«Aver chiesto le dimissioni al Papa? Un errore di Viganò»: i blogger si arrendono

Il dossier Viganò e le dimissioni a Francesco. Per settimane i blogger antipapisti hanno provato a sostenere l’impeachment papale ma ora tradiscono l’ex nunzio, riconoscendo che la richiesta di dimissioni al Papa non è sostenibile.

 

Le accuse al Papa contenute nel dossier Viganò erano apparse fin da subito risibili. Il primo ad averlo ammesso è il più famoso blog anti-bergoglio in lingua spagnola, InfoVaticana, il quale ha ripubblicato queste parole: «E’ arrivato il momento di abbassare i toni? E’ stato un errore di mons. Viganò chiedere le dimissioni di Papa Francesco». Perché questa presa di distanza da Viganò dopo giorni di ricatti morali (“o rispondi o ti dimetti”) al Pontefice, trattato come un manager d’azienda? Perfino l’ex stratega di Donald Trump, Steve Bannonsi è stupito dell'”eretica” concezione della Chiesa manifestata dall’ex nunzio e dai suoi blogger di fiducia: «Il Papa, attraverso una catena ininterrotta, è il Vicario di Cristo in terra. Non puoi semplicemente sederti lì e dirgli: “Penso che ti dovresti dimettere”».

La verità è che i maldestri vaticanisti a cui l’arcivescovo si è affidato, non hanno calcolato la debolezza dell’impianto accusatorio e sono riusciti a far puntare i riflettori su qualcosa che non avrebbero mai voluto illuminare. L’operazione si è infatti trasformata in atto d’accusa ai precedenti pontefici: com’è stata possibile la carriera dell’abusatore omosessuale McCarrick (ritiratosi in pensione prima dell’elezione di Francesco)? La Nación, ha infatti scritto: «La lettera di Viganò diventa un boomerang per il settore che attacca papa Francesco. Se analizzata in profondità, danneggia fortemente il pontificato di Benedetto XVI e quello del suo predecessore, Giovanni Paolo II, per come hanno gestito lo scandalo degli abusi. Ed è un boomerang per i settori ultraconservatori e tradizionalisti che hanno cercato di attaccare Francesco sfruttando lo scandalo degli abusi sessuali nel clero».

Appare ormai assurdo incolpare Francesco di aver “riabilitato” un cardinale che non era mai stato bandito (essendo un habitué del Vaticano fino alla sua elezione) e di aver disatteso una precisa direttiva a vita privata emessa da Benedetto XVI nei confronti di McCarrick, scoperta però essere stata solo «una richiesta privata», disattesa dal cardinale e dallo stesso Papa emerito che lo accolse fino all’ultimo giorno (il 23 febbraio) in Vaticano. Un caso gestito male nel passato che i turiferari della resistenza hanno però tentato di addossare all’ultimo arrivato, Papa Francesco, l’unico che ha oltretutto preso provvedimenti pubblici contro McCarrick. Perfino l’anticlericale Emiliano Fittipaldi ha ammesso: «L’accusa principale di Viganò appare assai debole. Non solo perché non suffragata da alcuna prova, ma anche perché il rapporto è pieno di omissioni: in primis proprio l’ex nunzio, dopo la sua denuncia al Papa, ha in più occasioni incontrato McCarrick in assoluta cordialità, tanto da presentare il molestatore ad una conferenza pubblica come “un uomo molto amato da tutti noi”. Elementi che compromettono l’assunto con cui l’arcivescovo giustifica il suo sfogo: “io agisco perché la verità emerga”» (E. Fittipaldi, Francesco, Papa fragile, L’Espresso 09/10/18, p. 50)

E lo hanno capito tutti, cattolici e non. Da buon esperto di scandalismo, Dagospia ha cavalcato l’onda Viganò ma alla fine ha allargato le accuse: «Tre Papi con le spalle al muro sugli abusi del cardinale McCarrick. Un segreto di Pulcinella nascosto per oltre 18 anni». Il Washington Post ha puntato il dito contro Giovanni Paolo II, mentre Aldo Cazzullo ha osservato che «la richiesta di dimissioni è una forzatura polemica. I fatti sono di gran lunga antecedenti al papato di Francesco. McCarrick è stato fatto cardinale da Wojytla, coperto da Bertone, segretario di Stato di Ratzinger -almeno stando all’accusa di Viganò-, ed è stato costretto alle dimissioni da Bergoglio». Il National Catholic Reporter ha scritto: «gli accusatori non agiscono in buona fede. Perché fanno richieste al Papa ma non chiedono nulla a Viganò. Perché non dovrebbe essere invitato a produrre prove? Perché non dovrebbe essere invitato a spiegare il suo comportamento con McCarrick? Ripetono l’ovvia falsità che Francesco avrebbe promosso McCarrick, quando fu Giovanni Paolo II a promuovere questo predatore».

Così, l’altro giorno, anche il blogger Marco Tosatti, ha gettato la spugna: «lasciamo perdere le dimissioni del Papa», ha scritto. Spostando l’attenzione sul fatto che comunque Bergoglio continua a non rispondere (anche se tutti sanno che è in preparazione un contro-dossier vaticano e che il Papa ha scelto di sottrarsi dal ricatto, consapevole che l’accusa è viziata da bugie e omissioni). Per questo, ha proseguito Tosatti, Francesco avrebbe perso «credibilità personale». Forse il blogger italiano dovrebbe riflettere sulla sua di credibilità (e quella dei suoi amici immaginari “Super ex” e “Pezzo grosso”, gli pseudonimi usati per firmare gli articoli più diffamanti), dato che ha insabbiato il grave tentativo dello stesso ex nunzio Viganò di ostacolare le indagini su un conservatore suo amico, l’arcivescovo John Nienstedt, accusato di molestie sessuali e omosessuali e collaboratore di Timothy Busch, l’avvocato che ha coadiuvato l’operazione del recente “dossier”. Al di là della smentita di Viganò, nei giorni scorsi l’accusa è stata confermata da Dan Griffith (mediatore tra l’arcidiocesi di Minneapolis e lo studio legale che conduceva l’indagine), il vescovo ausiliare Andrew Cozzen e
l’arcivescovo Bernard Hebda, successore di Nienstedt. Ma Viganò non risponde e i suoi blogger tacciono sulle gravi accuse a suo carico.

Proporzionalmente allo sgonfiarsi dell'”operazione Viganò” è cresciuta l’insofferenza di Tosatti verso i giornalisti che ne hanno scoperto le enormi falle. Vi confidava molto, non essendo riuscito a macchiare il Pontefice con le sue fake-news, l’ultima in ordine di tempo l’invenzione di una commissione segreta bergogliana per modificare Humanae Vitae. Se l’è così presa con Luis Badilla, direttore de Il Sismografo, di cui ha cristianamente scritto: “ex-esule cileno allendista”, “di fumante c’è solo il suo cervello”, “ex esule dal Cile”, “esule dalla realtà”, “sbocco di pus”, “il suo livello è troppo basso”, “vomita sui colleghi”. Tosatti ha preso a male parole anche Stefania Farlasca, di Avvenire, lanciando una frecciata malevola anche verso Ratzinger («Benedetto cerca di tacere il più possibile»). Più interessante come il blogger ha risposto al dilagante dubbio dei suoi stessi lettori sul comportamento di mons. Viganò, il quale accusa il Papa mentre è stato il primo ad aver omaggiato pubblicamente McCarrick. Alcuni lo spronano a proseguire la battaglia «contro il pastore-idolo, il falso pastore che sta spianando la strada all’Anticristo», mentre c’è chi riconosce che «alcune obiezioni meritano di essere più puntualmente confutate». Un altro commentatore è più esplicito: «Io continuo a non capire perché se ciò che m. Viganò ha scritto corrisponde al vero, lui è stato il primo a non fare un bel nulla per far rispettare le sanzioni a McCarrick». Domanda schiacciante alla quale Tosatti, imbarazzato, risponde: «Viganò era il Nunzio in Usa, immagino che avesse anche un paio di cose da fare». Eccome no! Ad esempio, doveva premiare McCarrick come “ambasciatore pontificio”, esprimergli il suo affetto a nome del Papa e celebrare messa assieme, consapevole del suo passato e delle “sanzioni papali”. Il “c’aveva altro da fare” è il perfetto finale tragicomico.

Ancora peggio, forse, ha fatto l’altro depositario del dossier, il vaticanista Aldo Maria Valli, figlio spirituale del card. Martini e i cui ultimi libri contro la Chiesa vengono coerentemente introdotti dall’anticlericale Corrado Augias. «A mio avviso non prova nulla», ha scritto analizzando il video in cui l’ex nunzio rende omaggio a McCarrick e che, invece, ha così turbato i fedelissimi di Tosatti. «Si trovava a una delle sue prime uscite pubbliche come ambasciatore della Santa Sede. Che cosa avrebbe dovuto fare il nunzio Viganò? Ignorare McCarrick? Oppure dire pubblicamente: “Eminenza, dovrei salutarla ma non lo faccio, perché lei è un mascalzone?” È chiaro che in un’occasione simile il nunzio, il rappresentante del papa, fa il nunzio: cioè non mette in piazza ciò che sa e ciò che sente dentro di sé. Viganò dice a proposito di McCarrick che “tutti noi gli vogliamo bene”. E non è proprio questo che fa il cristiano? Voler bene al peccatore, nonostante il peccato?». Se non avesse elogiato McCarrick, conclude Valli, mons. Viganò «avrebbe tradito la fiducia del papa». Mai avremmo immaginato che una persona d’esperienza potesse cadere così in basso: far rispettare coraggiosamente la sanzione del Papa diventa all’improvviso “tradire la fiducia del Papa”, l’elogio pubblico verso McCarrick è giustificato dal fatto che Viganò “era alla prima uscita come nunzio” (e perché anche nella terza o decima uscita non ha mai fatto comunque nulla?), per arrivare a scrivere che è giusto apprezzare pubblicamente un abusatore sessuale perché il cristiano “vuol bene al peccatore, nonostante il peccato”. E’ l’apoteosi dell’ambiguità, accusa tanto cara ai detrattori di Francesco. Valli gioca la carta diplomazia per salvare Viganò? Sarebbe allora bastato un discorso più sobrio, senza parlare di “affetto”. Avrebbe potuto disdire l’invito inventandosi, diplomaticamente, un impegno improvviso o, come chiunque altro al suo posto, avrebbe tentato di far presente in privato agli organizzatori della non opportunità di tale onorificenza. Ma l’organizzatore, padre Andrew Small, ha testimoniato che Viganò non ha mai cercato di dissuaderlo dall’onorare pubblicamente il cardinale che sapeva essere abusatore.

Nel frattempo i vescovi di tutto il mondo si stanno stringendo attorno al Papa con comunicati di vicinanza e affetto (Polonia, Brasile, Portogallo, Germania, Porto Rico, Austria, Honduras, India, Uruguay, Asia ecc.) e torna alla mente il 2010, quando scoppiò per la prima volta pubblicamente il “caso pedofilia” nella Chiesa e si accusò Benedetto XVI di aver coperto il pedofilo padre Murphy. Fu addirittura denunciato alla Corte penale internazionale per aver «tollerato abusi e molestie su minori e protetto i responsabili per anni» e diversi intellettuali cercarono di farlo arrestare per «crimini contro l’umanità». Si disse anche che le sue dimissioni erano dovute per scappare all’arresto, una bufala che contribuimmo a smontare. Quando nel 2012 vennero archiviate le accuse a Ratzinger, il vaticanista Marco Politi, che ne chiese le dimissioni, non scrisse nulla e si ritirò nel silenzio (almeno fino a pochi giorni fa, appena ha intuito che il dossier Viganò è una bomba contro Benedetto XVI, non più contro Francesco).

Proprio in quei giorni, mons. Luigi Negri, allora vescovo di San Marino e Montefeltro, scrisse una lettera pubblica a Benedetto XVI, riportata alla memoria in questi giorni dal vaticanista Andrea Tornielli:

«Santità, la menzogna e la violenza diabolica si avventano, ogni giorno, sulla Sua Sacra Persona. Lei vive di fronte a tutta la Chiesa una singolarissima partecipazione alla Passione del Signore Gesù Cristo. Un grandissimo e comune amico, il Presidente Marcello Pera, mi ha scritto in questi giorni: com’è possibile che un miliardo di cristiani assistano in silenzio ed impotenti al tentativo di distruggere il Papa, senza rendersi conto che dopo questo non ci sarà più salvezza per nessuno. Santità, è necessario che tutti noi lavoriamo, sotto di Lei, ad una grande riforma dell’intelligenza e del cuore della Chiesa, fondata sull’adesione incondizionata al Suo Magistero. Troppe cattive teologie, troppi vacui esegetismi, molte volte in polemica esplicita con il suo Magistero, avviliscono oggi la cultura della Chiesa. Santità Lei conosce i nostri cuori, sa che ci stringeremo in un abbraccio alla Sua Persona, pronti a morire per Lei e per la Chiesa» (27 marzo 2010).

Mons. Negri non si stava riferendo a un Papa, in quel caso Benedetto XVI. Ma al Papa, cioè, in generale, all’autorità del Successore di Pietro, garante dell’unità e punto storico di riferimento che assicura la sequela di Cristo. «Chi ascolta voi, ascolta me, chi disprezza voi, disprezza me», disse Gesù Cristo investendo gli apostoli del potere di governare la Chiesa (Lc 10,16). Per questo, scrisse giustamente mons. Negri, «distruggere il Papa» significa che «dopo questo non ci sarà più salvezza per nessuno». Speriamo che queste parole -le quali motivano i nostri interventi in questa vicenda- vengano tenute a mente da tutti, anche oggi.

La redazione

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56 commenti a «Aver chiesto le dimissioni al Papa? Un errore di Viganò»: i blogger si arrendono

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  1. David ha detto

    Praticamente un riassunto di tutto quanto accaduto nelle ultime settimane, molto interessante. Lasciando perdere Tosatti che ormai è privo di qualunque credibilità, sono rimasto sconvolto da quello che ha scritto Aldo Maria Valli. Lo riporto qui casomai qualcuno se lo fosse perso:

    Viganò dice a proposito di McCarrick che “tutti noi gli vogliamo bene”. E non è proprio questo che fa il cristiano? Voler bene al peccatore, nonostante il peccato?

    Cioè, ho capito bene? Pur di coprire Viganò, Valli arriva a scrivere che è stato giusto e cristiano aver omaggiato pubblicamente un predatore seriale? E questa è la stessa gente che ha come unico obiettivo al mattino gettare fango sul Papa.

    • Xlove ha detto in risposta a David

      Guarda che Aldo Maria Valli è peggio di Tosatti da questo punto di vista, sopratutto per il ruolo che ha nella televisione. Se Tosatti non è nessuno, Valli ha contatti con mezzo mondo proprio per il suo ruolo giornalistico e sta usando il suo potere contro la Chiesa e contro il Papa mascherandosi dietro una scrittura sobria, ben lontana dalle sparate isteriche di Socci e altri urlatori. Ma come dimostra la citazione che hai sottolineato, Valli è ben più insidioso perché arriva a difendere l’indifendibile, non cede nemmeno davanti alle evidenze perché combattere il Papa e vincere su di lui è ormai una questione di reputazione personale.

      • Olivia70 ha detto in risposta a Xlove

        Però continua a beccarsi lo stipendio dalla Rai. In quanto alla sua battaglia direi che è in piena delirio di onnipotenza.

        • Gennaro ha detto in risposta a Olivia70

          E non solo! Si becca lo stipendio e commenta con fare giulivo i servizi sul Papa. In televisione lo chiama Santo Padre, sottolinea i passaggi più importanti dei suoi discorsi e fa il finto devoto…poi torna a casa e si scatena sul blog, chiamandolo “Bergoglio” e lanciando accuse e diffamazioni e opponendosi ogni giorno (OGNI GIORNO!), con una costanza che rasenta l’ossessione, a qualunque discorso o notizia proveniente dalla Santa Sede.

          Parlare di sdoppiamento della personalità come fanno in tanti è scorretto, qui è solamente una persona gravemente disturbata a livello di morale e di fede, che agisce in nome dell’odio, del rancore e del risentimento.

  2. lorenzo ha detto

    Premesso che, a tutt’oggi, nessuna smentita è stata fatta alle accuse di Mons. Vigano ma si è solo attaccata la sua persona, due soli appunti:
    1° Sulla base dell’istruzione “crimen sollecitazionis” nessuno può violare, a meno della dispensa papale e pena la scomunica, il segreto sulle indagini e sulle conclusioni dei processi per omosessualità, pedofilia e simili intentati contri i chierici dalla Chiesa stessa.
    2° Io non leggo nelle parole di Mons. Viganò “In questo momento estremamente drammatico per la Chiesa universale riconosca i suoi errori e in coerenza con il conclamato principio di tolleranza zero, papa Francesco sia il primo a dare il buon esempio a Cardinali e Vescovi che hanno coperto gli abusi di McCarrick e si dimetta insieme a tutti loro” un invito esplicito alle dimissioni, quanto un estremamente forte richiamo a cambiare modalità di approccio al problema dell’omosessualità che dilaga nella Chiesa e che è causa di tantissimi scandali.

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a lorenzo

      Premesso che, a tutt’oggi, nessuna smentita è stata fatta alle accuse di Mons. Vigano

      1) Difficile smentire qualcosa che non è supportato da prove.

      2) Il Vaticano sta raccogliendo comunque informazioni per pubblicare un contro-dossier, è notizia già di diverse settimane.

      3) A Viganò sono arrivate già diverse smentite, ne cito tre:
      I vescovi americani chiamati in causa: https://www.huffingtonpost.it/2018/08/29/i-vescovi-usa-prendono-posizione-quelli-chiamati-in-causa-smentiscono-vigano-altri-chiedono-serie-indagini_a_23512067/
      Padre Federico Lomabardi: https://www.uccronline.it/2018/09/03/lex-portavoce-di-benedetto-xvi-smentisce-lanti-papa-vigano/
      Dignitatis Humanae Institute: http://www.ilsecoloxix.it/p/vatican_insider/2018/09/17/ADWZedjB-dignitatis_pubblicamente_institute.shtml

      • lorenzo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Tu, venendo a conoscenza dei fatti, preferiresti parlare o essere scomunicato?
        “Perciò tutti coloro che a vario titolo entrano a far parte del tribunale o che per il compito che svolgono siano ammessi a venire a conoscenza dei fatti sono strettamente tenuti al più stretto segreto (il cosiddetto “segreto del Sant’Uffizio”), su ogni cosa appresa e con chiunque, pena la scomunica latae sententiae, per il fatto stesso di aver violato il segreto (senza cioè bisogno di una qualche dichiarazione); tale scomunica è riservata unicamente al sommo pontefice, escludendo dunque anche la Penitenzieria Apostolica.”

      • Laura ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Esatto! Non solo sono arrivate smentite a profusione ma si è anche svelato quante bugie ha raccontato Viganò!
        Un racconto che infanga i pontificati di Benedetto e Giovanni Paolo II, accusa i loro fedelissimi, tutto per vendicarsi di non aver fatto carriera!! Proprio lui che amoreggiava con McCarrick e lo premiava come ambasciatore pontificio! Che schifezza!

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a lorenzo

      ma si è solo attaccata la sua persona

      Nessuno ha attacco la sua persona, è proprio chi ha preso sul serio il suo dossier che ne ha trovato contraddizioni. Sottolineare che lo stesso Viganò era un omaggiatore di McCarrick non è attaccare la sua persona, ma dimostrare che McCarrick era libero da qualunque restrizione prima dell’elezione di Francesco, amato dagli stessi tradizionalisti che oggi accusano il Papa di averlo coperto. Significa smontare l’accusa di Viganò, non attaccare la sua persona.

      • lorenzo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Ti sei accorto che, riguardo alla pedofilia nella Chiesa, il fatto che l’attenzione sia stata sviata sul Mons. Vigano invece che sul fatto che la maggioranza dei pedofili siano omosessuali, ha fatto tornare in auge la teoria che la pedofilia ecclesiastica è causata dal clericalismo e dal fatto che i sacerdoti non siano sposati?

        • LG ha detto in risposta a lorenzo

          Peccato che l’obiettivo di Viganò non è la pedofilia ecclesiastica ma la richiesta di dimissioni di Francesco, infatti gli stessi difensori delle vittime hanno mostrato che né Tosatti, né Valli, né i vari scendiletto di Viganò sono noti militanti contro la pedofilia ecclesiale ma hanno semplicemente sfruttato il caso per colpire un Papa considerato da loro inadeguato per altri motivi. Ancora non l’hai capito? Ancora credi che Viganò voglia fare chiarezza sulla pedofilia? Lui che ha coperto un arcivescovo pedofilo solo perché era un conservatore suo amico? Svegliati lorenzo!

          • lorenzo ha detto in risposta a LG

            A me importa poco sapere se Mons. Vigano abbia agito in accordo o contro la lobby gay vaticana: quello che è certo è che ora l’attenzione sul fatto che la maggioranza dei pedofili ecclesiastici siano omosessuali è stata sviata sul clericalismo e sui preti non sposati. Svegliati LG.

            • simone ha detto in risposta a lorenzo

              Invece ti interessa eccome, dato che difendi Viganò e le sue “verità” (vedasi il primo commento).

              L’associazione omosessuali = pedofili è smentita dal John Jay Report: https://www.americamagazine.org/content/all-things/john-jay-report-not-blaming-homosexual-priests

              • lorenzo ha detto in risposta a simone

                Nel mio primo commento ho parlato dell’istruzione “crimen sollecitazionis” e di come io non dia alcun credito alla proposta di dimissioni papali avanzata Mons. Vigano: mi vorresti per favore chiarire come avrei difeso il monsignore?

                Se la stragrande maggioranza delle vittime di pedofilia sono bambini e ragazzi ed i preti pedofili sono esclusivamente maschi, si può affermare che non si tratta di omosessualità solo mentendo e non tenendo in nessun conto i fatti accertati.

                • theo ha detto in risposta a lorenzo

                  A mons. Viganò non importa niente della lobby gay, che esista o no: lui vuole le dimissioni del Papa perché per lui e i suoi sodali è eretico. Il primo sviaotre è lui. Se il suo interesse fosse stata la semplice denuncia, si sarebbe mosso in maniera molto diversa.

                  • lorenzo ha detto in risposta a theo

                    A me invece interessa combattere la lobby gay vaticana e quindi mi farebbe piacere che sul nome e cognome dei sacerdoti omosessuali accusati di peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio venisse tolto il segreto e che i loro nomi fossero resi pubblici: altri si sono mossi in maniera diversa ma le loro accuse e richieste, a differenza di quelle di Mons. Vigano, sono state tacitate nel giro di un paio di giorni.
                    Io la richiesta di dimissioni del Santo Padre l’ho considerata solo una provocazione e non l’avrei nemmeno presa in considerazione, ma mi dispiace che quella richiesta di dimissioni abbia fatto dimenticare che in quella lettera venivano fatti, da Mons. Vigano, i nomi e i cognomi di molti alti prelati notoriamente omossessuali e dei loro fiancheggiatori e difensori.

                • simone ha detto in risposta a lorenzo

                  Quindi lorenzo dice che il John Jay Report mente. E Giuseppina invece ha detto che Cristiano Ronaldo è fuori forma. Mentre Beppe scrive che Agatha Christie non è poi granché.

    • Fabio Moraldi ha detto in risposta a lorenzo

      Io non leggo nelle parole di Mons. Viganò un invito esplicito alle dimissioni

      Peccato che Roberto De Mattei, fedelissimo di Viganò, abbia commentato: “In una straordinaria testimonianza scritta, l’ex nunzio apostolico negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò solleva il velo sulla situazione di tragica immoralità della Chiesa, denunciando la responsabilità di papa Francesco, di cui chiede le dimissioni”.

      • lorenzo ha detto in risposta a Fabio Moraldi

        Di quello che scrive Roberto De Mattei non me ne può importare di meno: io personalmente non leggo nelle parole di Mons. Viganò un invito esplicito alle dimissioni del nostro Santo Padre ma solo un voluta e studiata provocazione.

        Io vorrei tanto che papa Francesco abolisse l’istruzione “crimen sollecitazionis” cosicché tutti coloro che vengono a concrescenza dell’omosessualità dei chierici non siano vincolati al silenzio pena la scomunica e che si tornasse a prima del 1962 quando la Chiesa era severissima contro omosessuali, pedofili ed affini: fin dal XVI secolo infatti, papa san Pio V aveva stabilito che ogni ecclesiastico, di qualsiasi ordine e grado, si fosse macchiato dei peccati di sodomia o di pedofilia, venisse ridotto allo stato laicale e consegnato immediatamente alla giustizia dello Stato.

    • Olivia70 ha detto in risposta a lorenzo

      Al nulla non si risponde

    • Cavalcante dei Cavalcanti ha detto in risposta a lorenzo

      E si che sarebbe così facile rispondere a questa parte del dossier

      Subito dopo il papa mi chiese con tono accattivante: “Il card. McCarrick com’è?” Io gli risposi con tutta franchezza e se volete con tanta ingenuità: “Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza”. Il papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento. Ma allora, con quale finalità il papa mi aveva posto quella domanda: “Il card. McCarrick com’è?”. Evidentemente voleva accertarsi se ero alleato di McCarrick o no>.

      Papa Francesco quindi sapeva che si trattava di un corruttore seriale? Se si perché lo ha elevato alla gloria durante il suo pontificato?

      Eppure nessuna risposta.

      Anche Padre Joseph Fessio gli ha chiesto di essere un uomo e rispondere https://www.lifesitenews.com/news/ignatius-press-founder-to-pope-francis-be-a-man.-stand-up-and-answer-vigano

      Eppure tutto tace….

      Papa Francesco dica Vigasì o Viganò, il di più viene da Tornielli.

      • Cavalcante dei Cavalcanti ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

        Anche se purtroppo dopo la faccenda degli abusi in Argentina, col Papa che ha negato di aver commissionato la controinchiesta per difendere il pedofilo Grassi nonostante le prove documentate del contrario e l’aver chiamato nella controinchiesta le vittime “calunniatrici” (cosa già fatta con Barros, peccato che poi la verità si è scoperta e l’intero episcopato cileno si è dimesso), la credibilità è quella che è.

      • olivia70 ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

        Elevato alla gloria ? Forse si confonde con il santo subito

        • olivia70 ha detto in risposta a olivia70

          In quanto a Grassi: non credo proprio sia un reato credere nell’innocenza di una persona. Invece è reato sapere che questa persona ha commesso atti disdicevoli e farlo cardinale

          • lorenzo ha detto in risposta a olivia70

            Cara anima candida, vuoi sapere come funzionano, purtroppo, certe cose in Vaticano: il cinquantenne mons. Luigi Capozzi, segretario del card. Francesco Coccopalmerio, stava per essere nominato Vescovo quando è la nomina è saltata perché la Gendarmeria vaticana è entrata nel suo appartamento sito nel palazzo dell’ex Sant’Uffizio (qualche mala lingua dice su segnalazione di un amichetto geloso) ed ha interrotto un festino gay a base di sesso e droga.
            Mi preme inoltre farti sapere che, se la Gendarmeria non avesse fatto irruzione nell’appartamento del monsignore facendo scoppiare lo scandalo, benché in Vaticano molti sapessero dei suoi gusti particolari, oggi Luigi Capozzi sarebbe Vescovo.

      • David ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

        Se si perché lo ha elevato alla gloria durante il suo pontificato?

        Qui casca l’asino perché è stato dimostrato che McCarrick era libero di frequentare il Vaticano prima di Francesco, venendo ricevuto più volte da Benedetto XVI. Questo risponde alle accuse di Viganò perché si dimostra che la domanda è un tranello ed è basata su un assunto falso.

        E l’hanno capito tutti, a parte il Joseph Fesso. Nomen omen.

        • Cavalcante dei Cavalcanti ha detto in risposta a David

          Ripeto, basterebbe rispondere a questo

          Subito dopo il papa mi chiese con tono accattivante: “Il card. McCarrick com’è?” Io gli risposi con tutta franchezza e se volete con tanta ingenuità: “Santo Padre, non so se lei conosce il card. McCarrick, ma se chiede alla Congregazione per i Vescovi c’è un dossier grande così su di lui. Ha corrotto generazioni di seminaristi e di sacerdoti e papa Benedetto gli ha imposto di ritirarsi ad una vita di preghiera e di penitenza”. Il papa non fece il minimo commento a quelle mie parole tanto gravi e non mostrò sul suo volto alcuna espressione di sorpresa, come se la cosa gli fosse già nota da tempo, e cambiò subito di argomento. Ma allora, con quale finalità il papa mi aveva posto quella domanda: “Il card. McCarrick com’è?”. Evidentemente voleva accertarsi se ero alleato di McCarrick o no>.

          Mc Carrick in questo pontificato era stato coperto e tutelato fino allo scoppiare dello scandalo. Perché se il Papa sapeva? È a questo che bisogna rispondere.

          • David ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

            Mc Carrick in questo pontificato era stato coperto e tutelato fino allo scoppiare dello scandalo.

            L’asino continua a cadere. McCarrick era coperto e tutelato dal 2001, tant’è che ha fatto una splendida carriera ed è stato ricevuto più volte da Benedetto XVI, perfino il giorno del suo compleanno.

            Viganò sbaglia destinatario, dovrebbe chiedere a se stesso perché non ha fatto nulla contro McCarric e anzi ha celebrato messa insieme, oltre a premiarlo come ambasciatore pontificio. Non c’è nulla da rispondere perché Viganò è il primo a dover rispondere, oltre a tutti quelli che sono stati responsabili dal 2001. Non certo uno che è arrivato nel 2013 ed è stato l’unico ad averlo punito (Papa Francesco).

  3. Gabriele ha detto

    Grazie per l’impegno che ci state mettendo per portare luce in questa vicenda torbida. E’ un’ora buia per il giornalismo cattolico italiano e non, vi ringrazio davvero per opporvi con intelligenza e umiltà alle correnti antipapali che causano solo grande confusione tra i fedeli. Che il Signore ricompensi i vostri sforzi.

  4. LG ha detto

    Meno male che ci siete voi ragazzi! Quante informazioni che non si trovano da nessun’altra parte e che servono a capire davvero cosa c’è sotto questo squallido momento di guerra al Papa dall’interno. Roba inimmaginabile fino a pochi anni fa. Davvero Satana è scatenato e i più deboli sono subito diventati sue prede.

  5. Gennaro ha detto

    Grazie!!

  6. Carlo L. ha detto

    Sono un insegnante di religione e nei ritagli di tempo i miei studenti mi chiedono di questo caso, delle accuse al Papa e di quanto ci sia di vero. Non ho informazioni maggiori di quanto apprendo dai quotidiani e dai social network ma da qualche settimana sto stampando e distribuendo i vostri post/articoli/dossier perché li ritengo non solo completi, ma ricchi di info che non appaiono da nessun’altra parte o comunque nessuno li struttura come voi in modo da farne un discorso convincente. A volte stampo anche i link a cui rimandate anche se ormai mi fido sulla parola e ho smesso anche di verificare. Dal mio umile punto di vista la vicenda è ormai sgonfia e anche il nuovo comunicato di questo arcivescovo dimostra che non ha più nulla da dire, cerca solo di rilanciare il tema che ormai è sparito ed è diventato un tentativo fallito come lo furono le fake news varie di cui tutti sappiamo. Riemergerà alla pubblicazione del controdossier che il Papa sta preparando, ovviamente si scateneranno per dimostrarne la falsità. Ma sappiamo già come si comporteranno perché è quello che hanno sempre fatto atei e anticlericali negli anni passati, i “blogger” come li chiamate voi hannno semplicemente copiato lo stesso metodo, parlandone un giorno con il mio vescovo anche lui era dello stesso parere e lo stesso i preti della diocesi, a dimostrazione che è un’opinione diffusa tra i cattolici praticanti.

  7. Davide M. ha detto

    Sinceramente non capisco il vostro accanimento contro Viganò e i giornalisti che riportano la sua denuncia. Lo fate per essere rilanciati da Faggioli e Melloni? Ammettiamo pure che la richiesta di dimissioni è stata inopportuna e che evidentemente la tolleranza nei confronti della lobby gay dura almeno dai 2 precedenti pontificati, coinvolgendo i vertici della curia sotto GPII e BXVI. Bene: finalmente qualcuno che è stato testimone (impotente?) di tale atteggiamento omertoso, cioè lo stesso Viganò, ha deciso di rompere il silenzio e denunciare i responsabili, accettando ovviamente di essere a sua volta incriminato per omissioni o menzogne.
    Quanto a papa Francesco purtroppo non possiamo essere tranquillizzati da quello che abbiamo visto in riferimento allo scandalo Barros in Cile (prima nega poi deve fare retromarcia), Inzoli (lo riabilita prima di ridurlo allo stato laicale dopo la condanna) e Grassi (copertura del sacerdote pedofilo quando era presidente della conferenza episcopale argentina). Se anche su McCarrick risultasse all’oscuro di tutto (personalmente ho qualche dubbio), i precedenti non depongono a favore di un intervento deciso per fare pulizia. E la lettera con la quale da la colpa di tutto al “clericalismo” sembra molto un diversivo suggerito da consiglieri “interessati” come il card. Cupich.

    • LG ha detto in risposta a Davide M.

      1) Viganò è stato complice del sistema, come ormai è stato chiarito (e ha coperto gli abusi sessuali di un prelato conservatore).

      2) Viganò non denuncia nulla, non gli interessa la pedofilia ma solo colpire il Papa. Altrimenti il suo dossier lo avrebbe dato alle vittime della pedofilia e non ai blogger anticlericali (Tosatti ecc.).

      3) Se su Barros ha sbagliato a fidarsi dei collaboratori (come Ratzinger su Paolo Gabriele), su Inzoli ha giustamente aspettato la condanna e su Grassi si è fidato del dossier preparato da un avvocato che smentiva le accuse. Dato che è pieno di sacerdoti condannati e poi risultati innocenti è stato giusto attendere prima di intervenire e di fidarsi dei collaboratori. Hanno usato questo per combattere il Papa gli stessi che lo combattevano da anni per tutte le solite ossessioni degli pseudo-tradizionalisti.

      4) Sinceramente non capisco il tuo accanimento contro il Papa verso persone e siti web che lo difendono e mostrano che i suoi accusatori hanno mentito e si contraddicono tra loro.

  8. Mandi ha detto

    “i blogger” 😀 😀
    Un tempo contro la Chiesa c’erano intellettuali intelligenti, famosi filosofi, eminenti scienziati.

    Oggi si sono ridotti a una decina di pensionati con il vizio del blog, che accusano il Papa di qualunque cosa mentre giocano con il nipotino. E poi i social fanno il resto…

  9. Panthom ha detto

    A tutti gli interessati segnalo questa ottima riflessione che spiega perché Viganò si sta nascondendo, ignorando la richiesta di documentare le sue accuse e ignorando la conferma che lo vedono complice di un vescovo conservatore abusatore: https://ilsismografo.blogspot.com/2018/09/stati-uniti-da-cosa-fugge-vigano-perche.html

  10. Cavalcante dei Cavalcanti ha detto

    Ultima dichiarazione di Viganò

    Scio Cui credidi

    So in Chi ho creduto

    (2 Tim. 1, 12)

    All’inizio di questo mio scritto desidero innanzitutto ringraziare e rendere gloria a Dio Padre per ogni situazione e prova che ha disposto e che vorrà disporre per me durante la mia vita. Come ogni battezzato, come sacerdote e vescovo della santa Chiesa, sposa di Cristo, sono chiamato a rendere testimonianza alla verità. Per il dono dello Spirito che mi sostiene con gioia nella strada che sono chiamato a percorrere, intendo farlo fino alla fine dei miei giorni. Il nostro unico Signore ha rivolto anche a me l’invito: “Seguimi!”, ed intendo seguirlo con l’aiuto della sua grazia fino alla fine dei miei giorni.

    “Finché avrò vita, canterò al Signore,

    finché esisto, voglio inneggiare a Dio.

    A Lui sia gradito il mio canto;

    In Lui sarà la mia gioia”.

    (Sal. 103, 33-34)

    È trascorso ormai un mese da quando ho reso la mia testimonianza, unicamente per il bene della Chiesa, di quanto avvenuto nell’udienza con papa Francesco il 23 giugno 2013 e al riguardo di certe questioni che mi è stato dato di conoscere negli incarichi che mi furono affidati in Segreteria di Stato e a Washington, con relazione a coloro che si sono resi responsabili di aver coperto i crimini commessi dal già arcivescovo di quella capitale.

    La decisione di rivelare quei fatti è stata per me la più sofferta e grave che abbia mai preso in tutta la mia vita. La presi dopo lunga riflessione e preghiera, durante mesi di profonda sofferenza e angoscia, in un crescendo di continue notizie di terribili eventi, con migliaia di vittime innocenti distrutte, di vocazioni e di giovani vite sacerdotali e religiose sconvolte. Il silenzio dei pastori che avrebbero potuto porvi rimedio, e prevenire nuove vittime, diventava sempre più insostenibile, un crimine devastante per la Chiesa. Ben consapevole delle enormi conseguenze che la mia testimonianza avrebbe potuto avere, perché quello che stavo per rivelare coinvolgeva lo stesso successore di Pietro, ciò nonostante scelsi di parlare per proteggere la Chiesa e dichiaro con chiara coscienza davanti a Dio che la mia testimonianza è vera. Cristo è morto per la Chiesa, e Pietro, Servus servorum Dei, è il primo chiamato a servire la sposa di Cristo.

    Certo, alcuni dei fatti che stavo per rivelare erano coperti dal secreto pontificio che avevo promesso di osservare e che ho fedelmente osservato fin dall’inizio del mio servizio alla Santa Sede. Ma la finalità del secreto, anche di quello pontificio, è di proteggere la Chiesa dai suoi nemici, non di coprire e diventare complici di crimini commessi da alcuni suoi membri. Io ero stato testimone, non per mia scelta, di fatti sconvolgenti, e come sta scritto nel Catechismo della Chiesa Cattolica (par. 2491), il sigillo del segreto non è vincolante quando la custodia del segreto dovesse causare danni molto gravi ed evitabili soltanto mediante la divulgazione della verità. Solo il sigillo del segreto sacramentale avrebbe potuto giustificare il mio silenzio.

    Né il papa, né alcuno dei cardinali a Roma hanno negato i fatti che io ho affermato nella mia testimonianza. Il detto “Qui tacet consentit” si applica sicuramente in questo caso, perché se volessero negare la mia testimonianza, non hanno che farlo, e fornire i documenti in supporto della loro negazione. Come è possibile non concludere che la ragione per cui non forniscono i documenti è perché essi sanno che i documenti confermerebbero la mia testimonianza?

    Il centro della mia testimonianza è che almeno dal 23 giugno 2013 il papa ha saputo da me quanto perverso e diabolico fosse McCarrick nei suoi intenti e nel suo agire, e invece di prendere nei suoi confronti quei provvedimenti che ogni buon pastore avrebbe preso, il papa fece di McCarrick uno dei suoi principali agenti di governo della Chiesa, per gli Stati Uniti, la Curia e perfino per la Cina, come con grande sconcerto e preoccupazione per quella Chiesa martire stiamo vedendo in questi giorni.

    Ora, la risposta del papa alla mia testimonianza è stata: “Io non dirò una parola!” Salvo poi, contraddicendo se stesso, paragonare il suo silenzio a quello di Gesù a Nazareth davanti a Pilato e paragonare me al grande accusatore, Satana, che semina scandalo e divisione nella Chiesa, ma senza mai pronunciare il mio nome. Se avesse detto: “Viganò ha mentito” avrebbe contestato la mia credibilità e cercato di accreditare la sua. Così facendo però avrebbe accresciuto la richiesta da parte del popolo di Dio e del mondo dei documenti necessari per determinare chi dei due avesse detto la verità. Egli ha invece posto in essere una sottile calunnia contro di me, calunnia da lui stesso tanto spesso condannata persino con la gravità di un assassinio. Per di più, lo ha fatto ripetutamente, nel contesto della celebrazione del sacramento più sacro, l’Eucaristia, in cui non si corre il rischio di essere contestati come davanti ai giornalisti. Quando ha parlato ai giornalisti, ha chiesto loro di esercitare la loro professione con maturità e di tirare le loro conclusioni. Ma come possono i giornalisti scoprire e conoscere la verità se quelli che sono direttamente implicati si rifiutano di rispondere ad ogni domanda o di rilasciare qualsiasi documento? La non volontà del papa di rispondere alle mie accuse e la sua sordità agli appelli dei fedeli ad essere responsabile non è assolutamente compatibile con la sua richiesta di trasparenza e di essere costruttori di ponti e non di muri.

    Ma c’è di più: l’aver coperto McCarrick non sembra essere stato certamente un errore isolato da parte del papa. Molti altri casi sono stati recentemente documentati dalla stampa, mostrando che papa Francesco ha difeso preti omosessuali che hanno commesso gravi abusi sessuali contro minori o adulti. Incluso il suo ruolo nel caso del padre Julio Grassi a Buenos Aires, l’aver reinstallato padre Mauro Inzoli dopo che papa Benedetto lo aveva rimosso dal ministero sacerdotale (fino al momento in cui è stato messo in carcere, e allora a questo punto papa Francesco lo ha ridotto allo stato laicale), e per aver fermato le indagini per accuse di abusi sessuali contro il cardinale Cormac Murphy O’Connor.

    Nel frattempo, una delegazione della USCCB (la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, ndr), guidata dal suo presidente, il cardinale DiNardo, è andata a Roma per chiedere un’indagine del Vaticano su McCarrick. Il cardinale DiNardo e gli altri prelati devono dire alla Chiesa in America e nel mondo: il papa si è rifiutato di svolgere un’indagine in Vaticano sui crimini di McCarrick e dei responsabili di averli coperti? I fedeli hanno diritto di saperlo.

    Vorrei fare un appello speciale al cardinale Marc Ouellet, perché con lui come nunzio ho sempre lavorato in grande sintonia e ho sempre avuto grande stima e affetto nei suoi confronti. Ricorderà quando, ormai terminata la mia missione a Washington, mi ricevette la sera nel suo appartamento a Roma per una lunga conversazione. All’inizio del pontificato di papa Francesco aveva mantenuto la sua dignità, come aveva dimostrato con coraggio quando era arcivescovo di Québec. Poi, invece, quando il suo lavoro come prefetto della Congregazione per i vescovi è stato virtualmente compromesso perché la presentazione per le nomine vescovili da due “amici” omosessuali del suo dicastero passava direttamente al papa, bypassando il cardinale, ha ceduto.Un suo lungo articolo su L’Osservatore Romano, in cui si è schierato a favore degli aspetti più controversi dell’Amoris Laetitia, ha rappresentato la sua resa. Eminenza, prima che io partissi per Washington, lei mi parlò delle sanzioni di papa Benedetto nei confronti di McCarrick. Lei ha a sua completa disposizione i documenti più importanti che incriminano McCarrick e molti in curia che li hanno coperti. Eminenza, le chiedo caldamente di voler rendere testimonianza alla verità!

    In fine, desidero incoraggiarvi, cari fedeli, fratelli e sorelle in Cristo: non scoraggiatevi mai! Fate vostro l’atto di fede e di completa fiducia in Cristo Gesù, nostro Salvatore, di San Paolo nella sua seconda Lettera a Timoteo, Scio Cui credidi, che ho scelto come mio motto episcopale. Questo è un tempo di penitenza, di conversione, di grazia, per preparare la Chiesa, sposa dell’Agnello, ad essere pronta e vincere con Maria la battaglia contro il drago infernale.

    “Scio Cui credidi” (2 Tim. 1, 12)

    In Te, Gesù, mio unico Signore, ripongo tutta mia fiducia.

    “Diligentibus Deum omnia cooperantur in bonum” (Rom. 8, 28).

    Come ricordo per la mia ordinazione episcopale, conferitami da san Giovanni Paolo II il 26 aprile 1992, avevo scelto un’immaginetta presa da un mosaico della basilica di San Marco, a Venezia. Essa riproduce il miracolo della tempesta sedata. Mi aveva colpito il fatto che nella barca di Pietro, sballottata dalle acque, la figura di Gesù è riprodotta due volte. A prua Gesù dorme profondamente, mentre Pietro dietro di lui cerca di svegliarlo: “Maestro, non t’importa che moriamo?”. Mentre gli apostoli, atterriti, guardano ciascuno in una direzione diversa e non si avvedono che Gesù è ritto in piedi dietro di loro, benedicente, ben al comando della barca. “Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: taci, calmati… Poi disse loro: perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?” (Mc. 4, 38-40).

    La scena è quanto mai attuale per ritrarre la tremenda bufera che sta attraversando in questo momento la Chiesa, ma con una differenza sostanziale: il successore di Pietro non solo non vede il Signore a poppa che ha sicuramente il pieno controllo della barca, ma nemmeno intende svegliare il Gesù dormiente a prua.

    Cristo è forse diventato invisibile al suo vicario? È tentato forse di improvvisarsi come sostituto del nostro unico Maestro e Signore?

    Il Signore è ben saldo al comando della barca!

    Cristo, Verità, possa essere sempre luce nel nostro cammino.!

    29 settembre 2018

    Festa di San Michele, Arcangelo

    + Carlo Maria Viganò

    Arcivescovo tit. di Ulpiana

    Nunzio Apostolico

    • theo ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

      Praticamente una contro enciclica. Si rivolge a tutta la Chiesa come un antipapa.

    • Gennaro ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

      Un inutile papiro per cercare di rimanere al centro dell’attenzione quando la vicenda aveva perso d’attenzione, sono strategie mediatiche di un furbo prelato rabbioso.

      Interessante come Viganò metta sotto accusa il card. Marc Ouellet, fedelissimo di Benedetto XVI. E i ratzingeriani tacciono e subiscono.

      Ridicolo invece tutto il preambolo misticista di Viganò che cerca di farsi passare da pio devoto quando invece è un insabbiatore di un arcivescovo pedofilo (John Nienstedt) e un criminale che ha rubato l’eredità ai suoi stessi fratelli.

  11. Cavalcante dei Cavalcanti ha detto

    Ma se è così basta rispondere e, come dice lui stesso, mostrare le prove della falsità delle sue accuse. È semplice.

    • Olivia70 ha detto in risposta a Cavalcante dei Cavalcanti

      Ma chissà perché il papà deve rispondere di persona a questa nullità. Fa bene a non dargli importanza anche perché vai parla della pubblicazione di un contro dossier

      • Olivia70 ha detto in risposta a Olivia70

        Come ha ben fatto notare il sismografo questo ometto è solo un traditore, io da lui non comprerei nemmeno una bici usata e si pretende che il papà gli risponda ? Prima di Bergoglio devono giustificarsi comunque Ratzinger e il segretario di GP Ii

      • Cavalcante dei Cavalcanti ha detto in risposta a Olivia70

        Ma chissà perché il papà deve rispondere di persona a questa nullità. Fa bene a non dargli importanza anche perché vai parla della pubblicazione di un contro dossier

        Mi dispiace ma questo argomento non ha senso. Viganò stesso sta chiedendo che gli si risponda, evidentemente sa che non possono rispondergli altrimenti lo avrebbero fatto.

      • Cavalcante dei Cavalcanti ha detto in risposta a Olivia70

        A me dispiace dirlo ma in queste parole

        la risposta del papa alla mia testimonianza è stata: “Io non dirò una parola!” Salvo poi, contraddicendo se stesso, paragonare il suo silenzio a quello di Gesù a Nazareth davanti a Pilato e paragonare me al grande accusatore, Satana, che semina scandalo e divisione nella Chiesa, ma senza mai pronunciare il mio nome. Se avesse detto: “Viganò ha mentito” avrebbe contestato la mia credibilità e cercato di accreditare la sua. Così facendo però avrebbe accresciuto la richiesta da parte del popolo di Dio e del mondo dei documenti necessari per determinare chi dei due avesse detto la verità. Egli ha invece posto in essere una sottile calunnia contro di me, calunnia da lui stesso tanto spesso condannata persino con la gravità di un assassinio. Per di più, lo ha fatto ripetutamente, nel contesto della celebrazione del sacramento più sacro, l’Eucaristia, in cui non si corre il rischio di essere contestati come davanti ai giornalisti. Quando ha parlato ai giornalisti, ha chiesto loro di esercitare la loro professione con maturità e di tirare le loro conclusioni. Ma come possono i giornalisti scoprire e conoscere la verità se quelli che sono direttamente implicati si rifiutano di rispondere ad ogni domanda o di rilasciare qualsiasi documento? La non volontà del papa di rispondere alle mie accuse e la sua sordità agli appelli dei fedeli ad essere responsabile non è assolutamente compatibile con la sua richiesta di trasparenza e di essere costruttori di ponti e non di muri.

        Viganò ha ragione. Quindi o Viganò è un pazzo che sa di poter essere smentito in qualsiasi momento eppure sta andando avanti, oppure ha detto la verità. Mi dispiace ma il contenuto di queste righe non è contestabile. Si forniscano i documenti e la si faccia finita una buona volta. Più la si tira avanti più la credibilità di questo Pontificato e della Chiesa diminuisce.

  12. Emanuele ha detto

    Mi pare che si continuino a fare diversi errori logici… Errori che, mio modesto parere, si possono configurare anche come peccato. Ognuno ha la sua coscienza.

    L’accusa: “il Santo Padre sapeva della condotta del Card. McCarrick poiché Mons. Viganò gli aveva riferito del presunto dossier contro il cardinale e delle presunte sanzioni di Papa Benedetto XVI. Nonostante ciò non prese provvedutimenti”.

    Difesa:
    1. Viganò ha mentito in molte circostanze anche se non direttamente legate ai fatti.
    2. Viganò si è comportato male con i familiari.
    3. Viganò ha coperto un abusatore.
    4. Viganò stesso non ha fatto rispettare le sanzioni a McCarrick e si è dimostrato amichevole con lui.
    5. Papa Benedetto non ha fatto scenate pubbliche contro McCarrick, né preso provvedimenti concreti.
    6. I precedenti papi hanno responsabilità sulla nomina e carriera di McCarrick.
    7. Papa Francesco ha giustamente (sic!) atteso la giustizia ordinaria prima prendere provvedimenti.
    8. La chiesa è un verminaio di consacrati omosessuali ma quando ci sono festini a base di sesso e droga allora si interviene prontamente.
    9. Il Papa, nonostante le richieste di numerosi Vescovi e Cardinali, non deve rispondere alle accuse gravissime di un Vescovo di Santa Romana Chiesa.

    Conclusione: siccome tutti sono colpevoli, allora Papa Francesco è innocente… Sicuri che questo voglia dire essere razionali?

    Perché non chiedete a qualche giurista o promotore di giustizia ecclesiastico se sia una linea difensiva solida?

    Ricordo infine che l’unico che ci ha rimesso personalmente nella vicenda è Mons. Viganò, successore degli apostoli nel pieno del suo ministero. Poteva in effetti farsi invitare a qualche festino, magari ora era cardinale… Ma ha preso un’altra via. Perché? Per odio contro il Papa? Per vendetta contro la Chiesa? Per mettersi in mostra?

    Sicuri che muovere queste accuse, ancor più infondate delle sue, corrisponda agli insegnamenti della Chiesa e di Cristo? Sicuri che il silenzio davanti alle accuse sia un bene? Io vorrei chiarezza, ad esempio, la mia anima vale meno della vostra che avete tutte queste certezze? Non rispose forse Gesù ai tranelli dei farisei per il bene dei suoi discepoli e per dare loro testimonianza?

    • QB ha detto in risposta a Emanuele

      Isola di patmos (un altro covo di tosattiani odiatori del papa?)

      Il Romano Pontefice potrebbe decidere di non rispondere né di smentire direttamente, potrebbe avere ragioni7 per agire in tal senso; ragioni che in tal caso rimarrebbero insindacabili. Sua Santità dispone però di una Segreteria di Stato e della sua Terza Sezione per il personale in servizio diplomatico, della Congregazione per i Vescovi e del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, infine di una Sala Stampa della Santa Sede. Non mancano gli organi ufficiali che potrebbero rispondere: «S.E. Mons. Carlo Maria Viganò mente e mentendo reca grave affronto al Pontefice regnante e scandalo al Popolo di Dio». In questo modo, con una semplice e breve frase, numerosi Vescovi, Sacerdoti e devoti Christi Fideles amareggiati e addolorati potrebbero essere finalmente rasserenati.

    • David ha detto in risposta a Emanuele

      La linea difensiva è valida in quanto la domanda di Viganò è viziata dall’errore poiché basata su un assunto falso. E non c’è risposta ad una domanda che non è posta correttamente.

      Viganò assume che McCarrick fosse stato riabilitato dal 2013, peccato che si è dimostrato un assunto falso: era libero frequentatore del Vaticano dal 2001. Per questo Francesco non può rispondere senza coinvolgere i suoi predecessori e per questo si sta preparando un dossier sul caso.

      Dovresti chiederti se la tua ossessione accusatoria abbia a che fare con l’insegnamento di Cristo. Continuare a evitare l’accusa (pluri-confermata da tre vescovi onesti e santi, successori degli apostoli) a Viganò di aver coperto un pedofilo ti squalifica come persona e come cercatore della verità perché appari subito come mosso dall’ideologia e non dal vero.

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