I Redentoristi come i lefebvriani: si faranno una Chiesa tutta loro

Redentoristi Transalpini fsspx

L’ultimo atto dei Redentoristi Transalpini: nominare vescovi senza mandato pontificio, imitando i cugini della Fraternità San Pio X.


 

Sembra ormai diventata una moda.

Il sistema è collaudato da secoli di luterana memoria.

Prima si affiggono 95 tesi di protesta antimodernista, poi si impongono condizioni a Roma affinché lo scisma non si consumi e infine si decide di nominare vescovi senza autorizzazione papale.

E’ l’ultimo atto dei Redentoristi Transalpini, comunità tradizionalista che ha recentemente deciso di non riconoscere più i papi successivi a Paolo VI.

 


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La FSSPX fa scuola

I Redentoristi hanno comunità in Scozia, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

Inspirati da ciò che farà la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) tra pochi giorni, anche i Redentoristi hanno annunciato che il fondatore e superiore, padre Michael Mary, riceverà la consacrazione episcopale senza mandato pontificio il prossimo 25 luglio.

La consacrazione sarà conferita dal vescovo canadese Pierre Roy e tra i consacranti figurano anche Rodrigo Ribeiro da Silva e Fernando Altamira.

Tutte le persone citate finora provengono esse stesse dalla Fraternità San Pio X e sono figli spirituali dell’arcivescovo Marcel Lefevbre.

 

“Necessità di preservare Tradizione”

La reazione della diocesi di Aberdeen è stata immediata: un «grave atto di disobbedienza» destinato a separare i partecipanti dalla comunione con la Chiesa cattolica tramite la scomunica, come è previsto in questi casi.

Anche i Redentoristi Transalpini, come i cugini della FSSPX, giustificano il gesto come una necessità per preservare la Tradizione e garantire ai fedeli un episcopato “autenticamente cattolico”.

 


I Redentoristi Transalpini e lo scisma: in tre fuggono e restano cattolici
(27/05/2026)


 

I Redentoristi che restano cattolici

La comunità scozzese era rientrata nella piena comunione ecclesiale nel 2008, ottenendo nel 2012 il riconoscimento canonico come istituto di diritto diocesano.

Negli ultimi mesi, però, la deriva sedevacantista ha accelerato fino alla rottura attuale.

Il mese scorso alcuni membri della comunità hanno abbandonato l’isola scegliendo di restare cattolici e rimanere fedeli al Papa.

Autore

La Redazione

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