Benedetto XVI sostiene Papa Francesco: «del tutto d’accordo con lui»

Benedetto e FrancescoImportante endorsement del Papa emerito, Benedetto XVI, al suo successore Papa Francesco sull’aspetto centrale dell’attuale pontificato: il concetto di misericordia, spesso ridotto dai suoi critici a banale “buonismo”. L’intervento di Papa Ratzinger è comparso oggi sui quotidiani, anche se in realtà risale all’ottobre scorso quando ha concesso un’intervista al teologo Jacques Servais.

Innanzitutto, occorre dire che non è la prima volta. Nel gennaio di due anni fa, Benedetto XVI aveva scritto: «Io sono grato di poter essere legato da una grande identità di vedute e da un’amicizia di cuore a Papa Francesco. Io oggi vedo come mio unico e ultimo compito sostenere il suo Pontificato nella preghiere». A queste parole erano seguiti diversi interventi del suo segretario personale, mons. Georg Ganswein, il quale ha rivelato la profonda stima di Benedetto XVI verso Francesco, i loro frequenti contatti personali, lasciando spazio anche ad una critica per i «circoli tradizionalisti» che oppongono a Francesco il pontificato di Benedetto XVI. E’ tutto documentato nel nostro apposito dossier.

Nell’ottobre scorso (ma si è saputo solo oggi), dicevamo, Benedetto XVI è direttamente intervenuto a confermare il cuore del pontificato di Papa Bergoglio. Dopo ever elogiato che il tema della misericordia è sempre più centrale nella Chiesa, a partire da Suor Faustina e da Giovanni Paolo II, ha aggiunto che «la misericordia è l’unica vera e ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c’è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza. Papa Francesco si trova del tutto in accordo con questa linea. La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio. È la misericordia quello che ci muove verso Dio, mentre la giustizia ci spaventa al suo cospetto». Una profonda convergenza di vedute, quindi.

Mai il Papa emerito era entrato nel merito della predicazione del suo successore, ha osservato giustamente il vaticanista Luigi Accattoli (mentre l’antibergogliano Sandro Magister si è guardato bene dal riportare la notizia), stavolta invece lo ha fatto, appoggiando la linea di Francesco, lodandone l’impegno sul tema della “misericordia” e osservando che tale messaggio è in continuità con i suoi predecessori (a partire da Giovanni Paolo II), non una sua invenzione astratta. Proprio sulla misericordia il Pontefice si era visto rivolgere prese in giro e correzioni dal giornalista di Libero, Antonio Socci. Quest’ultimo, soltanto un mese fa, aveva proprio voluto contrapporre la visione della misericordia di Benedetto XVI e di Padre Pio a quella di Francesco: «La misericordia testimoniata da padre Pio – diversamente da quella di Bergoglio – era inseparabile dalla giustizia e dalla verità. Padre Pio infatti diceva di temere la misericordia perché se ne può abusare. Il suo insegnamento ricalca quello di Giovanni Paolo II (con S. Faustina) e di Benedetto XVI». Invece il “provetto teologo” è stato smentito da Benedetto XVI, il quale ha proprio scritto che Papa Francesco «si trova del tutto in accordo» con la visione della misericordia espressa proprio da Giovanni Paolo II e da Suor Faustina (entrambi citati da Papa Ratzinger). «Poche righe ma sufficienti per dimostrare l’apprezzamento di Benedetto XVI per il suo successore Francesco», è stato commentato su Zenit.it.

Anche nell’ottobre 2015, proprio pochi giorni prima che Benedetto XVI rispondesse all’intervista, sempre Socci aveva contrapposto i due Pontefici sul tema della misericordia, accusando Francesco di «estrema superficialità» e «interpretazione ideologica» nel 2014 di aver degradato il concetto di misericordia a «discutibile accondiscendenza ai costumi e alle ideologie mondane». In ogni caso, non è la prima volta che il giornalista di Libero viene smentito clamorosamente da Benedetto XVI. Nel febbraio 2014, pochi giorni dopo una sua esoterica ipotesi su un presunto “attacco occulto” che avrebbe portato alle dimissioni del Papa emerito -mettendo in dubbio la validità del suo atto, tant’è che, ha scritto, «ha voluto conservare il titolo di “papa emerito” e l’abito bianco»-, Socci ha ricevuto smentita proprio da Benedetto XVI: «Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino», ha scritto Ratzinger. «Unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde». Per quanto riguarda il mantenimento dell’abito bianco, ­«nel momento della mia rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa. Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo fondamento».

Sarebbe comunque sbagliato ridurre la bella intervista a Benedetto XVI alla confermata convergenza di vedute tra i due Pontefici, un’ovvietà per tutto il mondo cattolico al di fuori del piccolo ma rumoroso cerchio dei tradizionalisti che, ormai, andrebbero chiamati anti-ratzingeriani. Molto belle infatti sono anche queste parole del Papa emerito: «La fede non è un prodotto della riflessione e neppure un cercare di penetrare nelle profondità del mio essere. Entrambe le cose possono essere presenti, ma esse restano insufficienti senza l’ascolto mediante il quale Dio dal di fuori, a partire da una storia da Lui stesso creata, mi interpella. Perché io possa credere ho bisogno di testimoni che hanno incontrato Dio e me lo rendono accessibile. La Chiesa non si è fatta da sé, essa è stata creata da Dio e viene continuamente formata da Lui. Ciò trova la sua espressione nei sacramenti». E ancora: «Ancor meno accettabile è la soluzione proposta dalle teorie pluralistiche della religione, per le quali tutte le religioni, ognuna a suo modo, sarebbero vie di salvezza e in questo senso nei loro effetti devono essere considerate equivalenti».

Ratzinger riproporne quindi l’inaccettabilità del relativismo spirituale, esattamente come ha fatto numerose volte anche Francesco: «Altrettanto inseparabili sono Cristo e la Chiesa», ha spiegato ad esempio Papa Bergoglio. «Non si può capire la salvezza operata da Gesù senza considerare la maternità della Chiesa. Separare Gesù dalla Chiesa sarebbe voler introdurre una “dicotomia assurda”, come scrisse il beato Paolo VI. Non è possibile “amare il Cristo, ma non la Chiesa, ascoltare il Cristo, ma non la Chiesa, appartenere al Cristo, ma al di fuori della Chiesa” (Ibid.) Infatti è proprio la Chiesa, la grande famiglia di Dio, che ci porta Cristo. La nostra fede non è una dottrina astratta o una filosofia, ma è la relazione vitale e piena con una persona: Gesù Cristo, il Figlio unigenito di Dio fattosi uomo, morto e risorto per salvarci e vivo in mezzo a noi. Dove lo possiamo incontrare? Lo incontriamo nella Chiesa, nella nostra Santa Madre Chiesa Gerarchica». Oppure: «Il messaggio evangelico noi lo riceviamo nella Chiesa e la nostra santità la facciamo nella Chiesa, la nostra strada nella Chiesa. Fedeltà alla Chiesa; fedeltà al suo insegnamento; fedeltà al Credo; fedeltà alla dottrina, custodire questa dottrina».

Grazie Benedetto, grazie Francesco.

 

POST SCRIPTUM
Lucetta Scaraffia sull’Osservatore Romano ha commentato l’intervento di Benedetto XVI scrivendo: «L’intervista che Benedetto XVI ha rilasciato al teologo gesuita Jacques Servais sul tema della fede tocca temi cruciali. Non si rivela tanto come un appoggio offerto dal Papa emerito a un presunto partito della misericordia, e quindi a Francesco, come ha rilevato chi ha dato dell’intervista soprattutto un’interpretazione giornalistica: come se il tema della misericordia costituisse un’esclusiva del Papa regnante e non un tema fondativo della tradizione cristiana, anche se spesso emarginato e dimenticato». Non sappiamo a chi si sta rivolgendo la nota storica e femminista cattolica, poiché tra tutti coloro che hanno commentato queste parole -noi compresi- nessuno ha parlato di “partito della misericordia”, né tanto meno ha sostenuto che questa tematica sia un’esclusiva di Francesco, o una sua invenzione. Infatti, lo stesso Benedetto XVI ha incardinato il messaggio di Francesco sulla misericordia in una continuità tra i suoi predecessori, a partire da Giovanni Paolo II, dimostrando così l’autenticità dottrinale del Papa regnante e smentendo indirettamente le accuse che riceve dai suoi critici. Per questo Zenit.it, ad esempio, ha commentato: «Poche righe ma sufficienti per dimostrare l’apprezzamento di Benedetto XVI per il suo successore Francesco».

Basta leggere le sue parole, senza interpretarle: «Per me è un “segno dei tempi” il fatto che l’idea della misericordia di Dio diventi sempre più centrale e dominante – a partire da suor Faustina, le cui visioni in vario modo riflettono in profondità l’immagine di Dio propria dell’uomo di oggi e il suo desiderio della bontà divina. Papa Giovanni Paolo II era profondamente impregnato da tale impulso, anche se ciò non sempre emergeva in modo esplicito. Ma non è di certo un caso che il suo ultimo libro, che ha visto la luce proprio immediatamente prima della sua morte, parli della misericordia di Dio. A partire dalle esperienze nelle quali fin dai primi anni di vita egli ebbe a constatare tutta la crudeltà degli uomini, egli afferma che la misericordia è l’unica vera e ultima reazione efficace contro la potenza del male. Solo là dove c’è misericordia finisce la crudeltà, finiscono il male e la violenza. Papa Francesco si trova del tutto in accordo con questa linea. La sua pratica pastorale si esprime proprio nel fatto che egli ci parla continuamente della misericordia di Dio. È la misericordia quello che ci muove verso Dio, mentre la giustizia ci spaventa al suo cospetto. A mio parere ciò mette in risalto che sotto la patina della sicurezza di sé e della propria giustizia l’uomo di oggi nasconde una profonda conoscenza delle sue ferite e della sua indegnità di fronte a Dio. Egli è in attesa della misericordia».

La redazione
(articolo inserito nell’archivio tematico dedicato a Papa Francesco)

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

60 commenti a Benedetto XVI sostiene Papa Francesco: «del tutto d’accordo con lui»