Galimberti e l’arte del plagio: nuovi testi copiati dal filosofo
- Ultimissime
- 02 Lug 2026

Il nuovo libro di Vincenzo Altieri documenta altro materiale copiato da Galimberti. Le prove di un plagio ormai sistematico.
Galimberti ci ricasca.
Era il 2011 quando l’Università Ca’ Foscari richiamò formalmente il filosofo Umberto Galimberti a citare correttamente le fonti nei suoi testi, senza appropriarsi di pensieri altrui.
Ma non è evidentemente servito a molto: nel corso degli anni sono stati scoperti altri saccheggi dello storico autore di “Repubblica”.
Interi paragrafi di altri autori, tra cui Herbert Marcuse, inseriti indebitamente nei suoi libri senza opportuna citazione.
Eppure nessuno ne parla e i video di Galimberti, spesso denigratori verso il cristianesimo, riempiono i social e i reel dei festival filosofici.
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Nuovo libro su Galimberti
Colui che più di tutti ha lavorato sui testi del “ciarlosofo”, come lo definisce, è lo scrittore Vincenzo Altieri, autore anche de “Il filosofo di Monziglia”.
Poche settimane fa è uscito il suo nuovo ebook dedicato a quel che definisce l’arte del plagio di Umberto Galimberti.
Il titolo è forte: “Storia criminale di sant’Umberto da Monziglia patrono degli impostori“ (StreetLib 2026).
L’autore ha riferito a UCCR di aver trovato nuovo e numeroso materiale.
Quando ha raggirato il Papa
In particolare, si sottolinea che Galimberti avrebbe ingannato e mentito anche a Papa Francesco e che «pure tra giornalisti, intellettuali, teologi e preti della Chiesa cattolica ci sono “complici attivi” del filosofo lestofante».
E’ tramite loro che Galimberti sarebbe salito in cattedra all’Università Lateranense, all’Ateneo Sophia dei Focalarini, a Soul, a TV2000 e in molte scuole cattoliche.
Poi è giunto anche in Vaticano, presentato da don Marco Pozza all’allora Papa Bergoglio come “uno dei filosofi più illuminati di questo periodo”.
Secondo Altieri, però, fu solamente l’occasione per il “ciarlosofo” «di raggirare pure papa Francesco, donandogli due libri fabbricati a plagi: “Le cose dell’amore” e “Orme del sacro”».

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Per 15 anni: l’arte del plagio
Sono accuse perfettamente documentate.
Lo scrittore ha fornito a UCCR un accenno del materiale contenuto in questi libri.
Ad esempio in “Orme del sacro” (2000), a pagina 59, Galimberti scrive: «Nulla di male in tutto questo. Il sacro si concede e si ritrae in tanti modi e, dinanzi ad esso, non hanno senso accettazione o rifiuti».
E’ un testo che risulta copiato dal filosofo Gino Zaccaria, il quale a pagina 9 de “L’etica originaria” (EGEA 1992), scrive: «Nulla di male in tutto questo. La verità si concede e si ritrae in tanti modi, e, dinanzi ad essa, non hanno alcun valore le accettazioni o i rifiuti».
Altieri commenta: «Il prof. Zaccaria scrisse “La verità si concede e si ritrae”, Galimberti l’ha mutato in: “Il sacro si concede e si ritrae”, mettendo “sacro” dov’è “verità” e servendo così, in primis a studentesse e studenti di Ca’ Foscari, una frode filosofica».
Questo modus operandi, ci riferisce Vincenzo Altieri, contrassegna oltre 15 anni di attività letteraria, avendo «derubato le proprietà intellettuali a filosofi, psicologi, antropologi, sociologi, psicanalisti, psichiatri, linguisti, teologi, biblisti, per assemblare i suoi libri».

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Ecco le prove
Lo scrittore ha voluto anche rendere disponibile ai lettori di UCCR un documento di quasi 40 pagine nel quale offre prove dirette delle sue accuse a Umberto Galimberti.
Il noto filosofo e psicoanalista si sarebbe appropriato di centinaia di frasi e interi paragrafi di insigni grecisti quali Jean-Pierre Vernant, Marcel Detienne e Eric. R. Dodds. Con i loro testi ha scritto “La terra senza il male” (1984), “Gli equivoci dell’anima” (1987) e l’ultimo libro pubblicato, “Le disavventure della verità” (2025).
Ecco un piccolo esempio di quanto Altieri ha scoperto proprio nell’ultima e recente opera di Galimberti, pubblicata nel 2025.



















1 commenti a Galimberti e l’arte del plagio: nuovi testi copiati dal filosofo
Perdinci che scopiazzatore (roba da matita blu, se ancora esistesse)…
E lui cosa dice? O tace?
(scommetto la seconda, tanto sa bene che il mainstream amico suo certe domande non gliele farà mai…)