Il pugno di Antonio Socci a Papa Francesco e a Medjugorje

Francesco FIlippinePapa Francesco ha appena terminato il bellissimo viaggio in Sri Lanka e Filippine, al centro dell’attenzione ha ovviamente messo la povertà, la centralità dei poveri. Durante la messa conclusiva hanno partecipato 7 milioni di persone, un record storico. Per molti che lo hanno seguito è stato commovente osservare quanto è avvenuto.

Purtroppo, però, il pontificato di Francesco è perseguitato da un gruppetto di «cristiani con la faccia amareggiata, con quella faccia inquieta dell’amarezza, che non è in pace. Mai, mai un santo o una santa ha avuto la faccia funebre, mai! I santi hanno sempre la faccia della gioia. O almeno, nelle sofferenze, la faccia della pace», come ha spiegato Francesco. Spiace dirlo, ma tra questi campioni della lamentela sembra esserci anche Antonio Socci, che, ad ogni intervento pubblico di Francesco, spulcia i discorsi e sottolinea i presunti aspetti anticristiani, scomunicando pubblicamente il Pontefice.

Lo ha fatto anche in questa circostanza, replicando alle parole del Pontefice nella conferenza stampa finale. Nel suo ennesimo articolo (ormai scrive solo se c’è da punire il Papa) e nella sua prima accusa, ha infatti sostenuto che Francesco ha nientemeno colpito le famiglie numerose che «si sono sentite paragonare ai “conigli”, già sono tartassate dallo stato e dai sarcasmi della mentalità dominante. Si aspettavano, almeno dal Papa, comprensione e incoraggiamento, e hanno avuto randellate», citando ovviamente l’onnipresente suo “caro amico” che si è offeso alle parole del Papa.  Innanzitutto occorre ricordare che pochi giorni prima di partire per le Filippine, il 29 dicembre 2014, Francesco ha proprio incontrato l’Associazione nazionale delle Famiglie numerose affermando: «Giustamente voi ricordate che la Costituzione Italiana, all’articolo 31, chiede un particolare riguardo per le famiglie numerose; ma questo non trova adeguato riscontro nei fatti. Resta nelle parole. Auspico quindi, anche pensando alla bassa natalità che da tempo si registra in Italia, una maggiore attenzione della politica e degli amministratori pubblici, ad ogni livello, al fine di dare il sostegno previsto a queste famiglie. Ogni famiglia è cellula della società, ma la famiglia numerosa è una cellula più ricca, più vitale, e lo Stato ha tutto l’interesse a investire su di esse.

In secondo luogo, Francesco durante la conferenza stampa ha usato come esempio una donna che «era incinta dell’ottavo dopo sette cesarei. “Ma lei vuole lasciare orfani sette?”. Questo è tentare Dio». Per questo ha detto: «ma questa è una irresponsabilità. “No, io confido in Dio”. “Ma guarda, Dio ti da i mezzi, sii responsabile”. Alcuni credono che – scusatemi la parola, eh? – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, no? No. Paternità responsabile. Questo è chiaro e per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, ci sono gli esperti in questo, ci sono i pastori, e si cerca. E io conosco tante e tante vie d’uscita lecite che hanno aiutato a questo». Socci ha evitato anche di citare le parole del presidente delle Famiglie numerose, Giuseppe Butturini, che ha elogiato l’intervento del Papa, concordando con lui sull’irresponsabilità del comportamento di questa madre.

Per chi è in buona fede è evidente che Francesco stia smontando il vecchio luogo comune anticattolico sul sesso solo per procreazione, dimenticando gli insegnamenti sui metodi naturali (nel Sinodo sulla Famiglia si è parlato di «maternità e paternità responsabile» nel capitolo contro la contraccezione e a favore dei metodi naturali). Parla di “vie d’uscita lecite” e invece molti opinionisti anticlericali (Massimo Gramellini, Carlo Tecce ecc. stanno affermando che il Papa avrebbe aperto alla contraccezione, incredibilmente lo ha scritto anche la vaticanista Franca Giansoldati). Lo aveva già detto Giovanni Paolo II: «il pensiero cattolico è sovente equivocato, come se la Chiesa sostenesse un’ideologia della fecondità ad oltranza, spingendo i coniugi a procreare senza alcun discernimento e alcuna progettualità. Ma basta un’attenta lettura dei pronunciamenti del Magistero per constatare che non è così». Peccato che in quell’occasione Socci non criticò Wojtyla di accusare le famiglie numerose di “procreare senza alcun discernimento”. Due pesi e due misure, come sempre accade a chi tradisce il buon senso.

Nella sua seconda accusa, lo scrittore ha sostenuto che Francesco si sia «rimangiato lo scivolone sul “pugno” e mi viene da ridere a pensare come faranno ora a fare marcia indietro tutti quegli zuavi pontifici che – col solito zelo – si erano messi a giustificare la reazione violenta all’insulto verbale». Facendolo, ha sostenuto Socci, avrebbe fatto «la toppa peggio del buco perché – per rimangiarsi la gaffe – ha detto che “in teoria” il Vangelo dice che non si deve rispondere con la violenza. E così il Vangelo diventa una “teoria” di un sognatore». Francesco non ha rimangiato nulla, gli è stato chiesto di chiarire meglio il suo discorso a causa di alcune strumentalizzazioni mediatiche e lui lo ha fatto, riproponendo lo stesso identico concetto: «Questo volevo dire: che in teoria siamo tutti d’accordo. C’è libertà di espressione, una reazione violenta non è buona, è cattiva sempre. Tutti d’accordo. Ma nella pratica fermiamoci un po’, perché siamo umani e rischiamo di provocare gli altri e per questo la libertà deve essere accompagnata dalla prudenza. Quello volevo dire». Francesco sta chiaramente invitando gli uomini, cristiani e non, alla prudenza nell’uso della libertà d’espressione: è vero che il Vangelo chiede di porgere l’altra guancia ma non si può confidare sul fatto che tutti ascoltino il Vangelo, e c’è il rischio serio di provocare reazioni violente. Il discorso è talmente chiaro e cristallino che ci si stupisce di come possa essere manipolato ancora, a meno che si sia pregiudizialmente contro il Papa. Esattamente come coloro che affermano che Gesù istighi alla violenza quando disse: “Non sono venuto a portare pace, ma una spada” (Mt 10,34). Basta contestualizzare le parole e si capisce il vero senso della frase.

 

Parlando di questa campagna antipapista di Antonio Socci bisogna comunque riflettere su una cosa. Conosciamo tutti la sua devozione verso la Madonna di Medjugorje, è anche l’autore di un bellissimo libro su questo. Bene, il 17 agosto 2014 durante l’apparizione a Ivan, uno dei veggenti di Medjugorje, la Madonna ha chiesto: «in modo particolare, cari figli in questo tempo pregate per il mio amatissimo Santo Padre, pregate per la sua missione, la missione della pace», un’indicazione decisamente rara nei messaggi di Medjugorje. Nessuno si aspettava questa richiesta, Francesco è molto amato…eppure, misteriosamente, Antonio Socci non solo ha evitato di riportare le parole di Maria sul suo “amatissimo Santo Padre”, ma, per una strana coincidenza, proprio verso la fine dell’estate scorsa ha intensificato la sua opposizione al Santo Padre. Poche settimane dopo la richiesta della Madonna di pregare per la missione di Francesco, Socci ha infatti pubblicato il suo libro intitolato “Non è Francesco” dove, addirittura ha messo in dubbio l’elezione complottando un conclave farlocco (tesi completamente smontata, tanto che lui non ne parla più evitando altre gaffe). Non solo, esattamente due mesi dopo la richiesta di Maria di intensificare le preghiere per “il mio amatissimo Santo Padre”, Socci ha definito il Papa «la bandiera e il simbolo del cattoprogressismo», profetizzando «la spaccatura della Chiesa».

Antonio Socci pare davvero non ascoltare più nemmeno i messaggi e le richieste delle apparizioni (e non chiede ai suoi lettori di farlo, come faceva un tempo), anzi ne ha contrastato i contenuti. Inoltre, a causa del diffuso fenomeno di antipapismo che ha generato, molti stanno davvero iniziando a sospettare che sia lui stesso -e l’armata tradizionalista dalla faccia funebre che lo segue- uno dei motivi (non certo l’unico) per cui la Madonna quest’estate -poche settimane prima l’uscita del suo libro contro il Papa- ha chiesto di pregare per «il mio amatissimo Santo Padre». E’ un’ipotesi, ovviamente, ma chi ha orecchie per intendere, intenda.

maria3

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166 commenti a Il pugno di Antonio Socci a Papa Francesco e a Medjugorje

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  1. Joseph ha detto

    Nel 2015 credere che ogni lunedì alla stessa ora la Madonna di Medjugorje rilascia la sua conferenza stampa è cosa veramente al pari della più recalcitrante superstizione.

    • Francesco Santoni ha detto in risposta a Joseph

      Perché, cos’ha il 2015 di speciale?

      • Riccardo ha detto in risposta a Francesco Santoni

        già, la cosa era un po’ strana anche nel 2014

        • Ottavio ha detto in risposta a Riccardo

          Se il miracolo non fosse una “cosa strana” non sarebbe miracolo. Anche a Fatima e Lourdes le apparizioni erano costanti nel tempo e la veggente sapeva quando recarsi nel luogo. Su questo ci potremo esprimere soltanto in futuro, ora comunque il tema non è questo.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Joseph

      Il tema (come è stato già detto) non è questo, oltretutto le stesse cose le pensava anche l’ateo premio Nobel Alexis Carrel prima di recarsi a Lourdes, tornando però convertito dopo aver assistito ad un miracolo sotto ai suoi occhi.

      La vera superstizione è credere che il mondo sia nato per caso dal nulla. E’ un insulto alla ragione. Ma ora torniamo a Socci.

      • Matteo ha detto in risposta a Paolo Viti

        Per uno che si converte ce ne sono dieci che abbandonano, quindi non credo ti convenga tirar fuori questi esempi.

        • Francesco Santoni ha detto in risposta a Matteo

          chi abbandona perché non crede a miracoli, visioni, possessioni etc, fa bene ad abbandonare, visto che tali cose sono profusamente descritte nel Vangelo, e dunque non possono essere oscurate per venire incontro alla sensibilità di chicchessia

          • Matteo ha detto in risposta a Francesco Santoni

            Magari abbandona anche perchè non crede più al Vangelo, o meglio a quei fatti che lì vengono spacciati come veri.

            • Francesco Santoni ha detto in risposta a Matteo

              Appunto, ma non è che la Chiesa e i cattolici possano cambiare o oscurare il Vangelo pur di venire incontro a questa gente, non ti pare?

              • Matteo ha detto in risposta a Francesco Santoni

                Sicuro, ma non è certo la conversione di una persona che rende quelle cose autentiche.

                • Paolo Viti ha detto in risposta a Matteo

                  Infatti non è questo il motivo per cui ho citato Carrell, ma l’ho citato perché lui riteneva superstiziosi i miracoli e ha dovuto ricredersi constatandone uno davanti ai suoi occhi. Quindi andrei piano a parlare di superstizione, a meno che si abbia dentro un odio talmente feroce che non si riesca a evitare di tacciare gli altri di cretinismo boccalone.

                • Riccardo ha detto in risposta a Matteo

                  Cavallo in E6#! scacco matto

                  Senza voler entrare nel merito della questione, questa partita lampo è sicuramente vinta da Matteo.

                  • viaNegativa ha detto in risposta a Riccardo

                    Era una (molto) velata ironia, la tua, vero?

                    • Riccardo ha detto in risposta a viaNegativa

                      Nient’ affatto.

                      Mi è piaciuta la rapidità degli scambi e come Matteo ha spinto l’ ”avversario” nell’angolo.
                      Sembra quasi che il commento delle ore 15.00 nasconda già la trappola che scatterà alle 15.48.
                      C’è una bellezza intrinseca, in queste mosse e contromosse, che trascende il contenuto.
                      E poi non c’è niente di male, in taluni contesti, a “tifare” per un non credente (“…ma è normale…”, direbbe Bergoglio”); escluderlo a priori sarebbe disumano (segue lunga, dotta citazione):

                      “Tanto il credente quanto l’incredulo, ognuno a suo modo, condividono dubbio e fede, sempre beninteso che non cerchino di sfuggire a se stessi e alla verità della propria esistenza.
                      È tipico della stessa impostazione fondamentale del destino umano, il fatto di poter trovare l’assetto definitivo dell’esistenza in questa interminabile rivalità tra dubbio e fede, tra tentazione e certezza.
                      E chissà mai che proprio il dubbio, il quale preserva tanto l’uno quanto l’altro dalla chiusura nel proprio isolazionismo, non divenga d’ora in poi la sede per intavolare delle conversazioni, per scambiare qualche idea.
                      Esso infatti impedisce ad ambedue gli interlocutori di barricarsi completamente in se stessi, portando il credente a rompere il ghiaccio col dubbioso e il dubbioso ad aprirsi col credente.” (J. Ratzinger, “Introduzione al cristianesimo” ed. Queriniana)

                      Prima ancora che nel mondo, è nel cuore dell’uomo che albergano il credente e il non credente (“…sempre beninteso che non cerchino di sfuggire a se stessi e alla verità della propria esistenza”).

                    • viaNegativa ha detto in risposta a viaNegativa

                      Sì, quello che vuoi, fattostà che bastava replicare così per mettere a nudo la pochezza del commento.

                      In E6, più che un cavallo, è stato messo un asino.

                • viaNegativa ha detto in risposta a Matteo

                  non è certo la conversione di una persona che rende quelle cose autentiche

                  Così come non è l’abbandonare la fede che rende “queste cose” non autentiche.

                  Oh, avanti…

                  • Riccardo ha detto in risposta a viaNegativa

                    Io invece ho trovato questo tuo commento un po’ debole, perchè non brilla di originalità propria, ma si appoggia all’originalità del commento di Matteo.
                    Un po’ come se fosse di seconda mano.

                    Mi sembrava comunque solo che la schermaglia risultasse più bella con la conclusione delle 15.48.

                    • viaNegativa ha detto in risposta a Riccardo

                      Per i miei gusti, invece, la schermaglia s’è conclusa in maniera decisamente più caratteristica nel momento in cui è arrivata la pedata in culo all’asino che, poverino, sta ancora ragliando a orecchie basse.

                      Che ci vuoi fare… de gustibus!

        • viaNegativa ha detto in risposta a Matteo

          Per uno che si converte ce ne sono dieci che abbandonano

          Domanda (in buona fede): esistono dati a sostegno di questo soverchiante rapporto o l’hai buttata là?

          • Matteo ha detto in risposta a viaNegativa

            Se qualcuno ti ha fatto credere che sono di più quelli che si convertono che quelli che abbandonano, fagli i miei complimenti, perchè ha fatto un bel lavoro di manipolazione del cervello.

            • viaNegativa ha detto in risposta a Matteo

              Non mi sono nemmeno espresso in merito, quindi non capisco questa tua uscita.
              In ogni caso non mancherò di fargli i miei complimenti, stanne certo. Non prima, però, di aver preso visione dei dati di cui ti ho chiesto.

              Rimango in attesa.

              • viaNegativa ha detto in risposta a viaNegativa

                Bene, questi dati non arrivano e allora -a mio giudizio- si danno due possibilità:

                1. i dati, se ci sono, dicono ben altro rispetto a quanto ha sostenuto Matteo, quindi si potrebbe ribaltare (a suo danno) il discorso sulla “manipolabilità cerebrale”. Io però mi astengo dal fare ciò, poichè lo ritengo offensivo e di cattivo gusto;

                2. questi dati non esistono, ma se così stanno le cose appare allora evidente che non sia possibile dire alcunchè, nè in un senso nè nell’altro. Insomma, su ciò di cui non si può parlare bisognerebbe tacere.

                E meno spocchia, la prossima volta.

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Matteo

              Essendoci sempre più credenti che atei, se la logica non è un’opinione, sono molti di più quelli che si sono convertiti che quelli che hanno lasciato. In ogni caso non c’entra nulla il tuo ragionamento, chi se ne va non lo fa perché gli è stato dimostrato che i miracoli non esistono ma per altri motivi. Carrel si è convertito per un miracolo avvenuto sotto i suoi occhi, nonostante fosse scettico.

              • Matteo ha detto in risposta a Paolo Viti

                Se la realtà non è un’opinione i cattolici sono tali perchè così educati fin da bambini, le conversioni quindi sono pochissime. Moltissimi di più invece quelli, che pur aver ricevuto i sacramenti, aver seguito le lezioni di catechismo e direligione a scuola… poi abbandonano. Poi chi se ne va lo fa appunto perchè non crede più ai miracoli, in quanto scopre che tutto ciò che gira attorno alle religioni sono semplici invenzioni umane. Questa è la realtà.

                • Paolo Viti ha detto in risposta a Matteo

                  Se la realtà non è un’opinione chiunque liberamente sceglie se accettare l’educazione ricevuta o rifiutarla, nel momento in cui la si accetta consapevolmente ci si converte. Questa concezione immobilista e prigioniera dell’educazione che si riceve non è la realtà. Solitamente il miliardo di credenti al mondo sa benissimo che l’ateismo è una posizione vuota e amorale, che sussiste soltanto per essere “anti” qualcuno: ne sono un esempio i tuoi commenti.

                  • Matteo ha detto in risposta a Paolo Viti

                    Solitamente un ragazzino non adotta un credo nuovo ma semplicemente prosegue quello che l’ha accompagnato dalla nascita. Nessuna conversione quindi.

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Matteo

                      Il ragazzino diventa adulto e c’è un momento che accetta o rifiuta l’educazione, in quell’istante inizia la conversione o la de-conversione all’amoralità.

                    • G.Ferrari ha detto in risposta a Matteo

                      Hai ragione, “conversione” significa il passaggio a un’altra religione, non si dice mai di un bambino o di un giovane che aderisce alla fede a cui l’hanno educato.

                    • Paolo Viti ha detto in risposta a Matteo

                      Il fatto che non si dica non significa nulla, conversione significa “cambiamento” e quando il bambino prende coscienza attiva dell’educazione ricevuta e la accoglie coscientemente siamo di fronte ad un cambiamento, una conversione.

                      Ricapitolando: credere ai miracoli nel 2015 non è affatto strano, tanti che parlano di superstizione -come il premio Nobel Alexis Carrell- si sono dovuti ricredere assistendo ad essi in prima persona. Statisticamente, valutando il numero di credenti e non, è molto più raro -e dunque più strano- non credere ai miracoli che crederci. Ora torniamo pure ad Antonio Socci, grazie.

                • FREEZER75 ha detto in risposta a Matteo

                  Balle

                  Io sono stato ateo per 26 anni, non sono cresciuto in un ambiente cattolico e sono arrivato ad avere Fede tramite il mio Vissuto

                  Ma che credi che qualcuno basi la propria fede solo sui Miracoli?? andiamo bene..

          • Antony ha detto in risposta a viaNegativa

            Io sostengo che se qualcuno esce dalla Chiesa Cattolica, è perchè non ci è mai stato dentro seriamente e con vera fede, ma per una sua “convenienza”, e quando questa gli viene a mancare, crolla tutta la sua impalcatura.

            • Dario* ha detto in risposta a Antony

              Anche io la pensavo così una volta ma in realtà la questione in certi casi è molto più complessa

    • gladio ha detto in risposta a Joseph

      D’ altronde ,quì, nel 2015, nella nostra Italia che è in Europa è possibile trovare ancora un sacco di gente con l’ anello al naso e la sveglia al collo che crede, pensa un po’ , alle panzane che, non settimanalmente, ma quotidianamente rilasciano ” La repubblica ” e ” Il fatto quotidiano”; cose da non crederci!

  2. Tommasodaquino ha detto

    Sulla posizione di Antonio Socci, ne prenderei atto e basta. Personalmente pregherò anche per lui (per me e per la mia famiglia lo faccio già). Credo che in questi casi continuare a fare un muro contro muro sia precisamente nelle intenzioni di chi grida sistematicamente allo scandalo, facendo parlare di sè e diffondendo teorie (perchè queste sono, TEORIE) pretestuose. Terrei a mente questa bellissima virtù cardinale che è la prudenza. Per cui personalmente obbedirò al Papa, prudenza chiede e prudenza avrà. Almeno da parte mia.

    • andrea g ha detto in risposta a Tommasodaquino

      Nessun “muro contro muro”, egregio amico dall’altisonante nickname.
      Semplicemente, Uccronline ribatte alle quasi quotidiane baggianate
      di Antonio Socci xchè, come è stato ampiamente ripetuto negli altri
      articoli, x la popolarità conquistata in passato dal giornalista
      toscano, i suoi scritti nevrotici continuano a godere di una certa
      diffusione, e possono quindi oggettivamente fare del male.
      Quindi ringraziamo gli amici di Uccronline x il prezioso servizio.

      • andrea g ha detto in risposta a andrea g

        Sempre sottolineando che si giudica quanto Socci scrive,
        non certamente lo scrittore, poichè soltanto DIO è giudice:
        “non temerete alcun uomo, poiché il giudizio appartiene a DIO”.
        Deuteronomio 1:17

      • Tommasodaquino ha detto in risposta a andrea g

        E’ difficile pensare che non sia un muro contro muro, visto che ad ogni sciocchezza scritta da Socci si risponde a tono. La cosa certa è che più si risponde più gli si da importanza, in più al giorno d’oggi i mezzi sono più che sufficienti per informarsi adeguatamente, per cui i seguaci di Socci sono responsabili a loro volta delle scelte che fanno. L’esperienza popolare ha il seguente detto “nel lavare la testa all’asino ci si rimette l’acqua ed il sapone”; di solito queste perle trovano riscontro nella maggior parte dei casi. Non nego che i danni fatti siano oggettivamente incalcolabili, ma bisognerebbe ponderare anche le conseguenze di questa scelta, ovvero del continuare a rispondere ad una persona che non vuole ascoltare. Tutto qui.
        p.s. grazie per l’altisonante, lo prendo come un complimento, sono convinto che il Santo Aquinate sorvolerebbe egregiamente sull’appellativo.
        p.p.s grazie per l’amico, non credo di averla mai conosciuta ma se lei è così “espansivo” non posso che ringraziare

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Tommasodaquino

          Avresti ragione se Socci fosse un tizio qualunque che ha un blog e quattro lettori. Purtroppo è uno degli scrittori cattolici più noti in Italia e non sarà Uccr ha dargli visibilità. Purtroppo non è facile cercare di informarsi da soli su come stiano i fatti, per questo articoli così sono tanto utili per arrivare subito alla questione.

          Credo infine che questi articoli non siano tanto rivolti a lui (è ovvio che SOcci non dirà mai: “Si scusate, ritiro tutto”), ma alle persone che a lui credono o a coloro che stanno formandosi un’opinione o a chi si trova a conversare con i suoi lettori.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Tommasodaquino

      Anch’io sono favorevole a questa replica puntuale delle tesi di Socci, d’altra parte i blog devono fare questo. O no? Se uno infanga il Papa attraverso i mezzi di comunicazione con tesi ridicole e false mi sembra lecito replicare attraverso i mezzi di comunicazione, chi vuole apprendere la verità avrà così due campane da ascoltare.

      • Tommasodaquino ha detto in risposta a Paolo Viti

        si ma non mi risulta che esista un giornale o blog cattolico che ogni giorno confuta gli articoli di repubblica o del fatto quotidiano? Poi per carità se si vuole proseguire su questa strada non sta a me decidere e proseguirò a leggere volentieri il sito. Senza rancore.

        • Dario* ha detto in risposta a Tommasodaquino

          Non mi risulta neppure che ci sia un sito che si sia mai preso di confutare le scemate di LaVey ma d’altra parte ce n’è motivo? No, perché una persona sana di mente quella roba neanche la legge.
          Merita un discorso a parte il confutare gente come Socci perché vanta un bel po’ di credito acquisito e come ho faticato io a convincermi della sua caduta credo che potrebbe succedere anche ad altri. A me gli interventi di UCCR sono stati e sono ancora estremamente utili per non farmi più o meno parzialmente influenzare da Socci, li ringrazio e li esorto a continuare per lo meno fintanto che non sia diventato chiaro che Socci non è più dalla parte della Chiesa e che ciò che scrive non ha alcun fondamento.
          Mai sentita la massima “perchè il male trionfi basta che le persone buone non facciano niente”? Ho visto coi miei occhi troppe leggende metropolitane diventare “vere” grazie ad Internet per non temere che la cosa possa ripetersi anche in questo caso…

          • Tommasodaquino ha detto in risposta a Dario*

            Anch’io ringrazio UCCR per le OTTIME confutazioni alle tesi di Socci. Però ribadisco ogni scelta ha delle conseguenze. Occorre ponderare le conseguenze generate da un muro contro muro soprattutto e lo ribadisco con una persona che non vuole ascoltare; non mi sembra che i seguaci di Socci siano altrettanto disponibili, ho terminato di parlare con uno di questi poco fa per telefono e mi spiace ma non c’è verso. Dubito che se dovessero scriversi altri mille articoli la situazione cambierà (ma naturalmente potrei sbagliarmi). Alla fine essendo una persona adulta si assume le sue responsabilità e ancora una volta lo ripeto i mezzi oggi ci sono, se quello che manca è il giudizio critico bhè ci vuole tanta, tanta preghiera.

            • Dario* ha detto in risposta a Tommasodaquino

              La questione è che, date le due campane, viene data la scelta agli “indecisi” di a chi dare credito. I seguaci di Socci difficilmente si smuoveranno dai loro paraocchi ideologici ma c’è ancora tanta gente che magari non lo segue tanto assiduamente che potrebbe venire traviata dai suoi vaneggiamenti. A mio avviso è ancora presto per considerare disinnescata la “mina” Socci. Tra un po’ vedrai che le posizioni si stabilizzeranno e ci sarà anche meno bisogno degli articoli esplicatori, io lo vedo come un processo fisiologico =)

            • Paolo Viti ha detto in risposta a Tommasodaquino

              Anch’io concordo con Dario ma capisco anche la tua posizione. Come ho scritto sopra, guarda a questi articoli come un aiuto a chi si trova a conversare con i lettori di Socci e a loro stessi perché aprano gli occhi. Non sarei così scettico sul cambiamento delle persone, c’è chi spegne il cervello e chi invece ci crede perché è semplicemente male informato. Ma se trova un’altra campana che riporta i fatti nel modo corretto cambia facilmente posizione.

    • Antony ha detto in risposta a Tommasodaquino

      Va bè, sono teorie le sue, ma perchè fin’ora nessuno le ha smentite?? e lui sarebbe felicissimo di esserlo!

      • Norberto ha detto in risposta a Antony

        Come nessuno le ha smentite? E questo articolo di cosa parla? E tutti quelli precedenti? Non esiste una sola teoria di Socci che sia rimasta inascoltata e inconfutata…

        • Antony ha detto in risposta a Norberto

          mi riferisco alla gerarchia

          • Dario* ha detto in risposta a Antony

            La gerarchia ha già provato a smentirlo una volta col caso del 3° segreto di Fatima ed ha imparato che nel farlo si fa peggio

            • Antony ha detto in risposta a Dario*

              Non hanno smentito ( il quarto vorrai dire) si sono solo arrampicati sui vetri (Bertone me lo ricordo).
              Infatti l’allora papa Benedetto disse che non dovevamo illuderci che su Fatima era stato detto tutto dando ragione a Socci.

              • Dario* ha detto in risposta a Antony

                In realtà i segreti sono sempre stati solo 3, sdoppiare il 3° è un artificio letterario 😉
                Per come ricordo io la vicenda il free-climbing sugli specchi c’era da ambo le parti anche se ammetto di aver dato anch’io credito a Socci a quei tempi. Oggi come oggi, dopo gli ultimi sviluppi sulla sua (in)attendibilità credo che dovrei rivedere le cose se solo avessi abbastanza interesse per la tematica in questione

              • Sete di Parola ha detto in risposta a Antony

                Esatto Antony! Il terzo segreto di Fatima non si è ancora avverato e la tesi menzognera di Bertone che si scomodò nel 2007 per andare a Porta a Porta a dimostrare che il segreto era già stato rivelato e non c’erano altre verità, fece acqua da tutte le parti e penso, spero, che nessuno abbia abboccato almeno tra i credenti a quelle panzane. A parte il libro di Socci (non l’ho letto) io parlo di una nutrita letteratura a riguardo, parlo di eminenti fatimiti (studiosi di fatima) che hanno raccolto documenti e testimonianze in tanti anni di studio. Alcuni testimoni della lettura integrale del testo originale che era in possesso di suor Lucia, sono morti ma rimane tutto documentato.

      • Tommasodaquino ha detto in risposta a Antony

        si certo. sarebbe tanto felice di essere smentito che banna chi prova a farlo ragionare. non scherziamo per cortesia

  3. daniele ha detto

    Grazie per quanto scrivete in risposta alle scemenze del povero Socci; ho letto anche io quanto ha scritto stamane per commentare le parole del Santo Padre; un misto di cose inventate ad arte, forzature e falsità. Oramai qualsiasi cosa dica Francesco, verrà storpiata da questo signore, che ha perso ogni tipo di dignità e credibilità.
    Fate bene a rispondere ogni giorno, perchè anche se seguito da pochissime persone irrilevanti, merita una risposta adeguata. Grazie ancora.

  4. Mario ha detto

    Condivido pienamente l’interpretazione da dare alle parole del Papa che purtroppo, dato che spesso parla in modo spontaneo, usa termini che si prestano ad essere equivocate o manipolate.
    Sono molto dispiaciuto per l’attuale posizione di Socci nei confronti del Papa che aveva inizialmente difeso in diverse occasioni. Sono convinto che tutta la sua polemica sia conseguente alla sua convinzione che l’elezione papale non sia valida, perchè altrimenti avrebbe un atteggiamento diverso.
    Prego per lui, che in tante occasioni ha espresso coraggiosamente i valori cristiani, pagando di persona, affinchè comprenda che invece ora sta facendo un servizio ai nemici della fede, combattendo addirittura contro il legittimo vicario di Cristo.

  5. Capitan Harlock ha detto

    Ho seguito e seguo Socci, nonostante qualche mese fa mi abbia bannato perché gli ho rivolto una domanda (relativamente alla confutazione della sua tesi sull’invalidità del collegio cardinalizio che portò all’elezione di papa francesco) linkando l’articolo di uno stimato giurista canonico che mi sembra convincente. In questi mesi, anche in relazione al fatto che mi ha visto “protagonista” (essere bannato per una semplice domanda non “in linea” mi ha fatto presumere che socci si stesse comportando in modo ideologizzato), ho sempre più cercato di verificare le notizie e i commenti riportati negli articolo di socci. Questo per dire che, benché non creda di essere prevenuto, mi muovo con prudenza nell’attribuire credito ai suoi interventi. Sulla questione dei “cattolici come conigli” credo che papa francesco, così come sulla questione del pugno, stia comunicando veramente male. Sono convinto che le parole del papa si prestino troppo facilmente (per le modalità in cui lui usa lo strumento comunicativo) a equivoci con conseguenze anche gravissime. Immaginatevi che qualcuno, senza aver ascoltato le parole del papa di qualche settimana fa sull’aborto quale omicidio, ritenga che la frase del papa consenta di abortire….(per il diritto italiano sarebbe una soluzione lecita), magari perché in cinta “per caso” o del quarto figlio! A me sembra che questo Papa debba moversi con molta prudenza in ambito comunicativo….

    • Dario* ha detto in risposta a Capitan Harlock

      A maggior ragione ben vengano siti come questo in cui le frasi del Papa vengono spiegate nel loro giusto contesto

      • Laura ha detto in risposta a Dario*

        L’informazione va a un’altra velocità, piaccia o no. Quando certe frasi sono pronunciate, è NATURALE che poi l’opinione pubblica si fermi a quelle: divertiamoci pure a dire che non c’è nulla di anti-dottrinale (perché è così, o quasi…), che sono solo modi dire, che in realtà voleva dire ecc. ecc. Il fatto, mi ripeto, è che il papa non può più permettersi il lusso di queste leggerezze, ovvero permettersi il lusso di costringere i cattolici doverlo giustificare, a spiegare, a circostanziare, a contestualizzare, a dire perché molti dei nostri detrattori (che si alimentano di certe uscite) non hanno comunque ragione ecc. ecc. La comunicazione va di corsa e l’opinione pubblica non ha voglia di precisazioni. Prudenza, cazzo, prudenza: possibile che non si capisca una simile ovvietà?

        • Dario* ha detto in risposta a Laura

          Guarda la cosa da un’altra prospettiva. I cattolici moderni (in occidente) sono abituati a dormire su cuscini di allori. Quanti sono i cattolici che danno testimonianza della propria fede? Mica per niente la società va allo sbando. Se i cattolici vengono “costretti” a darsi una svegliata e, dovendo rendere testimonianza della propria fede, ad approfondirla e ripulirla da tante sovrastrutture inutili o dannose, è poi da considerarsi così tanto male? Diciamoci la verità, la maggioranza dei cattolici moderni è estremamente tiepida, un po’ d’aria può spegnere o rinvigorire la fiamma ma, non sono io ad affermarlo, in entrambi i casi sempre meglio che tiepidume. Dare testimonianza alla Verità è la cosa più bella che un cristiano possa fare, non lamentiamoci se ci viene data occasione di farlo, anche se è faticoso.
          Detto questo, io faccio davvero fatica a pensare che frasi come quelle del Papa possano essere equivocate da gente sana di mente ed in buona fede. L’importante è guardarsi dagli avvoltoi manipolatori. Prendiamo ad esempio la faccenda del pugno, io sono stato contento che abbia preso posizione contro la imperante giustificazione (quando non esaltazione o addirittura santificazione) della blasfemia a mezzo stampa. Le gentili e caritatevoli “tirate d’orecchi” del Papa secondo me non sono mai state fuori luogo fino ad oggi, per il futuro vedremo ma sono piuttosto fiducioso che il Papa sappia fare il suo mestiere.

          P.S. occhio al turpiloquio, è sempre negativo ma stona particolarmente in bocca ad una donna 😉

          • Francesca ha detto in risposta a Dario*

            Avrei potuto scrivere io il tuo commento. D’accordissimo su ogni singola parola.

            (eccetto il tuo p.s. perché ogni tanto anche noi donne possiamo perdere la pazienza, e cmq nella realtà siamo, quasi sempre, più eleganti degli uomini anche quando scivoliamo su qualche parolaccia)

            • Dario* ha detto in risposta a Francesca

              Sono d’accordo con la tua parentesi, proprio perché voi donne siete più eleganti e composte si nota di più quando “perdete l’equilibrio”. Un po’ come si noterebbe di più una macchia nera su un cigno che non su una zebra. Non mi fraintendere, niente di tragico, capisco anche io che quando scappa scappa, però, per quanto sia sempre brutta una macchia, una zebra sporca si nota poco, un cigno sporco invece fa un certo effetto, specialmente per le zebre che un po’ ne invidiano il candore 😉

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Laura

          Laura ma con Ratzinger cosa facevamo scusa? Passavamo le giornate a difenderlo dalle strumentalizzazioni continue ai suoi discorsi? Non ti ricordi?? Io si, eppure nessuno gli chiedeva di smettere di dire “leggerezze” o di non essere ambiguo.

          Francesco è vittima dei media così come lo era Ratzinger, questo è un esempio classico che ho trovato:
          http://www.meltybuzz.it/benedetto-xvi-gay-papa-omosessuali-ferita-pace-twitter-hashtag-a108559.html

          • Dario* ha detto in risposta a Paolo Viti

            Sono assolutamente d’accordo con te Paolo, difatti se c’è una cosa che mi hanno insegnato le dimissioni di Benedetto XVI è di stare, nel mio piccolo, ancora più vicino al Papa. Noi non ci rendiamo conto del peso che deve portare.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Capitan Harlock

      Ecco vedi, questa è una posizione assolutamente accettabile! Si possono avere delle perplessità, è normale…ma non giustifica certo la militanza ossessiva di Antonio!

      Rispondendo alle tue perplessità, farei notare che si tratta di dialoghi informali con i giornalisti e non di catechesi, omelie o udienze. Il Papa parla a braccio e qualcosa di poco prudente e manipolabile può uscire, sicuramente Benedetto XVI era molto più fine su questo e scaltro come una volpe. Francesco dalla sua ha una umanità trascinante…insomma ogni Papa ha il suo carisma, chi è più popolare è più strumentalizzabile, chi è dotto e scaltro lo è meno ma magari affascina emotivamente meno. E lo dice uno che adora Ratzinger!!!

    • FREEZER75 ha detto in risposta a Capitan Harlock

      Sinceramente Antonio Socci, se sono veri determinati fatti esposti in questo Blog mi delude assai

      Ritenevo fosse più trasparente e meno ancorato ai suoi pregiudizi sul Papa e con quello che non condivide

    • Marco S. ha detto in risposta a Capitan Harlock

      Sono d’accordo, capitano !

    • Fabrizia ha detto in risposta a Capitan Harlock

      Anche a me Socci ha dato una rispostaccia , anzi due, perché gli avevo rivolto una domanda sul Papa. Non sono su FB e non mi ha bannata. Continuo ancora a ricevere lo “Straniero”. Ci sono rimasta male, perché lo trovavo davvero innamorato di Cristo e della Chiesa. Penso abbia sofferto troppo per Caterina. Che la Madonna gli stia vicina.

  6. Laura ha detto

    Sì, ragazzi, tutto vero. Però sarebbe l’ora che il Santo Padre la finisse di esprimersi con simile leggerezza: non è più al bar del circolo dipendenti dell’arcivescovado. Prima il pugno, oggi i conigli. Ovvio, nulla di scritto nero su bianco e nulla di dottrinale (per questo, alla fine, Socci non fa nulla di anti-cattolico), ma leggerezze che nella società della informazione non ci si può permettere il lusso di fare. Eccheccazzo.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Laura

      Non sarei così convinto, ho sentito tanti colleghi lontani dalla Chiesa che hanno per la prima volta letto un discorso del Papa proprio perché appariva più alla loro portata, con termini informali e battute popolari. Non so cosa sia rimasto di quanto ha detto, però lo hanno letto e su cento ad uno magari resterà qualcosa. Francesco si comporta come un parroco di campagna e i parroci hanno educato centinaia di generazioni…non credo ci sia da preoccuparsi per qualche battuta un po’ sopra le righe.

      • Dario* ha detto in risposta a Paolo Viti

        A me per esempio con la faccenda del pugno ha ricordato don Camillo di Guareschi ed intendo il paragone a mò di complimento. Siamo onesti, chi tra i cristiani degni di questo nome non ha provato un sentimento analogo nel vedere le vignette blasfeme e bestemmiatrici di c.h. (e non mi riferisco a quelle contro l’islam)? Era ora che qualcuno si pronunciasse in tal senso e questo era l’unico modo caritatevole verso tutti per farlo. Analogamente per il controllo delle nascite: se il Papa l’avesse detto seriamente avrebbe ferito tante persone pur senza intenzione, ma con una battuta ha fatto passare il concetto di una genitorialità responsabile senza caricare nessuno di pesi indesiderati.

      • Francesca ha detto in risposta a Paolo Viti

        A me un sacerdote chiacchierando ha detto di aver ricevuto persone che non si confessavano da circa 40 anni…. e questi hanno affermato che Papa Francesco li aveva ispirati ad entrare di nuovo in chiesa…e per di più direttamente in confessionale.

    • Alberto ha detto in risposta a Laura

      Sono d’accordo con Laura. Scusatemi ma io ho 5 figli, non dico che mi sono offeso, ma insomma non è stato molto piacevole per me sentirmi dare del coniglio dal Papa… io che sono credente e papista dalla testa ai piedi. Ormai quando sento le sue interviste sull’aereo comincio a tremare. Comunque a me ha dato fastidio, che ci posso fare? Ho sempre pensato di affidarmi al Signore e aprirmi alla vita, mai a poi mai avrei immaginato che un Papa potesse definire coniglio uno che mette al mondo qualche figlio più della media. E che diamine, ma stiamo scherzando? un papa che dà del coniglio a chi fa tanti figli. Immagino come possa essersi sentito chi ha 6 o 7 figli, e ne conosco di famiglie così. No, scusate ma proprio non ci siamo. D’accordo che Socci è fuori di testa per molte cose, tipo quella sua mania del conclave fasullo… ma non possiamo neanche su di lui avere dei pregiudizi negativi.

      • Dario* ha detto in risposta a Alberto

        Ovviamente il Papa non si riferiva a chi i figli li ha già ma a chi li deve ancora mettere al mondo, è solo un richiamo alla procreazione responsabile e penso che fosse rivolto alle parti del pianeta a rischio sovrappopolamento, non certo all’Italia a rischio estinzione 😉

        • Dario* ha detto in risposta a Dario*

          Io penso che, leggendo il testo completo della domanda e della risposta sia evidente che non stia parlando in generale ma delle Filippine.

          Domanda:
          Ma, secondo dei sondaggi, la maggioranza dei filippini pensa che la crescita enorme della popolazione filippina è una delle ragioni più importanti per la povertà enorme del Paese, e nella media una donna nelle filippine partorisce più di tre bambini nella sua vita, e la posizione cattolica nei riguardi della contraccezione sembra essere una delle poche questioni su cui un grande numero della gente nelle Filippine non stia d’accordo con la Chiesa. Che cosa ne pensa?

          Risposta:
          Io credo il numero di 3 per famiglia che lei menziona, credo che è quello che dicono i tecnici: che è importante per mantenere la popolazione, no? 3 per coppia, no? Quando scende questo, accade l’altro estremo, che accade in Italia, dove ho sentito – non so se è vero – che nel 2024 non ci saranno i soldi per pagare i pensionati. Il calo della popolazione, no? Per questo la parola chiave per rispondere è quella che usa la Chiesa sempre, anche io: è paternità responsabile. Come si fa questo? Col dialogo. Ogni persona, col suo pastore, deve cercare come fare quella paternità responsabile. Quell’esempio che ho menzionato poco fa, di quella donna che aspettava l’ottavo e ne aveva sette nati col cesareo: ma questa è una irresponsabilità. “No, io confido in Dio”. “Ma guarda, Dio ti da i mezzi, sii responsabile”. Alcuni credono che – scusatemi la parola, eh? – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli, no? No. Paternità responsabile. Questo è chiaro e per questo nella Chiesa ci sono i gruppi matrimoniali, ci sono gli esperti in questo, ci sono i pastori, e si cerca. E io conosco tante e tante vie d’uscita lecite che hanno aiutato a questo. Ma ha fatto bene a dirmelo. È anche curiosa un’altra cosa che non ha niente a che vedere ma che è in relazione con questo. Per la gente più povera un figlio è un tesoro. È vero, si deve essere anche qui prudenti. Ma per loro un figlio è un tesoro. Dio sa come aiutarli. Forse alcuni non sono prudenti in questo, è vero. Paternità responsabile. Ma guardare anche la generosità di quel papà e di quella mamma che vede in ogni figlio un tesoro.

      • Francesca ha detto in risposta a Alberto

        Alberto. Certi terroristi islamici hanno anche 20 figli ma ciò non prova che sono cattolici.
        Il prof. Veronesi, se non erro, ha circa 7 o 8 figli, ora non ricordo. Ed è ateo dichiarato.
        Allo stesso modo per un cattolico avere tanti figli può anche non significare niente.
        Perfino per un cattolico fervente può non significare nulla: il Papa faceva l’esempio della donna con 7 cesarei che aspettava l’ottavo figlio e dichiaramente in pericolo di vita perché “si affidava al Signore”. Ora, è bene affidarsi al Signore, è sempre bene e soprattutto se sei rimasta incinta per sbaglio ti affidi al Signore. Però, come avveniva in questo caso, se hai PROGRAMMATO che nonostante tutto volevi rimanere incinta mettendo in pericolo gli altri 7 figli….. scusami ma per me non è fare la volontà del Signore.
        Diverso è il caso di quelle madri che in corso di gravidanza scoprono di avere malattie gravi e rinunciano alle cure per non nuocere al bambino: quella è santità e lì ti devi affidare al Signore.
        Se invece sei irresponsabile verso te stessa e gli altri: secondo me è sfidare Dio, come dice il Papa.

        Ti faccio un esempio che conosco di una donna (di gruppo neocatecumenale). Già molti figli e già rischiato la vita per varie complicazioni. I medici le dicono che non può assolutamente avere altri parti. Ma, mi dicono, in molti gruppi (ok non tutti) di quel movimento si afferma che non si possono usare metodi naturali di regolazione delle nascite e che anche se i medici ti dicono così e cosà tu devi continuare ad avere rapporti fisici (senza schemi di regolazione) con il marito e se resti incinta ci pensa il Signore.
        È rimasta incinta. È stata in punto di morte. Era ricoverata in ottima struttura ospedaliera e l’hanno salvata.
        (per fortuna, dico io, le hanno dovuto togliere molte “viscere ed apparati” per poterla salvare e ora proprio le è impossibile fisicamente rimanere nuovamente incinta).
        Per quanto mi riguarda quella non è fede. Per me quello non è servire il Signore. Lei stessa, a guardarla, non è persona tranquilla e in pace….. Per questo io sono d’accordo con Papa Francesco quando fa la distinzione tra “confidare in Dio” e “sfidare Dio”.
        Dio cerca la nostra collaborazione. Non credo che voglia fideismi, idolatrie, superstizioni e Fede senza Ragione.

        (Spero di non aver offeso i neocatecumenali. Sono convinta che all’interno del movimento ci siano diverse posizioni sull’Humanae Vitae e non tutte la interpretano correttamente, purtroppo)

        • Francesca ha detto in risposta a Francesca

          Inoltre, aggiungo, per Alberto. Se una donna non potesse più avere gravidanze se non rischiando la vita, per me la Ragione illuminata dalla Fede mi suggerisce che le finanze che servivano ad allevare un figlio biologico si possono destinare ad adottare un bambino africano in pericolo di vita. Così salvo: la vita della madre e quella di un bambino adottato.
          La Ragione ci serve a vedere che cosa vuole Dio. Secondo me OGGI da noi cattolici occidentali vuole che salviamo la vita di chi non può salvarsela da solo: come i bimbi abbandonati.
          Per me a Dio non gli frega proprio niente se vogliamo rischiare la nostra vita per fare un figlio in più. Ci sono tanti figli nel mondo: evci sono tanti modi per essere fecondi oggi. Intestardirsi su un solo tipo di fecondità, senza nessun altro obiettivo in testa, per me è egoismo. Se il cattolico si concentra solo su quello, a me non dice tanto della sua “cattolicità”.

        • Tommasodaquino ha detto in risposta a Francesca

          Diciamo che predicare un’affermazione non in linea con il magistero non è proprio il massimo. E’ un atto di grave irresponsabilità. La Chiesa i metodi naturali li accetta, un movimento che si autodefinisce cattolico non ha certamente un’autorità superiore della Chiesa. Non oso mettermi nei panni di quelli che sostengono questa tesi, come possano sostenerla in ambito morale. Cioè se mia moglie oppure io vogliamo seguire la chiesa usando metodi naturali? Cosa succede, parte la scomunica ?

          • Dario* ha detto in risposta a Tommasodaquino

            La scomunica ovviamente no, visto che la scomunica è una cosa che viene dalla Chiesa, però certamente ti indicano qual’è la porta per uscire dal movimento (il che a conti fatti potrebbe anche risultare essere un bene). Chiedo scusa se c’è qualche neocat che legge il mio post ma è dai tempi di Giovanni Paolo II che questo movimento si mette in pesante attrito con la Chiesa e adotta comportamenti che sono più da scientology che da cristiani. Non giudico nessuno dei suoi membri e non voglio offendere nessuno ma qualche perplessità riguardo al movimento in sé ed al suo ordinamento mi sembra piuttosto giustificata

      • Paolo Viti ha detto in risposta a Alberto

        Se li avete messi al mondo con responsabilità (tu e tua moglie), ovvero consapevoli di avere un sostegno economico adeguato, di avere il tempo adeguato di seguirli e tutte le valutazioni che si fanno in questi casi, allora il Papa non parlava con te. Francesco si è espresso verso chi mette al mondo i figli ad oltranza in modo inconsapevole, sperando nell'”aiuto di Dio”. La Chiesa non ha mai insegnato questo, ci sono mezzi leciti per evitare questa ideologia della procreazione.

    • Gianpaolo ha detto in risposta a Laura

      Assolutamente d’accordo, forse in Argentina il vescovo aveva l’ufficio in un circolo Arci, ma qui siamo in Italia, dove c’è una tradizione pastorale e una preparazione teorica un po’ diversa. A me personalmente, questa cosa d’importare sacerdoti da tutte le parti del mondo sembra stia facendo scivolare la Chiesa in basso, verso una banalità difficile da sopportare.

    • Sete di Parola ha detto in risposta a Laura

      Ah ma allora la pensi come me!

  7. Laura ha detto

    Non si tratta, del resto, di interpretare (noi!) le parole del papa, che, ovviamente, non dicono nulla di anti-cattolico. Si tratta di interpretare come quelle parole vengono prese dalla stampa, ovvero come quelle parole fanno opinione: in questo senso, purtroppo, finiscono per far opinione a vantaggio di chi accusa la chiesa di pensare solo ai soldi (il caso del prete che ha affisso il tariffario in chiesa: ma che bisogno c’è di parlare di un singolo caso – io NON ho mai visto tariffari appesi nelle chiese – da Piazza San Pietro?!) o di integralismo (pugno) e da chi benedice il controllo delle nascite (conigli). Basta leggerezze, basta. Non ce lo possiamo permettere.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Laura

      Sai Laura, non credo nemmeno che sia facile e non credo nemmeno che sia giusto non dire questo perché se no lo manipolano, non dire quest’altro altrimenti ci strumentalizzano. Francesco dice la sua, il testo scritto viene divulgato e chi vuole manipolarlo andrà sempre contro la verità e chi vorrà approfondire lo farà.

      Anche Ratzinger venne strumentalizzato sul profilattico (ricordi il polverone), sul prostituto, sul discorso a Ratisbona, sulle nozze gay come attentato alla pace…eppure nessuno lo accusava di essere ambiguo, o no?

      • Alberto ha detto in risposta a Paolo Viti

        Ma che c’entra?? il discorso di papa Ratzinger sui profilattici è assolutamente in linea col magistero della chiesa, col catechismo e quant’altro. Il discorso del coniglio proprio no. Puoi trovare qualche altro paragone ma certo non questo.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Alberto

          Peccato che nell’articolo qui sopra si citi Giovanni Paolo II che diceva le stesse cose (non citando il coniglio), dunque nemmeno Francesco sta ovviamente dicendo qualcosa contro il magistero, L’esempio è perfetto: entrambi sono strumentalizzati e non è colpa loro, se colpa di Francesco allora è colpa anche di Benedetto XVI.

  8. gladio ha detto

    Lo sforzo della Redazione di UCCR di rimediare con risposte chiare e convincenti, allo smsrrimento che certe pseudo -tesi possono portare nella mente di molti cattolici in buona fede è senz’ altro cosa lodevole e da incoraggiare, pertanto ,Redazione, avanti così!

    Quanto a noi commentatori però…basta sparare su questo poveraccio, a me sinceramente fa pena.

    Capisco che ognuno ci tenga a dire la sua , è umano e legittimo, però finiamola con questo bombardamento a tappeto, non ci stiamo comportando da cristiani, proprio per nulla.

  9. Ivano L. ha detto

    Che i cristiani debbano essere sempre dei beoti, varia a carismi dei papi. In 2000 anni si e’ detto tutto e il contrario di tutto. Io sarei come Paolo VI: che c’e’ da ridere? Il re e’ nudo (da Reimarus in poi) e non c’e’ piu’ l’inquisizione che puo’ spiritualizzare. La poverta’ totale che Socci rimprovera a Francesco e’ possibile per poco tempo. Il rimanere schiavo o liberi, il non prendere moglie…non passera’ questa generazione, verrano gli schernitori beffardi dice un falso Pietro nel 150 (Pietro era morto). Schillebex diceva: chi aspetta un treno da 2000 anni e non arriva, prima o poi arriva a pensare che il treno (Gesu,’) non torna piu’. In quanto a Socci non lo conosco: vive per criticare Bergoglio. Non so se le varie madonne, santi, bilocali ecc. l’abbian detto: 666 significa Cesare Nerone. Il regno di Dio non e’ venuto. Al suo posto la chiesa. Ma non diteci che l’anticristo e’ pure Bergoglio: PER FAVORE!!!!

  10. Daniele ha detto

    Laura il problema non è il linguaggio di Francesco che può piacere o meno, ma la critica continua, falsa, pretestuosa che viene fatta al Santo Padre da questo signore. Mai una parola di elogio, incoraggiamento, preghiera, per chi fino a prova contraria dovrebbe essere la tua guida: è evidente che questo Papa, come i suoi predecessori , stia facendo cose straordinarie, ma ogni giorno ci troviamo l’editoriale negativo di Socci, oltretutto spesso irrispettosoe offensivo

  11. giovanni ha detto

    Personalmente ho sempre seguito con interesse gli articoli di Socci (anche su Facebook) che si era dimostrato in diverse occasioni un attento lettore della realtà e persona di grandi doti umane. Ho continuato a seguirlo, seppur col sopracciglio alzato, anche nelle sue legittime perplessità sul modo di esprimersi di Papa Francesco in diverse circostanze. Poi… ad un certo punto ho colto nei toni e nella frequenza delle critiche un crescente livore (cosa rimarcata dal costante uso del maiuscolo) che non ho più tollerato. E’ come se avesse fatto della critica a Francesco (che lui chiama solo Bergoglio) una sua personale guerra santa.
    E questo, considerato il grande numero di persone che lo seguono e che lo stimano, non fa bene alla Chiesa.
    Ho smesso di seguirlo perché un grande santo, mio maestro di vita (don Bosco), non faceva altro che raccomandare ai suoi ragazzi di amare il Papa. Amarlo per quello che è. Amarlo anche se può starci antipatico o non incontra il nostro apprezzamento. Amarlo anche se dice cose che a noi possono apparire delle stupidaggini.
    E, mi spiace dirlo, nei recenti interventi del buon Socci scorgo tutto tranne che carità, al punto che molti suoi “seguaci” (spero che siano solo dei troll), come ho avuto modo di leggere in diversi interventi, sono schierati come se dovessero difendere chissà cosa.
    Mah… da che mondo è mondo, dove c’è divisione è il diavolo che opera. E tanto mi basta.

    • Gianpaolo ha detto in risposta a giovanni

      Senti, è giusto dire che bisogna amare cristianamente il prossimo a cominciare dal santo Padre, però un’altra cosa è annuire a qualunque cosa egli affermi, perchè dimmi: se domani il Papa va al Gay Pride (di questo passo me lo posso anche aspettare) tu cosa fai, gli vai dietro?

      • giovanni ha detto in risposta a Gianpaolo

        Certo! Anche se va sulla luna o nella quarta dimensione, oppure a pesca di lambagioni rosa.

      • Paolo Viti ha detto in risposta a Gianpaolo

        La storia non si fa con i “se” e con i “ma”. Se il Papa decidesse di partecipare al Gay Pride io, come figlio della Chiesa, andrei a leggermi le motivazioni, le studierei, pregherei di capirle e farle mie. E se comunque non riuscissi a entrare in sintonia con le ragioni esposte pregherei Dio di cambiare il mio cuore e aprire la mia mente. Ecco, questo farei.

  12. Ivano L. ha detto

    Socci non mi da’ un filo di speranza, ne i suoi veggenti. Roba trita e ritrita. Se non prendiamo sinceramente in mano una bibbia e cerchiamo di render conto della fede (ahime impossibile fino a prova contraria) perche’ volgersi alle favole. Un profeta si vede se la profezia si adempie (,deuteronomio), altrimenti non temerlo. Sul suo sito leggo di date, veggenti…E’ vero Gesu’ doveva tornare, ma 2000 anni fa!!! Ravasi commenta 1 ts (sulla parola del Signore, noi che saremo in vita alla parusia..), con ” l apostolo ci si mette per ipotesi. Magari anche lo spirito santo aggiungo io. Giobbe diceva: e’ lecito, per difendere Dio, dire il falso? In quanto a Socci, al veggente conchiglia, a don Gobbi, a kibeho…niente di nuovo. Nel 600 fu Miller ad abbandonare tutto. 2000 anni fa i dodici discepoli. Ma LA FINE DEL MONDO, IL RITORNO DI CRISTO I CIELI NUOVI E TERRA NUOVA NON SON MAI TORNATI. E gli schernitori beffardi (2pt) son stramorti. Questo dovrebbe chiedersi Socci. Cristo e’ risorto? Dove sono i segni? “Inpirranno le mani e i malati guariranno”. Due, tra i tanti sono i motivi del FALLIMENTO cattolico immanente. Costantino nel 300 fece l istituzuone autoreferwnziale, e negli ultimi vent anni si e’ omessa l escatologia con l etica. Infine FALLITA CON LE PARZIALI DIMISSIONI DI BENEDETTO XVI….

    • Fabrizia ha detto in risposta a Ivano L.

      Mi scusi. Costantino nel 313 si limitò a rendere “religio licita” quella che fino ad allora era ” illicita”. Fu Teodosio il Grande a rendere il cristianesimo religione ufficiale nel 380. E probabilmente non fu una buona idea. Il cristianesimo si era diffuso fino ad allora solo con la forza della persuasione e nonostante le persecuzioni.

  13. Ivano L. ha detto

    Io penso che per Socci si possa solo pregare e che loro CATTOLICI DOC preghino per noi. Che altro dire? Non che Bergoglio sia un genio, e’ un ong, un umanista. Ma gli altri facevano forse segni soprannaturali? O si fermavano ad un etica CONDIVISIBILE ANCHE DA ATEI DEVOTI. Per me e’ moralismo, non cristianesino. Dio e’ sparito, ha abbandonato la chiesa cattolica, i dottori della legge han regnato di nuovo. Oggi c’e’ un bonaccione,ok il padrone del mondo direbbe Benson(?)…ma fatemi il piacere…..

  14. Gianpaolo ha detto

    Socci ha perfettamente ragione: se questo Papa continua su questa strada finiremo col diventare un paese comunista dove ognuno farà poi quello che vuole.

    • Paolo Viti ha detto in risposta a Gianpaolo

      Una buona dose di catastrofismo non manca mai 🙂 Hai dimenticato la massoneria però!

      • Gianpaolo ha detto in risposta a Paolo Viti

        Ma di quale massoneria vai parlando? Il Papa è gesuita, quindi niente di più lontano dalla massoneria, il problema è semmai che vogliono imporci queste persone che arrivano dal Sudamerica, che hanno scarsissime competenze teologiche e che finiranno col ridurre la Chiesa a un club di bocce dove chiunque potrà dire la sua e dove tutto diventa lecito. Forse è meglio far buon uso del proprio intelletto prima di annuire consenzientemente al primo che ci si para davanti.

        • Dario* ha detto in risposta a Gianpaolo

          Penso a cosa dovevano pensare i Romani quando sono arrivati degli Ebrei ad evangelizzarli dalla periferia più becera dell’impero, probabilmente il ragionamento sarà stato simile, peccato che Dio si serva proprio dei semplici e degli umili per i Suoi scopi…

        • Francesca ha detto in risposta a Gianpaolo

          Io invece mi auguro che l’Italia venga invasa e conquistata dalle Filippine.
          Con o senza competenze teologiche sono più cattolici di noi.
          Concordo con chi dice che il futuro della Chiesa non è in Europa.
          A meno che non ci diamo una svegliata. Mah….
          Certo finché diamo importanza alle stupidate…. ai libri dei giornalisti…. alle interviste degli atei…. e finché ci aspettiamo che le parole del Papa ci forniscano garanzia del nostro essere cattolici (oltre che della sua competenza) ….

          Mi chiedo come avrebbero reagito oggi tanti “cattolici” di fronte a Gesù: per me sarebbero rimasti ebraici, non l’avrebbero seguito. E di fronte a Pietro? Col cavolo che gli avrebbero dato retta dopo che aveva rinnegato Gesù.
          E che dire di Agostino….?
          (pensa che noi oggi dobbiamo solo “superare” dei cretini malintesi sulle parole di Francesco…eppure molti non ce la fanno)

          • Gianpaolo ha detto in risposta a Francesca

            Andare a pescare nei paesi del terzo mondo non risolverà il problema perchè in quanto quelli si modernizeranno comincerà anche lì il processo di secolarizzazione che ha vissuto l’occidente. Bisogna essere realisti: la grandezza della Chiesa si ricostruisce cominciando da casa propria, i preti filippini rimangano quindi nelle Filippine e noi occupiamoci di casa nostra.

        • Paolo Viti ha detto in risposta a Gianpaolo

          “Vogliono imporci queste persone che arrivano dal Sudamerica”…stai forse parlando dello Spirito Santo? 😀

          Vedo che insisti con il ridicolo catastrofismo apocalittico, non ti rendi conto di mettere in dubbio la capacità di Dio di guidare la Sua Chiesa?

    • gladio ha detto in risposta a Gianpaolo

      BOOOOM!!!!!

    • Paolo Viti ha detto in risposta a hr

      Ce ne sono anche molti di più, ma erano più numerosi quelli contro Benedetto XVI e Giovanni Paolo II 😉
      Per non parlare dei teologi anti-ratzinger!

  15. hr ha detto

    Socci è di cuore tenero al confronto, va beh! è un tradizionalista!Tuttavia può essere utile leggerlo: :http://www.riscossacristiana.it/cattolici-conigli-grazia-dellinterreligiosita-no-grazie-preferisco-restare-cattolico-di-alessandro-gnocchi/

    • Paolo Viti ha detto in risposta a hr

      Ce ne sono anche molti di più, ma erano più numerosi quelli contro Benedetto XVI e Giovanni Paolo II 😉

  16. Federica ha detto

    Io il discorso dei conigli l’ho interpretato così: essere aperti alla vita in senso cristiano non vuol dire proliferare come conigli (come potrebbero credere i non cristiani), infatti il cristiano accetta consapevolmente e responsabilmente di avere anche 6, 7, 8 figli. Però devo anche dire che a scanso di equivoci e vista la realtà dei fatti in occidente, sarebbe stato più opportuno dare una parola ai cristiani che per motivi egoistici si fermano a uno o due figli.

    • Gianluca ha detto in risposta a Federica

      Io invece l’ho interpretato così: non c’è bisogno che facciate tanti figli perchè la popolazione si mantiene stabile anche con due o tre figli a coppia, quindi se volete tombolare (che sicuramente è cosa che volete fare) prendete pure le dovute precauzioni, cioè usate i preservativi, prendete la pillola, ecc.

      • Dario* ha detto in risposta a Gianluca

        Perché sei in evidente malafede

        • ornella ha detto in risposta a Dario*

          Si siamo tutti in malafede . Tu e quei 4 gatti che scrivono quì siete i veri esperti del cattolicesimo …ALLA LARGA da gentaglia come voi , patetici

          • giovanni ha detto in risposta a ornella

            O sei un Troll, o il tuo commento dà la misura dell’opera tutt’altro che cristiana del buon Socci.

          • Dario* ha detto in risposta a ornella

            Gianluca è in malafede perché pensa che il Papa alluda agli anticoncezionali quando nello stesso discorso il Papa parla di metodi “leciti” quindi evidentemente si schiera contro i metodi citati da Gianluca che per la Chiesa non lo sono. Detto questo, dopo che hai dato dell’imbecille a persone che evidentemente imbecilli non sono, mi gratifica il sapere di essere accumunato a loro che reputo persone degne di stima 😉

          • gladio ha detto in risposta a ornella

            ecco brava, stacci alla larga e non scocciarci più

      • Tommasodaquino ha detto in risposta a Gianluca

        Allora mi sa che deve cambiare sostanza o spacciatore. Mi sembra evidente che quelle che usa già diano degli effetti indesiderati.

      • Paolo Viti ha detto in risposta a Gianluca

        Caro Gianluca, se hai interpretato così allora Francesco è contro il magistero della Chiesa e tu di conseguenza non puoi più definirti cattolico, altrimenti saresti seguiresti un’istituzione guidata da un eretico e Dio giudicherà la tua complicità.

        Dunque se credi che il Papa abbia detto questo devi sbattezzarti immediatamente ed uscire dalla Chiesa. Se non lo fai allora sei solamente in mala fede mentre nel tuo cuore sai benissimo che non stava dicendo questo.

  17. Ivano L. ha detto

    Io sono di Cefa, io di Paolo…e io di Cristo! (PAOLO). Quante chiacchiere autoreferenziali. Per la san Pio X NON SIETE CATTOLICI! Maciel era cattolicoriconosciuto da 5 papi ininfallibili. Siete cristiani? ” da questo si vedra’ chi ha fede: imporranno le mani ai malati ed essi guariranno…”…DOPO 2000 ANNI DI CHIACCHERE HA SENSO PARLARE ANCORA? (SERGIO QUINZIO) DALLA GOLA DEL LEONE…

  18. hr ha detto

    Riguardo ai 7 milioni da voi sottolineati, al nuovo record storico! Dal sito di Socci ecco la sua risposta (per chi non frequentasse il suo blog)
    TITOLO DI VATICAN INSIDER: “Manila, mai così tanti fedeli per un Papa”.
    Per un Papa? Non per Cristo?
    ……
    NON NOBIS, DOMINE, NON NOBIS, SED NOMINI TUO DA GLORIAM (Sal. 115)
    “Ho l’impressione che la figura del papa sia troppo lodata. C’è qualche rischio di cadere nel culto della personalità, che io non voglio assolutamente. Il centro di tutto è Cristo, è la Chiesa. La Chiesa non è del papa, è di Cristo……Il papa è un umile servitore di Cristo, della Chiesa, dell’uomo e del mondo”.
    Giovanni Paolo I
    (Papa Luciani)
    “Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi.
    Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti”.
    Lc, 6, 26

    • Dario* ha detto in risposta a hr

      Allora mi chiedo perché nessuna presa di posizione per il “record precedente”, in genere quando si batte un record è perché un record già c’era no? Ma come si fa a fare polemica per ogni cosa? Certo che a vivere così deve avere proprio una vita di _._._! Onestamente mi fa un po’ pena anche se se le va a cercare, pover’uomo…

    • Katy ha detto in risposta a hr

      Accidenti che riflessione profonda…si accusa il Papa per il titolo di un articolo 😉
      Il gabibbo saprebbe trovare accuse migliori.

  19. Dario* ha detto

    Off-topic (parzialmente): onestamente i toni con cui al TG1 hanno parlato del Papa questa sera non erano certo la sviolinata che certi fanatici “cattolici” accusano il Papa di ricevere dal mondo intero. I ruffiani si stancano rapidamente di leccare le terga e, se questa è un’avvisaglia dei tempi a venire, vedrete se questo Papa non si troverà ancora più solo, incompreso e tartassato di Benedetto XVI…

  20. hr ha detto

    Audio del servizio televisivo:(“i cattolici facciano figli, ma non come conigli”).
    Magia, ora sono spariti anche i conigli http://it.radiovaticana.va/news/2015/01/19/papa,_aereo_trascrizione_integrale_del_testo/1119009

    “Questo non significa che il cristiano deve fare figli in serie. Io ho rimproverato alcuni mesi fa una donna in una parrocchia perché era incinta dell’ottavo dopo sette cesarei. “Ma lei vuole lasciare orfani sette?”. Questo è tentare Dio. Si parla di paternità responsabile. Quella è la strada: la paternità responsabile. Ma quello che io volevo dire era che Paolo VI non è stato un arretrato [antiquato], un chiuso. No, è stato un profeta, che con questo ci ha detto: guardatevi dal neo-Malthusianismo che è in arrivo. Quello volevo dire.”

  21. Daniela ha detto

    Sono d’accordo con Dario! Chi è in mala fede provenga da destra o da sinistra lascerà da solo questo Papa! Ammiro tantissimo la cura e l’amore che si leggono in tanti di questi commenti! Questa cura e questo amore mi permettono di avere fiducia ! L’esatto contrario di quello che mi viene da pensare leggendo Socci. Mi ha bannato solo perché ho scritto che il Papa emerito ci insegna una via diversa e chi ama la Chiesa con Francesco è al sicuro! Fuori! Incredibile… è i commenti che lascia…. fanno tremare di paura. L’inferno me lo immagino proprio così:gente che accusa, giudica, manipola discorsi e cancella dalla memoria ogni memoria del bene…

  22. Marco S. ha detto

    Vorrei concludere con la terza puntata il mio commento al libro “Non e’ Francesco” di A. Socci che qualcuno mi ha invitato a leggere prima, ver aver titolo poi di commentare.

    Nelle puntate precedenti ho gia’ espresso il mio commento sui “piatti forti” della prima e seconda parte parte del libro, in particolare il largo spazio dato alla testimonianza della Prof.ssa Rego De Planas, “amica” del Papa (dai nemici mi guardo io…)e la questione della validita’ del voto che ha eletto l’attuale papa.
    Poco rilevanti rispetto al titolo mi erano parsi i lunghi capitoli inerenti al pontificato ed alla rinuncia di Papa Benedetto XVI, che ho gia’ commentato brevemente: molte ipotesi e deduzioni, magari anche stuzzicanti, ma pochi fatti e, soprattutto, tutti difficilmente riconducibili a Papa Francesco, accertata la non sufficiente fondatezza della tesi che lo vuole il campione del partito modernista in Vaticano.

    Continuiamo dunque il commento della terza parte, anche se, come ho detto, forse abbiamo gia’ passato i “piatti forti”.

    – Il papa di successo
    In questo capitolo l’autore tende ad evidenziare la mancanza di titoli teologici di Papa Bergoglio e la sua presunta acquiescenza verso il culto della Sua personalita’.
    Non voglio nemmeno mettere in dubbio (e quindi verificare) i fatti riferiti da Socci, in merito al curriculum di studi del Papa.
    Mi pare ovvio che non sia necessario un master in teologia per diventare Papa (anche se certo aiuterebbe, magari nel fare i discorsi “a braccio” in aereo ;).
    Sono diventati papi umili fraticelli e santi eremiti.

    Pertanto, poiché un Papa “non-teologo” e’ destinato ad avere qualche difficolta’ in piu’ nella comunicazione, mi parrebbe piu’ corretto sostenerlo, piuttosto che minarne l’autorita’.
    Parere personale, ovviamente.
    Sul culto della personalita’ mi pare che Papa Francesco abbia gia’ fatto adeguato commento e quindi non consumiamo banda.

    I Neopapalini
    In questo capitolo vengono segnalati i commenti entusiastici su Papa Francesco, da parte di un certo numero di persone che vanno da Eugenio Scalfari al gran maestro della massoneria italiana.
    Socci considera, non a torto, che un papa non dovrebbe destare tanto entusiasmo in coloro che vengono considerati come l’intellighenzia del mondo anticlericale.
    Ovviamente non si capisce cosa c’entri il Papa con il loro entusiasmo: Francesco ha davanti a se un lungo pontificato per deluderli.
    Li risentiremo tra qualche anno.

    Il caso Bergoglio
    Ho gia’ commentato questo capitolo, osservando che la quasi totalita’ delle frasi “eretiche” attribuite a Papa Francesco, sono prese dalla controversa intervista a “La Repubblica”, dichiarata in molti passaggi come apocrifa dalla stessa Santa Sede.
    Possiamo forse sospettare che qualcuno abbia pasticciato un po’ troppo in occasione di questa intervista: non possiamo invece non prendere atto delle dichiarazioni ufficiali.

    Rivoluzione d’ottobre.
    Su questo capitolo, dedicato ai due sinodi sulla famiglia mi trovo abbastanza d’accordo, anche perché ci si puo’ basare su fatti alla luce del sole e non sull’interpretazione di eventi protetti dalla riservatezza e, quindi, spesso, su illazioni.
    Neanche Socci pero’ puo’ darci l’interpretazione autentica della linea del Papa, che probabilmente resta nascosta in fondo al Suo cuore.
    Non escludo che, profondendo in egual misura il candore della pecora e la scaltrezza del serpente, Papa Francesco abbia compreso essere piu’ efficace, anziche’ opporre una falange dogmatica al partito modernista, lasciargli invece a spazio, cosicche’ potesse andare da solo ad “infilzarsi sulle picche” dell’insostenibilita’ dottrinale delle sue stesse tesi.
    Fatto sta che la sessione del sinodo del 2014 e’ “finita bene”, salvaguardando l’ortodossia.
    E questo e’ un fatto.
    Preghiamo e confidiamo in bene anche per quella di quest’anno.

    Un miracolo per Padre Jorge.
    Si riferisce di un clamoroso miracolo (trasformazione di una particola in tessuto cardiaco) che, da vescovo, l’attuale papa avrebbe “snobbato”, come da prammatica, “Manuale del perfetto vescovo modernista” alla mano.
    Mah…
    Molti buoni vescovi o papi hanno “preso dei granchi”.
    Pensiamo a Papa Giovanni che ha fatto letteralmente “la guerra” ad un santo come Padre Pio.
    Possono esserci falsi consiglieri o altre considerazioni a noi sfuggite.

    Non conosco quindi la credibilita’ del miracolo, ne’ cosa ne pensasse veramente in merito il vescovo Bergoglio.
    Anche se fosse vero il punto di vista di Socci, per quanto detto, credo non vorrebbe dire molto.

    Mi pare che siamo gia’ nella fase di “spigolatura”, dove si cerca di raccogliere ogni cosa possa essere ulteriormente usata contro il “protagonista” del libro, senza peraltro contribuire in maniera decisiva a delineare la tesi principale.

    Per inciso il capitolo si apriva parlando di presunte telefonate del Papa a certo Padre Pepe ed ad una donna argentina (vado a memoria), in cui Egli avrebbe dato prova di opinioni moderniste in materia di somministrazione dell’Eucarestia alle persone divorziate e risposate.
    Che le accuse di modernismo al Papa si fondino su dichiarazioni di seconda mano, desunte da telefonate private, non contribuisce certo a conferire loro credibilita’.

    Veri francescani
    La questione dei “Francescani dell’Immacolata” “commissariati” dal Papa, secondo Socci sostanzialmente per il fatto di voler celebrare la Messa con il rito tridentino (cosi’ ho capito), ho l’impressione che la questione sia molto complessa, tale che ognuno la potrebbe rigirare come vuole.
    Se questo commissariamento fosse un modo “obliquo” del Papa per attaccare il “motu proprio” di Benedetto XVI, senza revocarlo ufficialmente, temo che ne avrebbe di ordini da “commissariare”, per renderlo veramente inefficace per questa via.
    Inoltre mi pare che lo stesso Socci ammetta che l’intervento del Vaticano sia avvenuto su sollecitazione interna dell’ordine, quindi qualche problema di gestione interna forse c’era davvero.

    Il pensiero incompleto
    Anche qui viene presa un’affermazione del Papa, secondo cui il gesuita debba essere una persona dal “pensiero incompleto”, cioe’ aperto, per mettere in dubbio la sua ortodossia.
    Viene citata l’Evangelii Gaudium 40, con la quale il Papa “se la prenderebbe” con “quanti sostengono una dottrina monolitica difesa da tutti senza sfumature”.
    Il Papa pero’ non “se la prende” con nessuno
    Infatti, in questo paragrafo, il Papa scrive semplicemente che costoro potrebbero considerare “un’imperfetta dispersione” lasciar armonizzare dallo Spirito nella dottrina le diverse linee di pensiero teologico, filosofico e pastorale. Pare quindi un rispettoso invito a prendere in considerazione queste sue ragioni.
    Anche nel paragrafo 41 il pensiero del Papa (completo) e’: “A volte, ascoltando un linguaggio completamente ortodosso, quello che i fedeli ricevono, a causa del linguaggio che essi utilizzano e comprendono, è qualcosa che non corrisponde al vero Vangelo di Gesù Cristo. Con la SANTA intenzione di comunicare loro la verità su Dio e sull’essere umano, in alcune occasioni diamo loro un falso dio o un ideale umano che non è veramente cristiano. In tal modo, siamo fedeli a una formulazione ma non trasmettiamo la sostanza”
    Sono bei pensieri cristiani ma, a mio modesto avviso, di ampia interpretazione: ci puoi mettere dentro Padre Pio, come Martin Lutero.
    E’ chiaro che sono destinati ad essere meglio puntualizzati dal resto dell’Esortazione Apostolica e dalla dottrina della Chiesa, che ovviamente non sospendono.
    Non vedo “ciccia” per farne un caso, mettendo addirittura in dubbio l’ortodossia del Papa.

    Cronache vaticane.
    In effetti in questo capitolo vengono evidenziate alcune sbavature del pensiero teologico del Papa, con poca coerenza peraltro, perché in un capitolo precedente e’ lo stesso Socci a rimarcare il suo irregolare curriculum di studi religiosi (relata refero).
    Nel complesso pero’, non siamo certo di fronte ad un “corpus” teologico modernista “francescano”, come forse l’autore vorrebbe lasciare intendere, ma ad un numero limitato di frasi del Papa, magari discutibili sul piano formale, pronunciate lasciandosi un po’ prendere la mano dal Suo spirito generoso e caritatevole.
    E forse anche dalla difficolta’ a comunicare bene nella nostra lingua, di cui certo conosce bene la fraseologia e la pronuncia, ma forse non altrettanto gli esatti concetti sottintesi dalle nostre parole.

    Sugli ultimi capitoli, inerenti alle profezie di Fatima o le visioni della Beata Caterina Emmerich nulla posso dire.
    Prendo atto e potro’ confermare soltanto dopo che esse si saranno avverate.

    Con questo chiudo la mia personalissima critica al libro di Socci, ringraziando coloro che mi hanno esortato a leggerlo tutto.

    Buonanotte

  23. ornella ha detto

    Su da brava , anche tu Daniela , una bella camomilla e a nanna , ne hai già sparate troppe tu , e tutto il gregge di pecoroni che seguono il branco .

    • Francesca ha detto in risposta a ornella

      Sì, siamo gregge e abbiamo il Buon Pastore. Siamo proprio pecore, è esatto.
      “Pecore in mezzo ai lupi”. “Prudenti come serpenti”. “Semplici come le colombe”

      Tu invece ?
      Di quale gruppo-branco fai parte e chi stai seguendo?
      Da chi sei guidata?

    • Daniela ha detto in risposta a ornella

      Ciao Ornella buondì! Ho preso la camomilla e sono andata a letto seguendo il tuo consiglio! Anche se ero già abbastanza rilassata! E tu, visto che sei già “abbastanza nella verità” prova ad esprimere un parere diverso da Socci e vedi dove ti rilega!! Qui c’è spazio per tutti, per le pecore come me e per le capre!

      • Sete di Parola ha detto in risposta a Daniela

        C’è da dire che mi sto divertendo: i commenti si sono aperti con cavalli e asini e vanno avanti con pecore e capre. Ah stavo dimenticando c’erano anche i 4 gatti. Apprezzo molto il vostro senso dello humour. Ogni tanto fa bene ridere altrimenti…

  24. Luisa ha detto

    La traduzione del msg del 17 agosto non è precisa. Ha detto “amato” non “amatissimo”

  25. Antonio ha detto

    Questa volta devo difendere il Papa. Il Papa ha ben capito che uno dei più gravi problemi dell’umanità è il numero esagerato di popolazione. Il pianeta non può reggere un simile peso demografco. Ecco che il Papa si è dimostrato più ragionevol di tanti altri (anche in virtù della fortissima crisi economica che stiamo attraversando).

    • giovanni ha detto in risposta a Antonio

      E meno male che ha citato proprio il Malthusanesimo come qualcosa da cui guardarsi.
      Il Papa ha semplicemente invitato alla genitorialità responsabile, senza far riferimento né al ‘controllo delle nascite’, né alla ‘sovrappopolazione mondiale’, né alla contraccezione, che sono interpretazioni solo nella testa e nel cuore di chi ce le vuole leggere per screditarlo.

  26. daniele ha detto

    Anche stamattina di nuovo accuse contro il Santo Padre dal grande Antonino Socci; da un lato riporta un articolo di Magister, dove viene riportata in modo allussivo di nuovo l’idea che il Santo Padre abbia lasciato soli i Cristiani perseguitati ( cosa assolutamente falsa basta leggere i discorsi e gli appelli che ha fatto varie volte); dall’altro si riporta un discorso di PIO XII mettendolo ad arte contro le parole di Papa Francesco ( chiamato sempre Bergoglio…). Chissà cosa ci aspetterà domani, ogni giorno ce ne è una nuova…. Vi prego con tutto il cuore, preghiamo per Antonio, proviamo ad aiuarlo in questo modo.

  27. Ivano L. ha detto

    Pregare si deve per tutti. Voi fate bene a difendere il papa. A me sti critici mi han stufato. Mi verrebbe voglia di postare la lista di papi morti impalati (eufemismo) (di Luigi Cascioli); le scomuniche minacciate da Alessandro VI alla sua amante; le crociate contro i catari (non per difendere il santo sepolcro!!), Jan Hus, Arnaldo da Brescia, Savonarola, fra Dolcino MA SOPRATTUTTO DOMANDARE: MA GESU’ NON DICEVA DI PORGERE L’ALTRA GUANCIA? Aspettano che il papa mandi le guardie svizzere stile Mossad? Ma, sono sconfitti. Son fuori dalla realta’. Son, come dicono loro, kattolici non cristiani. La storia li cancellera’. Prego per loro.

  28. Francesco rocco Monteleone ha detto

    Milioni di poveri assistono alla Messa di Papa Francesco, milioni di poveri…ascoltano e seguono ; Ai tempi di Gesù le folle lo seguivano e lo cercavano e lo ascoltavano. Mentre Scribi , Farisei … gli chiedevano …perché i tuoi discepoli non osservano la legge del sabato… .I poveri ascoltano… e questo scandalizza i critici sapienti del nostro tempo.

    • Dario* ha detto in risposta a Francesco rocco Monteleone

      Gli stessi scribi e farisei che hanno fatto di un fraintendimento delle Sue parole (la faccenda del distruggere il tempio e ricostruirlo in 3 giorni) il pretesto ultimo per metterLo a morte…

  29. gianfranco56 ha detto

    “La Sacra Scrittura e la pratica tradizionale della Chiesa vedono nelle famiglie numerose un segno della benedizione divina e della generosità dei genitori”.
    Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 2373

    +++

    “La fede di Maria è certamente esempio della fede che devono avere tutti i credenti, tutti quelli che ritrovano questa fede, che la approfondiscono e specialmente di tutti voi che avete questo cammino della fede come vostro carisma, come compito del vostro essere neocatecumenali. Mi fa sempre piacere incontrare i vostri gruppi perché trovo, insieme ai genitori e agli adulti, tanti bambini. Si dice che i neocatecumenali hanno famiglie numerose, hanno tanti figli: questa è anche una prova della fede, della fede in Dio. Per dare vita all’uomo ci vuole la fede in Dio. Se oggi viviamo questa grande crisi cosiddetta demografica, crisi della famiglia, crisi della paternità, crisi della maternità, è proprio una conseguenza della mancanza della fede in Dio. Non si può migliorare questo problema se non con una profonda fede in Dio. Ci vuole una grande fede in Dio per dare la vita all’uomo.
    (Giovanni Paolo II, 4 maggio 1986)

    • Dario* ha detto in risposta a gianfranco56

      C’è un confine tra generosità ed incoscienza. La generosità è quella per cui doni agli altri mettendo in secondo piano i sacrifici che devi fare per questo. L’incoscienza è quella in cui, non hai più niente da donare ad ulteriori figli ma li metti al mondo ugualmente tanto ci penseranno gli altri, o tu chiami generosità anche questa? I nomadi che mettono al mondo carrettate di figli allo scopo di sfruttarli per chiedere l’elemosina o peggio sono, secondo te, un esempio di generosità? Non si può essere prodighi con la ricchezza altrui altrimenti si è solo disonesti.
      C’è un’enorme differenza tra il non opporsi alla volontà di Dio nel darti altri figli (l’uomo propone e Dio dispone) ed il considerare i figli come fonte di guadagno.

      P.S. Ti ringrazio davvero tanto perché nello scriverti questo post ho finalmente capito più chiaramente il significato della parabola dell’amministratore disonesto

  30. gianfranco56 ha detto

    Ma mentre Ci accingiamo ad esporre quali e quanto grandi siano questi beni divinamente concessi al vero matrimonio, Ci vengono alla mente, Venerabili Fratelli, le parole di quel preclarissimo Dottore della Chiesa che, non molto tempo addietro, commemorammo con l’Enciclica « Ad salutem » nel XV centenario dalla sua morte [10]; «Tutti questi — dice Sant’Agostino — sono i beni per i quali le nozze sono buone: la prole, la fede, il sacramento » [11]. Che poi a buon diritto si possa dire che questi tre punti contengono uno splendido compendio di tutta la dottrina sul matrimonio cristiano, ci viene eloquentemente dichiarato dallo stesso Santo quando dice: «Nella fede si provvede che fuor del vincolo coniugale non ci sia unione con un altro o con un’altra; nella prole che questa si accolga amorevolmente, si nutra benignamente, si educhi religiosamente; nel sacramento poi che non si sciolga il coniugio, e che il rimandato o la rimandata nemmeno per ragione di prole si congiunga con altri. Questa è come la regola delle nozze, dalla quale ed è nobilitata la fecondità della natura ed è regolata la pravità dell’incontinenza » [12].

    Pertanto fra i beni del matrimonio occupa il primo posto la prole. E veramente lo stesso Creatore del genere umano, che nella sua bontà volle servirsi degli uomini come ministri per la propagazione della vita, questo insegnò quando nel paradiso, istituendo il matrimonio, disse ai progenitori e in essi a tutti i coniugi futuri: «Crescete e moltiplicatevi e riempite la terra » [13]. Questa stessa verità deduce elegantemente Sant’Agostino dalle parole dell’Apostolo San Paolo a Timoteo [14], dicendo: « Che le nozze si contraggano per ragione della prole, così ne fa fede l’Apostolo: Voglio che i giovani si sposino. E come se gli dicesse: E perché? subito soggiunge: A procreare figliuoli, ad essere madri di famiglia » [15].

    Quanto poi questo sia un grande beneficio di Dio e un gran bene del matrimonio appare dalla dignità e dal nobilissimo fine dell’uomo. Infatti l’uomo, anche solo per l’eccellenza della natura ragionevole, sovrasta a tutte le altre creature visibili. Si aggiunga che Iddio vuole la generazione degli uomini, non solo perché esistano e riempiano la terra, ma assai più perché ci siano cultori di Dio, lo conoscano e lo amino e lo abbiano poi infine a godere perennemente nel cielo; il qual fine, per l’ammirabile elevazione, compiuta da Dio, dell’uomo all’ordine soprannaturale, supera tutto quello che « occhio vide, ed orecchio intese e poté entrare nel cuore dell’uomo » [16]. Da ciò appare facilmente quanto gran dono della bontà divina e quanto egregio frutto del matrimonio sia la prole, germogliata per onnipotente virtù divina e con la cooperazione dei coniugi.

    I genitori cristiani intendano inoltre che solo destinati non solo a propagare e conservare in terra il genere umano; anzi non solo ad educare comunque dei cultori del vero Dio, ma a procurare prole alla Chiesa di Cristo, a procreare concittadini dei Santi e familiari di Dio [17], perché cresca ogni giorno più il popolo dedicato al culto del nostro Dio e Salvatore. E quantunque i coniugi cristiani, per quanto siano essi santificati, non possono trasfondere nella prole la santificazione, ché anzi la naturale generazione della vita è divenuta via di morte, per la quale passa alla prole il peccato originale, tuttavia essi partecipano in qualche modo alcunché di quel primitivo coniugio del paradiso terrestre, essendo loro ufficio offrire la propria prole alla Chiesa, perché da questa fecondissima madre di figli di Dio la prole venga rigenerata per mezzo del lavacro del battesimo alla giustizia soprannaturale, e perché diventi membro vivo di Cristo, partecipe della vita immortale e infine erede della gloria eterna, alla quale tutti aneliamo dall’intimo del cuore.

    e una madre veramente cristiana a ciò riflette, comprenderà certamente che a lei, e in senso più alto e pieno di consolazione, vanno applicate quelle parole del nostro Redentore: « La donna … quando ha dato alla luce un bambino, non ricorda più le sue angustie per il gaudio che prova, perché un uomo è venuto al mondo »[18]; e rendendosi superiore a tutti i dolori, alle cure, ai pesi della maternità, molto più giustamente e santamente di quella matrona romana, madre dei Gracchi, si glorierà nel Signore di una floridissima corona di figli. Ambedue i coniugi, poi, riguarderanno questi figli, ricevuti con animo pronto e grato dalla mano di Dio, quale un talento loro affidato da Dio, non già per impiegarlo solamente a vantaggio proprio o della patria terrena, ma per restituirlo poi col suo frutto nel giorno del conto finale.

    Ma avendo già trattato altra volta a lungo dell’educazione cristiana della gioventù [19], possiamo riassumere tutte queste cose ripetendo le parole di Sant’Agostino: «Quanto alla prole, si richiede che sia accolta con amore e religiosamente educata » [20], il che ci viene pure espresso stringatamente nel Codice di diritto canonico: « Il fine primario del matrimonio è la procreazione e l’educazione della prole » [21].

    [ da Casti Connubi : http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19301231_casti-connubii.html#_ftnref9 ]

    • Gab ha detto in risposta a gianfranco56

      E’ proprio per questo che l’Europa sarà presto a maggioranza islamica. Mentre i cattolici “moderni” hanno già da tempo rinunciato ad essere famiglie numerose.

      • Dario* ha detto in risposta a Gab

        Proprio a leggere questi commenti non si può che dare ragione al Papa, non si fanno i figli per “ripopolare l’Europa”, se fai figli a questo scopo sei già in torto

  31. Francesca ha detto

    Per Gianfranco56.
    Mentre si può ammettere che un movimento ecclesiale abbia le sue qualità e meriti, si possono però rilevare anche delle distorsioni – che nella bella teoria dei discorsi (ed estrapolazioni di discorsi di Papi omettendone altre …ehm…) possono sembrare perfettamente dottrinali, ma poi nella pratica quotidiana rivelano la distorsione stessa.
    Può così accadere che una donna (una coppia) tenti a ripetizione di mettere al mondo figli in modo inconsciente, sia contro la propria salute precaria che dal lato economico – e non si trovi mai a riflettere che:
    – se una madre muore per questo suo intestardimento, lascia molti orfani
    – nei parti pieni di complicazioni e a rischio di vita consuma (volontariamente) molte risorse del sistema sanitario nazionale togliendole ad altri
    – spesso queste coppie, molto “generose”, se ne fregano dei bisogni di altri figli di questo mondo: ho avuto notizie di diversi neocatecumenali che rifiutano di prendere in affido dei bambini molto bisognosi proposti dai servizi sociali, e nel contempo tentano di avere altre gravidanze…..sono aperti alla vita sì: quella che dicono loro
    – spesso queste coppie, generosissime, sono sorde alle richieste delle nostre suore missionarie (della parrocchia) che chiedono pochi euro per salvare molte vite di bambini africani, senza cibo e senza cure, nelle loro missioni. Non che una persona sia obbligata a dare soldi ai missionari….ma quando una tua compaesana, suora missionaria, arriva con le sue difficoltà e ti fa vedere le foto e di che cosa c’è bisogno…..a me fa strano che persone “generosissime” non gli freghi niente dei figli degli altri.

    – inoltre, secondo me, interpretare i documenti della Chiesa costruendosi il proprio “magistero” e non ascoltando quello Autentico che tutti i Papi e pastori ti vanno ripetendo…..per me è segno di non essere pienamente nella Chiesa.
    – Secondo te , Dio quando ti pone davanti una famiglia bisognosa in parrocchia (famiglia non neocatecumenale) che cosa ti sta chiedendo: di mettere in cantiere un altro figlio facendo rischiare la vita a tua moglie (come nell’esempio che ho scritto ieri) oppure ti sta dicendo che puoi destinare i tuoi sforzi a quella famiglia? Per me il punto sta tutto qua. Ed è un punto che ci tocca tutti, non solo i neocatecumenali. Tutti siamo tenuti a superare i nostri egoismi, me compresa ! Però se qualcuno tenta di vendermi il suo egoismo spacciandolo per “generosità” e “apertura alla vita” , io non ci casco 😐

    Mi spiace, ma secondo me rischiare la vita in modo programmatico è disprezzare la vita: anche perché quando la madre è a rischio, è a rischio anche il bambino.
    In pratica sto col Papa: fare i figli “come i conigli” non è garanzia di cattolicità. Conosco anche famiglie (non neocat) che hanno 4-5 figli e, devo ammettere, hanno un’apertura del tutto diversa agli altri, alla comunità, al mondo. Per me è l’apertura agli altri che fa la differenza: fare tanti figli…come dicevo in altro post…li fanno pure gli islamici senza consultare le encicliche.

    Spero di non offendere nessuno, perché mi rendo conto che le mie parole possono risultare polemiche.
    (A me piacciono le famiglie numerose. Numerose anche come indicate nella Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II cioè anche aprendo le porte di casa a chi è povero e solo)

  32. Donata ha detto

    Già il fatto che Socci blocchi chiunque non gli dia ragione, anche chi intervenga semplicemente per dire qualcosa ma semplicemente non gli dia ragione, nella sua pagina Facebook, dice qualcosa sulla persona, secondo me, e mi dispiace!

  33. Francesca ha detto

    Per Gianfranco, e per continuare con le encicliche…. ricordando che scegliere solo alcuni insegnamenti e tralasciarne altri costituisce tecnicamente eresia (eresia= scegliere, eleggere, inclinarsi, eccetera).
    Questo discorso va leggermente OT ma nello stesso tempo allarga il concetto di Francesco e dei suoi “conigli”.
    Perché un cattolico che ritiene di essere “a posto” solo perché figlia ad oltranza come un coniglio….in realtà potrebbe non essere tanto cattolico come crede?

    Alcuni passaggi dalla

    LETTERA ENCICLICA
    CARITAS IN VERITATE (29 giugno 2009)
    DEL SOMMO PONTEFICE BENEDETTO XVI
    AI VESCOVI AI PRESBITERI E AI DIACONI
    ALLE PERSONE CONSACRATE AI FEDELI LAICI
    E A TUTTI GLI UOMINIDI BUONA VOLONTÀ
    SULLO SVILUPPO UMANO INTEGRALE
    NELLA CARITÀ E NELLA VERITÀ 

    “Bisogna poi tenere in grande considerazione il bene comune. Amare qualcuno è volere il suo bene e adoperarsi efficacemente per esso. Accanto al bene individuale, c’è un bene legato al vivere sociale delle persone: il bene comune. È il bene di quel “noi-tutti”, formato da individui, famiglie e gruppi intermedi che si uniscono in comunità sociale [4]. Non è un bene ricercato per se stesso, ma per le persone che fanno parte della comunità sociale e che solo in essa possono realmente e più efficacemente conseguire il loro bene. Volere il bene comune e adoperarsi per esso è esigenza di giustizia e di carità. Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall’altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di pólis, di città. Si ama tanto più efficacemente il prossimo, quanto più ci si adopera per un bene comune rispondente anche ai suoi reali bisogni . Ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella pólis. È questa la via istituzionale — possiamo anche dire politica — della carità, non meno qualificata e incisiva di quanto lo sia la carità che incontra il prossimo direttamente, fuori delle mediazioni istituzionali della pólis. Quando la carità lo anima, l’impegno per il bene comune ha una valenza superiore a quella dell’impegno soltanto secolare e politico. Come ogni impegno per la giustizia, esso s’inscrive in quella testimonianza della carità divina che, operando nel tempo, prepara l’eterno. L’azione dell’uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana. In una società in via di globalizzazione, il bene comune e l’impegno per esso non possono non assumere le dimensioni dell’intera famiglia umana, vale a dire della comunità dei popoli e delle Nazioni [5], così da dare forma di unità e di pace alla città dell’uomo, e renderla in qualche misura anticipazione prefiguratrice della città senza barriere di Dio”

    “Altri due documenti di Paolo VI non strettamente connessi con la dottrina sociale — l’Enciclica Humanae vitae, del 25 luglio 1968, e l’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, dell’8 dicembre 1975 — sono molto importanti per delineare il senso pienamente umano dello sviluppo proposto dalla Chiesa. È quindi opportuno leggere anche questi testi in relazione con la Populorum progressio.L’Enciclica Humanae vitae sottolinea il significato insieme unitivo e procreativo della sessualità, ponendo così a fondamento della società la coppia degli sposi, uomo e donna, che si accolgono reciprocamente nella distinzione e nella complementarità; una coppia, dunque, aperta alla vita [27]. Non si tratta di morale meramente individuale: la Humanae vitae indica i forti legami esistenti tra etica della vita ed etica sociale, inaugurando una tematica magisteriale che ha via via preso corpo in vari documenti, da ultimo nell’Enciclica Evangelium vitae di Giovanni Paolo II [28]. La Chiesa propone con forza questo collegamento tra etica della vita e etica sociale nella consapevolezza che non può “avere solide basi una società che — mentre afferma valori quali la dignità della persona, la giustizia e la pace — si contraddice radicalmente accettando e tollerando le più diverse forme di disistima e violazione della vita umana, soprattutto se debole ed emarginata” [29].L’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi, per parte sua, ha un rapporto molto intenso con lo sviluppo, in quanto « l’evangelizzazione — scriveva Paolo VI — non sarebbe completa se non tenesse conto del reciproco appello, che si fanno continuamente il Vangelo e la vita concreta, personale e sociale, dell’uomo » [30]. « Tra evangelizzazione e promozione umana — sviluppo, liberazione — ci sono infatti dei legami profondi » [31]: partendo da questa consapevolezza, Paolo VI poneva in modo chiaro il rapporto tra l’annuncio di Cristo e la promozione della persona nella società. La testimonianza della carità di Cristo attraverso opere di giustizia, pace e sviluppo fa parte della evangelizzazione, perché a Gesù Cristo, che ci ama, sta a cuore tutto l’uomo. Su questi importanti insegnamenti si fonda l’aspetto missionario [32] della dottrina sociale della Chiesa come elemento essenziale di evangelizzazione [33]. La dottrina sociale della Chiesa è annuncio e testimonianza di fede. È strumento e luogo imprescindibile di educazione ad essa”

    “La carità nella verità pone l’uomo davanti alla stupefacente esperienza del dono. La gratuità è presente nella sua vita in molteplici forme, spesso non riconosciute a causa di una visione solo produttivistica e utilitaristica dell’esistenza. L’essere umano è fatto per il dono, che ne esprime ed attua la dimensione di trascendenza. Talvolta l’uomo moderno è erroneamente convinto di essere il solo autore di se stesso, della sua vita e della società. È questa una presunzione, conseguente alla chiusura egoistica in se stessi, che discende — per dirla in termini di fede — dal peccato delle origini. La sapienza della Chiesa ha sempre proposto di tenere presente il peccato originale anche nell’interpretazione dei fatti sociali e nella costruzione della società: « Ignorare che l’uomo ha una natura ferita, incline al male, è causa di gravi errori nel campo dell’educazione, della politica, dell’azione sociale e dei costumi » ”

    « La solidarietà universale, che è un fatto e per noi un beneficio, è altresì un dovere » [105]. Molte persone, oggi, tendono a coltivare la pretesa di non dover niente a nessuno, tranne che a se stesse. Ritengono di essere titolari solo di diritti e incontrano spesso forti ostacoli a maturare una responsabilità per il proprio e l’altrui sviluppo integrale. Per questo è importante sollecitare una nuova riflessione su come i diritti presuppongano doveri senza i quali si trasformano in arbitrio [106]. Si assiste oggi a una pesante contraddizione. Mentre, per un verso, si rivendicano presunti diritti, di carattere arbitrario e voluttuario, con la pretesa di vederli riconosciuti e promossi dalle strutture pubbliche, per l’altro verso, vi sono diritti elementari e fondamentali disconosciuti e violati nei confronti di tanta parte dell’umanità [107]. Si è spesso notata una relazione tra la rivendicazione del diritto al superfluo o addirittura alla trasgressione e al vizio, nelle società opulente, e la mancanza di cibo, di acqua potabile, di istruzione di base o di cure sanitarie elementari in certe regioni del mondo del sottosviluppo e anche nelle periferie di grandi metropoli. La relazione sta nel fatto che i diritti individuali, svincolati da un quadro di doveri che conferisca loro un senso compiuto, impazziscono e alimentano una spirale di richieste praticamente illimitata e priva di criteri. L’esasperazione dei diritti sfocia nella dimenticanza dei doveri”

    “La concezione dei diritti e dei doveri nello sviluppo deve tener conto anche delle problematiche connesse con la crescita demografica. Si tratta di un aspetto molto importante del vero sviluppo, perché concerne i valori irrinunciabili della vita e della famiglia [110]. Considerare l’aumento della popolazione come causa prima del sottosviluppo è scorretto, anche dal punto di vista economico: basti pensare, da una parte, all’importante diminuzione della mortalità infantile e al prolungamento della vita media che si registrano nei Paesi economicamente sviluppati; dall’altra, ai segni di crisi rilevabili nelle società in cui si registra un preoccupante calo della natalità. Resta ovviamente doveroso prestare la debita attenzione ad una procreazione responsabile, che costituisce, tra l’altro, un fattivo contributo allo sviluppo umano integrale”

    “Una delle più profonde povertà che l’uomo può sperimentare è la solitudine. A ben vedere anche le altre povertà, comprese quelle materiali, nascono dall’isolamento, dal non essere amati o dalla difficoltà di amare. Le povertà spesso sono generate dal rifiuto dell’amore di Dio, da un’originaria tragica chiusura in se medesimo dell’uomo, che pensa di bastare a se stesso, oppure di essere solo un fatto insignificante e passeggero, uno « straniero » in un universo costituitosi per caso. L’uomo è alienato quando è solo o si stacca dalla realtà, quando rinuncia a pensare e a credere in un Fondamento [125]. L’umanità intera è alienata quando si affida a progetti solo umani, a ideologie e a utopie false [126]. Oggi l’umanità appare molto più interattiva di ieri: questa maggiore vicinanza si deve trasformare in vera comunione. Lo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere una sola famiglia, che collabora in vera comunione ed è costituita da soggetti che non vivono semplicemente l’uno accanto all’altro”

  34. gianfranco56 ha detto

    @ Francesca,
    ti ringrazio per la gentile riposta ma devi tenere conto che il mio piccolissimo intervento non era tanto rivolto alle eccezioni sulla maternità ( vedasi malattie o altro, dove è ovvio che l’approccio sia diverso) quanto alle parole del novello Papa, il quale, utilizza un frasario alquanto discutibile.
    Il problema della maternità responsabile, se mi consenti è già stato affrontato egregiamente dalla tanto discussa Enciclica ” Humanae Vitae” di Papa Paolo VI (vedi a margine* lo stralcio della stessa) e, siamo nel 1968.
    Questo Papa, non scandalizza solo Socci per il linguaggio e contenuti che usa ma tanti devoti cattolici.
    ( io NON sono uno di questi, sono solo un povero peccatore);
    Scandalizza pure i non credenti,leggi la lettera aperta di Vittorio Feltri al Papa, dal titolo : “Caro Papa, sono orgoglioso di essere un coniglio”:http://www.ilgiornale.it/news/politica/caro-papa-sono-orgoglioso-essere-coniglio-1084717.html
    Io comunque, ti invito gentilmente a leggere il libro di Socci e poi, ci risentiamo per un commento.
    Cosa ne pensi?

    *
    La paternità responsabile

    10. Perciò l’amore coniugale richiede dagli sposi che essi conoscano convenientemente la loro missione di paternità responsabile, sulla quale oggi a buon diritto tanto si insiste e che va anch’essa esattamente compresa. Essa deve considerarsi sotto diversi aspetti legittimi e tra loro collegati. In rapporto ai processi biologici, paternità responsabile significa conoscenza e rispetto delle loro funzioni: l’intelligenza scopre, nel potere di dare la vita, leggi biologiche che riguardano la persona umana. In rapporto alle tendenze dell’istinto e delle passioni, la paternità responsabile significa il necessario dominio che la ragione e la volontà devono esercitare su di esse. In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali, la paternità responsabile si esercita, sia con la deliberazione ponderata e generosa di far crescere una famiglia numerosa, sia con la decisione, presa per gravi motivi e nel rispetto della legge morale, di evitare temporaneamente od anche a tempo indeterminato, una nuova nascita. Paternità responsabile comporta ancora e soprattutto un più profondo rapporto all’ordine morale chiamato oggettivo, stabilito da Dio e di cui la retta coscienza è vera interprete. L’esercizio responsabile della paternità implica dunque che i coniugi riconoscano i propri doveri verso Dio, verso se stessi, verso la famiglia e verso la società, in una giusta gerarchia dei valori. Nel compito di trasmettere la vita, essi non sono quindi liberi di procedere a proprio arbitrio, come se potessero determinare in modo del tutto autonomo le vie oneste da seguire, ma, al contrario, devono conformare il loro agire all’intenzione creatrice di Dio, espressa nella stessa natura del matrimonio e dei suoi atti, e manifestata dall’insegnamento costante della chiesa.
    LEGGI TUTTO: http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/encyclicals/documents/hf_p-vi_enc_25071968_humanae-vitae_it.html

  35. gianfranco56 ha detto

    @ Francesca,
    scusa se insito ma sentire da un Papa che il proselitismo ” è una solenne sciocchezza, non ha senso” cascano le braccia.
    E’ solo un passo dell’intervista rilasciata a “barbapapà” e pubblicata sull’Osservatore Romano (1);
    Chiede Scalfari:
    “È una battuta gli rispondo. Anche i miei amici pensano che sia Lei a volermi convertire.”
    A questo punto, il Vicario di Cristo ( perché questo è il Papa, fino a prova contraria) invece di assentire, magari con una battuta di spirito, cosa risponde?
    Ancora sorride e risponde: «Il proselitismo è una solenne sciocchezza, non ha senso. Bisogna conoscersi, ascoltarsi e far crescere la conoscenza del mondo che ci circonda. A me capita che dopo un incontro ho voglia di farne un altro perché nascono nuove idee e si scoprono nuovi bisogni. Questo è importante: conoscersi, ascoltarsi, ampliare la cerchia dei pensieri. Il mondo è percorso da strade che riavvicinano e allontanano, ma l’importante è che portino verso il Bene».

    Duemila anni di cristianesimo nel c…
    Te li immagini tutti i martiri cristiani uccisi per portare la Fede in ogni angolo del mondo?
    Penso si rivoltino nella tomba.

    Io mi sarei aspettato un’altra risposta, non dico le parole di Gesù, ( da un Perito Chimico non si può chiedere troppo) che sull’argomento dice:

    [19] Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

    [20] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.[ Matteo 28, 19-20 ]

    E poi, ancora, quando Barbapapà affronta il tema del bene.
    Chiede lo scaltro giornalista:
    Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?
    E quì, il nostro perito chimico, cosa risponde?
    «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene».
    Capisci che quì non ci siamo proprio. Quì si va oltre l’eresia.
    Qui siamo alla completa negazione di Dio.
    Che, per quanto mi risulta,( sempre da peccatore) è il Sommo Bene.
    Quì Bergoglio da un colpo di mazza all’intera teologia cattolica di oltre 2000 anni di storia, introducendo il concetto di bene relativo.
    Insomma un relativismo etico e dunque morale.

    Nell’anno 354 d.c. Agostino d’Ippona ( Sant’Agostino ) scriveva : ” LA NATURA DEL BENE ” (2)
    Dio è il bene sommo e immutabile, dal quale provengono tutti gli altri beni, spirituali e corporei.
    1. Il sommo bene, al di sopra del quale non c’è nulla, è Dio; perciò è bene immutabile, cioè veramente eterno e veramente immortale. Tutti gli altri beni sono unicamente a partire da quello, ma non sono parte di quello. Ciò che è parte di quello, vi si identifica, mentre quanto è stato fatto a partire da quello, non s’identifica con lui. Se quindi egli solo è immutabile, tutto ciò che ha fatto, avendolo fatto dal nulla, può mutare. La sua onnipotenza infatti è tale da poter fare dal nulla, cioè dall’assoluto non essere, i beni, grandi e piccoli, celesti e terreni, spirituali e corporei. E in ragione della sua giustizia non ha equiparato le cose fatte dal nulla a quel che ha generato come parte di sé. Poiché dunque tutti i beni, sia grandi che piccoli, nei vari gradi del reale, non possono essere se non a partire da Dio, e dal momento che ogni natura, in quanto tale, è un bene, ogni natura non può essere se non a partire dal sommo e vero Dio: tutti i beni, infatti, anche se non sommi, ma pur sempre prossimi al sommo bene, e ancora tutti i beni, anche quelli estremi, distanti dal sommo bene, non possono essere se non a partire dallo stesso sommo bene. Dunque ogni spirito, anche mutabile, e ogni corpo dipendono da Dio: questa è la condizione di ogni natura creata. Ogni natura, in effetti, è spirito o corpo. Dio è spirito immutabile. Lo spirito mutabile è una natura creata, ma superiore al corpo. Il corpo invece non è spirito, ad eccezione del vento, in un certo senso chiamato spirito, perché ci è invisibile, pur facendo sentire la sua forza non lieve.
    Ecc.ecc.
    Insomma, non dico che dovrebbe citare la Summa Theologiae (3) a memoria però, accidenti, quì i non credenti ci vanno a nozze.
    Capisco che non abbia mai conseguito il dottorato in teologia ma, per Ercole, rispondere che Dio è il Sommo Bene, forse
    la laura non occorre.
    Ci sarebbero poi altri strafalcioni ma, siccome io sono solo un grande peccatore, preferisco soprassedere.
    Ciao

    (1)
    http://www.vatican-stg.va/content/francesco/it/speeches/2013/october/documents/papa-francesco_20131002_intervista-scalfari.html
    (2) http://www.augustinus.it/italiano/natura_bene/index2.htm
    (3) http://it.wikipedia.org/wiki/Summa_Theologiae

  36. Francesca ha detto

    Quindi tu pensi che il seguente documento del 2009 sia eretico? (compresi tutti i documenti, encicliche, ecc. citati a supporto)
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20090520_legge-naturale_it.html

    (si tratta della Commissione teologica internazionale ma per leggere il documento non serve laurea in teologia)

    Ti ricordo anche che il novantenne Scalfari ha ammesso tranquillamente di non aver usato registratore né appunti, ma di far riferimento alla sua memoria. Ora, magari, non avendo conoscenze nemmeno del catechismo della prima elementare…. magari qualche frase l’ha un pò deformata. E in ogni caso, anche così come sono, si tratta di frasi ben fondate teologicamente se riferite al dialogo con gli atei (vedi documento).
    Quello che distingue Francesco è infatti aver sempre ben presente l’interlocutore. Per me questa è una grande qualità: il Vangelo va declinato secondo chi l’ascolta. Dio ha deciso di farsi uomo in Gesù. E se Dio si è degnato di chinarsi, tanto più lo deve fare un Papa nel comunicare con una specifica persona e specifiche esigenze.

    Il “nuovo” linguaggio di Francesco ci invita ad andare al punto delle questioni.
    Sul relativismo che tu citi Francesco si è espresso in una delle sue prime interviste come pontefice: esplicitamente lo nega e spiega perché. (Cerca l’intervista sul sito del Vaticano)

    Sul “proselitismo” : quindi tu Gianfranco rifiuti anche le chiare posizioni di tutto il Concilio Vaticano II ?
    Anch’io, con la Chiesa, considero la nostra religione una PROPOSTA e non un’imposizione.
    Siamo arrivati a capire questo come Chiesa Cattolica, ma ciò non significa che in altri tempi e altri luoghi la conquista anche sanguinaria fosse ammessa…..però oggi noi non possiamo giudicare ciò che in altro momento storico poteva essere più “adatto” – come pure non puoi giudicare l’attualità con una prospettiva di altra epoca.

    (Anche se comunque come proposta di riflessione ti inviterei a dare un occhiata alla difesa degli Indios da parte di Bartolomè de las Casas, e vari pronunciamenti dei Papi in quelle lontane epoche)

    • gianfranco56 ha detto in risposta a Francesca

      Sul “proselitismo” : quindi tu Gianfranco rifiuti anche le chiare posizioni di tutto il Concilio Vaticano II ?
      Decisamente SI, io sono vecchio e sono fermo al Vaticano I°

      Comunque, siccome il CVII non è dogmatico ma pastorale (per quanto io ricordi) si può benissimo farne a meno ed essere buoni cristiani.
      ( sempre escluso il sottoscritto che è solo un gran peccatore)

      Anch’io, con la Chiesa, considero la nostra religione una PROPOSTA e non un’imposizione.
      Io sono sempre all’antica, per me una proposta si può fare ad una donna per maritarla, per un fidanzamento, ma la Parola di Dio non penso sia una proposta.
      Lo dice il Vangelo stesso :
      5] Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”.
      [6] Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. [ Giovanni 14,1-6]
      Questo – a mio modesto avviso – deve dire il VICARIO DI CRISTO agli atei e/o comunque, non credenti.
      Che solo in Gesù Cristo Figlio di Dio esiste la verità e la vita.
      Tutto il resto è spazzatura.

      Devo anche aggiungere, per amore di verità, che io parlo da miracolato e dunque può essere che la mia visione sia facilitata.

      Circa il tuo invito alla lettura,mi dispiace di non poterlo raccogliere.
      Quando desidero avvicinarmi alla teologia, sempre da vecchio qual sono, mi basta la Summa Theologiae e le varie opere dall’Acquinate.

      Per il momento chiudo questa discussione.
      La riaprirò al prossimo strafalcione di Bergoglio!!!! 🙂

      • Dario* ha detto in risposta a gianfranco56

        Non è che ci sia molto da riaprire, se ti metti fuori dalla comunione della Chiesa Cattolica (rifiutare il Concilio Vaticano II è un chiaro segno) le regole te le stai già scegliendo tu ed, essendo tu la massima autorità autoproclamata, chi sono gli altri per dissentire?

  37. gianfranco56 ha detto

    Mi sono dimenticato di riportare queste altre “perle” del VICARIO DI CRISTO:
    “Con umiltà, ricerca interiore e la contemplazione della preghiera, abbiamo guadagnato una nuova comprensione di certi dogmi. La Chiesa non crede più all’inferno, dove la gente soffre. Questa dottrina è incompatibile con l’amore infinito di Dio. Dio non è un giudice, ma un amico e un amante dell’umanità. Dio non cerca di condannare, ma solo ad abbracciare. Come la storia di Adamo ed Eva, vediamo l’inferno come un espediente letterario. L’inferno è solo una metafora per l’animo isolato, che, come tutte le anime alla fine sarà unita in amore con Dio”
    Anche quì, sembra superfluo ogni commento.
    Spazzato via il peccato e dunque la pena.
    Volemose tutti ben!! 🙂

    Poi c’è quest’altra:
    “Tutte le religioni sono vere, perché sono vere nei cuori di tutti coloro che credono in loro. Quale altro tipo di verità c’è lì? In passato, la chiesa è stata dura su quelli che ritiene moralmente sbagliato o peccaminoso. Oggi, non siamo giudici. Come un padre amorevole, noi non condanniamo i nostri figli. La nostra chiesa è abbastanza grande per gli eterosessuali e omosessuali, per i pro-life e pro-choice! Per i conservatori e liberali, i comunisti sono benvenuti e addirittura sono uniti a noi. Noi tutti amiamo e adoriamo lo stesso Dio”

    Prima dell’attuale VICARIO DI CRISTO, queste dichiarazioni erano considerate “indifferentismo religioso” ma oggi, Bergoglio piace ai salotti “Buoni” [ leggasi Barbapapà ed altri ] e, come dice Massimo Fini non senza un barlume di verità, questo Papa, sempre soffrire di “piaggeria” 🙂

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