«Il Fuoco Santo di Gerusalemme non è un miracolo: come l’ho scoperto»

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Intervista a Dimitris Alikakos: il giornalista ortodosso scopre l’intervento umano nel “miracolo” dell’accensione del Fuoco Santo di Gerusalemme.


 

La verità sul Fuoco Santo di Gerusalemme.

UCCR ne ha parlato di recente suscitando un vespaio di polemiche, sia in Italia che all’estero.

Abbiamo infatti ricostruito l’inchiesta del giornalista greco ortodosso Dimitris Alikakos su quello che è tradizionalmente considerato dagli ortodossi “il più grande miracolo del cristianesimo”.

Una fiamma si accenderebbe miracolosamente nel Santo Sepolcro durante il Sabato Santo.

Aliakakos ha però dimostrato che non è così, raccogliendo le confessioni di diversi sacerdoti e vescovi ortodossi, nonché della persona incaricata ad accendere il fuoco prima della cerimonia.

Perché ne parliamo? Perché i miracoli, quelli veri, sono una cosa seria.

 


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L’inchiesta sul Fuoco Santo

L’indagine di Dimitris Alikakos è pubblicata nel libro “Redemption – On the Holy Fire” ed è consultabile a questa pagina web.

Il caso è finito presso il tribunale di Atene, il quale tramite sentenza definitiva ha confermato in maniera inappellabile che le prove dimostrano che il Fuoco viene acceso «attraverso un intervento umano», con accendino o fiammiferi.

La corte ha ritenuto attendibili le testimonianze giurate di esponenti del clero ortodosso raccolte da Alikakos.

Nonostante la sentenza, però, sia cattolici che ortodossi hanno sollevato obiezioni.

In contatto con UCCR, lo stesso Dimitris Alikakos ha risposto alle critiche precisando alcuni aspetti importanti della vicenda.

 


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L’ammissione del Patriarcato ortodosso

Innanzitutto gli abbiamo domandato perché la Chiesa ortodossa avrebbe portato avanti questa finzione per secoli.

Alikakos, figlio di un sacerdote ortodosso, parte da una distinzione fondamentale.

Se si elimina la pretesa dell’accensione miracolosa, spiega, «la cerimonia non è una frode»: rimane un rito religioso, con caratteristiche particolari, che simboleggia la Risurrezione di Cristo. Una cerimonia analoga, osserva, viene celebrata in tutte le chiese ortodosse la sera del Sabato Santo.

Il problema nasce quando la cerimonia di Gerusalemme viene presentata ufficialmente come un miracolo.

Fino al 2018, sul sito web del Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme era presente una pagina che affermava esplicitamente il carattere miracoloso dell’accensione delle candele del Patriarca come «uno dei più grandi del cristianesimo».

La pagina è stata successivamente rimossa proprio a seguito alla sua ricerca. Oggi, al suo posto, compare un articolo del 2015 emendato da qualunque riferimento al miracolo.

Ancora oggi però, spiega Alikakos, «in Russia il Patriarcato lo diffonde ufficialmente come miracolo».

Messi di fronte alle prove e ai dubbi, spiega il giornalista, «alcuni membri del clero hanno provato sensi di colpa», confessando quanto sapevano e impegnandosi «perché la verità fosse diffusa».

D’altra parte, Alikakos ha trovato proprio il sacrestano addetto all’accensione del Fuoco Santo con un accendino, il quale ha ammesso pubblicamente in questo video la procedura.

Il giornalista le definisce «coraggiose testimonianze giurate di alti membri del clero del Santo Sepolcro».

 

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La “fiamma fredda” del Fuoco Santo

Molti sostenitori del carattere miracoloso del Fuoco Santo affermano però che, nei primi momenti dopo l’accensione, la fiamma sarebbe fredda tanto da poterla passare sulla pelle senza provocare ustioni.

«Nella mia inchiesta non ho affrontato direttamente questo argomento» tuttavia, aggiunge il giornalista greco, «l’ho studiato con il mio gruppo nel 2019 e non siamo riusciti a trovare nemmeno un video in cui un fedele tenga la fiamma ferma su una parte scoperta del proprio corpo, anche solo per dieci secondi».

In effetti Alikakos ci mostra che in tutti i video pubblicati online, i fedeli passano velocemente la fiamma sul braccio o sotto il mento (per far raffreddare quella zona) e si nota il loro disagio nel farlo.

Se la fiamma fosse davvero fredda, perché non mantenerla fissa a lungo in un punto del corpo? Ognuno può visionare autonomamente i video online.

Vi sono tra l’altro dimostrazioni dello stesso effetto con una fiamma normale.

In alcuni video selezionati da Alikakos, si notano dei fedeli intenti a spegnere le fiamme sui capelli.

Il giornalista ha poi parlato con Nikolaos Poumpouridis, un uomo che si è recato a Gerusalemme nella Pasqua del 2018 per dimostrare il fenomeno e il cui video, mentre sperimenta la “fiamma fredda”, è diventato virale.

Durante le immagini si sente chiaramente Poumpouridis dire (in greco) che il fuoco “brucia, bisogna passare velocemente”, tant’è che la sua barba si incenerisce. Intervistato dal giornalista, ha testimoniato: «Il Fuoco Santo brucia. Chi dice il contrario non dice la verità».

 


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Nessuno ha contestato la sentenza

Tornando all’accensione miracolosa, c’è un altro aspetto probante del caso.

Nessun autorevole esponente del Patriarcato, né il segretario generale, né il Patriarca di Gerusalemme, ha obiettato alla sentenza del tribunale di Atene o negato l’accensione tramite intervento umano.

Nemmeno è stata contestata la rivelazione dell’intera procedura di accensione: la mattina presto del Sabato Santo, il più anziano delle guardie mette nel Santo Sepolcro una lampada a olio spenta.

Verso l’una del pomeriggio, il sacrestano della Chiesa della Resurrezione, oggi l’arcivescovo Isidoro, ne mette una seconda e le accende entrambe con un accendino.

Quando entra il Patriarca, davanti a sé trova due lampade già accese. La seconda serve «come sistema di sicurezza», come lui stesso ha rivelato.

 


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I miracoli: una cosa seria

L’inchiesta di Dimitris Alikakos non è contro i nostri fratelli ortodossi, ma semmai una difesa della loro credibilità.

La sentenza, ci spiega il giornalista greco, non è entrata in questioni teologiche, «che rimangono assolutamente rispettabili». Ad essere contestata è solo la specifica affermazione sull’accensione delle candele, presentata come un «miracolo».

La fede non c’entra, insiste Alikakos, «nessuna istituzione è al di sopra del controllo quando si avanzano affermazioni riguardanti fatti concreti che avvengono in un luogo e in un momento specifici. L’accensione del Fuoco Santo non è questione di fede».

Non era giusto continuare diffondere l’affermazione che si trattava di un miracolo, pur sapendo che non lo era. Significa ingannare i fedeli.

I miracoli sono una cosa seria e su questo fenomeno le prove sono ormai inconfutabili.

«E’ talmente grande la portata della frode», confessa amareggiato il giornalista ortodosso, «che ancora oggi facciamo fatica a credere che sia potuto accadere».

Autore

La Redazione

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