Il presidente si scusa per la preghiera. Ma conclude con: «Viva Cristo Re!»

presidente colombia

Il neo presidente della Colombia, Abelardo de la Espriella, è già al centro di un caso istituzionale. Ha fatto capire la differenza tra laicità e laicismo.


 

Un curioso ma indicativo caso politico.

In Colombia, il presidente Abelardo de la Espriella è stato costretto a scusarsi per le espressioni religiose pronunciate durante la recente cerimonia di insediamento.

Ma nel farlo, ha concluso il discorso facendo capire che la laicità non equivale a laicismo.

Suggeriamo all’Unione Atei Agnostici Razionalisti (UAAR) di inserire questa notizia tra le sue giornaliere e noiose lamentele sul mondo, diffuse con la rubrica “clericate”.

 


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Il giudice impone le scuse

La vicenda nasce dalla cerimonia del 7 agosto a Cali, durante la quale era presente un’immagine della Madonna di Fatima.

A seguito del tradizionale momento di preghiera interreligiosa con un sacerdote cattolico, un pastore evangelico e un rabbino, De la Espriella ha ringraziato Dio proprio nel suo primo discorso presidenziale, concludendo con l’espressione «viva Cristo Re».

Il 26 agosto, un severo giudice di Bogotà, accogliendo il ricorso di un cittadino agnostico, ha stabilito che quelle manifestazioni avevano violato la «neutralità religiosa dello Stato».

Al presidente è stato quindi ordinato di presentare pubbliche scuse e di dichiarare che si sarebbe astenuto da comportamenti che manifestassero una preferenza per la Chiesa cattolica o per un’altra confessione religiosa. Un analogo ordine è stato rivolto al presidente del Congresso.

 


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(13/08/2026)


 

“Viva Cristo Re!”

De la Espriella è quindi nuovamente intervenuto e pubblicamente ha precisato di rispettare la separazione tra Chiesa e Stato e la libertà religiosa di tutti, compresa quella di chi non professa alcuna fede.

Prima di porgere le scuse «se» l’atto religioso avesse provocato disagio o offeso qualcuno, ha ricordato che la Costituzione protegge anche il suo diritto a manifestare privatamente o pubblicamente la fede.

Proprio qui è giunto il particolare che ha reso interessante la vicenda: il presidente ha infatti concluso il messaggio esclamando nuovamente «viva Cristo Re», chiedendo anche a Dio di benedire la Colombia.

 

Qui sotto il video (pubblicato sul nostro canale YouTube)

 

 

La telefonata del Papa

Insomma, se l’obiettivo del giudice era relegare le convinzioni religiose del capo dello Stato alla sua esclusiva dimensione privata, il presidente sembra aver trovato un modo piuttosto esplicito per mandare un altro messaggio.

Ovvero ricordare che la libertà religiosa comprende anche la possibilità di dichiarare pubblicamente la propria fede.

Un capo di Stato con la schiena dritta. Anche se ciò non significa necessariamente che governerà bene: i fatti lo diranno.

Solo per coincidenza, pochi giorni dopo il presidente colombiano ha ricevuto la telefonata di Papa Leone XIV, il quale ha manifestato la vicinanza della Santa Sede alla Colombia dopo il devastante terremoto del 10 agosto scorso.

Autore

La Redazione

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5 commenti a Il presidente si scusa per la preghiera. Ma conclude con: «Viva Cristo Re!»

  • Manlio Padovan ha detto:

    Si tratta di un presidente che non ha capito un cazzo sulla sua funzione pubblica. UN presidente ipocrita, insomma.

  • Aldo ha detto:

    Ragione vs Razionalismo, Laicità vs Laicismo: come masturbarsi con la parole.

    • Sandro ha risposto a Aldo:

      Va bene, poi mi aiuti a capire il senso di questo commento così profondo?

      • Aldo ha risposto a Sandro:

        Leggiti la dichiarazione del card. Angelo Biffi ed attentamente l’articolo in oggetto qui.

  • Angelo Capazzone ha detto:

    “cristo re” che regna su tutti, il dittatore! Non doveva essere un profeta umile? I soldi e il potere che avete non vi bastano? O quello di stare sempre a piangere è semplicemente il gioco delle parti? Un’altra domanda: mirate a governare il mondo, quali sono i vostri piani?