Se Dio ti offrisse queste due possibilità, quale sceglieresti?
- Ultimissime
- 19 Lug 2026

Dio e le circostanze: desiderare di cambiarle o passare dalla croce convertendo noi stessi? La logica cristiana e il rapporto con la realtà.
Supponi di avere di fronte due possibilità.
La prima è quella di vedere cambiate le circostanze della tua vita: ogni peso che porti scomparirebbe, i problemi si risolverebbero, le ferite verrebbero sanate immediatamente.
Nella seconda tutto rimarrebbe com’è, ma Dio ti darebbe la forza di cambiare a tal punto da poter affrontare quelle stesse circostanze senza che vengano necessariamente rimosse.
Quale sceglieresti?
Mettersi di fronte a questa domanda può aiutarci a comprendere meglio il rapporto con la realtà.
Preoccupati da ciò che ci accade
Innanzitutto chi ci ha mai garantito che diventando cristiani le vicende della vita sarebbero state migliori degli altri?
Qualcuno ci ha mai promesso forse che avremmo patito meno sofferenze o ingiustizie?
Eppure molto spesso ci focalizziamo proprio sulle circostanze: nella preghiera chiediamo che Dio le cambi, che ci liberi dal peso, che guarisca le ferite, che apra certe porte o ci restituisca la vita com’era prima.
Non c’è niente di male nel chiedere queste cose, le Scritture ci incoraggiano ripetutamente a presentare le nostre richieste a Dio, a gettare su di Lui ogni nostra preoccupazione (Filippesi 4,6-7; Ebrei 4,16; Salmo 55,22; 1 Pietro 5,7).
Ma, mentre noi siamo preoccupati di ciò che ci accade, Dio si preoccupa spesso di qualcosa di più grande: ciò che accade dentro di noi.
Lo scopo della fede non è farci stare comodi, né la ricchezza, il successo, l’influenza, la salute o la felicità terrena. E’ illuminare di significato tutto quel che ci accade, di bene o di male.
Resta aggiornato iscrivendoti ai nostri nuovi canali:
Le circostanze e Dio
In questa prospettiva, le circostanze della vita non sono mai neutre. Non sono eventi casuali o meri ostacoli da sopportare con rassegnazione stoica.
Secondo la tradizione cristiana, quel che ci accade nella vita è piuttosto il luogo concreto attraverso cui il Mistero educa la persona. È dentro la realtà che si gioca la maturazione della fede, la quale cresce solo quando viene messa alla prova.
D’altra parte, le circostanze dell’esistenza sono temporanee.
La casa in cui vivi è temporanea. La posizione che ricopri è temporanea. I beni che accumuli sono temporanei. Persino il corpo che abiti attualmente è temporaneo. Ma la relazione con Cristo durerà per sempre.
Nella realtà, Lui si mostra
Da qui nasce un capovolgimento decisivo.
Non si tratta più soltanto di chiedere che la vita cambi, ma pregare di essere cambiati per poter abbracciare la vita così com’è. Attraversando ogni circostanza che ci è data con la consapevolezza che dentro lì, soltanto lì, abita il Padre.
Dio ha scelto di incarnarsi nella realtà umana, non di apparire in sogno. Il metodo cristiano è quindi chiaro: nella realtà, Lui si mostra, in particolare nel volto di chi ti è stato messo vicino.
Le circostanze hanno quindi tutto lo spessore di una chiamata.

Ecco come dalla ragione si arriva a Dio
(18/10/2018)
Questa è la logica cristiana
Questa è la logica cristiana.
Ed è anche il motivo per cui tanti grandi Santi iniziarono a desiderare quel che gli stava accadendo, non più ciò che avevano in mente per loro.
Non significa subire impassibili la realtà, ma viverla intensamente da farla diventare occasione di crescita, giudizio e conversione.
Spesso preghiamo dicendo: «Signore, cambia le mie circostanze». Ma Dio potrebbe risponderci: «Io sto già cambiando te, attraverso loro».


















0 commenti a Se Dio ti offrisse queste due possibilità, quale sceglieresti?