Chi è il miglior amico di Papa Leone XIV

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“Il mio amico, il Papa”. Armando Jesús Lovera, tra i pochi a poterlo dire: la storia di un’amicizia trentennale, normalissima e poco conosciuta.


 

Chi conosce davvero Leone XIV?

A parte i suoi fratelli e il fidato segretario don Edgard Iván Rimaycuna, c’è una persona che quasi nessuno ha mai sentito nominare.

Si chiama Armando Jesús Lovera e per oltre trent’anni ha frequentato quasi quotidianamente Robert Francis Prevost, il futuro Papa. Hanno guardato insieme le partite dei Mondiali di calcio e hanno viaggiato insieme. Tantissimo.

Oggi Lovera è uno dei pochi al mondo a poter dire: “Il mio amico Bob, il Papa”.

 


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L’incontro tra Bob e Armando

I due si incontrarono per la prima volta nel 1991 a Bojacá, in Colombia.

Lovera era arrivato dal Perù per verificare la propria vocazione tra gli agostiniani.

All’inizio Prevost, americano e canonista, gli appariva come una persona rigida: «Immaginavo un uomo distante e severo, più interessato alle regole che alla vita delle persone», ha raccontato recentemente.

Ma il pregiudizio svanì presto: il futuro Papa gli parlò delle comunità peruviane segnate dalla povertà e dalla violenza e dell’impegno degli agostiniani accanto alle famiglie più colpite. «Le sue esperienze risvegliarono in me il desiderio di essere lì anch’io», ha confessato Lovera.

 


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La crisi e il matrimonio

Prevost divenne anche suo accompagnatore spirituale per sette anni.

Poi arrivò la crisi: Lovera capì che la vita religiosa non era la sua strada. Non era un problema di fede ma si rese conto che la vita comunitaria gli risultava difficile.

Molti insegnanti del seminario cercarono di persuaderlo, Robert Prevost no: «Mi ascoltò senza giudicarmi, né cercò di forzarmi a prendere una decisione», ricorda l’uomo. «Rispettò la mia libertà».

Per Lovera, questa delicatezza nei suoi confronti rimane ancora oggi uno dei maggiori pregi del suo amico più caro. Invece di plasmare le persone secondo le proprie idee, spiega, Prevost aiutava i suoi confratelli a trovare la propria strada davanti a Dio.

L’amicizia è continuata anche dopo la separazione delle loro strade, tra telefonate, messaggi, teologia, politica, commenti sulla vita quotidiana e soprattutto calcio: Prevost simpatizzava per il Real Madrid, Lovera per il Barcellona.

L’uomo ha poi conosciuto la sua attuale moglie e «Bob è sempre stato presente nei momenti più importanti della mia vita, parte della storia della mia famiglia».

 

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Il giorno dell’elezione: “Scoppiai a piangere”

Poi, dopo l’elezione di Prevost a nuovo Papa, nel 2025, le cose sono ulteriormente cambiate. Non nella loro essenza, ma nella forma. A parte il fatto che, racconta Lovera, «non ho mai pensato seriamente che potesse essere eletto» anche se temeva tale evenienza.

La paura era perdere il rapporto quotidiano con il suo migliore amico, poterlo chiamare “Bob” e chiamarlo in qualsiasi momento. Senza un motivo particolare o alcun protocollo.

Da quel giorno si sono incontrati solo due volte, ma restano in contatto tramite messaggi e telefonate. «Gli resto vicino ma con rispetto, consapevole dell’enorme responsabilità che ora si trova ad affrontare».

 


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Il messaggio su Messenger

Durante l’intervista, l’amico del Papa ha raccontato un aneddoto curioso avvenuto la sera dell’8 maggio 2025, giorno dell’elezione di Leone XIV.

«Mi coprii il viso e iniziai a piangere», ricorda. Poi gli mandò un messaggio tramite Messenger: “Buona notte, Santo Padre. Preghiamo per te. Puoi contare su di noi”.

La risposta arrivò quella stessa sera. “Grazie! Un abbraccio!”.

Autore

La Redazione

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