Per Sigmund Freud «odio nazista per ebrei è anche odio per cristiani»

freud ebraismoSi è celebrata ieri la Giornata della Memoria in ricordo del genocidio ebraico. Gli ebrei furono vittime di un inspiegabile odio che, tuttavia, fu anche profondamente anticristiano. Basterebbe leggere le parole dell’ebreo Sigmund Freud.

A ricordare il pensiero del padre della psicanalisi è stato lo psicoanalista Luigi Campagner, socio della Società Amici del Pensiero-S. Freud. Nel 1938, infatti, anno dell’annessione dell’Austria da parte della Germania, Freud auspicò la protezione della Chiesa cattolica per scongiurare la «barbarie quasi preistorica del nazismo». «Stranamente», scrisse, «proprio l’istituzione della Chiesa cattolica oppone una potente difesa alla diffusione di un simile pericolo per la civiltà» (1934-38, Opere, Boringhieri, XI).

Dell’odio anticristiano di Hitler abbiamo già parlato, ricordando che nel processo di Norimberga, uno dei capi d’accusa imputati ai leader nazisti: «hanno dichiarato il loro obiettivo di eliminare le chiese cristiane in Germania ed hanno perciò cercato di sostituirle con le istituzioni e le credenze naziste; in ordine di ciò hanno perseguito un programma di persecuzione di sacerdoti, chierici e membri di ordini monastici che essi ritenevano opporsi ai loro intenti, ed hanno confiscato le proprietà della chiesa» (R.A. Graham, Pio XII e il regime nazista. Note dagli archivi tedeschi). Così come ci siamo occupati dell’avversione del Fuhrer per la Chiesa cattolica, dell’incompatibilità tra cristianesimo e nazionalsocialismo espressa dal suo segretario personale, Martin Bormann e dal vero ideologo del nazismo, Alfred Rosenberg.

Tornando a Freud, egli vide bruciate le sue opere a Berlino nel 1933, nel 1938 i suoi figli vennero torchiati dalla Gestapo e lui stesso fu costretto dai nazisti a firmare una liberatoria per l’espatrio. Emigrò a Londra portando con sé sedici persone, ma -ricorda Campagner, «non le quattro sorelle che morirono nei campi di concentramento, lasciando così un’ombra sulla sua condotta di quei tragici giorni». Freud non smentì mai il proprio ebraismo e, anzi, la «beatitudine di essere eletti, la predilezione del Padre divino, la volontà di mantenere la propria distinzione identitaria, la resistenza alle persecuzioni, il complesso di evirazione che il rito della circoncisione inconsciamente evocava, furono alcune delle interpretazioni di Freud per spiegare l’odio antiebraico».

Nell’opera L’uomo Mosè e la religione monoteistica si soffermò a lungo sull’antisemitismo, «enfatizzando la vicinanza tra ebraismo e cristianesimo nella prospettiva dei persecutori nazisti», ha spiegato lo psicoanalista italiano. Infatti, Freud arrivò a scrivere dei nazisti: «Il loro odio per gli Ebrei è al fondo odio per i cristiani, e non vi è di che meravigliarsi se nella rivoluzione nazionalsocialista tedesca questa intima relazione tra le due religioni monoteistiche trova così chiara espressione nel trattamento ostile a entrambe» (S. Freud, L’uomo Mosè e la regione monoteistica, Terzo saggio (1938), 1D, Opere, Boringhieri XI).

La vicinanza tra ebraismo e cristianesimo fu individuata da Freud nella (pur diversa) idea di rapporto col Padre: «scaturito da una religione del padre», scrisse il padre della psicanalisi, «il cristianesimo divenne una religione del figlio».

La redazione

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10 commenti a Per Sigmund Freud «odio nazista per ebrei è anche odio per cristiani»

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  1. F.A.F. Il pazzo ha detto

    L’articolo è ben fatto,secondo me,ma il punto che la Chiesa e Gesù Cristo non avranno mai chiesto scusa del peccato originale che taluni critici trovano: il fatto che esistono. Poi se il punto sostenuto da alcuni che è la Chiesa Cattolica è la causa del nazismo perché Hitler era battezzato cattolico mi viene il dubbio che l’articolo di UCCR faccia breccia in queste persone. Poi, se i cattolici che si dichiarano tali ammontano ad 1 miliardo, quanti soldi si possono fare di risarcimento per i danni della seconda guerra mondiale se si dimostra che i cattolici sono dipendenti di quella Chiesa che battezzò Hitler e quindi portano la colpa morale e il dovere di risarcimento materiale di quel che hanno fatto i nazisti? Comunque si dirà che anche il pensiero del Signor Freud è stato interpolato da un cattolico per fargli affermare quanto detto in questo articolo.

  2. Matteobi ha detto

    Ecco, questo è un chiaro esempio di come sia desolante il panorama dei cercatori di verità. A me farebbe piacere trovare studi obiettivi per capire come sono andate effettivamente le cose, ma trovo, come sempre, solo lo scontro di due partigianerie: quella secondo cui la Chiesa era organica al nazismo e quella secondo cui essa rimase monda da colpe e anzi fu solo vittima. Sono due falsificazioni della realtà. Se si conducono ricerche si vede che ci sono elementi a favore di una tesi e altri a favore dell altra. Ma mai uno storico dell età moderna che faccia una sintesi onesta. Ognuno, dagli storici ai blogger, scrive per un pubblico di riferimento a cui dice solo le mezze verità che quel pubblico vuole sentirsi dire. Che tristezza gli esseri umani.

    • Gianfranco ha detto in risposta a Matteobi

      Hai aspettative false. La storia non è una scienza esatta. Se questo è il tuo approccio alle materie umanistiche rimarrai deluso. A meno che dalla ricerca non cerchi conferme alle tue idee.

    • Mattia ha detto in risposta a Matteobi

      Ma guarda io penso che per semplificare il rapporto tra chiesa e nazismo sia adatta l’analisi che ne ha fatto lo storico Richard Overy: in sintesi afferma che sebbene i cattolici consideravano un dovere patriotico combattere per la nazione e sebbene la Chiesa tedesca, per evitare un anticlericalismo ancora più virulento, scese ad alcuni compromessi con il regime; cristianesimo e nazismo erano in antitesi e i nazisti non fecero mai nulla per nasconderlo e la Chiesa era ben consapevole di ciò.

    • Mattia ha detto in risposta a Matteobi

      PS Per mio parere personale la verità la devi cercare tu. Nel senso senti più versioni che puoi e fatti tu la tua idea perché da quel poco che ho visto, e che hai visto anche tu, ho spesso trovato gli storici che interpretano i fatti secondo la propria visione, a volte ignorando fatti o accadimenti che smentiscono le loro tesi..

    • Alèudin ha detto in risposta a Matteobi

      @MAtteobi

      non di basta sapere che per entrare nelle SS bisognava abiurare il Cristianesimo?

    • lorenzo ha detto in risposta a Matteobi

      Premesso che Matteobi è intollerante:
      – Il panorama dei cercatori di verità è desolante.
      – Farebbe piacere trovare studi obiettivi per capire, ma è sempre e solo scontro di due partigianerie: quella secondo cui Matteobi è intollerante per buoni motivi e quella secondo cui sono gli altri a vederlo intollerante.
      – Sono due falsificazioni della realtà.
      – Se si conducono ricerche si vede che ci sono elementi sia a favore di una tesi che dell’altra.
      – Ma mai uno una sintesi onesta: solo le mezze verità che fanno piacere.
      – Che tristezza gli esseri umani.

    • Mattia ha detto in risposta a Matteobi

      Scusa ma quali sarebbero le tesi che mettono la Chiesa come organica al nazismo? Papa Pio XI lo considerava “nient’altro che bolscevismo” e Pio XII “il più grande pericolo di persecuzione per i cristiani”; tutto il resto è aria fritta…

      • Max ha detto in risposta a Mattia

        No be’, gli idioti che vorrebbero la Chiesa organica al Nazismo si trovano.

        Ovviamente la cosa e’ assai piu’ complessa ed e’ compito degli storici studiare le complesse e delicate vicende del Nazismo e della Seconda Guerra Mondiale.

        Comunque, proprio di questi tempi e’ uscito un libro che mostra come Pio XII fosse uno degli attori principali di una trama per assassinare Hitler:

        https://www.amazon.com/Church-Spies-Pope%C2%92s-Secret-Against/dp/0465022294

        La cosa e’ accettata dagli storici.

  3. Matteobi ha detto

    Età contemporanea

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