose? Sono sue parole, mica fotomontaggi Fabrizia! Perché pubblicare le sue parole non dovrebbe essere cristiano? O forse non sono cristiane quelle parole, ma questo è un altro discorso…

    • Luca Triulzi ha detto in risposta a Fabrizia

      Due domande fabrizia: chi ha scritto quelle parole? Perché non sarebbe cristiano mostrarle?

    • Ric ha detto in risposta a Fabrizia

      Sì, lo fanno in molti, io tuttavia trovo ipocrita non linkare ciò di cui si parla “per non fare pubblicità”. Si tratta di mezzucci. Si parli in modo chiaro senza paura di “nascondere”.

    • Salvatore ha detto in risposta a Fabrizia

      Cara Fabrizia, hai perfettamente ragione. Grazie per l’osservazione. Ci metto la mia firma.

      • Panthom ha detto in risposta a Salvatore

        Ecco…a proposito di opinionismo. E sopra qualcuno voleva fare lo stesso con il magistero del Papa: “io d’accordo”, “io no”. Poi domani è lunedì e tutto ricomincia come prima. Mah…

  5. Antonio Civitella ha detto

    Sono d’accordo con Socci!
    L’aggressività non fa parte dei veri cattolici!
    Anche se noi invitiamo giustamente alla conversione della vera fede cattolica, quando veniamo insultati da coloro che credono a tutte le bergoglionate dette da Bergoglio.. dobbiamo rimanere umili e rispondere in modo umile!
    Anche quando ci chiamano seguaci del diavolo.
    Dobbiamo assolutamente rimanere fedeli alla parola di Cristo è se qualcuno insiste che AL sia la verità.., semplicemente invitiamoli a leggere il Vangelo.. capiranno da se il Santo pensiero di Gesù, su argomenti tipo adulterio, salvezza ecc.!
    Anch’io mi associo al mea culpa di Socci e cercherò una maggiore umiltà nel dialogare con persone di altre fedi cristiane.

    • Panthom ha detto in risposta a Antonio Civitella

      E’ un ottimo proposito! Rispetto a AL bisognerebbe dire “io non sono d’accordo” o “a me non sembra sia la verità” e su questo ci si confronta, ma se dici che “AL non è la verità” allora torniamo da capo…

      • Antonio Civitella ha detto in risposta a Panthom

        Panthom:

        La verità è questa..
        Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

        Mi dispiace ma non posso riconoscere un altra verità, se non quella unica di Gesù!

        Grazie, ma la ci tengo rimanere fedele a Gesù!

        • Luca Triulzi ha detto in risposta a Antonio Civitella

          Tu hai interpretato Amoris Laetitia in contrasto con il Vangelo, ma si tratta di una TUA interpretazione (e non credo tu sia un rinomato teologo). Per questo il consiglio di Phantom rimane valido: dì che tu non sei d’accordo, ma non che la tua interpretazione è la verità. Altrimenti se ne deduce che tutti noi e quasi tutto il mondo cattolici e quello teologico, che interpretiamo in altro modo Amoris Laetitia, siamo nella falsità.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Antonio Civitella

          Due domande:

          1) lo sai che Amoris Laetitia ha confermato che l’adulterio è peccato grave e che i divorziati risposati sono in situazione oggettiva di peccato (cfr Al 305)?;

          2) lo sai che un peccato grave per essere mortale necessita per forza di cose di piena avvertenza (conoscenza della norma e nisnte ignoranza invincibile) e deliberato consenso (libertà di agire diversamente senza contrarre una nuova colpa)?;

          3) lo sai che gli unici requisiti dogmatici e irreformabili per essere ammessi all’Eucaristia sono lo stato di Grazia e l’appertenere ad una Confessione Cristiana con Eucaristia valida (cioè cattolicesimo e ortodossia, le uniche con validi Sacramenti essendo le uniche vere Chiese, sebbene la pienezza della Verità sussista solo nella Cattolica)?

          Se non lo sapevi ora lo sai.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

            P.s: di domande te ne ho fatte tre perché, notoriamente, “non c’è due senza tre”.

            Sarà mica un caso che anche in DIO ci siano tre ipostasi? 🙂

          • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

            4) lo sai che il serpente antico convinse Eva che “l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza”?

            5) lo sai che i servi del serpente antico hanno convinto che si può vivere in adulterio per il bene dei figli?

            Se non lo sapevi ora lo sai.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

              4) che caspita centra con quello che ho detto?;

              5) si è semplicemente detto che dove manca la libertà di agire diversamente manca il peccato mortale, perché è un fatto. Solo nel 2014, tra sperati e divorziati, in Italia hanno preso quella via 140.000 persone, che in molti casi formeranno altrettante famiglie. Se secondo te si può distruggerle tutte o mandarli tutti all’inferno vedi tu…
              Ad ogni modo non voglio riprendere le solite sterili discussioni. Il Magistero afferma che non avere la libertà di agire diversamente è una attenuante. Se a Lorenzo non sta bene indovina chi ha ragione tra Lorenzo e il Magistero della Chiesa?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

              Comunque mi hai convinto:

              1) se una un compagno che non accetta di vivere in castità bisogna imporgliela lo stesso; e obbligarla a distruggere la famiglia;

              2) chissenefrega dei figli, sono poveri bastardi figli di fornicazione, non meritano alcuna tutela. Poco importa se vedono la famiglia disgregarsi.

              Ma ehi, tu sei misericirdioso, la tua è la misericordia vera, non sei “misericordista”. 😉

              Distruggiamo qualche milione di famiglie mentre annunciamo l’evangelii gaudium. 😉

              • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                Il papa parla di “Gesù che non ci abbandona mai perché attende il nostro ritorno a Lui”,
                e tu continui a disquisire se persistere a voler vivere in adulterio sia o no peccato mortale?

                • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                  Se mancano piena avvertenza o libertà di agire diversamente l’adulterio, come tutti i peccati gravi, sebbene mantenga la sua gravità materiale non è mortale. Punto.

                • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                  Buona lettura http://www.panorama.it/cultura/libri/papa-francesco-e-i-divorziati-la-risposta-ai-cattolici-intransigenti/

                  “Divorziati risposati, coppie di fatto, conviventi non sono certamente modelli di unioni in sintonia con la Dottrina cattolica, ma la Chiesa non può voltarsi dall’altra parte. Per cui i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione vanno dati anche alle cosiddette famiglie ferite e a quanti, pur vivendo in situazioni non in linea con i tradizionali canoni matrimoniali, esprimono la sincera volontà di avvicinarsi ai sacramenti dopo un adeguato periodo di discernimento”

                  È ferma, pacata e precisa la risposta che Papa Francesco dà a quanti, specialmente nella Chiesa e persino nel Collegio cardinalizio, continuano ad esprimere dubbi sulla Istruzione sinodale Amoris Laetitia nella quale, per la prima volta, si prevede la possibilità di ammettere ai sacramenti chi contrae un secondo matrimonio, coppie di fatto e quelle persone che convivono in difformità alle indicazioni ecclesiali in materia di unioni nuziali.

                  Una risposta, comunque, indiretta, ma frutto di un approfondito studio canonico ed ecclesiologico fatto, su richiesta dello stesso Pontefice, da uno dei più stretti ed ascoltati collaboratori, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (il “ministero” della Giustizia della Santa Sede).

                  Il testo – un libricino di appena 30 pagine dal titolo “Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia” – è stato stampato dalla Libreria Editrice Vaticana e da mercoledì 8 febbraio è arrivato nelle librerie religiose che gravitano intorno al Vaticano.

                  I DUBBI DEI QUATTRO CARDINALI
                  Una iniziativa, spiegano in Vaticano, che punta a “chiarire” tutti i “dubbi” sollevati dalle componenti più tradizionaliste legate alla difesa ad oltranza della Dottrina ecclesiale in materia di vita matrimoniale e di accesso ai sacramenti. Si ricorderà che tra le voci più critiche alle aperture sinodali sulle famiglie ferite la clamorosa lettera aperta nella quale quattro cardinali – Burke, Caffarra, Meisner e Brandmuller – hanno chiesto a papa Francesco di “spiegare meglio” il contenuto della parte dell’Istruzione post sinodale nella quale è previsto l’ammissione ai sacramenti di divorziati risposati e coppie di fatto.

                  All’apparenza, quasi una “normale” richiesta di delucidazioni canoniche, in realtà un gesto di palese pur garbata disobbedienza da parte di quattro esponenti del Collegio cardinalizio, l’organismo che per sua natura è chiamato ad affiancare il Papa regnante nel governo della Chiesa.

                  È normale che se un cardinale sente il bisogno di avere delucidazioni su determinate tematiche lo può fare tranquillamente – assicurano Oltretevere – nel corso delle udienze personali col Pontefice. Altra cosa è pubblicare una lettera aperta e far arrivare all’opinione pubblica dubbi e malcontenti. Gesto di palese scortesia verso il Papa quasi del tutto simile a chi si serve delle interviste. Come, ad esempio, ha fatto nei giorni scorsi il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, che a un giornale ha apertamente criticato l’ammissione ai sacramenti di conviventi e divorziati risposati perchè, ha ammonito, la Dottrina “non si tocca”.

                  E le aperture verso le cosiddette famiglie ferite decise a stragrande maggioranza dai padri Sinodali nel corso delle due assise dedicate negli ultimi due anni alla pastorale della famiglia, secondo Muller potrebbero “intaccare” l’integrità dottrinale della Chiesa su matrimonio e famiglia. Pericoli a più riprese scongiurati sia dall’assemblea sinodale che si è espressa a favore delle aperture, che dall’Esortazione post sinodale ed ora dallo studio canonico fatto per conto del papa dal ministro della Giustizia vaticana.

                  NESSUN PERICOLO PER LA DOTTRINA
                  Ed ecco come nel testo redatto dal cardinale Coccopalmerio si entra nel merito della difesa della Dottrina matrimoniale della Chiesa: “Il matrimonio cristiano, riflesso dell’unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell’unione tra un uomo ed una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova nella società”.

                  “Altre forme di unione contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo”. Ma – si ricorda nel testo – “i Padri Sinodali hanno affermato che la Chiesa non manca di valorizzare gli elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non più al suo insegnamento sul matrimonio”.

                  Che fare, dunque, delle unioni non regolari, particolarmente dei matrimoni civili e delle unioni solo di fatto? “I Padri sinodali – è la risposta del ministro della Giustizia della Santa Sede – hanno anche considerato la situazione solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come una occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio alla luce del Vangelo”.

                  Sì, dunque, alla ammissione ai sacramenti di chi, pur vivendo in situazioni irregolari, chiede con sincerità l’ammissione nella pienezza della vita ecclesiale, un gesto di apertura e di profonda misericordia – si legge nella nota ministeriale – da parte di una Chiesa Madre che non lascia indietro nessuno dei suoi figli, consapevole che la perfezione assoluta è un dono prezioso ma che non può arrivare a tutti.”

                  • lorenzo ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Vallo a raccontare a Gesù che, in un ambiente nel quale il ripudio della moglie era prassi abbastanza corrente, anche solo perché la minestra era scotta, e nessuno ne metteva in dubbio la legittimità giuridica o morale, afferma perentoriamente che chiunque ripudia la propria moglie commette adulterio;
                    e non dimenticare inoltre che, a quei tempi, l’adulterio era adulterio e basta, senza se e senza ma o attenuante alcuna.

                    Se poi tu sei a conoscenza di una vangelo segreto, fammelo sapere…

                    • Ghigo Renzulli ha detto in risposta a lorenzo

                      L’adulterio è adultero e basta anche oggi.

                      Le circostanze attenuanti non diminuiscono l’intrinseca malvagità dell’adulterio, l’unica cosa su cui hanno effetto è la colpevolezza del peccatore.

                      Questo vale per tutti gli atti intrinsecamente malvagi: non esiste circostanza nella quale una bestemmia o calunnia sia buona o giustificabile in se, ma ad esempio un padre che è costretto a bestemmiare o calunniare un’altra persona, rovinandole la vita, perché altrimenti sa che suo figlio verrà torturato e ucciso e che l’unico modo che ha per salvarlo è compiere un atto del genere, non sarà colpevole di colpa mortale perché non era libero di agire diversamente .

                      Questo giustifica -cioè “rende giusta”- la sua calunnia o la sua bestemmia? Ovviamente no. Però lo discolpa dal peccato mortale.

                      Atti intrinsecamente malvagi non significa (come molti, che fanno i saccenti sui blogs ma non conoscono nemmeno i rudimenti della dottrina pensano) atti intrinsecamente mortali per l’anima di chi li compie, ma significa che sono atti sempre gravi quanto al loro oggetto, che non diventa mai buono.

                      La responsabilità del peccatore è tutta un’altra cosa.

                      Per chi pensa che quanto fatto da Al sia inaudito ricordo Orientalium Ecclesiarum 27, che ammette ai Sacramenti gli scismatici ortodossi che vogliono restare tali sulla base della loro Buona Fede (che è un attenuante).

                      Questo sarebbe stato impensabile prima del Concilio, poiché lo scisma è e rimane un peccato oggettivamente grave, però per l’appunto gli ortodossi, che sono peccatori gravi oggettivi contro il primo comandamento, possono avere delle attenuanti che li esimono dalla colpa mortale.

                      Se possono avere delle attenuanti degli scismatici, peccatori oggettivi contro il primo comandamento che vogliono restare tali, è ovvio che lo stesso ragionamento possa applicarsi anche al sesto comandamento, non essendo lo stato di scisma permanente meno grave dello stato di adulterio.

                  • Salvatore ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Io eviterei commenti troppo lunghi: occupano troppo spazio, fanno perdere tempo (e non vanno bene per chi ha fretta) e inoltre – mi si perdoni la franchezza – sanno di…saccenteria.

                • Vincent Vega ha detto in risposta a lorenzo

                  Catechismo 1735, 1860 e 1862

              • Sebastiano ha detto in risposta a Vincent Vega

                Ah, ora s’è capito: siccome una ha un compagno che non accetta di vivere in castità, bisogna consentirle di accedere all’Eucaristia.
                E che sarà mai, tanto non c’è il deliberato consenso (ma secondo te non c’è praticamente mai) e l’adulterio continuato si riduce a peccatuccio veniale…

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Sebastiano

                  Fai una bella cosa: cancella il Catechismo 1862 che afferma che perché il peccato sia mortale occorrono, oltre la materia grave, la piena avvertenza e il deliberato consenso. Deve essere stato un errore della Chiesa eretica nata col CVII.

                  Oh aspetta: già il Concilio di Trento afferma che perché un peccato sia mortale occorrono anche le altre due condizioni oltre alla materia grave. Grazie per avermi fatto vedere la luce, Sebastiano, e age di fatto capire che la Chiesa è eretica fin dal Concilio di Trento.

                  “Ah, ora s’è capito: siccome una ha un compagno che non accetta di vivere in castità, bisogna consentirle di accedere all’Eucaristia.”

                  Ovviamente no: bisogna imporle la castità anche a costo che distrugga la sua famiglia. I figli? Ma chissenefrega di quei poveri bastardi figli di fornicazione, chissenefrega se vedono disgregarsi la famiglia. Questa è Misericordia vera! Mica come quella “fake” dei misericordisti.

                  • Sebastiano ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Non c’è bisogno: ci pensa già Vincent Vega a cancellare le parole di Gesù, in nome di arzigogolate arrampicature sugli specchi grazie alle quali un adulterio continuato diventa un peccatuccio veniale.
                    Tanto vale ammettere il divorzio anche nella Chiesa Cattolica. Magari aggiungendoci una bella sputazzata sul cadavere di San Tommaso Moro e compagnia.

                    • lorenzo ha detto in risposta a Sebastiano

                      La mia impressione è che Vincent non abbia mai varcato la porta di una scuola di teologia e sia una specie di dilettante allo sbaraglio: non mi preoccupa tanto quello che scrive, ma il fatto che taluni si lascino traviare da lui.
                      Tu che ne pensi?

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Sebastiano

                      @Lorenzo

                      Ma vedi, caro Lorenzo, la caratura delle rispettive preparazioni (la tua e la mia) è ben visibile da chiunque legga i nostri dibattiti, dove io non ho fatto altro che smontare ogni cosa che hai detto mentre tu non hai mai potuto fare altrettanto, se non lanciare ridicoli slogans poco più che monosillabici a peso specifico zero.

                      Comunque, buona lettura http://www.lastampa.it/2017/02/10/vaticaninsider/ita/commenti/amoris-laetitia-il-testo-di-morale-che-aspettavamo-dal-concilio-bZTDFnBQ4BBKJKHUx8coKP/pagina.html

                      Casualmente la quasi totalità dei cardinali dice le stesse cose del dilettante allo sbaraglio Vincent Vega.

                    • Vincent Vega ha detto in risposta a Sebastiano

                      @Sebastiano

                      “Non c’è bisogno: ci pensa già Vincent Vega a cancellare le parole di Gesù, in nome di arzigogolate arrampicature sugli specchi grazie alle quali un adulterio continuato diventa un peccatuccio veniale.
                      Tanto vale ammettere il divorzio anche nella Chiesa Cattolica. Magari aggiungendoci una bella sputazzata sul cadavere di San Tommaso Moro e compagnia.”

                      I rapporti sessuali nel nuovo mamtrinonio sono oggettivamente peccato grave, ma l’adulterio non è un peccato grave diverso dagli altri, per essere mortale necessita di piena avvertenza e deliberato consenso, se manca una delle due il peccato mortale non c’è.

                      Il deliberato consenso presuppone piena libertà: se secondo te una persona è pjenamente libera di fronte ad un partner che non accetta la castità e che, continuando ad imporgliela, farebbe fallire l’unione con grave danno dei figli allora siamo a posto…

                      La Chieaa oggi tratta i peccati sessuali e matrimoniali come tratta gli altri peccati, ad esempio quelli economici (per i quali i cattoliconi trovano sempre fior di attenuanti, compresi per peccati più gravi dell’adulterio e che gridano vendetta al cospetto di Dio come il defraudare della giusta mercede gli operai), ricordando che nessun peccato è mortale “per se”.

                      Ci sono peccati che sono sempre gravi materialmente ma che, come tutti i peccati, per essere mortali necessitano delle altre due condizioni. Probabilmente ti spiace che i milioni di divorziati risposati non siano automaticamente condannati all’inferno e possano vivere in Grazia, ma non so che farci, caro Sebastiano.

                      L’insegnamento della Chiesa nel merito e preciso, e il fatto che dove manchino libertà di agire diversamente o piena avvertenza il peccato, anche materialmente grave, sia veniale per chi lo commette non è nè un arrampicamenti sugli specchi nè una “arzigogolata”.

                    • Ghigo Renzulli ha detto in risposta a Sebastiano

                      @Sebastiano

                      “Non c’è bisogno: ci pensa già Vincent Vega a cancellare le parole di Gesù, in nome di arzigogolate arrampicature sugli specchi grazie alle quali un adulterio continuato diventa un peccatuccio veniale.
                      Tanto vale ammettere il divorzio anche nella Chiesa Cattolica. Magari aggiungendoci una bella sputazzata sul cadavere di San Tommaso Moro e compagnia.”

                      I rapporti sessuali nel nuovo mamtrinonio sono oggettivamente peccato grave, ma l’adulterio non è un peccato grave diverso dagli altri, per essere mortale necessita di piena avvertenza e deliberato consenso, se manca una delle due il peccato mortale non c’è.

                      Il deliberato consenso presuppone piena libertà: se secondo te una persona è pjenamente libera di fronte ad un partner che non accetta la castità e che, continuando ad imporgliela, farebbe fallire l’unione con grave danno dei figli allora siamo a posto…

                      La Chieaa oggi tratta i peccati sessuali e matrimoniali come tratta gli altri peccati, ad esempio quelli economici (per i quali i cattoliconi trovano sempre fior di attenuanti, compresi per peccati più gravi dell’adulterio e che gridano vendetta al cospetto di Dio come il defraudare della giusta mercede gli operai), ricordando che nessun peccato è mortale “per se”.

                      Ci sono peccati che sono sempre gravi materialmente ma che, come tutti i peccati, per essere mortali necessitano delle altre due condizioni. Probabilmente ti spiace che i milioni di divorziati risposati non siano automaticamente condannati all’inferno e possano vivere in Grazia, ma non so che farci, caro Sebastiano.

                      L’insegnamento della Chiesa nel merito e preciso, e il fatto che dove manchino libertà di agire diversamente o piena avvertenza il peccato, anche materialmente grave, sia veniale per chi lo commette non è nè un arrampicamenti sugli specchi nè una “arzigogolata”.

                    • Ghigo Renzulli ha detto in risposta a Sebastiano

                      Cito il Cardinale Sistach da qui http://www.lastampa.it/2017/02/10/vaticaninsider/ita/commenti/amoris-laetitia-il-testo-di-morale-che-aspettavamo-dal-concilio-bZTDFnBQ4BBKJKHUx8coKP/pagina.html

                      ” Possiamo dire che Amoris laetitia non ammette i divorziati risposati ai sacramenti. Il Papa non parla di “categorie” ma di “persone”, ed è sotto questo aspetto che occorre compiere in ciascun caso il processo di discernimento che configura una logica diversa da quella del “sì si può” o del “no non si può”». Questa volta è il cardinale Lluís Martínez Sistach a chiarire alcuni punti della tanto discussa esortazione post sinodale di Papa Francesco nel nuovo libro dal titolo Cómo aplicar Amoris laetitia.

                      Il volume – presentato l’8 febbraio – raccoglie due conferenze che l’arcivescovo emerito di Barcellona ha tenuto a Fátima davanti alla Conferenza episcopale portoghese. Esso non va ridotto, però, alla ennesima presa di posizione di un Padre sinodale: il libro si presenta, anzi, come un «omaggio» e un «ringraziamento» a Papa Francesco «per il prezioso dono della sua esortazione apostolica», oltre che come strumento per leggere in filigrana il testo papale in modo da evitare «di ridurre tutto il suo ricchissimo contenuto all’ottavo capitolo».

                      «Sarebbe un errore», scrive Sistach in un lungo contributo pubblicato oggi da L’Osservatore Romano, «ci sono moltissimi coniugi che vivono il Vangelo della famiglia, perché dobbiamo cercare di mettere in pratica tutti i capitoli del documento affinché il matrimonio sia un’intima comunità di vita e di amore per il bene dei coniugi, dei figli, della società e della Chiesa».

                      Il cardinale rimarca quindi la natura magisteriale dell’esortazione, «perché c’è chi sminuisce il suo valore dottrinale, riducendolo a semplici orientamenti pastorali». Ma sofferma gran parte della sua riflessione sull’ottavo capitolo intitolato «Accompagnare, discernere e integrare la fragilità», fonte di dubia e di polemiche dottrinali.

                      Proprio a queste risponde Sistach, forte anche della esperienza vissuta in prima persona nei due Sinodi, spiegando che la giusta chiave di lettura per interpretare, anzi, comprendere il capitolo in questione è quella di una «maggiore integrazione dei battezzati nella comunità cristiana». Compresi i battezzati divorziati risposati, attraverso appunto gli strumenti dell’accompagnamento e del discernimento.

                      «È un capitolo delicato e nel leggerlo è opportuno ricordare ciò che ci dice Francesco: “Spesso il lavoro della Chiesa assomiglia a quello di un ospedale da campo”», evidenzia il cardinale, ricordando come questo nuovo orientamento nei lavori sinodali sia stato introdotto nell’assemblea sinodale da una proposta avanzata da lui stesso e dal suo gruppo linguistico. «Penso che sia stato un cambiamento di orientamento molto positivo – afferma – piuttosto che concentrarci sulla possibilità per quei nostri fratelli di potersi confessare e comunicare, conveniva parlare di maggiore integrazione nella comunità cristiana. E per sapere quale maggiore integrazione possono ottenere, occorrono un accompagnamento e un discernimento che sono gli strumenti di tale integrazione».

                      Attraverso tali strumenti si può giungere fino alla celebrazione dei sacramenti della penitenza e dell’eucaristia. «Amoris laetitia – sottolinea Sistach – rimanda alla consolidata dottrina della Chiesa quando fa riferimento alle circostanze attenuanti ed esimenti che influiscono sulla capacità di decisione e sulla diminuzione o addirittura sull’annullamento dell’imputabilità e della responsabilità, così come stabilisce il Catechismo della Chiesa cattolica». Per poter giungere a una maggiore integrazione nella comunità cristiana, l’esortazione apostolica afferma che «occorre un discernimento in coscienza e in foro interno con l’aiuto di un sacerdote», ricorda il porporato. Chiarisce quindi nel libro «la natura di questo processo di discernimento», e cioè: «quali atteggiamenti deve assumere chi desidera compiere tale discernimento, come deve comportarsi il sacerdote che fa l’accompagnamento e i possibili contenuti del discernimento».

                      Spiega l’emerito di Barcellona: «Se in una situazione, dopo aver compiuto questo processo di discernimento, l’interessato, con l’aiuto di un sacerdote, in coscienza e dinanzi a Dio, constata che c’è qualche circostanza che fa sì che alla situazione obiettiva di peccato della nuova unione non corrisponde un’imputabilità soggettiva grave, in quel caso si può accedere ai sacramenti».

                      Per il Papa, aggiunge poi in un altro passaggio, «oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti, è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture». Perciò, rimarca il cardinale, «non si può leggere l’ottavo capitolo senza aver letto prima gli altri capitoli, soprattutto il quarto e il quinto, che sono tra i più belli dell’esortazione e parlano dell’amore nel matrimonio e dell’amore che diviene fecondo».

                      Amoris laetitia ha infatti reso «un prezioso omaggio ai coniugi e alle famiglie e ha lasciato alle diocesi un meraviglioso lavoro per ripensare e riorganizzare la pastorale prematrimoniale e familiare». L’arcivescovo spagnolo individua, in particolare, undici prospettive pastorali che nascono dall’esortazione, soprattutto la pastorale prematrimoniale e familiare «che è imprescindibile». «Sembra che in Spagna ogni cinque minuti ci sia una separazione o un divorzio. E non possiamo omettere l’impegno di una maggiore integrazione nella comunità cristiana che comporterà una maggiore presenza attiva nella comunità e il poter realizzare compiti ecclesiali, come per esempio essere membri di associazioni ecclesiali», scrive Sistach.

                      E si dice d’accordo con il cardinale di Vienna Cristoph Schönborn quando afferma che il documento «è un atto di magistero che aggiorna al tempo presente l’insegnamento della Chiesa», nonché «il testo di morale che aspettavamo dal Concilio Vaticano II e che sviluppa il contenuto esposto nel Catechismo della Chiesa cattolica e in Veritatis splendor”.

                      Quanti dilettanti allo sbaraglio che ricordano che l’adulterio è un peccato grave come gli altri e non “il” peccato, l’unico imperdonabile o che chi lo commette non possa avere attenuanti che lo esimano dalla colpa. 😉

                      Quanti dilettanti allo sbaraglio, che non hanno capito che l’adulterio è, al pari del peccato contro lo Spirito Santo, l’unico peccato imperdonabile.

                      Per i lettori: sono sempre Vincent, devo cambiare perché Uccr ha messo un limite di 21 commenti per nick ad artìcolo (mai capita sta mossa).

                • Salvatore ha detto in risposta a Sebastiano

                  Pare che l’Eucarestia sia diventata il pomo della discordia (ed un attestato di ammissione ad un clan). Io proporrei di levarla: alla transustanziazione non ci crede più nessuno e quasi tutti, ormai, peccatori o non,al momento della comunione fanno la fila con lo stesso spirito con cui si alzano in piedi o si siedono o danno la mano per la “pace”. Soluzione troppo semplicistica? Forse, ma, se non altro, non crea discriminazioni.

                  • lorenzo ha detto in risposta a Salvatore

                    Sul fatto che per taluni l’Eucarestia sia diventata “un attestato di ammissione ad un clan”, mi trovo in piena sintonia con te.

              • Divus Thomas ha detto in risposta a Vincent Vega

                Perdonami Vincent Vega, però dagli esempi che hai fatto sembrerebbe emergere un ragionamento del tipo: va bene la fede, i comandamenti divini, non commettere peccati ecc., a patto però che tutto ciò non renda la vita concreta troppo dura e difficile, insomma purché non imponga troppe rinunce.
                E con i martiri (penso a quelli dei primi secoli, per esempio, ma anche quelli di oggi) come la mettiamo?
                Chi ha dato la propria vita pur di non venir meno alla fede, significa forse che ha esagerato, è stato sciocco?
                In fondo, bastava appellarsi a “cause di forza maggiore” e avrebbe avuta salva la vita, ma solo quella in questo mondo però, non quella eterna.

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Divus Thomas

                  Nei martiri siamo nell’ordine sovrannaturale, non è un caso che siano tutti santi da altare. Ma la Chiesa è nel mondo non per i sani, ma per i malati. Se solo i martiri dovessero salvarsi il cielo sarebbe vuoto.

                  Grazia non tollit naturam, sed perfecit, diceva San Tommaso, cioè la Grazia non distrugge la natura ma ne porta a compimento le potenzialità. Ogni uomo ha potenzialità differenti, non siamo fatti con lo stampino.

                  Riguardo a chiede nella persecuzione penso che anche li dipenda. Il Catechismo ad esempio afferma, sul suicidio

                  Gravi disturbi psichici, l’angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida.

                  2283 Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l’occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita.”

                  E Penso che “il timore grave della prova, l’angoscia, il timore della tortura” ecc possano alleviare anche la responsabilità di chi non è stato abbastanza forte da non cedere ball persecuzione.

                  Dio è innanzituto padre, non un tiranno che rigetta i suoi figli in continuazione come lo descrivete voi. Altrochè Misericordia, il vostro Dio assomiglia di più a Satana.

                  Per fortuna che il Magistero dice altro.

                  • Ghigo Renzulli ha detto in risposta a Vincent Vega

                    Da non cedere nella persecuzione volevo scrivere, il “ball” è un errore del correttore automatico.

                    Poi quando ho scritto

                    “Riguardo a chiede nella persecuzione penso che anche li dipenda. Il Catechismo ad esempio afferma, sul suicidio”

                    Volevo scrivere “riguardo a chi cede” nella persecuzione ecc ecc.

                • Vincent Vega ha detto in risposta a Divus Thomas

                  E questo lo dico io che sono il primo a pregare, in caso di martirio, di avere la forza e la Grazia di resistere.

              • sara ha detto in risposta a Vincent Vega

                ???

                Dunque e’ giusto imbottirsi di anticoncezionali per disporre del corpo dell’altro quando si vuole, magari col rischio di una bella gravidanza indesiderata e un aborto in piu’.

                Grazie a Dio la Chiesa e saggia e l’uomo che vuole convertirsi davvero e’ colui che dopo aver assaggiato l’amaro del peccato che ti distrugge dentro e distrugge chi ti circonda e’ disposto a vivere nella verita’ seppur con qualche sacrificio.

                Il resto non conta, gli esempi lasciano il tempo che trovano.

                Ricordo inoltre che i coniugi sono i ministri del matrimonio. Le questioni interne dono cosi’ delicate e variopinte che la Chiesa valuta ogni minima sfaccettatura con rispetto e amore,senza moralismo. Dicendo sempre la Verita’ con Carita’ sta a loro scegliere.

                Ma credo che chiunque si avvicini alla Chiesa e’ perche’ in fondo in fondo voglia guarire, vivere libero e non piu’ schiavo del peccato e della menzogna del mondo.

                • Fabio ha detto in risposta a sara

                  Ottimo, Sara!
                  Come ho scritto anch’io, qualche giorno fa, il valore della castità lo si apprezza dopo aver sperimentato il peccato.
                  Il peccato, tante volte, porta saggezza.

                  • sara ha detto in risposta a Fabio

                    Ti leggo spesso e spesso mi ritrovo in quello che dici.

                    • Fabio ha detto in risposta a sara

                      Ti ringrazio, Sara.
                      Mi sono immedesimato totalmente nel tuo ultimo post, sarà che negli ultimi anni ho dichiarato guerra al libertinaggio sessuale, all’adulterio, al divorzio e ai rapporti sessuali ante o extra matrimoniali.
                      Vorrei che più persone in Italia aderissero a questa guerra, che è anche un atto di lealtà a Dio Padre e a Cristo, ma per aderire non è sufficiente essere Cristiani, poiché deve nascere spontaneamente in noi un senso di colpa e disgusto per come si è vissuta la pratica sessuale in passato, ritenendo che fosse giusto agire in quel determinato modo, solo perché falsamente giustificati dal fatto che anche gli altri facevano altrettanto.
                      Ma Dio non ci giustifica, spartendo il nostro peccato su una moltiplicità d’individui.

                      Anche in una scuola vi possono essere alunni svogliati, ma l’insegnante non boccia l’intera classe per colpa di loro.
                      Il peccato è e rimane individuale.

          • FRANCO ha detto in risposta a Vincent Vega

            Allora, secondo questa tua impostazione, un terrorista islamico che compie una carneficina convinto di obbedire ai precetti del Corano non commetterebbe alcun peccato mortale?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a FRANCO

              Dipende da quanto è stato convinto che quella sia la volontà di Dio. Dove non c’è piena avvertenza o deliberato consenso non c’è peccato mortale, questo dice il Magistero. Se a qualcuno non gli sta bene può abiurare e crearsi una Chiesa dove basta la sola materia grave per dannare le anime. I Magistero della Chiesa Cattolica dice altro, e non la “mia impostazione”.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a FRANCO

              E tu sei sicuro che se noi (io e te) fossimo nati in un poato dove ci hanno lavato il cervello facendoci credere che sia volontà di Dio farci esplodere e uccidere gli infedeli noi non lo faremmo? Io non lo so. Di certo non lo farei mai ora come ora, ma non posso sapere come sarei se fossi nato in un posto diverso e avessi ricevuto una educazione fondamentalista islamixa.

            • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a FRANCO

              ..esatto….come recita appunto AL al punto 305 richiamto dall’ “amico” precedente, ” ….A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che [ uno ] non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di Grazia e Carità, ricevendo al tale scopo l’Aiuto dalla Chiesa. Nota a margine(351)
              (351)
              In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti.
              Dunque, chi meglio di un islamico osservante la propria Fede?
              D’altronde, se le Fedi sono tutte uguali perché dovrei scegliere quella Cattolica?
              E poi, questa suddivisione da oggettivo a soggettivo, mica la capisco.
              Sembra che una persona non sia libera si scegliere il Bene dal male!!
              Se non ricordo male, quando ci si sposa in Chiesa, il parroco recita la famosa frase : ” vuoi tu prendere come tua legittima sposa la qui presente ……….., per amarla, onorarla e rispettarla, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà finché morte non vi separi ?” Cosa c’è di così difficile da capire?
              Il precetto è lacunoso?
              Per cortesia, mi si dica che il “precetto” è lacunoso o difficile da capire.
              Sfido chiunque a dimostrami che è difficile da capire!! che non si può divorziare!!
              Il problema è un altro.
              Le Chiese sono vuote e nessuno ormai osserva le parole del Vangelo.
              Il perché?
              Semplice : ” Penis erectus non habet conscientiam ” è questo – a mio modesto avviso – il sentire col qualei nubendi oggi si avvicinano alle Nozze.
              Questo e nient’altro.

              • Vincent Vega ha detto in risposta a gianfrancoclassecinquantasei

                Gli islamici non possono accedere ai Sacramenti perché i requisiti minimi per accedervi sono due, ovvero:

                1) lo stato di Grazia (che può esserci anche in una situazione irregolare, come hai riportato da Al 305, e anche se si è in un’altra religione, se si è in buona Fede);

                2) essere batrezzati e avere i Sacramenti validi nella propria confessione Cristiana.

                Questi sono gli unici due requisiti non bypassabili.

                Sugli islamici ripeto: nessuno gisutifica il terrorismo islamico, ma prima di tutto non tutti gli islamici sono terroristi, in secondo luogo rifaccio la domanda: qualcuno può essere certo che non sarebbe un terrorista islamico se fosse stato educato in quel modo è convinto che fosse la volontà di Dio?

                La nostra coscienza del bene e del male viene plasmata moltissimo anche dall’ambiente in cui viviamo. Il male e il bene sono oggettivi, la coscienza che si ha di essi è grandemente influenzata dall’ambiente in cui si cresce.

          • Salvatore ha detto in risposta a Vincent Vega

            Quì sembrate tutti maestri. Perciò ignorante qual sono mi permetto di porvi una domanda? Un marito od una moglie che si separa dal suo partner per sua volontà e per sua colpa è moralmente colpevole quanto lo è il/la coniuge che, cacciato/a di casa od allontanatosi per cause indipendenti dalla sua volontà (violenze domestiche, bene dei figli, ecc. ecc.), ha deciso di convivere con un’altra persona? (in due solitamente si affrontano meglio i problemi della vita). Ho letto per intero Amoris Letizia e mi pare di aver capito che papa Francesco non metta situazioni diverse sullo stesso piano o, come si suol dire, faccia di tutta l’erba un fascio. Ciao.

  6. Vincent Vega ha detto

    Forse ha letto quando l’altro giorno ho riportato su UCCR questo nsegnamento infallibile (Perché ex cathedra) della Chiesa

    Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra: “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” [56]

    E, dopo averlo letto, ha pensato “mo so cazzi” 😀

    Scherzo LOL 😀

    • Mattia M. ha detto in risposta a Vincent Vega

      Oggi alcuni avrebbero chiamato Bonificio VIII un “papolatra” 🙂

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Mattia M.

        Per loro il Papa è una specie di scimmiesco isolata piazzato li al solo scopo di ribadire scimmiescamente il già detto e rifare altrwttanto scimmiescamente il gia fatto, senza nessun potete nemmeno sulla pastorale e la disciplina della Chiesa.

        Praticamente, da buoni protestanti, dalla Scrittura hanno preso solo quello che gli faceva comodo, e cioè “conferma i tuoi fratelli”. Il passo “tutto ciò che legherai in terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai in terra sarà sciolto nei cielo” è scomodo per la loro idea di papato (cioè del scimmiewxo pupazzo che non ha alcun potere se non quello di ribadire autisticamente il già detto e di rifare il già fatto) e quindi l’hanno “sbianchettato” dal Vangelo.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

          Ho scritto

          “Per loro il Papa è una specie di scimmiesco isolata piazzato li

          Intendevo scimmiesco idiota.

          Poi ho scritto

          “senza nessun potete nemmeno sulla pastorale e la disciplina della Chiesa.”

          Volevo scrivere “senza nessun potere”.

  7. andrea g ha detto

    Certo che vedere nero su bianco ciò che ha scritto il
    giornalista toscano è impressionante; non so davvero
    dove fosse finita la sua mente.
    Comunque, l’importante è il suo pentimento che, concordo con UCCR,
    dovrebbe contemplare il riconoscimento delle demenzialità sulfuree
    che ha scritto in questi anni il suo ego traviato:
    anyway,ben tornato a Casa, figliol prodigo.

  8. Fabio ha detto

    Non è stata la sua saggezza umana a farlo rinsavire, ma lo Spirito Santo.

    “Pietro, chi dici che io sia?”
    “Tu sei il Cristo”, rispose l’apostolo.
    “Beato te, Pietro”, disse Gesù, “perché non ci sei arrivato a capirlo con la tua intelligenza, ma è stato il Padre mio a suggerirtelo.”

    E beato anche a me, che già diversi mesi fa, lo Spirito di Dio mi fece comprendere che le insinuazioni di Antonio Socci, mosse contro Papa Francesco, erano prive di verità.

  9. Fabio ha detto

    Lo Spirito Santo compie miracoli quotidianamente, anche se noi non ce ne accorgiamo o non ne facciamo caso, ma da una guarigione miracolosa, alla nascita di un bambino; dai progressi della scienza in campo medico, ad una coppia di coniugi separati che tornano insieme; dal genio artistico di un pittore, musicista o poeta, al natura che perennemente si rigenera malgrado l’inquinamento umano, lo Spirito Santo è onnipresente.
    Della Santissima Trinità, Egli è il meno nominato e il meno pregato o invocato, MA la Sua potenza regna su tutto l’universo.
    Il libro della Genesi si apre infatti con la seguente frase: “In principio, lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque.”

  10. sara ha detto

    Guerra tra cattolici..
    Ecco appunto… Evitiamo termini come progressisti e tradizionalisti. Non usiamo differenzialismi che ci mettono contro. Guardiamo a cio che ci unisce, poiche’ il Demonio e’ padre della discordia.
    Questo vale per tutti. Un mea culpa che vale per ogni parola detta contro un proprio fratello. La dicotomia e’ la logica del mondo. Non ci abbassiamo a questo.

  11. Umpalumpa ha detto

    Speriamo che dopo questo passo, si possa discutere più serenamente di alcune cose.

    Personalmente (e sono l’ultimo degli inutili), ero stufo di discutere con chi o denigrava gratuitamente, senza minimamente entrare nel merito, il santo padre o chi (in nome di una pseudo misericordia) evitava anch’egli di entrare nel merito e non si tirava indietro nel deridere o addirittura insultare chiunque la pensava diversamente da lui.

    Speriamo sia l’inizio di proficue discussioni su molti temi.
    Nel rispetto delle idee diverse, non necessariamente condivise.

  12. Fabrizio ha detto

    Amici miei, leggevo e meditavo tanti vostri commenti
    Sono tutti – dico tutti – molto edificanti
    Come soffia lo Spirito Santo in questi anni è qualcosa di simile alle grandi rivoluzioni del scienza
    Con la doverosa precisazione che la “scienza” è solo uno dei doni dello Spirito Santo
    Con ciò ritengo che nessuno sia più adeguato di Papa Francesco ai tempi che viviamo
    Macché crisi del cristianesimo, la Chiesa è VIVA più che mai
    Grazie a tutti e non smettete mai di essere sale che conserva e che dà sapore

    • Fabio ha detto in risposta a Fabrizio

      Grazie Fabrizio.
      In ognuno di noi dimora la semente che anela a germinare e crescere alla santità, ma talvolta le facciamo mancare il substrato adatto.

    • Luigi ha detto in risposta a Fabrizio

      Macchè crisi del cristianesimo, la chiesa e viva più che mai, lo Spirito Santo che sembra un tornado” Guarda se volevi farmi ridere stasera non ci sei riuscito. Avrei diecimila obbiezioni da farti ma non mi basterebbe un comento, anzi neppure tutto il sito. Mi occorrerebbero settimane, Con tutta la carità fraterna e grande affetto Fabio eh… ma vedi dubito che questo sdolcinato e zuccheroso afflato spirituale sia veramente Il Paracleto … e soprattutto non solo non mi pare un qualcosa che abbia a che fare con la virilità della fede ma neppure con l’intelligenza, che poi sono due cose che vanno di pari passo.

      • Luigi ha detto in risposta a Luigi

        Era Per Fabrizio e per Fabio che pari sono

      • Fabio ha detto in risposta a Luigi

        Vorrei capire bene le tue obiezioni, Luigi.
        Che la Chiesa sia in crisi da tempo, non vi è dubbio, ma anche il corpo di un anziano, per quanto consuto e stanco possa presentarsi per gli effetti del tempo e delle patologie, può conservare in se una mente ancora brillante e uno spirito attivo.

        • Luigi ha detto in risposta a Fabio

          Beh caro mio, ti ricordo che il corpo di un anziano, visto che ti piacciono le similitudini è destinato alla tomba, ma non preoccuparti la Chiesa non è destinata a perire. vuoi le mie obbiezioni, dovrò perderci un po di tempo ma ti accontento …ma è un elenco di disperazione, ma forse bisogna farlo, perché tu, ma molti qui, hanno perso totalmente il senso della reltà

          Non è questione che la Chiesa è in crisi. La Chiesa ha superato lo stato di crisi da anni per entrare in una sorta di catalessi verminosa, una specie di corpo che sembra vivo, ma le uniche cose che sono vive sono i vermi che se la stanno mangiando.

          Premetto che a me di questa storia di Amoris Letitia me ne frega meno che niente. Per me la comunione a questo punto possono darla ai divorziati, ai risposati, ai concubini ai puttanieri e a chi cavolo vogliono. Però ti voglio anche rendere edotto del fatto che in Germania, Austria, svizzera e in quei paesi Lì, la communione i risposati la fanno da anni e anni, col tacito assenso dei vescovi che se ne fregano altamente di Roma. Infatti io non metto bocca sul fatto che il Santo Padre possa concedere qualche apertura in proposito. Sono stupito del fatto che questo lo faccia per andare incontro a vescovi disobbedienti, che hanno edificato una Chiesa babilonica, allo sbando dottrinale, disciplinare e liturgico. Servirà ad evitare lo scisma con questi vescovi che ormai non hanno neanche un popolo dietro di sé. Credimi non servirà, ma è un discorso lungo …

          Continuiamo l’elenco catastrofico, in ITalia tutto sommato sembra che la Chiesa esista, perché come dire, sono rimaste in piedi le strutture, ma è come un grande scatolone, tu lo apri e trovi altre scatole tutte rigorosamente vuote. Non abbiamo nessun intellettuale di valore capace di confrontarsi con la cultura laica, non esiste un laicato degno di questo. Abbiamo Galantino, dai … meglio di niente.

          La mia parrocchia fa capo a quasi 15000 abitanti, a messa la domenica siamo meno di 100. Tu dirai gli apostoli erano 12. Ma vai a conoscerli questi 100, non sono mica i 100 spartiati con Leonida alle Termopoli. Infatti io non mi stupisco che la gente non vada in chiesa, io credo che la maggior parte delle persone siano intelligenti, infatti mi stupirei se ci entrassero. abbiamo una decina di neocatecumenali che fanno chiesa a parte, 20 medjugoriani che discettano se la madonna appaia o meno ad Anguera o Zaro, 4 invasati del rinnovamento dello spirito che non sanno distinguere un calice da una patena, però avendo la presa diretta con lo Spirito Santo sanno dare risposte su ogni questione dello scibile umano, poi chi abbiamo …. una suora di 90 anni, gli altri 80 sono vecchi e bambini… Però abbiamo il parroco. Quello è un pezzo da 90 sai. Adesso ha scoperto la Chiesa in uscita, le sue prediche sono un copia e incolla col prediche di Santa Marta. Per carità non sono mica brutte, quelle del papa voglio dire. Quelle del mio parroco suonano così, adesso siete venuti a messa, avete la coscienza a posto, credete che quelli che non vengono siano meglio di voi e via delirando. Io son contento che il mio parroco sia papista, era ora dico …. quando c’era Ratziger neppure troppo in privato diceva che gli veniva il voltastomaco quando doveva nominarlo nel canone della messa, mi astengo dal riferire i soprannomi che gli appioppava .. giusto per amore del decoro … visto che siamo pur sempre in un sito cattolico. m

          Passiamo ora …. anzi no Fabio è mezzanotte, sono stanco e poi sono solo all’inizio delle obiezioni che mi ha chiesto … magari domani se mi va ciao

          • Divus Thomas ha detto in risposta a Luigi

            Concordo in pieno, nel mio piccolo ho le stesse esperienze.
            Domanda: non sarà forse che a forza di ripetere il ritornello che occorre aprirsi al mondo, dialogare, usare la “medicina della misericordia” invece del “rigore della dottrina” ecc ecc, alla fine è proprio la mentalità del mondo (e sappiamo chi sia il suo Principe) ad essere entrata nella Chiesa?
            Ho l’impressione che molti cattolici in fondo si vergognino della loro fede, della Chiesa, della dottrina, della liturgia e della storia passata, considerino queste cose ormai sorpassate e non in linea con il “pensiero moderno”.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Divus Thomas

              Non siamo d’accordo sulle conclusioni (sui fstfo che la mentalità del mondo sia penetrata nella Chiesa, piuttosto è la Chiesa che col CVII, pur non tradendo in nulla la Tradizione, ha riscoperto un modo può evangelico di esporla e di applicarla.

              Amoris Laetitia è un frutto diretto e inevitabile del Concilio (basti pensare alle aperture di Orientalium Ecclesiarum 27, dove si apre ai Sacramwnti per gli scismatici ortodossi che sono in ststo di peccato grave contro il primo comandamento tanto quanto i divorziati risposati sono in stat di oggettivo peccato grave contro il sesto comandamento, sulla base della Buona Fede che è per l’appunto una delle attenuanti che sgravano dal peccato mortale) come infatti ho detto in un aforisma di mia creazione “Amoris Laetitia in Concilium latet, Concilium in Amoris Laetitia gaudet”.

              • Luigi ha detto in risposta a Vincent Vega

                Si Concilium in Amoris Laetitia Gaudet, Dominus Jesus in ecclesia LUGET

                • Luigi ha detto in risposta a Luigi

                  Si Dominus Jesus in ecclesia luget, Amoris Laetitia in Concilium PUTET

                  • Luigi ha detto in risposta a Luigi

                    Si putet in Concilium Amoris Laetitia, in mater ecclesia magna nequitia

                    • Luigi ha detto in risposta a Luigi

                      Omnia fecerunt cum magna furbizia, putet et Concilium et Amoris Laetizia.

                      “Tu non sapevi ch’io loico fossi” fa dire Dante a un il diavoletto che si rivolge a un fraticello in ricordo più quale canto dell’inferno.

          • Fabio ha detto in risposta a Luigi

            Si resiste, Luigi, si cerca di mantenere la posizione, malgrado tutto, non come atto di eroismo, giacché chiunque teme la morte, ma perché si crede nell’ideale e nei valori che ci hanno condotti volontari al fronte.
            Defezioni, tradimenti e diserzioni, esistono nel momento in cui un qualsiasi soldato si autoconvince d’essere un colonnello o un generale e di non aver più bisogno di prendere ordini e disciplina dai superiori, oppure è la codardia che lo induce ad abbandonare il proprio posto, lasciando che siano i propri compagni ad arrangiarsi.
            Bell’esempio che darebbe!

            Come un grande esercito, la Chiesa ha subito diserzioni e ammutinamenti nel corso della propria storia, dallo scisma ortodosso del 1054 a quello protestante del 1517, oltre alla defezione della chiesa inglese avvenuta nel 1533 per opera di re Enrico VIII.

            Oltre a queste cose elencate, vi si devono aggiungere le varie confessioni evangeliche e pentacostali, floride prevalentemente nel continente americano, gli eterogenei movimenti eretici attivi in Europa e le chiese autocefale in seno perfino alla chiesa ortodossa di Costantinopoli.

            Malgrado l’immensa costellazione di scismi, defezioni ed eresie, la Chiesa Romana è sopravvissuta fino ai nostri giorni, coi propri pontefici umili o risoluti, intellettuali o emotivi, idolatrati o maledetti da una minoranza di cattolici.

            La Chiesa Romana ha affrontato e vinto il bellicoso Impero Turco Ottomano, l’illuminismo ateo di Voltaire, il superomismo di Nietcshe, il comunismo anticristiano di Marx, ed ora è in lotta contro il secolarismo e il relativismo di una società votata alle cose meno nobili.

            A qualche prete o vescovo non sta bene Papa Francesco, oppure non stava bene Papa Benedetto XVI?
            Smetta allora l’abito talare e si dedichi ad altro! Vada a fare il politico, dove si può contestare un capo di governo.
            La Chiesa va avanti lo stesso.

          • lorenzo ha detto in risposta a Luigi

            Stai parlando di quel Galantino che ha ufficialmente affermato che Sodoma non è stata distrutta per la preghiera di Abramo?

            • Fabio ha detto in risposta a lorenzo

              A quale interlocutore ti stai rivolgendo, Lorenzo? Giacché ometti sempre il soggetto nei tuoi interventi.
              Se ti stai rivolgendo a me, non comprendo il nesso con Galantino, giacché il mio ragionamento verteva su tutt’altra materia, che va ben oltre le eventuali prese di posizioni tue o di chiunque altro sull’attuale pontefice.
              Io ho parlato di Chiesa, quando ho risposto a Luigi. Strano tu non te ne sia accorto.
              Se Galantino ha toppato nella sua omelia di luglio scorso sulla storia di Sodoma, ne prendiamo atto tutti che si è trattato di un errore grossolano, ma questo che cosa c’entra con la stoicità, la resilienza storica della Chiesa, nell’aver affrontato una moltitudine di nemici e di averli sempre vinti?
              Mah…

              • Luigi ha detto in risposta a Fabio

                Ma finitela di beccarvi come pulcini. Galantino l’ho citato io, mea culpa … si può ironizzare qualche volta per sdrammatizzare oppure dobbiamo censurarci anche l’ironia ….
                Comunque volevo rispondere al predicozzo che mi hai fatto sulla storia della Chiesa e sulla sua … come dici resilienza.
                Non mi pare che siamo sulla stessa d’onda o forse sono io che non ho ben esposto il mio pensiero … magari lo farò quando ho un po di tempo

                • Fabio ha detto in risposta a Luigi

                  Ok Luigi, ma ti sarà alquanto difficile controbattere alle ineccepibili evidenze storiche che ti ho riportato 😉

                  La Chiesa, come un compassionevole sacerdote ha sempre impartito l’estrema unzione ai suoi nemici: paganesimo dell’Impero Romano, arianesimo, catari, aggressioni militari dell’Impero Turco, illuminismo francese, ideologia nazista, positivismo, ideologia comunista e tante altre estreme unzioni impartirà in futuro.
                  🙂

                • andrea g ha detto in risposta a Luigi

                  “Ma finitela di beccarvi come pulcini”

                  Che sapienza, che maturità, quale sforzo si intuisce
                  tu debba fare x resistere in mezzo a un branco di
                  semideficienti.
                  Bravo-

                  • Luigi ha detto in risposta a andrea g

                    Ti ringrazio dell’incoraggiamento ne avevo un disperato bisogno. E poi caspita … Abbiamo l’onore di essere considerati dallo zuavo ufficiale del blog … WOW … hai ragione però, la seconda che hai detto. Mi sforzo, anzi mi flagello e quasi come mettere il cilicio.

                    Capiscimi … cioè essendo un pelagiano prometeico istigato dal demonio, la considero una penitenza pre-quaresimale. Il qualità di zuavo papale, avresti qualche dritta da darmi .. ti ascolto …
                    Lo sai come siamo … noi cristiani dal cuore nero … pipistrelli di Mordor, malati incapaci della gioia, che trovano sollievo solo nella rigidità di cose non più consone ai tempi.

                    Io ce la metto tutta per punirmi, venendo qui a umiliare la mia intelligenza in mezzo a un branco di deficienti -parole tue – però non basta, il tormento non mi basta mai è una droga per me. Anche perché magari a volta sai … trovi una persona gentile come Fabio , e magari non sei d’accordo però è così educato e cristiano che mi spiazza e mi disarma, e quindi non serve al mio scopo. Tu invece mi aiuti GRAZIE

                    Continua ad aiutarmi tu che sei un cristiano della gioia. Con i tuoi post, infatti quando li leggo raggiungo livelli di dolore inenarrabili. Grazie perché non sei un battitore da inquisizione come me.

              • Donato ha detto in risposta a Fabio

                E’ eufemismo parlare di un errore!

                • Luigi ha detto in risposta a Donato

                  Quale eufemismo, magari Andrea g, ha pure il diritto di essere infastidito da una mia frase … liberissimo di riderne con il suo sarcasmo pungente. Non mi pare di aver detto niente di osceno, tra l’altro mi prendevo pure con F la responsabilità di una mia frase ….

                  Ma poi chi se ne frega.. beccatevi pure quanto vi pare. Restate tra voi nella pace

                • Fabio ha detto in risposta a Donato

                  No, Donato, non si è trattato di un errore, ma di un errore grossolano, così come ho specificato.
                  Forse Sua Eccellenza, quel giorno, era stanca, considerato che era pure estate. Chi lo sa…
                  Capita pure a me, talvolta, di confondermi tra Giobbe, Giona, Giosuè, Geremia e Giacobbe. 😀

  13. Fabrizio ha detto

    “Che ci confusione
    Sarà perché ti amo”
    Ricordate Catullo?
    Ecco, Socci mi pare adeguato allo stile “Odi et amo” di #sanremo2017

  14. Gianfranco ha detto

    Il lupo perde il pelo ma non il vizio.

  15. Livio ha detto

    sinceramente è curioso leggere questa quantità di articoli su quanto “certi cattolici non siano sufficientemente cattolici”, credendo che questo fosse uno spazio sulle ragioni della fede. ma tant’è il sito è vostro e ci fate quello che vi pare, giustamente.
    più interessante invece, a mio umile parere, le parole riportate sulle vocazioni degli ordini religiosi. mi chiedo, c’è seriamente da preoccuparsi per un Papa a sentir parlare di tante vocazioni, di questi tempi?

    • Giobbe ha detto in risposta a Livio

      Anche a me la frase di papa Francesco citata da Socci nell'”aggiornamento” suona quantomeno curiosa. Letto il brano intero cosa cambia? Molto poco. Eppure avete subito bollato Socci come falsificatore e manipolatore. Accusate pubblicamente Socci di alzare i toni, e voi invece cosa fate?

  16. andrea g ha detto

    Il ritorno -autentico- alla Casa del Padre,
    come raccontato da Gesù nella splendida parabola del figliol
    prodigo, è accompagnato dal pianto della consapevolezza di cosa
    si sia fatto:
    “Padre, non sono più degno di essere chiamato tuo figlio”.
    Dio gioisce nel perdonare: l’importante è che si sia consapevoli
    di averne tanto bisogno.

    • andrea g ha detto in risposta a andrea g

      Insomma, uno che scrive:
      “quando la smetterà Bergoglio di spadroneggiare
      da despota sulla Sposa di Cristo perseguitando
      i Cattolici?”, non può pensare di liquidare
      infamie del genere -durate anni- senza prostrarsi
      e chiedere perdono.
      Se no è tutta fuffa-

      • Marco S. ha detto in risposta a andrea g

        Aggiungo poi che, secondo me, dobbiamo avere tutti un giudizio piu’ sorvegliato di quello che si reputi attribuire agli altri, in particolare ovviamente nel caso del Papa.
        Un rischio mi pare infatti quello di ridurre un concetto articolato in una sola frase.

  17. claudia2674 ha detto

    Caspita certo che fa impressione leggere una simile accozzaglia di stupidaggini tutte in una volta . L’Oscuro Distruttore ? Ma che è Il Signore degli Anelli ? Comunque Socci per 4 anni ha praticamente dato degli inetti a tutti i cardinali del conclave che in barba allo Spirito Santo hanno eletto l’Anticristo in persona !!! Eppure bastava andare su youtube a sentire le omelie del vescovo di Buenos Aires Jorge Bergoglio ( tenute per strada pubblicamente) per scoprire che pronunciava le stesse identiche parole che pronuncia da papa. Condanne contro il lavoro schiavo, lo sfruttamento della prostituzione, contro la corruzione ecc. Si sapeva già che difficilmente parlava di preservativi, divorziati o gay, ma preferiva i discorsi “sociali”, così come amava l’ecumenismo. Comunque per me Socci sta buonino qualche giorno, poi riparte-

    • gianfrancoclassecinquantasei ha detto in risposta a claudia2674

      …Hai ragione Claudia, infatti, secondo me, il Pontefice è permeato da quella che viene chiamata teologia della liberazione…

  18. ezio ha detto

    Dopo aver letto questo articolo e tutti i post, uno ad uno, vorrei esprimere la mia umile riflessione. La prima: non vi è differenza tra questo sito, quello di tosatti, quello di socci etc etc… tutti spirano odio, violenza e falsità da tutti i pori. Da una parte contro il Papa e chiunque lo difenda e dall’altra a favore del Papa ed a morte chi ne parla male. Vorrei ricordare che pure Borgia è stato Papa e Vicario di Cristo ma mi pare che non sia brillato anzi… ergo non sempre è un male avanzare perplessità sulle parole del Romano Pontefice (dire che se una congregazione ha molte vocazioni lo preoccupa è come negare l’azione dello Spirito Santo che soffia su chi vuole e come vuole).
    La seconda: Che Cristo (sottolineo Cristo) abbia detto: “non osi separare l’uomo ciò che Dio unisce” o “i due diventeranno una sola carne” pare sia diventato puro folclore. E’ inutile arrampicarsi sugli specchi: AL ha dei punti non chiari se è vero, come è vero, che la Conferenza Episcopale Tedesca ha deciso di riammettere alla Eucaristia i divorziati sposati e non mi pare che, ad oggi, qualche eminente della Santa Sede abbia smentito ciò.
    La terza quando qualcuno non risponde evidentemente ha qualcosa da nascondere. Se 4 cardinali e diversi sacerdoti chiedono al Santo Padre di meglio esplicitare egli ha il dovere di farlo a meno che i suoi intendimenti non siano in contrasto con la richiesta di chiarimenti. Cosa gli costa al Santo Padre dire: ragazzi vedete avete capito male la Comunione ai divorziati risposati non è possibile darla. Punto! Fatto sta che, dolente o nolente, tutto ciò provoca una confusione enorme.
    Tutto il resto è fuffa… egli è il Santo Padre e fino a quando lo sarà egli è il Pastore della Chiesa Universale ma non per questo ( a meno che non parli ex catedra) non si possa criticarlo su affermazioni ( e ne fa tante ) che non coincidono prettamente con la dottrina della Chiesa (almeno quella vigente alla data odierna)
    Allora smettetela di fare come i Guelfi ed i Ghibellini… perchè anche l’amministratore o il moderatore di questo sito quando non sa che cosa rispondere di fronte a delle situazioni reali che contrastano il proprio pensiero provvede a cancellare i post, esattamente come tutti gli altri… atteggiamenti che cristiani non sono mentre lo è la correzione fraterna, la stessa che Paolo di Tarso attuò nei confronti dell’allora vicario di Cristo, tal Simon Pietro. E ricordatevi che, sempre citando Paolo di Tarso, non ci sono Socciani, uccroriani, tosattiani, bergogliani, caffarriani etc etc m tutti siamo di Cristo.
    A, per chiudere… se vogliamo predicare l’umiltà dobbiamo dare il buon esempio.
    Grazie dell’ospitalità

    • andrea g ha detto in risposta a ezio

      “tutti spirano odio, violenza e falsità da tutti i pori”-

      Non ci siamo: su quali punti accusi UCCR di essere falsa,
      violenta e spirante odio? Troppo facile metterla così.
      Entra nel merito, please-

    • Fabio ha detto in risposta a ezio

      Ezio, non mi pare che i lettori intervenuti in questa sede, abbiano sprigionato odio e cattiveria da tutti i loro pori contro qualcuno, prendendo le difese o le accuse di una ipotetica fazione pro o contro Papa Francesco, come da te sostenuto.
      Nel mio caso, poi, se proprio ho idolatrato qualcuno, l’ho fatto nei riguardi dello Spirito Santo, basti rileggere i miei post in data 9 febbraio.
      Per quanto concerne la redazione di UCCR, da semplice lettore attento ai contenuti di un articolo, quale io sono, direi si sia limitata a riportare con tanto di prove evidenti, i repentini cambi di pensiero e vedute di Antonio Socci.

      • ezio ha detto in risposta a Fabio

        Vabbè ci rinuncio. Le guerre continuano… preferisco continuare ad avere i miei dubbi su talune posizioni del Santo Padre ( e guai a non averne altrimenti dovremmo riconoscere che nel passato Borgia era rappresentante di Cristo in terra con tutti gli annessi e connessi e mi limito a Borgia ) ed a non puntare il dito contro nessuno perchè io non sono Bergogliano o Socciano o Benedettiano ma sono Cristiano e leggo il Vangelo, quel libro con cui Dio ci parla, e li ho trovato scritto: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Continuate a tirarvi le pietre addosso… ma lasciate perdere Cristo… il Suo era altro messaggio. Io, da peccatore, preferisco non tirarle, guardare alla mia trave e tentare di amare tutti ad iniziare da chi la pensa differentemente da me. Buona tutto a tutti.

        • Fabio ha detto in risposta a ezio

          Ezio, nel tuo primo intervento hai scritto testuali parole:

          “TUTTI spirano odio, violenza, falsità da tutti i pori.”

          Dire tutti, vuol dire che non ne salvi uno, nemmeno chi non ha tirato in ballo questioni che a te, evidentemente, devono disturbare.

          Se vuoi insegnare agli altri utenti a non puntarsi il dito contro, è una buona cosa, ma allora dovresti iniziare a dare il buon esempio tu, non credi?

          Prima dai dei violenti, falsi e carichi di odio agli altri, senza neanche leggere attentamente quello che scrivono e poi predichi l’umiltà?
          Dai!

          • Salvatore ha detto in risposta a Fabio

            Beh, che proprio tutti trasudino odio non direi: sarei ingiusto nei confronti di coloro che si mantengono nei limiti della cortesia e della carità. Però, lasciate che lo dica apertamente, sarebbe ora che questo sito (redazione ed alcuni commentatori) si dessero finalmente una calmata e si facessero un esamino di coscienza. Non sono pochi coloro che, leggendo diversi articoli e vari commenti, avvertono un clima di livore e di settarismo.

        • andrea g ha detto in risposta a ezio

          Rinunci a cosa, a insegnarci il rispetto e l’educazione,
          dopo aver iniziato il tuo discorsetto con “siete tutti spacciatori
          di falso e di odio”?
          Come’è quella che dice Gesù: “perchè vedi la pagliuzza nell’altro e
          dimentichi la tua trave?”-
          Ma “il Suo era un altro messaggio”?
          Va beh-

          • Fabio ha detto in risposta a andrea g

            Esatto Andrea.
            Ezio è comparso qui dal nulla, nessuno l’ha offeso o tirato in ballo nei discorsi e nessuno degli utenti si è scagliato contro qualcuno in particolare, proferendo parole d’odio o falsità, come da lui sostenuto. Anzi, è stato proprio lui, che con la sua frase “siete tutti falsi, aggressivi e carichi d’odio”, si è rivelato il solo utente inopportuno e in odore d’ipocrisia.
            Tra l’altro i miei post del 9 febbraio, come gli avevo fatto presente, erano una mera Lode allo Spirito Santo e niente più, ma giacché egli ha fatto finta di nulla, non ha chiesto scusa, anzi, ha rincarato la dose, atteggiandosi come un maestro di verità, la cosa mi ha non poco irritato.
            Se poi esternare una lode allo Spirito di Dio, come ho fatto io, equivalga ad essere definiti aggressivi, falsi e carichi di odio, dato che lui ha usato la parola “tutti”, credo davvero che il suo commento lasci il tempo che trova.

            • andrea g ha detto in risposta a Fabio

              Non a caso il dispensatore di lezioni di tolleranza e pace,
              colui che ha come unico riferimento le parole del Cristo,
              non risponde più.
              Va beh, se gli è servito sparare due trollate, buon x lui.

        • Sem ha detto in risposta a ezio

          Sì anche Borgia era rappresentante di Cristo. Ti ricordosolo una cosa: la campana che suona tutte le sere al vespro, è stata introdotta da papa Borgia. Quante persone a quell’ora hanno dato lode a Dio e a Maria? Ti pare poca cosa? E poi io sto con Santa Caterina da Siena, che chiamava il papa ad Avignone “il dolce Cristo in terra”. Tutti papi santi all’epoca? Comunque preghiamo veramente per i nostri papi.

        • Panthom ha detto in risposta a ezio

          Dopo aver scritto che “tutti spirano odio, violenza e falsità da tutti i pori”, il moralizzatore Ezio ci ricorda che non bisogna mai “puntare il dito contro nessuno” e che lui da peccatore non tira pietre (a parte quelle che ha tirato nel suo commento più sopra). L’ipocrisia del cattolico medio è ben espressa, poi ci domandiamo perché le chiese rimangono vuote…

  19. andrea g ha detto

    Papa Francesco “non riserva certo delle carezze al suo gregge”.
    Cioè?

  20. Salvatore ha detto

    “Onesto è colui che cambia il proprio pensiero per accordarlo alla verità. Disonesto è colui che cambia la verità per accordarla al proprio pensiero” Proverbio arabo.

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