Il Papa a Sarah Mullally: «Nuovi problemi» tra cattolici e anglicani

leone mullally

Papa Leone XIV incontra l’arcivescova Sarah Mullally e parla di “nuovi problemi”, pur valorizzando il dialogo. Il card. Koch ricorda la posizione su ordinazioni anglicane.


 

Poche ore fa l’incontro in Vaticano.

Papa Leone XIV ha ricevuto Sarah Mullally, prima donna a guidare la Chiesa d’Inghilterra.

Il Pontefice ha valorizzato il dialogo ecumenico tra Chiesa cattolica e Comunione anglicana, evidenziando però tra le righe anche le difficoltà crescenti che ne ostacolano una piena unità.

 

“Sono sorti nuovi problemi”

Rivolgendosi ai presenti, Leone XVI ha infatti ricordato che «sebbene siano stato compiuti molti progressi su questioni storicamente divisive, negli ultimi decenni sono sorti nuovi problemi, rendendo il cammino verso la piena comunione più difficile da discernere».

Non ha precisato quali siano questi “nuovi problemi” ma certamente restano centrali le divergenze dottrinali, tra cui la stessa apertura verso l’ordinazione femminile che la pastora Mullally incarna con la sua persona.

Il Papa si è mostrato anche consapevole anche del fatto che «la Comunione Anglicana sta affrontando molte delle stesse questioni al presente», facendo presumibilmente riferimento allo scisma avvenuto proprio a seguito della nomina di Mullally.

Il mese scorso abbiamo infatti documentato il disconoscimento dell’attuale Primate anglicana da parte di un’importante area di vescovi e rappresentanti del clero e dei laici aderenti al GAFCON (Global Anglican Future Conference), culminato nell’appello a «rifiutare la comunione con coloro che promuovono falsi insegnamenti».


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Le differenze non impediscano dialogo

Il Papa ha tuttavia ribadito giustamente la necessità di proseguire il dialogo «nella verità e nell’amore», sottolineando che le differenze non devono impedire il riconoscimento reciproco come fratelli nella fede.

Citando il suo predecessore, Leone XIV ha sottolineato che «sarebbe uno scandalo se, a causa delle nostre divisioni, non riuscissimo a realizzare la nostra comune vocazione di far conoscere Cristo».

Un’impostazione coerente con il magistero recente e con il percorso avviato dopo lo storico incontro tra Paolo VI e l’arcivescovo Michael Ramsey nel 1966, da cui nacque un dialogo teologico stabile tra le due Chiese.

 

“Ordinazioni anglicane non valide”

Il 23 aprile scorso, pochi giorni prima dell’udienza di oggi, il card. Kurt Koch, prefetto del Dicastero per il Servizio dell’Unità dei Cristiani, ha ricordato la posizione dottrinale della Chiesa cattolica sulle ordinazioni anglicane, contenuta in Apostolicae Curae (1896).

Intervistato da Daniel Beurthe, ha affermato che «la Chiesa cattolica non può riconoscere le ordinazioni anglicane, come stabilito da Papa Leone XIII. Ciò vale indipendentemente dal fatto che la persona ordinata sia un uomo o una donna».

L’intervista è apparsa nella versione a pagamento su “The Tablet” (non visibile ai non abbonati), la citazione è stata riportata su “X” da Brendan Walsh, direttore della storica rivista cattolica britannica.

 

 

Autore

La Redazione

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