Qual è la funzione del Papa? Perché tutte le religioni sono divise tranne il cattolicesimo?

Francesco dietroPer spiegare chi è il Papa leggiamo le parole del Catechismo: «Il Papa, vescovo di Roma e successore di San Pietro, è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità della Chiesa. E’ il vicario di Cristo, capo del collegio dei vescovi e pastore di tutta la Chiesa, sulla quale ha, per divina istituzione, potestà piena, suprema, immediata e universale» (Compendio 182).

“Successore di Pietro” dovrebbe essere chiaro, deriva dal primato di Pietro, lo ha voluto direttamente Gesù. “Vescovo di Roma” vien da sé, perché storicamente il cuore della Chiesa è diventato quello , la città che ai tempi era il cuore del mondo. E’ lì che Pietro si è stabilito negli ultimi anni, è lì che ha subito il martirio, è lì che il suo ruolo è stato raccolto dal successore.

Ma la frase che dà una spiegazione più piena del ruolo del pontefice (parola bellissima, tra l’altro: “colui che getta un ponte”) è quella che arriva subito dopo: «Perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità della Chiesa». Perché la Chiesa sia unita occorre un punto di riferimento ultimo, un’autorità ultima a cui guardare. Una, non due. E non un’idea, una dottrina: ma una persona, “visibile”. Il primato del Papa serve a questo: affida al successore di Pietro, in maniera “perpetua” – cioè fino a quando durerà la storia del mondo-, il compito di custodire la Tradizione. Di far sì che l’essenziale della fede non si disperda, non cambi natura. Rischio concretissimo, visto che la stessa fede passa attraverso uomini. E tra noi uomini, si sa, le divisioni sono all’ordine del giorno.

Nella Chiesa, no. Si può discutere sull’interpretazione, sulla morale, sulle dottrine, sul rapporto con il mondo. Ma alla fine c’è un criterio, un punto di confronto -e di conforto- ultimo: l’autorità del Papa. Se non ci fosse, presto o tardi ognuno farebbe solo ciò che gli passa per la testa. Userebbe certe parole a modo suo, dandogli un significato diverso. Leggerebbe Antico e Nuovo testamento a modo suo. Il risultato sarebbe un’inevitabile divisione. Che è quello che succede a tutti, fuori dal cattolicesimo. Tutte le grandi confessioni religiose sono profondamente divise, anche se noi tendiamo a immaginarle come dei “blocchi” unici. I musulmani sono divisi in sunniti e sciiti. Negli ebrei si distinguono ortodossi, ultraortodossi e liberali. Ma anche i cristiani che non riconoscono l’autorità del Papa finiscono per essere divisi: calvinisti, luterani, avventisti…

Per questo il Papa è detto anche “vicario di Cristo”, termine che scandalizza molti. E’ un’esagerazione? No. E’ che custodendo la fede, come abbiamo detto, assicura la presenza continua di Cristo nella storia. Ma poi c’è un altro punto interessante: “capo delle chiese locali, i successori degli apostoli. Pastori come lui, quindi. E uno dei punti più importanti è l’unità tra di loro. C’è un capo, perché «senza testa non c’è corpo» dicevano i padri della Chiesa. Ma la Chiesa è anche una compagnia, una unità. E infatti la sua guida è molto più collegiale di quanto si pensi.

Certo, il Papa può sbagliare. Giovanni Paolo II ci ha persino scherzato su il giorno stesso della sua elezione: «Se sbaglio, mi corrigerete…». Il Papa è un uomo, un peccatore come noi. E può sbagliare anche lui, come noi. Tranne che in un momento molto preciso, in cui Dio lo assiste in maniera particolare: quando decide di intervenire su materia di fede e di costumi ex cathedra, cioè letteralmente “dalla sua cattedra”. Capita di rado, dev’esserci proprio in gioco la necessità di fissare una volta per tutte -o di ribadire- un aspetto particolarmente decisivo della fede. Infatti la Chiesa lo chiama “magistero straordinario”. Ma l’infallibilità (che, nota bene, dipende dall’assistenza dello Spirito Santo, non dalla “bravura” del Papa) c’è solo in quel momento. Oltre che in momenti altrettanto straordinari e solenni come i concili ecumenici, assemblee che raccolgono tutti i vescovi sotto la guida del pontefice. Tutto questo c’entra molto con l’ultima frase che abbiamo letto prima: quell’«ha per divina istituzione, potestà piena…». Per divina istituzione. Se è vero quello che abbiamo detto fin qui della Chiesa, non c’è nessuna difficoltà ad ammettere che Dio la accompagni in maniera particolare sopratutto nei momenti più delicati, più importanti, più decisivi nel preservare la tradizione della fede.

Ci sono Papi che hanno sbagliato, e molto. Ma nessuno ha contraddetto la tradizione. Puoi scorrere tranquillamente i duemila e rotti anni di storia della Chiesa: ci sono errori, evoluzioni e cambiamenti come in tutte le realtà umane, ma non trovi una contraddizione che sia una sulle verità fondamentali della fede. Una volta che sono state proclamate, nessun pontefice le ha mai messe in discussione. In duemila anni, capisci? Basterebbe questo per sospettare che ci sia sotto qualcosa di sovrumano..

Detto questo, però, forse il nome più importante del Papa è un altro. Quello a cui ci si rivolge a lui da sempre: Santo Padre. “Santo” non perché tutti i Papi lo siano automaticamente (molti lo sono diventati, molti altri no). Ma perché la figura stessa del Papa, il suo ruolo, è un richiamo a Dio. Obbliga a pensare a Lui.

 

di Davide Perillo, tratto da La fede spiegata a mio figlio (Piemme 2007, p. 101-105)
 

Condividi su:
  • Aggiungi su Facebook
  • Aggiungi su OKNOtizie
  • Aggiungi su Twitter
  • Aggiungi su Windows Live
  • Aggiungi su MySpace

38 commenti a Qual è la funzione del Papa? Perché tutte le religioni sono divise tranne il cattolicesimo?

« nascondi i commenti

  1. LG ha detto

    http://whyimcatholic.com/

    segnalo questo sito molto interessante : storie di conversioni o ritorni al cattolicesimo.

    Una cosa abbastanza comune ad es. nelle storie di ex protestanti è che si sono resi conto ad un certo punto di aver sempre rincorso le proprie “impressioni” riguardo la religione e non essersi mai fatti mettere in discussione da un messaggio integralmente accolto. Semplicemente, quando non “si sentivano più” di partecipare ad una data comunità…cambiavano predicatore.
    In pratica, la dottrina, la proposta morale “alta”, i sacramenti ….e tutto quello che vine additato come superato, medievale, superstizioso e amenità del genere riguardo la tradizione cattolica…beh… spesso è proprio ciò che fa “innamorare” chi ne fa esperienza proveniendo da altri culti

    • Vincent Vega ha detto in risposta a LG

      Lg, da Cattolico concordo col tuo discorso, però ti chiedo: cosa intendi con “proposta morale alta”?

  2. Andrea VCR ha detto

    Bell’articolo.
    Viva Cristo Re

  3. Franz ha detto

    Ci sono delle cose che peró ad onor di storia dovreste scrivere, cioè che la figura del papa fu introdotta da ireneo di lione nel trattato adverus erenses (spero si scriva così)nel quale egli da impoetanza al vescovo di Roma che identifica come successori divini dei santi pietro e paolo…

  4. Dom ha detto

    Francesco vuole proprio questo: costruire ponti. I muri non servono, perché prima o poi cadranno. Non ci sono tante umanità, ma ce ne è una, che è figlia di quel Cristo che è morto in croce… 😉

    • Marco S. ha detto in risposta a Dom

      Diciamo che, piu’ propriamente, non e’ compito del Papa costruire muri, perche’ la Chiesa e’ universale e attende con ansia il giorno in cui l’umanita’, anche con i suoi poteri temporali, sara’ in grado di adeguarsi a questa sua aspirazione, organizzandosi in un unico stato.

      Gli stati hanno pero’ esigenze pratiche: il controllo del territorio e quindi, in primis, la sua delimitazione, e’ uno degli elementi essenziali per la loro esistenza.
      Se si nega questo, si nega la possibilita’ di esistenza di uno stato e ci si condanna ad essere terra di tutti e quindi di nessuno.

      Ho visto su un’auto un adesivo, diffuso da una nota radio, con scritto: “Qui nessuno e’ straniero”.
      Su un piano personale e’ un concetto molto cristiano, come non farlo proprio !
      “Ero straniero e mi avete accolto”, parliamo di uno dei piu’ alti passi del vangelo, il Discorso della Montagna…

      Ma poiche’ giova sempre rivoltare i concetti come calzini, dire quello equivale anche a dire “Qui nessuno e’ italiano”, perche’ se non ci sono stranieri, allora non ci sono nemmeno italiani.
      Non so se questo nuovo concetto possa essere altrettanto pacifico per un cristiano…

      Quindi costruire ponti non esime dall’usare giudizio e buon senso.
      Noi costruiamo ponti, ma lo facciamo nella Storia, prendendo atto anche dei limiti che essa in questo particolare momento, ci impone.

      • Dario* ha detto in risposta a Marco S.

        C’è anche da dire questo a tal proposito: a chi governa una comunità di persone (re, imperatore, sindaco, presidente, politico o quant’altro) è richiesto, cristianamente parlando, di comportarsi come un padre nei confronti delle persone a lui affidate. Ora, è sacrosanto e perfettamente cristiano il fatto di sacrificarsi per il bene dell’altro ma non lo è il comportamento di un padre che tolga il necessario alla propria famiglia per darlo ad altri. Un conto è insegnare ad essere altruisti (anche insegnare il sacrificio) ed un conto è defraudarti di ciò di cui hai bisogno per darlo via, a prescindere dalla tua volontà.
        A ben vedere questo è ciò che si fa in Italia, si riduce il giovane (ma non solo) italiano medio alla disperazione e si regala a mani larghe a chiunque metta piede sul suolo italiano (che ne abbia diritto o meno). Sarò io, ma in questo non ci vedo proprio niente di cristiano. La mia personale idea è che, se si prendesse alla lettera il discorso del Papa di costruire ponti e non muri, il mondo diverrebbe islamico nel giro di una generazione. Il voto di povertà lo si sceglie, non può essere calato dall’alto e, comunque, non è compatibile con la vita famigliare

  5. Dom ha detto

    Non so Marco… ma hai voglia sempre di andarmi contro? Perché ad ogni mio commento c’è sempre una tua risposta.
    Non ho alcun problema… Riguardo al papa, quello che dice dovrebbe essere rispettato e messo in pratica. (Non è filosofia che rimane sui libri! Non sono bei discorsi e basta!)
    Proprio come quando un padre educa un figlio: non ci vedo nulla di male. Dove sta questo scandalo, scusa?
    I muri non sono i confini, mi sembra. Lo sai o vuoi un disegnino?
    A volte i politici (non solo da noi) fanno le sparate elettorali per vincere le elezioni e tali però rimangono. Non confondiamo.
    Comunque aggiungo che non ho per nessun simpatia per la Clinton, a scanso di equivoci.

  6. Riccardo_CS ha detto

    L’articolo è ingannevole nel sostenere che la divisione colpisce soltanto al di fuori del cattolicesimo, soprattutto quando afferma che “…anche i cristiani che non riconoscono l’autorità del Papa finiscono per essere divisi: calvinisti, luterani, avventisti…”.
    Lutero non è nato luterano, prima era cattolico e dunque la divisione è sorta all’interno del cattolicesimo.

    • Klaud. ha detto in risposta a Riccardo_CS

      Infatti. È come se i valdesi si vantassero di essere gli unici uniti: sono gli altri che si sono divisi da loro!

    • Dario* ha detto in risposta a Riccardo_CS

      La differenza non è tanto nell’unità, infatti neppure i cattolici sono realmente uniti, ma nel fatto di riconoscere una comune autorità morale ed una comune dottrina univoca da seguire e questo i luterani non ce l’hanno e così i calvinisti, gli avventisti e via via tutti gli altri

      • Riccardo_CS ha detto in risposta a Dario*

        Sì, certo, ma l’articolo pone la questione in modo ingannevole e disonesto, perchè se parla di ebrei e musulmani, allora deve parlare di cristiani e non di cattolici e i cristiani sono divisi tanto quanto gli appartenenti alle altre grandi confessioni religiose, e anzi, la divisione dei cristiani è forse quella più sofferta.

        • Dario* ha detto in risposta a Riccardo_CS

          No, perché se anche tu prendi le varie correnti principali delle altre religioni, avrai modo di vedere che non hanno un’unica guida unanimemente riconosciuta. Se prendi gli sciiti o i sunniti ad esempio (quindi non certo cristiani) noterai che non hanno una figura centrale a cui fare riferimento. I cattolici invece sì e non importa se siano di CL o di AC o di qualsivoglia altro sottoinsieme

          • Riccardo_CS ha detto in risposta a Dario*

            Non sto dicendo che le correnti principali delle altre religioni abbiano una guida assimilabile a ciò che rappresenta il papa nel cattolicesimo: dico che il fatto di avere una guida, a partire da Pietro, non ha impedito che i cristiani si ritovassero divisi come le altre confessioni religiose (sto parlando di cattolici, protestanti, ortodossi, ecc., non di Azione Cattolica e CL) e che è un errore parlare di ebrei, musulmani e cattolici, anzichè di ebrei, musulmani e cristiani.

  7. hicetnunc ha detto

    non chiamate nessuno “padre” sulla terra:
    lo ha chiesto Dio, per cortesia…
    sembra che lo facciate apposta!

    • Dario* ha detto in risposta a hicetnunc

      Certo che dev’essere un grande divertimento molestare il prossimo con frasi oziose. Che tu lo creda o meno, sei chiamato a cose più grandi di questa, non sprecare il tempo che ti resta da vivere

    • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

      C’era una volta un relativista linguistico che si chiedeva se argomentare era una opinione,e sosteneva che lo era opinando,e disse pure i termini vanno definiti e tu ti contraddici.

      E li si rispose se non abbiamo un vocabolario comune,allora se non ti contraddici,non puoi capire questo messaggio e non rispondere, oppure abbiamo un vocabolario comune e ti contraddici.

      Ma lui continuava ad andare sempre contro l’ovvio,dicendo chiamerò le mele pere, compiendo ogni abuso linguistico, per sport di cambiare solo l’ideogramma delle parole dimentico pure della semiotica,poi vide un ragazzo che lo incoraggio nel suo relativismo linguistico,li disse in questo cartello c’è la scritta:”questa è la rampa per andare in contro marcia in autostrada”; c’è pure scritto,ma la parola divieto era da lui intesa come “bhè le definizioni sono relative e si basano sull’autoreferenza puo anche significare contemporaneamente che questo è il senso di marcia”,caso volle che avendo giocato troppo con le definizioni dei termini,proprio in quel momento stesse passando un tir,e li che comprese la ragionevolezza di avere le definizioni in comune con altri esseri umani,piuttosto che vaniloquiare sulle sue autoreferenza affatto ovvie del mondo a cui si riferisce il linguaggio.

      Che si debba definire un termine siamo d’accordo,ma una volta definito,che si debba vaniloquiare sempre revocando definizioni è altro discorso.Per altro stabilito il vocabolario non si puo deffinire all’infinito o non si dice nulla,perchè ogni definizione prevede altre parole da definire,che a loro volta vanno definite.

      Se rispondi a questo messaggio allora vuol dire che hai delle definizioni comuni,oppure come fai a leggere?Se tuttavia tu rispondi allora le definizioni non si riferiscono solo al soggetto ma a un mondo oggettivo o sistema di riferimento comune a altri soggetti,ma allora non ha senso il relativismo linguistico.

      • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

        d’accordo sulle componenti elementari del linguaggio che a te mancano come il dizionario e la grammatica ma parlando con qualcuno se non hai come target il suo discorso ma il tuo stai parlando da solo, il tuo è un argomentare similissimo all’autismo, argomentare significa argomentare sul discorso altrui non sul proprio, se pensi che l’argomentare altrui non è all’altezza allora o perdi tempo ed elevi il discorso altrui oppure se non vuoi essere ridicolo devi rivolgere alla comunità scientifica le tue sofisticazioni disfunzionali del linguaggio parlato a servizio della scienza e vedi, per conto tuo, se hai ragione o torto. Non è che usare il linguaggio scientifico eleva il tuo discorso ipso facto. Anche uno zotico può sapere meglio di te come si fanno le addizioni, senza conoscere la dimostrazione logica di cos’è o non è la matematica

        • hicetnunc ha detto in risposta a hicetnunc

          partendo dal semplice al complesso non dal complesso al semplice

        • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

          infatti lo zotico si contradice in continuazione pur di fare lo stalker.,siccome pure il relativista deve comunicare le sue sciochezze verbali ,a chi le comunica a se stesso?No deve esserci qualcuno a cui lo comunica,per darli noia magari,se no un vero e coerente relativista dice che la parola e’ incomunicabile,se lo e’,come dice Gorgia perche non tace e non comunica piu con altri esseri umani?.Vedi le teorie argomentative e leggile poi semmai criticale,il restoe’ criticare prima di leggere cioe stupidita’.

          • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

            ma quale stalker vedi chi non conosce il significato delle parole? sei tu che insulti sempre e poi pretendi che tutti si assogettino in religioso silenzio alla scienza di un qualsiasi Amodeo Romano quale sembri quando scrivi
            se non vuoi che commenti i tuoi di commenti a quello che dico basta che me lo chiedi, così tu e Dario* ve la cantate e ve la suonate

            • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

              No hai affermato non conoscere la dimostrazione logica della matematica,ci mancherebbe altro che la si debba conoscere,con i due teoremi di incompletezza.

            • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

              Ma perfavore mi manca solo la passata degli ignoranti vittimisti,che prima affermano tutta una serie di farneticazioni,poi li confuti e ti rispondono:a ma tu mi insulti.

              No qua io chiedo a qualunque ateo o agnostico relativista (non tutti lo sono) di dimostrarmi la coerenza logica del relativismo su ogni campo.Non solo dal punto di vista teorica ma anche dal punto di vista pratico.

              E poi non puoi saperlo se ti insulto,visto che le mele sono pere,quindi in realtà gli insulti sono complimenti,sei tu da buon relativista,che non hai capito bene che erano complimenti,infatti sono ideogramicamente complimenti e come fai a dire che sono insulti,non mi vorrai dire che poi il resto dell’umanità è troppo ignorante da comprenderti?

        • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

          Anche uno zotico può sapere meglio di te come si fanno le addizioni, senza conoscere la dimostrazione logica di cos’è o non è la matematica

          Vedi hai un difetto micidiale parlare senza conoscere nulla di ciò che parli:

          Infatti la matematica non è riducibile alla logica,ci sono ben due teoremi incompletezza di Goedel che lo dimostrano.Sai questo significa?

          Che devi confutare e dimostrare contraddittori i due teoremi di incompletezza di Goedel nel campo metamatematico e nei suoi fondamenti:Buona fortuna vediamo se confuti a quello zotico a Goedel!

          • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

            guarda che forse non hai capito quello che ho detto, non ho detto che la natura della matematica è dimostrabile logicamente perché non ho detto che tu non conosci la dimostrazione logica, colpa mia che non ho specificato che il soggetto della frase era lo zotico, e mi sono anche detto: non mi tirerà in mezzo anche Godel…

            • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

              La “natura” della matematica,no ma anche perchè a questo si aggiunge che la matematica sia una “natura”

              ..senza conoscere la dimostrazione logica di cos’è o non è la matematica
              …non ho detto che tu non conosci la dimostrazione logica

              “La Natura della matematica” dovrebbe avere una “dimostrazione logica” che i non iniziati alle tue superstizioni non conoscono?

              Ma visto che amate la scienza, ti faccio rispondere da galileo in merito alla domanda :che cosa è la matematica?La domanda significa cercarne l’essenza,come chiedersi qual’è l’essenza della matematica?

              « Il tentar le essenze, l’ho per impresa disperata[3] »

              « Il tentar l’essenza, l’ho per impresa non meno impossibile e per fatica non men vana nelle prossime sustanze elementari che nelle remotissime e celesti: e a me pare essere egualmente ignaro della sustanza della Terra che della Luna, delle nubi elementari che delle macchie del Sole; né veggo che nell’intender queste sostanze vicine aviamo altro vantaggio che la copia de’ particolari, ma tutti egualmente ignoti, per i quali andiamo vagando, trapassando con pochissimo o niuno acquisto dall’uno all’altro.

              E quindi che critica “mi muovi” o meglio che critica muovi a Galileo nella tua dimostrazione logica dell’essenza della matematica?

              No perchè il tentar l’essenza di un triangolo rettangolo c’è l’ho per ugualmente impossibile e indimostrabile.Ma se sai dimostrare il contrario….

      • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

        d’altra parte puoi anche daper fare perfettamente l’analisi logica senza capire una parola di un discorso, o non capire di avere un interlocutore con altre esperienze dalle tue, altre idee quindi, puoi essere benissimo un esperimento di I.A. con gli utenti di un blog in cui si fanno discorsi mediamente complessi, con tanto di sgrammaticature funzionali al mimetismo con gli esseri umani, che cosa ti rende umano qundo parli se non l’entrare in empatia, cosa che a te manca totalmente?
        ma il mistero è: chi ti vota?
        la prima persona che mi viene in mente è Dario* …

        • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

          Prima leggi poi critica,viceversa non conosci affatto ciò che critichi,se non conosci cio che critichi non puoi mai comprendere ciò che critichi?

          Infatti aspettarsi che i politici argomentino è come aspettarsi che tu impari a ragionare.

          • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

            hai mai letto un libro dive l’unica cosa presente è la bibliografia? tu parli sempre come un tal libro

            • Dan ha detto in risposta a hicetnunc

              Ci mancherebbe che devo parlare senza riferirmi anche a libri? Tipo te?

              Per questo ho sempre condiviso Platone:non serve a nulla al relativista andare a scuola e apprendere anche da altri esseri umani che nè sanno più di lui,perchè li basta opinare autoreferenziale per conoscere qualcosa,anche se non dice alla fine mai nulla se non chicchere e vaniloqui,con la pretesa pure che siano una conoscenza accademica.

          • hicetnunc ha detto in risposta a Dan

            di primo acchito è praticamente la tua auto confutazione, vorrei già poter dire “ti rendi conto?” ma prima che finisca di leggere scadranno i commenti per cui te lo anticipo come possibilità

  8. hicetnunc ha detto

    nella mia visione (molto incompleta devo dire) delle cose osservo questa differenza, ditemi se e dove sbaglio
    la chiesa non è un blocco unico ma fa un blocco unico delle sue molteplici “anime”, non si accontenta di sapere che la verità sia una ma che sia quella che lei impone d’autorità; le altre chiese sono divise perché non hanno come fine l’unità esteriore della loro dottrina, ma comunque credono che Gesu Cristo esiste e che sia uno, che ha detto una verità, non tante, senza per questo pensare che il Cristo degli altri sia un altro o che la verità degli altri sia un’altra, riconoscono alla propria e a quelle altrui la stessa disgnità e la stessa legittimità come interpretazioni (purche non palesemente false); sulla interpretazione che ritengono migliore (non necessariamente più comode, più comoda può essere anche l’interpretazione di doversi sottomettere ad una autorità) fondano poi la loro idea della verità, di quale debba essere la dottrina in cui credere e non esiste che io sappia la scomunica spirituale ma solo quella materiale

  9. hicetnunc ha detto

    Basterebbe questo per sospettare che ci sia sotto qualcosa di sovrumano

    basta volerlo e avere uno scopo, la dottrina è organizzata in modo assiomatico deduttivo chi può contraddirla? solo l’interpretazione degli assiomi che è di pertinenza del papa e dei concili ecumenici

« nascondi i commenti