Lefebvriani, gli abusi liturgici durante le consacrazioni a Écône

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Quanto accaduto questa mattina durante le consacrazioni illecite dei lefebvriani: abusi liturgici, fedeli disinteressati e bugie.

 

• E’ presente un aggiornamento del 02/07 in fondo all’articolo.


 

Consacrazioni illecite ed abusi liturgici.

E’ quanto avvenuto questa mattina a Écône (video più sotto), l’evento attraverso cui la Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) ha “consacrato” quattro vescovi senza autorizzazione papale.

Sei ore ininterrotte di celebrazione all’interno di un tendone nel piccolo paesino svizzero nel Canton Vallese, quartier generale della Fraternità.

Un’organizzazione perfetta pianificata con mesi di anticipo e che rivela, come abbiamo visto, che la FSSPX non ha mai avuto la minima intenzione di tornare sui suoi passi.

Di fronte alla pomposità dell’evento, le lettere degli scorsi mesi e le richieste di udienza al Papa appaiono oggi una semplice messinscena.

I lefebvriani hanno però sottovalutato alcuni aspetti emblematici che abbiamo notato durante la lunga celebrazione.

 


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La modifica del rito liturgico

Il più plateale abuso liturgico riguarda quanto accaduto dopo la domanda prevista dal rito episcopale: “Habetis mandatum apostolicum?”.

Si tratta di una formula liturgica prevista nel rito di consacrazione episcopale e significa: “Avete il mandato apostolico?”. Una domanda pubblica per attestare se le consacrazioni hanno ricevuto l’autorizzazione del Papa e manifestare visibilmente la comunione con Roma.

Nel Pontificale Romano, tale domanda viene posta prima dell’ordinazione vera e propria. Se il mandato è presente, viene letto ufficialmente. Se manca, il rito non può proseguire lecitamente.

La Fraternità San Pio X ha così deciso di cambiare arbitrariamente la liturgia per evitare una situazione tremendamente imbarazzante.

Non potendo rispondere negativamente, né volendo sospendere la cerimonia, l’abuso si è compiuto leggendo un comunicato del superiore don Davide Pagliarani.

Nel testo è stato spiegato che le consacrazioni si fonderebbero su uno “stato di necessità”. Così, la domanda scottante è stata aggirata e non è stata fornita una risposta chiara.

 


L’astuzia dei lefebvriani: lo scisma era pianificato da mesi
(01/07/2026)


 

“Le pene canoniche sono nulle”

A conclusione del comunicato, il lettore ha riferito che «eventuali pene o censure contro questo atto non hanno nessun valore».

E’ esattamente ciò che affermano tutti coloro nel momento in cui vengono scomunicati dalla Chiesa.

Dopo la bolla Exsurge Domine (1520), che minacciava la sua scomunica, anche Martin Lutero rifiutò di riconoscere l’autorità del Papa di infliggergli quella censura e il 10 dicembre di quell’anno arrivò perfino a bruciare pubblicamente la bolla pontificia.

Le parole di don Pagliarani, tra l’altro, ricordano fortemente quelle pronunciate anche dall’ex don Alessandro Minutella non appena fu ridotto allo stato laicale nel 2021.

Con tale comunicato la Fraternità sembra quindi aver ufficializzato il disconoscimento dell’autorità del Papa e della Chiesa cattolica stessa.

 

I nuovi vescovi mentono

Un altro elemento moralmente riprovevole riguarda i sacerdoti (illecitamente) consacrati stamattina: Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier.

Durante il rito liturgico, i quattro hanno infatti mentito a Dio promettendo solennemente qualcosa che sapevano perfettamente essere falso.

Durante la serie di domande solenni poste dal celebrante per testare la loro autenticità, i quattro hanno risposto affermativamente alla domanda se volessero restare fedeli e obbedienti a Papa Leone XIV, ponendo le mani sul Vangelo.

Un vero cortocircuito logico dato che l’atto stesso della consacrazione di cui sono stati protagonisti disobbediva platealmente agli ordini espliciti del Santo Padre.

L’aver consapevolmente pronunciato una menzogna giurando sul Vangelo è semplice blasfemia.

 

I partecipanti e gli illeciti liturgici

I lefebvriani sono soliti condannare il rito liturgico moderno (“novus ordo”) sostenendo che faciliterebbe comportamenti illeciti da parte dei fedeli che vi partecipano.

Ma le immagini dell’evento di Écône hanno mostrato nei partecipanti tradizionalisti comportamenti ben poco rispettosi.

Segnaliamo soprattutto quanto accaduto durante il momento dell’Eucaristia, ricevuta rigorosamente in ginocchio da tutti i fedeli.

I video (visionabile più sotto) mostrano persone inginocchiate, sia prima che dopo aver ricevuto la Comunione, intente a scrollare il cellulare, ridere e chiacchierare tra loro.

Una ragazza addirittura, subito dopo aver ricevuto l’Eucarestia sulla lingua e al posto di raccogliersi in preghiera, sorride, saluta e forma un cuore con le dita. A dir poco modernista.

Nessuno dei presenti si è indispettito per questi atteggiamenti durante un momento così solenne e storico. Ma se fossero capitati durante una celebrazione secondo il rito moderno siamo certi che i lefebvriani avrebbero gridato allo “stato di necessità”.

Questi fedeli dimostrano che si può velarsi il capo, pregare in latino, ricevere l’Eucarestia sulla lingua e in ginocchio ed essere comunque assenti con il cuore. Il problema non è la forma, ma il contenuto.

 

lefebvriani abusi liturgici

 

Excusatio non petita

E’ stato curioso inoltre ascoltare i commenti non appena sui partecipanti si è abbattuto un forte nubigrafio.

Don Daniele di Sorco ed Elia Bernardi, le voci che hanno accompagnato le consacrazioni su YouTube, hanno sentito immediatamente la necessità di escludere ogni possibile interpretazione in chiave di “segno” o messaggio divino negativo.

Un perfetto caso di excusatio non petita, accusatio manifesta.

Dietro quella urgente sensibilità si è avvertita infatti tutta la tensione che ha accompagnato l’evento e la consapevolezza di aver commesso un atto illecito.

In contesti ecclesiali ordinari, infatti, nessuno si appresterebbe a smentire collegamenti tra un normale fenomeno meteorologico e il giudizio di natura spirituale o morale sull’evento stesso.

 

Qui sotto il video (pubblicato sul nostro canale YouTube)

 

Lefebvriani: sfida controproducente

La Fraternità San Pio X ha voluto a tutti i costi questa manifestazione di ribellione alla Chiesa.

Il risultato non è stato un granché: oltre ad essersi posti nella condizione di essere scomunicati, i lefebvriani hanno costretto e costringeranno tantissimi fedeli tradizionalisti a prendere le distanze da loro.

Hanno inoltre spinto i cardinali ritenuti più vicini alle sensibilità del rito tridentino (Sarah, Burke e Muller) ad emettere dure condanne verso questo evento.

Infine, gli abusi liturgici emersi durante la cerimonia di oggi rivelano a tutti che i lefebvriani sono ben distanti dall’essere quel che dicono di essere: un baluardo della Tradizione.

Qualcuno al loro interno inizierà presto a tornare nella Chiesa invocando lo stato di necessità.



 

AGGIORNAMENTO 02/07

Come preannunciato, è arrivata la sentenza di scomunica latae sententiae per il celebrante e i quattro presbiteri (illecitamente) consacrati.

Ammonimento anche ai semplici fedeli: chi aderisce formalmente alla Fraternità San Pio X incorre nella stessa pena.

Si precisa inoltre che anche i sacramenti della penitenza e del matrimonio amministrati dai ministri sacri della Fraternità sacerdotale San Pio X saranno ritenuti invalidi.

La nota vaticana prende infine atto che i «molteplici tentativi di ricondurre gli aderenti […] alla piena comunione con la Chiesa cattolica si sono rivelati vani» e che la Chiesa «accoglierà con sincero affetto e viva sollecitudine tutti coloro che desiderano tornare alla piena comunione».

Autore

La Redazione

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38 commenti a Lefebvriani, gli abusi liturgici durante le consacrazioni a Écône

  • Sebastiano ha detto:

    In effetti i fedeli hanno compiuto gravissimi abusi liturgici. In sostanza: una ragazzina che fa il segno del cuore dopo la comunione e uno che osserva il cellulare (per carità di patria, sarebbe meglio non parlare di cosa fanno i fanciulli – e pure i grandi – dopo la comunione nelle nostre messe, a volte sembra il raduno post partitella del sabato sera).
    Mica piccolezze come il prete che entra a celebrare messa in monopattino, o quello che sta sull’altare vestito da clown, o quell’altro che durante la celebrazione indossa i paramenti arcobaleno del gay pride o cinge l’altare con la bandiera dei propal, o quell’altro ancora, sempre durante la celebrazione, che si rifiuta di recitare il Credo.
    Ma cosa vi state attaccando? Siate seri, suvvia.
    Il vero abuso (e gravissimo al massimo grado) è quello che descrivete della parte iniziale dell’articolo: che i vescovi sono ordinati senza l’assenso del Papa. Il resto è racconto appiccicaticcio buono solo a sollecitare avversità rancorose, come anche la sottolineatura, una volta di più, che “l’organizzazione era pianificata da mesi”: una ovvietà banalissima di cui non si capisce la ragione. La quaestio era sul tavolo da mesi, e la FSSPX stava usando il grimaldello dello “stato di necessità” (causa scatenante, a sentir loro), perché avevano bisogno di ordinare sacerdoti. Bastava affrontare di petto questo problema mesi fa (magari smascherandone le contraddizioni), non quarantott’ore prima. L’intermezzo di Tucho è stato solo un intervallo pubblicitario, che non affrontava (né forse voleva risolvere) il problema sostanziale.
    Purtroppo a questo si è giunti, e non credo che le colpe siano tutte da una sola parte.
    E credo anche che su tutta questa vicenda ci sia molto da pregare (e assai poco da gioire).

    • Ettore ha risposto a Sebastiano:

      Come al solito Sebastiano capisci ben poco degli articoli che leggi.

      1) Gli abusi liturgici sono stati la modifica arbitraria del rito liturgico per non rispondere alla domanda e le bugie dette dai vescovi consacrati.

      2) Quelli a cui ti riferisci vengono chiamati illeciti dei fedeli e servono a dimostrare che il rito antico non è esente da questi comportamenti che i lefebvriani sono bravissimi a rintracciare in chi frequenta il rito moderno.

      3) Il fatto che l’organizzazione sia stata preparata da mesi dimostra che tutte le rimostranze di Pagliarani per non essere stato ricevuto dal Papa erano pura finzione, la FSSPX non avrebbe comunque rinunciato a ciò che aveva già preparato nel dettaglio.

      • Sebastiano ha risposto a Ettore:

        Vedo che, oltre a darmi dell’inveterato ignorante (non vedo perché io “capisca poco”, né comprendo il “come al solito”), tu al contrario leggi poco di ciò che scrivo:
        a) che l’Abuso (con la A maiuscolissima) fosse quello, l’ho detto a lettere chiarissime; e ho pure aggiunto (non so se qui o nell’altro articolo) che la scomunica è una atto conseguente e inevitabile, perché lede un principio fondamentale (i vescovi li nomina/autorizza il Papa, e nessun altro);
        b) i comportamenti illeciti: forse ho sbagliato il termine (usare “abusi” anziché “comportamenti illeciti”, non mi pare però un così grande svarione), ma ho sottolineato che nelle nostre chiese accade spaventosamente di peggio; usare uno o due o dieci episodi marginali per ridicolizzare gente che ha partecipato a una celebrazione durata sei ore (provate a far star fermi e in raccoglimento i nostri ragazzini come quella della foto, non dico per sei ore ma neanche per mezz’ora…); mi sembra l’operazione di vede una certa pagliuzza e non si cura della trave;
        3) ribadisco per l’ennesima volta che ‘sta faccenda della “organizzazione preparata da mesi” come se fosse la prova fumante di chissà cosa è un falso attrattore: è OVVIO che l’organizzazione di un evento simile non si prepara in due giorni. Così come è lampante che la FSSPX la stesse preparando, perché l’aveva detto ai quattro venti (rileggetevi i giornali); ribadisco anche su questo che ho già detto che in tal caso l’iniziativa (e la “motivazione”) andava smascherata prima (soprattutto il bluff dello “stato di necessità”) e non a 48 ore da un evento ormai inarrestabile.

        • Ettore ha risposto a Sebastiano:

          1) Gli abusi commessi ieri sono stati più di uno, perché continui a parlare al singolare come se “l’unica” cosa commessa fossero le consacrazioni illecite? Nel tuo commento riduci tra l’altro gli abusi solo al video della ragazzina e del tizio con il cellulare, ignorando tutto il resto che ora invece stai iniziando a considerare.

          2) Chi non vede la trave e indica la pagliuzza sono proprio i lefebvriani ossessionati dagli abusi liturgici nel novus ordo senza accorgersi di quello che fanno loro e che ieri è stato dimostrato. Secondo me l’articolo vuole proprio indicare questo e non ridicolizzare. Vuole dire: avete fatto degli abusi liturgici il vostro cavallo di battaglia contro il rito moderno, poi nella celebrazione più importante della vostra storia accade tutto questo. E infatti scrivono: “si può essere velati, inginocchiati e ricevere la comunione sulla lingua ed essere assenti ugualmente”. La giustificazione che cerchi di avanzare per quei fedeli la trovo ridicola perché se fosse stata una messa normale non ti saresti mai arrampicato sugli specchi per dire: “è durata tanto, scusateli!”. Senza accorgerti che quelle cose le hanno fatte mentre erano in ginocchio subito dopo aver preso la comunione, quindi il momento più sacro della liturgia.

          3) Non stai ribadendo nulla perché continui a non vedere la questione: è OVVIO che stavano organizzando tutto da mesi e quindi è OVVIO che tutte le loro rimostranze sul non essere ricevuti in udienza o la contestazione al vaticano di non volere il dialogo era fasulla, non avrebbero comunque cambiato idea (quindi bene ha fatto il Papa a non ricerverli per non prestarsi al gioco). Tu guardi solo la prima parte e io continuo a scriverti la seconda parte…vediamo quanto andiamo avanti

          • Sebastiano ha risposto a Ettore:

            Andiamo pure avanti, se vuoi.
            1) ti stai attaccando alle minuzie: ho parlato di UN abuso, perché è DA QUELLO che tutto il resto deriva: l’aver disobbedito al Papa consacrando vescovi senza la sua approvazione; l’elenco degli abusi derivati poco mi importa, quello è più che sufficiente per dirimere la questione. En passant, in compenso, vedo che sei silente sui “vescovi cinesi” imposti dal partito comunista…
            2) riguardo al “si può essere velati, inginocchiati e ricevere la comunione sulla lingua ed essere assenti ugualmente”, ti ricordo che sei stato tu stesso, se non erro, a ricordarmi (giustamente) che non si tratta di “abuso liturgico” in senso stretto; e attaccarsi al caso di una ragazzina mi sembra un pochezza spirituale (non voglio certamente giustificarla, ma ho visto in video migliaia di altre persone con una compostezza che noi non vediamo da anni, e non dalle ragazzine ma persino dai consacrati; persino qualche giorno fa UCCR ha scritto un articolo su ragazzini – di un collegio cattolico, se non ricordo male – che bistrattavano l’eucarestia, altro che segnetto del cuore con le dita);
            3) è incomprensibile (e fallace) il senso logico consequenziale dei tuoi due “OVVIO”: deduci che “siccome stavano preparando la cerimonia da mesi, allora era ovvio che non volevano un accordo”; quindi, secondo te, per dimostrare di volere davvero un accordo non avrebbero dovuto preparare nulla fino alla sera prima (riflettici e la ridicolaggine del ragionamento ti apparirà da sé); e se l’intenzione di non arrivare a un accordo era comunque così “ovvia”, allora la cosa andava smascherata prima, coram populo e senza tira e molla. Il Papa non doveva “prestarsi” a nessun “gioco”, secondo me era meglio se li avesse ricevuti per tempo e avesse evidenziato, di fronte al popolo cristiano, le falle dei loro atteggiamenti, ragionamenti e prese di posizione. Sostenere che “tanto non avrebbero cambiato idea” mi sembra una considerazione poco cristiana, visto che persino nella dottrina cattolica il ravvedimento dell’ultimo istante fa guadagnare il paradiso (ladrone in croce docet). E continuo a non capire perché in vaticano venga ricevuto chiunque (persino chi non ha alcuna intenzione di diventare cattolico e anzi ne ha abbandonato da tempo l’ovile) e a questi sia stato negato, perché “tanto è inutile”. E chi lo ha stabilito che sarebbe stato inutile?

    • Otto ha risposto a Sebastiano:

      Come mai ha isolato solo alcuni dettagli citati dell’articolo silenziando gli altri? Troppo facile così non credi?

      • Sebastiano ha risposto a Otto:

        Silenziato? e cosa mai avrei silenziato?
        Rileggi quello che ho scritto, e vedrai che ho semplicemente colto il punto: la FSSPX ha compiuto un abuso, talmente enorme da rendere inevitabile la scomunica latae sententiae.
        Cos’altro avrei dovuto dire?

    • Mauro ha risposto a Sebastiano:

      Sebastiano sono decisamente più gravi gli abusi della Fraternità San Pio che quelli di tutti i preti modernisti che hai citato. Loro fanno cose bizzarre da stigmatizzare ma non giurano il falso davanti a Dio, non modificano la liturgia a proprio piacimento e non consacrano altri preti a vescovi senza autorizzazione.

      • Sebastiano ha risposto a Mauro:

        “cose bizzarre”?
        questa mi mancava…
        Sicché tradire esplicitamente il Catechismo della Chiesa Cattolica è diventato una “cosa bizzarra”, una specie di scherzetto del carnevale, insomma…

        • Mauro ha risposto a Sebastiano:

          Non fermarti su un termine senza guardare l’intera risposta! Perché vuoi banalizzare così il dibattito! Una bandiera arcobaleno sull’altare non significa tradire il Catechismo ma è il solito eccesso di buonismo inconcludente del quale sono affetti i nostri vescovi. E, ripeto: gli abusi della FSSPX sono infinitamente più gravi e tu dovresti concentrarti soprattutto su di essi e non tentare di giustificarli o criticare chi li condanna.

          • Sebastiano ha risposto a Mauro:

            Nossignore, non è “il solito eccesso di buonismo inconcludente”, è andare contro il Catechismo della Chiesa Cattolica, facendo apparire una ideologia mortifera come accettabile o persino buona. Dell’abuso della FSSPX ho già detto: è gravissimo e meritevole di scomunica. Cos’altro doveri dire? che meritano la fustigazione in piazza?

          • Romi ha risposto a Mauro:

            Su questo devo darle torto, quando si cede al buonismo si tradisce inevitabilmente l’insegnamento del Vangelo.
            Questo succede in ogni circostanza della vita. Quando cediamo su qualcosa per mancanza di coraggio, di forza…tradiamo innanzitutto noi stessi.
            Per il resto non si giustifica la disobbedienza al Papa.

    • Alessandro ha risposto a Sebastiano:

      I tradizionalisti si considerano santi e perfetti perché, a detta loro, sono gli unici a rispettare i riti liturgici e a rispettare il Santissimo.
      Beh, è evidente che non è così. Questo non vuol dire che i gay pride ecclesiastici o la benedizione dei fedeli con fucile ad acqua siano cose più giuste. Fra l’altro, anche su di loro questo sito si è fatto sentire a testimonianza della Verità.
      Qual è la differenza? Semplicemente, questi preti “creativi” non pretendono di essere migliori nel seguire la tradizione. Nessuno di loro ha mai detto nulla contro l’autorità del Papa, e quando lo hanno fatto hanno pagato anche loro le conseguenze. Finora.
      I prossimi che faranno la stessa fine saranno, con buona probabilità, quelli della Chiesa tedesca che stanno agendo contro le decisioni di Roma in materia di etica sessuale e liturgia. Ben presto faranno il passo falso di celebrare “matrimoni gay” o di far parlare regolarmente i laici al posto dell’omelia. Solo allora, davanti al segno evidente di apostasia, saranno messi alle strette, si chiederà loro di desistere e chi si ostinerà subirà la scure della Sede Apostolica.
      Così è sempre fatto, fin dalle origini. Nemmeno con gente come Lutero si è passati alla scomunica automatica e si è passati prima dal confronto, finché l’eresiarca non ha detto chiaramente “Faccio da solo”, proprio come la FSPX. L’apostasia è la stessa in ogni epoca, cambia solo il tipo di eresia che scatena la separazione.
      L’unica cosa che mi sento di condividere di ciò che hai scritto è che si deve pregare e non esultare.

      • Sebastiano ha risposto a Alessandro:

        Fra l’altro, anche su di loro questo sito si è fatto sentire a testimonianza della Verità

        Verissimo, e infatti quando è capitato l’ho riconosciuto.

        questi preti “creativi” non pretendono di essere migliori nel seguire la tradizione

        No, il problema è che pretendono, almeno nei casi più gravi, di farsi da sé nuove regole (dottrinali e liturgiche, vedi la benedizione in massa da parte dei preti e vescovi tedeschi delle coppie omosessuali, cosa passata praticamente sotto silenzio) e della tradizione non gliene importa un fico secco se non per tacciarla di vecchiume.
        La Chiesa tedesca ha già preso, e da anni, la strada sbagliata (mancando di rispetto alla dottrina e al magistero). Ho semplicemente espresso l’opinione che continuare a opporre blandi buffetti (mascherati da “accompagnamento pastorale”) o stupide concessioni (tipo la “benedizione a coppie omosessuali ma per non più di 10-15 secondi”) anziché fermi richiami porta con sé il rischio di incancrenire la situazione, lasciando credere al popolo di Dio che prima o poi la dottrina cambierà sulla spinta dello stato delle cose (quasi che la Dottrina fosse una questione di democrazia, come dimostra il loro “cammino sinodale”).
        La stessa cosa andava fatta con la FSSPX, da mesi e da anni. Tanto più che loro stessi chiedevano (furbescamente o meno) un incontro chiarificatore. In quella sede si sarebbero potute smascherare coram populo le loro reali intenzioni. Farlo alla fine è stata una pessima strategia.

        P.S. “benedizione dei fedeli con fucile ad acqua” (incredibile, questa non la sapevo).

      • Romi ha risposto a Alessandro:

        Ma… onestamente non si capisce più nulla…la mia sensazione è che la Chiesa Cattolica è in gran confusione, ma spero di sbagliare. Nessuno, poco tempo fa, avrebbe mai pensato che saremmo arrivati alla benedizione delle coppie gay e quelle irregolari, eppure con Fiducia Supplicans è avvenuto.

    • Romi ha risposto a Sebastiano:

      Vero, attaccarsi a cosa stavano facendo due fedeli è piuttosto infantile. Anche perché la perfezione negli esseri umani non la troveremo mai.
      Credo che qualcosa di vero ci sia nelle affermazioni della fraternità San Pio X su certa confusione nella Chiesa. La società ha subito e sta subendo forti e repentini cambiamenti. Tuttavia rimane grave la loro disobbedienza.

  • DREAM ha detto:

    Trovo penoso l articolo. Denso di astio . Fossi in voi guarderei in casa nostra con i cristiani sgozzati in Nigeria e il vostro complice silenzio. Le Veglie pro sodomiti con relative benedizioni da parte degli Apostoli di Cristo nel mese riservato alla SS Vergine Maria. Passando dai Patti con adoratori del falso profeta autori dello sgozzamento sopracitato, scismatici eretici e gnostici di ogni ordine e luogo . Quindi prima di giudicare togli la trave dal tuo occhio e riuscirai a togliere il fusciello del tuo prossimo.

    • Ettore ha risposto a DREAM:

      Commento completamente senza senso (sei per caso un follower di Andrea Cionci?)

      Cosa c’entrano i cristiani perseguitati (cosa di cui questo sito parla costantemente)? Dati gli abusi liturgici di oggi della FSSPX finalmente potremo rispondere ai lefebvriani di guardare in casa loro prima di giudicare gli abusi nel novus ordo.

      • Ennio Minieri ha risposto a Ettore:

        Scusa, ma anche tu sei fuori binario. Cionci sostiene che in Vaticano vi siano 2 antipapi a causa della Declaratio di papa B16 in quanto mai avrebbe abdicato secondo i punti del Diritto Canonico. Cerchiamo di non schernire in modo confusionario, chi sostiene tesi che nessuno ha saputo ancora confutare. Cerchiamo di non essere complici con i vari “intellettuali” che negano tali tesi senza saper argomentare, pertanto ridicolizzano l’antagonista per averne le ragioni a tutti i costi e sminuirne pubblicamente l’immagine facendo antipubblicità. Questo significa “giocare sporco” e davanti alla salvezza di una Chiesa compromessa, ciò non è per niente cattolico.

        • Ettore ha risposto a Ennio Minieri:

          Non sono gli altri che devono confutare le fantasie di Cionci, è lui che deve portare prove di quanto afferma. E comunque si sta parlando di cose serie qui, di Cionci parliamo quando si va al circo.

        • Romi ha risposto a Ennio Minieri:

          Lei ancora non ha capito che Cionci di è arricchito grazie a questi sbandamenti che ci sono nella Chiesa? Ancora prestate fede alle sue frottole?

  • Felix ha detto:

    I hope it is a satire.

  • Francesco ha detto:

    UCCR: poco cristiani, ancor meno cattolici, per niente razionali. La chiesa post- conciliare non è la Chiesa di CRISTO. Prova ne è l’esistenza di questo eretico e menzognero sito.
    Fedeli alla Roma Eterna.
    Viva la FSSPX!

    • Otto ha risposto a Francesco:

      Ti ricordo che sei appena stato scomunicato e le tue opinioni su cosa sia o cosa non sia la Chiesa valgono quanto quelle di Lutero. Accusare altri di eresia dopo aver inneggiato ad una Fraternità che si autoconsacra come vescovi i propri preti è davvero divertente.

  • Emanuele ha detto:

    I commenti che leggo fanno ridere.
    L’ articolo è ben fatto.
    Ti presenti come il paladino della cattolicità contro la Roma modernista, tuttavia a domanda si omette nella ordinazione che manca il consenso pontificio.
    La questione sarebbe già chiusa lì.
    Roma avrà molti problemi, ma la cattolicità non sta a Econe né nei suoi “fedeli”. Che da oggi non si possono più nemmeno dire cattolici.
    Il resto sono solo parole al vento che lasciano in tempo che trovano.
    Poi si da la colpa a Roma perché doveva intervenire prima. Come? A casa mia per fare un accordo ci vuole il sì di entrambe le parti. Roma ha chiesto di sospendere le ordinazioni illecite e sedersi intorno ad un tavolo per dirimere una volta per tutte la controversia.
    Risposta di Econe: non sospendiamo né ci sediamo al tavolo. Però poi rilanciano che volevano parlare direttamente col Papa. A che pro? Per usarlo pro bono loro? Un accordo va fatto in due. Econe non voleva fare nessun accordo.
    Da ultimo sono sinistre le parole di don Pagliarani “siamo disposti a subire ogni persecuzione per salvare la Chiesa”. Con buona pace della Provvidenza, abbiamo l’ uomo che volle salvare Dio.
    Siamo su Scherzi a parte…?

    • Sebastiano ha risposto a Emanuele:

      Econe non voleva fare nessun accordo

      E il Vaticano nemmeno (o almeno questo traspare dalla lettera di Fernandez).
      Ma proprio per questo la questione andava tagliata prima con decisione.

      • Katy ha risposto a Sebastiano:

        Sebastiano ma sono decenni che la Chiesa prova a riportare la FSSPX all’interno della comunione, con aiuti e concessioni di ogni tipo. Non puoi fermarti solo a questi pochi mesi!

        • Sebastiano ha risposto a Katy:

          Non mi risultano particolari “concessioni” (salvo quella concessa da BXVI), anzi la Traditionis Custodes, per quel che ne capisco, ha messo (forse giustamente) parecchie “restrizioni”; questi “pochi mesi”, carissima, sono all’attenzione di tutti perché l’evento era ed è stato epocale, e andava affrontato con maggiore decisione (come tanti altri, del resto).
          Ciò che è avvenuto è causa di insensata allegria per alcuni (spero non molti), per me è solo causa di tristezza. Quando una parte di Chiesa si separa non c’è mai da festeggiare.

  • Andrea Lori ha detto:

    Confermo ottimo articolo che con una buona dose di ironia smaschera le ambiguità di questa piccola setta di arroganti tradizionalisti (e lo dico da ammiratore del rito tridentino). I lefebvriani hanno avuto il loro momento di celebrità ma si sono giocati male le carte, ora spero che la storia li destini all’oblio, come dice Leone noi dobbiamo andare avanti.

  • enea ha detto:

    qualcuno esperto di teologia mi sa dire se quella fascia bianca con cui hanno legato testa e mani di quei poveri preti è qualcosa di cristiano? non l’ho mai visto fare prima

    • Alessandro ha risposto a enea:

      Ciao. Mi sono dovuto informare anch’io. A quanto pare fa parte del rito tridentino dell’Ordinazione e viene messo dopo l’unzione con l’olio. Non ne avevo mai visti prima, ma non rientra tecnicamente fra gli abusi liturgici che sono stati compiuti da questa malapianta ultratradizionalista.

  • Fabio ha detto:

    Chi di abusi liturgicii ferisce, di abusi liturgici perisce. Cari lefebvriani avete davvero stancato

  • STELVIO ha detto:

    Questa non è una critica all’UCCR, la cui opera apologetica è assolutamente meritoria, ma a chi vuole trasformare l’UCCR nel baluardo del modernismo cattolico.
    Per separarsi dalla Chiesa è necessario che ci sia una Chiesa fedele al mandato di Cristo. Se la Chiesa diventa una succursale del B’nai Brith o dell’ONU, tradisce il suo mandato e subisce una profonda manipolazione “genetica” ab intra. Se entro in una chiesa sedicente cattolica e mi ritrovo in una sala congressi del Cristianesimo globalizzato dell’abominevole Miroslav Volf e del suo amichetto Tony Blair, c’è qualcosa che non funziona. In effetti, la Chiesa di Francesco e Leone assomiglia ad un’associazione filantropica, in cui Nostro Signore è stato ridotto ad una sorta di maestro spirituale dell’Umanesimo progressista. I sedicenti cattolici impegnati hanno completamente ignorato gli ammonimenti di Romano Amerio (un vero gigante della Fede, bellamente dimenticato > “Iota unum”). L’eresia modernista dilaga. La teologia protestante imperversa e tutti gli interventi dei vescovi di Roma brillano per “vaghismo” e ambiguità. Trovo estremamente irritante – un esempio fra mille – la retorica dell’ambiguità che insegue temi alla moda, ignorando la sfida pressante, molto pressante dell’Islam; non in Tagikistan (luogo remoto quasi abbandonato dalle missioni: 130 battezzati su 10 milioni di abitanti) o in Siria (dove i massacri dei Cristiani sono stati silenziati), ma nello stesso territorio italiano, dove l’opera degli imam fondamentalisti continua indisturbata, anzi … quasi incoraggiata (se consideriamo certe rubriche di TV 2000)! Potete adirarvi quanto vi pare, ma è così. Non ho particolare simpatia per i lefebvriani, però ogni tanto non sarebbe male rileggersi la biografia di Lefebvre e confrontare i risultati da lui ottenuti nei seminari (durante la sua missione in Africa e poi una volta tornato in Europa) con quelli ottenuti dalle avanguardie bergogliane (seminari con 4 o 5 studenti, di cui due africani, vittime anche loro della propaganda modernista, e due infiltrati da qualche ong di omosessuali). Vogliamo parlare dell’architettura delle chiese moderne? Bestemmie di cemento. Anche qui l’inerzia trionfa. Gli Ortodossi ci disprezzano per questa continua resa incondizionata e la chiamano “asservimento”. Fanno bene. https://www.newliturgicalmovement.org/2019/09/an-orthodox-monk-on-modern-catholic.html
    “Voi che appartenete a quel cosiddetto mondo libero, che ne avete fatto? (…) Ogni vostra generazione si attribuisce i propri maestri, i propri riferimenti di moda. Qualche tempo fa era Pascal. Ieri era padre Teilhard de Chardin, oggi le mode cambiano così in fretta che i nomi non restano più impressi, fatta eccezione forse per Rahner, Küng e Boff. Mi sembra che tutte queste persone siano interessate a costruire un’antropologia a propria immagine e somiglianza, conformandosi alla doxa del momento, piuttosto che ad accogliere la presenza di Dio dentro di sé. (…) Ora vi trovate in un vicolo cieco. Forse potrete fare un passo indietro (…) in modo da poter trovare una soluzione alla luce della Trinità, senza trionfalismo né asservimento.”
    Vedi anche: https://tg24.sky.it/cronaca/2016/03/09/terrrorismo-imam-molise-fermato-progettava-attentato-roma
    https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2025/12/02/l-imam-di-torino-che-rischia-l-espulsione-per-le-sue-posizioni-sulla-palestina

  • Francesco ha detto:

    Però, quanti altri filo-scismatici che ci stanno in questa sezione commenti. Alcuni fanno davvero compassione, mi ricordano quelli che per nascondere le proprie simpatie politiche se ne escono con “Mussolini ha fatto anche delle cose buone”.

    Di fronte a queste arrampicate sugli specchi, lascio la parola al card. Muller… non esattamente un “progressista” (qualsiasi cosa poi voglia dire conservatore o progressista, dato che io ci vedo solo due mali che offendono la Chiesa): «Il Concilio Vaticano II si è legittimamente riunito nello Spirito Santo. I suoi insegnamenti non sono altro che quelli della fede cattolica degli ultimi 2000 anni, in quanto fondati sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione Apostolica, e presentati in modo vincolante da tutti i concili precedenti e chiaramente interpretati da tutti i Dottori della Chiesa».

    Viva la Chiesa di Roma. Viva il Papa.

    • Romi ha risposto a Francesco:

      Credo che il problema non sia il CVII, ma semmai la sua cattiva interpretazione da parte purtroppo anche di parecchi sacerdoti e quindi anche dei fedeli. Per cui la chiesa si divide in tradizionalisti i quali hanno in odio il CVII e non solo, e i modernisti che ne fanno pure un’interpretazione sbagliata o abusante.
      Non possiamo negare che la Chieda Cattolica sta attraversando una crisi, che i notevoli e repentini cambiamenti della società sembrano mettere tanta confusione. Ed è vero che c’è una teologia del sociale, filantropica e ambientalista che ha messo un po’ da parte il trascendente. Di recente ho letto un libro di un sacerdote teologo “la fortuna d’essere irrilevanti”. La Chiesa Cattolica, secondo lui, allo stato attuale sarebbe diventata irrilevante a motivo della notevole scristianizzazione della società occidentale, causata soprattutto dal benessere, dal consumismo e dal conseguente edonismo che non accetta più il sacrificio come valore salvifico, non più interessata ad una vita eterna, ma alla vita terrena. Per cui si propone di fare un colpo di spugna alla pastorale, visto che la Chiesa è diventata irrilevante, come dire…non ha nulla da perdere, semmai da guadagnare nuovi fedeli grazie alla modifica sostanziale della pastorale. Leggendolo non ho potuto considerare quanto questo purtroppo sia vero. Le omelie sembrano più incentrate si argomenti di tipo sociale. Secondo me si teme la possibilità che la scienza arrivi a elimate ogni malattia, che l’aumento del benessere allontani sempre più dalla necessità di vivere una vita eterna se già qui si sta bene. Sono considerazioni che nascono da una profonda paura da parte della Chiesa, come se l’essere umano possa veramente bastare a sé stesso. Una volontà quindi politica, non di fede, di mantenere una istituzione che si vede sempre più esigua.
      Detto questo la soluzione non è certo lo scisma o la disubbidienza al Papa.
      Bisogna lottare dentro la Chiesa, perché il Signore ha garantito per Pietro e tutto questo per noi è una prova.

  • Sergio- ha detto:

    Si rileva spesso che i contesti in cui la FSSPX è più radicata — come alcune aree della Francia, della Svizzera o degli Stati Uniti — coincidono con società altamente secolarizzate, dove l’adesione al tradizionalismo assume talvolta i tratti di una reazione identitaria o culturale da parte di ceti medi o medio-alti.
    La “Fraternità”, insomma, fà breccia tra persone agiate che vogliono sentirsi un'”élite; un classico caso di complesso di superiorità adolescenziale.
    Niente di grave, insomma.

    • Sebastiano ha risposto a Sergio-:

      Ci mancava giusto l’identikit sociopsicologico d’accatto del seguace della FSSPX:
      agiato, benestante, borghesuccio…
      Mancava solo l’aggiunta: alto (tipo ariano ma non necessariamente biondo), bianco (da marcatura occidentale con sfumatura colonialista), suprematista/sovranista (ovviamente antieuropeista), evasore fiscale (d’altronde Econe si trova in Svizzera, e là le banche, non so se mi spiego…), un pelino razzista, e pure un tantino fascistello (etichetta che va bene sempre ed è di gran moda).
      Volendo, si può allungare la lista a piacimento, aggiungendo, che so, mettitore compulsivo di dita nel naso, braccinocorto al momento di pagare al bar e consumatore incallito di chinotto (non c’entra nulla, ma non si sa mai).
      C’è quasi il tanto di farci un album con le figurine…

  • G.B. ha detto:

    Il matrimonio, oltre a essere invalido sul piano canonico, rischia di esserlo anche sul piano civile, almeno in Italia.
    Infatti il matrimonio celebrato da un sacerdote cattolico vale anche civilmente perché così è stabilito dal Concordato. Essendosi messi al di fuori della Chiesa cattolica, i lefebvriani si sono automaticamente messi anche al di fuori dal Concordato. Quindi i loro sacerdoti non hanno alcun titolo legale per celebrare matrimonio civile.
    Inoltre se uno dei due coniugi si rivolge alla Sacra Rota questa presumibilmente sentenzierà la nullità del matrimonio, che sempre ai sensi del Concordato produce anche la nullità del matrimonio civile (per inciso se i lefebvriani intendono giudicare autonomamente la validità dei loro matrimoni, o qualsiasi altra questione di diritto canonico, dovranno dotarsi pure di un proprio tribunale ecclesiastico).
    Con tutte le conseguenze che questo può avere in termini di eredità, obblighi reciproci, comunione dei beni, legittimazione dei figli, eccetera.