Islam moderato? Meglio parlare di tanti musulmani di buona volontà

CoranoNei giorni successivi all’attentato di Parigi abbiamo voluto stigmatizzare le accuse generalizzate al mondo musulmano titolando così: “Negare l’esistenza dell’Islam moderato significa avvantaggiare l’Isis”. Nell’articolo abbiamo ricordato la presenza di un “islam pacifico”, sottolineando che negarne l’esistenza significa mettere «sotto accusa proprio le comunità islamiche moderate che invece possono (e devono) avere un ruolo fondamentale contro il terrorismo islamico».

Siamo stati contattati da un missionario cristiano che da anni vive nel Medio Oriente con il quale abbiamo avuto una piacevole conversazione. Lui stesso svolge la sua opera a stretto contatto con molti musulmani, che lo aiutano, lo sostengono e lo difendono. Tuttavia, ha rispettosamente avanzato dei dubbi sul fatto che esista, al di fuori del linguaggio giornalistico, un vero “Islam moderato” convincendoci del fatto che è giusto sforzarci per evitare ingiuste generalizzazioni ma sarebbe meglio parlare di tantissimi musulmani di buona volontà, che vivono intensamente la loro umanità e il loro senso religioso. Sono quelli che condannano apertamente gli attentati, quelli che difendono i cristiani, che li aiutano. Ma l’Islam in quanto religione ha effettivamente un problema strutturale con il fondamentalismo e questo è dovuto ai contenuti stessi delle fonti su cui si basa, alle contraddizioni tra loro di queste fonti e alla mancanza di un’autorità unica e di una “successione apostolica” a garanzia della verità (anche di interpretazione).

Il missionario con cui abbiamo dialogato ha concordato con le parole usate dal Pontefice nella Lettera ai cristiani del Medio Oriente del 21 dicembre 2014, quando Francesco ha spronato i cristiani ad «aiutare i vostri concittadini musulmani a presentare con discernimento una più autentica immagine dell’Islam, come vogliono tanti di loro, i quali ripetono che l’Islam è una religione di pace e può accordarsi con il rispetto dei diritti umani e favorire la convivenza di tutti. Sarà un bene per loro e per l’intera società». Francesco ha giustamente preso atto che i musulmani vogliono definire l’Islam una religione di pace, invitandoli però a dimostrarlo nei fatti.

Ma qual è il rapporto tra Corano, rivelazioni di Maometto e l’Isis? Lo ha spiegato in modo chiarissimo Samīr Khalīl Samīr, gesuita egiziano, grande esperto di Islam nonché professore all’Université Saint Joseph di Beirut e al Pontificio Istituto Orientale di Roma: «E’ una menzogna dire che l’Isis non c’entra niente con l’islam. Io posso capire chi dice così, perché intende dire che non si riconosce in quell’atteggiamento. Questo è vero, molti musulmani sostengono che quello non è il vero islam, che invece dovrebbe essere pacifico. Però, quando lo sento dire da qualche imam, la cosa diventa grave. Ciò che fa il cosiddetto Stato islamico, infatti, è sempre appoggiato in modo chiaro da un un giurista musulmano che afferma come il determinato atto sia conforme a un precetto dell’islam. E’ necessario, prima di tutto, domandarsi quali siano le fonti su cui si basano i musulmani, miliziani dell’Isis compresi. La prima di queste è il Corano, la seconda è la tradizione, che comprende i fatti della vita di Maometto e i suoi detti. Di raccolte di questo tipo ne esistono a migliaia e tra esse (compilate nei secoli IX e X) ve ne sono nove considerate autentiche. In queste raccolte troviamo tutto ciò che è stato commesso dallo Stato islamico: o nel Corano o nella tradizione orale o nella vita di Maometto». Il grande problema è la contraddizione di queste fonti tra loro, cosicché «questi jihadisti fanatici hanno sempre al loro fianco un religioso, un imam o un dotto, che trova la giustificazione dei loro atti. a è vero e cosa è falso. Pure il Corano riconosce che vi sono contraddizioni».

Ma chi decide cosa è vero o cosa è falso?  Il Corano è diviso in versetti rivelati da Maometto alla Mecca (610-622) o a Medina (622-632) e quando vi è contraddizione tra i versetti si sceglie come valido quello più recente, cioè il “medinese”. I versetti della Mecca, «rivelati per primi, essendo Maometto di fronte a una forte opposizione al punto da fuggire ed emigrare, sono più “pacifici”. Alla Mecca doveva essere gentile e paziente, perché era all’inizio della predicazione. A Medina, invece, si era nel periodo guerriero. E’ qui che ha compiuto una sessantina di attacchi e razzie. E lo dice la tradizione islamica più autentica. I versetti più duri, quindi, sono quelli di Medina che abrogano i precedenti. Per un autentico musulmano, insomma, sono i versetti più violenti che hanno la meglio su quelli più pacifici. Questi sono i fatti ed è qui che nascono i problemi».

Una spiegazione che coincide con quella di Abdullahi Ahmed An-Na’im, docente di diritto negli Stati Uniti e studioso della religione islamica: «l’essenza della questione ruota attorno al fatto che i vertici dell’ISIS e i suoi sostenitori possono appoggiarsi, e non mancano certo di farlo, su una moltitudine di fonti tratte dalle scritture e dalla storia per giustificare le proprie azioni», ha scritto. «Le interpretazioni tradizionali della sharia, la legge islamica, appoggiano il jihad offensivo che mira a diffondere l’islam. Essi autorizzano l’esecuzione di prigionieri e la resa in schiavitù dei bambini e delle donne del campo avverso; gesti che Daesh non ha mancato di far subire agli Yazidi in Siria. Sono un musulmano, studioso e specialista di sharia, e affermo che la proclamazione di legittimità islamica di cui si ammanta Daesh non può essere contrastata, se non usando una interpretazione alternativa della stessa legge islamica. Bisogna sapere che nessuna autorità può – qualunque sia il soggetto e il tema – stabilire o modificare la dottrina della sharia per gli altri musulmani. In questo campo non esiste nulla di vagamente simile al Vaticano, né all’infallibilità pontificia». 

Così «nessun musulmano può essere responsabile delle opinioni e delle azioni degli altri. Una conseguenza positiva di questa assenza di autorità religiosa consiste nel fatto di poter rimettere al centro e reinterpretare in modo diverso i principi della sharia. Al tempo stesso, vi è un rovescio della medaglia: qualunque musulmano può affermare qualcosa a proposito di sharia, nel caso in cui egli ottenga il consenso di una massa critica di fedeli». Anche Ahmed An-Na’im ha confermato la spiegazione del gesuita Samīr: «L’interpretazione retrograda e brutale che fa Daesh della sharia trova fondamento sul Corano di Medina, che insiste sul fatto che i musulmani devono sostenersi l’un l’altro e distinguersi dai non musulmani». Occorre dunque far prevalere come autentici i versetti pacifici rispetto a quelli violenti, senza ignorare «le alternative» nel Corano stesso «che potrebbero permettere di condannare lo SI come non islamico».

Seppur non simpatizziamo particolarmente per Magdi Allam, riteniamo vere le sue parole: «Sulla base della mia esperienza di musulmano moderato per 56 anni, vi dico che il musulmano può essere moderato solo se antepone la ragione e il cuore ad Allah e Maometto. Ma tutti i musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente a quanto Allah ha prescritto nel Corano e a quanto ha detto e ha fatto Maometto non possono essere moderati». Corrispondono all’esperienza di Ali Ahmad Sa’id, tra i maggiori poeti viventi siriani: «Nell’Islam esiste soltanto l’ortodossia dei sunniti che accettano soltanto una lettura letterale del Corano. Senza interpretazioni metaforiche o simboliche. Per questo non c’è spazio per arte e poesia tra gli ortodossi, c’è soltanto la giurisprudenza. La cultura del potere e della sua conservazione, a qualunque costo. L’Islam nasce proprio come religione di conquista. E, nelle conquiste, la violenza è inevitabile»«Non si può comprendere questo fenomeno se non si fa lo sforzo di ripensare la nascita dell’islam», ha spiegato in un’altra occasione. «La violenza è intrinsecamente legata alla nascita dell’islam, che sorge appunto come potere. Questa violenza ha accompagnato la fondazione del primo califfato e attinge a certi versetti coranici e ai primi commenti al Testo. Questa violenza è stata istituzionalizzata, ormai fa parte della forma statuale. Si aggiunga che i musulmani hanno agito fin dall’inizio da conquistatori. Il secolo che seguì alla morte di Maometto fu molto sanguinoso e la guerra arabo-araba, o la guerra musulmano-musulmana, non è mai finita. Basta leggere le opere sulla storia degli arabi».

La questione è complessa dunque e di non facile soluzione. Ci viene in mente però una delle tante differenze tra il cristianesimo e l’islam: mentre quest’ultimo per essere “accettabile” ha bisogno di un adattamento continuo al contesto del momento, facendo prevalere come autentici i versetti più adatti ai tempi, il messaggio evangelico e la figura di Cristo non soltanto sono sempre risultati misteriosamente attuali per qualunque epoca storica ma hanno letteralmente fondato i valori morali della civiltà umana, corrispondendo alle attese del cuore di ogni essere vivente, di qualunque religione. Tanto che gli stessi musulmani e gli esperti islamici, come quelli citati sopra, invitano l’Islam a “cristianizzarsi”, cioè a far prevalere il suo lato più umano. Questo mette alla prova l’autenticità divina delle due religioni: per usare le parole di Anthony Flew, l’ateo più famoso del mondo convertitosi al teismo nel 2005, «certamente la figura carismatica di Gesù è così speciale che è sensato prendere in seria considerazione l’annuncio che lo riguarda. Se Dio si è davvero rivelato è plausibile che lo abbia fatto con quel volto».

La redazione

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53 commenti a Islam moderato? Meglio parlare di tanti musulmani di buona volontà

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  1. Mattia ha detto

    Ottimo articolo!

    • Fabrizia ha detto in risposta a Mattia

      Concordo. Mi fa molto piacere perché corregge e precisa il precedente articolo, sull’Islam moderato, che ignorava certe evidenze sotto gli occhi di tutti.È vero che esistono musulmani di buona volontà. È altrettanto vero che il Corano ( non interpretabile parola di Dio, valida per tutti gli uomini, tutti i luoghi e tutti i tempi) è alla radice delle violenze commesse in nome di Allah. Faccio ttutti i miei più sinceri auguri ai musulmani di buona volontà che proveranno a “cristianizzare” la loro religione. Ma arrampicarsi sui vetri è davvero dura.

  2. Sebastiano ha detto

    Perfetto!
    Da salvare e meditare per benino ogni santo giorno, soprattutto dopo ogni ascolto di telegiornali e lettura di quotidiani e periodici “islamicamente corretti” (e ultimamente “vili”, come ha già detto qualche insospettabile), qualcuno anche “cattolicamente adulto”, con tanto di intervista pacata e salottiera all’imam di turno.
    Magari lo si può inviare anche a qualche alta carica dello stato che voleva invitare uno di costoro, noto legittimatore delle botte alle mogli riottose e difensore dei kamikaze esplosivi, a tenerci un sapiente pistolotto alla Camera dei Deputati. Magari poi è la stessa che difende, aggrappandosi a una laicità da discarica di indifferenziato di quart’ordine, i presidi che pretendono di far festeggiare la “Festa d’Inverno” anziché il Natale di Nostro Signore.
    Magari lo può meditare anche qualche commentatore di questo sito. E per carità di patria non aggiungo altro.
    Grazie UCCR

  3. Vincent Vega ha detto

    UCCR scrive

    “Seppur non simpatizziamo particolarmente per Magdi Allam, riteniamo vere le sue parole: «Sulla base della mia esperienza di musulmano moderato per 56 anni, vi dico che il musulmano può essere moderato solo se antepone la ragione e il cuore ad Allah e Maometto. Ma tutti i musulmani che ottemperano letteralmente e integralmente a quanto Allah ha prescritto nel Corano e a quanto ha detto e ha fatto Maometto non possono essere moderati.”

    Che è esattamente il contrario di quello che fa un cristiano, dato la ragione e il cuore portano a Gesù e a vivere (o quantomeno cercare di vivere) il più possibile secondo la Sua Parola.

  4. Eppure a me continua a far più paura il giacobinismo occidentale rispetto all’islam

    • Paxvobis ha detto in risposta a https://narrabondo.wordpress.com/

      Considerando i fatti in Vandea anch’io sono della medesima opinione

    • Non so se sia quello che intendi tu per giacobinismo. A me fa molta paura la mancanza di un qualsiasi radicamento culturale nell’Occidente di oggi. Personalmente sono convinta che un’Europa saldamente radicata nel Cristianesimo potrebbe accogliere anche tutto il Medio Oriente e riuscirebbe a convertirlo ai suoi valori. Invece così non sarà nemmeno difficile per i musulmani convertire questi fragili e incerti Europei. Resta però vero che Cristo è morto per tutti gli uomini. Resta però vero che Dio si serve anche solo di un granello di senape. Resta però vero che magari saranno quei pochi testimoni di Cristo ancora presenti in Europa che Dio userà come lievito per far alzare la massa. Con Cristo come Maestro, ma di cosa abbiamo paura?

  5. Licurgo ha detto

    E’ vero: l’ISIS, ma in generale il wahabismo/salafismo (che non è però tout court sovrapponibile all’ISIS) si basa sulle sole fonti primarie, tanto che il motto salafita è: ‘Solo Corano e Sunna’.
    Nel fare questo, e rimanendo solo all’epoca dei primi secoli dell’islam, rigettano però, a differenza di tutto l’islam come lo abbiano conosciuto, mille anni e qualche secolo di giurisprudenza islamica, che appunto spesso ha ammorbidito Corano e Sunna cercando scappatoie varie per non arrivare alle brutalità suddette, e nel contempo, per i musulmani che vivono fuori dei paesi islamici, ha chiaramente ribadito che il dovere di un musulmano in un Paese ospitante è rispettare le leggi, a meno che non vietino ciò che è obbligatorio (ad esempio se vietassero espressamente la preghiera) o, al contrario, obblighino a ciò che è proibito (ovvero, per assurdo, se fosse imposto di mangiare maiale): questo spiega perchè, per i secoli successivi all’epoca della conquista, l’islam non sia stato particolarmente aggressivo, nel senso che le tendenze letteraliste, per quanto sempre esistite, sono state sempre minoritarie.
    Gli imam salafiti in questo senso sono un po’ come quelle correnti fondamentaliste evangelicals in stile USA, che leggono la Bibbia alla lettera e soprattutto senza tenere minimamente conto delle interpretazioni esegetiche.
    Un esempio pertinente al post: è vero che mediamente i versetti più recenti abrogano quelli più vecchi, ma la giurisprudenza islamica in tutte le quattro scuole (parlo dei sunniti, la stragrande maggioranza dei musulmani e l’islam da cui poi nasce il wahabismo; il mondo sciita comunque non diverge di molto su questi punti) ha sempre detto che, essendo versetti ‘della guerra’, vanno applicati solo in contesto di guerra e solo su sentenza di un tribunale di autentici giuristi islamici, che il salafismo, come detto, non ha.
    Insomma, non esiste un islam moderato se non nei termini eurocentrici che lo vuole politically correct, ma è proprio l’islam ortodosso e tradizionale, fondato sull’obbedienza alla giurisprudenza millenaria islamica, che allontana dal salafismo: spesso qua nel Vecchio Continente, i salafiti sono giovani musulmani nati in Europa, che prima abbandonano l’islam classico dei padri per buttarsi spesso in una vita dissoluta, e poi si fanno abbindolare da qualche imam salafita, fascino che per me deriva molto più dal culto della violenza che dall’adesione all’islam (tanto che poi questi giovani salafiti di islam sanno molto poco).

    • Max ha detto in risposta a Licurgo

      Grazie Licurgo, interessante questa tua sintesi.

      • Licurgo ha detto in risposta a Max

        Ci sarebbe da precisare, riguardo al finale della mia opinione, che non tutti gli imam salafiti incitano alla violenza, esiste anche una corrente salafita pacifica, per quanto basata comunque sull’identificazione piena tra sharia e legge civile, anche se poi praticamente nessun salafita ha i titoli accademici per poter far parte di un tribunale islamico riconosciuto (e non autodichiarato)necessario in un sistema islamico tradizionale, per cui poi sono anche in contraddizione con loro stessi.
        Comunque, tagliando queste distinzioni, è ovvio che quando alla fine parlo di imam salafiti, parlo di quelli afferenti all’ISIS o ad altri gruppi sedicenti jihadisti. Non che gli altri mi siano simpatici, ma le generalizzazioni indebite non vanno mai bene, e per giustizia non è onesto identificare ogni salafita con un sostenitore del terrorismo, anche per non alimentare un clima di panico e diffidenza che è già forte di suo, per cui non è bene gettare benzina sul fuoco.
        Per concludere, se si cerca su google fatawa against isis, si troveranno una serie di fatawa di condanna all’ISIS da parte di tutte le più importanti autorità religiose islamiche, e non, per tornare alla questione, in nome dell’islam moderato, ma proprio per le contraddizioni con la giurisprudenza islamica stessa.

  6. Andrea ha detto

    Giornalisti e politici s’accalcano nelle trasmissioni per “colloquiare” con esponenti musulmani.
    Nella realtà dei fatti, si fanno prendere in giro.
    Le vere domande da porre a un musulmano sono le seguenti:

    – Sei favorevole o contrario alla Sura 8:12?
    Se sei favorevole, sei a favore della decapitazione di chi non “crede” all’islam.

    – Sei favorevole o contrario alla Sura 8:17?
    Se sei favorevole, sei a favore della uccisione di chi non “crede” all’islam.

    – Sei favorevole o contrario alla Sura 9:5?
    Se sei favorevole, sei a favore della espansione violenta dell’islam

    [Corano 8:12]
    “E quando il tuo Signore ispirò agli angeli: “Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono. Getterò il terrore nei cuori dei miscredenti: colpiteli tra capo e collo [decapitateli], colpiteli su tutte le falangi!”

    [Corano 8:17] “Non siete certo voi che li avete uccisi: è Allah che li ha uccisi. Quando tiravi non eri tu che tiravi, ma era Allah che tirava, per provare i credenti con bella prova. In verità Allah tutto ascolta e conosce.” Altrimenti detto è l’assoluzione anticipata per un omicida, perché uccida un infedele in nome d’Allah.

    [Corano 9:5] “Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso.”

    Allora, politici e giornalisti, con la massima umiltà e la massima consapevolezza (cioè conoscenza delle cose), quando intervistate gli esponenti islamici, fate loro queste domande:

    se favorevoli, se ne devono andare via dall’Europa.

    Molto semplice.

    • Neikos ha detto in risposta a Andrea

      Semplice… e utile quanto le domande del questionario ESTA per gli Stati Uniti, tipo “Intende svolgere, o ha mai svolto, attività terroristiche, di spionaggio, di sabotaggio o genocidio?”

      • Licurgo ha detto in risposta a Neikos

        Ecco, qua un musulmano tradizionale ti direbbe che in caso di jihad (e il piccolo jihad, cioè la guerra, deve essere procalamata da un consesso di sapienti sulla base di norme lunghissime, di fatto, mancando oggi questo collegio, il jihad per alcuni non è nemmeno possibile da dichiarare) queste norme, appunto ‘della guerra’, possono applicarsi se e solo se vengono pronunciate sentenze da un tribunale. Nella tradizione, poi, esistevano il riscatto o il perdono familiare o diversi modi per evitare di arrivare all’applicazione di questi versetti.

    • Mattia ha detto in risposta a Andrea

      Più semplicemente penso che la domanda da proporre sia: sei favorevole all’applicazione della sharia? Se la risposta è affermativa, allora se ne vadano via dall’Europa.

      • Licurgo ha detto in risposta a Mattia

        E qui tocchiamo il problema della Fratellanza Musulmana in tutte le sue forme politiche particolari variamente declinate a seconda dei contesti particolari (da Erdogan, all’ex presidente egiziano Morsi, ad Hamas alla nostra UCOII sono tutti facenti capo alla Fratellanza Musulmana), che ti risponderebbe che è a favore della partecipazione democratica per inserire, democraticamente attraverso rappresentanti politici (non per forza in un partito islamico ma inserendo candidati nei partiti in cui ciò è più possibile), alcuni elementi di sharia (ad esempio le corti civili islamiche sul modello inglese).
        Detta in quel modo, e senza il ricorso alla sovversione violenta, non c’è incompatibilità, almeno formalmente, con la democrazia, per cui siamo daccapo: nessuno, nemmeno un filo ISIS, ti direbbe a chiare lettere che è a favore della violenza (l’islam prevede la taqqya, cioè la possibilità di non dire il vero per motivi di sicurezza della propria persona o della comunità), mentre se ti venisse risposto a rigore di Fratellanza Musulmana non hai elementi di intervento.
        Per me l’unica soluzione possibile sono le già esistenti (anche con esperti di madrelingua araba) indagini di polizia dove si pensi che ci siano degli imam deviati che possono incitare all’ISIS o ad Al Qaeda o ad altri gruppi del genere, o davanti a dichiarazioni evidenti di qualche soggetto; qualsiasi scorciatoia normativa in altro senso rischia di essere controproducente, proprio perchè tratta l’islam al pari di qualsiasi altra ideologia europea e dunque non lo capisce; eurocentrismo che, detta per inciso, è un po’ secondo il difetto ideologico fondante del laicismo odierno mutuato dalla Francia (con la differenza che la Francia conosce meglio l’islam per averci avuto storicamente molto più a che fare, soprattutto tramite il colonialismo).

        • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

          Per precisare: quando i Fratelli Musulmani parlano di elementi di sharia, si devono presenti due cose: 1) Essa vale per i soli musulmani 2) Si parla di elementi non incompatibili con la nostra Costituzione e col nostro impianto giuridico proprio per le condizioni giurisprudenziali sul comportamento del musulmano davanti alla legge in un Paese non islamico in cui risiede; così forse mi spiego meglio quando sopra intendo che formalmente non sono in contraddizione con la democrazia e l’ordinamento vigente.

          • Mattia ha detto in risposta a Licurgo

            Aspetta ma i Fratelli Musulmani non sono rappresentati in Egitto dal paritito di Morsi? E lui non mi pare democratico o aperto ai diritti umani. Guarda, in realtà, penso che nella sharia vi siano elementi decisamente contrari alla nostra democrazia: basta pensare alla donna giuridicamente inferiore all’uomo o all’apostata che deve essere punito (non a caso la Fallaci ricordava che gli stati islamici avevano firmato la “Dichiarazione Islamicia dei diritti dell’Uomo” invece della “Dichiarazione dei Diritti dell’uomo”. Dal punto di vista storico, ricordo che quando era stata fatta la promessa di applicare la sharia solo agli islamici come in Nigeria o in Sudan, questa venne presto disattesa e si contarono numerosi casi di cristiani puniti per aver bevuto degli alcolici o per non aver rispettato il Ramadan. Tra l’altro come si può applicare la sharia quando questa cozza con il diritto pubblico, ad esempio, riguardo alle questioni matrimoniali?

            • Mattia ha detto in risposta a Mattia

              Aggiungo che se questo è il motto dei Fratelli Musulmani: “Dio è il nostro obiettivo. Il Profeta è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il jihad è la nostra via. Morire nella via di Dio è la nostra suprema speranza”, vi è poco da fidarsi. Si adeguino al nostro regolamento che impone la laicità dello stato o altrimenti si rinnovi l’invito ad andarsene.

            • Licurgo ha detto in risposta a Mattia

              Guarda, Morsi vinse le elezioni democraticamente, e lì non si parla di un Paese laico e occidentale, ma di un Paese a maggioranza islamica (anche se Mubarak penalizzava molto la religione), e dunque gli elementi di sharia da immettere erano molti di più di quelli possibili nel nostro mondo (la Fratellanza ha un realismo politico degno di Machiavelli… per riderci su); semmai la grossa eccezione è Hamas, anche se pure lì ha vinto democraticamente anche se poi la guerra contro Fatah dentro Gaza è piuttosto discutibile; più che democraticamente va detto forse meglio ‘in base al diritto pubblico vigente nello specifico Paese’..
              Per la sharia e i non musulmani, Boko Haram sono altrettanto ignoranti di giurisprudenza, ma attenzione, in un Paese musulmano, il non musulmano non è tenuto alla sharia (anzi sarebbe contraddittorio farla non avendo la fede) ma non può avere atteggiamenti di disturbo della stessa, per cui bere pubblicamente durante il Ramadan è visto come offesa ai musulmani, ma, appunto, questo nei Paesi a consuetudine islamica.
              Sul diritto pubblico: è proprio per il discorso sul musulmano e le leggi che riportavo in uno dei primi commenti, che la Fratellanza Musulmana chiede, per ora, quei soli elementi di sharia che non siano incompatibili col diritto pubblico, la stessa cosa che è avvenuta nel Regno Unito.
              Attenzione eh, non sto dicendo che questa concezione sia per me ideologicamente accettabile, sto solo cercando di ragionare insieme su come la questione sia molto più complessa di come appare.
              Sulla poligamia, la posizione della tradizione è questa: l’islam ammette la poligamia (a condizione che si tratti egualmente ognuna delle mogli, cosa di per sè quasi impossibile e se pensiamo che Muhammad disse questo in un momento storico in cui la poligamia dalle sue parti era selvaggia e non normata, vediamo come l’islam sia nato come forza progressiva rispetto al paganesimo arabo, anche se manca poi lo storicismo nello sviluppo moderno), ma non dove essa sia vietata dall’ordinamento: insomma, anche questa è applicabile solo dove essa sia legalmente possibile; semmai un domani, se avesse condizioni favorevoli, la Fratellanza spingerebbe per far passare un’eccezione di legge sulla poligamia per i soli musulmani, ma qua in Italia non ci pensa minimamente, almeno oggi.
              Sostanzialmente, l’islam tradizionale ha quasi l’ossessione delle norme e l’odio del fai-da-te: in una società musulmana tradizionale tutto è normato, persino il modo di salutarsi e il dire ‘se Dio vuole’ nelle frasi ipotetiche: qualcosa di inconcepibile per noi, ma, appunto, non possiamo ben capire l’islam in ottica eurocentrica.

              • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

                Mattia, di suo quella frase non cozza con la democrazia, è una frase che, mutatis mutandis, può pensare anche un cristiano. morire sulla via di Dio non vuol dire morire combattendo, ma vivere e morire da pio musulmano osservante; il Corano la nostra legge vuol dire che un musulmano deve vivere rispettando il più possibiule i dettami coranici, ma abbiamo visto già che le applicazioni più dure della sharia sono viste come una sentenza morale, potremmo dire come il massimo della pena, ma che poi, negli stessi Califfati classici, la giurisprudenza ha sempre cercato di attenuare la pena.
                Il discorso non è se a noi piace o noi, ma, giacchè il diritto laico è un sistema formale, se ci siano elementi formali di incompatibilità col nostro ordinamento costituzionale, e questo lo sanno bene anche loro.

                • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

                  Il jihad, è un discorso complesso: il grande jihad, che è più importante, è lo sforzo del musulmano per migliorare se stesso, il piccolo jihad è la guerra, che però di solito ha precise norme ed organismi e solitamente deve avere sempre vocazione difensiva (poi si sa che ogni guerra offensiva è presentata come difensiva), ma, fino a questi gruppi armati, parlare di jihad comunemente per un musulmano indica lo sforzo, e in questo senso si spiega meglio morire sulla via di Dio, che non indica ‘necessariamente’ (lo avevo ammesso) il morire combattendo, questo solo se c’è formalmente la guerra, altrimenti vuol dire sforzandosi di migliorare sempre di più il suo din (la fede vissuta in toto, nella sua interiorità e nella sua prassi).

                  • Licurgo ha detto in risposta a Licurgo

                    ‘Omesso’, non ‘ammesso’.
                    Scusate i commenti multipli, ma l’argomento è complesso e ogni volta mi accorgo di aver saltato elementi importanti: starò più attento.

                  • Mattia ha detto in risposta a Licurgo

                    Non dubito che Morsi e Hamas abbiano vinto democraticamente le elezioni (pure Hitler, del resto) ma il fatto è che essi hanno adottato l’ideologia dell’islamismo ovvero quello di fondere la religione con la politica. E’ quando dicono che il Corano è la loro legge, non intendo solo legge morale ma proprio legge giuridica ovvero il contrario dello stato laico che noi “occidentali” abbiamo imparato. Proprio dalla tua descrizione, mi sembra che sia poco da fidarsi dei Fratelli Musulmani: chiedono poco dove sanno di poter aver poco, ma più aumentano di importanza chiederanno sempre di più. Forse si potrebbe dire che anche loro vorrebbero uno stato islamico con la sola differenza che intendono crearlo legalmente invece che con i massacri come fa l’Isis. Poi, correggimi se sbaglio, in un paese musulmano il cristiano non è tenuto ad osservare la sharia ma non è obbligato a pagare la tassa di capitolazione, la jizia, per vivere in pace? So che jihad significa “sforzo” e può essere visto come guerra contro se stessi per continuare a migliorarsi, ma il problema è che questa è un interpretazione recente e nei secoli precedenti (ma anche oggi) esso viene inteso da molti musulmani come guerra all’infedele.

                    • Licurgo ha detto in risposta a Mattia

                      Mattia, penso sia il contrario: in tempi recenti, a quel che so,il termine è stato usato quasi solo in senso militare, mentre tradizionalmente era usato in tutto lo spettro semantico.
                      Comunque, è verissimo quel che dici: la fortuna politica della Fratellanza è stata di aver recentemente combinato la sharia alla piena accettazione del modello di sviluppo economico a stelle e strisce (a differenza del salafismo che rifiuta tutto ciò che è occidentale, anzi che è non islamico), ma, dal punto di vista dei diritti umani, hanno l’obiettivo di implementare vieppiù la sharia.
                      Non era una mia valutazione positiva della Fratellanza, che a me non piace affatto, solo il sottolineare che non è così facile in termine di diritto cacciare chiunque si dichiari favorevole alla sharia…dipende dai modi e da come lo intende e dal musulmano che hai davanti.
                      Approfitto per chiarire un altro punto: si indica ‘morire sulla via di Dio’ enfatizzando il morire anzichè il vivere, perchè per l’islam, un po’ come per Lutero, se perdi la fede anche l’ultimo istante prima della morte sei dannato (e viceversa, se la acquisti sei beato, anzi sei senza peccato giacchè il peccato conta solo per il musulmano e non per il non musulmano), per cui morire sulla via di Allah è molto importante in termini escatologici e soteriologici.

                      Approfitto anche per dire che, al di là della discussione sulle forme dell’islam sugli approcci, molti musulmani comuni non seguono minimamente dibattiti tra organizzazioni e scuole e sono gente che cerca pane e lavoro, e quindi concordo che esistono molti musulmani di buona volontà, al di là poi delle varie dirigenze o dalle varie scuole.

                    • Mattia ha detto in risposta a Mattia

                      Per Sharia intendo dire quelle norme di leggi che impongono appunto la poligamia, il carcere o la morte per chi abiura l’islam e altre normative in contrasto con il nostro ordinamento. Se vengono nel nostro paese, hanno il dovere di rispettare le nostre leggi e non cercare di cambiarle per poter effettuare un processo di islamizzazione…

                    • Licurgo ha detto in risposta a Mattia

                      Vedi, in punta di diritto, non c’è alcuna norma che stabilisca quel che dici: tutti hanno il diritto di provare a cambiare le leggi democraticamente; addirittura si può farlo, mi pare con una procedura lunga e complessa, per una parte degli articoli costituzionali, tantopiù se il musulmano è cittadino nazionale (ci sono diversi convertiti italiani e cittadini europei che andranno aumentando, mentre si ragiona sull’islam come se fosse solo una cosa da immigrati, anche qua non capeno come il problema possa estendersi).
                      Cioè, noi qua possiamo dirlo che non possono cambiare le leggi e tutto quanto, ma è proprio il nostro ordinamento a dire altro…

  7. Kosmo ha detto

    Quindi ricapitolando, quelli che nell’articolo di prima avete perculato, tutto ad una volta, solo perchè ve l’ha detto un missionario, avevano ragione?

  8. LG ha detto

    Credo che quest’epoca rappresenti una grande occasione per l’Islam, anzi per gli Islamici.
    La questione di autorità/rappresentatività/”continuità” è basilare e problematica : il rischio di “offesa” all’unica autorità riconosciuta (Corano) è evidente.
    Il problema poi è quello del rapporto col Corano testo “increato”….ed è interessante come lo si provi ad incarnare nella vita concreta (…nostalgia del logos incarnato ? è suggestivo pensarlo).

    …alla fine , pensandoci bene, forse questa inconfessabile anarchia nell’Islam è anche quello che è successo con i Protestanti, disintegratisi nelle miriadi di denominazioni.
    Scusate ma purtroppo sto scrivendo in un momento di fretta

  9. Luca ha detto

    Non lo so se l’Islam in quanto religione abbia effettivamente un problema strutturale con il fondamentalismo e questo sia dovuto ai contenuti stessi delle fonti su cui si basa come dice l’articolo. In un certo modo non mi riguarda, non ci posso fare niente. Invece è possibile che il rapporto tra cristiani e mussulmani abbia dei problemi strutturali, e questo mi riguarda direttamente. Io credo che tutto nasca dal fatto che i nostri rapporti con l’islam siano determinati ormai da troppo tempo dalla questione del potere. Non a caso in medio oriente è fortissima la percezione dell’umiliazione come dicono loro. A partire dalle crociate, al colonialismo e allo sfruttamento delle risorse. Bisogna anche ammettere – e lo dico senza nessuna implicazione politica, tantomeno morale – che la pesenza dello stato di Israele è oggi un motivo estremamente potente nell’identificazione popolare di questa umiliazione. Ne parlavo anni fa con un amico palestinese totalmente laico che in questi termini si esprimeva. Come dicevo non saprei dire dell’Islam ma a me pare con certezza che per quanto riguarda la religione cristiana il piano del potere o dei rapporti di forza non sia esattamente nella prospettiva di una corretta impostazione dei rapporti umani. Bisognerebbe cambiare proprio passo, prospettiva. Coltivare la condivisione e l’umanità. Penso alle esperienze di Charles de Foucault, Carlo Carretto, le tante comunità di Piccoli Fratelli e Piccole Sorelle ancora presenti in Medio Oriente. Penso a quel che diceva spesso Madre Teresa: non importa siate cristiani, induisti, buddhisti, mussulmani: vi do l’opportunità di fare qualcosa di buono per Dio. Lo scopo delle suore è quello di fare di un Indù un migliore Indù, di un Cristiano un miglior Cristiano, di un Mussulmano un miglior mussulmano.

    • Luca ha detto in risposta a Luca

      Penso anche a Christian de Chergé e al sacrificio dei monaci di Tibhirine (ricordate il film “uomini di Dio” ?).
      Io credo che a partire da quelle modalità (sempre fratel Charles come faro) un rapporto diverso sia possibile.

      • Vincent Vega ha detto in risposta a Luca

        Oggi uno dei miei migliori amici mi scrive (purtroppo era serio) che “il razzismo deriva dalla Chiesa Cattolica”.
        Ovviamente l’ho confutato con tonnellate di argomentazioni, ma, scusate per l’off topic, non posso fare a meno di chiedermi “che razza di lavaggio del cervello è stato fatto alle masse?”

        Sul serio ragazzi, è qualcosa di davvero incredibile. Il lavoro capillare, certosino di demolizione della credibilità della Chiesa che è stato operato negli ultimi secoli dall’illuminismo è un qualcosa di impressionante.
        Basti pensare che se chiedo alla persona media (anche cattolica) quanti morti ha fatto l’inquisizione in genere quando va bene siamo sul l’ordine delle decine o centinaia di migliaia di morti, quando va male diversi milioni, mentre i veri numeri sono questi http://www.storiainrete.com/2869/600-e-700/inquisizione-convegno-internazionale-ecco-tutti-i-dati-sui-processi/

        Le calunnie alle quali siamo costantemente soggetti hanno realmente dell’incredibile in quanto a capillarità e pervasività. È ora di finirla.

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

          Sul l’ordine non “sul l’ordine”.

          • Vincent Vega ha detto in risposta a Vincent Vega

            Dannato correttore: sull’ordine! 😀

            • LG ha detto in risposta a Vincent Vega

              …concordo, è desolante.
              Lo sperimento nel lavoro a scuola : formae mentis alterate dalla propaganda, banalità negli approcci critici che diventa incapacità di assumere le argomentazioni portate…. parlo sia di studenti che di insegnanti…

              Fresca di oggi una persona se ne è uscita con un “discorso” che conteneva, al suo interno, un circo Barnum di concetti tipo che Mussolini l’avrebbero fatto santo, che Papa Francesco è ipocrita perchè ha preso distanza da don Charamsa, che la Chiesa era favorevole alle leggi razziali, che ha fatto il concordato con Hitler, che i preti devono sposarsi, che tutte le religioni sono uguali …etc etc… appena facevo qualche distinguo… ripartiva la cantilena 😀 😀

              • Vincent Vega ha detto in risposta a LG

                C’è poco da ridere, amico mio. C’è davvero poco da ridere perché queste calunnie influenzano intere generazioni.
                Se infatti guardi nel web è strapieno di queste idiozie (come anche le idiozie sul Gesù storico propinate da cialtroni ignoranti e sgrammaticati) che fanno presa sugli sprovveduti.
                Bisognerebbe che queste tesi venissero confutate, non solo in ambito accademico dove certe idiozie sono riconosciute come tali e già straconfutate ma anche per la gente comune.

    • EquesFidus ha detto in risposta a Luca

      M’ero promesso di non risponderti più, ché tanto le tue opinioni sono diametralmente opposte e divergenti rispetto alle mie, e specie in maniera dottrinale anche con la Chiesa; ma tant’è.
      No, lo scopo delle suore non è “migliorare” i membri di altre religioni, bensì portare le persone al Cristo mediante le loro opere. La stessa Teresa di Calcutta, infatti, suscitò molte conversioni e battesimi alla Santa Chiesa, e non si limitava certo a dire agli altri che andava tutto bene, qualsiasi cosa credessero. Non è cristiano sostenere questo, dato che il Cristo stesso insiste sul valore dell’annuncio evangelico e della conversione.
      Allo stesso modo, le Crociate non c’entrano niente con i sentimenti di violenza degli islamici odierni, per i quali sono solo un pretesto; anche perché, allora a maggior diritto dovrei avercela io con l’Islam, dato che i pirati e le invasioni che l’Europa dovette affrontare tra l’VIII e il XVI secolo non erano certo cristiane… Per favore, evitiamo di giustificare i violenti dando la colpa ai cattolici, specie nel caso di guerre (come le Crociate) di difesa e svoltesi per difendere i fratelli nella fede ed i luoghi santi (pur con certe storture come la presa di Bisanzio, condannata peraltro dai pontefici dell’epoca come simili porcherie, che però non sminuiscono le buone motivazioni).

      • Vincent Vega ha detto in risposta a EquesFidus

        Eques, non è un caso che abbia citato l’illuminismo più sopra. Ha fatto danni ENORMI , ha creato generazioni di cattolici che vivono la propria Fede con “timidezza” quasi fosse una colpa (e nella maggior parte non la vivono affatto, basta pensare alla maggior parte dei cattolici italiani), e sempre con un senso di inferiorità implicito o esplicito rispetto alle altre culture. Possiamo dire quello che vogliamo, 2 secoli e mezzo di continue e incessanti calunnie hanno lasciato il segno.
        Goebbels, il ministro della propaganda del Reich nazistav diceva “calunniate, calunniate, qualcosa resterà” e in questo ci ha pienamente beccato.

        • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

          Io credo che la superiorità che riconosco nella mia fede e l’orgoglio che me ne deriva non abbia niente a che fare né con questioni di ordine politico né con questioni di ordine ideologico. Pertanto temo molto di più il danno effettivo di quelli come te che inconsciamente trascinano la fede su terreni impropri creando in chi ci osserva dall’esterno una confusione imbarazzante. Ci percepiranno inevitabilmente come il tuo amico citato qui sopra o come i cosiddetti “atei devoti”: portatori di una Verità alla stregua di quelle di un “libretto rosso” o di un’interpretazione del reale chiusa, non comunicante e “contro”, tipo il Capitale di Marx.

      • Luca ha detto in risposta a EquesFidus

        Ho capito, sapevo già e persino concordo nella sostanza dell’attribuzione di responsabilità. Il punto secondo me é un’altro: a cosa serve attribuire responsabilità storiche e politiche ? Dove ci porta ? Può miglioraare la situazione ?
        Su di un’altro piano.
        A me la Chiesa Cattolica ha insegnato sin dai primissimi anni il bene e l’importanza di saper fare l’esame di coscienza. Poi sono cresciuto ed ho interiorizzato l’esempio di Cristo che sale in croce non per le sue responsabilità ma per quelle degli altri (di tutti noi). Non per dar loro (darci) soddisfazione o per affermare che hanno (abbiamo) ragione loro, ma come unica strada possibile per il bene comune.
        Non hai capito. Quel che voglio dire é che non mi interessa niente chi avesse ragione nelle crociate, mi interessa piuttosto il fatto che le crociate siano appunto un pretesto potentissimo; un pretesto comunque reale e storico al di là di torti o ragioni effettivi. Con diverse letture possibili, come tutti i fatti storici. Quel che conta é la percezione di umiliazione che tutti i medioorientali hanno nei nostri confronti e che noi non possiamo minimamente intaccare, semma i solo peggiorare, finché la questione é ridotta ai nostri rapporti di forza. Tantomeno con noi nella posizione del piàù forte (culturalmente, economicamente, politicamente, come armamenti …)
        Non so voi ma per me l’unica cosa che posso cambiare, l’unica che penso serva al miglioramento del mondo é solo la mia coscienza e penso che questo sia il più grande insegnamento che ho ricevuto e ricevo quotidianamente dalla stessa Chiesa di EquesFides.
        PS
        La cosa che fatico a capire in uccr é questa continua ossessione maniacale per sconfessare le opinioni degli “altri”, dei non credenti. Vabbene, hanno un’ideologia, ma non facciamo di un’ideologia eguale e contraria anche per la nostra fede. La nostra VERITA’ é su un piano diverso !

        • Vincent Vega ha detto in risposta a Luca

          Luca scrive
          Quel che conta é la percezione di umiliazione che tutti i medioorientali hanno nei nostri confronti e che noi non possiamo minimamente intaccare, semmai solo peggiorare”
          Forse non ti rendi conto che l’Islam, fin dalla sua nascita, ha sempre cercato di sottomettere l’occidente. Sempre. BEN venga l’Islam moderato, Dio benedica gli islamici moderati ma gli “esami di coscienza” non devono condurre ad un ipercriticismo infondato verso la propria storia e la propria Fede.
          Luca scrive
          “La cosa che fatico a capire in uccr é questa continua ossessione maniacale per sconfessare le opinioni degli “altri”, dei non credenti. Vabbene, hanno un’ideologia, ma non facciamo di un’ideologia eguale e contraria anche per la nostra fede. La nostra VERITA’ é su un piano diverso !”
          Non è questo il punto. Sono due secoli e mezzo di calunnie e menzogne e le menzogne vanno SEMPRE E COMUNQUE sconfessate!
          Il cattolico è chiamato ad essere martire all’occorrenza, non a vivere da pecora, sempre con le orecchie abbassate. I miscredenti la pensino pure come vogliono, ma non hanno il permesso di storpiare la storia per i loro fini, e quando ciò accade la verità va ristabilita.
          Tu hai un’idea un po’ confusa di cosa voglia dire essere tolleranti: tollerare il pensiero diverso è un conto, tollerare (senza motivo, perché se c’è un motivo, tipo salvare della gente, si fa anche quello) delle calunnie è da COGLIONAZZI!

          • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

            Non hai capito.
            L’esame di coscienza serve a me, non al mondo. Il mondo ne coglierà sperabilmente l’umiltà, non la colpa. In ogni caso penso PRIMA alla mia salvezza, POI penso che forse possa servire alla salvezza del mondo, ma questa non dipende da me.
            Io non mi rendo conto, ma il vostro atteggiamento SICURAMENTE ci allontana anziché avvicinare ad una soluzione. Qual’é secondo te l’alternativa ? La prova di forza ? Sarebbe questa la manifestazione del tuo orgoglio cristiano ?

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Luca

              Ma quale prova di forza? Cosa c’entra? Tu confondi il difendersi da ingiuste calunnie con una prova di forza, niente di più sbagliato. Semplicemente non sono disposto ad accettare l’oceano di calunnie col quale ci ha ricoperto l’illuminismo e che ancora oggi forgia le coscienze, non raramente anche le coscienze di molti cattolici.
              Questo non c’entra con una prova di forza, tantomeno con l’imporre il proprio Credo. Il Credo cristiano va testimoniato tutti i giorni con le parole e con i fatti, ma questo NON significa accettare senza motivo le calunnie continue e pervasive del laicismo, che mirano proprio (qualora non lo sapessi) a distruggere la credibilità della Chiesa e quindi a far fallire ogni tentativo di nuova evangelizzazione.
              Tu confondi l’essere mansueti con l’essere delle pecore, altro errore grave dal mio punto di vista, così come confondi la difesa dalle calunnie ingiuste con l’imposizione del proprio Credo. Fai attenzione, Luca.

          • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

            metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Lc 21, 18
            Perché dunque ti sorprendi ?
            Pensi davvero di prendere il ruolo che Cristo attribuisce a sé stesso ?
            NB Il punto non é la tolleranza, concetto molto laico sul quale comunque concordo. Il punto é la testimonianza che prt definizione non può passare attraverso una sorta di imosizione o prova di forza.

            • Vincent Vega ha detto in risposta a Luca

              Ma infatti non mi sorprendo, Luca, ciò che voglio dire è che abbiamo il diritto e il dovere di reagire alle calunnie.

              • Luca ha detto in risposta a Vincent Vega

                @Vincent
                Sono due secoli e mezzo che ci calunniano dicevi qui sopra. Se è per questo i secloli sono 20.
                Perciò è ora di reagire ripeti spesso, e tornano in mente le sacrosante parole di papa Francesco se uno mi offende la madre gli do un pugno.
                Epperò questa tua insistenza sui concetto di calunnia e reazione forse ci da l’occasione di vedere a fondo il mio atteggiamento generale verso uccr che in qualche modo hai messo in questione (ti ringrazio).
                Secondo me dopo 2 secoli e mezzo di confronto inconcludente,mi sembra il caso più che di “reagire” di porsi qualche domanda sull’efficacia delle nostre risposte.
                Possiamo limitarci ad affermare che il problema dell’inefficacia delle nostre difese sia tutto e solo nella sordità di chi ascolta. Questo in accordo con una visione manichea per la quale esisterebbe una sola verità (non solo religiosa ma anche storica, culturale, politica …) tutta intera e tutta racchiusa su di un unico versante, in lotta perenne con le forze oscure del male. Le forze del male comprenderebbero tutto il resto del mondo. Questo mi pare essere l’atteggiamento di fondo di uccr. Un atteggiamento che ha evidentemente bisogno di rifarsi ad una Chiesa granitica, immutabile ed impenetrabile.
                Purtroppo però è una visione che si scontra in modo chiaro con alcuni fatti precisi che hanno segnato proprio la vita della Chiesa. Penso al dialogo e all’apertura al mondo iniziati con il Vaticano II, penso all’esperienza missionaria come si è venuta delineando almeno da un secolo a questa parte, penso agli incontri interreligiosi di Assisi, penso alla grandiosa richiesta di perdono nel corso dell’ultimo giubileo. Nessuno di questi fatti deve lasciar credere ad un cambiamento dogmatico, dovrebbe però far riflettere chi porta avanti un’impostazione apologetica che a me pare perlomeno stonata.
                Stonata innanzitutto perché tende a racchiudere credenti e non credenti in spazi non comunicanti dove le posizioni finiscono inevitabilmente per radicalizzarsi facendo torto proprio all’unica Verità che professiamo. Una Verità inevitabilmente ridotta, dove l’unico criterio che decide la qualità delle affermazioni è l’appartenenza ideologica di chi le pronuncia. Lo dicono i laici contrapposto a lo dice il credente (trascurando magari che ci sono tanti laici e tanti credenti, ciascuno con la sua personale esperienza di vita).
                Stonata poi anche perché nella contrapposizione ideologica la forma e la lettera della Verità finiscono per sostituirsi alla sostanza. Una sostanza che è Cristo stesso e cioé una persona, una Vita, una Via da percorrere una Chiesa come comunità di credenti in cammino. Non un manuale enciclopedico di filosofia pratica.
                Così per tornare al tema questo è il punto del nostro scontro con l’islam, almeno pare a me. C’è una guerra in corso ma non ne usciremo né nessuno sarà davvero vincitore se ciascuno si nasconde dietro al proprio Dio. Un Dio che ci fa uscire da messa cantando dov’è Carità e Amore lì c’è Dio contrapposto ad un Dio la cui prima definizione nel Corano recita Dio è misericordioso (…). Secondo me se ne esce solo cambiando atteggiamento di fondo, riconoscendosi tutti, credenti cristiani, credenti musulmani e laici, innanzitutto come uomini. Credo che non conti assolutamente niente che lo si faccia tutti contemporaneamente e credo che il problema della reciprocità (es nella libertà religiosa) sia solo un pretesto per non fare semplicemente l’unica cosa giusta e caritatevole (accoglienza). Credo soprattutto che solo in questo nuovo contesto l’apologetica possa finalmente acquisire un minimo di efficacia.

      • Luca ha detto in risposta a EquesFidus

        Non é che ti voglia disturbare se non hai voglia di dialogare con me. D’altra parte l’interesse che trovo consiste esattamente nel fatto che io e te si abbia iodee tanto diverse. Non perché io voglia fartele cambiare ma perché mi offri l’occasione di mettere a verifica critica le mie opinioni. A che scopo altrimenti ?
        Circa i compiti delle Missionarie della Carità, quello preferisco lasciarlo definire alla fondtrice, beata per la Chiesa Cattolica. Le parole da me riportate erano le sue, non le mie.

  10. Dan ha detto

    Io concordo con quanto un pò con tutti in particolare anche quello che ha detto Licurgo,e cioè un buona parte dell’islam “moderno” è appunto sotto interpretazioni letterali e giurisprudenziali coraniche.Io mi sono chiesto in effetti come mai è cosi,infatti c’è stato un periodo in cui le interpretazioni Coraniche non seguivano questa via,cioè quello dell’accumulo di precetti e sentenze basate sul lettralismo.C’è stato un periodo, in seguito riggettato in cui l’islam poteva definirsi con un sistema teologico differente dal mero “giurisprudenzialimo della lettera”,e questo coincideva anche con il profondo influsso della cultura e della filosofia greca e delle scuole cristiane orientali già iniziate allo studio della filosofia greca,(dall’aristotelismo,al platonismo ecc) all’interno dell’allora teologia islamica,e pure stato un punto profondo proficuo non tanto solo per il modo in cui si intendeva il Corano,ma anche per le altre scienze:la matematica,l’arte,l’architettura,la tecnica,la medicina,oltre che aver pure fornito spunti per le speculazioni in occidente,non è che Averroe (anche se filosoficamente e teologicamente contestato) non venisse letto perchè islamico,o Avicenna.Tuttavia sempre all’interno di questo dibattito alla fine si è ripassati in un secondo momento a concepire tutto ciò come deviazione dallo stesso Corano,facendo prevalere di nuovo il lettaralismo e quindi il consequenziale giurisprudenziale.

    Uno che fa questa affermazione “vale più l’uomo di studio che il martire” (Avicenna) come puo conciliarsi benchè islamico con uno che si fa saltare in aria in un locale?Per altro riflette pure la diversità nel concetto stesso di martirio:il martire è uno che viene perseguitato per la sua fede,semplicemente muore solo perchè la sua fede viene considerata pericolosa per non averla rinnegata sotto minaccia,non uno che prende in mano un fucile e spara all’impazzata per poi finire nel suicidio,proprio questo non è un martire,è un uomo che ha perso la ragione che segue una legge,non nessun “senso della legge”,qual’è quindi per gli islamici l’essenza delle loro leggi?Uccidere e suicidarsi nel nome della conquista,conquista di cosa poi?E perchè mai Allha ha creato l’uomo affinchè si uccidesse e si suicidasse nel suo nome?
    ——
    Io tendo a diversificare questo dall’ISIS mi spiego,l’ISIS e un movimento che inutile negare nasce proprio all’interno anche di questo giurisprudenzialismo islamico,ma ha profondi legami fuori anche dal suo contesto religioso,anzitutto è un movimento militare che gli occidentali stanno sottovalutando dallo stesso punto di vista militare,per me ci si sabglia in un contesto strategico,spesso si ragiona cosi:le mie armi e i miei eserciti sono più potenti dai tuoi quindi ho certamente vinto,dopodiche non hanno ben capito questo che nella guerra assimetrica (che non è moderna bensi usa tecniche e strategie antiche basti vedere i generali cinesi a riguardo),anche se tu disponi di armamenti superiori ai miei:saresti disposto a bombardare Parigi Roma o Berlino con i tuoi stessi armamenti?Ataccare una nazioni non significa farli solo dei raid aerei:

    Creare dissidi interni alla popolazione
    Creare dissidi tra le comunità di quella popolazione e i suoi rappresentanti.

    E che da un punto di vista strategica un’apparente superiorità degli armamenti viene superata con un banale stratagemma.Quello che mi preme dire e che se c’è un errore che vedo è la loro sottovalutazione in nome della “superiorità degli armamenti”,ma quelli che stanno dietro l’ISIS non sono affatto idioti ,sono preparati,e hanno nozioni di strategia militari ben più spavalde di al-Qaeda oltre che di tattiche di guerriglia.

    La religione islamica in questo è appendice,permette di avere un uomo o una donna pronto a eseguire gli ordini fino al suicidio.

  11. tonno ha detto

    Chi si definisce cattolico può esserlo nel senso reale del termine oppure esserlo in senso un po’ largo (chi è credente “a modo suo”, i “non praticanti”, fino ad arrivare a chi è di fatto agnostico ma magari in un momento di difficoltà prega). Allo stesso modo per me quelli che chiamiamo “islamici moderati” sono per lo più persone che non sono interessate ad imporre la sharia così come magari non pregano sette volte al giorno o non rispettano i digiuni. Ci sono poi atei che non possono professare il loro ateismo. Magari gli islamici in senso stretto disapprovano per esempio il fatto che l’Isis massacri i cristiani siriani, visto che il Corano prescrive di non combattere “la gente del libro” quando questa accetta di sottomettersi, e i cristiani in Siria non potrebbero essere più sottomessi di così, perciò considerano ingiustificabile la loro persecuzione. Ma un vero islamico vuole la sharia anche in Occidente, e tra questi c’è una minoranza che vuole instaurarla subito con la violenza (gli “estremisti islamici”) e una parte che preferisce aspettare che gli islamici divengano una massa critica e considerano contro producenti gli scontri frontali, almeno per ora (questi ultimi sono considerati parte dei “moderati”). Da notare che paesi come l’Arabia Saudita e organizzazioni come i Fratelli Musulmani sono “estremisti” in casa loro e “moderati” a casa nostra (ad esempio finanziando la costruzione di moschee). Aggiungo che l’Occidente, così come ha corrotto i cristiani, corrompe anche i musulmani, per questo qui i “moderati” sono la maggioranza; ma allo stesso tempo il nostro vuoto di valori radicalizza l’odio di alcuni di loro che disprezzano il nostro ateismo molto più della nostra fede. Questo è ciò che credo di aver capito.

    • Licurgo ha detto in risposta a tonno

      @ Tonno
      Certamente esistono musulmani più di nome che di fatto e che dunque di tutti questi problemi si disinteressano, ma, pure qua, il discorso è più complesso.
      Esistono, soprattutto tra i musulmani emigrati in Europa nella prima ondata (venticinque, trenta anni fa), casi (ne ho conosciute diverse di persone così) di perfetta osservanza dei precetti islamici (dalla salat cinque volte al giorno, al cibo hallal ecc) che però non si sognano minimamente -o almeno non se lo sognavano fino all’ISIS, nel senso che per molti secoli un nuovo Califfato era per i musulmani una sorta di aspirazione mistica da mettere più o meno ‘negli ultimi giorni’ e dunque in un certo senso come archetipo e non come fenomeno storico, posto che il Califfato dell’ISIS non è a norma con la giurisprudenza islamica, mancando un riconosciuto consesso di dotti, che nella Khalifa detiene il vero potere religioso…ora con queste nuove tentazioni fai-da-te salafite e con un certo odio anti islamico tout court non so quanto l’attitudine sia rimasta tale e quale- di instaurare la sharia, anche solo parzialmente, qua da noi.
      Viceversa, ed è il bacino dei giovani musulmani europei dell’IS, molti musulmani che a livello di stile di vita non hanno nulla di islamico ma che invece si fomentano davanti alla violenza dell’IS e iniziano a voler instaurare una sharia che nemmeno essi sono in grado di seguire.
      L’equazione per cui un musulmano accetta la laicità solo rinunciando parzialmente al suo din (alla sua fede intesa in tutti i suoi aspetti)è un altro cavallo di battaglia del pregiudizio eurocentrico laicista alla francese.
      Stiamo attenti a non caderci anche noi, o perlomeno voi credenti che per molti versi criticate giustamente gli eccessi di certo laicismo.

  12. Leonardo ha detto

    Concordo con la necessità di chiarire che con la definizione di Islam moderato si rischia di non far comprendere ai musulmani la necessità di una nuova interpretazione delle loro fonti e di dare un nuovo indirizzo alla loro tradizione!! La definizione “islam moderato” in effetti é più giornalistica che storica o sociologica, per quest’ultima si può parlare di Islam conservatore non violento ed aperto ad alcuni aspetti occidentali come quello economico e democratico almeno nello andare al potere attraverso le elezioni. Questo per quanto riguarda il medio oriente. Ho trovato istruttivo questo intervento di Massimo Introvigne disponibile in mp3 nel link seguente
    http://www.circologiorgiolapira.it/audio/islam-introvigne-10022014.mp3

    e in questo articolo http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-minaccia-isis-sulleuropa-ora-tocca-a-roma-14435.htm

    L’articolo che più di tutti ho condiviso é quello che mette in risalto il punto di vista equilibrato della Santa Sede che per me ben rappresenta il sunto dei 2 articoli presentati da UCCR, eccolo di seguito :

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-islamle-buone-ragionidella-santa-sede-10108.htm

    Per quanto riguarda la realtà musulmana europea ed in special modo Italiana secondo me siamo di fronte ad un mondo diverso molto più positivo e dove sono possibili e si devono trovare basi comuni su cui costruire una convivenza pacifica e il primo articolo di UCCR li ha sicuramente incoraggiati al processo di maturazione suddetto, diversamente da certe trasmissioni che mi hanno fatto tristezza e fatto capire quanto pronti al razzismo siamo se non si hanno ammissioni su tutto, cosa deleteria al dialogo. Ciao, Leonardo

    • Licurgo ha detto in risposta a Leonardo

      Non è così vero che il jihad sia stato principalmente inteso come sforzo bellico, altro è il discorso che in un’epoca guerriera i due jihad siano stati intrinsecamente legati, anzi, la parola ‘guerra’ nel Corano viene designato con altro termine, anzi nel Corano il termine jihad ricorre molto poco, ricorre di più negli hadit, ma l’hadit in cui si parla di tornare ‘dal piccolo al grande jihad’ non mi pare di poco conto, contando che all’epoca siamo in una società guerriera e in epoca di guerra.
      E’ invece oggi che il jihad viene visto solo in termini militari, il grande jihad non è un’invenzione modernista, tutt’altro, anche qua c’è tutta la secolare giurisprudenza che ha ben distinto.
      http://islamicsupremecouncil.org/understanding-islam/legal-rulings/5-jihad-a-misunderstood-concept-from-islam.html?start=9.
      Concordo però che la posizione sia equilibrata, così come che sui musulmani europei si deve lavorare, altrimenti ci lavora l’ISIS.

  13. Leonardo ha detto

    Sí Licurgo sono convinto che ci sono modi più o meno storici di analizzare la tradizione interpretativa musulmana, un po’come é accaduto a quella cristiana e che come disse Benedetto XVI sia auspicabile riprendere un più serio e sereno approfondimento e confronto con l’Islam perché lo si possa conoscere per quello che é e da questo partire con quelle riflessioni che possono dare più spazio ai semi di verità che Dio ha seminato anche nella cultura e religione musulmana! Con speranza, Leonardo

    • Licurgo ha detto in risposta a Leonardo

      Su quel sito che ti ho linkato, ci sono diverse pagine: vedrai che la giurisprudenza islamica, che è quel fattore determinante della tradizione (oltre a Corano e Sunna) dell’islam classico, ragiona sul jihad e sui suoi spettri semantici sin dai primissimi secoli dell’islam.
      Per il resto, io credo che con la stragrande maggioranza dei musulmani, quelli comuni che sono qua per lavorare e fare due soldi, il dialogo avvenga per così dire naturalmente, fianco a fianco sul lavoro e nei quartieri.
      Per quanto riguarda il dialogo tra religioni, penso che sia Benedetto XVI che Francesco stiano lavorando bene, perchè conoscono bene l’islam. Giovanni Paolo II secondo me invece ne conosceva bene solo la versione più edulcorata, e infatti secondo me, tantopiù se fossi credente cristiano e cattolico, gesti come baciare il Corano sono stati esagerati, non fosse altro perchè per l’islam il cristiano rimane un kafir (un miscredente): ciò non significa dover trattarlo male come persona, ma dire fermamente che è nel falso, e davanti ad una concezione del genere l’ecumenismo va molto ponderato. Ma questo è un discorso che col jihad (quello piccolo 😉 ) e col terrorismo c’entra per fortuna poco.

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