Medjugorje, c’è anche il card. Simoni: pellegrino a 97 anni
- Ultimissime
- 25 Giu 2026

Un pellegrino speciale per l’anniversario delle apparizioni di Medjugorje: il card. Simoni si arrampica fino alla statua della Vergine.
Oggi è il 45° anniversario delle apparizioni di Medjugorje.
Tra i pellegrini giunti nel piccolo paese della Bosnia-Erzegovina è spuntato anche il cardinale Ernest Simoni.
L’anziano porporato albanese, oggi novantasettenne e noto per i lunghi anni di persecuzione subiti sotto il regime ateo-comunista di Enver Hoxha, ha voluto recarsi personalmente sulla Collina delle Apparizioni (Podbrdo) alla vigilia dell’anniversario.
Le immagini mostrano il cardinale mentre affronta con determinazione la difficile salita lungo il percorso roccioso del Podbrdo, luogo dove i veggenti ebbero la prima apparizione.
Nonostante l’età avanzata, Simoni ha voluto esserci e partecipare alla preghiera insieme alle migliaia di fedeli arrivati da numerosi Paesi.
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Chi è il card. Simoni
La figura del card. Simoni possiede un valore simbolico particolare.
Ordinato sacerdote nel 1956, trascorse quasi trent’anni tra carcere, lavori forzati e persecuzioni a causa della sua fedeltà alla Chiesa cattolica.
La sua storia colpì profondamente Papa Francesco, che nel 2016 lo creò cardinale come riconoscimento della sua testimonianza durante uno dei regimi più ostili alla religione del XX secolo.
Qui sotto il video (pubblicato sul nostro canale YouTube)
La Chiesa e il giudizio su Medjugorje
La visita del porporato avviene in un momento importante per Medjugorje dal punto di vista ecclesiale.
Nel settembre 2024, il Dicastero per la Dottrina della Fede, con l’approvazione di Papa Francesco, ha concesso il cosiddetto nihil obstat all’esperienza spirituale legata al santuario.
La Santa Sede ha riconosciuto che «lo Spirito santo agisce fruttuosamente» a Medjugorje per il bene dei fedeli, producendo «abbondanti e diffusi frutti», evidenziando la presenza attiva di Dio “in mezzo” al fenomeno spirituale di Medjugorje.
La nota “Regina della Pace” precisò tuttavia che riconoscere ciò non implica il riconoscimento dell’origine soprannaturale delle apparizioni, né che «tutto quello che appartenga a quell’esperienza sia esente da ogni imprecisione, imperfezione o possibile confusione».
E’ in ogni caso il più alto giudizio positivo previsto dalle nuove norme ecclesiastiche per i fenomeni soprannaturali, ma la questione dell’origine soprannaturale degli eventi rimane aperta.

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Le apparizioni e la Commissione Ruini
Sulle apparizioni si è invece concentrata una Commissione internazionale d’inchiesta istituita da Papa Benedetto XVI nel 2010 e presieduta dal card. Ruini.
Dopo quattro anni di studi, audizioni dei veggenti, analisi psicologiche e sopralluoghi a Medjugorje, la commissione operò una netta distinzione tra le prime apparizioni e gli eventi successivi.
A larga maggioranza, i membri ritennero credibili le prime sette apparizioni avvenute tra il 24 giugno e i primi giorni di luglio 1981, giudicando i giovani veggenti sinceri e non manipolati da fattori esterni.
Molto più prudente, invece, il giudizio sulle migliaia di presunte apparizioni e messaggi successivi, sui quali la commissione espresse dubbi e riserve, evitando di pronunciarsi favorevolmente.
La commissione Ruini su Medjugorje ebbe comunque solo un ruolo consultivo, la Santa Sede non ha mai recepito formalmente quelle conclusioni come giudizio ufficiale.


















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