Papa Ratzinger: «L’Islam contiene elementi di pace», nessuno si scandalizzò

bergoglio islam paceMa dov’era Samir Khalil Samir, ex consigliere (almeno così si dice) di Benedetto XVI sull’Islam, quando il Papa emerito disse: «certamente l’Islam contiene degli elementi in favore della pace»? Non solo era presente, ma fu lui stesso a riferire sui media queste parole di Papa Ratzinger.

Ed era lo stesso Samir Khalil Samir a commentare così: «Mi piace molto questo papa, il suo equilibrio, la sua chiarezza. Per il papa polacco il dialogo con l’Islam doveva aprirsi alla collaborazione su tutto, anche nella preghiera. Benedetto mira a punti più essenziali. Il pericolo non è l’islam in genere, ma una certa visione dell’Islam che non rinnega mai apertamente la violenza e genera terrorismo e fanatismo».

Eppure oggi è lo stesso gesuita a scandalizzarsi oggi se Papa Francesco dice lo stesso. In un’intervista odierna, infatti, ha dichiarato: «Bergoglio ha detto spesso che l’Islam è una religione di pace e questo è un errore. Papa Francesco viene dall’Argentina, non conosce l’Islam. Ha conosciuto a Buenos Aires un imam molto gentile e con lui ha avuto una buona relazione ma la sua ignoranza dell’Islam non giova al dialogo».

In realtà Francesco non ha mai detto apoditticamente che “l’Islam è una religione di pace” ma, semmai, che «non si può dire che tutti gli islamici sono terroristi». Sono cose ben diverse. Aggiungendo che, quando lo si afferma, «tanti islamici sono offesi. Dicono: “No, noi non siamo questo. Il Corano è un libro di pace, è un libro profetico di pace. Questo non è islam”». Francesco sta dunque riportando le reazioni degli islamici, spiegando che il vero danno al dialogo è l’ingiusta generalizzazione. In quella famosa occasione, nel viaggio in Turchia nel 2014, Papa Bergoglio fece anche un appello ai musulmani: «Io ho detto al presidente Erdogan: sarebbe bello che tutti i leader islamici lo dicano chiaramente e condannino quegli atti. Perché aiuterà la maggior parte del popolo islamico, ascoltarlo dalla bocca dei suoi leader, religiosi, politici, accademici, intellettuali. Gli islamici che hanno una identità dicano: noi non siamo questo, il Corano non è questo». Parole chiare, dunque, quelle del Papa: una richiesta ai musulmani moderati di prendere l’iniziativa e dimostrare nei fatti quel che sostengono, cioè che il fondamentalismo è solo una parte dell’Islam, seppur non indifferente. Lo stesso che diceva Samir Khalil Samir: “Il problema non è l’Islam in generale”.

Mentre Giovanni Paolo II veniva colpito dal vaticanista Sandro Magister, che anche allora appoggiava la rivolta contro il Papa diffondendo presunti malumori generalizzati tra vescovi e cardinali sulla ambiguità di Wojtyla verso l’Islam, Benedetto XVI andò ben oltre il suo predecessore e il suo successore, come abbiamo già avuto modo di chiarire. Ad esempio, ricordò che «i musulmani condividono con i cristiani la convinzione che in materia religiosa nessuna costrizione è consentita, tanto meno con la forza. Tale costrizione, che può assumere forme molteplici e insidiose sul piano personale e sociale, culturale, amministrativo e politico, è contraria alla volontà di Dio». Nel 2009, anno di frequenti attentati terroristici, Papa Ratzinger espresse il suo «profondo rispetto per la comunità Musulmana» e, nel novembre 2006, due mesi dopo la crudele esecuzione di tre cattolici indonesiani da parte di fondamentalisti musulmani, disse: «Desidero poter dire nuovamente tutta la mia stima per i musulmani»

Non risulta, inoltre, che Benedetto XVI abbia mai attribuito all’Islam, in modo generalizzato, la responsabilità degli attentati terroristici. Come mostrato nel nostro apposito dossier,  il 18/07/05 parlò solo di “orribile attentato”; il 19/04/06 di “atto terroristico”; il 9/05/09 di “perversione della religione”; il 15/05/09 di “terrorismo”; l’11/11/10 di “discriminazione e violenza”; il 2/01/11 di “strategia di violenza”; il 25/01/11 di “grave atto di violenza”; il 20/10/12 di “terribile attentato”; il 7/01/13 di “pernicioso fanatismo di matrice religiosa” e di “falsificazione della religione stessa” ecc. Non esiste alcun richiamo di Ratzinger alla religione islamica nei suoi tanti interventi di condanna di vari attentati, eppure nessun Magdi (ex) Cristiano Allam si scandalizzava. Anzi! Solo il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segniaccusò la Chiesa di Benedetto XVI di avere “reazioni ammiccanti all’Islam”.

Se Samir Khalil Samir era realmente il consigliere di Benedetto XVI, o non era affatto influente oppure ha cambiato idea. Ma l’errore è il suo, non di Francesco. Anche perché, è stato lo stesso Ratzinger a ricordare più volte cosa insegna il magistero ufficiale della Chiesa cattolica, in particolare la dichiarazione della Nostra Aetate: «A questo proposito», disse il Papa emerito nel 2005, «è sempre opportuno richiamare quanto i Padri del Concilio Vaticano II hanno detto circa i rapporti con i musulmani: “La Chiesa guarda con stima anche i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come si è sottomesso Abramo, al quale la fede islamica volentieri si riferisce… Se nel corso dei secoli non pochi dissensi e inimicizie sono sorti tra cristiani e musulmani, il sacrosanto Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e ad esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme, per tutti gli uomini, la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà”».

Sia i documenti ufficiali della Chiesa, sia Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco, dunque, ci insegnano una dottrina chiara sulle altre religioni, opposta a quella proclamata dai turiferari dell’antipapismo. «I cristiani e i musulmani», ci ha insegnato ancora Papa Ratzinger, «seguendo le loro rispettive religioni, richiamano l’attenzione sulla verità del carattere sacro e della dignità della persona. È questa la base del nostro reciproco rispetto e stima, questa è la base per la collaborazione al servizio della pace fra nazioni e popoli, il desiderio più caro di tutti i credenti e di tutte le persone di buona volontà». Dove finiscono quindi le tradizionaliste accuse di buonismo, sincretismo e resa che oggi vengono rivolte solo a Papa Bergoglio?

La redazione

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