Don Pagliarani, vola basso: la Provvidenza non guida lo scisma della FSSPX

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La Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX) vicina allo scisma per ribellione al Papa. Il superiore, don Pagliarani, sente però la legittimazione della Provvidenza.


 

Nuova intervista-fiume rilasciata da don Davide Pagliarani.

Pochi lo conoscono ma si tratta del superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), comunità tradizionalista fondata da Marcel Lefebvre nel 1970 in opposizione al Concilio Vaticano II.

L’arcivescovo francese fu scomunicato nel 1988 a causa dell’ordinazione di vescovi senza il mandato del Papa (nel 2009 Benedetto XVI revocò la scomunica ai quattro vescovi consacrati, mentre Lefebvre morì nel 1991).

 

La FSSPX vicina allo scisma

Oggi la Fraternità si ritrova nella medesima situazione essendo intenzionata a procedere con ordinazioni episcopali senza mandato pontificio per propria sopravvivenza: gli unici vescovi rimasti sono molto anziani.

Un gesto che il diritto canonico considera un atto gravissimo, fino allo scisma.

La tentazione di disobbedienza ha sempre vissuto all’interno della Fraternità, spesso auto-danneggiandosi.

Infatti, anche il braccio destro di Lefevre, Richard Williamson (noto per aver negato l’Olocausto), fu allontanato nel 2012 perché rifiutò l’obbedienza ai suoi superiori. Cioè la stessa cosa che oggi fa l’intera FSSPX nei confronti di Roma.

Lo scisma di Williamson provocò quindi la nascita dell’Unione sacerdotale Marcel Lefebvre, una comunità separata e in ostilità con la FSSPX. Dinamiche abituali in ambito protestante-luterano.


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Contro Roma in nome della libertà

L’intervista recente a don Pagliarani conferma l’idea di un gruppo di fedeli (circa 1.000 membri) abituati a vivere all’interno di una bolla comunitaria, convinti di essere la guida autentica della Chiesa e il suo epicentro spirituale.

Quel che emerge è la suggestiva abilità di ribaltare la realtà a proprio favore.

Così, ad esempio, le prossime consacrazioni annunciate dalla FSSPX vengono spiegate da don Pagliarani non come un oggettivo gesto di sfida e tradimento ma «sono un atto di fedeltà» dovuto dalla «salvaguardia della libertà indispensabile per professare la fede e trasmetterla alle anime».

Quindi una piccola comunità cattolica disobbedisce apertamente al Papa in nome della libertà a professare la fede. E’ un ragionamento che definire illogico è riduttivo.

 

La FSSPX guidata dalla Provvidenza?

Un secondo esempio, ancora più clamoroso, è l’annuncio al proprio fianco della volontà divina per giustificare le gesta e l’esistenza stessa della FSSPX.

Don Pagliarani lo ripete spesso, basta solo contare quante volte ripete la parola “Provvidenza“.

Il sacerdote tradizionalista afferma infatti che la Fraternità Sacerdotale San Pio X sarebbe uno «strumento di un salutare scuotimento» per tutti i cattolici, «scuotimento che solo la Provvidenza può realizzare». E’ sempre la Provvidenza, infatti, che concederebbe alla fraternità di «l’opportunità di contribuire a qualcosa di cui la Chiesa ha bisogno oggi più che mai, per il suo bene e per il suo rinnovamento».

La Provvidenza starebbe guidando la FSSPX a disobbedire a Roma per dare alla Chiesa stessa un insegnamento che la porterebbe sulla retta via?

Il dubbio di aver sbagliato a capire svanisce quando il concetto viene ripetuto.

«Nell’attuale confusione», spiega ancora don Pagliarani, «la Provvidenza fornisce alla Società di San Pio X i mezzi per proclamare chiaramente i diritti eterni di Nostro Signore», per questo sarebbe «un grave peccato da parte nostra sottrarci a quest’obbligo impostoci dalla fede e dalla carità».

E’ l’obbedienza al volere di Dio che permette «di comprendere perché la Società di San Pio X esiste e perché sta procedendo oggi con queste consacrazioni episcopali».

Se non fosse ancora chiaro, il superiore della FSSPX lo ripete per la terza volta.

«Il ruolo che la Provvidenza sembra aver riservato alla Fraternità Sacerdotale San Pio X», afferma solennemente, «è quello singolare di essere segno di contraddizione: una spina nel fianco per i riformatori».

E più si cerca di estirpare la spina «e più essa si insinua: non è la spina in sé a determinare questo effetto terapeutico, bensì i duemila anni di Tradizione che essa incarna e rappresenta».

La questione prende quindi una piega escatologica. E’ la FSSPX a dover salvare la Chiesa, ritenendosi evidentemente depositaria della successione apostolica.

Non vediamo francamente molta differenza dalle strabordanti omelie dell’ex don Alessandro Minutella, autoproclamatosi Grande Prelato e successore di Pietro dopo aver ricevuto la scomunica ecclesiale.

Anche lui, come Pagliarani, giustifica abitualmente il suo agire come volere diretto della Provvidenza, intenzionata a far sopravvivere un piccolo resto di cattolici come segno di conversione per tutti in mezzo all’iniquità manifestata dalla Chiesa.

 

I vescovi a favore della FSSPX

Un altro elemento interessante dell’intervista di don Pagliarani è l’entusiasmo per il sostegno ricevuto da due vescovi.

Verrebbe da dire i “soliti” due vescovi tradizionalisti: Athanasius Schneider (Kazakistan) e Joseph Strickland (Stati Uniti), entrambi grandi sostenitori dello scomunicato Carlo Maria Viganò.

Il primo già visitatore ufficiale presso la FSSPX e il secondo rimosso dall’incarico di vescovo di Tyler dopo aver dato del “pagliaccio diabolicamente disorientato” a Papa Francesco.

Al contrario, i cardinali Müller e Sarah si sono fermamente opposti alla FSSPX, ricevendo l’accusa da don Pagliarani di vivere in «dicotomia permanente».

 

L’ombra di Lutero

Il lungo intervento di don Pagliarani lascia emergere come sempre giudizi dissacranti sulla Chiesa e sui suoi pastori, a partire da Papa Francesco.

Nulla di nuovo a parte il ricordo di un’esperienza personale da lui vissuta: «Quando chiesi un incontro con Francesco in Vaticano, ottenni un’udienza in meno di 24 ore, ed è stato particolarmente affabile».

Non c’è molto altro da salvare in un’intervista che, ancora una volta, palesa l’intenzione di voler respingere l’obbedienza ecclesiale in nome di una presunta investitura divina.

Sembra superfluo ricordare che nella visione autenticamente cattolica, l’unico criterio oggettivo di comunione e verità è la successione di Pietro. È lì che la Provvidenza agisce stabilmente nella storia.

Pretendere di correggere la Chiesa contro il Papa, appellandosi alla Provvidenza, non è zelo per la verità: è il suo travestimento. Lutero ci ha già provato e non è andata benissimo.

Autore

La Redazione

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17 commenti a Don Pagliarani, vola basso: la Provvidenza non guida lo scisma della FSSPX

  • lorenzo ha detto:

    Un vero cattolico riconosce che ogni Papa è voluto dallo Spirito Santo, anche se lo critica per quello che dice o per quello che fa: non era forse
    voluto dallo Spirito Santo anche quel sodomita di Papa Giulio III che, appena salì al soglio pontificio, nominò cardinale Innocenzo, il suo amante 17enne, figlio di un suo servo?

    • Spirito del Concilio ha risposto a lorenzo:

      “Ogni Papa è voluto dallo Spirito Santo”, abbastanza opinabile come cosa, se intendi la volontà positiva.

      Comunque fa piacere vedere come insulti un Papa per via delle voci che giravano all’epoca “solamente” perché quel Papa era un nepotista.

      • lorenzo ha risposto a Spirito del Concilio:

        Quindi tu, oltre che stabilire se la “volontà” dello Spirito Santo è positiva o no, stabilisci anche che le voci che giravano all’epoca erano prive di fondamento: non posso far altro che inchinarmi al tuo sapere!

        • Spirito del Concilio ha risposto a lorenzo:

          1) La volontà di Dio può essere positiva (attiva) o permissiva. Lo trovo molto difficile credere che le cose che abbia fatto Papa Francesco rientrino nella volontà attiva di Dio.
          2) “stabilisci anche che le voci che giravano all’epoca erano prive di fondamento”, questo è scritto nell’enciclopedia cattolica: “The great blemish in his pontificate was nepotism. Shortly after his accession he bestowed the purple on his unworthy favourite Innocenzo del Monte, a youth of seventeen whom he had picked up on the streets of Parma some years previously, and who had been adopted by the pope’s brother, Balduino. This act gave rise to some very disagreeable rumours concerning the pope’s relation to Innocenzo.”

  • Francesco ha detto:

    Pagliarani è, come molti tradizionalisti del resto, quantomeno ottuso se non ignorante. Perché, spoiler, la Chiesa ha sempre fatto in 2000 anni riforme e riforme. Il che non vuol dire sia progressista, o tradizionalista. La Chiesa è Chiesa: custodisce la Tradizione apostolica e sa come renderla comprensibile a tutti cogliendo i segni dei tempi. È così da sempre.

    San Gregorio VII fece riforme importanti, Innocenzo III fece riforme importanti, il Concilio di Trento le fece così come il Concilio Vaticano II. E non c’è nulla di strano, la nostra fede si incarna nella storia, sa proclamare quella bellezza antica e sempre nuova che Agostino contemplava.

    La FSSPX invece resta estranea sì, ma non solo alla storia… alla Chiesa stessa.

    • Spirito del Concilio ha risposto a Francesco:

      Dire che la FSSPX sia contro la riforma in quanto tale è abbastanza semplicistico come punto di vista (ed errato).
      La vera domanda che bisogna porsi è: i Concili hanno contraddetto il Magistero?

      Comunque, allontandandoci un attimo dai Concili, tu dici che la Chiesa “custodisce la Tradizione apostolica e sa come renderla comprensibile a tutti cogliendo i segni dei tempi” e che la nostra fede “si incarna nella storia”. Con questo intendi che la Chiesa deve adattarsi ai tempi?
      Per esempio, in un’era in cui ci sono divorzi a non finire dovrebbe permettere la comunione ai divorziati e risposati? O per esempio, data l’omoeresia dilagante dovrebbe permettere delle “messe” in omaggio a queste correnti ideologiche? Oh, aspetta…

  • Sebastiano ha detto:

    C`è una cosa che non conosco e chiedo a chi lo sa: nel 1988 fu dichiarata “scismatica” l`intera FSSPX o solo Lefebrve e i vescovi da lui ordinati (e, suppongo, a seguire, anche i sacerdoti) senza mandato papale? Sempre in quel periodo, fu il solo Lefebvre ad essere scomunicato o anche i suoi vescovi e la stessa FSSPX? E nel 2009 fu riabiilitato il solo Lefebvre?
    Grazie

    • lorenzo ha risposto a Sebastiano:

      Vengono considerati scismatici sia Lefebvre che la sua comunità: la FSSPX rimarrà scismatica fino a quando ritornerà in comunione con la Chiesa Cattolica.
      Ora la FSSPX non è scomunicata, ma lo sarà nuovamente “Latae sententiae” se nominerà nuovi vescovi senza l’approvazione del Romano Pontefice.

      • Sebastiano ha risposto a lorenzo:

        Mah, mi pare di cairci di meno: se già ora è considerata (dal punto di vista del diritto canonico) quale scismatica, che senso ha prospettare una nuova accusa di scisma, come scritto nell’articolo:

        Un gesto che il diritto canonico considera un atto gravissimo, fino allo scisma.

      • Spirito del Concilio ha risposto a lorenzo:

        Ciao Lorenzo, che senso ha minacciare con lo scisma la FSSPX se è già “scismatica”?
        E quando è che la FSSPX è stata “scomunicata”?

        • lorenzo ha risposto a Spirito del Concilio:

          Lo sapevi che si può essere scismatici senza essere scomunicati?
          Lo sapevi che il 12 marzo 2009 Benedetto XVI resa pubblica la lettera del papa sulla remissione della scomunica ai lefebvriani, i quali rimasero però scismatici?

          • Spirito del Concilio ha risposto a lorenzo:

            In realtà, chi è reo di scisma è automaticamente scomunicato (latae sententiae), eventualmente questa scomunica può essere notificata pubblicamente dalle autorità.
            Ora, se Benedetto XVI ha rimesso la scomunica latae sententiae, non mi capacito di come possano essere ancora scismatici.

          • lorenzo ha risposto a lorenzo:

            @Spirito del Concilio
            Se non capisci, consulta il CDC.

    • Spirito del Concilio ha risposto a Sebastiano:

      Ciao Sebastiano,
      1) Dopo le consacrazioni, Lefebvre, Antônio de Castro Mayer e i neo-vescovi sono stati “scomunicati”. Le “scomuniche” sono state rimesse solamente ai vescovi nel 2009 (Lefebvre e Antônio de Castro Mayer erano entrambi deceduti una decina di anni prima).
      2) La FSSPX non è scismatica, secondo la posizione ufficiali della Chiesa (anche se ci sono varie voci discordanti)
      3) A quanto detto al punto due, aggiungo inoltre la tua osservazione: che senso ha che minacciare di scisma una realtà già “scismatica”?

  • Giorgio Drudi ha detto:

    Lefebvre ha fatto un grande danno.

    • Sebastiano ha risposto a Giorgio Drudi:

      Può essere. Quando viene rotta platealmente l’unità della Chiesa, non è certamente un bene. Però ho come l’impressione che non pochi “volenterosi riparatori” di quel danno, ne abbiano fatto di peggiori.