Il missionario e l’indigeno beatificati insieme? Una storia unica
- Ultimissime
- 18 Lug 2026

Padre Rudolf Lunkenbein e Simão Bororo morirono martiri assieme in Brasile, l’uno difendendo l’altro. Oggi sono vicini alla beatificazione.
A cinquant’anni dalla loro uccisione, sono oggi vicini alla beatificazione.
Parliamo del missionario salesiano tedesco Rudolf Lunkenbein e dell’indigeno bororo Simão Cristino Koge Ekudugodu.
Il loro caso rappresenta una novità assoluta nella storia della Chiesa.
Potrebbero infatti essere proclamati beati insieme, un missionario e un membro del popolo evangelizzato, uniti non solo dalla fede ma anche dal martirio condiviso.
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La missione di Lunkenbein presso i Bororo
Nato nel 1939 in Baviera, Lunkenbein coltivò fin da ragazzo il desiderio di diventare missionario, ispirato dalla spiritualità salesiana di san Giovanni Bosco.
Dopo gli studi e l’ordinazione sacerdotale nel 1969, tornò definitivamente nella missione di Meruri, nello Stato brasiliano del Mato Grosso, dove si dedicò all’evangelizzazione del popolo Bororo.
Erano gli anni successivi al Concilio Vaticano II, che con il decreto Ad gentes aveva promosso una concezione della missione fondata non soltanto sull’annuncio del Vangelo, ma anche sulla promozione della dignità umana e della giustizia sociale.
Lunkenbein imparò la lingua dei Bororo, ne condivise la vita quotidiana e si impegnò nella difesa dei loro diritti, in particolare contro i tentativi dei grandi proprietari terrieri di appropriarsi delle terre indigene.
Nel 1973 fu accolto simbolicamente nella tribù, che gli attribuì il nome indigeno di “pesce rosso”.

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Il martirio del missionario e dell’indigeno
Il conflitto per il possesso delle terre, tuttavia, degenerò in violenza: il 15 luglio 1976 alcuni fazendeiros armati fecero irruzione nella missione di Meruri.
Durante gli scontri il sacerdote venne colpito a morte e Simão Bororo, intervenuto per proteggerlo, fu ucciso a sua volta. Da allora entrambi sono ricordati come martiri dalle comunità locali.
Nel 2016, l’impulso per il processo di beatificazione è iniziato con la raccolta dei primi documenti e testimonianze. Nel gennaio 2018 è stato aperto il processo diocesano locale e, alla fine del 2025, le autorità vaticane hanno emesso la loro prima decisione positiva sulla canonizzazione.
Aggiorneremo in caso di novità.

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Missionari in difesa dei diritti indigeni
La vicenda di Rudolf Lunkenbein e di Simão Bororo richiama una pagina spesso dimenticata della storia missionaria cattolica.
Come abbiamo documentato, in epoca colonialista numerosi missionari non furono affatto alleati dello sfruttamento coloniale, ma si schierarono in difesa delle popolazioni indigene, opponendosi agli abusi dei poteri politici ed economici.
Una tradizione che affonda le sue radici ben prima del Novecento e che trova uno degli esempi più noti nelle reducciones gesuitiche del Paraguay.
Furono ideate perché gli indigeni potessero vivere al riparo dagli schiavisti e dagli abusi dei coloni, conservando elementi della propria cultura e organizzandosi in forme di autogoverno sotto la guida dei missionari.
Consulta il dossier: Colonialismo e Chiesa cattolica, sfatiamo la leggenda nera


















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