I Redentoristi Transalpini e lo scisma: in tre fuggono e restano cattolici

redentoristi transalpini

La comunità dei Redentoristi Transalpini si stacca da Roma ma tre religiosi scappano e restano fedeli. Dinamiche note negli scismatici.


 

I Redentoristi Transalpini anticipano la FSSPX.

Mentre la Fraternità San Pio X (FSSPX) ha rivelato ieri i nomi dei quattro preti che saranno dichiarati vescovi senza l’approvazione del Papa, indifferente al monito del Vaticano della conseguente scomunica per scisma, c’è una piccola comunità scozzese che si è portata avanti.

Si tratta, per l’appunto, dei cosiddetti Redentoristi, noti anche come Figli del Santissimo Redentore, una piccola congregazione di 30 persone presente sull’isola scozzese di Papa Stronsay, nelle Orcadi.

Fondata negli anni ’80 dall’ex redentorista Michael Mary Sim, nacque inizialmente in ambienti vicini proprio alla Fraternità San Pio X.

Dopo anni di irregolarità canonica, nel 2008 il gruppo rientrò nella piena comunione ecclesiale grazie al motu proprio Summorum Pontificum. Nel 2012 arrivò persino il riconoscimento ufficiale da parte della diocesi di Aberdeen.

 


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Lo scisma dei Redentoristi Transalpini

Negli ultimi mesi, però, la situazione è precipitata.

I redentoristi transalpini hanno pubblicato manifesti contro la “Chiesa moderna”, rifiutando il Concilio Vaticano II e dichiarando di non riconoscere più alcun papa da Paolo VI in poi.

Hanno persino invocato un “concilio senza papa” che giudichi i pontefici contemporanei.

La diocesi di Aberdeen ha quindi avviato un procedimento canonico per possibili reati di scisma ed eresia, coinvolgendo anche il Dicastero per la Dottrina della Fede.

 

La fuga clandestina di tre redentoristi

Ma proprio mentre il gruppo si radicalizza, almeno tre religiosi sono fuggiti furtivamente dalla comunità scegliendo di rimanere in comunione con il Papa e rifiutandosi di seguire la deriva scismatica.

Non è chiaro se la morte in mare di un giovane monaco redentorista sia anch’essa collegata a un tentativo di fuga. Al momento la polizia non sospetta alcun atto criminoso.

In Italia il gruppo tradizionalista è sempre stato ampiamente sostenuto dallo scomunicato ex nunzio Carlo Maria Viganò e dal suo entourage locale, tra cui l’ex vaticanista Aldo Maria Valli.

 

 

 

Minutella e i massoni nel Piccolo resto

È una dinamica già vista molte volte nella storia: chi si separa dalla Chiesa finisce quasi inevitabilmente per frammentarsi ulteriormente.

Lo si osserva anche nel gruppo settario Piccolo resto guidato dall’ex prete Alessandro Minutella, autoproclamatosi Pontefice e successore legittimo di Benedetto XVI dopo la contestazione del pontificato di Papa Francesco e la successiva scomunica.

Oggi la comunità vive quasi esclusivamente su YouTube e si nutre di quotidiane catechesi contro la Chiesa cattolica.

Ma il gruppo è in rotta di collisione, i sospetti reciproci sono costanti e lo stesso Minutella ha evocato «l’infiltrazione massonica nel Piccolo Resto» per spiegare il disagio crescente e il tradimento di molti seguaci, soprattutto in Sardegna e Toscana.

 


 

Una traiettoria nota per chi si colloca fuori dalla comunione ecclesiale: dalla contestazione dottrinale alla frammentazione interna, fino alla progressiva dissoluzione.

Autore

La Redazione

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2 commenti a I Redentoristi Transalpini e lo scisma: in tre fuggono e restano cattolici

  • Farlocc ha detto:

    È incredibile vedere gruppi che si staccano dalla Chiesa perché idolatrano il proprio punto di vista! Anche nel semplice ambito lavorativo quotidiano, un dirigente ha sempre una visione molto più ampia, molto più panoramica di un dipendente… Che lo si voglia o no, la Chiesa è gerarchica! Invece no! Se non si capisce o non si condivide qualcosa, si grida subito allo scandalo e si accusa, quando ci si dovrebbe chiudere in ossequioso silenzio!

    • Carlo ha risposto a Farlocc:

      Sono un insegnante di storia e ti assicuro che la storia, per l’appunto, è piena zeppa di questi gruppi microscopici che diventano autocefali, si staccano e sopravvivono per diversi anni prima di essere inghiottiti nel dimenticatoio. Oggi fanno rumore perché ci sono i social network ma credimi, viviamo in un’epoca piuttosto stabile rispetto al passato.