L’incompetenza degli omofascisti e le ragioni di Cristina Zaccanti

zaccantiL’ultima vittima dell’omofascismo mediatico è stata la docente di religione dell’I.T.I.S. di Moncalieri accusata da un adolescente di aver sostenuto parole che lei ha smentito di aver detto. Gli accertamenti sono in corso (finirà come tutti i casi di finta omofobia inventati dai media?)- ma quotidiani e i siti web delle principali testate avevano già deciso che la professoressa andava punita e diffamata pubblicamente.

Subito dopo è toccato Cristina Zaccanti, docente in un liceo classico, in queste ore diffamata a sua volta dai media perché accusata da lobby e associazioni Lgbt (Coordinamento Torino Pride su tutti) di aver scritto “mistificazioni e falsità” anti-gay  sul bollettino parrocchiale di Rivarolo Canavese.

Qualcuno, prima di aggregarsi al coro del bullismo, ha pensato di verificare le notizie citate dalla professoressa? Innanzitutto vediamo cosa ha scritto la docente e le accuse che le sono state rivolte. L’articolo della professoressa Zaccanti è stata pubblicato qui.

 

“PEDOFILIA COME METODO PEDAGOGICO”.
L’articolo inizia spiegando che l’OMS e l’ONU promuovono da anni, in accordo con le associazioni LGBT, la “teoria del gender” (ognuno ha il potere di scegliere se essere uomo o donna, al di là del sesso biologico). Difficile dire il contrario (e nessun contestatore lo ha negato), non si contano infatti le proteste di mons. Silvano Maria Tomasi, Osservatore permanente della Santa Sede presso l’ufficio dell’Onu a Ginevra, per queste prese di posizione degli organismi internazionali. Zaccanti prosegue criticando la diffusione del concetto di sessualità legata soltanto al piacere e all’autodeterminazione per poi scrivere: «La pedofilia si sta configurando come una delle tante vie per soddisfare il diritto al piacere, può diventare persino un metodo pedagogico ammesso anche dall’ONU».

Quest’ultima affermazione è chiaramente errata, l’ONU non ha mai avvalorato pubblicamente la pedofilia come “metodo pedagogico”, tuttavia l’ONU -attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)- ha promosso tramite il documento intitolato Standard di Educazione Sessuale in Europa l’educazione sessuale nei bambini e adolescenti, da 0 a 16 anni, nelle scuole. Sui contenuti specifici parleremo dopo, ci interessa l’accusa che arriva dall’associazione “Il bambino naturale”: «Dall’”insegnamento” alla pedofilia il passo è brevissimo, anzi inesistente, in quanto le due cose inevitabilmente si equivalgono […]. Se qualsiasi “vera” cultura e qualsiasi “vero” pedagogo inorridirebbe a sentire proposte di tal fatta possiamo, all’opposto, immaginarci chi invece si rallegrerebbe: sordidi pedofili che si sentirebbero pienamente giustificati dall’autorità internazionale». Sono dunque le associazioni familiari le prime a introdurre -con pertinenza- il tema pedofilia come conseguenza delle indicazioni dell’ONU, evidentemente la tesi della Zaccanti non è così tanto ridicola. Allorquando si chiede agli insegnanti di educare i bambini (0-4 anni) alla masturbazione (lo vedremo più sotto) si profila certamente un’invasione illecita  e pericolosa da parte di un adulto nella sfera intima e sessuale di un infante, non troppo lontana da ciò che commettono i pedofili. La provocazione della prof.essa Zaccanti è perciò idonea e pertinente, anche se avrebbe fin da subito dovuto spiegare meglio i termini della questione.

 

“CORSI DI MASTURBAZIONE PER BAMBINI”.
L’articolo sul bollettino parrocchiale prosegue criticando la visione che vede i bambini “diritti dei genitori”, l’approvazione del genitore 1 e 2 e ponendo dubbi sul benessere dei bambini nelle coppie dello stesso sesso, utilizzando sempre parole rispettose. Si parla poi dei famosi “libretti dell’UNAR” e delle «indicazioni dell’OMS e in particolare del documento Estrela» che «prevedono, ad esempio, nella scuola materna la masturbazione a partire dai 3 anni in modo che il bambino, prescindendo dal proprio sesso biologico, sperimenti le proprie pulsioni e decida come orientarsi così da alimentare l’esperienza omosessuale, oltre che eterosessuale, in nome del diritto del bambino alla propria autodeterminazione».

Effettivamente nel già citato documento dell’OMS intitolato Standard di Educazione Sessuale in Europa, come sottolineato dai quotidiani, per i bambini dagli 0 ai 4 anni si invitano scuola e insegnanti a trasmettere informazioni su «gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce» e sul «il diritto di esplorare le identità di genere», mettere i bambini in grado di «acquisire consapevolezza dell’identità di genere, esprimere i propri bisogni, desideri e limiti, ad esempio nel “gioco del dottore”». Dai 4 ai 6 anni, invece, bisogna informare i bambini sulle «basi della riproduzione umana», sulla «gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; masturbazione infantile precoce e scoperta del proprio corpo e dei propri genitali», compresi i termini «vicinanza, piacere, eccitazione». Bisogna anche trasmettere informazioni sull’«amicizia e amore verso persone dello stesso sesso», sulle «relazioni con persone dello stesso sesso, le diverse concezioni di famiglia». A 6-9 anni, invece, la scuola deve informare sulle «mestruazioni e sull’eiaculazione», «l’idea base della contraccezione e i diversi metodi contraccettivi», sulla onnipresente «gioia e piacere nel toccare il proprio corpo (masturbazione/auto-stimolazione e ancora una volta l’«amicizia e amore verso persone dello stesso sesso». Dai 9 ai 12 anni l’OMS chiede di insegnare la «pianificazione familiare, diversi tipi di contraccettivi e loro utilizzo; i rischi e le conseguenze del sesso non protetto (gravidanze indesiderate)», «piacere, masturbazione, orgasmo e differenze fra identità di genere e sesso biologico», l’onnipresente «amicizia e amore verso persone dello stesso sesso». I bambini vanno messi in grado di «utilizzare preservativi e contraccettivi correttamente», «prendere decisioni consapevoli sul’avere o meno esperienze sessuali». Gli insegnanti, inoltre, devono “”aiutare i bambini a sviluppare” «consapevolezza e accettazione dei cambiamenti e delle differenze nei corpi (dimensioni e forma del pene, del seno e della vulva e «accettazione delle diverse espressioni della sessualità (baciarsi, toccarsi, accarezzarsi, etc.)».

Dai 12 ai 15 anni, l’OMS chiede alle scuole di trasmettere informazioni sull’«identità di genere e orientamento sessuale, compreso fare “coming out” (svelare la propria omosessualità)», “mettere in grado i bambini” di «procurarsi i contraccettivi nei contesti appropriati» e dai 15 anni in poi la scuola devono parlare a loro di «gravidanza surrogata, riproduzione medicalmente assistita», sul «diritto di abortire» e gli insegnanti devono aiutarli a «una visione critica delle diverse norme culturali/religiose inerenti la gravidanza, la genitorialità» e «accettare e apprezzare l’omosessualità per le differenze nel campo della sessualità».

Riprendendo le parole della prof. Zaccanti possiamo dunque confermare quanto ha scritto: l’OMS invita scuola e insegnanti ad educare (trasmettere informazioni) sulla masturbazione dagli 0 ai 4 anni ed inviti la scuola materna (4 anni) ed elementare (6 anni) ad educare «all’amicizia e amore verso persone dello stesso sesso». Dopo quanto scritto si capiscono meglio anche le parole riguardanti la pedofilia, citate inizialmente nell’articolo sul bollettino parrocchiale. Giusto per far capire l’idiozia e l’incompetenza dei quotidiani: anche “Libero” oggi ridicolizza la docente per le sue tesi, eppure proprio “Libero” nel 2013 ha informato dei «corsi di masturbazione per bimbi di quattro anni. Folle imposizione dell’Europa: insegnare ai piccoli tutto sul sesso (anche gay)» promossi dall’OMS.

 

SOMMINISTRAZIONE DI ORMONI PER RITARDARE LA PUBERTA’
L’articolo sul bollettino parrocchiale prosegue informando che «in Inghilterra, ma anche in alcune scuole d’Italia, si somministrano ormoni ai bambini affinché, venendone ritardata la crescita, abbiano più tempo per decidere. All’insaputa delle famiglie il bambino viene orientato all’omosessualità che si configura sullo stesso piano dell’eterosessualità».

Effettivamente in Inghilterra, come hanno riportato i quotidiani inglesi, il Servizio Sanitario Nazionale somministra ormoni ai ragazzi indecisi sul loro sesso (disforia di genere) che ritarderanno i cambiamenti fisici dei ragazzi in questione, così da permettere loro di avere più consapevolezza della propria identità. Questo trattamento, si legge sui quotidiani online, li aiuterà a capire se davvero vorranno mantenere il loro sesso o vorranno cambiare. Anche in Italia è avvenuta la richiesta di utilizzo dei trattamenti ormonali per questi bambini da parte della Regione Toscana e dell’ospedale Careggi di Firenze. La notizia riportata dalla prof.ssa Zaccanti è dunque reale, l’unica informazione errata è che ciò avvenga “all’insaputa delle famiglie”.

Giusto per far capire l’idiozia e l’incompetenza dei quotidiani: anche “Il Fatto Quotidiano” è tra i bulli che oggi picchiano la professoressa per queste notizie, peccato che nel 2013 anche lui dava la stessa notizia. Anche “Giornalettismo” oggi ridicolizza l’insegnante, peccato che nel 2012 parlava del “farmaco che congela la pubertà” in Inghilterra per ritardare «i cambiamenti fisici dei ragazzi in questione così da permettere loro di avere più consapevolezza della propria identità. Questo trattamento li aiuterà per capire se davvero vorranno mantenere il loro sesso o vorranno cambiare». “Blitzquotidiano” titola: “Cristina Zaccanti, parrocchie e libretto: ormoni ai bimbi, l’Onu li vuole gay”, peccato che lui stesso ha dato la notizia nel 2011, titolando: “Ti senti più uomo o donna? Iniezioni per bloccare la pubertà in Gran Bretagna”.

 

“RIEDUCAZIONE IN UN CAMPO LGBT”
L’articolo della prof.essa Zaccanti prosegue criticando la demonizzazione mediatica della famiglia naturale, l’esaltazione di quella omosessuale, l’autodeterminazione sulla propria sessualità ed infine il ddl. Scalfarotto il quale prevede «da 1 anno a 6 anni di reclusione, 6000 euro di ammenda e rieducazione in un campo Lgbt» per chi istiga all’odio omofobico (compresa l’affermazione che l’unica famiglia naturale è quella composta da uomo e donna).

La frase ha scatenato risate, indignazione e accuse di falsità da tutti i quotidiani, peccato che la professoressa abbia ragione ancora una volta. Un emendamento del Movimento 5 stelle al ddl Scalfarotto punta infatti ad introdurre una “pena accessoria” che ha fatto molto discutere: in caso di condanna può scattare l’obbligo di lavorare da sei mesi a un anno in un’associazione che tutela omosessuali, bisessuali, transessuali o transgender. Dunque anche questa notizia è reale, scritta in modo ironico, tuttavia sarebbe stato meglio specificare che la “rieducazione in un campo Lgbt” è, per ora, solamente un emendamento proposto al ddl Scalfarotto.

 

Concludendo abbiamo verificato che le notizie scritte dalla prof.essa Cristina Zaccanti sul bollettino parrocchiale di Rivarolo sono vere ed autentiche, mentre alcune frasi e alcuni collegamenti invece sono errati. Tuttavia la prof.ssa ha posto riflessioni sintetiche e generali su un giornale parrocchiale, non ha voluto né preteso fare un trattato scientifico da pubblicare su qualche quotidiano, libro o rivista scientifica. Ai giornalisti omofascisti bastava poco per verificare le notizie, anche perché loro stessi le hanno riportate tempo fa nei loro quotidiani.

Ma il bullismo omofascista non ha tempo per la verità, l’importante è colpire e diffamare pubblicamente i dissidenti o gli sventurati che tentano di far aprire gli occhi. E la legge sull’omofobia non è ancora stata approvata, pensate cosa accadrà dopo.

La redazione

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17 commenti a L’incompetenza degli omofascisti e le ragioni di Cristina Zaccanti