Anche la Chiesa Palmariana (scomunicata) “scomunica” i lefebvriani
- Ultimissime
- 23 Lug 2026

La storia, drammatica e comica, della Chiesa Palmariana e la scomunica della Fraternità San Pio X. Chi sono davvero i palmariani?
Chi pensa che i lefebvriani siano singolari ancora non ha visto nulla.
Esiste un altro gruppo scismatico e tradizionalista, si chiama Chiesa Palmariana.
La comunità è guidata dal 2016 da Markus Josef Odermatt, cioè “papa” Pietro III, il quale ha recentemente scomunicato i membri della Fraternità San Pio X.
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Scomunicati che scomunicano
In un video di 14 minuti, Odermatt ha goffamente imitato le movenze solenni tipiche di un pontefice.
Rivolgendosi ai fedeli come “Vicario di Cristo e Successore di San Pietro”, ha detto di assistito alla scomunica dei seguaci di Marcel Lefebvre.
Tuttavia, Pietro III ha sostenuto che il decreto del Vaticano sarebbe privo di validità poiché «Papa Gregorio XVII» -cioè il fondatore dei palmariani, morto nel 2005- aveva già scomunicato la Fraternità decenni prima.
Odermatt ha quindi dileggiato mons. Marcel Lefebvre, sostenendo che preferiva «gli intrighi politici, l’orgoglio, i salotti confortevoli e gli applausi del mondo all’intervento diretto del Cielo», accusandolo di aver tentato una riconciliazione con il Vaticano e aver rifiutato di riconoscere i palmariani.
Secondo il capo dei Palmariani, la Fraternità Sacerdotale San Pio X vive in una costante contraddizione interna: «Dicono ai loro fedeli che il Papa si trovava in Vaticano ma invitano a disobbedirgli ogni giorno per salvare la loro anima. Non ha alcun senso».
Per questo l’uomo ha invitato tutti ad abbandonare la Fraternità per rifugiarsi nella «vera Chiesa, una, santa, cattolica, apostolica e palmariana».

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Cos’è la Chiesa Palmariana
La storia della Chiesa Palmariana nasce nel 1968 a seguito delle false apparizioni a El Palmar de Troya, villaggio andaluso vicino a Siviglia.
Dopo essere stato respinto dal seminario locale, anche a causa della frequentazione dei club LGBTQ+ spagnoli, Clemente Domínguez Gómez irruppe sulla scena e si “appropriò” delle apparizioni, affermando di essere il principale veggente.
L’uomo, il fondatore dei palmariani, inventò locuzioni, stimmate e messaggi mariani contro il Concilio Vaticano II e l’apostasia di Roma, condendo tutto con la solita minaccia sulla fine dei tempi.
Nonostante l’intervento della Chiesa locale, il villaggio fu preso d’assalto da cattolici tradizionalisti, tra cui l’arcivescovo Ngô Đình Thục (secondo alcuni inviato da mons. Lefebvre), che si convinse delle apparizioni e ordinò illecitamente Domínguez Gómez.
L’uomo iniziò a sostenere che Paolo VI sarebbe stato drogato e manipolato dalla curia romana, e avrebbe anche voluto fuggire dal Vaticano per raggiungere El Palmar de Troya ma morì avvelenato dal segretario di Stato, prima che potesse intraprendere il viaggio.
Un giallo che somiglia incredibilmente alle fantasiose ricostruzioni del cantante lirico Andrea Cionci, ideatore della sede impedita di Ratzinger.

L’autoproclamazione a Papa
A seguito della morte di Paolo VI, Domínguez Gómez anticipò quel che nel 2025 ha fatto don Alessandro Minutella nel palazzetto di Monza: si autoproclamò Pontefice, sostenendo di essere stato eletto direttamente da Dio con il nome di Gregorio XVII.
Scomunicò tutti i membri della Chiesa cattolica.
Nacque così una struttura parallela che ancora oggi scimmiotta in tutto e per tutto la Chiesa cattolica: papi, cardinali, vescovi, canonizzazioni, calendario liturgico, encicliche, diritto canonico e perfino un proprio Vaticano in miniatura.
Come i lefebvriani, anche la Chiesa palmariana celebra rigorosamente secondo “la Messa di sempre” e, come “Il Piccolo resto” di Minutella, ritiene di essere l’unica vera Chiesa cattolica autentica rimasta.
I fedeli della Chiesa Palmariana si sono ridotti notevolmente nel corso degli anni e oggi si contano poco più di 1500 fedeli tra Spagna, Regno Unito, Irlanda, Germania e Italia.

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Scismi, abusi e San Francisco Franco
Nel 1978 i palmariani hanno reso santo il dittatore spagnolo Francisco Franco, la cui statua si erge ancora oggi all’interno del complesso della Basilica-Cattedrale di El Palmar de Troya.
Nel 2001 è stata anche bandita la Bibbia in favore della “Bibbia Palmariana”, la quale include episodi come la Natività e l’Immacolata Concezione di San Giuseppe.
Un anno prima i palmariani subirono uno scisma interno causato da sacerdoti e suore dissidenti a causa delle regole severe e incoerenti imposte dal “papa”. Il movimento fu guidato da Robert McCormack.
Il fondatore dei palmariani, Clemente Domínguez, è rimasto cieco a causa di grave incidente e ha ricevuto accuse da parte di ex adepti per ripetuti abusi sessuali su suore e preti. Nel 1997 l’uomo ha ammesso le violenze e ha chiesto perdono. E’ morto nel 2005 ed è venerato come santo dalla comunità.

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Il “Papa” e l’amante, la rapina e la marijuana
Il successore del fondatore Clemente Domínguez si chiama Ginés Jesús Hernández Martínez, fu eletto “papa” nel 2010 con il nome di Gregorio XVIII.
Dopo sei anni, però, ha lasciato il “papato” scappando con l’amante, anch’essa una palmariana.
Nel 2018 i due sono stati arrestati dalla polizia spagnola per rapina a mano armata ai danni della cattedrale di Palmar de Troya, venendo condannati rispettivamente a 6 e 5 anni di carcere.
L’ex “pontefice” dei palmariani è stato indagato anche nel 2021 coltivazione e produzione di marijuana.
Due anni prima, intanto, a capo dei palmariani era arrivato Markus Josef Odermatt, l’attuale “papa” Pietro III. E’ lui ad aver “scomunicato” la Fraternità San Pio X, pur essendo originario di un paese svizzero vicino al quartier generale dei lefebvriani.
Dopo la sua elezione, Odermatt ha pubblicato un’enciclica nella quale ha accusato il suo predecessore di aver rubato 2 milioni di euro, gioielli e una costosa “papamobile” palmariana.

Roma, elemento unificante degli scismatici
L’inquietante storia della Chiesa Palmariana è drammatica e comica allo stesso tempo.
Al di là delle vicende descritte, colpisce soprattutto l’elemento sociologico comune di questi gruppi.
Che si tratti della Chiesa Palmariana, dei lefebvriani di don Pagliarani, del “Piccolo Resto” di Minutella o di altri grandi o piccoli movimenti separati da Roma, il centro della loro comunicazione non è mai realmente la propria vita ecclesiale.
La loro attenzione è rivolta esclusivamente a presentarsi “”più autentici” della Chiesa cattolica, nei loro interventi si parla solo del Papa, quello vero.
L’opposizione al Vaticano, a Roma, alle decisioni al Magistero, alle nomine dei vescovi, ai documenti pontifici è l’elemento unificante. È un fenomeno tipico di questi gruppi: l’identità si costruisce “contro” piuttosto che attorno a un progetto positivo.
Paradossalmente, l’istituzione dalla quale si sono separati continua a essere il nucleo della loro narrazione.
E a volte, come in questo caso, i vari gruppi scomunicati arrivano a scomunicarsi a vicenda.


















4 commenti a Anche la Chiesa Palmariana (scomunicata) “scomunica” i lefebvriani
Ho come l’impressione che di questi soggetti (non si sa bene se protagonisti di una serie comica o di una horror, se poi associati alla scacciatrice di demoni dell’altro giorno sembrano usciti da una fiction di fantascienza di basso conio) non se ne sarebbe mai parlato, tanta è la loro insignificanza, se non fosse che hanno fatto l’ennesima boutade “scomunicando” la FSSPX. Lo scopo latente dell’articolo mi pare proprio questo: accomunare (=fare di tutta l’erba un unico fascio) questi e quelli. Non mi pare una grande operazione culturale.
Non c’è mai stato un papa Pietro II e questi sono già arrivati al terzo?
Boh, magari l’hanno saltato per scaramanzia (il livello è quello)
I “nostri”, nel frattempo, non vogliono essere da meno fra i protagonisti del caravanserraglio:
https://www.erzbistum-muenchen.de/ueber-das-erzbistum/aktuelles/erst-ein-flashmob-dann-eine-messe-in-rot
A questi, naturalmente, nessuno gli rimprovererà alcunché…